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Full text of "MC microcomputer 123 1992"

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Il 



Da questo numero; Il Al IV 

L'UNIVERSO DI UNI A 


Microsoft Excel 4 
Lotus 1-2-3 v. 2.4 
Microsoft TrueType FontPock 
Modem ZyXEL serie II- 1496 
Anatomie di Windows 
Grafica: esercizi con CorelDRAW 


Memorie officile: 
3 applicazioni su CD-ROM 

Oltre il Paradox Workshop 
DTP professionale 
WP per Macintosh: 
Word 5 o WordPerfect? 

Chicago: Si ggraph '92 


Notebook 


Zenith Z-NOTE 325Lc Compaq Deskpro 3/25i 









BASTA UNA 
TELEFONATA 


PER SCOPRIRE 
PERCHÈ IL MK 
ANCHE ESSERE 
QUELLO CON 
IL MINOR 
PREZZO! 




L'eccellenza è una qualità sfuggente. È così facile da riconoscere, ma spesso molto difficile da trovare. Per essere sicuri di avere 


il meglio dovete rivolgervi a Dell: troverete PC configurati esattamente per le vostre esigenze. Ad un prezzo che non pensavate 
possibile. Quello che vedete è solo una parte di ciò che riceverete. E ciò che avrete è tutto 


(vedi box). Ma vi offriremo ancora di più. Come la facilità d'uso e la superba qualità e affidabilità. Alcuni studi affermano che il 



45% delle aziende e persone che usano computernon sono soddisfatte delle prestazioni dei loro sistemi. Scegliere 
Dell significa non correre il rischio di essere tra questi. Un servizio vincente. I nostri prodotti sono corredati da 
un’insieme di servizi che non vi faranno desiderare altro: garanzia completa per un anno su parti e componenti, hot-line tecnica 


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Computer si è affermata come una delle società leader tra i produttori di PC. E grazie alla 


nostra efficace strategia commerciale siamo in grado di ridurre i prezzi senza scendere 



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Cinque configurazioni per voi * 


325SX - t386sx/25, 4MB RAM, 80MB HD 

486P/25 - Ì486SX/25, 4MB RAM, 120MB HD 
486P/33 - Ì486/33, 4MB RAM, 230MB HD 
486P/50 - Ì486DX2/50, 8MB RAM, 230MB HD 
486P/66 - Ì486DX2/66, 8MB RAM, 230MB HD 


Lit. 1.990.000 
Lit. 2.490.000 
Lit. 2.990.000 
Lit. 3.490.000 
Lit. 3.790.000 


*T utte le configurazioni comprendono: Tastiera estesa 1 02 tasti. Monitor VGA 
14’ colore, MS-DOS 5.0 italiano, MS-Windows 3.1 italiano e Mouse Dell 


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Guida ragionata ai personal 
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1. Ordina il tuo nuovo pc HP 
Vectra i486. 

2. Ammira orgoglioso il tuo 
acquisto sapendo che è perfetto 
per le tue esigenze di oggi e 

di domani. 

3. Immagina che sia già domani. 

4. A questo punto decidi 
il livello di potenza 

che vuoi raggiungere con il 
tuo pc. 


5. Acquista il chip desiderato 
(se avessi scelto un altro pc 
avresti dovuto sostituire l'intera 
scheda). 

6. Inserisci il nuovo chip. Puoi 
potenziare il tuo i486 da 25 MHz 
a 33, a 50 o anche a 66 MHz. 

7. Sorridi, perchè noti che il tuo 
pc riconosce automaticamente il 
nuovo chip e si appresta a 
lavorare più potente che mai. 

8. Concludi che qualunque altro 
pc sarebbe solo una seconda 
scelta. 


Richiedete maggiori 
informazioni 
alla Hewlett- 
Packard 
Italiana, 

Divisione 
Micro- 
informatica, 
fax n" 02/7530587. 

TtiSl HEWLETT 

miTM PACKARD 

fe ORA DI PASSARE AD HP 




NEL 


NOVEMBRE 1992 



N U M 


123 


ii Manlio Cammarata 272 


Frattali nella scienza 

Modelli di propagazione 
di fenomeni di scarica e 


Virus dì Stefano Tona 
Sweep 

I virus di novembre 855 e gli altri 


Windows 3 

Elementi di anatomia di Windows 

di Francesco Pedoni 

Win & Tips di Fernando Piolo 



Computer & Video 

PC il DTV-svstem per tutti? (3) di Bruno Rosali 
Guida Pratica • Tecnologie di riduzione «Data Rate» 
di Massimo Novelli 


Indica degli inserzionisti 

6 

Archimedes di Massimo Miccoli 


Editoriale dì Paolo Nuli 

60 

IJPG 

348 

Posta 

64 

Amiga 

352 

News a cura di Massimo T ruscelli 

78 

Turbo Text di Andrea Suatom 
AmigaMedia: il prodotto multimediale 
di Bruno Rosati 

Pneferences 2.0 e diniorm di Massimo Novelli 

Multimedia di Gerardo Greco 
European Conference & Exposition 


356 





Siggraph '92 Chicago 

di Gerardo Greco 

180 

MS-DOS Upgrade (Apgre'd) di Paolo Ciardelli 

366 

Cittadini & Computer di Manlio Cammarata 

190 

Amiga Riecco gli italiani! di Enrico M. Ferrari 

374 

Fuggire da Incivilia 

Turbo Pascal di Sergio Polinl 
Utilizzo di una stampante 


Grandi Sistemi di Manlio Cammarata 

196 

378 


lUirmirrnC/UlIPI IQ , p 


Unix dì Leo Sorge 
Poche sia Unix 

206 

Ricerche Specifica e progetto del software 
Software & Università Analisi specifica e 

384 

Prova: Zenith Z-Note 325Le di Andrea de Prisco 

212 

progettazione di un simulatore spaziale 

386 

Prova: Compaq Deskpro 3/25( di Corrado Giustozzi 218 

Appunti di informatica 


Prova: Master Notebook di Andrea de Prisco 

224 

di Giuseppe Cardinale decotti 

Principi dell’elaborazione digitale delle immagini 

394 

Prova: Logitech ScanMan Color 
di Paolo Ciardelli 



230 

Multitasking di Giuseppe Cardinale decotti 


Prova: ZyXEL U-1496 di Corrado Giustozzi 

236 



Reti Neurali di Luciano Macera 
Fuzzy logie e reti neurali 


Prova: Microsoft Excel 4.0 in italiano 
di Francesco Pedoni 

240 

404 

Guidacomputer a cura di Rossella Leonetti 


Prova: Lotus t-2-3 vers. 2.4 
di Francesco Pedoni 



248 

Micromarket - micromeeting 
Microtrade 

426 

Prova: Microsoft Truetype Font Pack per Windows 
dì Francesco Pedoni 



254 

Moduli per abbonamenti, arretrati, annunci 

433 


MCmicrocomputer n. 123 (numerazione editoriale) 





Indice degli Inserzionisti 


155-157-159 


183-185 

152-153 

116 

llc-3 

280 

51 

46 

335 

38 


133 

36 

22» 


187-189 

55 


62-63-65 

95 

142-143 

126 

148 


53 

164-165-166 

118 

105-107-109 

158 

30-31-32-33 

66-67-68-69 


58 


2M Elettronica srl - Via Bnianma, 17 - 00183 Roma 
A.F. Sistemi srl - Corso Cavallotti, 38/e - 28100 Novara 
ACCA srl - Vi a Michelangelo Cianciulli. 41 - 83048 Montella (AVI 
American Dataline - Via San Floriano. 3/8 
31049 Valdobbiadene (TV) 

Antea SHD sas - Via Ogliaro, 4 - 10137 Torino 
AR Computer srl - Via Emma Parodi, 2 - 00168 Roma 
Armonia Computare srl - V (e Carducci, 16 
31015 Conegliano (TV) 

A.T.M. Informatica sas - Via Consalvo, 1S9 Lolto 9 
80126 Napoli 

Avenue - C.so Mazzini, 80 - 50063 Figline Val D’Arno (FI) 
Borland Italia srl - Via Cassanese, 224 
Palazzo Leonardo - 20090 Segrale (MI) 

Breand Informatica Si. Provinciale Farnei, 20 
34015 M uggia (TSI 

CDMP spa Via Amaritea. 51/53 - 95120 Catania 
C.I.S.I. - Via Porto Tolte, 4 - 37134 Verona 

C. T.O. spa ■ Via Piemonte, 7/F ■ 40069 Zola Predosa (BOI 
Calcomp spa - Via Dei Tulipani, 5 - 20090 Pieve Emanuele 
(MI) 

Central Point Software - Via Sciesa, 7 - 20T35 Milano 
Chu Long Taipei - Taiwan 

CIA Informatica e Marketing srl - Via Giovanni Marradi, 21-23 
00137 Roma 

Computer Associates spa • Pai. L Da Vinci - Via Salvo 
D'Acquislo, 1 - 20080 Basiglio (MI) 

Computer Center - Via Forze Armate. 260/3 - 20152 Milano 
Computer Discount - Via Tosco Romagnola. 6 1 
56012 Fornaceite (PI) 

Computer Time snc - Via Provvidenza, 43 
35030 Sarmeola di Rubano (PDI 
Computerage srl - Via Guido Castelnuovo, 33-40 
00146 Roma 

Contrae - Taipei - Taiwan 

D. TOP Europe srl - Via Tozze, 20/C-G 
36073 Comedo Vicentino (VI) 

Data Pool srl • Via Di Casal Morena, 19 - 00043 Morena 
Datastar srl Via Guicciardini, 29 - 50047 Prato (FI) 
Datatronics - Taipei - Taiwan 
DELL Computer spa - Via G di Vittorio, 55 
20090 Segrete (MI) 

Digitron srl Via Lucio Elio Seiano, 15 - 00174 Roma 
DS - Via delle Fonti. 390/A - 5001 7 Prato (FI) 

E. GI.S. - Via Castro de’ Volsci, 42 - 00179 Roma 
Easy Data - Via Adolfo Omode-o. 21/29 - 001 79 Roma 
Electro Graphics - Via R. Serato, 84/M 

35018 San Martino Di Lupari (PD) 

Elettroforniture Biegioli ses - Via Appia Nuova km 24.200 
00041 Albano L. IRM) 

Elox - Via Ercolano. 3 - 20155 Milano 
Essegi Informatica srl - Via Alberto Ascari. 172 
00142 Roma 

Eurosoftware srl - Piazza del Monastero, 15/b 
10146 Torino 

Executive Service sas - Via Savigno. 7 - 40141 Bologna 
FCH srl - Via L. Kossuth, 20/30 - 57127 Livorno 
Finson srl - Via P, Luigi da Palestrina. 10 - 20124 Milano 
Flopperia srl - Via Monte Nero, 15-20135 Milano 
Freetimo Computer» srl - Via Grandi, 22 
40057 Cadriano Di Granarolo |BO) 

Fujitsu Italie spa - Via Melchiorre Gioia, 8-20124 Milano 
Futura 2 srl Via L Cambmi, 16 - 57125 Livorno 
Hewlett Packard Italiana spa • Via G Di Vittorio. 9 
20063 Cernusco sul Naviglio IMI) 

Hidata - Via A, Angiulli. 6c - 00135 Roma 
Hitachi Sales Italiana spa Via Ludovico di Breme. 9 
20156 Milano 

Hyundai Electronics Europe GmbH 

Mergemhaler Alleo, 79-82 - Eschbom (D) 

I.D.C. di Gino Agostini - Via Cilea, 112 - 30127 Napoli 
Il Computer - Via Palladio. 30 - 36025 Novanta Vicentina (VII 
Infocom snc - Via Latina, 69c/71 - 00179 Roma 
Informatica Italia - Via Francesco Catel, 48 se. D 
001 52 Roma 

INFO. SI ST srl - Via Emma Ferodi, 2 - 00168 Roma 
Jepssen Italie srl • Via Dotttìf Palazzoló. 34-9401 ! Agira (ENI 
Kodak spa - Via F Fila, 8 - 20124 Milano 
Kyber Calcolatori srl - Via L Ariosto. 18-51100 Pistoia 
Laser Top - Via S. Francesco D'Assisi, 92 
00100 Ciampico (RM) 

Logic sas - Via Monza, 31 - 20039 Varedo (MI) 

Logitech 

20141 Milano Pl " P* a P usa ' 

Lucky Service sas - Via Rovereto, 12 - 20127 Milano 


203 

37-271 


85-86-87-89-91 

97-99 


286 

inserto 


115-117 

16 

223 


134-135 

149 

20 

8-9-18-22-24 

26-28-70-71 

383-425 

122-123-257 

247 

102 


431 

7 

50 


Ilio 

169-170-171 


146 

80-81-83 


M3 Informatica sas - Via Forlì, 82 - 10149 Tonno 
Media Disk srl - Via Ciociaria, 4/6 - 00162 Roma 
Mega Bit ses - Corso del Popolo. 22 - 20038 Seregno IMI) 
Meg a Byte -Via Castello, 1 -25016Desenzanodel Garda IBS 
Meg asoft srl - Via Filanda, 12-20010 San Pietro All’Olmo (MI) 
Memore* Computer Supplies srl - Via Caldera, 21/d 
20153 Milano 

MGE Communications - Via Cola di Rienzo. 1 63 
00192 Roma 

Micasoft - Via Romeo Rodrìguez Pereira, 166 - 00136 Roma 
Microforum 944. St, Clair Ave. West 00000 M6C1C8 
Toronto ONT Canada 

Microlink srl - Via Luigi Morandi, 29 - 50141 Firenze 
Microsoft spa - Via Cassanese, 224 Pai Tiepoio 
20090 Sagrate (MI) 

Microstar srl - Via Aldo Manuzio, 15 - 20124 Milano 
Microsys Electronics srl - Via P Soriano snc 
06080 Sani'Andrea Delle Fratte <PG) 

Microsys sas - Viale Roma. 2 - 00043 Ciampino (RM) 
Microtek Italia srl ■ Via G. Pontano, 7-00141 Roma 
M ixel srl - Via Roma, 1 7 1 /1 73-36040 Torri Di Quanesol o I VI I 
Multimedia Italia Sri ■ Corso Svizzera, 185 • 10149 Torino 
Micro & Drive srl - Via Logudoro. 2-09127 Cagliari 
Multiware snc - Via S Sanvito, 60 - 21 100 Varese 
Mycomp - Taipei - Taiwan 
Nec Italia srl - V.le Leonardo da Vinci, 97 
20090 Trezzano sul Naviglio (MI) 

Newel srl - Via Mac MaHon. 75 - 20155 Milano 

OTC Italia Trader Division srl - Via Maestri del Lavoro. 48 

48010 Fornace Zarattini (RA) 

Parsec System sa - Piazza Molino Nuovo. 3 

PC Ware srl - Vìa G Marconi. 21 - 00043 Ciampino (Roma) 
Periph erals sas - P zzle della Vittoria, 4 - 80078 Pozzuoli INA) 
Personal Self-Service Via Matera. 3 - 00182 Roma 
Philips spa - P zza IV Novembre, 3 - 20124 Milano 


22068 Monticano (CO) 

Roland Italia spa - P.zza Mancini, 4 - 00186 Roma 

Roma Ufficio 

Rosada spa Via Nazionale, 55 
31010 Cast Roganzuolo di S. Fior, (TV) 

S.A.R.A. Elettronica srl - Via Licoda. 18 
80014 Giugliano (NA) 

S.U.G.I. srl - Via Saragozza, 33 - 40123 Bologna 

Sequoia Automation snc - Corso Moncalieri, 23/d - 10131 

Torino 

Simulmondo srl • V ie Bérti Pichat. 28/A - 40127 Bologna 
Sismar Informatica sas - Via Valgioie, 82 - 10146 Tonno 
Sistemi Italia sas - Via Ralfinena, 7/c - 34138 Trieste 
Soft Whale Via Papa Pio XII. 50 - 70124 Bar. 

Softcom srl Via Zumaglia, 63/a - 10145 Torino 


Star Micronics Italia srl - Via Stephenson, 33 
20157 Milano 

Studio Nuove Forme srl - Via Mancinelli, 19 - 20131 Milano 
Sun MicroSystem Italia spa - C D. Coll P. Andromeda, 1 
Via Paracelso, 16 - 20041 Agrate Bnanza (MI) 

System House - Via Pisana, 705 - 50143 Firenze 

TAM Computer» srl - Vie V, Veneto, 1 7 - 5401 1 Aulla (MSI 

Tachnimedia - Via C. Perrier, 9 - 00157 Roma 


Texas Instruments Italia spa v ie delle Scienze 
02015 Cinaducale (RI) 

The Jet Set Importerà Exporters srl 

Via di Torrevecchia, 3/F - 00168 Roma 

Top Division sri - Via XX Settembre. 44 

42024 Castelnovo Sotto (REI 

Top Laser - Via Alpi Giulie, 7 - 34149 Trieste 

Tropi Pubblicità srl - Via di Porta Maggiore, 95 

00185 Roma 

Tuttolnformatica sri - Largo D De Dominlcis. 7 
00159 Roma 

Ultimobyte Editrice srl - Via Aldo Manuzio. 1 5 
20129 Milano 

Unidata srl - Via San Damaso, 20 - 00165 Roma 
Unisoft Italia srl Viale Bligny, 44 - 20 1 36 Milano 

Vobis Microcomputer spa - Viale Teodorico, 18 
20149 Milano 

Westend srl - Via Bernini, 101 - 80129 Napoli 

Word Perfect Italia - Corso sempìone. 2 - 20154 Milano 

Zenith Date Systems Italia srl Strada 4 Palazzo A6 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PC Sfera. La perfetta forma di lavoro. 


Sfera, una forma 
che da sempre è 
simbolo del perfet- 
to rapporto tra le parti e il tut- 
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ristica che ti ha spinti a chiama- 
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Desk, Mini Tower e Tower, con 
configurazioni da S86sx a 25 
Mhz a 486dx2 a 50 Mhz. Tutti 
i PC sono garantiti 12 mesi e in- 
cludono il sistema operativo. 
Grazie alla nostra capillare di- 
stribuzione su tutto il territorio 



nazionale sarà estremamente fa- 
cile provare dal vivo uno dei no- 
stri modelli, potrete capire per- 
chè oggi è Sfera il PC più adat- 
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Sfera la nuova era. 




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vostro lavoro è ora che gliene facciate conoscere uno nuovo. 

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editrice che dal 1981 pubblica MCmlcrocomputer. Il mensile 
di informatica più letto in ttalia. Convinta che l'informatica sia il 
futuro della comunicazione, Technimedia ha realizzato MC- 
link che costa meno di qualsiasi altro sistema professionale. 

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può essere effettuato con una delle pnnclpall carte di credito. 

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villaggio telematico di esperti e professionisti e polrele contat- 
tare alcune delle maggiori aziende informatiche italiane e 
intemazionali. Potrete sapere quello che conta di più sull'infor- 
matica. la cultura, l'attualità e avrete a disposizione il meglio 
del software di pubblico dominio. 

Avrete a disposizione una Mailbox per lo scambio di testi, 
programmi, immagini, disegni, fogli elettronici e qualsiasi altro 
tipo di archivio computerizzato. Potrete corrispondere con 
tutto il mondo tramite la rete Internet, e scambiare intormazio- 






MC-Iink 






economico alte esigenze di coloro 
che desiderano vedere trattali In 

alcuni degli argomenti che mensil- 
mente compaiono sulle pagine di 
MC microcomputer. 


della OOP nel suo 

In più. all’interno di ogni 
confezione un'offerta pro- 


Nelle Monografie periodicamente mozionale della Borland 
verranno affrontali i temi di per l'acquisto dei compilatori 
importanza più rilevante del OOP Borland a prezzi 
panorama dell'informatica amato- 
riale e professionale, con il neces- 
sario approfondimento e l'ampio 
respiro che sulle pagine della rivista 
non si possono avere. 

Quando possibile, a seconda del 
tema, le Monografie verranno 
accompagnate da un supporto 
magnetico contenente materiale 
di sussidio al testo: una 
videocassetta o un floppy conte- 
nente eventuali listati. 

La formula della distribuzione in 
edicola consente di mantenere 
elevata la reperibilità delle 
Monografie mantenendo i prezzi a 
livelli popolari. In pratica le 
Monografie avranno i vantaggi 
sommati di una rivista e di un libro, 
senza gli svantaggi di nessuno dei 
due. 

La prima uscita delle Monografie è 
dedicata alla OOP e comprende un 
libro ed una videocassetta. Nel 
video Phil Khan, fondatore e presi- 
dente della Borland, illustra in modo 
elementare i concetti di base della 
OOP senza tuttavia entrare nel 
dettaglio delle tecniche, né delle 


La programmazione degli anni ‘90 


Desidero acquistare OOP La programmazione degli anni 90 

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con CA-Compete! 

Multidimensionole 

CA-Compete! è l'unico prodotto in 
grado di creare fogli multidimensio- 
noli, fino a 12 dimensioni. 


Che significa? Immaginate di dover 
gestirete vendite di una linea di pro- 
dotti distribuiti in Italia. Dovete analiz- 
zare le vendite per regione, per pro- 
dotto, per agente, per trimestre, per 
cliente, ecc.; in poche parale valutare 
gli stessi numeri sotto diversi punti di 
vista. Con CA-Compete è sufficiente 
un solo foglio di lavoro e con un 
semplice e veloce click del mouse po- 
trete cambiare istantaneamente punto 
di vista. Ogni punto di vista è una 
dimensione. 

Facile do usare 

CA-Compete! permette all'utente di 
concentrarsi sull'importanza dei dati 
piuttosto che sulle caratteristiche tecni- 
che del programma. Infatti CA-Com- 
pete! non usa riferimenti di cella 


cartesiani ( A 1 , 62, C3, ecc.), bensì la 
terminologia definito dall'utente. E' 
possibile creare formule con nomi di 
cella facilmente identificabili all'inter- 
no del modello I ad es. unità, prezzo, 
vendite). 

Perfettamente compatibile 

CA-Compete ! è compatibile con tutti 
gli altri togli elettronici permettendo 
cosi a chiunque di utilizzare questo 
nuova potentissimo prodotto senza 
alcuna difficoltà e con la semplicità 
dell'interfaccia grafica di Windows. 
Potrete creare business pian, relazio- 
ni sulle vendite, analisi matematiche 
a più dimensioni sfruttando le 
potenzialità di rappresentazione e di 
stampa di Windows. 

Queste caratteristiche, unite all'ele- 


vato rapporto prezzo-prestazioni, 
fanno ai CA-Compete! un grande 
strumento per l'analisi dei dati a qual- 
siasi livellò d'utilizzo. 



Richiede 80286 o sup. Windows 3.0 osup. in 
modalità avanzala o standard, disco Asso con 
almeno 23 Mb di memoria, EGA o sup. 


WordPerfect 5 . 1 

Solo 249.000 per tolti coloro che possiedono già 
un word processor. 


Un milione e mezzo di copie già 
vendute in tutto il mondo. 
WordPerfect 5. 1 per Windows è il 
potente word processor capace di 
sfruttare appieno i vantaggi offerti 
dall'interfaccia grafica. E' proprio dal- 
l'ambiente VVtS/WVG che trae l'ini- 
mitabile funzionalità e semplicità 
d'uso. Con la Barra pulsanti e il 
Righello, l'accesso ai comandi e ai 
codici di hrmaltazione usati più di 
frequente è intuitivo ed immediato. 
Potrete modificare i menu e la Barra 
pulsanti, assegnando ai pulsanti an- 
che macro definite dall'utente, inte- 
grare velocemente nei vostri docu- 
menti testo e grafica, modificare le 
immagini, creare tabelle ; otterrete ri- 
sultati professionali, con un notevole 
aumento della produttività. 

Ma WordPerfect vi olire ancora di 
più. Con lo Zoom potete lavorare su 
porzioni di testo ingrandite fino al 
200%, con il Drag and Drop spostar- 
ne uno parte col solo trascinamento 
del mouse. E se volete creare macro ed 


WORDPCttFEO VWndWDOS IJ 635.000 1 
« POSSEDETE UN AURO WP 249,000 


Richiede 80286 o sup., Windows 3.0 o sup., 
2 Mb RAM (4 Mb consigliali! 


equazioni scoprirete lo potenza dei 
funzionali Editor. 

WordPerfect per Windows dispone 
inoltre del sofisticato File manager, un 
vero e proprio programma addizio- 
nale, eseguibile anche esternamente 
a WordPerfect. Naturalmente i docu- 
menti WordPerfect per Windows sono 
perfettamente compatibili con le ver- 
sioni di WordPerfect per altre piatta- 
forme. 

Acquistando WordPerfect per Win- 
dows o per DOS potrete successiva- 
mente richiedere a WordPerfect Italia 
i dischetti dell'altra versione del pro- 
dotto per sole 30.000 lire. 



Corel Draw 3.0 

La soluzione grafica più semplice e completo per tutte 


esigenze. 

Corel Draw 3.0 è un prodotto rivolu- 
zionaria in grado di rispondere ad 
ogni esigenza in una unica confezio- 
ne: traduce concetti in immagini, tra- 
muta i dati in grafici, perfeziona le 
immagini e trasforma tutto questo in 
efficaci presentazioni in modo sempli- 
ce e con risultati di qualità . 

Do oggi Corel Draw è ancora più 
grande! 

La confezione contiene 4 moduli com- 
pleti per la vostra fantasia: 

Corel Draw, famoso e potente per la 
creazione di immagini; Corel Chart, 
con la potenza e la versatilità di un 
grande strumentodibusinessgrophics; 
Corel Photo Paint, per il ritocco (ato- 
mico e la creazione di immagini 
itrnop ; Corel Show, il modo più sem- 
plice e completa per creare una pre- 
sentazione a video. 

Insieme, questi pacchetti da oggi uniti 
in un solo prodotto rappresentano la 
soluzione grafico degli anni '90, 
Combinando l'uso di questi prodotti o 
usandoli singolarmente, potrete crea- 
re annunci a effetto, circolari efficaci e 
presentazioni avvincenti. 

Corel Draw offre anche le utility Corel 
Mosaic per l'importazione e l'espor- 
tazione dei file in modo batch per 


l'anteprima delle immagini e la crea- 
zioni di cataloghi ■ Cord Trace in gra- 
do di convertire bitmap a colori o in 
bianco e nero in disegni vettoriali ; 
Corel Screen Captare, un modo velo- 
ce per catturare le immagini 
visualizzate a video . 

In omaggio uno stupendo CD-ROM 
con oltre 250 lonti TrueType e 1 4.000 
immagini complete di animazioni, 



COKI DRAW 3.0 1795.000 

Up grode da precedenti versioni 220.000 


Richiede pc 80386 o sup., Windows 3. 1 o 
sup., almeno 4 Mb di RAM, disco fisso, VGA, 
mouse o tovofeifo grafico. 


Ordini e inhrmadoni: Tel. 0362 S4.44.09 Fax 54.44. IO Presi m adusa H2%l 







Staeker 2. 

Raddoppia fa capacità a 


Symantec Zorte eh C+t 3.0 

> Lo slrvmenfo professionale per applicazioni Windows, DOS e OS/2. 


Stocker 2.0 realizza in tempo reale la 
compressione dei dati di qualsiasi PC, 
raddoppiando così la capacitò del di- 
sco fisso senza intaccare la potenza del 
computer, Staeker é assolutamente tra- 
sparente all'uso I non ci si accorge della 
sua presenza I e può essere utilizzato 
con innumerevdidispositriiinduri floppy 
disk, dischi fìssi, RAM e Bemoulli Disk. 
Il funzionamento è semplice, comple- 
tamente automatico e non richiede 
alcun intervento da parte dell'utente. 
La tecnologia utilizzata è già stola 
testata da oltre 2 milioni di utilizzatori 
di PC in lutto il mondo. 

Nessun problema di compatibilità 

La compatibilità è assicurata con tutto il 
software più diffuso come ad esempio 
Windows 3.0/3. 1 e tutte le sue appli- 
cazioni, Norton Utilities, PC Tools, ge- 
stori di memo ria come OEMM 36 a e 
386Max, Lotus 1-2-3, dBASE, ecc. 


Staeker 2.0 può essere installato, occu- 
pando solo 14 Kb della memora resi- 
dente oppure in memoria alta usando 
un memory manager I vanno bene an- 
che quelli compresi in MS-DOS 5 e DR 
DOS 6/. Staeker é disponibile anche 
nella versione con scheda copracessor 
cheneaumenla le prestazioni del 30%. 



STACmiO IN 135.0001 

STAOCBt ZCNCopnernsor Cani 324.000 | 


Richiede MS-DOS 3 . 1 o suo., Compaq DOS 
3.31, Dfl DOS 5/6 e 512Kb RAM. 


Zortech C++ è lo strumento ideale per 
l'utilizzo professionale del C++ in am- 
biente Windows, 005 e OS/2. 
Zortech C++ include inoltre le librerie 
SDK, il DOS betender a 32 bit 'roplty- 
free", le librerie di conversione WINC, 
i debuggers C++ a Mio sorgente, là 
libreria C++ Tools, la libreria compatì- 
bile allo standard IEEE-754 per J' aritme- 
tica hoating paini, ed altro ancora. 
Completo supporto Windows 
Zortech C-h- contiene i Windows header 
file, implib, un compilatore per l'help ed 
il suo 'angine" la documentazione on- 
line, WindowsMAKER della Blue Slcy 
Software Coro, per editare le diolog, i 
menu e la documentazione stampala 
sulle Windows SDK. 

Inoltre Zortech C-h- include un "resource 
compiler" e le librerie WINC per con- 
vertire agilmente i programmi per DOS 
in applicazioni grafiche Windows. Ef- 


fettuare la migrazione è tanto facile 
quanto ricompilane e Mare. 

WINC 

Io libreria WINC fornisce la strutturo di 
supporlo del programma Windows al 
voslro codice sorgente. Potrete ridimen- 
sionare, iconizzare , utilizzare la 
clrpboard e tutte le funzionalità avanza- 
le di gestione della memoria. 



Richiede MS-DOS 2.0 (o sup.) o OS/2, 640 
Kb RAM e disco fisso 


Ritto! e Ritto! Il 

Ovvero come arricchirsi vincendo al Totocalcio, 
Totip, Enalotto. 


Ricco! e Ricco! Il sono la scelta ideale 
per il giocatore più esigente e per la 
ricevitoria più evoluta, ma sono pen- 
sati anche per chi non ha esperienza 
di computer e sistemistica. 

Entrambi consentono di usufruire 
appieno delle enormi possibilità deri- 
vale dall'utilizzo del PC applicato allo 
sviluppo dei pronastici. 

Elaborate cosi il vostro sistema prefe- 
rito, registratelosudisco visualizzatelo 
o stampatelo f anche direttamente su 
schedina j. Al momento opportuno 
basterà specificare la colonna vincen- 
te per passare allo spoglio automati- 
co, il programma evidenzierà le mi- 
gliori colonne presentando il bilancio 
della giocata, indicando le vincite e 
analizzando i risultati. 

Ricco! 

E' il prodotto che offre il miglior rap- 
porto prezzo prestazioni del mercato 
con oltre 25 metodologie di riduzio- 
ne, semplice da apprendere e da 
utilizzare, completo e flessibile. 

Ricco! Il 

Ricco! Il è la versione professionale 
con oltre 40 metodologie di riduzio- 


ne, statistiche di riferimento sempre in 
linea, oltre 200 sistemi professionali 
preconfezionati. 

E' velocissimo. Nelle condizioni più 
favorevoli può addirittura arrivare ad 
elaborare alcuni milioni di colonne ol 
secondo! 

Ricco! contiene anche una calcolatri- 
ce, un cronometro, un calendario e 
l’onalisi della configurazione del PC. 



Richiedono 80286 osw., MS-DOS 3. lo sup., 
SI 2 Kb RAM, scheda EGA o sup. per Rio»!, 
scheda VGA o sup. per Ricco! lì. 




Norton Utilities 6+ Antivirus 2.0 

Lo più autorevole collezione di utility per il vostro PC. 
Finalmente in italiano! 


Norton Utilities 6.0 
E il pacchetto di utility più completo ed 
efficace per la riparazione del disco 
fisso, il recupero del dati e la protezio- 
ne del vostro PC. 

Sfrutta la piatta/orma DOS offrendo 
un menu a tendina e una veloce linea 
di comandi. 

La quantità di funzioni disponibili è 
davvero incredibile. 

Miglior recupero dati: Norton Disk 
Doctor, Norton Advise, UnErase, 
Unlormat, Disk editor, File Fax. 
Potenziamento delle prestazioni dei PC: 
Speed Disk, Calibrale, Norton Coche. 
Sicurezza dati: Wipehb, Disk Monitor. 
Le classiche Norton Utilities : Sistem 
Information, Directory Sort, Norton 
Change Directory, Norton Control 
Center, FileFind, Sale Format, Une frinì 
e le funzioni NDOS per potenziare ed 
aggiungere nuove funzioni al DOS. 


Logic vi offre gratis per un anno gli 
aggiornamenti trimestrali antivìrus, con 
le 

spese di 

co/unvo- 

Orc/inofe 


Norton Antìvirus 2.0. 

In un unico pacchetto vi offre la possi- 
bilità di installare la protezione sia 
sotto DOS che sotto Windows. 
Acquistando insieme le Norton Utilities 
6.0 e Norton Antivirus 2.0 in italiano, 


NORTON UTILITIES 6.0 IT 2 09.000 

NORTON ANTÌVIRUS 2.0 IT 195.000 

NORTON mm+AfMKJSIT 369.000 
I* aggiornamenti offlnws per I anno) 1 


Richiedono MS-DOS 3.0o sup. e 384 Kb RAM 
l'AnHvirus, MS-DOS 3.0osup.e5l?KbRAM 
le Utilities. 


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IO Pack il 990.000 

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IO Pack il 949.000 

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Quattro Pro Windows il 299.000 

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Turbo Posati 6.0 il 199.000 

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Turbo Pascal l i per Windows il 299.000 


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prodotto ictus o 250000. 

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scuole ricevere/! no 5 licenze aggiuntive 

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Excel 4 per Windows il 497.500 

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Utility 

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Norton Commander 3.0 it 
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Norton Utilities MAC 2.0 in 

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Linguaggi e librerie 

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Object Graphics per Turbo Pascal in 
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Powerpoinl 3 per Windows il 497.500 

Publisher per Windows il 189.500 

Project 3 per Windows il 745.000 

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TrueType foni Pack in 99.500 

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Visual Basic M8DOS Pro 

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ii 690.000 

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Windows 3 2 SDK per NT 

in 500.000 

Word 2 per Windows 

ii 497.500 


a 1.290.000 

20 Paci 

Il 1 990.000 


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Wordperlect Windaws/005 

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co con simulazioni spaziali 
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noli illuslrono i movimenti di fulfi i 
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simulatore orbitale ed rigioco Solar 
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italiano. 


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statistiche ecc di 208 paesi del 
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Completo diluitigli aggiornamenti 
sui paesi dell'Est Europeol 
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italiano. 


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programma che mostra in dettaglio 
lo strutturo ed il funzionamento 
dello scheletro e dei sistemi musco 
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Un potente zoom consente lo sii * 
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formalo pcx. 

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Aulomap elabora il percorso 
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su cortine colorale. 

Potrete slamoareeporlarecon voi 
lo cartina e le is truzioni di viaggio. 
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Conio corrente bancario il 1 99.000 

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MS Basic compite! PDS 7 I 
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9 MS Visual Basic Windows 
MS Visual Bone MSDOS 
9 MS Visual Basic Profeis Toatbl 
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Turbo Pascal 6.0 
9 Turbo Pascal per Windows 1,5 

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Sistemi/Ambienti operativi 

Deskview 386vQFMM 6 in 225000 

DB POS 6 • Novell Ughi 1 1 i/e >30000 

MS DOS 5 Aggiornamene il 1 10.000 

Novell NetWare 2.2 5 utenti il 979,000 

Windows 3 . 1 il 169.000 


Utility 


220.000 

265.000 

145.000 

1.249.000 

119.000 

1.399.000 Cover Girl Poker 


Giothi/lntrattenimento 


Database 


• Dbba l.7cpei Windows in 389.000 

Clipper 5.1 in 899000 

• Obese IV 15 scori oli il 289000 

• f aspro 2.0 scori off in 289000 

(con up grotte granulo alla vers. successivo! 

avversione ilotiono 
inversione inglese 

i/e= Versione ito/iano e inglese Ispeclficare) 
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tulli i virus conosciuti viene ri- 
portato l'anno di scoperta, il 
nome, i sinonimi eventuali, i 
sintomi, l'origine, la lunghez- 
za, i melodi di rilevamento, i 
sistemi di rimozione e una det- 
tagliata descrizione delle ca- 
ratteristiche. 

Una serie di indici e di riferi- 
menti incrociati permette ri- 
cerche per tipo di virus, per 
lunghezza, paese di origine o 
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informazioni e un costante ag- 
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virus di qualsiasi altro soft «are in commercio” ( Com- 
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rus ) e VSHIELD ( i I "guardiano" che non permette a nessun 
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se e rapportate tra loro. 
Sfruttando appieno tutte le ri- 
sorse grafiche ed interattive di 
Windows, PriMus-Win e 
CanTus-Win, sono gli "stru- 
menti" indispensabili per analiz- 
zare. redigere e gestire in modo 
particolarmente semplice com- 
pleto il computo metrico e la 
contabilità cantieri. 

PriMus-Win è il programma 
di COMPUTO METRICO E 
CONTABILITA’ LAVORI per 
Windows, unico per potenza e 
semplicità. Computo metrico, 
elenco prezzi, libretto misure, 
stato avanzamento lavori, 
quadri di raffronto, etc., pos- 
sono essere esportati in formato 
compatibile con Excel, dBase, 
Paradox. Quattro Pro, Lotus e 
ASCII, cosi come possono 
essere importati vari elenchi 
prezzi, anche con acquisizione 
da scanner. Presenta, inoltre, la 
possibilità di essere collegato in 
rete, di utilizzare lingue e divise 
èstere, di lavorare su più com- 
puti contemporaneamente per 
analisi e confronti, e infine, può 
essere interfacciato con pro- 
grammi di grafica e calcolo, 
(ArTeN90a,Sismicad.Beamcad. 



CADelet.) tramite CEG: il me- 
todo per la redazione auto- 
matica del computo metnco dal 
disegno. 

CanTus-Win è il programma 
di CONTABILITA’ CANTIERI e 
RILEVAZIONE COSTI per Win- 
dows. Con CanTus-Win è possi- 
bile gestire uno o più Cantieri, 
suddivisi in sottocantieri e la- 
vorazioni, diversi magazzini, for- 
nitori, attrezzature, noleggi e 
qualsiasi elemento possa con- 
correre a determinare il costo di 
un cantiere. L'aspetto fonda- 
mentale della procedura è che 
con essa è finalmente risolto il 
problema di conoscere, in ogni 
istante, il costo dei vari cantieri, 
le giacenze dei materiali, l'im- 
piego di mano d'opera, e tutto 
quanto è necessario per una 
moderna e razionale gestione 
d'impresa. CanTus-Win grazie 
alla sua versatilità risul a 
essere un programma di sem- 
plice utilizzo, ma potente nella 
gestione di dati. 

Ecco perchè vi chiediamo dì 
passare a Windows, e non a 
caso la scelta di "mutare" è 
stata pienamente riassunta nel 
nome della nostra azienda 
come l’ottava lettera dell'alfa- 
beto. "ACCA", una lettera 


CEG 


PriMus 


Computo metnco e Contabilità 
lavori per l'ambiente DOS 


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Anno XII - numero 123 
novembre 1992 
L. 8.000 
Direttore: 

Paolo Nuli 


Mauro Marinaori 

Ricerco e sviluppo 

Andrea de Prisco 


«Bonn, 12 ottobre 1992 

Caro Signor Nuti, si convinca. La rete di telefonia mobile digitate DI della 
Telekom Ila Sip tedesca 1 è a sua disposizione in quasi tutta la Germania. «... 

E per convincermi definitivamente, Telekom non solo mi invia un dossier 
con piantina della copertura della rete GSM tedesca, ma anche 
il regolamento di servizio, i pieghevoli illustrativi di tre modelli di telefoni e 
due moduli d'ordine: quello grigio per abbonarmi alla rete digitale europea 
attraverso Telekom e quello rosa per acquistare anche un telefono digitale 
nei quale infilare la carta a microprocessore che consente ad ogni abbonato 
alla rete digitale europea di utilizzare il proprio « telefonino» . 
quello di un amico o quello noleggiato, con la certezza che il conto delle 
telefonate gli arriverà a casa. 

Le tariffe non sono proprio basse: 70 marchi 160.000 lire con il marco a 850 
Urei per l'abbonamento (come promozione, l'abbonamento è gratuito fino al 
31 dicembre 1992); 75.000 lire/ora dalle 7 alle 20; 24.000 lire/ora nelle altre 
ore della giornata e durante le festività; il traffico internazionale per l'Europa 
costa rispettivamente 91-290 e 61.200 lire/ora; più il 14% di IVA. 

In Italia gli attuali telefonici non digitali costano 50.625 lire al mese 
per l’abbonamento; 39. 756 lire/ora ( ore di punta); più il 9% di IVA, 

più 300.000 lire/anno di tassa di concessione governativa ; più 
l'inserimento del telefonino sul prospetto « informazioni particolari) 
del 740, ovverosia tra gli indicatori di reddito presunto. Per il momento, 
le tariffe della rete digitale italiana l attualmente in fase dì avvio) 
sono le stesse della rete cellulare analogica, e quindi notevolmente inferiori a 
quelle tedesche 

Vìva la Sip , dunque ! Se però facciamo due conti, si scopre che abbonarsi alla 
rete tedesca costa I tasse comprese) 820. 800 lire/anno mentre abbonarsi a 
quella Italiana costa 962 175 HreJanno 

Dal momento che non sono ancora stati definiti i particolari degli accordi 
tra le reti nazionali, non sappiamo ancora se un abbonalo tedesco che 
chiami l'Italia dall'Italia pagherà il traffico come nazionale 
(a quale tariffa ? Quella italiana ? Quella tedesca 7) o internazionale; ma anche 
in quest ’ ultima ipotesi le 141.375 lire di differenza sul canone corrispondono 
alla differenza tra tariffa internazionale tedesca e nazionale italiana su 2 ore e 
mezzo di conversazione. Ed in ogni caso la fattura gli arriverà dalla Germania. 

A conti fatti, per un cittadino italiano che faccia del telefonino un uso 
ragionevolmente limitato, abbonarsi in Germania non costerà molto più che 
abbonarsi in Italia le magari abbonarsi in Francia, o in Belgio, o in Grecia, o in 
Gran Bretagna, etc. potrà costare meno!), ma gli resterà la soddisfazione di 
non pagare 300.000 di tasse e forse, di scapolare anche il quadro notizie 
particolari del 740 : è piuttosto improbabile che la Telekom tedesca accetti di 
trasformarsi, al pari della Sip. in « sostituto di imposta « per conto del governo 
italiano o in fornitore dì « notizie particolari ». 

Sta per nascere una nuova forma di erosione fiscale ? Sono in agguato 
gli evasori del telefonino 7 È presto per dirlo, ma, forse, vale la pena 
di valutare attentamente se le 300.000 lire/anno della tassa di concessione 
ministeriale per il telefonino Igettito attuale 180 miliardi/annoi non stiano 
per produrre un danno addirittura maggiore di quello a suo tempo prodotto 
dalle famigerate ed ormai abolite di 200.000 lìre/anno dell' «imposta di 
concessione ministeriale per sede di utente telegrafico ». 

Dopo la tassa sul «macinato telematico ». vai forse la pena di iniziare una 
battaglia contro il « macinato cellulare». 

Paolo Nuti 


Collaboratori: 

Massimo TrusceM, 

Paolo Cialdoni. Aldo Acori Manlio 
Cammarato. Francesco Carla. 

Cedane- Giuseppe Cardinale 
Crocoiti. Raffaello De Masi, Valter 
Di Dio. Gaetano Di Slamo. Enrico 
M Ferrari. Corrado Giustozu, 
Gerardo Greco, Rossetta Lconettl. 
Luciano Macera. Massimo Miccoli. 
Mrsel Giuseppe Milito. Massimo 
Novelli, Francesco Patroni. Sergio 
Polmi. Fernando R iole. Bruno 
Rosali, Pietro Tasso. 
Sudano rota 
Segreteria di redazione: 
Paola Puira tresponsabilel. 
Giovanna Molina». 
Massimo Albarello 
Francesca Bigi, 

Rita Fidam. Paola Nesbiti 
Lucilia SeeehiatoL 
Grafica e impaginazione: 
Roberto e Adriano Saltarelli 
Grafica copertina: 

Paola Rioni 
Fotografia: 

Pano Tassa 
Amministrazione: 
Maurizio Ramaglia 
Iresponsabilsl 
Anna Rita Fratini 
Pina Salvatore 
Abbonamenti ed arretrati: 
Antonella latrale. 

Matteo Piemontese 

Direttore Responsabile: 

Marco Marinaci» 




1992 • Anno XII 


# 


Associato USPt 


60 


MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 


§1 il 



Serie U-1496 
Non un modem m a il m odem 

perché c'è chi al mercato si adegua 
mentre ZyXEL col suo 1 6.800 lo crea 

Vuoi un modem che trasferisca 500 K in 5 minuti? Vuoi un 
modem che si adegui alla qualità della lìnea consentendoti reali 
connessioni nazionali ed internazionali su linea commutala o 
dedicata? Che con il V,42bis e l'MNPS® corregga qualsiasi 
errore e permetta una compressione dati fino a 76.800 bps? 

Vuoi un modem che riconosco i segnali delle linee italiane? Che 
abbia tutti i protocolli di trasmissione dal 16.800 bps ZyXEL ultra 
High Speed. al V.32bis fino al 300 bps con V. 23 per Videotel 
incluso? Vuoi un modem che riproduca e gestisca la voce ed i 
DTMF permettendoti di realizzare un "voice mail System"? Vuoi 
un modem che con il Motorola 68000 8 e la tecnologia a D5P 
sia sempre aggiornabile nei protocolli semplicemente cambian- 
do il software? Vuoi un modem che sia anche Fax gruppo 3 per 
spedire, ricevere e catalogare i tuoi messaggi? Magari fino a 
14.400 V. 17 e non solo 9.600? Vuoi una macchina che abbia 
già il "caller IO" ed il “dislìnctive ring” incorporali aspettando 
solo che l’Italia si adegui? Vuoi infine un modem garantito 2 
anni, completamente, nei materiali e nella mano d'opera? 


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15 MVX - L’ULTRAPIATTO 

Con il nuovo schermo Fiat & Square dotato di Invar Mask, il 
monitor a colori da 15 pollici autosincronizzante Hitachi 15MVX 
a basso campo magnetico (LMF) ed elettrostatico (LEF) rispon- 
de alle severe normative di sicurezza Svedesi MPR. Il 15MVX 
è stato progettato per offrire l'alta risoluzione in poco spazio: 
fino a 1024 x 768 non interallacciato a 75Hz ed un tridot-pitch 
da 0,28 mm. 

Con immagini prive di sfarfalli! e sempre a fuoco, il 15MVX gra- 
zie al suo schermo piatto, offre il 17% in più di area utile rispet- 
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mative Svedesi MPR. Un perfetto controllo della convergenza, 
unito all'elevata messa a fuoco e all'alta velocità di rigenerazio- 
ne dell'immagini (fino a 100HZ), fanno del 14MVX il monitor 
ideale per chi pretende immagini prive di sfarfalli! con colori bril- 
lanti e naturali. 

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ce nera, consente di lavorare a lungo a video, senza che la vista 
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lità di impiego grazie all'ampia banda di frequenza orizzontale 
(da 30 a 64 KHz) che gli consente di agganciare dalla VGA ai 
1280x1024 non interallacciato in modo completamente automa- 
tico e preciso. Le immagini sono stabili, prive di sfarfalli e per- 
fettamente a fuoco in ogni parte dello schermo che risulta sfrut- 
tabile appieno grazie alla funzione FULLSCAN, 


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consente il collegamento simultaneo a due computers oppure 
a due diverse schede grafiche presenti nel medesimo Pc. 


Posta 


Tempi di consegna (in Svizzera) 

Alfa ri. M. Magnacci. 

Buongiorno, non voglio essere polemi- 
co. ma se si paga per una spedizione via 
aerea non è possibile ricevere puntual- 
mente la vostra rivista con un mese e 
mezzo di ritardo. E non potete approfitta- 
re del fatto che non posso disdire il vo- 
stro abbonamento perché non c'è una ri- 
vista professionale e competente sul 
mercato italiano migliore che la vostra. E 
allora se la società che gestisce la spedi- 
zione non rispetta i tempi di consegna (in- 
somma non funziona), si cambia società 

0 si cambiano le teste ! (...e non diamo 
eternamente la colpa alle poste italiane). 
Gli svizzeri sono dei montanari, è vero, 
ma hanno avuto il coraggio di destituire il 
capo supremo della confederazione e 
mandarlo in tribunale perchè aveva sba- 
gliato (vedi affare Kopp...). 

Non pretendo che lei sig. Marinacci 
venga alla mia porta con la rivista per 
consegnarmela personalmente, ma se 
sulla pagina di copertina e scrino settem- 
bre 1992. alimene il 15 del mese gradirei 
poter trovare sulla scrivania del mio uffi- 
cio la vostra amata rivista. 

Colgo l'occasione di ringraziarla e se 
per caso passa da queste parti sarà gra- 
dito ospite e lei potrà cosi gustare il non 
facile Ima ben riuscito) gemellaggio di un 
buon bicchiere di « EST EST EST Orvieto 
Secco » in un mondo virtuale del dio Iris. 

Bonnes salutations 

Claudio Curcu. Couvet (Svizzera) 

Affare fatto per il gemellaggio, ad una 
condizione; che il vino non sia virtuale. 

Per il resto mi dispiace, ma non possia- 
mo cambiare la società che gestisce le 
spedizioni per la semplice ragione che 
siamo noi stessi che ogni mese provve- 
diamo all'invio delle copie in abbonamen- 
to. Sappiamo quindi quali sono i tempi e. 
ancora una volta, non possiamo purtrop- 
po che attribuire alla lentezza delle poste 

1 ritardi di consegna 

Ho detto purtroppo perchè se dipendesse 
da noi potremmo fare qualcosa per mi- 
gliorare: cosi, invece, possiamo solo spe- 
rare che qualcuno più importante possibi- 
le legga le proteste dei lettori che ospitia- 
mo spesso in queste pagine e faccia fun- 
zionare meglio le poste La Svizzera, lei ci 
ricorda, è il paese che destituisce il capo 
della confederazione perché ha sbagliato: 
bene, l'Italia è quello che dopo decine di 
anni di tangenti «si accorge» della loro 
esistenza e. soprattutto, quello in cui non 
si grida allo scandalo perché nessuno di- 
ce «si lo sapevamo ma adesso abbiamo 
detto basta», invece che «cadere dal pe- 
ro», come credo si dica a Milano. La Sviz- 
zera è quello in cui le poste consegnano 
le cose in fretta, l'Italia quello in cui, in 



genere, prima o poi le poste consegnano 
le cose. Almeno questo è quanto avviene 
per le riviste Speriamo che qualcuno lo 
scopra e migliori il servizio, oppure che 
comunichi inequivocabilmente e respon- 
sabilmente alla popolazione quali sono i 
tempi tipici. Gli italiani possono, probabil- 
mente, benissimo accettare di avere delle 
poste non propriamente celeri, è tuttavia 
loro diritto, se non altra morale, esserne 
a conoscenza, perché chi sottoscrive un 
abbonamento ad una rivista paga un ser- 
vizio all'editore ma questi, a sua volta, pa- 
ga un servizio alle poste. E noi non vor- 
remmo subire regolarmente le lamentele 
degli abbonati, anche perché non sempre 
sono garbate come in questo caso. Una 
gentile signorina abbonata alla nostra rivi- 
sta Orologi, nell'occasione di una telefo- 
nata di protesta arrivata fino a me. è stata 
un po' meno gentile nel gridarmi, giusta- 
mente esasperata, che abbiamo «un'or- 
ganizzazione di merda», chiedo scusa per 
il termine. Essere accusati delle ineffi- 
cienze di qualcun altro è davvero fastidio- 

Marco Marinacci 


Considerazioni 

di varia computer-umanità... 

La lettera che segue ci è stata inviata 
da un lettore di vecchia data che ha vo- 
luto raccontarci la sua storia informatica 
da quando si è accostato al computer fi- 
no ad oggi che, in Mozambico, divulga 
cultura informatica dopo essere passato 
attraverso una serie di esperienze. Ve la 
proponiamo cosi come l'abbiamo ncevu- 
ta, perchè ci ha fatto riflettere su come è 
passato questo tempo. Tra l’altro si tratta 
di un insegnante che. a suo tempo, ha 
usato il computer nella scuola elementa- 
re: partito lui, fine dell'uso del computer. 
Anzi, guai a chi lo tocca, perché si rompe. 

m.m. 


All'attenzione di Marco Marinacci 

Prima Parte 

Manziana (RM) dicembre '91 

Caro Marco questa volta ho deciso di 
non lasciar vincere la mia pigrizia. Dopo 
tanto tempo che ci penso, questa lettera 
a MCmicrocomputer la scrivo davvero 
Dico tanto tempo perche è proprio cosi. 
Vi leggo dall' 84 e siete stati artefici di 
moltissima della mia alfabetizzazione in- 
formatica. Per esempio vi ricordate la se- 
ne di articoli introduttivi al linguaggio For- 
th ? 

Ma andiamo per ordine, voglio raccon- 
tarti un po' la mia storia, lo sono un « pit- 
tore . ». un « artista » di quelli che dovrebbe- 
ro fare le figurelle che ornano le case o 
illustrano i giornali Anche per voi della 
Techmmedia feci alcuni drsegnini anni fa, 
per AUDIOreview, se non mi ricordo male 
il nome. Il fatto e che nei primi anni '80 
mi resi conto che parie del mio mercato 
del lavoro stava scomparendo. Nessuno 
mi chiedeva più di disegnare quei bei gra- 
fici a torte o a barre che, anche se un po’ 
noiosi, mi portavano comunque qualche 
liretta. Fu abbastanza facile scoprire che il 
responsabile era Lui . il calcolatore, lo non 
mi preoccupo troppo, e se devo cambiare 
matita per continuare a lavorare lo faccio 
dr buon grado. Scoperto il nemico decisi 
di farmelo amico. All'epoca vivere facen- 
do il grafico, l'artista a Poma era un po' 
difficile e cosi per guadagnare il pane fa- 
cevo anche il maestro elementare. Il 
companatico me lo dava l’arte. Però un 
calcolatore costava ancora troppo per le 
mie possibilità. Scopersi allora che già 
esistevano padroni di calcolatori che non 
avevano la minima idea su che cosa farci 
In poche parole, mi feci prestare un Com- 
modore 64 Armato di santa pazienza, 
della rivista che all'epoca mi sembrò la 
più utile al caso mio. una certa MCmicro- 
computer, riuscii a collegare il mostro al 
televisore di casa. All'accensione la stupi- 
da macchina dichiarava cose incompren- 
sibih tipo « Commodore 64 Basic ver. xx 
tanti Byte liberi ecc. ecc. » e si fermava 
dopo 'a beffarda affermazione Ready, lo 

10 so. ready vuol dire pronto, ma suona 
come ridi E allora cosa c'è da ridere se 
ogni cosa che scrivevo mi rispondeva col 
malefico Syntax Errori 1 A cosa era pronto 

11 mostriciattoloi’ Ridi ridi, c'era davvero 
poco da ridere. La macchina sembrava la 
cosa più inutile del mondo e mi occupava 
il televisore di casa. Ovviamente il padro- 
ne del calcolatore non possedeva nessu- 
na memoria di massa, non parliamo del 
floppy disk, no, non c'era nemmeno il re- 
gistratore a cassette, lo al principio non 
avevo nemmeno idea che fosse un ac- 
cessorio indispensabile, la mia rivista di- 
ceva che i calcolatori si programmano, io 
avevo un basic in linea e non ci pensavo 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


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POSTA 


per mente ad investire li rette per una 
macchina sospetta. Perché scoraggiarsi ? 
Proviamo a programmare. 

10 for x = 0 to 100 print "evviva" 

20 next 

La stupida macchina reagiva e si gua- 
dagnò la mia fiducia restando accesa al- 
cune settimane di fila sema perdere i 
programmi che faticosamente andavo di- 
gitando. Alla fine mi convinsi a comprare 

11 registratore, ma di software non volevo 
sentire parlare. Figuriamoci, altre spese 
per una macchina che mi doveva ancora 
dimostrare la sua reale utilità. Non so per- 
chè ma mi sembrava come se il software 
fosse come le caramelle per il calcolare e 
non mi sembrava che lui si fosse già me- 
ritato le caramelle. Il mio proposito era di 
fare la grafica e il basic del 64 era Ivi ri- 
cordate?! orfano di questi lussi, ma una 
nutrita schiera di peek, poke. imprecazio- 
ni e scongiuri riusci finalmente ad accen- 
dere un misero puntino sullo schermo 
grafico. Ragazzi ci siamo, la macchina DI- 
SEGNAI Partii alla conquista delle linee e 
quando il loop cominciò a funzionare qua- 
si caddi dalla sedia per la felicità. Quattro 
minuti dopo guardavo disperato il puntino 
che arrancava sullo schermo, dicendomi 
«non ce la faccio , non ce la faccio ». Era 
chiaro: o il 64 non serviva per fare grafica 
o il basic non era lo strumento giusto. La 
mia rivista preferita fvoi già sapete qual 
era e non ve la ripeto più ! diceva che il 
64 aveva una grafica eccellente e parlava 
di altri linguaggi. Presi il coraggio a due 
mani e decisi di affrontare Sua Maestà 
l' assembler . 

Una settimana dopo chiedevo mental- 
mente scusa per ii mio peccato di orgo- 
glio e ammettevo dolorosamente che i 
somari non volano, il linguaggio era trop- 
po frammentato, troppo arzigogolato per 
la mia ignoranza informatica. Però non bi- 
sogna mai scoraggiarsi alla novantaseìesi- 
ma difficoltà. Se sua maestà era troppo 
lontana esistevano sempre t principi : il 
Pascal, il Fortran, il Cobo I < del C nessuno 
parlava all'epoca) e la mia rivista stava 
pubblicando una serie di articoli sul Forth. 
Questa era una bella indicazione mi ri- 
sparmiava di comprare manuali I Riuscii 
ad avere una copia dei Forth per 64 e co- 
minciarono le sorprese, li calcolatore di- 
segnava come un razzo con poche righe 
di programma e occupava i tempi morti 
tra disegnino e disegnino suonando il bu- 
ghibughi. Il Forth che avevo era predispo- 
sto per scrivere sul disco ma io riuscii a 
convincerlo in un solo pomeriggio che nel 
mio caso si doveva accontentare del re- 
gistratore. Sempre più baldanzoso scrissi 
qualche routmetta per disegnare interatti- 
vamente col Joystick visto che il mouse 
non sapevo neppure cosa fosse. Insom- 
ma la macchina mi era di colpo diventata 
amica. 

Perché scrivo queste cose? Ecco già 
un buon motivo: vi sembra bello presen- 
tare un linguaggio, farmene assaggiare 
tutta la potenza, avviarmi a diventare se 


non un vero programmatore, almeno un 
onesto Hacker e poi abbandonarmi cosi? 
Dopo quegli articoli non avete mai più 
speso una parola per il Forth. Ho comin- 
ciato a sentirmi l'unico programmatore 
Forth del mondo. Non mi serve a nulla 
sapere che c'è una federazione, che con 
il Forth si stanno facendo alcune delle co- 
se piu significative, che Actors sia stato 
scritto in Forth, io vorrei non dico una ru- 
brica, ma almeno una notiziola ogni tanto. 
Perché sprecare tanto spazio con cose 
come il trattamento delle stringhe in C e 
non mi dite se il Forth standard ANSI è 
mai stato approvato? 

Ma andiamo avanti. Le mie lodi più sin- 
cere si mischierebbero al coro che riceve- 
te mensilmente e non ne avete davvero 
bisogno, lasciatemi trattarvi allora da veri 
vecchi amici, permettendovi di dare per 
scontati tutti i complimenti che meniate, 
per lasciare spazio ai mugugni che mi pia- 
cerebbe che voi accoglieste come criti- 
che costruttive e questa è una. 

Davvero il Forth è un linguaggio morto, 
davvero sto perdendo il tempo se non 
imparo il C++- o il Turbo Pascal? Davvero 
è meglio programmare Amiga con AREXX 
che col Forth? Che vi costa dirmi che da 
quattro anni esiste un Fcrth obiect oneri- 
tcd? Ma continuiamo con la stona. < mu- 
gugni ve fi metterò tutti alla fine 

Quando il 64 cominciò a funzionare, io 
che da bravo maestro insegnavo in se- 
conda elementare il calcolo muiùbase e 
davo da fare ai bambini numerazioni in 
basi bizzarre, mi trovavo da correggere 
ogni giorno listone infinite di numeri che i 
bambini producevano quasi per gioco e 
che io rivedevo con molta fatica, decisi al- 
lora di farmi aiutare dal buon 64 che si la- 
sciò convincere a farmi da assistente cor- 
rettore con solo un programmino di po- 
che righe che per di più faceva numeri 
grandi come piacevano ai bambini È pro- 
prio cosi mi misi a usare un calcolare in 
seconda elementare per non dover per- 
dere un sacco di tempo a leggere nume- 
razioni in base fi I bambini erano conten- 
ti, facevano (e loro listone di numeri e 
quando avevano finito andavano dal 64 
che mi ero portato a scuola e corregge- 
vano da soli i loro compiti, gli altri maestri 
erano un po' stralunati ma la cosa funzio- 
nava Feci anche io allora un corso sul to- 
go de! TI93. ma se il linguaggio era diver- 
tente la macchina sembrava già un resi- 
duato. l'anno dopo comperai per la scuola 
un Sinclair QL, credo sìa stato uno dei 
primi venduti a Roma, e ovviamente un 
Forth per il QL. Con i bambini iniziammo 
a passeggiare per quel comodo ambiente 
di programmazione, a giocare con la mac- 
china, però ne facevamo anche un uso 
«serio» Ogni tanto pubblicavamo un gior- 
nalino che era composto al calcolatore, 
stampato ad un colore in serigrafia e co- 
lorato a mano. I bambini si sentivano 
grandi e importanti. 

Poi io mi stufai di continuare a fare il 
maestro in una scuola che tutto sommato 


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POSTA 


voleva solo continuare ad essere una isti- 
tuzione ottocentesca e partii come volon- 
tario civile per il Costa Rica — Centro 
America. Credo che il nostro abbonamen- 
to ad MCmicrocomputer sia uno dei po- 
chi che avete mai mandato a San Josè di 
Costa Rica, perché quando mostravo la ri- 
vista la gente si meravigliava della qualità 
grafica e di contenuti ma. almeno all'ini- 
zio, non mi diceva « Ah si. MCmicrocom- 
puter di ottobre... a. 

Quando stavo II. l'arrivo della rivista era 
giorno di testa, anche se con qualche set- 
timana eli ritardo, leggevo di cose che 
non erano solo macchine e pacchetti ap- 
plicativi. ma anche per esempio dell'inca- 
pacità della SIP a garantirci un futuro te- 
lematico che in quel terzo mondo era già 
presente. Ancora trovavo qualche listato 
fatto da italiani per italiani, e dopo ve ne 
farò un esempio, e mi sembrava di stare 
più vicino a casa. Pensavo di scrivervi una 
lettera, per dirvi che esistevo, che mi era- 
vate vicini e estremamente utili, ma il 
tempo passava senza che mai mi deci- 
dessi a scrivere come sto facendo ora 
che sono tornato. Invece ricevevo qual- 
che lettera dai « mei « vecchi alunni ed 
una mi fece dolore e mi diede da pensa- 
re. Diceva «caro maestro ci dispiace che 
non sei più qui con noi perché adesso 
non ci fanno più giocare col calcolatore. 


Hanno paura che lo rompiamo « e io pen- 
savo che quelle macchine non si rompo- 
no. che la bugia degli adulti serviva solo a 
nascondere la loro incapacità dì relazio- 
narsi a macchine che i bambini accettava- 
no come normali e che agli adulti faceva- 
no paura, lo dal canto mio avevo messo 
le mani su un Amiga e ovviamente su un 
Forth per Amiga e mi divertivo a fare le 
acrobazie con la macchina più bella che 
avevo mai avuto tra le mani. Solo voi sie- 
te riusciti a farmi venire qualche dubbio 
facendomi conoscere da lontano Archi- 
medea che li non si trovava, non si cono- 
sceva. Il mondo era MS-DOS ed io cer- 
cavo dì ripetere quello che voi mi avevate 
insegnato, alla larga dalle scelte troppo 
facili, dalle pretese di standardizzazione 
verso il basso, spazio a macchine nuove 
se sono migliori. A chi mi chiedeva se 
Amiga era IBM compatibile rispondevo 
tranquillo «no. ma perché vuoi essere 
compatibile con un calesse se hai una 
Ferrari?», 

Facevo televisione e la grafica di Amiga 
nella televisione di basso costo era dav- 
vero una marcia in più Dopo il mio grup- 
po, piano piano i vari canali locali comin- 
ciarono a comprare Amiga, a rompere il 
monopolio IBM. Con mio grande stupore 
mi chiamavano per dare conferenze sul- 
l'uso della macchina, ed io, memore dei 


miei inizi, non davo nulla per scontato, 
raccontavo che et vuole la memoria di 
massa, che bisogna stare attenti a non 
farsi inscatolare da scelte che sembrano 
comode e sono solo prigioni, limitazioni 
all'uso ottimale dei calcolatori, Racconta- 
vo che la potenza di una macchina é mol- 
to legata alla capacità degli utenti di usare 
questa potenza, che altrimenti avremmo 
avuto supercomputer usati come macchi- 
ne da scrivere. 

La cosa piaceva e mi chiesero di fare le 
stesse chiacchiere in America Latina. Di- 
ciamo Perù. Cile. Argentina, Uruguay. La 
cosa simpatica è che chi afferrava il sen- 
so del discorso trasformava rapidamente 
macchinette considerate giocattoli in 
mezzi di produzione poderosi, gli altri con- 
tinuavano a comprare macchine sempre 
più grandi che si coprivano tristemente di 
polvere. Ho avuto tempo di riflettere ed 
ho capito che l'approccio come program- 
matore ai calcolatori non è solo una scel- 
ta strategica, una forma di salvaguardare 
la propria identità culturale ma è anche 
una maniera di ottimizzare il rapporto Dif- 
ficilmente accetterai fé limitazioni di un 
programma commerciale mal fatto se sai 
che la tua macchina può darti molto di 
più. La capacità di valutare correttamente 
programmi è un premio che da solo ripa- 
ga lo sforzo di apprendere a programma- 



POSTA 


re, e quello sforzo normalmente ti dà 
molto di più. 

Ora sono tornato in Italia e faccio il pro- 
fessore di disegno in un liceo scientifico 
di Ostia. Nella scuola c'è un laboratorio 
informatico con degli Olivetti IBM compa- 
tibili che offrono il loro povero 8088 e una 
scheda grafica EGA. I ragazzi li guardano 
e confrontano con gli 80386 e gli Amiga 
che hanno a casa e lì snobbano come se 
fossero dei pallottolieri ma io vorrei mo- 
strare loro che anche quelle povere mac- 
chinette se prese dal verso giusto posso- 
no dare qualche soddisfazione, che anche 
con loro si può fare un po' dì grafica di 
calcolatore. 

Ovviamente non voglio usare un pac- 
chetto applicativo, buono purché sia, non 
voglio formare dei docili utenti, ma dei 
soggetti che riescano ad utilizzare creati- 
vamente. criticamente le possibilità di 
queste macchine. Ho passato tre mesi a 
trovare un Forth, ed ho trovato una ver- 
sione in pubblico dominio dello standard 
83. Non aveva nessuna opzione grafica e 
gli ho insegnato ad entrare in modo video 
ed a tracciare punti ma la strada da fare è 
ancora molto lunga, mi potete aiutare ? Mi 
servirebbe codice grafico in Forth per 
IBM, andrebbe bene anche /'Assembler, 
con cui nel frattempo ho imparalo a pa- 
sticciare produttivamente, o anche solo il 


listone delle chiamate al sistema operati- 
vo. Mi servirebbero consigli, scambi di 
esperienza, esempi di metodo, tutto in- 
somma prima che quelle povere macchi- 
ne vengano buttate via perché obsolete, 
senza mai aver fatto veramente del loro 
meglio, per essere sostituite da poderosi 
386 che prenderanno la stessa polvere 
con molta piu tecnologia.., 

Seconda parte 

Maputo I Mozambico ), Agosto '92 

... Lo sapevo ci sono ricascato. Vi ho 
scritto una letterona e non ve l'ho spedi- 
ta. La rileggo dopo otto mesi e sento la 
coscienza che mi rimorde. Giuro che que- 
sta sera l'aggiorno e domani la spedisco. 
Lasciatemi solo spiegare la situazione: mi 
avete lasciato a fare il professore ad 
Ostia, ma nel frattempo mi sono scoccia- 
to un'altra volta e sono venuti qui in Mo- 
zambico a fare più o meno le stesse cose 
che facevo in Costa Bica 

Sempre Cooperazione Internazionale, 
sempre video, grafica, calcolatori. Qui, 
dove sono arrivato ho trovato un Mclnto- 
sh, e un Amstrad IBM compatibile, che 
era stato buttato via perché nessuno ca- 
piva che il povero non era completamen- 
te defunto L'ho spolverato, collegato, ac- 
ceso e funziona. Ora cr sono quattro per- 
sone che lo usano praticamente a tempo 


completo Mi manca un Amiga per il vi- 
deo, ma ho già mandato a comprarne 
uno li a Roma. Tutto bene quindi ? 

Manco per niente. Qui ho scoperto al- 
cune cose: per esempio che in questi 
paesi spremere un misero clone 8088 è 
ancora più urgente che in Italia 1 è la dif- 
ferenza tra galleggiare o affondare. Altra 
cosa: in Costa Rica avevo tutto. Informa- 
zioni dagli USA che stavano dietro casa, 
macchine che ancora dovevano essere 
presentate in Europa, MC che quasi pun- 
tuale arrivava a raccontarmi le novità dal- 
l'altra parte dell'oceano. Per i mesi che 
sono stato in Italia poi vi trovavo in edi- 
cola sotto scuola e vi sentivo tanto vicini 
che sono stato cosi fesso da non venirvi 
a trovare; non vi ho neppure spedito la 
lettera.. 

Qui non c'è nulla. Informazioni, riviste, 
libri, listati, nulla. Usare il modem ? Non 
ho neanche il telefono. Per fortuna mi so- 
no portato il mio Amiga e il Forth che 
ostinatamente continuo a considerare il 
linguaggio migliore. Allora perché vi scri- 
vo? Perché adesso mi serve tutto anche 
più di prima. Programmare gli IBM sem- 
bra strano ma qui ha ancora un senso, e 
tutto quello che mi serviva a Dicembre 
mi serve anche adesso, e poi pensavo 
che magari una lettera da un vecchio e 
affezionato lettore vi potesse fare piace- 



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POSTA 


re. Quasi dimentico, pnma dì chiuderà, 
tutti i mugugni. Fatemi sapere qualcosa 
del Forth, esiste, è vivo? Chi lo usa. co- 
me ? E por perché sono spariti i listati? 
Sapete che a partire da un listato pubbli- 
cato da voi anni fa, il mio Amiga parla in 
italiano , ami mi sono fatto un editore di 
testo che /con qualche bugi legge le let- 
tere a voce alta ? 

Mio figlio Paolo, nato in Costa Rica, 
parla in italiano anche perché Amiga lo fa 
ridere quando parla. Ora Paolo sta impa- 
rando a scrìvere ed io sto cercando di 
ampliare l'editore di testo in modo che 
non solo legga le cose che lui scrive, ma 
le scriva con letterone grandi come piace 
ai bambini. Insomma un programmino di- 
dattico, nato da un listato che voi avete 
pubblicato. Non è vero che ì listati sono 
sempre molto lunghi, a volte è sufficiente 
pubblicare il cuore dell'algoritmo, trala- 
sciando gli abbellimenti. O forse program- 
mare non è più parte delle attività dei vo- 
stri lettori? Sarebbe un vero peccato oltre 
che un errore strategico. 

Per finire, credete di poter fare arrivare 
MC fino a Maputo-Mozambico? Come 
faccio a pagarvi da qui l'abbonamento, su 
quale conto bancario? 

Con l'augurio, a voi e a me. di potervi 
trovare nell'edìcola sotto casa, anche dal- 
l'altro lato del mondo, un saluto. 

Giuseppe Grotti - Maputo, Mozambico 

Niente commenti, del resto già brevis- 
simamente anticipati in apertura. Qualche 
risposta, invece, ai mugugni: non stiamo 
più seguendo il Forth sulla rivista, effetti- 
vamente, proprio a causa della sua limita- 
tissima diffusione, né c'è interesse da 
parte delle case più importanti tradizional- 
mente produttrici di linguaggi. I listati non 
è che siano proprio spariti, ma sono per 
lo più come esempi nel l'ambito di articoli 
sulla programmazione. È vero che non 
stiamo pubblicando listati di programmi 
da copiare e usare, e la ragione è soprat- 
tutto nel fatto che i listati di programmi 
interessanti ed utili sono quasi sempre 
parecchio lunghi. Il software dei lettori è 
trattato nelle rubriche sul Pubblico Domi- 
nio, ed i relativi listati sono reperibili per 
posta o fin maniera più semplice e con- 
veniente) attraverso MC-link. Oggi molti 
hanno un modem, e noi siamo convinti 
che questo numero possa e debba au- 
mentare: la telematica non deve probabil- 
mente sostituire altri mezzi per la circola- 
zione di informazione, ma è sicuramente 
fondamentale (perché spesso più flessibi- 
le, efficace ed economica) nel l'affiancare i 
sistemi «tradizionali". Naturalmente sia- 
mo perfettamente d'accordo sulla funzio- 
ne didattica dei listati che però, come già 
detto, è attualmente demandata ai listati 
di esempio che sono negli articoli. Quella 
di dedicare ulteriore spazio a chi vuole 
migliorare nella programmazione è co- 
munque una delle cose che abbiamo in 
programma. 

Infine, grazie per l'augurio ma... far ar- 


rivàre MC nelle edicole dall'altra parte del 
mondo è per ora al di là delle nostre mi- 
re. Per ora proviamoci con un abbona- 
mento (omaggio, in segno di simpatia), 
con un patto: quando arriverà questo pri- 
mo numero vorremmo essere avvisati, 
così potremo sapere quanto tempo avrà 
impiegato per arrivare a destinazione. 
Chissà che non si scopra che le riviste 
fanno prima ad arrivare nel sud dell'Africa 
che in quello dell'Italia... (ma al nord, co- 
me purtroppo ben sanno i nostri abbona- 
ti. la situazione non è migliore). 

Marco Marinacci 


Una precisazione 
(scuola e computer) 

Gent.mo Sig. Marinacci. 

Le rubo soltanto due minuti, intanto 
per ringraziarla per la pubblicazione della 
mia lettera che, finora, ha dato un solo 
frutto telematico, ma molto buono ; e an- 
che per pregarLa di apportare, se possi- 
bile, alcune rettifiche: una ad un mio er- 
rore, l'altra ad un errore di stampa di cui 
non sono responsabile. Parlando proprio 
di telematica e della rete Fido, ho indicato 
quale sysop del nodo di Udine Adolfo 
Melilli: errato! Melilli gestisce il nodo di 
Pordenone, non di Udine. Analogamente. 
Piantavigna gestiva I perché nelle ultime li- 
ste della Reglon 33 il suo nome non com- 
pare - quindi, a meno di una mia svista, 
ha cessato la sua attività nella FidoNet) il 
nodo di Verona non dì Vicenza come, ap- 
punto erroneamente, ho scrìtto. Perciò, 
prima che lo chiedano gl'interessati, è 
forse meglio rettificare. 

E per la stessa ragione, sarebbe proba- 
bilmente forse meglio correggere anche, 
quel «MCD per il C64», mentre io avevo 
scritto, parlando, al punto secondo, del- 
l'aggiornamento, I semplice «Cut & Pa- 
ste» dall'altra finestra ): (proprio quelli 
creati dal Gruppo Nazionale Informatica 
dell'MCE per il C64). 

Non penso che il Movimento Coopera- 
zione Educativa I MCE I se la prenda per 
questo piccolissimo refuso, però, se di 
esso ci si è accorti in tempo utile per ri- 
mediare... Lo so, avrei dovuto awertìrLa 
prima, ma, con l'inizio dell'Anno Scolati- 
co, fra riunioni e altri impegni. Le ho po- 
tuto scrivere soltanto adesso. 

E adesso non voglio rispondere alla 
Sua « premessa » al mio intervento: vedia- 
mo se nel dibattito, per dire la sua, qual- 
che altro collega chiede la parola. Poi. ca- 
somai... Altrimenti rischierebbe di diven- 
tare una conversazione a due tra me e 
Lei e non sarebbe più dibattito che, tra 
l'altro, anche se non con molte voci (spe- 
riamo aumentino) rimane pur sempre 
molto interessante. 

Ringraziandola ancora. La saluto cordial- 
mente. 

Stefano Franzato - Mestre 
MS 


Questo mese 
jn edicola 

LapView 

LapView è un'utilità di trasferimento di file 
e gestione dei directory per due computer 
IBM compatibili collegati attraverso le porte 
seriali da un cavo nuli modem. 

LapView mostra due directory affiancati, 
uno per ogni computer. 

Potete scorrere tra le voci di directory e se- 
lezionare I file da trasferire da un computer 
ad un altro e copiare, spostare, cancellare, vi- 
sualizzare e stampare dei file Potrete ef- 
fettuare dei riordini, passare da un directory 
all'altro, creare e nmuovere directory, lancia- 
re programmi di tipo .EXE, COM, o BAI 

WAMPUM 

WAMPUM è un database guidato da me- 
nu, compatibile con dBASE. che grazie alla 
sua facilità d'uso permette anche al novizio di 
programmare dopo pochissimo WAMPUM è 
l 'acronimo di Ward's Automated Menu Pa- 
ckage Using Microcomputers, ovvero di un 
programma con doppia personalità quella 
del database per utenti e quella del sistema 
di sviluppo applicazioni Le sue carattensti- 
che principali sono' creazione e uso di data- 
base compatìbili con dBASE III, supporto 
Multi-utente; tipi di campo che includono: 
Char, Numeric, Date. Logicai, Memo; crea- 
zione e uso dì sino a 7 Indici per file DBF. 
possibilità di aggiungere, cancellare, reinte- 
grare o modificare i record in qualunque da- 
tabase; schermate di immissione dei dati; 
creazione di rapporti ed etichette, e molte al- 
tre caratteristiche descritte più avanti in det- 
taglio. 

WAMPUM richiede l'uso di DOS 2. 1 o ver- 
sioni successive, ma per uso multi-utente è 
richiesto almeno il DOS 3.1 Per ovvie que- 
stioni di velocità di esecuzione è consigliabile 
avere almeno un PC AT e un disco rigido. La 
memoria a disposizione deve essere dì alme- 
no 420K. 

CRobots 

CRobots è un gioco basato sulla program- 
mazione al computer. A differenza dei giochi 
da sala che richiedono input umano per il 
controllo di certi oggetti, tutte le strategie 
debbono essere completate prima di avviare 
il gioco stesso. 

La strategia del gioco viene compresa in 
un programma in C che voi progettate e scri- 
vete Questo programma controlla un robot 
la cui missione è rintracciare e distruggere al- 
tri robot, ognuno guidato da un diverso pro- 
gramma. 

CRobots consiste di un compilatore di C. di 
un computer virtuale, di uno schermo sul 
campo di battaglia II compilatore di CRobots 
accetta solo un sottoinsieme (sufficiente) dei 
linguaggio C. I programmi di C robot utilizza- 
no funzioni di hardware per la ricerca del «ne- 
mico», per l'avvio e la fermata dei meccani- 
smi, per sparare con i cannoni, eccetera. 

IBM-PC, o altn computer DOS che usano 
chiamate video INT 1QH; 192 «byte RAM; al- 
meno DOS 2.0: Graphics display ed editor dì 
testi. 


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Disegnare con EXTRACAD significa inserire ele- 
menti geometrici in un foglio che viene trattato 
come un piano cartesiano; questi elementi non 
sono solo punti, segmenti, cerchi, archi, ma anche elementi complessi (ormati 
da elementi geometrici semplici; ogni elemento complesso è un gruppo di 
elementi semplici che vanno definiti in base alle loro caratteristiche geometri- 
che. È possibile anche manipolarli spostandoli, copiandoli, ruotandoli, cancel- 
landoli, raggruppandoli per (ormare un elemento complesso, oppure scinden- 
do i gruppi nei loro elementi base; è possibile eseguire moltissime operazioni 
geometriche sugli elementi stessi e assegnare ad ogni elemento caratteristi- 
che diverse di colore e tratto, ridefinire il sistema di riferimento del piano ed. 
infine, eseguire tantissime altre operazioni. Disegnare con EXTRACAD 
significa ottenere molti strumenti in più del semplice disegno con la matita 
Ecco alcune caratteristiche: Cad in Italiano - Risoluzioni grafiche EGA, VGA, 
SVGA 800x600 - 256 layers - Zoom-Pan attuabili anche durante l'esecuzione 
di comandi attivi • Supporto testo con 10 fonts, testo inclinabile, 
ridimensionabile, ecc., tratteggiatura modificabile, inserimento automatico di 
quote - Griglia e quadrettatura blocca cursore diversificate - Sistema di riferimen- 
to ridefinibile dall'utente - Stampa su IBM-Proprinter o Epson compatìbile, Ptotter HP 
7473 A e compatibili - Interfaccia utente semplice, efficace e veloce grazie all'uso di 
finestre e soprattutto alla gestione contemporanea dell'inserimento dei comandi 
tramite menù oppure digitazione via tastiera - Modifiche, Cancella. Muovi, Copia, 
Ruota. Rifletti, Rkimensiona, Riposiziona, Cambio Proprietà, Rompi, Estendi, 
Raggruppa. Separa, tutte utilizzabili anche con più elementi contemporaneamente 
e con possibilità di "Undo” - Calcolo automatico in ogni comando di punti medio, 
centro, estremo, quadrante, intersezione, tangenza, 
perpendicolarità, su ogni elemento. 


198 Voci di menù • Mulliaziendale - Archivi sepa- 
rati per ogni azienda con possibilità di trasferi- 
mento archivi da un'azienda all'altra - Archivi 
separati per ogni anno contabile con possibilità di operare sempre su qualsiasi 
anno - Analisi contabile e statistica di due aziende collegate - I nserimento dati 
guidato - Aggiornamento archivi in tempo reale - Piano dei conti a tre livelli - 
Registrazione di causali automatizzate - Estratti conto a partite aperte e 
storico - Scadenzari automatici e manuali clienti tornitori - Stampa registri IVA 
e giornale contabilità - Liquidazione IVA mensile o trimestrale - Riepilogo IVA 
annuale ■ Allegalo clienti e tornitori - Visualizzazione situazione IVA - IVA in 
sospensione - Ricerche per descrizione clienti, tornitori, sottoconti, articoli 
magazzino - Gestione automatica fine/inizio anno - 999 moduli stampa 
personalizzabili dall'utente - Gestione testi e circolari - Gestione ordini, agenti 
e provvigioni - Emissione documenti: Offerta, Conlerma ordine, Bolla proforma. 
Bolla vendita. Bolla reso, Fattura proforma, Fattura immediata, Fattura 
differita, Fattura riepilogativa. Fattura accompagnatoria. Nota credito, Ordine 
fornitore, Bolla carico interna - Emissione documenti in valuta estera - 
Registrazione cliente/fornitore ed articolo di magazzino in fase di emissione 
documenti Revisione, visualizzazione, ristampa documenti - Stampa auto- 
matica etichette indirizzi - Analisi fatturato: generale, per zona, per provincia, 
per cliente; suddivisa per mese dell'anno corrente e precedente - Stampe 
parametriche selettive clienti - Statìstiche articolate - Lettere sollecito pagamenti 
- Multimagazzino (99 magazzini gestiti più il magazzino generale) - Stampe 
parametriche magazzino ■ Gestione LIFO - Gestione listini • Analisi venduto 
mensile, per articolo, per cliente, zona, provincia, agente; a quantità e valore - Analisi 
acquistato per articolo, per tornitore, a quantità e valore - 
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Softcom srl Vie Zumaglia 63/A, 10145 Torino Tei: 011/7711177 

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Zenith Data Systems Italia srl Strada 4, Palazzo A6, MilanoFiori 20090 Assago (MI) Tel.: 02/575911 


Hanno collaboraio: 
Manlio Cammarata 
Francesco F. 
Castellano 
Paolo Cìardelh 
Massimo Novelli 
Bruno Rosati 
Andrea Suatoni 
Stefano Toria 


Novità 

FAST Electronic 

Già presente alla CD-ROM Convention di 
Wiesbaden. due dei prodotti piu interessanti 
della FAST Electronic sono ora importati dalla 
Techne di Modena. Si tratta di Video Machi- 
ne e di una linea di prodotti proprietari FAST 
su base DVI. 

La Video Machine si compone di schede 
per PC e per Mac da inserire all'interno di 
macchine comuni trasformandole in un com- 
pleto studio televisivo broadcast. Si potrà mi- 
scelare e fare editing video da diverse sor- 
genti. tutte controllate da Video Machine, in- 
serire titoli e grafica, creare effetti digitali e 
processare segnali audio. L'utente potrà con- 
nettere tali segnali direttamente sui plug-in 
delle schede ed il potente software di ge- 
stione. sotto Windows, permetterà di con- 
trollare VTR e quant'altro tramite una como- 
da interfaccia ‘<time-line»molto semplice da 
usare. In grado di accettare segnali compo- 
siti, V/C e YUV essi saranno processati in 
PAL. SECAM ed NTSC mentre le uscite sa- 



78 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


NEWS 


ranno a componenti a banda piena. Il prèzzo 
nella versione standard è stato fissato in or- 
ca 6000 marchi ed il software è incluso nel 
prezzo. Per IBM e compatibili 386 con 8 MB 
di RAM e per macchine Macintosh dal mo- 
dello Il in su con 16 MB di RAM. 

Nel campo del video digitale, la FAST pre- 
senta poi le schede DVI per computer desk- 
top oppure, per stazioni multimediali mobili, 
per LapTop Toshiba T6400, Il software di ge- 
stione. immancabilmente sotto Windows, 
contiene un toolbox DVI che renderà più fa- 
cile lo sviluppo di applicazioni multimediali 
agli sviluppatori ed alle compagnie che intra- 
prendono simili produzioni. Per esempio, 
routine per importare ed esportare frame 
DVI (in formato Abekas AVS) negli altri stan- 
dard come TIPF, Targa, FLM. BMP ecc. co- 
me pure slide show da immagini DVI com- 
presse o singole immagini di altri formati gra- 
fici miscelate insieme sotto il controllo del 
toolbox presente. 


Riduzione di listino 
di Screen Machine 

Nonostante una forte crescita della do- 
manda, in coincidenza con SMAU dello scor- 
so mese, la Techne di Modena filiale italiana 
di FAST Electronic GmbH ha annunciato la 
riduzione dei listini delle schede di digitaliz- 
zazione vìdeo della linea Screen Machine e 
Screen Machine per PC, complete di colour 
keying ed opzioni audio, a Lire 1 .650.000. La 
versione Macintosh è stata ridotta a Lire 
2.600,000 cosi come la versione per PS/2. É 
stata anche annunciata una riduzione per i 
prezzi di soluzioni DTP come Screen Machi- 
ne PC Lite e Screen Machine 21 " (per Apple) 
con le relative opzioni. In sintesi una nduzio- 
ne del 40% dai precedenti listini. Ciò in pra- 
tica poiché sul mercato americano, legato a 
standard televisivi oggettivamente meno 
qualitativi dell'europeo, il prezzo di soluzioni 
low e mid-end non può essere più elevato 
della concorrenza; ferma restando la bontà di 
Screen Machine in versione PAL, rispetto a 
quella in NTSC, per evitare discrepanze tra i 
due mercati è stata adottata una tale solu- 


Psion: due fronti aperti 

Psion Italia si presenta quest'anno allo 
SMAU con due stand separali, a conferma 
della politica dell'azienda che verte su due 
settori distinti; «corporate» dedicata alla 
grande utenza, offrendo non solo strumenti 
ma anche soluzioni, e «consumer» dedicato 
al consumatore, attraverso una capillare rete 
di vendita ed assistenza. 

Nel padiglione 16. Salone 1. sarà presente 
il «corporate», con lutti i prodotti hardware 
ed alcune tra le più significative soluzioni so- 
ftware. I prodotti possono essere definiti i 
migliori palmari e tascabili presenti sul mer- 
cato, i costi vanno dalle 200,000 lire del mo- 
dello base oCM». 380.000 lire per il modello 
«LZ», fino al modello «HC» da 980.000 lire. 

Quest'ultima gamma «HC». di recente in- 


troduzione. è stata ideata per soddisfare tut- 
te le esigenze e per essere Integrata in qual- 
siasi sistema di elaborazione: grazie alla sua 
estrema modularità è possibile aggiungere 
un lettore di codici a barre, un modem, com- 
binare vari accessori. 

Al padiglione 18, Salone 1. i responsabili 
del settore «Consumer» hanno mostrato il 
più recente palmare denominato «SERIE 3» 
che oggi può essere completato con un pro- 
gramma presentato proprio in occasione del- 
lo SMAU . un foglio elettronico in italiano, un 
programma perfettamente compatibile con i 
file WR1 e WK1 del famoso Lotus 1-2-3 e 
WKS. con la possibilità di eseguire grafici tri- 
dimensionali. Il «Sene 3» è un multitask ed 
è quindi usabile per più applicazioni contem- 
poranee senza problemi di salvataggio dati. 


PiSoft 

Presenti allo SMAU appena trascorso e 
dove è stata al centro dell'attenzione come 
«terza parte» nel mondo Apple Macintosh, la 
PiSoft di Pontedera propone le ultime novità 
nel campo pre-press, nell'archiviazione dati e 
nei prodotti di rete. Uno dei motivi di mag- 
gior interesse dei visitatori SMAU è stato co- 
stituito dalle soluzioni RasterOps per il mer- 
cato pre-press. che offrono una serie di ec- 
cellenti prodotti nei passaggi tra la fase di ac- 
quisizione di immagini e la stampa. La Pro- 
Color 32, scheda video a 24 bit funzionante 
in modalità CMYK, il CorrectColor Calibrator, 
periferica per la calibrazione ottimale del mo- 
nitor basata su tecnologia Kodak ed in grado 
di funzionare anche come densimetro e co- 
lorimetro e la CorrectPrint 300, stampante 
PostScript a sublimazione colore. 

Nell'ambito del l'archiviazione dati, molte le 
novità nel catalogo PLI, produttore di memo- 


rie di massa rimovibili non solo per Apple ma 
anche per MS-DOS, PS/2, NeXt e Sun. Tra le 
altre il PLI MaxOptical, disco magneto-ottico 
riscrivibile con cartucce da 1 GB ed un tem- 
po di accesso di 25 ms; il PLI Floptical Drive 
che utilizza dischi 3,5" da 21 MB ed è in gra- 
do di leggere anche formati MAC o DOS ed 
infine il PLI Infimty Optical 3,5", drive ma- 
gneto-ottico con cartucce da 3.5" da 128 
MB. Sempre dalla PLI i nuovi MiniArray. di- 
schi rigidi fissi da 240 MB a 4 GB in tecno- 
logia RAID (Reduced Access Interleave Dri- 
ve) che, grazie all'impiego di due meccani- 
che viste dalla CPU come una sola unità lo- 
gica. riducono i tempi di trasferimento di ol- 
tre la metà rispetto ad un normale hard disk. 

Tra i prodotti di rete Asanté, oltre alla gam- 
ma completa di schede Ethernet e Token 
Ring per Macintosh, spicca l'Asanté Hub 
1012, il primo hub intelligente con 12 porte 
lOBase-T con funzionalità specifiche finaliz- 
zate alla gestione della rete, unito al nuovo 
software AsantéView per l'amministrazione 
di rete ed individuazione di problemi in cor- 
rispondenza dei singoli nodi. 

Tra le altre novità PiSoft, prodotti dalla PSI 
Integration, da citare il PowerModem 10/42, 
versione potenziata del fax/modem per Ap- 
ple PowerBook con capacità fax a 9600 bps 
e correzione di errori MNP 10 ed anche i 
nuovi fax/modem interni Macintosh, come 
pure il FaxOCR software atto a trasformare 
i fax ricevuti in documenti di testo. 

Tradizionale, poi, la produzione audio della 
Digidesign distribuita dalla PiSoft con il nuo- 
vo ProTools. sistema di registrazione audio 
multitraccia su hard disk con aggiunte fun- 
zionalità e prestazioni, mentre nel settore 
multimediale eccellono le schede QuickTime 
di RasterOps, per l'acquisizione di sequenze 
video e la nuova scheda Audiomedia II della 
Digidesign per la digitalizzazione audio in ste- 
reo con qualità CD. 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


79 






''WordPerfect per DOS è ancora il programma più veloce 
che conosco per ottenere lesti di livello professionale". 


"E' incredibile la qualità dei testi che riesco ad ottenere 
con WordPerfect per Windows. E lavorarci è divertente!". 




'■WordPerfect è l'unica scelta possibile per l'elaborazione 
dei lesti sulla maggior parte dei sistemi Unix". 


"Scrivo, disegno e utilizzo le animazioni di QuickTime, 
tutto con WordPerfect. E' davvero imbattibile ". 




"Credo nel futuro di OS/2, 
e so che WordPerfect è già pronto". 


Anche se 

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WordPerfect. 


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NEWS 


Amiga 4000 

di Andrea Sualoni 



Sono trascorsi poco più di due anni da 
quando la Commodore introdusse sul mer- 
cato l'Amiga 3000. la prima macchina della 
linea Amiga dotata di microprocessore 
68030 con architettura interamente a 32 
bit. In quella stessa occasione, la Commo- 
dore introdusse anche un nuovo set di chip 
custom chiamato ECS (Enhanced Chip Set) 
che offrivano si alcune nuove modalità gra- 
fiche. una delle quali specifica per la video- 
titolazione, ma che erano al tempo stesso 
ancor più limitate nel massimo numero di 
bitplane utilizzabili (solo 2) e nella dimen- 
sione della calette (solo 64 colori contro i 
soliti 4096). Nel frattempo la richiesta di un 
maggior numero di colori e di una maggio- 
re velocità di esecuzione è diventata sem- 
pre più pressante, incalzata anche dalle 
prestazioni grafiche di altri sistemi perso- 
nal. 

In occasione dello SMAU svoltosi lo 
scorso mese di ottobre, la Commodore ha 
finalmente introdotto il nuovo modello della 
linea Amiga, l'Amiga 4000, che si pone al 
momento come macchina di punta. La 
grande novità di questa nuova macchina 
sono il microprocessore Motorola 68040, Il 
modello attualmente più avanzato della fa- 
miglia 68000, e un nuovo set di chip cu- 
stom chiamati AGA (Advanced Graphics 
Architecture) costituito da due chip, Alice e 
Lisa, che vanno a sostituire i vecchi Agnus 
e Denise. Le capacità grafiche messe a di- 
sposizione dagli AGA sono di un ordine di 
grandezza più avanzate rispetto a quelle 
messe a disposizione dagli ECS, Ripromet- 
tendoci di parlarne più a fondo quando 
avremo una Amiga 4000 per una prova su 


strada, proviamo ad elencare alcune delle 
caratteristiche più salienti: 

— la CPU 68040 utilizza una frequenza di 
clock di 25 MHz. AL suo interno sono con- 
tenuti un coprocessore matematico, due 
MMU (Memory Management Uniti, una 
per il codice ed una per i dati, e due cache 
memory da 4 KByte Cuna, sempre una per 
il codice e l'altra per i dati. L'incremento di 
velocità che si ottiene nell'esecuzione delle 
applicazioni è mediamente di 3-4 volte la 
velocità di un 68030 a 25 MHz (come quel- 
lo montato nell'Amiga 3000); 

— la massima risoluzione orizzontale in 
PAL è dì 1280 pixel, quella verticale di 512 
pixel, anche se esiste una particolare mo- 
dalità video 800 x 600 pixel. L'interallaccia- 
mento è ora una funzione software suppor- 
tata da II' hardware degli AGA, per cui si 
possono avere schermi interailacciati e 
non. senza alterare la risoluzione verticale 
(tranne che per la modalità Super Hires 
1280 x 512. che é disponibile solo in inte- 
rallacciato). Per questo motivo, l'Amiga 
4000 non ba più montato un deinterallac- 
ciatore, presente invece sugli Amiga 3000; 

— la palette è passata da 12 bit di risolu- 
zione cromatica (4096 colori) a 24 bit (più 
di 16 milioni di colori), mantenendo comun- 
que la compatibilità con la vècchia palette, 

— il massimo numero di bitplane è passa- 
to da 6 ad 8 utilizzabili in qualsiasi risolu- 
zione video, senza limitazione alcuna. Que- 
sto vuol dire che è possibile lavorare in 
qualsiasi modalità grafica con un numero di 
colon variabile fra 2 e 256. In più un nuovo 
modo grafico, chiamato HAM8, evoluzione 
del vecchio HAM, permette la visualizzazio- 


ne CONTEMPORANEA di più di 256000 
colori; un'immagine in tale modalità è vir- 
tualmente indistinguibile da una True Color 
I modi grafici HAM e HAM8 sono ora uti- 
lizzabili con qualsiasi nsoluzione video, per 
cui è possibile, per esempio, avere uno 
schermo 1280 x 512 (Super Hires Intarla- 
eed) HAM8. Ovviamente, è possibile ese- 
guire animazioni indipendentemente dalla 
risoluzione video e dal numero di colori uti- 
lizzati; 

Sempre dal punto di vista hardware, l'A- 
miga 4000 è equipaggiato di serie con un 
floppy drive ad alta densità (1.76 MByte) 
compatibile anche con i floppy scritti in for- 
mato MS-DQS, un hard disk con interfaccia 
AT IDE a 16 bue da 40, 120 o 213 MByte 
e 6 MByte di RAM, divisi in 2 MByte di 
CHIP RAM e 4 MByte di FAST RAM La 
memoria può essere aggiunta direttamente 
sulla motherboard fino ad arrivare a 18 
MByte di RAM tramite Installazione di mo- 
duli SIMM. Sono disponibili inoltre un allog- 
giamento per meccaniche da 3,5" e uno 
per meccaniche da 5,25", oltre a 4 slot 
Zorro III a 32 bit (compatibili anche Zorro 
II), uno slot video completo di tutti i segnali 
e 3 slot compatibili AT/XT. Rimangono inal- 
terate le capacità sonore, non essendo 
cambiato il chip custom Paula: tuttavia, dal 
momento che il processore non è montato 
direttamente sulla motherboard ma bensì 
su una schedina msenta nello slot CPU, è 
possibile che in futuro maggiori prestazioni 
audio (e maggiori capacità elaborative) pos- 
sano essere offerte tramite la sostituzione 
di questa schedina con un'altra più avanza- 
la lira novità invece arriva dal software: 
con l'Amiga 4000 la Commodore ha infatti 
rilasciato la versione 3,0 dell'Amiga QS (già 
nazionalizzata) che permette di sfruttare 
appieno le caratteristiche del nuovo hard- 
ware. I miglioramenti anche qui sono nu- 
merosi. ma vale la pena di menzionare il 
completo redesign della layers.libary, che 
offre ora delle prestazioni ragguardevoli, e 
la gestione direttamente sotto Intuition del- 
la tecnica di doublé buffering. Inoltre, l'A- 
miga OS 3.0 include CrossDos, un’utility 
che permette di leggere e scrivere dischi 
in formato MS-DOS sìa a 720 KByte che a 
1,44 MByte (quest'ultimo formato è acces- 
sibile solo con floppy drive ad alta densità, 
come quello che equipaggia l'Amiga 4000). 
Al momento, l'Amiga OS 3.0 è disponibile 
esclusivamente per l'Amiga 4000, per cui i 
possessori di altri modelli di Amiga dovran- 
no rimanere per il momento con l'Amiga 
OS Release 2. Lo stesso dicasi per i chip 
AGA che, data la loro diversa architettura 
hardware, non possono essere installati 
sulle macchine equipaggiate con il prece- 
dente set di chip eustom 

L'Amiga 4000 è disponibile al pubblico 
ad un prezzo di 4.150.000 lire IVA inclusa 
(monitor escluso) per il modello con 120 
MByte di hard disk. ke 


82 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 




I personal computer hanno di buono che sono personal . Così, potendo scegliere, alcuni preferiscono usarli in ambiente DOS. altri in ambien- 
te Windows... e lavorare insieme diventa un problema. La novità è che le scelte individuali non Comprometteranno più la produttività di grup- 
po. Con WordPerfect, infatti, siete finalmente liberi di scegliere l'ambiente che preferite, senza preoccuparvi d'altro. Mantenete comunque la 
possibilità di scambiare documenti con i colleghi (o clienti, o amici), anche se usano un ambiente diverso dal vostro. Questo perché 
WordPerfect per Windows e WordPerfect per DOS utilizzano lo stesso formato-file. Così i documenti possono essere portati da un ambiente 
all'altro, senza bisogno di conversioni o rifoimanazioni. WordPerfect è il programma che mette tutti d'accordo, semplicemente. 


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Stampanti a colori Tektronix 

La Tektronix progetta e realizza una vasta 
gamma di stampanti a colori, che utilizzano 
le tecnologie del trasferimento termico e del 
getto d'inchiostro liquido e solido. Le stam- 
panti Tektronix sono in grado di eseguire ri- 
produzioni su trasparenti o carta semplice, 
per la quale vengono utilizzati i colori Panto- 
ne certificati, la loro connettività ne garanti- 
sce l’uso in quasi tutte le applicazioni; la par- 
ticolare interfaccia Ethernet gestisce auto- 
maticamente anche le code di attesa ed II 
passaggio da un protocollo ad un altro. Il mo- 
dello Tektronix ColorQuick utilizza la tecno- 
logia a getto d'inchiostro per fornire agli 
utenti PC e Apple una soluzione flessibile ed 
economica di stampa desktop a colori. La 
stampante consente di utilizzare supporti 
con dimensioni fino al formato A3 e varie 
possibilità di gestione e può essere impie- 
gata con la maggior parte dei pacchetti so- 
ftware su PC e Mac. sono disponibili gli ag- 
giornamenti per la compatibilità con i sistemi 
PostScript e HP-GL. 

La famiglia di stampanti Phaser II utilizza 
l'avanzato sistema di gestione colore Tektro- 
nix per produrre trasparenti A4 di ecceziona- 
le efficacia e per stampare su carta con co- 
lori vivi. Le Phaser II sono disponibili in con- 
figurazione PostScript Level 2, raster e video 
(RGB) e sono collegabili direttamente al si- 
stema o in rete per una massima libertà di 
condivisione. Basate sulla tecnologia esclu- 
siva Tektronix di stampa a getto di cera con 
cambiamento di stato, le stampante della fa- 
miglia Phaser III permettono la massima qua- 
lità assicurando stampe perfette e nitidie su 
quasi tutti I tipi di carta nei formati fino all'A3. 
La tecnologia a cambiamento di stato risolve 
l'annoso problema della stampa a colori, rap- 
presentato dall'eccessiva quantità di inchio- 
stro che passa sulla carta confondendo il co- 
lore. Gli inchiostri usati dalle Phaser III sono 
in realtà cere speciali che vengono sciolte 
prima della stampa e che si risolidificano a 
contatto con la superficie della carta, man- 
tenendo intatta la qualità del colore. Le stam- 


panti Phaser III utilizzano il sistema PostScri- 
pt Level 2 della Adobe e. come le Phaser IL 
possono essere collegate in rete o diretta- 
mente al sistema. 


Wang: trattamento integrato 
dati ed immagini 

Open/lmage, il software che ha costruito 
la leadership di Wang nel trattamento inte- 
grato di dati ed immagini, è disponibile anche 
per server Risc che utilizzano il sistema ope- 
rativo Unix nella versione Aix della IBM, Ope- 
n/lmage per Aix permette di «aprire» le ap- 
plicazioni di trattamento immagini alle piatta- 
forme Risc 6000 integrando anche i server 
Risc in ambienti elaborativi differenti: Wang 
VS, CICS e Ims/Dc Ibm, VaxA/ms, Digital, 
Windows Microsoft. 

Oltre alla versione per Aix. il software 
Wang è disponibile per personal computer, 
grazie alla versione 3.5 di Open/lmage Win- 
dows, e per i prodotti NetWare di Novell. Il 
nuovo Open/lmage per Aix e gli altn prodotti 
si integrano nella strategia Wang Office 
2000, che ha l'Obiettivo di aumentare produt- 
tività. qualità e livello di servizio nel lavoro 
d'ufficio. Queste nuove soluzioni Wang sono 
la conferma dell'impegno verso i sistemi 
aperti, che prevedono l'utilizzo di piattaforme 
di produttori diversi. 

Open/lmage per Aix fornisce servizi di trat- 
tamento immagini e applicazioni Aix su com- 
puter Risc Wang o IBM System/6000. L'uti- 
lizzo di Windows come interfaccia grafica 
consente agli utilizzatori di personal eompu- 

un ambiente ben conosciuto: per il collega- 
mento in rete è richiesto il protocollo di con- 
nessione TCP/l P. 

Wang offre anche strumenti software per 
le migrazioni o la coesistenza con i sistemi 
WIIS (Wang Integrated Imago Systems) in 
ambiente VS. Viene anche promosso lo svi- 
luppo, da parte di società specializzate ester- 


ne. di applicazioni basate sul trattamento in- 
tegrato di dati e immagini: ad esempio, nei 
settori finanziario, assicurativo, produttivo, le- 
gale e della sanità. 


Lotus for Unicef: 

non di soli bit vive l'uomo 

Un'impresa, soprattutto se attiva nel seg- 
mento dell'alta tecnologia, tende sempre ad 
essere percepita all'esterno come un'entità 
fredda e asettica. 

Lotus cerca da anni di infrangere questa 
convinzione con progetti umanitari in vari 
campi: l’impegno è iniziato nel 1984 acco- 
gliendo un suggerimento di un gruppo di di- 
pendenti, con l'avvio di un programma filan- 
tropico dapprima a livello nazionale e poi 
esteso a tutti gli altri paesi. 

Nel 1991 Lotus ha donato software per un 
valore di oltre 2 milioni di dollari a diverse or- 
ganizzazioni assistenziali ed i dipendenti della 
società hanno poi dedicato parte del loro 
tempo ad offrire formazione gratuita su que- 
sti prodotti. La lotta contro qualsiasi discri- 
minazione è perseguita anche all'interno del- 
l'azienda: negli USA la società ha adottato la 
definizione «equivalente coniugale» per indi- 
care il convivente di dipendenti omosessuali 
in tutti i documenti in cui è necessario citare 
il coniuge. Questo permette alle coppie dello 
stesso sesso di avvantaggiarsi di tutti i trat- 
tamenti previsti per i nuclei familiari etero- 
sessuali. 

Lotus è stata anche una delle prime so- 
cietà a mettere a disposizione dei dipendenti 
asili nido per i loro figli e la società è sempre 
attiva nel proporre e promuovere attività di 
volontariato. Lotus è stata anche la prima ad 
offrire la sua sponsorizzazione nel 1986 alla 
marcia di Boston a sostegno della ricerca sul- 
l'AIDS, sono inoltre innumerevoli i contributi 
alla gestione di musei, istituti d’arte e finan- 
ziamenti a progetti internazionali come «Oro 
Verde» in Guatemala per salvare la foresta 
tropicale. 

Per quanto riguarda l'Italia l'iniziativa più 
recente riguarda una collaborazione con l'U- 
NlCEF: il tramite dell’iniziativa sono gli utenti 
stessi Lotus che, rispedendo alla società la 
cartolina di registrazione contenuta in un 
qualsiasi pacchetto, danno automaticamente 
corso ad un versamento di 5000 tire com- 
piuto da Lotus a favore deil'UNiCEF. 

Nel 1990 le 
spese per dona- 
zioni sono ar 
montate a 
4.3 milioni 
di dollari. 




unicef 


(continua a pag 381 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




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* Turbo C- 3.0- Turbo VBoti i 199 

Borland Turbo Vision I 150 

* Bertoni lutto C— par Windows i 220 

Bodsnd lutto (—3.0 i 150 

Bortand Turbo Pascal 6.0 I 195 

Borland Tuibo Postol Professionoil 6.0 I 330 

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Memory Management 

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Emulatore di memoria espansa per mac- 
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Indirizzi del driver in memoria alla 



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Turbo EM5 e 120 

Multimedia 


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gio Ce con software SDK per Windows 



Microsoft Multimedia Dév. Et (CDROM) e 650 

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N0VlIÌ4550LU!AMicrosoft Onemonio (COMMI e 120 

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Excel 3.0 p« OS/2 
Enel 4.0 pei Moti ntosb 

* Lotus 1-2-3 1.1 per Windows 

* Lohis 1-2-3 1.1 poi Windows 
Lotus 1-2-3 3,lt 

Lotus 1-2-3 3.1* 

Lotus 1-2-3/6 (OS/2) 

Lotus 1-2-3 2.4 
Lotus 1-2-3 2.4 

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Bortond Duomo Ptefessìoeial 4.0 
Quciiro Professional 4 .0 (Seat off) 

* Bortond Quottro ProStort Off per Windows 

* Bortond Duomo Piotano! 4,0 Wm/DQ5 
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Symantec Budget Express 

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Norton Utility 4.01 

Norton Commuidei 3.0 
Norton Bockup 1,2 

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MS Excel 4.0 
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MS Project 3.0 Weedows 
Visual Basic Windows 
MS C** Contata PO 
Quotilo Pro 4.0 
Quattro Pro pei Windows 
Porodoi 4.0 
dBase IV 1.5 
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Obiect Vision 2.0 
Tutto C»-* 8 T.Vision 3.0 
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Ventura Wndc»s 4.0 
Lotus 1-2-3 Minio* 1.1 
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NEWS 



Da Deltapoint Freezeframe 
per Windows 

È stato annunciato alla Ime di settembre 
il rilascio da parte di Delta Point Ine. DI Free- 
zeFrame per Windows, il nuovo prodotto di 
una linea di utility grafiche, disegnato per 
aiutare gli utenti a lavorare meglio in am- 
biente Windows e a personalizzare il pro- 
prio desktop con urna varietà di applicazioni. 

Completo di convertitori di file, visualizza- 
tori, editor e stampa file, nonché di icon 
edit. cosi come completa è la collezione di 
clip art e «wallpaper» per Windows. Free- 
zeFrame è rivolto ad un target di utilizzatori 
che va dal professionista della grafica al 
giornalista e cosi via. 

Una collezione di utility permette la con- 
versione di numerosi file grafici, circa 20 
bitmap e 15 vettoriali più 9 formati fax, e 
permette all'utilizzatore di vedere e stampa- 
re contemporaneamente più di un file per 
volta. 

Naturalmente gli utenti possono produrre 
le loro schermate grafiche a colon diretta- 
mente con le opzioni di Screen Capture di 
FreezeFrame per essere poi usate in virtual- 
mente qualsiasi applicazione. 


Impegno strategico Unix 
annunciato da Zenith 
Data Systems 

L'annuncio di un impegno strategico per 
Il mercato dello Unix e un accordo dì col- 
laborazione con The Santa Cruz Operation 
(SCOI nell'area del software di sistema han- 
no costituito gli elementi novità della pre- 
senza a I2U di Zenith Data Systems, la so- 
cietà del gruppo Bull specializzata nell’area 
dei personal computer. 

Erano presenti nello stand Zenith Data 


Systems Italia un modello tower, Z486/33 
ET ad architettura EISA e con CPU 486/DX 
a 33 MHz. e sistemi desktop basati su CPU 
.486/SX a 25 MHz e 1486/DX a 33 MHz. 
Questi ultimi due erano utilizzati a I2U co- 
me workstation Unix ad alte prestazioni su 
cui giravano un programma applicativo per 
calcolo ad elementi finiti («Cosmos »della 
società Sicadl e l'ambiente grafico «Open 
Desktop»di SCO. Sul sistema tower veniva- 
no Invece presentati soluzioni gestionali 
multiutente basate sul pacchetto «Xenia» 
della società SISTEDA. 

Come parte di questo impegno strategico 
per l'ambiente Unix , Zenith Data System 
ha annunciato la collaborazione con il forni- 
tore leader di prodotti software Unix, thè 
Santa Cruz Operation. una partnership che 
si affianca a quelle In atto con Microsoft e 
Novell e finalizzate alla realizzazione di un 
ambiente elaborativo sempre piu aperto e 
in grado di integrare piattaforme tecnologi- 
che diverse. La disponibilità di Unix SCO 
System V e di SCO Open Desk Top. in par- 
ticolare, certificati sui sistemi ZDS permet- 
tono di avere a disposizione una piattaforma 
ideale per lo sviluppo e la gestione di ap- 
plicazioni in ambito di reti, anche di elevata 
complessità, per compiti gestionali, grafici, 
tecnici e scientifici. 


Da Intel il nuovo 
486 DX2 a 66 MHz 

Intel Corporation ha ampliato la propria fa- 
miglia di CPU Intel 486 con l'introduzione 
del microprocessore Intel 486 DX2 a 66 
MHz. Il più nuovo microprocessore dalle 
elevatissime prestazioni attualmente dispo- 
nibile, rende possibile ottenere lutti i van- 
taggi di una frequenza di funzionamento di 
66 MHz in un sistema Desktop, a prezzi 
contenuti grazie all'utilizzo della tecnologia 
per il raddoppio della frequenza di funzio- 
na mneto. 

I sistemi che utilizzano il microprocessore 


intel 486dx2 a 66 MHz con un clock di si- 
stema di 33 MHz possono eseguire i softwa- 
re applicativi ad una velocità media che può 
anche essere del 70% superiore a quella di 
sistemi con CPU intel 486 DX a 33 MHz 

La famiglia dì CPU Intel 486DX2 opera ad 
una frequenza interna doppia rispetto a quel- 
la delle restanti parti del sistema: ciò per- 
mette di ottenere progetti di costo ridotto e 
prestazioni eccellenti, il microprocessore In- 
tel 486 DX2 a 66 MHz, cosi come la CPU 
Intel 486 DX2 a 50 MHz. dà modo ai pro- 
duttori di computer di realizzare macchine di 
elevatissime prestazioni a prezzi piu ridotti di 
quanto non fosse possibile in passato. 

Bill Rash, direttore per il marketing in Eu- 
ropa. ha affermato «Il successo della CPU 
Intel 486 DX2 a 50 MHz ha superato le no- 
stre aspettative Abbiamo già consegnato ol- 
tre 300.000 unità in tutto il mondo e ci aspet- 
tiamo una accoglienza ancora più favorevole 
alla CPU a 66 MHz. Le reazioni dei clienti so- 
no state eccellenti; oltre 25 produttori di 
computer commercializzeranno prodotti ba- 
sati sul microprocessore Intel 486 Dx2 a 66 
MHz entro i trenta giorni successivi all'an- 
nuncio del chip. I vantaggi del nuovo com- 
ponente per i produttori di sistemi sono evi- 
denti : si è ridotto il tempo necessario per ap- 
prontare sistemi con CPU a 66 MHz. Gli 
utenti traggono vantaggio dalla disponibilità 
di applicazioni piu complesse per applicazioni 
in ambienti GUI a finestre nei sistemi de- 
sktop, e possono efficientemente utilizzare 
la maggior potenza e velocità nei server». 

Il nuovo chip contiene una unità RISC in- 
tegrata per elaborazione su interi, un'unità 
per aritmetica in virgola mobile (FPUI e una 
cache interna. Grazie all'impiego della tecno- 
logia Intel per il raddoppio della frequenza di 
funzionamento, la CPU, la FPU e la cache 
operano ad una velocità doppia rispetto al 
bus della CPU. La CPU Intel 486 Dx2 a 66 
MHz opera a 55 MIPS. 

La nuova CPU è già in produzione e ne so- 
no stati consegnali già oltre 20000 unita. In- 
tel commercializzerà inoltre un processore di 
upgrade Overdrtve per sistemi DX2 a 66 
MHz a partire dal 1993. 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 





È vero, è tempo di hardware anche per Microlink. Vi garantiamo la consueta competenza, 
cordialità e convenienza per a ffermare da subito, insieme, che Microlink è anche i hardware amico. 


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PARADISE m occellemoi. 1 280.1024, 32.000 ai 
0» Fatar 1024.1280, fra 16,8 mi. di col. 
INFOTRONIC IMF 1025, 1024x268, 512Kb MAH 
INF01R0NIC T6X 1025. 1024.268. IMbMAM 


INTEL Soisfoition mo<lem/400i estera e 

INIEl SolbtaKm Fox-nwlem «erra e 

245 INTEL Sonsfmtion Faw-modmi ritorna efori' « 
430 (Nili Sansloilwi Formatoli rumi ♦ WmFn. PRO g 
595 5UPM EorMorten 14.400 boud OOS/WcrdaB 
1150 6UPW FotMadem 14 400 baud Mornlcdl e 
1690 LISTfobotó (cunei Modem MS withAS g 

M0TAX IForModem irrnoMe 9.600 boull e 


HP Loie# llp plus. 4ppm, SI2 Kb RAM 
HP Losenel Hip plus. 4ppm. I Mi IAM 
HPLosegjel HI tk 8ppm. 1Mb RAM 
NEC loia 562 P, óppin, 2 Mb RAM 
EPSON EPt-4000 tee., 6 ppor, 512 Or IAM 
CANON BE800C bubbte jet. 360.360 colore A3 


Memorie di massa e streamer 


Portatili e Laptop 

5X20. HO 60 Mb 2.690 

5X20, HO 80 Mb 3.590 

SX 25. HO 120 Mb 4.490 

00 486DX 25. KD 120 Mb 


PHAtllQM 250 Sueomer lupe intera 80-1 20 Mb 
3.190 PHANTOM 250X con bo< estero 
3.690 BACKPAU dii» 5.25 «remo 1.2 Mb 
BACKPACK Hard disk estera 100 Mb 
BACXPACX Werner rape siano 40/120 Mb 
BACKPACK streomer tape estera 80/250 Mb 


CD Reader 


5.890 NEC COR-37 portulfe «remo (sema interfordo) 

HO 40 Mb 2.150 NEC CDR-2M, esterno Cserua inleriorao) 

TOSHIBA T1854JC, colore. HD 80 Mb 3.900 NEC CDR-84, intero (ionio mlerteciol 

bntiefiKCia SCSI per CO NEC bus XI-AT 
u .. kmerfatio 5CSEMCA per (0 NEC PS/2 

monl,or Moccio parallela per (!) per portati 

%f< mi'itisvx* PHILIPS CM-SO eri., 700 ira «cesa Icon mtedoctio! 

Rutta, mici,, so/i ms- Schede espansione RAM 



ÉlllÉi OK HIO Comquest 8/ 1 6 ISA, 8 Mb 

■ OKI® h«e*i 16/32 MCA per PS/2 ih 

l lM ORMO I*w9 16/37 MCA per 75,7 .4 A 

04CM0»orrwa»16/32MUpgrP5/2.8A 
HI Modulo 5UAM IMA. 70 ni 



Modulo SIMM 4Mb. 20 ni 


lapleth ScmMon 32 < ColdrawiJ 
Logitech SconMon 32 » Trasse 
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lojiigdi SconMm 32 Windows * G4K* 

Fax & Fax/Modem 


NEC 3F6. 1 5 potei, 1024x768 (0 
NEC 418, 1 5 pelei, 1 024.768 (ni) 

NEC 5fG. 1 7 orsAki. 1 280«1 024 (ni) 

NEC 6E6. 21 pdfci, 1 024.768 M 
PHILIPS C-I764A5, 17 polliti. 1280.1 024 
PHILIPS CM-2799, 20 po»d, 1280*1024 
WS-VGA, 14 pollici, 640*480 
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VYSCA0, 17 pota. 1280.1024 

Stampanti 

NEC P20 24 oghr.80 rotarne. 216 <ps 
NEC P30 24 ogli, 136 colonne, 216 tps 
NEC P62 24 oghi, 80 roteine, 300 <ps 
NEC P72 2-4 ogN, 1 34 (dorme, 300 cps 
NEC P90 74 oghi. 136 colonne. 400 cps 
PHIUPS NMS. 80 (olanne. ? oghi. 300 cps 
EPSON LQ-100. 80 cotenne. 24 oghi. 1 67 cps 
EPSON lX-400. 80 cùionre. 9 aflhi. ISO cps 
EPSON FX-870. 9 oghi. 80 colonne. 380 q» 
EPSON fX-1 1 70, 9 oghi. 1 36 colonne. 380 rps 


Coprocessori Matematici 

Intel -ra-r sx 




SIO 
685 

090 INTEL 80287 Xl-XLI 6/12.5 Mb. 
1.170 INTEL 80387 copri CAD 1 e 2 
1.780 IN1EL 80387 51 16/25 Mhi 
320 IN1EL 80387 DX 1633 Mhz 
430 INTEL 80487 SX 20 Mhi 
330 INIElmrdmlMOSXMb; 
740 INTEL mtdm 25 MhiDX 
890 INTEL overdrive 33 Mhz DX 


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NEWS 


Microway: Scheda PC 
con proiezioni di immagini 

La EL.CO.MI. srl rappresentante esclusivo 
per l'Italia della Microway (MRT) A/S Norve- 
gia ha introdotto sul mercato una scheda per 
PC. denominata MS 900 che integra la pos- 
sibilità di manipolare eventi digitali con l'ela- 
borazióné di immagini ottenute da sensori a 
stato solido ICCD) o da qualunque telecame- 
ra tradizionale. A corredo dell'apparecchio è 
anche presente un tool di software adegua- 
to, di base scritto in C, che consente allo svi- 
luppatore di sistemi la facile integrazione del- 
la MS 900 nelle proprie applicazioni. 

Indicata per i settori industriali che preve- 
dono il controllo, la classificazione e l'indiriz- 
zamento di unità di produzione manufatte, 
detta scheda può essere utilizzata per misu- 
rare il contorno degli oggetti e per calcolare 
distanze, diametri, lunghezze, aree e devia- 
zioni dallo standard programmato. Ma non 
solo, quando collegata ad impianti di illumi- 
nazione o telecamere multiple, la MS 900 
potrà calcolare la posizione tridimensionale e 
l'orientamento di un oggetto, oppure essere 
utilizzata per guidare un robot Inseribile in 
un comune bus ISA di un PC compatibile 
286, 386 o 486 ha per corredo una versatile 
interfaccia video che assicura l'immediato 
collegamento a telecamere standard e non, 
Si potranno utilizzare 6 ingressi video per 2 
telecamere a colori oppure 2 set di 3 tele- 
camere b & w. Tutte le conversioni A/D tra 
i segnali verranno fatte su scheda, come pu- 
re il supporto di canali digitali I/O. La potenza 
di elaborazione sarà da 20 a 90 MIPS (da 1,5 
fino a 12 MFLOPI ottenuta con moduli in pa- 
rallelo da aggiungere per aumentarne le pre- 
stazioni, mentre in ogni caso ogni processo- 
re potrà estrarre l'intera immagine o parti di 
essa per effettuarne l'analisi. Oltre a control- 
lare processi industriali sull'Identificazione di 
oggetti, è altresi ottimale in sistemi medicali 
(analisi automatica di campioni biologici, rag- 
gi X, conteggio globuli) come pure in apparati 
di sorveglianza (rilevamento dei movimenti, 
sicurezza in aree ben definite, ispezioni dì 
banconote). 


Nuove stampanti a colori 
digitali da Metrum 

Metrum Imagrng Products ha annunciato 
l'mtroduzione in Europa della nuova Metrum 
Fotoprint 1000, la prima stampante a colori 
digitale che combina la qualità di esposizione 
digitale con l'economicità dei tradizionali 
mezzi fotografici di stampa e processing. 

La nuova stampante produce ad un basso 
costo stampe con qualità fotografica da una 
gran varietà di computer e altre sorgenti di- 
gitali. È specificamente disegnata per lavori 
di «photofinishing» da laboratorio con ritocco 
elettronico, e per la riproduzione di stampe di 
alta qualità dal nuovo mercato Photo CD 

La FP1000, può produrre 100 differenti 
stampe/ora con una risoluzione di 300 dpi e 
una palette di 16 milioni di colori, Usando 
carte fotografica standard RA-4 o compatibile 


la stampante produce copie per meno di 40 
S a copia in una varietà di grandezze, dalla 
"Ah alla "A4". 

La FP1000 contiene un «motoreuper espo- 
sizione digitale sviluppato da Metrum ed un 
processore integrato fotochimico realizzato 
per Metrum dalla Thermaphot, un leader te- 
desco nel campo dei prodotti per il fotoritoc- 
co. Metrum usa un particolare sistema di 
esposizione basato su tubo catodico a fibre 
ottiche che permette in una singola passata 
una stampa continua a colori con velocità di 
un pollice al secondo. La grandezza variabile 
dei punti e uno speciale algoritmo di scrittura 
permettono di produrre immagini di qualità 
fotografica anche da sorgenti a bassa risolu- 
zione. 

Per la fine del 1992 la stampante digitale 
a colori FP1000 verrà commercializzata ad un 
prezzo di 42.000 $. 


Amiga: 

Update Vortex ATonce 

È in corso di distribuzione l'update softwa- 
re per la scheda emulatore IBM ATonce 286 
della Vortex tedesca, uno dei prodotti per 
Amiga più venduti neH'ambito della emula- 
zione di sistemi, Tutti gli utenti registrati di 
schede ATonce, ATonce classic e ATonce 
Plus avranno senz'altro ricevuto, free of char- 
ge. la versione 3.0 del software di gestione 
che si dichiara compatibile AmigaDOS 2.0 e, 
soprattutto, compatibile MS-DOS 5,0. L'usci- 
ta video, che come sappiamo è in emulazio- 
ne. è stata ottimizzata come pure pam del 
programma, e tale improvement è basato 
sullo Sviluppo dell'emulatore ATonce 386SX 
della Vortex denominato Golden Gate. Ogni 
utente che non avesse ricevuto ancora l'up- 
grade è consigliato di recarsi dal suo distri- 
butore di zona, oppure di rivolgersi diretta- 
mente alla Vortex tedesca spedendo solo un 
floppy disk formattato, una busta postale au- 
to-indirizzata ed un International Reply Cou- 
pon. Allo stesso tempo, chi volesse passare 
alla Golden Gate, emulatore 386SX, da una 


qualsiasi ATonce potrà rivolgersi anch'esso 
alla Vortex. Stesso discorso di upgrade an- 
che per la ATonce 386SX per sistemi Alari; 
la versione software aggiornata è la 5.23. do- 
ve sono state ottimizzate l'amministra2ione 
della RAM e le operazioni con partizioni HD 
più grandi di 32 MB sotto DOS. 


Opensoft distribusice TUN 

Esker, società europea per lo sviluppo di 
software, ha appena firmato un contratto di 
distribuzione di programmi TUN con Open- 
soft, divisione di ESA Software, e leader in 
Italia nella distribuzione di software e hardwa- 
re add-on per il mondo UNIX. 

TUN è una gamma che comprende cin- 
que prodotti di comunicazione fra i mondi 
DOS e Unix. Questa offerta è attualmente 
la più completa disponibile sul mercato e ri- 
sponde a tutte le esigenze di integrazione 
del PC nel mondo Unix. 

Tun“Kid è II prodotto entry-level di Esker. 
Offre a PC collegati via seriale a sistemi Unix, 
le funzioni di emulazione di terminale, con- 
divisione delle risorse e trasferimento file. 

Tun'TCP è una implementazione TCP/IP in 
ambiente DOS. Basato su un kernel residen- 
te, permette oltre alle funzioni standard 
(«ftp», nrexec», «telnet», ...| dì utilizzare da- 
tabase condivisi oppure server x-window per 
Dos. Basato sulle interfacce packet driver, 
Odi e Ndis, utilizza le schede più diffuse e 
funxziona senza problemi sulle reti locali più 
note . 

TUN*Plus è una evoluzione di TUN'TCP. 
Oltre al TCP/IP contiene due moduli di emu- 
lazione terminale, uno in modalità DOS, l'altro 
per ambiente MS-Windows. Entrambi i mo- 
duli consentono di effettuare file transfer con 
i sistemi Unix, 

Tun'Unix è destinato ai server Unix ed è 
complementare a Tun'Plus. Consente ad un 
utente Dos di utilizzare risorse del server 
Unix, Inversamente, una stampante locale 
Dos potrà essere gestita come dispositivo 
Unix. 


90 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



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NEWS 



CD-I Compact Disc 
Interattivo Philips 
La rivoluzione multimediale 
degli anni Novanta 

La musica, i commenti parlati, le fotogra- 
fie, il testo e le immagini in movimento. Tutti 
i sistemi per comunicare, msomma combi- 
nati su un nuovo prodotto veramente multi- 
mediale: il CD-I sviluppato da Philips dispo- 
nibile anche in Italia a partire dall'autunno. 

Il lettore CD-I ha le dimensioni di un video- 
registratore, si collega a un qualsiasi TV e si 
attiva con un telecomando. Per entrare nel 
mondo dei CD interattivi, non c'è che l'im- 
barazzo della scelta i titoli disponibili sono 
numerosi. Seduti in poltrona si può visitare 
un museo, ammirando ‘ quadri, leggendo i 
testi di presentazione e magari ascoltando la 
musica dell'epoca delle opere, giocare a golf, 
con effetti sonori e immagini reali di campi 
famosi. Oppure ascoltare musica con la stes- 
sa qualità del CD audio vedendo scorrere sul- 
lo schermo televisivo, magan all'interno di un 
juke-box «old stylei>. i testi delle canzoni e la 
biografia del cantante. 

La disponibilità crescerà al ritmo di 4/5 ti- 
toli mese, anche in lingua italiana. Sono state 
strette alleanze con molti editori, tra i quali 
Rizzoli. 

I CD-I ospiteranno programmi diversi: dagli 
strumenti didattici interattivi ai film nei quali 
si potrà intervenire sullo svolgimento della 
trama. 

II CD-I serve per l'apprendimento delle lin- 
gue. Con la serie Language Master lo stu- 
dente. oltre a leggere un testo in lingua stra- 
niera, può contemporaneamente sentirne la 
pronuncia, vedere un'immagine deH'oggetto 
e della situazione a cui si nferisce ed ese- 
guire un esercizio per verificare l'apprendi- 
mento. 

Il primo lettore CD-I della Philips è il 220 
Matchline che riproduce anche CD audio A 
breve l'introduzione di un portatile con scher- 
mo LCD da 6" incorporato il CD-I 360. 

Non è tutto il CD-I serve anche agli ap- 
passionati di fotografia. Si chiama Photo-CD 
lo sviluppo congiunto di Philips e Kodak per 
un sistema che combina la tecnologia del CD 
con la tradizionale tecnologia fotografica. 

Photo-CD visualizza sullo schermo del te- 
levisore di casa sino a cento fotografie per 
ogni compact. Senza buttar via la vecchia 
macchina fotografica, i negativi o le diaposi- 


tive vengono portate in un laboratorio che 
prowedera a riversare le immagini su CD, La 
qualità delle immagini riprodotte sulla TV è 
ovviamente la massima ottenibile. 


HP: nuovi Vectra 
e nuovi PC Desktop 
per la rete 

Hewlett-Packard ha presentato il piu po- 
tente PC delia famiglia personal computer 
predisposti per il collegamento in rete, il mo- 
dello HP Vectra 386/25N. 

Il nuovo PC, con un prezzo di listino che 
parte da lire 2.420.000 combina caratteristi- 
che di sicurezza rete integrate, alte presta- 
zioni e compatibilita, 

Il nuovo PC HP Vectra 386/25N, basato su 
Intel 386SX, è stato progettato per soddisfa- 


re le necessità specifiche degli ammimstra- 
ton e degli utenti finali degli ambienti di reti . 
Il PC è predisposto per un funzionamento 
immediato, «collega e vai», sia per il funzio- 
namento in rete che da solo: i nuovi PC HP 
Vectra 386/25N possono essere forniti pre- 
configurati con una scheda HP di interfaccia 
dì rete Ethernet a 16 bit, per doppino non 
schermato, dotata di buffer di I/O da 32 
Kbyte per aumentare la velocità di trasmis- 
sione dei dati in rete Per garantire la sicu- 
rezza dei dati e dell'accesso alla rete sono 
presenti alcuni dispositivi hardware e softwa- 
re che impediscono alle persone non auto- 
nzzate di accedere al PC. 

Sul fronte dei desktop HP annuncia Vectra 
486U ad elevate prestazioni, i primi personal 
in grado di offrire piena potenzialità di pre- 
stazioni e massima possibilità di upgrade, il 
tutto ad un prezzo competitivo di 5.465.000 
lire come prezzo base. 

La nuova serie di PC dispone della più re- 
cente tecnologia video, denominata Locai 
Bus Video e si pone ai massimi livelli in fatto 
di flessibilità e di upgrade del processore. Le 
particolari caratteristiche di questi PC li ren- 
dono adatti ad essere utilizzati come server 
di rete o per ambiente multiutente, conte- 
stualmente le elevate prestazioni grafiche lo 
rendono prezioso per ambienti Windows, X 
Windows e ambienti CAD 

Hewlett Packard ha inoltre annunciato che. 
alla fine dell'anno, aggiungerà un quarto mo- 
dello, alla nuova serie di PC ad elevate pre- 
stazioni, il PC HP Vectra 486/66U. Anche 
questo PC utilizzerà come il modello Vectra 
486/50U, il nuovo Chip Intel DX2 (doppia ve- 
locità!, consentendo potenzialmente all'uten- 
te di triplicare la velocità originale del proprio 
PC se utilizzato, per esempio, per modificare 
un PC 486 funzionante a 25 MHz 



92 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




l'hardware amico 

Se per districarvi nella giungla dei computer non vi 
basta l'Fl.... 



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In sette anni di attività la nostra ditta é costantemente 
cresciuta grazie ad un sistema di vendita che ha alla base un 
rapporto di franchezza e di fiducia con i nostri clienti. 
Ci proponiamo adesso a livello nazionale mantenendo 
inalterato il nostro metodo di lavoro. Vi Invitiamo a 
telefonarci ed a comunicarci le vostre esigenze: vi 

proporremo quella che, alla base delle nostre esperienze e 
delle ultime novità del mercato, rappresenta per voi la 
soluzione ottimale 





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NEWS 



KYE Systems Corporation: 
Genius Hipen 

KYE Systems Corporation propone un nuo- 
vo standard di mercato nel campo delle pe- 
riferiche di input con il debutto di Genius Hi- 
pen, Combinando una attraente penna con 
una tavoletta di lavoro da desktop Genius Hi- 
pen fornisce una interfaccia intuitiva e un si- 
stema di puntamento che converte qualsiasi 
sistema desktop in un modello basato su in- 
terfaccia a penna, Windows for Pen Compu- 
ting è lo strumento software dì interfaccia 
con la nuova periferica, dispone del ricono- 
scimento della scrittura manuale e di altre 
applicazioni espressamente basate sull'uso 
della penna. KYE Systems fornisce comun- 
que una serie di utility per Hipen che ne 
massimizzano la versatilità e la semplicità 
d'uso. Completamente compatibile con mou- 
se Microsoft, Hipen si connette alla porta se- 
riale per uno uso immediato su desktop. Do- 
tata di led di status sul box di interfaccia la 
penna è completamente configurabile per 
sostituire totalmente o in parte tastiera e 
mouse, viene anche fornito il software Zsoft 
PC Painibrush IV per il primo uso. 


Da Softcom 
nuovi PC professionali 

La Softcom srl, società specializzata in 
commercializzazione di personal computer e 
periferiche, in occasione dello SMAU '92 ha 
presentato una linea professionale di fascia 
più elevata, con caratteristiche e prestazioni 
di rilievo. Questa nuova linea, chiamata Ma- 
ster PRO, si differenzia da PC Master Euro- 
line, linea tuttora esistente, per le sue ele- 
vate prestazioni, per alcuni accessori inclusi 
nel prezzo e per numerose ed interessanti 
particolarità che vediamo in dettaglio. 

Pane da un modello base con micropro- 
cessore 386 a 40 MHz con 128 K di Cache, 
che ha la caratteristica di essere facilmente 
espandibile: infatti è sufficiente sostituire la 


CPU della motherboard per ottenere un si- 
stema 486 (SX, DX o DX2). Si passa poi ad 
un modello 486 (33 o 50 MHz) Locai Bus. un 
rivoluzionario sistema che permette di elimi- 
nare definitivamente i classici «colli di botti- 
glia» dovuti al trasferimento dati tra CPU e 
scheda video, permettendo cosi di lavorare 
in tempo reale. 

Si arriva infine ad un modello 486 (33 o 50 
MHz) EISA e 486/66 DX2. 

Inoltre tutu i sistemi sono caratterizzati da 
una scheda accéleràtrice, di tipo IDE. Con 
una cache di 512 K espandibile a 85 Mb an- 
che in versione locai bus, che permette di 
ottenere prestazioni elevatissime a livello tra- 
sferimento dati da e per l'hard disk (circa 0.4 
msl. 

Con master PRO non si è trascurata nean- 
che la sicurezza, con l'adozione di alimenta- 
tori a norme CEE. La dotazione di accessori 
comprende oltre che manuali in italiano e in- 
glese, tastiera di qualità, display digitale, sul 
cabinet, anche un mouse a 400 dpi con 
Quattro PRO in italiano incluso nel prezzo. 

Si è pensato anche ai portatili con un nuo- 
vo modello professionale di notebook con 
microprocessore 80486 a 33 MHz di memo- 
ria, espandibili sino a 8 Mb. ed un hard disk 
di 200 Mb tutto in 4 Kg. con formato A4, ed 
un modello a colon sempre basato su un mi- 
croprocessore 80486/33 a banda passiva, ad 
un prezzo inferiore a L 5.000.000. 

Fra gli accessori presentati da Softcom 
particolare interesse ha suscitato Pocket 
VGA to Pai. un sofisticato e piccolo hardware 
in grado di inviare immagini standard VGA su 
apparecchiature video PAL, il tutto a costi ac- 
cessibili. 


Microsoft annuncia Cinemania 

Microsoft ha annunciato Cinemania, una 
guida cinematografica veloce e divertente 
per i Multimedia PC. Sfruttando la tecnologia 
multimediale, Cinemania offre 19000 recen- 
sioni dì film dal 1914 al 1991, biografie di at- 
tori, registi e produttori, come pure immagini 
di film, dialoghi tratti da pellicole classiche ed 
una lista dei premi Oscar 

Cinemania presenta testo interattivo, im- 
magini e suoni che fanno rivivere film classici 
e contemporanei, oltre a recensioni, biogra- 
fie, un esteso glossario ed altro ancora. Cuc- 
cando sui pulsanti del telecomando su scher- 
mo, gli utenti possono trovare istantanea- 
mente riassunti tratti dalla Movie and Video 
Guide 1992 di Léonard Martin, oppure scor- 
rere attraverso migliaia di voci tratte da The 
Motion Picture Guide e The Encyclopedia of 
Film fornite da Baseline, il servizio informa- 
zioni per l'industria dell'intrattenimento. 

I film possono essere ricercati per genere, 
attore, regista, giudizi della critica, premi 
Oscar e persino classificazione MPAA. Un 
esteso glossario informa gli utenti sul lin- 
guaggio dell'industria cinematografica, for- 
nendo definizioni per ogni termine, da «best 
boy» e «film noir» a «cinema veritéu e «se- 
cond unii». Inoltre una volta che l'utente ha 
selezionato un film, la caratteristica di listma- 
ker può essere usata per prendere delle note 
o per stampare una lista da portare al nego- 


zio di video. Cinemania è disponibile da ot- 
tobre ad un prezzo di lire 120.000 I requisiti 
del sistema sono: un Multimedia PC (con 
CD-ROM), una scheda sonora, un mouse ed 
una scheda grafica VGA o VGA+ o un PC 
equivalente con kit di aggiornamento MPC. 


Microtek distribuirà 
i prodotti Seagate 
in Italia 

La Microtek è stata creata nel 1985 dai 
fondatori di uno dei maggiori produttori di pe- 
riferiche per computer in Italia e si è specia- 
lizzata nella vendita di prodotti quali control- 
ler. unità disco, notebook e stampanti a ri- 
venditori e canali di integratori a sistema. 

La società con sede a Roma, ha una filiale 
a Milano e due agenti di rappresentanza per 
la vendita di prodotti Microtek in Puglia e Si- 
cilia. Il successo della società è evidenziato 
da una crescita del 100% nell'ultimo anno fi- 
naziario rispetto all'anno precedente. France- 
sco Loiacono, uno dei fondatori, spiega «La 
crescita del mercato italiano non accenna a 
rallentare, nonostante le attuali difficoltà eco- 
nomiche In questa realtà commerciale, il 
successo deila società è stato costruito gra- 
zie ad una sana gestione, ai giusti sostegni 
finanziari e al dinamismo dei nostri agenti 
vendita. Siamo felici che la nostra collabora- 
zione con la Seagate ci dia ora l’opportunità 
di trattare prodotti rinomati per la loro tec- 
nologia allo «stato dell’arte» e qualità che 
permetteranno alla Microtek di consolidare la 
propria posizione di leader nel mercato delle 
periferiche per computer» 


Il congresso MCA 
legge il futuro 
dell'informatica 

E stata Torino, quest'anno, ad ospitare la 
venti novesima edizione del Congresso AICA, 
l'Associazione Italiana per l'Informatica ed il 
Calcolo Automatico. Il convegno, patrocinato 
dal Ministero dell'Università e della Ricerca 
scientifica e tecnologica, dal CNR, dalla Pre- 
sidenza del Consiglio Regionale del Piemon- 
te e dalla città di Torino, si è svolto dal 21 al 
23 ottobre presso le sale del Centro Con- 
gressi dell’Unione Industriale. 

Ad intervenire nelle tavole rotonde, nelle 
sessioni e in quelle parallele in cui si articola 
l'appuntamento AlCA, sono stati docenti uni- 
versitari, esponenti fra i più significativi del 
mondo industriale e produttivo ed esperti del 
settore provenienti da tutta Italia, chiamati a 
fare il punto sul presente e sul futuro del- 
l'informatica. 

L'AICA conta oltre 2000 soci individuali e 
250 membri collettivi: fondata il 4 febbraio 
1961 è oggi la più importante associazione 
naìzonale indipendente di professionisti del- 
l'informatica. Sul piano intemazionale l'AlCA 
è membro dell'IFIP. 

Finalità principale dell'AlCA è lo sviluppo 
delle conoscenze attinenti la disciplina infor- 
matica in tutti i suoi aspetti scientifici, appli- 
cativi, economici e sociali. 


94 


MCmicrocomputer n, 123 • novembre 1992 


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Smartech Technology: 
nuovi sistemi di input 

lp;2d II sogno degli utilizzatori di computer 
si è finalmente avverato: ri PostMouse com- 
bina mouse, tastiera, tavoletta grafica, siste- 
mi di input a penna e macro in un'unica pe- 
riferica di input. PostMouse clicca. disegna, 
scrive, definisce ed esegue macro in modo 
veloce, con accuratezza ed efficienza per 
ogni applicazione giornaliera. La risoluzione 
è di 3-048 linee per pollice, mentre il «repor- 
t rate« è estremamente rapido. PostMouse 
è un sistema basato su una penna intelli- 
gente. è capace di riconoscere la scnttura a 
mano e di imparare diversi tipi di caratteri. 
L'area di lavoro è di 6 x 6 pollici (152.4 mm 
x 152.4 mm). ha un driver mouse built-in, 
un driver Windows, software di riconosci- 
mento e emulazione bullt-m del mouse stan- 
dard Microsoft e Mouse System. 

Come device di input grafici Smartech 
propone invece la serie dr tavolette grafiche 
SmartPad. dotate anche di cursore a 6 bot- 
toni. Il disegno ergonomico e la qualità pro- 
fessionale fanno di SmartPad un accessorio 
immancabile per gli utilizzatori CAD/CAM' 
come il precedente prodotto SmartPad è 
sufficientemente veloce per lavorare con 
computer 486 senza perdite di dati- 
li mouse viene emulato ir modo hardwa- 
re e software, alcuni led, fra cui quello di 
«prossimità» tengono sotto controllo l'anda- 
mento delle operazioni svolte sulla tavolet- 
ta, è anche prevista l’installazione per man- 
cini o destrorsi a completa scelta dell'uten- 


Riduzione listino prezzi 
e nuovo PC a 66 MHz da Dell 

Seguendo il suo favorevole momento di 
mercato e forte dei positivi risultati finanziari 
relativi alla prima metà del suo anno fiscale, 
grazie anche al continuo miglioramento di 
efficienza, Dell Computer presenta il suo 
nuovo listino prezzi con validità immediata, 
che contiene significative riduzioni di prezzo 
su tutta la sua linea di prodotti. 

La riduzione dei prezzi Dell arriva in con- 
temporanea con la presentazione dei nuovi 
sistemi basati sul nuovissimo microproces- 
sore Intel 486 DX2 a 66 MHz e del suo nuo- 
vo notebook 320SLi, ed agli ottimi risultati 
economici ottenuti in chiusura del secondo 
trimestre fiscale. 

La diminuzione dei prezzi risulta articolar- 
mente più significativa sui modelli più sofi- 
sticati. quali sistemi da pavimento e note- 
book. A questo si accompagna la decisione 
di offrire configurazioni di base più ncche e 
di inserire MS-DOS 5.0 e Windows 3.1 ed il 
mouse di sistema Dell con standard in ogni 
sistema. 

Le configurazioni minime suggerite sono, 
ad esempio, il sistema «entry level» Dell 
325 basato su processore i386SX a 25 MHz 
e proposto con 4 MB di memoria RAM e 50 
MB di disco fisso. Monitor a colori VGA per 
Ut. 1.990.000, oppure il più conveniente si- 
stema i486 disponibile, Dell 486P/25 basato 
su I486SX a 25 MHz, che nella configurazio- 


ne di base comprende 4 MB di RAM e un 
disco fisso da 120 MB e costa Lit. 
2.490.000 con monitor VGA a colon. Signifi- 
cativo anche il prezzo del modello da pavi- 
mento 433SE, con 8 MB di RAM e 230 MB 
di Hard Disk proposto a Ut. 5.990.000. mo- 
nitor incluso. Infine il notebook a colori 
325MC che può essere acquistato per sole 
Lit. 3.990.000, in configurazione da 4 MB 
RAM e Disco Fisso da 60 MB 


Multimedia Communication: 
joint venture development 
Motorola-British Telecom 

Nella capitale inglese, lo scorso settem- 
bre. Motorola e British Telecom Visual and 
Broadcast Services hanno annunciato un 
programma di sviluppo della tecnologia che 
consentirà di realizzare una nuova generazio- 
ne di prodotti multimediali, Attraverso que- 
sta collaborazione, BT e Motorola per i ri- 
spettivi campi, metteranno in campo le 
esperienze acquisite nel settore delle video- 
conferenze ed in quello della produzione di 
semiconduttori. L'obiettivo sarà quello di mi- 
gliorare la qualità e di ridurre i costi delle 
tecniche di videoconferenze, attualmente 
basate su dispositivi detti videocodec. ne- 
cessari per effettuare la compressione delle 
immagini video o di quelle televisive digita- 
lizzate, in modo da poterle po> trasmettere 
attraverso arcuiti digitali comunemente usa- 

Da parte sua Motorola procederà ad inte- 
grare la tecnologia di videocodifica standard 
messa a punto da British Telecom in un set 
di processori che renderà possibile le comu- 
nicazioni multimediali su PC attraverso l'ela- 
borazione congiunta di video in tempo reale, 
di fermo immagine e di dati, commercializ- 
zando il set e distribuendolo, mentre la BT 
incorporerà lo stesso set nei progetti per vi- 
deocomunicazione venturi mediante produ- 
zioni di schede per PC. Secondo una stima 
Motorola il prezzo per produzione in volumi 
sarà di circa 100 dollari a set e la disponibi- 
lità commerciale per il 1994. In sintesi si po- 


trà condensare tutta la tecnologia oggi esi- 
stente nel campo delle apparecchiature per 
videoconferenze ed integrarle in un unico 
chip set che potrà essere virtualmente inse- 
rito in qualsiasi personal computer 

Secondo British Telecom, lo sviluppo di 
supporti di memorizzazione a basso costo e 
di standard come MPEG, nota tecnica di vi- 
deocompresstone in tempo reale, e JPEG, 
tecnica di compressione di immagini e gra- 
fica, hanno reso possibile memorizzare, re- 
cuperare ed elaborare flussi di dati audio e 
video più o meno nello stesso modo in cui 
un word-processor gestisce un testo. 

Il chip set di comunicazioni multimediali 
sarà costituito da tre circuiti integrati' un 
processore di sistema, detto Shell proces- 
sor, un processore di nucleo ed un proces- 
sore di input/output. Il chip set aderirà agli 
standard internazionali, compreso lo stan- 
dard audio e video MPEG, JPEG e la serie 
H. e G. per la videocomunicazione compresi 
H.261 e G.728. L'implementa2ìone comple- 
ta richiederà l'aggiunta di convertitori AyD e 
D/A e di memoria RAM. A proposito di me- 
moria, si tende a sottolineare che il prodotto 
Motorola/BT, a differenza di altri chip set di 
cui si è parlato in campo industriale, non ri- 
chiede l'utilizzo di memorie private ma inve- 
ce integra tutta la memoria di cui ha biso- 
gno in un unico sottosistema DRAM condi- 
viso a basso costo, semplificandone di mol- 
to l'integrazione e riducendo l costì Inoltre 
tale prodotto non richiederà l'uso di un co- 
dificatore/decodificatore esterno PAUNTSC. 
Sarà realizzato dalla Divisione Circuiti Inte- 
grati MOS Digitali e Analogici utilizzando 
tecnologia CMOS semicustom avanzata con 
alimentazione di 3,3 volt II chip set sarà poi 
commercializzato da Motorola In tutto il 
mondo come prodotto standard, e da British 
Telecom che lo inserirà nei suol prodotti fi- 
niti. 

Nelle previsioni future, a scadenza bienna- 
le verranno aggiunte prestazioni quali un mi- 
glioramento della qualità sulle immagini di 
grandi dimensioni e la compressione di dati 
video ed audio in formato stereo per memo- 
rizzazioni, consentendo di combinare video 
comunicazioni dal vivo con immagini e suoni 
memorizzati raggiungendo al tempo stesso 
alte velocità di trasmissione. 




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Oggi Microsoft Works per Windows ™ costa solo 
3 79.000 lire. Facile il programma, facile il prezzo. 

Molti credono di essere incom- 
patibili con il computer. Quasi 
sempre, la colpa è del software. 

Works per Windows è il 
software che rende il computer 
accessibile a tutti perché è faci- 
le, in italiano e, oggi, è anche 
più conveniente di prima. 

Scrivete , calcolate, archiviate, disegnate. 
E, sop rattutto, non fate fatica . 

Works per Windows è un programma che integra 




Scegli Microsoft 
evincigli US.A. 


4 programmi, da usare insieme o singolarmente. 
Pensato per voi, prima che per il computer, ha l'interfac- 
cia grafica Windows e ogni sua funzione è predisposta 
per essere usata da chiunque. In pratica, accen- 
dete il computer e avete subito dò che vi serve. 
Non prestatelo, regalatelo. 

Facile da acquistare, Works 
per Windows è anche facile da 
regalare. Ricordate- 
vene a Natale. Senza 
dimenticare che l'assistenza tecnica è compresa 
nel prezzo (tei. 02/2690.1361). Per saperne di più, 
Microsoft risponde allo 02/26901359. 


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NEWS 


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Esposizione Nazionale Apparecchi da 
Divertimento Automatici 

di Paolo Ciantelli 


Tool di sviluppo 
sotto Windows da llog 

Conosciuta per i suoi tool di sviluppo per 
workstation Unix e VMS, la francese llog 
propone ora agli utenti di PC la sua gamma 
di prodotti di grafica MASAI (con la libreria 
AIDA), MAI DA CALC e MAIDA 2D e i suoi 
tools di I. A. Pecos e SMECI 

Sono orami disponibili su Windows 3. X le 
stesse funzionalità che llog propone sotto 
Unix o VMS. 

È garantita la portabilità sotto Windows di 
tutte le applicazioni sviluppate su worksta- 
tion DEC, IBM HP, Silicon Graphics o Sun 
Microsystems, senza che sia necessaria la 
modifica del codice originale. Inoltre, le ap- 
plicazioni sviluppate con tools llog su queste 
workstation conservano sotto Windows il 
«look and feel» di origine. 

Tra i programmi grafici di llog, MASAI è un 
generatore potente d'interfacce grafiche do- 
tato di una libreria grafica AIDA con più di 
100 sofisticati «widgets». MAIDA CALC è un 
generatore di spreadsheet e MAIDA 2D è un 
tool CAD di creazione di grafici vettonali bi- 
dimensionali. 

Nel campo dell’ A I. Su PC, Pecos e Smeci 
sono in grado di risolvere problemi comples- 
si impossibili da trattare con algoritmi clas- 
sici. 

Pecos è un programma di sviluppo Object- 
Oriented basato su Operazioni condizionali e 
ideato per massimizzare l'organizzazione di 
dati in funzione di condizioni combinatorie. 
Può essere utilizzato per l'allocazione delle ri- 
sorse. la pianificazione, la classifica o il po- 
sizionamento. 

Smeci è un generatore di S.E. Object-O- 
riented che permette di esaminare contem- 
poraneamente diverse soluzioni dello stesso 
problema. Può essere usato come supporto 
ai processi decisionali, alla diagnostica, alla 
simulazione, alla configurazione e alla conce- 


Novità Olivetti: alleanza 
con BT e adozione di XPG4 

Olivetti e BT (ex British Telecom) annun- 
ciano di aver firmato e reso operativa un'im- 
portante alleanza che riguarda il territorio eu* 
ropeo esclusa la Gran Bretagna in base al- 
l’accordo, BT potrà usufruire 24 ore su 24 
della rete di oltre 2600 tecnici di assistenza 
Olivetti complementari alla struttura BT già 
presente in 31 città europee. 

Olivetti fornirà l’assistenza sui prodotti e i 
servizi di base della rete BT. Inoltre garantirà 
il supporto ai terminali desktop installati pres- 
so i clienti, che potranno così accedere ad 
un'ampia gamma di tecnologie avanzate nel- 
le soluzioni di telecomunicazione, come ad 
esempio reti locali, applicazioni software e 
personal computer. 

L'accordo inoltre permette a BT di amplia- 
re la sua gamma di servizi. Attualmente l'of- 
ferta BT include installazione e supporto dì 
reti intelligenti GNS e Syncordia, per la tra- 
smissione su lunghe distanze di dati, voce, 
immagini; servizi di rete, videoconferenza. 

Altra notìzia ohe arriva da Olivetti è l'acco- 


Per tre giorni, i visitatori della ventesima 
edizione deH'ENADA presso la Fiera di Ro- 
ma, si sono potuti calare fra le luci ed i suo- 
ni di un'immensa sala giochi, sicuramente 
la più grande e moderna, forte di 800 nuovi 
modelli tra videogame, flipper, juke-box, vi- 
deojuke-box. calcetti, biliardi, carambole, 
giostrine per bambini e piccoli distributori. 

La mostra annuale del divertimento au- 
tomatico ed elettronico è stata organizzata 
dalla SAPAR-AGIS che festeggia quest'an- 
no trentanni di attività. 

Il presidente della SAPAR-AGIS, in occa- 
sione dell'inaugurazione, ha fatto il punto 
sull’andamento del settore che si riassume 
in alcune cifre significative: 450 mila appa- 
recchi in attività in Italia, di cui 300 mila vi- 
deo giochi, 50 mila flipper, 10 mila juke-box 
e 90 mila tra calcetti, carambole e kiddie 
rides, 400 miliardi di volume complessivo 
di affari per l’industria, di cui 250 miliardi 
per esportazioni in tutto II mondo, 1 00 mi- 
liardi per importazioni e 50 per il mercato 
interno, 80 aziende di primaria importanza. 
3.500 operatori. 

Tra le novità più interessanti della mostra 
spiccano quelle che nguardano i videogio- 
chi che, per soddisfare le esigenze del pub- 
blico, hanno bisogno di un rinnovamento 
continuo. 

Tra i tanti nuovi ed originali, il «Virtual Ra- 
cing», una sorta dì guida che utilizza una 
nuovissima tecnologia di computer graphic. 
È come un bolide di Formula 1 con lo stes- 
so cambio a farfalla adottato dalle Ferrari. 
Ha l’effetto controsterzante, il sedile che 
avanza per inerzia quando si frena e le pa- 
reti laterali che «strìngono» il giocatore in 
curva per dargli l’effetto della forza centri- 
fuga. 

L'apparecchio consente di vedere la pi- 
sta dall'Interno dell'auto, da dietro, da so- 
pra e dall'alto di un elicottero di controllo 
della gara. 

Ambientato in una New York violenta è 
il «Lethal Enforces» che si avvale della tec- 
nica di digitalizzazione delle immagini con 
sei ambientazioni possibili. Uno speciale 
programma permette di adattare all'abilità 
del giocatore il grado di difficoltà nel colpire 
i bersagli. Completamente disegnata in 3D 
la battaglia interstellare combattuta con lo 
«Space Lords». Il videogioco consente dì 


glìmento con grande favore del recente an- 
nuncio del programma di certificazione XPG4 
da parte di X/Open , ritenuto un significativo 
passo avanti nello svluppo dei sistemi aperti. 
XPG4 è m grado di soddisfare in modo com- 
pleto le esigenze dell’utenze relative alla por- 
tabilità e mteroperabilità tra sistemi e Olivetti 
è impegnata a rilasciare prodotti conformi a 
questo nuovo standard. 

Olivetti è fondatore di X/Qpen e ha già ot- 
tenuto la certificazione XPG2, XPG3 e XPG3 
plus per la gamma dei prodotti che fanno 
parte degli OSA (Open System Archi tecture). 


VENTANNI ENADA 

r r 

ENADA 


w 


1972 

1992 


collegare tra di loro 2 apparecchi impiegan- 
do in questo modo complessivamente otto 
giocatori di cui quattro piloti e quattro na- 
vigatori. Comunque a parte i vari videoga- | 
me, un interesse a parte suscitava lo stand 
della Pulsar di Riccione, dove veniva proiet- 
tato un video riguardante la vera novità as- 
soluta per l’Italia: il LaserDromo. 

Il gioco nasce in Australia ed è antico e 
tecnologico allo stesso tempo , ci si rincor- 
re cercandosi a vicenda come a guardie e 
ladri, con la differenza che le armature ed 
i laser di cui si è in possesso nspettivamen- 
te parano (memorizzando i colpi) e sparano 
fasci di luce. Per ora il solo esistente sul 
territorio nazionale si trova a Cattolica ed 
occupa un'area di gioco superiore ai 800 
mq. 

Ogni sera 6 computer controllano le va- 
rie gare, 20 fucili laser, 20 corpetti speciali, 
un punto di osservazione ed oltre 100 ef- 
fetti luce. Un gioco dove la famiglia lascia 
andare volentieri i propn figli, come ha di- 
chiarato uno dei membri della Pulsar, sot- 
tolineando che cosi non solo si può scari- 
care l'aggressività naturale dell'adolescen- 
za, ma si fa un sano sport di movimento 
all'aria aperta. 


compresa la lìnea LSX 5000 di sistemi mi- 
drange basati su Unix System V Rel.4 Ver 2. 
La certificazione XPG4 consentirà ad Olivetti 
di dimostrare che ì suoi prodotti soddisfano 
le esigenze, sempre più numerose, di inte- 
roperabilità fra sistemi eterogenei e multifor- 
nitore. 

La certificazione XPG4 è una significativa 
estensione dì XPG3 e raddoppia il numero 
dei componenti di un Sistema Aperto, la cui 
conformità agli standard X/Open può essere 
certificata. 

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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




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NEWS 


Microforum: 

un servizio completo 

per la preparazione dei CD-ROM 

Il mondo delle comunicazioni e della mul- 
timedialità è il protagonista dell'attuale tu- 
multuosa fase della rivoluzione informatica. 
Crescenti ed eterogenee quantità di dati ri- 
chiedono sempre più frequentemente di es- 
sere trasferite, conservate, elaborate: in tale 
prospettiva appaiono non più sufficienti ed 
adeguati i tradizionali supporti magnetici. Oc- 
corre un nuovo supporto che unisca la sicu- 
rezza e precisione assoluta a doti di affida- 
bilità, resistenza, leggerezza' ma questo sup- 
porto c'è già. il compact disk, reso famoso e 
comune negli scorsi anni nella sua versione 
musicale, e ora sempre piu diffuso in quella 
informatica: il CD-ROM. 

Il CD-ROM appare pertanto come il sup- 
porto ideale per le esigenze di interscambio 
di informazioni di ogni tipo del mondo mul- 
timediale, capace com'é di conservare, con il 
massimo della fedeltà, e far convivere sul 
medesimo supporto dati di ogni natura (pro- 
grammi, dati, immagini, suono) in quantità 
straordinaria rispetto alla sua dimensione (fi- 
no a 680 MB). L'utilizzazione dei CD-ROM, 
che era possibile solo alle grandi aziende che 
operavano su grosse quantità, è diventato, e 
lo sarà sempre di più In futuro, un'esigenza 
di molti utenti. 

Listini prezzo, cataloghi, editoria in genere, 
saranno sempre più offerti su questo nuovo 
straordinario mezzo. Per questo Microforum 
di Toronto (Canada), ben nota anche in Italia, 
da anni all'avanguardia nel produrre e com- 
mercializzare nel mondo supporti magnetici 
di ogni tipo, offre ora sul mercato un servizio 
davvero completo e di eccezionale praticità, 
economicità e completezza per la produzione 
di quantitativi di qualunque dimensione (da 
uno in su) di CD-ROM. 

A prezzi assolutamente competitivi per ogni 
aspetto della produzione. Microforum segue 


i propri clienti in ogni passo della realizzazione 
curando la preparazione del master a partire 
da qualunque sorgente: dischi magnetici, car- 
tucce dati, nastri audio e video, fotografie ecc. 

Terminata la fase di preparazione del ma- 
ster, viene stampata una prima copia del CD- 
ROM da sottoporre al cliente per una valu- 
tazione realistica prima della produzione del 
quantitativo richiesto, Grazie alla qualità delle 
apparecchiature con le quali opera, Microfo- 
rum è in grado di evadere ordini di qualunque 
dimensione in tempi estremamenti ridotti, 
offrendo nel contempo un prodotto finale di 
elevatissima affidabilità, grazie anche all'uso 
dei migliori supporti disponibili sul mercato. 

Su ogni singolo CD è possibile inserire un 
codice a barre individuale e un numero se- 
riale progressivo. Su richiesta del cliente vie- 
ne curata inoltre la veste grafica di presen- 
tazione dell’involucro, dell'astuccio e degli 
stampati annessi. 

Macenjoy, adattatore joystick 
per Apple Macintosh 

Il mouse, correndo in mezzo alle altre vet- 
ture In una gara di Formula Uno o combat- 
tendo con il proprio Starfighter. non dà sem- 
pre il massimo del piacere. 

Adesso è possibile connettere qualsiasi 
Joystick Atari o Commodore compatibile al 
Macintosh usando Macenjoy, reso disponibi- 
le dalla Atec tedesca ad un prezzo di 139 
DM, che funziona con tutti i programmi che 
usano il mouse, ma utilizzabile anche dai pro- 
grammi che usano la tastiera: la direzione e 
il pulsante di fuoco possono essere tradotti 
in sequenze di tasti in modo da velocizzare 
determinate procedure. Molti i parametri di- 
sponibili via software come la risoluzione dii 
schermo, il volume, l'accelerazione e la pos- 
sibilità del fuoco automatico ripetuto. 

Ogni settaggio può essere singolarmente 
salvato per ogni programma in modo che 
vengano caricati automaticamente all'uso dei 
diversi programmi. 



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Tel. 070307.237 

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Tel. 055-5000105 

FIRENZE 

Tel. 055-718 888 

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Via fcmassa. 174/1,76 
Tel. 010-564.003 


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Via B Mazzarella. 31133 
Tel. 0832-312764 


Tel. 0586-210230 

LUCCA 

Viale R Margherita. 167 
Tel. 0583-490 594 

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Tal. 090-292.7212 

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Tel 081-5804:10 

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Via Guantai Mimi. 22 
Tel. 081-552.9600 

PADOVA 

Via Gallo, 27 
Tel. 049878.1590 


PALERMO 

Va E. De Ante. 78 
Tel. 091-300.229 

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Tel. 05041.580 

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Tel. 0574475.770 

RAVENNA 

Va Rubarne, 5/6 
Tel. 050470.697 

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Vale M.F.Nobllioie. 16/22 
Tel. 06-710.0502 

ROMA 

Va Anasiaw ll‘, 3387340 
Tel 063936.7285 

SASSARI 

Vie Buca degl Abruzzi. 46 
Tel 079-274.600 

TORINO 

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Tel. 01 1-593.778 

TORINO 

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VERONA 

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MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


103 


NEWS 


Una raffica di annunci da Symantec 


La casa californiana che alcuni anni or so- 
no acquisì i diritti delle utility di Peter Nor- 
ton presenta questo mese sul mercato una 
vera raffica di novità e l'annuncio di accordi 
con altre aziende. 

Quattro prodotti strategici dell'azienda 
saranno distribuiti in Italia in versione na- 
zionale. Time Line 5.0 per DOS è un pro- 
gramma di gestione dei progetti precìso e 
facile da utilizzare, che consente la gestio- 
ne di qualsiasi grado di dettaglio. Sono sta- 
te rese disponibili nuove funzioni, tra le 
quali Individuai Resource Calendars, Var- 
ymg Resource Availebility e Costs Over Ti- 
me. che consentono una migliore organiz- 
zazione dei piani di lavoro. Il Resource Con- 
touring ottimizza l’uso delle risorse, mentre 
la funzione di Multiple Project Resource 
Leveling consente una migliore interazione 
in rete del gruppo di lavoro. 

La corrispondente versione per Win- 
dows, attualmente la 1.0. semplifica ulte- 
riormente le funzioni di progettazione sfrut- 
tando appieno le caratteristiche dell'inter- 
faccia. Entrambi i programmi sono dispo- 
nibili in inglese con manuali di supporto in- 
teramente tradotti m italiano. 

The Norton Utilities 6.0 offrono un com- 
pleto supporto del Dos 5.0 e si arricchisco- 
no di numerose nuove funzioni che le ren- 
dono ancora piu veloci, potenti e facili da 
usare. Tra le nuove funzioni NDOS, un 
estensore di funzioni del Dos che offre ser- 
vizi come l'aggiunta di commenti ai nomi 
dei file, un linguaggio batch esteso e la 
traccia dell'esecuzione dei comandi diretti 
(da command line). 

I programmi TSR delle Norton Utilities 

6.0 si caricano automaticamente nella High 
Memory Area, quando questa è disponibi- 
le. identificando eventualmente la presenza 
di gestori avanzati come 386MAX e 
OEMM e traendone vantaggio. 


L'integrazione con le funzioni del Dos 5 
è elevata; in particolare le Norton Utilities 

6.0 fanno ampio uso delle caratteristiche 
di manutenzione preventiva di questo si- 
stema. 

Delete Tracking e Mirror File sono utiliz- 
zati al meglio per consentire un più sicuro 
recupero delle informazioni. Il programma 
è disponibile in versione italiana, 

The Norton Antivirus 2.0 peT Dos e Win- 
dows è in grado di riconoscere oltre 1 .000 
tipi di virus; offre funzioni di ricostruzione 
dei file infetti e consente di rimuovere tali 
file a scelta dell'utente, Particolarmente 
curata l'interfaccia Windows del prodotto, 
con una finestra pop-up dì Windows Alert; 
la casa Offre anche un servizio di assisten- 
za continuativa dopo la vendita, con (a di- 
stribuzione degli aggiornamenti delle im- 
pronte dei virus presso la hot line telefo- 
nica o telematica. 

I prezzi saranno rispettivamente di L. 

1.350.000 per Time Line 1.0 nella versione 
Windows, L. 1.200.000 per Time Line in 
versione Dos, L. 299.000 per The Norton 
Utilities 6.0 e infine L. 295.000 per The 
Norton Antivirus 2.0 

Sul fronte delle unioni aziendali Syman- 
tec annuncia la firma di un accordo con la 
IBM Semea, in base al quale i clienti IBM 
che acquisteranno un PS/2 riceveranno la 
versione più recente di «The Norton Anti- 
virus» , potranno inoltre ottenere gli aggior- 
namenti delle impronte dei virus a condi- 
zioni di particolare favore. 

Infine Symantec Corporation annuncia di 
aver raggiunto un accordo per l'acquisizio- 
ne di Certus International Corporation. 
Quest'ultima è l'azienda che ha realizzato 
e distribuito NOVI, un prodotto antivirus, e 
Certus. un pacchetto software per il con- 
trollo degli accessi e la sicurezza dei dati. 


Vocalfax, il fax interattivo 

Un nuovo e rivoluzionano prodotto si pro- 
pone come nuova macchina da usare al po- 
sto dell' insostituibile telefax Vocalfax. 

Vocalfax consente di creare una banca dati 
dei vostri documenti e di renderli disponibili 
24 ore su 24 e 7 giorni su 7 ai vostri clienti. 
Vocalfax permette di inviare documenti via 
fax, documenti che sono stati precedente- 
mente memorizzati attraverso fax, scanner o 
editor di testi; permette inoltre di archiviare 
tutti i documenti che i vostri clienti quotidia- 
namente vi inviano. Ogni documento è iden- 
tificato da un numero di riferimento. L'aspet- 
to particolarmente Interessante è che II co- 
sto della comunicazione resta a carico del 
cliente, 

L' interattività si stabilisce utilizzando la ta- 
stiera del vostro telefono e attraverso il dia- 
logo con una applicazione vocale. In questo 
modo l'utente collegato può. guidato dalla 
sintesi vocale, muoversi all'interno di una 
struttura informativa ad albero e richiedere 
poi via fax i documenti che gli interessano 
semplicemente digitando il loro codice nu- 
merico di riferimento, l'utente può anche la- 
sciare dei messaggi vocali in apposite caselle 
predisposte. 

Vocalfax è collegabile ad una o due linee 
telefoniche e consente anche l'invio in dif- 
ferita dei documenti richiesti, l’utente dovrà 
solamente lasciare il proprio numero di fax e 
Vocalfax automaticamente distribuirà in un 
secondo momento il materiale richiesto 

SI può provare il sistema telefonando, con 
un apparecchio collegato alla stessa linea del 
fax, allo 02-48955130. 

WordPerfect: 

accordi e nuovi prodotti 

WordPerfect Corporation ha annunciato a 
fine agosto il rilascio di WordPerfect 5.1 per 
X Window System Adesso tutti gli utenti 
WordPerfect per Unix hanno a disposizione 
sugli X-terminal una nuova interfaccia piena- 
mente WYSIWYG II prodotto è disponibile 
per le stazioni Sun SPARC. mentre a settem- 
bre è stata rilasciata la versione per 
IBM/RS6000, SCO Unix. SCO Xenix. HP 
9000 serie 700/800. e 88open, 

La nuova interfaccia grafica include righel- 
lo. controllo e dimensionamento del cursore 
via mouse, finestre di dialogo e menu a ten- 
dina. L’utente, in fase di installazione del pro- 
gramma, può scegliere tra interfaccia utente 
grafica GUI e interfaccia carattere, secondo il 
sistema hardware posseduto. 

Un altro annuncio riguarda l'accordo rag- 
giunto tra WordPerfect Corporation e SunSo- 
ft Ine. per condivìdere le risorse tecnologi- 
che. Gli utenti WordPerfect beneficeranno 
dell'interfaccia grafica OPEN LOOK, del Tool- 
talk e dell'ONC/NFS, WordPerfect e Wor- 
dPerfect Office potranno avvalersi delle fun- 
zioni di Solaris 2.0 di Sunsoft, la totale com- 
patibilità dei prodotti WordPerfect porterà 
numerosi benefici anche agli utenti di Sun- 
Soft. L'accordo prevede la collaborazione per 
lo sviluppo delle future versioni di WordPer- 
fect e WordPerfect Office, nonché dei pro- 
dotti Sunsoft. 


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NEWS 


Central Point annuncia PC Tools 8.0 


Central Point ha annunciato la versione 
8.0 del proprio prodotto di punta, i noti PC 
Tools. Presenti sul mercato dai primi tempi 
dell'Ms-Dos. queste utility sono state sot- 
toposte nel tempo a diverse revisioni sia 
sostanziali che formali, fino a divenire un 
prodotto integrato, flessibile e potente per 
la gestione di funzioni di servizio su elabo- 
ratori personali di qualsiasi dimensione. 

Nella versione 8.0 sono state apportate 
numerose modifiche; oltre 100 nuove fun- 
zioni rispondono ai numerosissimi suggeri- 
menti provenienti dagli utenti delle prece- 
denti versioni del prodotto. Un ambiente 
desktop integrato, una protezione antivirus 
totale e un potente ottimizzatore di memo- 
ria costituiscono le novità dì rilievo dell'an- 
nuncio. 

Il desktop offre un contesto a finestre 
secondo i criteri ormai accettati delle inter- 
facce grafiche. Parte integrante del de- 
sktop è uno scheduler. che consente l'atti- 
vazione a tempo di funzioni predisposte 
dafl'utente. Sono inoltre presenti un con- 


vertitore di task, che consente di passare 
rapidamente da un insieme di programmi 
in corso di esecuzione a un altro, e una 
gamma completa di accessori ormai classi- 
ci: blocchi per appunti, archivi, calcolatori. 

Nella nuova versione di PC Tools è stato 
incluso anche Central Point Anti-Virus 
(CPAVI, una delle più note utility per la 
scansione dei dischi e l'identificazione di 
programmi infetti da virus. L'aggiornamento 
dell’archivio delle impronte dei virus, fonda- 
mentale per il mantenimento dell'efficacia 
del programma, può essere realizzato pre- 
levando le novità da un server di rete. 

Particolare attenzione è stata dedicata al- 
le funzioni di rete e alla gestione automatica 
della memoria, presente in quantità sempre 
crescenti negli elaboratori attualmente di- 
sponibili sul mercato. RAMBoost è un nuo- 
vo ottimizzatore della memoria, con funzioni 
di caricamento automatico dei driver e dei 
TSR in memoria alta. 

Allo stesso tempo PC Tools offre un ser- 
vizio completo anche al possessori di per- 


sonal computer portatili, consentendo una 
agevole integrazione tra l'ambiente operati- 
vo fisso e quello mobile. 

Non sono state trascurate le funzioni tra- ] 
dizionali, nelle quali PC Tools era già " for- 
te n. come ad esempio il salvataggio e re- | 
cupero del dati sia su dischetti che su na- 
stri; i nuovi Tape Tools rendono agevole l'u- 
so dei nastri di salvataggio, fondamentali ai 
fini di una vera sicurezza delle informazioni. 

Infine anche la procedura di installazione 
di PC Tools è stata resa più semplice e al 
tempo stesso più flessibile; un amministra- 
tore di rete aziendale può generare dei di- 
schetti di installazione personalizzati per le 
specifiche esigenze, riducendo al minimo 
la possibilità di errori e i tempi di installa- 
la nuova versione di PC Tools sarà di- 
sponibile da novembre e costerà L. 
325.000 più IVA; gli attuali utenti potranno 
acquistare l'upgrade alla versione 8.0 al 
prezzo di L. 95.000. 



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MCmicrocomputer ri. 123 - novembre 1992 





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NEWS 


Handy Scanner SICOS 256-GS 

Nel panorama sempre in continua evolu- 
zione dei digirizer, l'Handy Scanner della Sl- 
COS s'inserisce con le proprie caratteristiche 
di scanner multidirezionale. Mentre la mag- 
gior parte degli scanner sono capaci di ac- 
quisire le informazioni scorrendo sequenzial- 
mente ed in un’unica direzione il materiale 
cartaceo sottoposto allo scanning, l’Handy 
Scanner 256-GS è in grado di operare l'ac- 
quisizione procedendo verso tutte le direzioni. 
Quando ad esempio è da acquisire un'infor- 
mazione cartacea esposta su di un piano più 
grande della finestra di scansione dello scan- 
ner, solitamente si procede con due (o più) 
fasi di scannering e con la relativa memoriz- 
zazione delle singole immagini acquisite In 
un secondo tempo, attraverso i tool del sof- 
tware di Image Processor prescelto, si pro- 
cederà alla fusione delle due (o più) immagini 
in una unica. Un tentativo questo che non 
sempre sortisce i risultati sperati. Con il Sìcos 
256-GS tale problema e felicemente risolto 
proprio con l'adozione della multidirezionalità. 
Senza sollevare lo scanner dal piano di ac- 
quisizione, completato un lato del foglio, è 
possibile spostare lo scanner verso l’altro lato 
e continuare nell’operazione di scannering fi- 
no al completamento dell'intero prano. 

In pratica, con il Sicos 256-GS non si han- 
no più limiti nella procedura di acquisizione, 


Il piano — un foglio, un poster o una gigan- 
tografia che sia - può esser passato sotto 
scannering ed acquisito in un'unica soluzione 
ed a prescindere dalla grandezza che lo con- 
traddistìngue. Tecnicamente ciò è ottenuto 
con l'adozione di due rulli scorrevoli indipen- 
denti posti sul piano di appoggio del Sicos 
256-GS che permettono di spostare lo scan- 
ner, sempre per linee rette comunque, verso 
più direzioni. L'unità è resa capace di acqui- 
sire e memorizzare le informazioni su due 
piani dimensionali ed ogni tipo di movimento 
viene registrato sempre perfettamente pro- 
porzionato. Sul corpo macchina, fra i bottoni 
per lo Start/Stop e il variatore di luce, sono 
riportate le tacche di riferimento rispetto alla 
finestra di scansione. L 'utilizzatore ne può te- 
ner conto, al momento di spostarsi sul piano 
di lavoro, come punti di confine fra la pre- 
cedente e la successiva scansione. La con- 
fezione del Sicos 256-GS è composta dall'u- 
nità di scannering, una scheda d'interfaccia, 
un disco Utility, un piccolo manuale di rife- 
rimento ed un foglio di poliestere. Questo, 
che va considerato un prezioso aiuto, è da 
utilizzare come guida trasparente da appog- 
giare sopra al materiale d'acquisire. Su tale 
foglio sono disegnati i riferimenti relativi ai 
percorsi consigliati, con la «pista»da seguire 
per l'eventuale centratura della finestra di 
scansione rispetto al materiale d'acquisire e 
l'eventuale mcolonnamento di testi. 


Dal punto di vista dell'installazione, la pro- 
cedura hardware si limita all'inserimento in 
una slot libera della scheda d'interfaccia, 
mentre quella software completa sia quella 
dell'hardware - con un programma chiama- 
to ScanTest che controlla tutte le funzioni re- 
lative sia allo scanner che all'interfaccia - 
che quella stessa del software di gestione 
vero e proprio Questo, denominato SUtllity 
è disponibile sia in versione per DOS che per 
Windows. 

Il Sicos 256-GS genera le acquisizioni nel 
formato TIFF (Tag Image File Format) e le in- 
serisce in una zona di lavoro denominata 
Image Buffer Tale zona può esser creata sul 
disco rigido, nella RAM o direttamente su un 
floppy disk. Chiaramente raccomandato è l'u- 
so della RAM, veloce e sufficientemente ca- 
piente per rispondere alle richieste del Sicos. 
Le capacità dello scanner, relativamente alla 
risoluzione di scannering vanno dai 200 ai 
400 DPI. A 200 DPI sono richieste zone di 
memoria a partire da 220 Kbyte per immagini 
estese su piani in formato A5, per arrivare 
agli 880 Kbyte per immagini in formato A3. 
Raddoppiando la risoluzione, a 400DPI, per 
un'immagine in formato A5 necessiteranno 
880Kbyte. mentre per una A3 l'ammontare 
salirà ad oltre 3,5 Mbyte, 

Il funzionamento del Sicos 256-GS è ga- 
rantito per la realizzazione di immagini digitali 
da 256 grigi, per l’appunto riportati dalla de- 



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PageMaker. Altra nota importante da sotto- 
lineare è quella della capacità del Sicos 256- 
GS ad esser utilizzato congiuntamente con 
software per il riconoscimento dei caratteri 
Per far ciò è sufficiente procedere al settag- 
gio della modalità Black&White, predispo- 
nendo cosi un TIFF a due livelli perfettamen- 
te compatibile con l'QCR. Nell'uso congiunto 
con il software per il riconoscimento dei ca- 
ratteri torna estremamente utile, se non in- 
dispensabile. l'uso del foglio di poliestere. 
Con questo difatti è possibile riprodurre pa- 
gine scritte più grandi della finestra di scan- 
sione del Sicos senza incorrere in errori di 
scansione e spostamenti scorretti che pro- 
ducano caratteri irriconoscibili. 


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Elcom annuncia la distribuzione dello scan- 
ner Leaf 35, della Leaf System americana, 
specializzata in una intera gamma di prodotti 
per acquisizione di immagini. 

Lo scanner Leaf 35 permette di acquisire 
immagini da diapositive 35 mm, lucidi e pel- 
licole negative a colori o b/n, con una pro- 


fondità di 16 bit per colore. Potremo cosi 
avere una immagine con palette di colori a 
48 bit, cioè 281.475 miliardi di colori, prati- 
camente ogni minima sfumatura con la ma- 
sisma resa. 

Il cuore dello scanner Leaf 35 è un CCD 
lineare a 8.000 elementi per una risoluzione, 
selezionabile dall'utente, fino a 4000 dpi. 

Lo scanner opera ad alta velocità impegan- 
do 16 ms per linea digitalizzata Una imma- 
gine a colori impiega poco più dì due minuti 
per essere digitalizzata con la risoluzione di 


2000 x 2000 dpi e produce un file TIFF di 12 
MB. Lo scanner può essere collegato attra- 
verso le interfacce SCSI e GPIB a tutti i com- 
puter che le supportano. 

Lo scanner è fornito con II software di ge- 
stione su cartuccia ROM facilmente sostitui- 
bile dall'utente per l'upgrade. Il software di 
gestione controlla lo scanner, effettua la ca- 
librazione, imposta il livello di bianco e di ne- 
ro automaticamente prima di ogni digitaliz- 
zazione I! prezzo dello scanner è di 
20.900.000 lire. 




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NEWS 


La Multicreatività 
di casa Jepssen 

Prima novità in assoluto sono i Locai Bus. 
ovvero, una vera e propria evoluzione in ter- 
mini di potenza e velocità rispetto ai modelli 
esistenti, riguardante le configurazioni 486 
DX 33 e 486 DX 50. Questi computer al loro 
interno sono dotati di una scheda SVGA Lo- 
cai Bus 1280x1024 a 32000 colon, con ca- 
pacità di 4 Mega di RAM espandibile fino a 
32 Mega e 256 K di cache sulla piastra ma- 
dre. controller Locai Bus con 2 Mega di RAM 
espandibile a 16 Mega che gestisce 2 FDD 
e 4 IDE HDD, con tempo di accesso inferiore 
ai 0.3 msec La loro denominazione si ag- 
giunge a quella precedente del prodotto 
stesso, cosi, ad esempio, è possibile richie- 
dere un Jepssen Desk Pro Locai Bus, od un 
M-PC Locai Bus. E sarà proprio l'M-PC a su- 
bire delle modifiche sostanziali per rendere 
ancora più compeiitiva questa workstation 
multimediale. M-PC infatti, oltre alle sue at- 
tuali possibilità di collegamento a qualsiasi 
fonte audio, video e musicale, sarà presto in 
grado di gestire e controllare tutte le appa- 
recchiature elettnche ed elettroniche presen- 
ti nell'ambito domestico e/o lavorativo di 
ogni suo utilizzatore: tutto questo grazie al- 
l'aggiunta di moduli sull'attuale M-PC. 


Informatica Italia: crescita inferiore al previsto nel '93 


"Mala tempora currunt» per II mercato 
dell'Informatica in Italia nei prossimi anni. 

I Se il mercato dell'«informatton technolo- 
gy» nel 1991 è stato stimato in 19.150 mi- 
liardi, si prevede che raggiungerà i 21.260 
miliardi di lire nel 1993 con un incremento 
medio annuo nel periodo del 5,2%, rispetto 
al 9,3% degli anni 1988/1991. In particolare 
la crescita prevista tra il 1991 e il 1992 sarà 
del 5.7%, Nel successivo periodo 
1993/1997 il tasso di crescita calerà al 
3,4%. 

È quanto emerge dai risultati di Teknifo- 
recast - società milanese specializzata in 
proiezioni e indagini di mercato — un'inda- 
gine e un modello previsionale basati que- 
st'anno su 7,000 interviste a utenti di 
«tecnologia dell'informazione» e che — ri- 


spetto alle valutazioni precedenti — porta 
a ridimensionare sia il valore assoluto sia 
la crescita del mercato italiano di informa- 

Del resto, una tendenza negativa in atto, 
è risultata anche dal recente SMAU 60 
espositori in meno rispetto al '91, meno 
visitatori e. secondo dichiaraziom di alcuni 
tra i più importanti espositori, meno affan 
conclusi. In compenso sono aumentati i 
«visitatori» più giovani, che hanno fatto in- 
cetta di opuscoli, pieghevoli, volantini: in 
tempi difficili anche questo può essere un 
segnale d'incoraggiamento, per non par- 
lare delle ruberie decine di PC. telefonmi 
e stampanti sono spariti prima, durante e 
in chiusura dello SMAU '92. 

F.F.C. 


Attenzione particolare verrà anche prestata 
ai portatori di handicap che potranno com- 
pletare il proprio M-PC con i moduli più ap- 
prodati alle loro esigenze, come ad esempio 
una sintesi vocale per non vedenti. 

Il controllo di ogni dispositivo collegato ad 
M-PC sara possibile grazie alle estensioni 
multimediali per Windows 3.0 e 3.1 che M- 
PC adotta già: il prezzo di questo prodotto 


non subirà sostanzialmente delle particolari 
variazioni rispetto agli altri modelli e cosi pu- 
re per la serie Locai Bus. 

Ultima novità, l'M-PC verrà distribuito an- 
che in versione Tower, in vendita al prezzo di 
L. 1.380.000 + IVA per il modello base. M- 
RC si rende disponibile nella configurazione 
TS 325 SX. TS 340 DXC. TS 433 DXC. TS 
450 DX2C. 


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telligente» di lettura di documenti, dal design 
accattivante e dalle funzioni semplificate, 
rende il lavoro di conversione di un docu- 
mento da cartaceo ad elettronico semplice 
ed efficace. 

La stazione integra uno scanner, un siste- 
ma OCR ed un vero e proprio computer in 
uno spazio ridotto, è collegabile a qualsiasi 
computer PC. Mac e PS/2, ma l'innovazione 
è nel suo floppy drive, che la rende una sta- 
zione totalmente indipendente ed usabile da 
chiunque. ReadStation é dotata di un carica- 
tore di 25 fogli che ne rende l'uso ancora più 
automatico: basta inserire il dischetto e pre- 
mere un tasto e la macchina farà il resto. I l 
processore da 25 MHz processa una pagina 
in 40 secondi, così in pochi minuti il testo 
stampato verrà convertito in uno qualsiasi 
dei 24 tipi di file supportati, incluso WordPer- 
fect. Lotus 1-2-3 e dBase. 

Attraverso i pulsanti ed il display del pan- 
nello si possono selezionare le diverse opzio- 
ni, scegliere quante colonne processare, la 
luminosità, ecc., semplici spiegazioni sono 
fornite man mano che si avvia il processo, in 
aggiunta è anche possibile salvare una con- 
figurazione di default. 


Sempre da Umax ci viene proposto 
UC1200S. uno scanner a colori UltraVision là 
principale caratteristica del quale è il rispetto 
della brillantezza originale dei colori. La riso- 
luzione è di 1200 dpi e la qualità è assicurata 
da 3 convertitori A/D a 10 bit. oltre un mi- 
liardo di colori differenti possono essere ri- 
conosciuti in una singola scansione. Diretta- 


mente inserito nella macchina troviamo un 
correttore gamma per far combaciare sem- 
pre i colori originali al risultato elettronica La 
caratteristica più importante dello scanner è 
la velocità di scansione ridotta ad una frazio- 
ne di quella dei concorrenti: in una singola 
passata viene effettuato tutto il processo di 
conversione. Opzionalmente è disponibile un 


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una risoluzione di 600 dpi, capace di ricono- 
scere fino a 16.8 milioni di colori. UC630 
esegue tre passate per riconoscere il rosso, 
il blu e il verde, la velocità media di scan- 
sione è di 147 secondi a pagina. 

E per completare la famiglia, Umax propo- 
ne l'UG630 Gray Scale Scanner, per eseguire 
digitalizzazioni B/N di alta qualità La risolu- 
zione è di 600 dpi e vengono lette fino a 256 
tonalità di grigio. Lo scanner è particolarmen- 
te versatile in applicazioni non standard quali 
ad esempio la digitalizzazione di lastre fatte 
al raggi-X. Con un apposito kit opzionale lo 
scanner viene trasformato in un potente 
scanner a colori dalle caratteristiche uguali al 
modello precedente. 


Sysbase e Codd & Date 
per la gestione dei dati 

La Tecnologia Relazionale per la gestione 
dei dati rappresenta uno dei filoni a più alto 
contenuto innovativo nel campo dell'informa- 


tion technology, ed è un sensibile progresso 
rispetto alle precedenti tecnologie di data ba- 
se. Ma è anche il mezzo di transizione verso 
sistemi informativi di nuova generazione, 
orientati al supporto decisionale. L’organizza- 
zione che vuole avvalersi delle opportunità 
offerte dai nuovi strumenti deve perciò im- 
postare oggi un vero e proprio progetto dì 
gestione dei propri dati, dove le componenti 
tecniche, organizzative e culturali dell’impre- 
sa formino un insieme armonico ed efficien- 
te. Questo in sintesi è l’obiettivo che Sysba- 
se e Coss & Date si sono date nel pensare 
e proporre una iniziativa comune, denomina- 
ta Data Resource Program offrire la possi- 
bilità di intraprendere un progetto evolutivo 
che porti l'azienda a considerare i dati alla 
stessa stregua di ogni altra risorsa, sia essa 
il capitale o i macchinari. L'accordo prevede 
che Codd & Date metta a disposizione dei 
clienti Sysbase la propria esperienza su temi 
quali la pianificazione strategica dei dati, l'im- 
postazione delle funzioni organizzative depu- 
tate alla gestione dei dati e le rispettive pro- 
cedure, la definizione di modelli ed il disegno 
di base dei dati. 

Pianificazione strategica dei dati, definizio- 
ne dell'organizzazione relativa alla gestione 
dei dati, impostazione di standard e proce- 
dure di Data e Database Administration ed il 
supporto al disegno di basi di dati fanno par- 


te del programma dettagliato di DPR, con 
briefing ed indagini conoscitive per la pro- 
grammazione del progetto. 


In-Cat System: Easy-CD 

La In-Cat System propone Easy-CD, un 
sottosistema progettata e realizzato per con- 
sentire la generazione dell’immagine ISO 
9660, il test, la premasterizzazione, l’emula- 
zione e l'incisione di CD prototipali. 

Easy-CD masterizza l'immagine ISO 9660 
prodotta su un'unità CD-ROM Wrne Once in- 
cidendo uno speciale disco chiamato Gold 
CD o One-Off, leggibile da qualsiasi lettore di 
CD in commercio. 

Con queste caratteristiche è possibile pro- 
durre piccole tirature di CD in casa o realiz- 
zare direttamente il prototipo da inviare in 
fabbrica per la produzione in quantitativi ele- 

II sottosistema si compone di un'unità CD- 
Write Once con una capacita di 600 Mbyte, 
un transfer rate di 352,8 Kbyte/sec ed un 
tempo medio di accesso di 300 msee, ope- 
rante in unione ad un software, in ambiente 
Windows 3.1, che consente una facile e 
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un controllo byte per byte del Gold-CD con 
l'immagine ISO originale. 

Easy-CD supporta gli standard di format- 
tazione CD-OA (Audio), Mlxed Mode Di s.c 
(Audio + Dati); CD ROM (modo 1 con sup- 
porto dei formati MS-DOS, Apple, Unix, DVI 
e CDTV e modo 2 per i formati CD-ROM XA. 
CD-I e CD-I Bridge, Photo CD/CD-I Ready); gli 
standard afferenti alle specìfiche Orange 
Book e le specifiche per il supporto Apple 
HFS. 

Le caratteristiche più importanti del softwa- 
re Consistono: nella creazione del CD in modo 
virtuale e/o su hard disk con l'immagine ISO 
9660 mediante la selezione di file o di intere 
directory con semplici operazioni di drag & 
drop in ambiente Windows 3.1 , nel controllo 
della disposizione geografica dei file su CD da 
parte dell'utente; nella possibilità di utilizzo in 
rete dei file anche nelle fasi di simulazione e 
test; neH'impiego della ASPI (Advanced SCSI 
Programming Interface) che consente l'utiliz- 
zo di Easy-CD su computer con bus EISA, 
ISA, MicroChannel PS/2; nella presenza di un 
sistema statistico di controllo delle directory 
e dei file per la gestione dello spazio su CD, 

Easy-CD fornisce anche una serie di con- 
trolli di qualità relativi alla simulazione dei tem- 
pi di accesso di un qualunque lettore CD ed 
alla simulazione sia dell'immagine virtuale che 
dell'Immagine fisica sul disco, la creazione 


del Log dei movimenti delta testina del CD di 
una sessione tipica di lavoro consentendo 
l'ottimizzazione della disposizione geografica 
dei file sia in modo automatico che interattivo. 

L'unità di output dell'immagine ISO 9660 
può essere rappresentata dal CD-Write Once 
(fornito) oppure, in opzione, da un hard disk 
SCSI, da nastro DAT 4 mm SCSI, da un nastro 
8 mm Exabyte SCSI, da un nastro 1/2" a 9 
tracce SCSI o Pertec. 

Il costo della configurazione base di Easy- 
CD per la generazione dell'immagine ISO 
9660 dei soli CD-ROM modo 1, comprensiva 
dell'unità Philips CDD 521, dì scheda SCSI 
Adaptec, cavi e software di gestione, è di 
14.500.000 di lire IVA esclusa. 


Datapro International presenta 
un'altra serie CD-ROM 

Prendiamo i vantaggi del CD-ROM. impo- 
nente capacità di memoria e accesso istan- 
taneo, combiniamoli con delle analisi di pro- 
dotti e di mercati impeccabili ed abbiamo uno 
dei più preziosi servizi dì informazione dispo- 
nibili, chiamato «Hardware e Software per si- 
stemi informatici» della Datapro International. 
La nuova serie, concepita in modo simile alla 


riuscita «Attrezzature e servizi di comunica- 
zioneu su CD-ROM. offre nove servizi di in- 
formazione della Datapro Internationa) su un 
solo CD-ROM. Secondo il responsabile pro- 
dotti internazionali, Jìm Prìngle, «il disco con- 
tiene una quantità di informazioni equivalente 
al contenuto di 1 0.000 pagine stampate. Esso 
tratta di tutti i principali settori del mercato, 
dai sistemi d'impresa alle stazioni di lavoro". 
In collaborazione con Datapro International, il 
Bureau van Dijk. uno dei più importanti editori 
in CD-ROM. ha messo a punto per il software 
dì consultazione, un'interfaccia gestita a me- 
nu su Windows (edizione 3.0 o superiore). Il 
sistema d'interrogazione offre tre modi diver- 
si per l'individuazione di specifici argomenti o 
nferimenti al testo. 

Le connessioni logiche and/or/not fra i pa- 
rametri consentono agli utenti di effettuare 
ricerche complesse ed estremamente defi- 
nite che escludono i riferimenti indesiderati. 
Inoltre, i rapporti possono essere visualizzati 
sullo schermo, esportati su disco o nell'ar- 
chivio a punti Windows, letti su un elabora- 
tore di testi o trasferiti alla stampante laser 
direttamente dal CD-ROM. Gli aggiornamenti 
periodici sono una delle principali caratteri- 
stiche dei servizi su base cartacea di Datapro 
International e l'abbonamento al CD-ROM 
funziona in modo analogo, con la distribuzione 
di un nuovo disco ogni mese. 


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cativo architettonico per la realizzazione 
di progetti esecutivi. Le sue caratteristi- 
che innovative aprono una nuova dimen- 
sione nella progettazione CAD. 
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fiche in cantiere senza dover abbandona- 
re il progetto originario. 


Potenza - Creazione automatica di 
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metrici, con materiali, finiture, spessori 
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le operazioni di disegno. Il risparmio di 
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arriva fino all’ 80% anche rispetto 
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IBM Semea commercializza CICM 

Si è recentemente concluso tra IBM e 
CICM Company, società italiana che opera 
nel settore dei sistemi informativi per le 
aziende che lavorano a progetto, un accordo 
che prevede la commercializzazione in Italia 


del sistema CICM per IBM Risc/6000 
Originariamente prodotto per sistemi di 
grandi dimensioni, CICM è oggi anche dispo- 
nibile per un'ampia gamma di sistemi che 
partono da una base 386/486 per arrivare a 
piattaforme più articolate. Oltre che su IBM 
Risc/6000 è dunque possibile utilizzare CICM 


anche su PS/2, DEC VMS, Ultnx e Hp. 

Il sistema è stato scritto utilizzando il 
DMBS Ingres, il linguaggio «C» e le librerie 
di interfaccia a finestre Vermont Views. I re- 
quisiti hardware, indipendentemente dalla 
piattaforma utilizzata, prevedono 100 mb su 
hard disk (più dieci aggiuntivi per ogni utente 
addizionale! e 16 MB dì RAM. 

Il «kit» di CICM, attualmente in commer- 
cio, comprende, oltre alla licenza d'uso e ai 
manuali operativi, anche un corso d'adde- 
stramento e l'Hot Line telefonica 

Il suo costo, per ogni singolo utente, è di 
25 milioni. 

CICM non è una soluzione «verticale", ma 
piuttosto un sistema dì regole il più possibile 
generalizzate orientate alla soluzione e alla 
gestione delle problematiche di imprese che 
lavorano su commessa. 

Dalle funzioni di contabilità gestionale al- 
l'attività operativa, CICM tiene sotto control- 
lo le informazioni della società e permette, a 
qualsiasi livello, l'estrazione dei dati, analitici 
o di sintesi, per il controllo delle commesse 
Nonostante la complessità della materia e le 
possibili variazioni progettuali e realizzale di 
una commessa, CICM non prevede persona- 
lizzazioni. Anzi, il punto di forza del prodotto 
è costituito proprio dal carattere di universa- 
lità che ne fa uno strumento in grado di ge- 
stire le più svariate situazioni. 


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121 







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La velocità della luce. 


Texas Instruments propone microLaser: la 
famiglia di stampanti laser da 9 e 1 6 pagine 
al minuto oggi disponibil i anche in versione 
Turbo. Estremamente competitive e versa- 
tili, offrono il vantaggio della modularità: la 
configura: ione base con Linguaggio PCL, 
5 1 2 Kbyte Ram, emulazione HPLJet e inter- 
faccia parallela, può crescere in qualunque 
momento secondo te vostre necessità. 11 
linguaggio PostScript originale Adobe con 
1 7 o 35 Fonts anche scalabili, le espansioni 
di memoria fìnoa 10,5 Mbyte, leemulazioni 
IBM Proprinter, Epson, Diabloe le interfacce 
seriale o AppleTalk sono installabili diret- 
tamente dall’utente. 11 controller Magnum 
con PostScript Livello 2 e processore RISC 
offre i vantaggi di una maggiore disponibi- 
lità di caratteri, di memoria e di velocità di 
elaborazione oltre a funzionalità avanzate 
di set up intelligente con commutazione 
automatica tra le diverse interfacce ed emu- 
lazioni. Cosi compatte da stare sulla vostra 
scrivania, le microLaser sono particolarmen- 
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da pannello per una stampa personalizzata 


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Ram espandibili a 4,5 Mbyte, emulazione 
HPLJet, interfaccia parallela e cassetto di 
alimentazione da 250 fogli. Espandibili con 
scheda PostScript Adobe da !7o35 Fonts e 
con controller Magnum per ottenere le 
funzionalità del modello Turbo. 

• microLaser Turbo e microLaser XLTurbo: 
da 9 e 16 pagine al minuto con processore 
RISC includono2,5 Mbyte Ram espandibili 
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NEWS 


Microsoft e TrueType Font Pack 

TrueType Font Pack amplia la gamma dei 
font TrueType contenuti in Microsoft Win- 
dows 3.1 con 44 tipi differenti di caratteri. 
TrueType Font Pack sfrutta la tecnologia 
TrueType contenuta in Windows 3.1, che 
rappresenta un vero e proprio linguaggio di 
descrizione dei caratteri molto simile ad un 
linguaggio compilato I vantaggi dati da que- 
sta nuova tecnologia sono notevoli: innanzi- 
tutto una maggiore velocità in fase di visua- 
lizzazione, essendo i font caricati solo quan- 
do è effettivamente necessario e successi- 
vamente trasferiti alla stampante. L'utente 
dispone della massima qualità sia a video 
che in stampa dei propri documenti con una 
reale rappresentazione WYSIWYG. Infine i 
Font TrueType possono essere utilizzati su 
qualsiasi stampante, sia ad aghi, getto d'in- 
chiostro o laser, purché supportata da Win- 
dows 3.1. TrueType Font Pack è facile da in- 
stallare e i font sono immediatamente dispo- 
nibili per qualsiasi applicazione Windows. 

TrueType è supportato dalla piattaforma 
hardware Macintosh e dal sistema operativo 
grafico Microsoft Windows, per quanto ri- 
guarda le prestazioni c'è da menzionare il fat- 
to che i font TrueType sono scalabili solo 
quando necessario: ciò significa che non 
vengono memorizzati in tutti l formati e l'u- 
tilizzo è più rapido. 


Novità 3M 

Il gruppo 3M ha presentato allo scorso 
SMAU il nuovo Floptical Disk da 21 MB. 
compatibile con il sistema di unità a disco 
Floptical della Insite Peripherals. 

La tecnologia del Floptical integra e svi- 
luppa la tecnologia magneto/ottica, con il ri- 
sultato di ottenere alte capacità di risoluzio- 
ne delle immagini oltre che di memoria, 
unite al notevole risparmio di tempo nelle 
operazioni di caricamento dell’hard disk. 

La tecnologia ottica consente di disporre 
di servo tracce ottiche, ad alta densità di 
traccia (1245 tracce per pollice), su un sup- 
porto magnetico in bario-ferrite, mezzo alta- 
mente durevole e non corrosivo che può re- 
sistere alle più critiche condizioni ambientali 
senza perdite di dati. 

Il 3M Floptical Disk da 21 MB è il sup- 
porto magnetico ideale per impieghi grafici 
ad alta risoluzione, immagini CAD-CAM o 
mediche, cosi come per il backup di hard 
disk. 

La collaborazione tra 3M e IBM ha con- 
sentito di ottenere una nuova generazione 
di cartucce a nastro da 1/2" a capacità po- 
tenziate. 

Rispetto alla precedente «348Q» questa 
nuova cartuccia della 3M si presenta con 
una densità di traccia doppia del normale 
(36 tracce), accoppiata ad una maggior 


quantità di nastro nella cartuccia, grazie al- 
l'utilizzo di un nastro di nuova concezione, 
con supporto di poliestere e lo strato della 
stesa magnetica; 6 quindi possibile ottene- 
re un immagazzinamento dei dati pari a 20 
vòlte la capacità della 3480. 

L'ultima novità 3M riguarda il nuovo 
schermo Privacy Filter che si aggiunge alla 
gamma di video antistatici ed antiriflesso. 
Lo schermo 3M Privacy Filter è la soluzione 
più semplice ed affidabile per proteggere le 
proprie informazioni da occhi indiscreti. 

II nuovo prodotto garantisce una assoluta 
confidenzialità delle informazioni, perché so- 
lo l'operatore seduto di fronte al terminale 
è in grado di leggere i dati che appaiono sul 
video è sufficiente spostarsi di 30 gradi 
perché lo schermo si offuschi compieta- 
mente, rendendo impossibile la lettura delle 
informazioni . 

Il nuovo schermo Privacy si basa sulla 
tecnologia del Light Control Film (LCF), una 
pellicola di plastica in policarbonato costitui- 
ta da sottili ''tapparelle» nere molto vicine 
tra loro (quasi come fossero una persiana a 
«veneziana») con la caratteristica di proteg- 
gere da luci e riflessi indesiderati. 

Prodotto negli stabilimenti americani di 
Petaluma della 3M, il nuovo schermo è 
commercializzato da 3M Italia in una versio- 
ne da 15" universale, con una cornice dal 
design nuovo e funzionale. 


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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


123 


Una Ferrari più sicura 
grazie anche ad OS/2 

La Ferrari ha realizzato a Maranello una 
nuova frizione elettronica per il suo prestigio- 
so modello «Mondisi» e la società francese 
Valeo l'ha sviluppato: pur continuando a for- 
nire al conducente la sensazione di una guida 
sportiva, la macchina ora non dispone del pe- 
dale della frizione, quando decide di cambia- 
re il guidatore aziona la leva del cambio e 
mette in moto un servomeccanismo che di- 
sinnesta automaticamente la frizione, sceglie 
la marcia e innesta di nuovo la frizione. 

Per la realizzazione di un sistema di col- 
laudo della nuova frizione la Ferrari ha scelto 
l'IBM Plantworks, un ambiente di sviluppo 
basato su OS/2: l’applicazione di collaudo 
della frizione elettronica si presenta all’ope- 
ratore sotto forma di videogame. I dati pro- 
venienti dal controllore della frizione vengono 
acquisiti automaticamente da un PC IBM per 
ambienti industriali e presentati su video. Se- 
duto in vettura l’operatore esegue il ciclo di 
collaudo, seguendo le indicazioni del pro- 
gramma. che presenta con animazioni grafi- 
che sullo schermo video le varie situazioni di 
guida, quali l'innesto delle marce, le accele- 
razioni e le frenate. I valori positivi vengono 
espressi nel colore verde mentre quelli fuori 
linea appaiono rossi e producono un allarme. 


Plantworks fornisce così alla Ferrari un nuo- 
vo strumento per garantire ai suoi clienti una 
maggiore sicurezza anche a 270 chilometri 


Falco n, un nuovo computer 
multimediale Atari 

La grande novità Atari per l’autunno/inver- 
no 1992 si chiama Falcon, un personal com- 
puter a 32 bit che, sfruttando una potente 
architettura hardware basata su 68030, per 
la prima volta porta su un personal la capa- 
cità di elaborare segnali digitali audfo/video a 
1 6 e 32 bit, capacità propria sino ad oggi del- 
le workstation grafiche e musicali piu evolu- 
ii tutto a prezzi accessibilissimi, si parla di 
un prezzo al pubblico che si aggira intorno ai 
2 milioni di lire. 

La nuova macchina con la quale Atari ag- 
gredisce il mercato della multimedialità, ospi- 
ta a bordo il DSP Motorola 56001 a 32 MHz, 
ossia quel Digital Signal Processor che è la 
vera chiave di volta di ogni computer multi- 
mediale. La potenza di questa unità di cal- 
colo DPS raggiunge i 16 Mips. 

Ecco alcune delle capacità del nuovo Fal- 
con: 


— sintesi vocale 

— riconoscimento della voce 

— sintesi del suono 

— generazione di ambienti (per riprodurre 
suoni con effetto ambientale tipo cattedrale, 
stanza, eco.) 

— registrazione digitale {registrazione di 
messaggi vocali per inserimento in un file) 

— realtà virtuale 

— compattazione dei segnali video 

— telematica ad alte prestazioni |fax a 
19200 baud). 

La qualità della registrazione digitale è af- 
fidata ad un DMA Sound Engine capace di 
registrazioni digitali a 16 bit su 8 canali se- 
parati, i convertitori a/d sono incorporati, co- 
me incorporata è l'interfaccia MIDI. 

Multìtos é la nuova parola che caratterizza 
questi computer e che significa totale com- 
patibilità sia verso applicazioni già esistenti 
(TCJS) sia l'innovazione di un sistema opera- 
tivo multitasking 

La nuova macchina, grazie ad un bus in- 
terno dedicato e alta compatibilità con sche- 
de SuperVGA a 256 colori, potrà realizzare 
compiutamente il sogno di avere 3 computer 
in 1, condividendo le periferiche Atan esat- 
tamente come se si trattasse di periferiche 
Dos o Apple riprendendo quel concetto di 
multistandard già presente nella vecchie se- 
rie ST. 


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da oggi è più facile e conveniente!! 



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NEWS 



La Scinco, distributrice in Italia dei prodot- 
ti Lightspeed, presenta a SMAU una serie di 
novità nel campo delle trasmissioni fax e 
modem. 

Lightfax 1414CE: novità assoluta, consen- 
te con <1 protocollo V. 1 7 di trasmettere fax a 
14.440 bps. compatibile comandi AT classe 
2. Il modem opera invece in V32 bis. v42 
bis. v42 e MNP5 e V23 per 1220/75 bps in 
asincomo. 

Lightfax 9624P. È il più piccolo (190 gram- 
mi con la batterìa) fax/modem della famiglia 
Lightspeed. adatto a notebook e portatili si 
autospegne dopo 5 secondi di inattività e si 


attiva premendo un tasto sulla tastiera o al 
segnale di chiamata una volta collegato pre- 
disponendosi automaticamente in modo fax 
o modem a seconda del segnale inviato. Co- 
me modem funziona in V22 bis e V22. 

Modem 9624CE: molto completo per la 
gamma di protocolli offerti opera in V42 bis. 
V42 e MNP 5. permette al protocollo V32 di 
operare fino a 38.400 bps in totale automa- 
zione di test diagnostici. Dispone inoltre dei 
protocolli V22bis, V22, V21 e V23 Videotel. 

Modem 2400DCE. Prodotto intermedio 
con costi contenuti, il modem dispone dei 
protocolli V42 bis, V42 e MNP2-5 e V 22 bis 


con possibilità di raggiungere i 9600 bps. 

Fax Manager è il nuovo prodotto software 
che permette di spedire e ricevere fax da 
qualsiasi Personal Computer che utilizza il 
sistema operativo Unix. Le caratteristiche 
principali del programma sono la multiuten- 
za e il multifax, l'applicazione è visibile da 
qualsiasi terminale, anche remoto, e può ge- 
stire in trasmissione e ricezione fino a 8 li- 
nea telefoniche. Una interfaccia utente intui- 
tiva, sia per sistemi unix che per X-Win- 
dows System permette di gestire le opera- 
zioni di visualizzazione, stampa e trasmissio- 
ne dei fax. Tutti i prodotti Lightspeed hanno 
una garanzia di due anni. 


Accordo Olivetti-Peruzzo 
Editore nell'editoria 
elettronica 

Olivetti e la Alberto Peruzzo Editore han- 
no siglato un accordo esclusivo per lo svi- 
luppo e la realizzazione di prodotti editoriali 
multimediali in grado di integrare informazio- 
ni diverse (testi, numeri, grafici, immagini 
fisse e in movimento in bianco e nero, a ca- 
lori, voci e suoni). 

Verranno forniti sistemi e servizi innovativi 


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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



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ad alto contenuto tecnologico, basati sull'u- 
so integrato di personal computer, lettura 
ottica e del broadcasting televisivo, destinati 
a scopi formativi e professionali. 

Il progetto promosso da Olivetti e Peruzzo 
si chiama «Millenium » ed è il primo sistema 
integrato di televisione interattiva ed infor 
matica. indirizzato al mondo professionale. 
dell'Informazione, della formazione e della 
didattica. 

I prodotti e servizi fomiti a tecnologica 
avanzata su supporti telematici e dischi otti- 
ci. in collegamento con banche dati ed im- 
magini, saranno basati su PC Olivetti. 

È già staio fornito l'elenco dei progetti di- 
sponibili, alcuni da subito, altri dal 1993. Ci- 
tiamo ad esempio Millenium Open Adverti- 
sing System/TV (MOAS), che contiene gli 
spot trasmessi dalle reti televisive italiane, 
permettendo ricerche per categoria, cliente, 
agenzia ed emittente. 

Millenium Open Art System (MORSI è 
dedicato al patrimonio italiano ed intemazio- 
nale di oggetti d'arte, uno strumento per co- 
noscere e valutare accuratamente il mercato 
della pittura, delle arti plastiche e dell'anti- 
quariato. 

Millenium Open News System (MONSI 
contiene tutte le notizie stampa da quotidia- 
ni e riviste, nazionali ed internazionali, dispo- 
nibili nelle prime ore della mattina e diffuse 
attraverso MOPS, Millenium Open Profes- 
sional System, una banca dati professionale 
che utilizza un nuovo sistema interattivo: si 
interroga via telefono e risponde via etere. 


PC Plus nel campo New Media 

PC Plus era presente in SMAU per il quar- 
to anno consecutivo, esporrà quest'anno 
nell'area specializzata New Media, dedicata 
all'archiviazione ottica dei documenti e ai si- 
stemi multimediali. 

In questo campo PC Plus presenta il pro- 
prio sistema ad architettura aperta per l'ar- 
chiviazione su disco ottico, la gestione, l'in- 
terrogazione a video e la stampa di docu- 
menti e cartografia, basato sul software Fa- 
stview, Personal PC Plus 386 e 486 e cor- 
redato dalle periferiche più avanzate. 

A New Media, PC Plus presenta una sta- 
zione di lavoro basata sul nuovo PC PLus 
486 a 50 MHz. con scheda madre Cache 
Computers. che fornirà l'occasione per di- 
mostrare al pubblico le potenzialità dei nuovi 
prodotti, sempre all'insegna della compatibi- 
lità Windows, per acquisire, elaborare e in- 
tegrare immagini e suoni 

Tra questi ci saranno i nuovi prodotti della 
Omnicomp: la Téxan è una scheda video ad 
alta risoluzione, 1600x1280 con 256 colori 
da una palette di 16.5 milioni, la M&M è 
una scheda multimediale che integra grafi- 
ca. video, animazione, audio e compressio- 
ne. Come scheda audio multimediale viene 
proposta la Sound Blaster Pro della creative 
Labs, che trasforma il PC in uno strumento 
musicale MIDI di qualità professionale. 

Per ottenere invece una videoproiezione 
perfetta, PC Plus propone il nuovo Sharp XV 
100ZM a cristalli liquidi, dotato di zoom, che 
utilizza 3 pannelli LCD PAI reali, e proietta 
immagini di dimensioni comprese tra i 50cm 


e i 3m (diagonale), ad una distanza tra i 2 e 
i 5 metri. 

Per ottimizzare il processò di prestampa, 
PC Plus propone il software PixoFoto che 
esegue lo scanning, l'editing e l'elaborazio- 
ne di immagini elettroniche o fotografiche 
offrendo una prestampa di qualità professio- 
nale ad una velocità senza confronti. Infine 
dalla californiana FTG, verranno presentate 
le penne ottiche ad alta precisione della se- 
ne FT che. date le loro qualità di sensibilità, 
precisione e maneggevolezza, sono partico- 
larmente indicate per i programmi di dise- 
gno, elaborazione delle immagini e progetta- 
zione, anche in ambiente Windows, PS/2 


ProHance ProMouse 

Fra mouse di ogni forma e foggia, ergo- 
nomici e ad alta risoluzione, viene ora intro- 
dotto dalla californiana ProHance. un mouse 
che, oltre ad esser ergonomico ed high-re- 
solution, è anche programmabile. Il ProMou- 
se si presenta nella classica sagomatura dei 
Microsoft-compatibìli, sostituendo ai due 
classici bottoni a selezione una zona di co- 
mandi particolarmente raffinata. Tale zona è 
composta da due bottoni di ridotte dimen- 
sioni per la selezione dei pulldown ed una 
sene di dieci pulsantini, ciascuno dei quali ri- 
sponde ai comandi da tastiera ad uso più 
frequente. 

Senza togliere più la mano dal mouse, ol- 
tre che a scegliere e selezionare pulldown 
ed opzioni, attraverso il programmabile Pro- 
Mouse è ora possibile impartire comandi 
quali. Enter, Escape, Page-Up e Page- 
Down, Home, End, Inserì. Del e Backspace. 
Il decimo tasto. FN. è a sua volta predispo- 
sto per alternare ai comandi appena elenca- 
ti, le opzioni eventualmente associate ai ta- 
sti-funzione della tastiera. 

Tali caratteristiche vengono pubblicizzate 
dalla ProHance come «save-time». Con l'e- 
liminazione dei break che si producono pas- 
sando dal controllo vìa-mouse a quello attra- 
verso la tastiera, la soluzione adottata con il 
ProMouse tende a far aumentare l'intensità 
di lavoro e di concentrazione dell'utente. Fra 
icone, requestér, pulldown e tasti -funzione 
tutti a portala di mano, Il controllo del mou- 
se viene praticamente abbandonato solo alla 
fine della propria sessione di lavoro. 

Oltre a simili assunzioni pratiche, risultano 
altresi interessanti anche le più classiche 
performance da puntatore grafico. Il control- 
lo del movimento e là precisione del punto, 
nel ProMouse si estendono fra i 20 ed i 
5000 Dot per Inch (DPI) dinamicamente pro- 
grammabili. Il Rèpèat-rate per la localizzazio- 
ne del puntatore in schermo è spinto fino a 
400 riporti al secondo. Nell'insieme tali ca- 
ratteristiche depongono a favore di un uso 
particolarmente intenso in applicativi grafici 
ed in particolare nell'utillzzo intensivo del- 
l'ambiente grafico di Windows 

Altra caratteristica di rilievo del ProMouse 
è quella dell'esser in grado d'imporre il con- 
trollo a puntatore anche agli applicativi che 
non ne contemplano la possibilità. Ciò avvie- 
ne in maniera del tutto automatica ed è tra- 
sparente all'uso subito dopo aver installato il 
driver del mouse nel sistema, 


128 


MCmicrocomputer rt. 123 - novembre 1992 


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486SLC - 25MHz 

• 2 MB RAM (espand. a 6 MB) 

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• Windows 3.1 e MS-DOS 5.0 

• TravelPoint mouse 


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• 4 MB RAM (espand. a 8 MB) 

• Hard Disk 80 MB. Peso Kg. 2,100 

• Windows 3.1 e MS-DOS 5.0 



K.OMETF 



NEWS 


C.T.O.: educativi, 
gestionali e multimediali 

C.T.O., già affermata nel software da in- 
trattenimento grazie agli stretti legami con 
Lueas Film. Electronic Arts e Infogrames, 
propone inedite linee di educativi per bam- 
bini e giovanissimi 

Divertenti e formativi per i bambini in età 
prescolare e per i primi anni delle elementari, 
gli educativi sonori in lingua italiana, con To- 
polino, Paperino, Pippo e tutto il mondo ani- 
mato di Walt Disney 

Per i ragazzi delle medie C.T.O. propone 
invece una serie completa di programmi per 
l'insegnamento dell'Italiano, dell'inglese e 
della matematica, che può essere utilizzata 
collettivamente anche a scuola, Compagno 
di studi e guida a questi programmi è ADI. 
un personaggio intelligente e comunicativo, 
sempre paziente e disponibile. Per lo svago 
c'è la nuova generazione dei |oystìck con im- 
pugnatura ergonomica, 

Altre novità nguardano il mondo dei «pro- 
fessionali", sviluppo di una precedente linea 
di successo, gestionali indirizzati alla piccola 
e media utenza con un ampio spettro di ap- 
plicazioni: dalla contabilità ordinaria, alla ge- 
stione del magazzino e alla fatturazione, dalla 
gestione delle cartelle cllniche a quella di 
condomini o di vidoeteche. Sono 35 i pro- 
grammi. facili da usare e finalmente stan- 
dard: vengono ottimizzate norme e procedu- 
re largamente codificate che consentono le 
più ampie generalizzazioni. 

Infine una novità di grande rilievo nel mer- 
cato nascente della multimedialità: Media Vi- 
sion immette nel mercato attraverso C.T.O. 
schede sonore e KIT upgrade multimediali dì 
altissimo livello. 

La casa bolognese esporrà, al padiglione 
42, stand B 10. queste novità insieme agli 
oltre 300 prodotti del suo catalogo. 


Viatei: risparmi telefonici 
internazionali fino al 56% 

Il 1 settembre 1991 la Viatei, un'azienda di 
telecomunicazioni globali con sede in Boul- 
der (Colorado, USAI e sede operativa in New 
York, ha lanciato i suoi servizi telefonici per 
gli utenti italiani. Attraverso i servizi Viatei l’u- 
tente può disporre di grandi vantaggi in ter- 
mini di risparmio ed usufruire di servizi tele- 
fonici innovativi su standard tecnologici ed 
amministrativi tipicamente americani. 

I servizi Viatei disponibili per l'utenza ita- 
liana sono la carta di' credito telefonica World 
Phone Card, il servizio Direct Access, il ser- 
vizio Private Network e il servizio PC to te- 
lex/fax. 

La World Phone Card permette all'utente 
di chiamare in tutto II mondo da qualsiasi te- 
lefono pubblico o privato con addebito sulla 
propria carta di credito, è disponibile anche 
un operatore per l'assistenza nella chiamata, 
a fine mese viene inoltre spedita una docu- 
mentazione dettagliata delle telefonate fatte. 

Direct Access, per le aziende o i privati 
che chiamano spesso uno stesso numero in- 


ternazionale permette di accedere diretta- 
mente al contatto estero tramite la compo- 
sizione di un numero verde assegnato: tutte 
le telefonate fatte verranno addebitate con le 
stesse modalità della World Phone Card. 

Il servizio Private Network è una estensio- 
ne del servizio Direct Access e permette al- 
l'utente di raggruppare diversi numeri nel 
mondo di frequente chiamata sotto un unico 
numero verde di accesso. Il servizio Private 
Network funziona come una centralina inter- 
nazionale privata, una volta composto II nu- 
mero verde basta digitare il numero dell'nin- 
terno» e Viatei provvede automaticamente a 
indirizzare la chiamata alla località desiderata 

Il servizio PC to telexffax infine rappresen- 
ta un'importante novità per quelle aziende 
che hanno un traffico telex intenso e che vo- 
gliono ridurre i loro costi di trasmissione in- 
ternazionali. approfittando nel contempo di 
funzionalità innovative possibili sotto il siste- 
ma Viatel. 


Da EmmeSoft upgrade di 
Overbaud, Megatalk e SST 

La EmmeSoft informa che è disponibile 
l'upgrade della nuova versione di Overbaud. 

Questo software, realizzato da EmmeSoft 
per Atari Pcfolio, permette di portare la mas- 
sima velocita della porta seriale del Pcfolio a 
115.200 baud senza nessuna modifica hard- 

La modifica sostanziale della nuova versio- 
ne consiste in una totale riscrittura, che lo ha 
reso molto più piccolo come ingombro in 
memoria e ancora più compatibile con il 
BIOS del Pcfolio. 

Sempre tramite EmmeSoft la Gadgets by 
Small annuncia la disponibilità delle nuove 
schede Megatalk e SST per Atari Mega ST 
Megatalk è una scheda a singolo slot che ge- 
stisce al suo interno diverse porte seriali ad 
alta velocità (1 Mbit al secondo) utilizzabili sia 
sotto Atari ST sia in emulazione Mac Spe- 
ctre. E quindi possibile utilizzarla come porta 
per collegamento in rete locale Appletalk e. 
tramite una comune interfaccia MIDI Apple, 
come scheda di interfaccia MIDI in emula- 
zione Mac Spectre con i programmi musicali. 

SST è un acceleratore basato su 68030, 
sempre su scheda a singolo slot per Alan 
Mega ST, disponibile in configurazione da 16 
o 33 MHz. E anche possibile inserire fino ad 
8 MB di RAM SIMM on board ed espandere 
cosi l'Atari Mega ST ad un massimo di 12 
Mb. Secondo la Gadgets. SST offrirà presta- 
zioni di velocità paragonabili a quelle del TT. 
È stata anche annunciata la produzione mi- 
gliorata di schede Spectre GCR. 


Soundware 

La Sondware di Varese, nota società ope- 
rante nel settore del software musicale, ha 
recentemente immesso sul mercato un nuo- 
vo prodotto per PC della Dr. T’s denominato 


130 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



NEWS 


QuickScore Deluxe, pacchetto di notazione 
musicale tradizionale, sequencing e adatto a 
stampa di partiture. Dotato di molte funzioni 
standard quali cut, copy, paste e di comandi 
per la trasposizione delle parti permette, in- 
fatti. la stampa sia dell'intero brano che di 
ogni singola traccia. Il fatto poi di avere ogni 
singola traccia divisa dalle altre risulta quindi 
molto comoda nel caso in cui dovesse sor- 
gere la necessità di consegnare partiture 
specifiche ad ogni strumentista con stampa- 
ta solo la parte di competenza. È altresì do- 
tato di un potente sistema di immissione 
passo passo tramite il quale le notazioni ver- 
ranno inserite una per volta, magari via ta- 
stiera MIDI, con possibilità di visualizzarle ed 
insenrle immediatamente nello spartito. Sarà 
data anche facoltà di inserire testi o simboli 
musicali permettendone II posizionamento in 
ogni modo. 

I nomi delle tracce verranno automatica- 
mente mostrati all'inizio di ogni rigo e con 
possibilità di inserire il titolo del brano che 
apparirà in tutte le pagine della partitura. 

QuickScore Deluxe, infatti, sarà in grado di 
servirsi della maggior parte delle stampanti 
sul mercato, sia a matrice di punti in stan- 
dard Epson e IBM, sia HP LaserJet Plus e 
serie II, DeskJet e PostScript, 

Verrà fornito con driver musicali che lo ren- 
dono compatibile con unità Roland MPU401, 
SoundBlaster. AD Lib, MediaVision, Audio- 
Blaster ecc. ed è facilmente installabile su 
qualsiasi AT. Per concludere supporta II ca- 
ricamento e la registrazione di partiture in 
formato MIDI File (versione 0.1 e 21 e nel for- 
mato proprietario Dr. T's Copyst 2.0 dove, in- 
tegrandosi semplicemente con quest'ultimo, 
potente strumento DTP musicale, diventa un 
programma completo ed evoluto migliorando 
le prestazioni globali del sistema ospite. 


Novità Imago & Sis-lmage 
a SMAU 

Grosse novità nel campo delle soluzioni 
per computer graphic design, periferiche e 
software dedicati al mondo della grafica, ve- 
diamo un sunto delle proposte più interes- 
santi di Image & Sis-lmage. 

UMAX scanner UC-12000 e UC-630. Gli 
innovativi prodotti per la scansione ad eleva- 
ta definizione in campo professionale e se- 
miprofessionale. 

NU-Vista. La scheda videografica per l’ac- 
quisizione ed il riversamento in qualità vi- 
deo-broadcast full PAL. 

DQ-Animaq trasforma il computer Macin- 
tosh in una stazione per II riversamento vi- 
deo professionale a passo uno. 

Calcomp Tablet. La serie di tavolette digi- 
talizzatoci con penna/mouse sensibile alla 
pressione. 

Calcomp PostScript Printers. Accompa- 
gnate da prove di stampa che ne evidenzia- 
no le potenzialità nella gestione del colore in 
alta definizione sia in PostScript che in pi- 
tture. 

Hitachi multyscan monitor. I nuovi moni- 
tor a colori dedicati a chi passa intere gior- 
nate al computer. 


Dotati di schermo antiriflesso conduttivo 
antistatico e a bassa emissione di campi 
magnetici. 

Mitsubishi PostScript & Quick-Draw Prin- 
ters. Le ultime innovazioni nella stampa a 
colori di immagini con definizione e qualità 
fotografica. 

Novità Readstetion UMAX. Se l'utente 
non impara le macchine emulano l'utente. 
Una potente stazione innovativa di conver- 
sione cartaceo-efettronico 

MacTopas SW. La modellazione 3D appli- 
cata al design industriale, al packaging e alla 
video creatività professionale. 

COMET. Il generatore di caratteri full vi- 
deo-boradcast PAL di qualità e prestazioni 
professionali. 

Boia 32. Per slide e presentazioni in tem- 
po reale con effetti speciali e in alta defini- 

Animation Stand. L'animazione 2D a por- 
tata di computer. Cartoni animati e sfondi in 
movimento. 

Studio Master. L'editing video PAL in sin- 
golo frame su computer Apple Macintosh. 

Oasis. Il programma pittorico dalle infinite 
possibilità grafiche creative. 


M. Schwartz Engineering Office: 
accessori per stampanti laser 

La società tedesca Michael Schwartz En- 
gineering presenta due nuovi add-on per le 
stampanti laser Kyocera. Plot-Pririt e Jet- 
Prmt. 

Con l'aggiunta di Plot-Print qualsiasi stam- 
pante laser Kyocera aumenta le sue funzio- 
nalità aggiungendo l'emulazione HPGL: non 
c'è più bisogno di lenti e complicati pro- 
grammi convertitori, Il plottaggio avverrà di- 
rettamente dall'applicazione in uso. 

Per mescolare disegni HPGL. comandi e 
testi Prescribe. Plot-Print ha un sistema di 
riconoscimento che rende totalmente auto- 
matica l'attivazione o meno dell’elaborazione 
di comandi HPGL. Grazie alla presenza del 
processore Motorola 68000 i disegni vengo- 
no trasferiti su carta in pochi secondi, un 
esempio eclatante e il famoso disegno dello 
Shuttle Columbia: Plot-Print necessita di soli 
1 2 secondi per la conversione. 

L'altro prodotto, Jet-Print, è anche chia- 
mato «bardisk intelligente». Jet-Print au- 
menta le performance della stampante, con 
la sua interfaccia intelligente garantendo un 
alto trasferimento dei dati mentre contem- 
poraneamente rilascia la memoria della 
stampante. Con il suo interprete Prescribe 
Jet-Print controlla il flusso di dati ed esegue 
automaticamente r comandi principali della 
stampante. 

Jet-Print ha un hard disk capace di 20-120 
Mbyte, sufficienti per garantire memoria nei 
grossi trasferimenti di dati, il download di 
font, disegni, documenti, ecc. 

La gestione dinamica delle font di Jet- 
Printer permette all'utente di usare un nu- 
mero praticamente infinito di font nello stes- 
so documento, operante non in rete. 

Jet-Print può essere combinato con varie 
interfacce, come IBM-Coax/Twinax, DEC 
LN03 o lo stesso Plot-Print. 


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dell’informatica 


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Tal. 02-331041204 

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Va Padova. 26 
|MM Loreto) 

Tal 02-2614.7077 


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Tel. 06-3938 7285 

SASSARI 

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Corso Einaudi 6 
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Tel 011-885.287 

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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


NEWS 




Recisili hardware per l'impiego di RC-WEATHESFaX: 








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PC-NAVTEX Sistema di decodifica e resiitii/ iiiiic in chiaro 

di codici Morse, Navtet, Teteiypc. Fec. Solcai 
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HP presenta nuove workstation 
a colori di basso prezzo 
ed alta velocità 

Hewlett-Packard presenta le sue nuove 
workstation PA-RISC a colori a basso prezzo, 
capaci di prestazioni eccezionali a livello di si- 
stema e di grafica, con risultati superiori a 
quelli di qualunque altro prodotto oggi esi- 
stente in questa fascia di mercato. 

La presentazione della stazione a colori HP 
Apollo 9000 modello 705, offerta a partire da 
L 1 6 milioni, amplia ulteriormente la fascia di 
prezzi e di prestazioni offerta dalla famiglia 
serie 700, proponendo una soluzione dì 
estremo interesse per chi intende affacciarsi 
a questo ambiente. 

Disponibile con monitor da 16 o 19 pollici, 
la stazione a colori modello 705 viene offerta 
a un prezzo incredibile per la sua categoria, 
ancor più se paragonato alle prestazioni 34 
SPECmark e 800.000 vettori al secondo. 

Il modello a colori 705 raggiunge presta- 
zioni grafiche superiori quasi del 70% e una 
capacità di elaborazione superiore quasi del 
40% rispetto alla stessa fascia di prodotto 
della concorrenza. In una configurazione tipi- 
ca, compredente un disco da 420 MB, 16 
Mbyte di RAM e una unità a dischetti, il mo- 
dello a colori 705 migliora del 25% il rapporto 
prezzo/prestaziom rispetto alla concorrenza. 

Dalla combinazione tra modello a colori 
705 e X-Terminal a colori 700/RX (con prezzi 
a partire da L. 6 milioni), nasce un insieme di 
prestazioni superiori Per salvagurdare nel fu- 
turo gli investimenti dei clienti, sarà disponi- 
bile una serie di prodotti di upgrade, che con- 
sentiranno di trasformare i modelli 705 a co- 
lori in modelli 710 a colori ad elevate presta- 
zioni, tramite la semplice ed economica so- 
stituzione della piastra. 


ElS-Computer 2000 distribuisce 
in Italia la nuova scheda 
grafica intelligente Fire 

ElS-Computer 2000 distribuirà in Italia la 
nuova scheda grafica intelligente Fire. pro- 
dotta da SPEA, società tedesca nata nel 
1986 e divenuta in pochi anni leader nel 
mercato europeo dei prodotti per la grafica. 

Fire si basa sul chip da 33 MHz 1860 di 
Intel che ne garantisce una grande velocità 
di elaborazione; questo chip e un proces- 
sore RISC in cui sono integrati più di 1 mi- 
lione di transistor. L' Ì860 è dotato di un'ar- 
chitettura da 64 bit e la sua potenza si 
estrinseca sia nell’esecuzione di operazioni 
con numeri interi, a virgola mobile e di tipo 
grafico 3D. Fire è dotata di 2 Mbyte di 
RAM video (dual ported) organizzata in mo- 
do da permettere l'impostazione sia della ri- 
soluzione sia del numero di colori desiderati 
(fire supporta anche lo standard VGA). Ad 
esempio, lavorando con il numero di colori 
a disposizione (256) ad alta risoluzione 
(1280x1024 pixel), con l'aiuto di Fire è pos- 
sibile completare il disegno in versione True 
Color (con colori naturali, ombreggiature e 
qualità fotografica dell'Immagine). Con il 
supporto di un monitor multiscan é possi- 
bile inoltre rappresentare il disegno quale 
animazione, che può essere direttamente ri- 
prodotta su schermo TV o memorizzata su 
videoregistratore tramite II video convertito- 
re TVX. Oltre alla RAM video, sulla scheda 
video grafica sono montati, di serie, 8 
Mbyte di DRAM. La memoria programma- 
bile è inoltre ampliabile tramite un apposito 
modulo di espansione, fino ad un totale di 
16 Mbyte, permettendo una notevole fles- 
sibilità nelle applicazioni. 

(contìnua a pag. 136 ) 


132 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


ELOX PORTATILITA’ TOTALE ECOX 


IL PERSONAL COMPU1 

r" ifWF 0 **" 

DIMENSIONI: 23,5X11X2,9 CM 
CPU: 60C85 MEMORIA: RON 
STIERA: 79 TASTI VIDEO: LCC 
INTERFACCE: 1 PORTA SERIA 
PORTA PER FDD, SLOT PER 
TAZIONE: BATTERIE “AA", ALIM 

ER IN 580 GRAMMI 

M 

PESO 580 GRAMMI 

640 KB, RAM 640 KB • TA- 
B/N. 640X400. CGA MODE 
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DIMENSIONI: 22,3X16,1X3,1 CM - PESO: 1 KG. 

MICROPROCESSORE: 80286/16 MHZ MEMORIA: ROM 
256 KB, RAM 2MB. HD 40:60 MB • TASTIERA: 64 TASTI 
VIDEO: LCD B/N, 640X400, DRIVE PER WINDOWS IN- 
TERFACCE: 1 PORTA SERIALE, 1 PORTA PARALLELA, 1 
PORTA PER FDD, SLOT PER MEMORY CARD ■ ALIMEN- 
TAZIONE: BATTERIE “AA" RICARICABILI. ALIMENTATORE DI 
RETE 

NOTEBOOK A MODUL 

DIMENSIONI: 28X22X3,7 CM - 
MICROPROCESSORE: AMD 
MORIA: RAM 2 MB. HD 60/80 
VIDEO: LCD B/N VGA, 640X4 
LIVELLI DI GRIGIO • INTERFA 
PORTA PAR ALLELA, 1 PORTA P 
MODULI ALIMENTAZIONE: B 
TORE DI RETE 

INTERCAMBIABILI 
ESO: 2.1 KG 

80386 SXL:25 MHZ ME- 
MB TASTIERA: 80 TASTI 
80, RETROILLUMINATO. 32 
CCE: 1 PORTA SERIALE, 1 
ER FDD, CONNETTORE PER 
VITERIE NICAD, ALIMENTA- 

COSI’ SOTTILE COSI’ EVOLUTO 

DIMENSIONI: 28.7X21,6X3,9 CM - PESO: 2,9 KG 
MICROPROCESSORE: 80386SX-80386SLX/1 6MHZ ME- 
MORIA: RAM 2MB. HD 60/80 MB, DRIVE INTERNO 3,5" - VI- 
DEO: LCD 10" B/N VGA. 640X480, RETROILLUMINATO • TA- 
STIERA: 86 TASTI • INTERFACCE: 1 PORTA SERIALE, 1 
PORTA PARALLELA, 1 PORTA PER MONITOR ESTERNO ALI- 
MENTAZIONE: BATTERIE NICAD, ALIMENTATORE DI RETE 

COLORE PE 

DIMENSIONI: 29,7X22X5 CM - 
MICROPROCESSORE: CYRIX 
RIA: RAM 4 MB, HD 60/80 MB 
DEQ: LCD 9" COLORI, VGA, 64C 
INTERFACCE: 1 PORTA SERI/ 1 
PORTA PER MONITOR ESTER 
NETTORE PER MODULI ALIV 
CAD, ALIMENTATORE DI RETE 

R TUTTI 

ESO: 3 KG 

486 SLC/25 MHZ - MEMO- 
DRIVE INTERNO 3.5" • VI- 
X480 TASTIERA: 85 TASTI 
LE, 1 PORTA PARALLELA, 1 
NO. 1 PORTA SCSI, CON- ' 

ENTAZIONE: BATTERIE NI- U 

METTI UN FAX NEL TUO COMPUTER 

FAX: 9600 BPS - MOOEM: FINO A 14400 BPS 

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ULTRACOMPATTE • MODELLI ESTERNI ED INTERNI • AVVI- 
SATORE ACUSTICO INCORPORATO • RISPOSTA AUTO- 
MATICA • INVIO E RICEZIONE IN BACKGROUND • INVIO 
PROGRAMMABILE NEL TEMPO • SELEZIONE AUTOMATICA 
DELLA VELOCITA 1 ■ HEYES COMPATIBILE 9600 BPS. 14400 
BPS. MNP 2-5. V 22 BIS, V 23, V42, V 42 BIS... 






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WINGZ 

INFORMIX Software. Ine. 




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Ulani Graphict Corp 






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Per molti utenti UNIX" qu 


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tività tecnico/scientifiche pro- 
babilmente non sa che Lotus 
1-2-3, dBASE IV, WordPerfect 
e AutoCAD, .le applicazioni 
più diffuse in ambito PC, gi- 
rano tutte su SPARCstation. 
Come forse non sa che so- 
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NEWS 


(segue da pag ; 132) 

Innovativa a aggressiva 
la nuova strategia 
di marketing Olivetti 

Ci sono i cloni, ma c'è Olivetti 0 sono tan- 
ti bru-bru. ma c'è Olivetti. Insomma, l' Olivetti 
è il nuovo concetto di qualità e prezzi — che 
non guastano, È la prima volta, dopo il ritorno 
al vertice della Società di Carlo De Benedetti, 
che Olivetti si propone con argomenti validi 
alla stampa tecnica italiana, presentando la 
propria gamma di PC rinnovata e ampliata 
27 modelli, più la valigetta telematica Olivet- 
ti. Nel corso di un incontro a Ivrea con i ver- 
tici dell'azienda (presente anche Elserino 
Pioli, e successiva visita agli impianti produt- 
tivi e di test qualità di Scarmagno. la mag- 
giore unità produttiva del Gruppo, si è avuta 
la netta impressione di una svolta nelle stra- 
tegie di comunicazione e marketing, che da 
ora in poi saranno adottate da Olivetti. 

I molti nuovi modelli testimoniano l'atten- 
zione posta all'innovazione, ma soprattutto 
alle esigenze del consumatore, che richiede 
sempre maggiori qualità, robustezza e affi- 
dabilità del prodotto, a fronte di un rapporto 
corretto di chiarezza e trasparenza con il for- 

I nuovi modelli dei personal computer pro- 
fessional i presentati comprendono: M290- 
20: M300-02 basato sul processore 386 SX 
a 25 MHz. Ai modelli professionali si aggiun- 
gono tre nuovi personal computer della fami- 
glia PCS: PCS 1 1 e PCS 33. basati su un pro- 
cessore 386 SX e PCS 44 basato sul proces- 
sore 486 SX. I PCS sono diretti ad un'utenza 
che privilegia l'uso di strumenti semplici, 
orientati ad applicazioni individuali, Il softwa- 
re è in massima parte pre-installato e la linea 
è caratterizzata da un'estrema flessibilità di 
interfacciamento: dal televisore domestico, 
al joystick, fino al CD-ROM, ideale per appli- 
cazioni multimediali. 

Completano la serie di PC in mostra, i La- 
ptop e i Note-book Olivetti, tra cui il nuovo 
LX4/C a colori basato sul microprocessore 
486 DX2 a 50 MHz. 

In aggiunta a queste novità, è stata anche 
anticipata la «valigetta’' telematica Olivetti, 
una stazione di lavoro integrata, portabile e 
flessibile, che è stata presentata al pubblico 
per la prima volta allo SMAU '92. 

L'Impressione che si ricava dal pur rapido 
sopralluogo degli stabilimenti e che l'accura- 
tezza dei processi produttivi e delle attività di 
test attuate sia durante, sia dopo la fase di 
assemblaggio, abbiano dato maggiore impul- 
so alla imposizione di caratteristiche base 
dell'hardware per personal: qualità, robustez- 
za e affidabilità. Questa impostazione produt- 
tiva si accoppia con una nuova politica com- 
merciale. basata sul concetto di street-pnce. 
grazie al quale Olivetti sì fa garante di una 
trasparenza maggiore in fase di vendita al- 
l'utenza, 

Introducendo il dettaglio tecnico dei nuovi 
PCS, premettiamo che le loro caratteristiche 
ne fanno utili supporti in ambiti diversi: pic- 
cole e medie aziende, insegnamento e ap- 
prendimento scolastici, libere professioni e 
consulenza, hobby e gioco. 

II design molto curato e le dimensioni 
compatte consentono l'installazione dei nuo- 
vi PCS in posizione verticale od orizzontale, 
secondo lo spazio disponibile. Un pulsante di 


«stand-by» permette di contenere il consu- 
mo energetico ai livelli minimi ed una pro- 
cedura residente per il rilevamento e l'elimi- 
nazione di eventuali virus garantisce la sicu- 
rezza del sistema. 

Per assicurare una funzionalità immediata 
dal momento dell'acquisto, i nuovi modelli 
sono dotati di software pre-installato: MS- 
DOS 5,0, MS Windows e Doubledisk, una 
«utility» dii compressione I manuali ed i «tu- 
tonal» sono presenti sull'hard-disk e consen- 
tono una funzióne di «help» in linea. La con- 
figurazione standard comprende inoltre un 
mouse ed un connettore per joystick com- 
patibile PS/1. L'unità base del PCS 11 e del 
PCS 33 è collegabile al televisore. 

PCS 11, E un personal «booksize» (forma- 
to A4 1: leggero e compatto. Il modello si ba- 
sa su microprocessore 386 SX a 16 MHz ed 
è dotato di uno slot standard AT/XT «half-si- 
ze». La memoria RAM da 2 MByte è espan- 
dibile fino a 10 MB in piastra base. Le peri- 
feriche di memoria di massa standard com- 
prendono un'unità hard-disk da 40/85/120 
MB e un'unità per floppy 3,5" da 1.44 MB. 
Sono disponibili una porta parallela e una por- 
ta seriale oltre al connettore per joystick il 
modello offre una risoluzione standard VGA 
e la possibilità di passare alla VGA Plus, con 
il controllore video integrato sulla piastra ba- 

PCS 33. Personal «microtower» Imm 
365x90x2871, il modello PCS 33 è la soluzio- 
ne ideale per chi cerca un sistema dalle di- 
mensioni contenute senza rinunciare all'e- 
spandibilità. È basato su microprocessore 
386 SX a 25 MHz. Oltre a un'unità hard-disk 
da 40/85/120 MB e un'unità floppy 3.5" da 
1 .44 MB. è dotato di un drive libero da 5.25" 
in grado di alloggiare unità floppy, CD-ROM 
o nastro magnetico. Sono inoltre disponibili 
due slot AT/XT «full-size». 

PCS 44. Questo modello abbina i vantaggi 
di un design «microtower» ad una piena 
espandibilità. Basato su un microprocessore 
486 SX a 25 MHz. con una memoria RAM 
standard da 4 MB in piastra base, offre ca- 
ratteristiche simili a quelle del PCS 33, con 
un'unità hard-disk da 85/170 MB 

Il gruppo di Ivrea ha presentato anche i 
modelli della gamma di PC portatili Olivetti 1 
che, oltre ai già noti modelli Notebook Al 2, 
VI 6, S20 e Laptop S20 e D33, è stata re- 
centemente arricchita e completata verso 
l'alto dai modelli presentati alla manifestazio- 
ne intemazionale Olivetti Week '92 

Questi modelli integrano le più avanzate 
soluzioni tecnologiche nel settore dei porta- 
tili: microprocessori 386SX a 25 MHz o 486 
DX2 a 25/50 MHz e display a colori per la 
massima funzionalità e leggibilità 

Come tutti 1 componenti della linea Olivetti 
1, i modelli più recenti presentano innovazio- 
ni che ne consentono l'uso alternativo ai per- 
sonal desktop: il mousepad integrato, una 
funzionalità esclusiva Olivetti che permette 
la gestione delle nuove interfacce grafiche 
come ad esemplo Windows, il modulo di 
espansione «docking" (a incastro), disponibi- 
le opzionalmente, per consentire l'utilizzo di 
schede di espansione standard full-size. sup- 
porti di memoria da 5,25" per l'integrazione 
negli ambienti d'ufficio. Infine tutti gli ultimi 
modelli sono dotati di uno slot interno per ac- 
cogliere un modem o un modem/fax. 

I notebook presentati alla conferenza 
stampa si indirizzano alla fascia alta di questo 
settore, hanno un Ingombro ridotto pari al 
formato A4 europeo, ► 


136 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



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NEWS 


La Qualità: 

il valore-chiave dei personal computer Olivetti 
che escono dallo stabilimento di Scarmagno 


Notebook S25, basato su microprocesso- 
re 386SX a 25 MHz, ha una memoria RAM 
da 2 MB espandibile fino a 6 MB, un'unità 
hard-disk da 80 MB e un'unità floppy-disk in- 
tegrata da 3.5" con una capacità di 1.44 MB 
Il display a cristalli liquidi monocromatico è 
compatibile con lo standard VGA. 

Notebook S25/C è il primo notebook Oli- 
vetti con display a colori. Le caratteristiche 
tecniche sono simili a quelle del Notebook 
S25, ad eccezione di un display LCD del tipo 
SNT (a matrice passiva) compatibile VGA 

Due sono anche le novità in campo «la- 
ptop». a cominciare dal Laptop D33/C Si 
tratta di un modello ad alte prestazioni con 
display LCD a colori che si basa sull’innova- 
tiva tecnologia a pellicola sottile (TFT, Thin 
Film Technology), ovvero a matrice attiva, 
considerata la soluzione di livello più elevato 
per gli schermi a colori, In particolare, il di- 
splay TFT fornisce un'immagine a colori mol- 
to nitida ed un'elevata capacità di visualizza- 
zione. Il display, compatibile VGA, offre una 
nsoluzione massima di 640x480 pixel con un 
numero massimo di 256 colori, permettendo 
la visualizzazione fedele di applicazioni grafi- 
che sofisticate e garantendo una qualità del- 
l'immagine superiore a quella dei monitor di 
un personal desktop. Il D33/C utilizza il mi- 
croprocessore Intel 386DX a 33 MHz, ha una 
memoria RAM di 4 MB espandibile fino a 20 
MB e una memoria cache da 32 KB. L'unità 
hard-disk integrata é disponibile nella versio- 
ne da 80 MB e l'unita floppy da 3.5" ha una 
capacità di 1.44 MB. La tastiera, removibile, 


Al termine della presentazione dei nuovi 
PC Olivetti, gli organizzatori hanno voluto 
suggellare la giornata con la visita allo sta- 
bilimento di Scarmagno, a pochi chilometri 
da Ivrea, una superficie produttiva di 

1.250.000 metri quadrati (di cui 208.000 
coperti) adibita a unità operativa centrale 
dell'attività di produzione di Olivetti. A Scar- 
magno vengono applicate le più sofisticate 
tecnologie di automazione e controllo, vol- 
te alla continua ricerca della qualità del pro- 
dotti e dei processi. Il sopralluogo si è svi- 
luppato nelle seguenti aree: officina elet- 
tronica e fabbrica automatica dei personal 
computer, nelle quali sono state mostrate 
rispettivamente la produzione di schede 
che servono per l'assemblaggio dei perso- 
nal e dei mini (la capacità produttiva è di 

400.000 box PC e 20.000 box mini all'anno) 
e l'assemblaggio dei prodotti con un tempo 
di ciclo di 42 secondi. 

Come detto in apertura, qualità, robu- 
stezza e affidabilità dei prodotti dipendono 
dai processi e dalla tecnologia. Offriamo di 
seguito alcuni esempi dell'attenzione che 


ha 102 tasti con possibilità di connessione di 
una tastiera numerica separata 
Il Laptop LX4/C è il modello più avanzato 
della linea Olivetti 1 , e rappresenta il laptop 
più potente oggi disponibile. Esso utilizza il 
microprocessore 80486 DX2 a 50 MHz e. co- 


viene posta nelle varie fasi: 

* il montaggio superficiale dei componenti 
(SMT) è una delle più avanzate tecnologie 
sviluppate per volumi produttivi elevati e ad 
alta precisione; 

* le aree di collaudo delle schede elettro- 
niche, i test parametrici, il rodaggio a caldo 
(burn-in) per lunghi periodi sono le fasi del 
sistema di controllo a cui le piastre vengo- 
no sottoposte dopo l'assemblaggio; 

* l'elevata automazione delle linee di pro- 
duzione è un'ulteriore garanzia di unifor- 
mità e standardizzazione dei prodotti. 

* il controllo statistico e il monitoraggio in 
tempo reale lungo le linee produttive sono 
elementi fondamentali per un'alta qualità 
dei prodotti, intesa come sintesi della qua- 
lità di ogni singolo processo produttivo; 

* massima automazione e controllo nel 
processo dell' imballaggio. 

L'attività di test di qualità condotta sui 
persona! computer Olivetti è stimabile in 

2.500.000 ore solo nel 1991 che hanno in- 
teressato 38.872 unità pan al 18.2% della 
produzione. 


me il precedente modello, è dotato di un di- 
splay LCD a colori basato sulla tecnologia 
TFT. 

Il box compatto di questo modello è quello 
Impiegato dagli altri laptop della linea, con 
una tastiera full-size removibile e l'esclusivo 
mousepad digitizer integrato Olivetti compa- 
tibile PS/2. Estremamente compatto e leg- 
gero, Laptop LX4/C misura 300x386x80,5 
mm e pesa 6.5 kg. 

Ma la ustar» della presentazione Olivetti è 
stata la «valigetta», una soluzione innovativa 
nel settore dell' ufficio portatile. Si tratta di 
una nuova stazione di lavoro portatile, defi- 
nita «Valigetta telematica» che. tramite una 
sofisticata tecnica di assemblaggio, realizza 
l'integrazióne tra apparecchiature informati- 
che e telematiche. Si tratta di un prodotto 
che, in dimensioni estremamente contenute, 
consente di offrire tutte le funzionalità di un 
posto di lavoro completo per quegli utenti 
che non svolgono un'attività professionale 
sedentaria, ma sono costretti a continui spo- 
stamenti. 

Olivetti propone una gamma di sei modelli 
con configurazioni differenti a seconda delle 
esigenze degli utenti- è prevista la integra- 
zione di un PC portatile (Notebook S20 da 60 
MB o Olivetti Quaderno) e di una stampante 
(termica da 80 colonne, 106 cps e 30 pagine 
di autonomia o, in alternativa, ad impatto) I 
modelli «ON-LINE», inoltre, sono dotati di un 
telefono celluare (OCT 400) e di un modem 
MNP5-V24BIS 300-1200-2400 Bd con adat- 
tatore telefonico integrato per collegamento 
sincrono e asincrono. 

Questo «ufficio», molto leggero, sostitui- 
sce il PC da tavolo e la stampante in molte 
applicazioni e soprattutto nei casi che preve- 
dono il collegamento via modem o fax. Of- 
ferta diversificata di stampanti e di tipologie 
di collegamento si prestano quindi ad una va- 
sta utenza e rendono la «Valigetta» un og- 
getto flessibile e adattabile a qualsiasi neces- 
sità. 

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138 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




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progetti per la visione 

Sempre più vengono usate per presenta- 
zioni, manifestazioni e dibattiti, tecnologie vi- 
deo di altissimo livello, essendo oramai stata 
ampiamente dimostrata la validità e l'imme- 
diatezza del mezzo visivo rispetto ai media 
tradizionali, 

Nel campo della progettazione e della rea- 
lizzazione di apparecchiature visive, Electro- 
home rappresenta uno dei leader mondiali 
del settore, con i suoi multiformi prodotti, dai 
video proiettori, agli schermi di grandi dimen- 
sioni, fino a visori custom per aerei o progetti 
video particolari per sale di controllo, impianti 
televisivi, ecc. 

Nel campo dei videoproiettori da parete 


spiccano i modelli ECP 2100, 3100 e 3101 
ACON, 4100 e 4100 ACON. 

Tutti basati su controllo a microprocessore 
sono basati su tre lenti data-grafiche: gli ap- 
parecchi. di facile installazione ed uso, hanno 
varie configurazione a seconda dei modelli e 
della necessità d’uso (sale, meeting-room, 
ecc.), dispongono di un telecomando per il 
controllo remoto ed hanno un menu di setup 
che appare direttamente sullo schermo. 

La risoluzione e di 1280x1024 pixel o 1024 
linee TV, le tre particolari lenti permettono un 
facile settaggio per schermi piatti o curvi 

Per completare l'apparecchio Electrohome 
propone ACON. Automatic CONvergence, 
che permette un accurato allineamento del 
rosso, verde e blu proiettati da un proiettore 
ECP Electrohome. 


Ultima ora: ecco l'Amiga 1200 



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Tel. 0321/399457-612479 • Fax 0321/35061 


Alla conferenza stampa tenutasi a Mila- 
no il 20 ottobre, la Commodore Italiana 
S.p.A. ha presentato un nuovo modello 
della linea Amiga destinato al segmento 
di mercato «consumer» (o «Nome») e se- 
mi-professionale l'Amiga 1200. Il nuovo 
nato della Commodore presenta elevate 
capacità grafiche, uguali a quelle presenti 
sull’ Amiga 4000, di cui parliamo in un’altra 
parte della rivista. La macchina utilizza il 
nuovo chip set AA che supporta diverse 
modalità video tra le quali 640 x 480 e 
800 x 600, entrambi a 256 colon con fre- 
quenza di refresh a 72 Hz. Ovviamente 
ogni colore della palette può essere scel- 
to fra uno dei 16 milioni di colon visualiz- 
zabili dagli AA ed è pienamente suppor- 
tato il nuovo formato HAM8. L'Amiga 
1200 è un sistema con RAM e ROM a 32 
bit reali, velocità di 14 MHz e processore 


68ECQ20 a 32 bit. Queste caratteristiche 
lo rendono circa 5 volte più veloce dell'A- 
miga 600. Il case della macchina è simile 
a quello dell'Amiga 600. anche le connes- 
sioni esterne sono le stesse del 600 
(PCMCIA inclusa), ma presenta un tastie- 
rino numerico e un nuovo slot processor 
posto sul fondo della macchina che può 
cosi ospitare altri processori, DSP, inter- 
facce SCSI, ecc 

Oltre ad avere la possibilità di montare 
connettori esterni sul pannello postenore. 
L'Amiga 1200 può essere dotato di hard 
disk formato 2.5" con interfaccia IDE. 
montabile internamente. La configurazione 
base senza hard disk, comprendente 2 
Mbyte di RAM e Amiga OS 3,0. dovrebbe 
essere disponibile al pubblico al momento 
m cui leggete ad un prezzo di 800.000 lire 
IVA inclusa. 


MCmicrocomputer n. 123 * novembre 1992 




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NEWS 


Hewlett-Packard 
HP LaserJet 4 e LaserJet 4M 

di Paolo Ciardelli 

In anteprima per la stampa a Milano sono state presentate 
le due nuove stampanti LaserJet 4 e LaserJet 4M. 

Nella stessa occasione sono state mostrate le tre stampanti a getto 
dì inchiostro HP DeskJet 550, 550C e Portable 


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La Hewlett-Packard ha presentato le nuo- 
ve HP LaserJet A e HP LaserJet 4M, due 
stampanti con processore RISC che offro- 
no agli utenti di personal computer e Ma- 
cintosh la stampa a 600 dpi, ad un prezzo 
inferiore a quello di macchine a 300 dpi 
della stessa fascia. 

La stampante HP LaserJet con linguag- 
gio HP PCL 5 Enhanced sostituisce il mo- 
dello HP LaserJet III, mentre la HP Laser- 
Jet 4 equipaggiata con linguaggio HP PCL 
5 Enhanced e Adobe PostScript livello 2 in- 
tegrato, 6 Mbyte di memoria e interfaccia 
AppleTalk è mirata verso l'impiego con 
computer Macintosh e ambienti misti. Per 
offrire agli utenti la miglior qualità di stam- 
pa possibile è stato progettato un motore 
ex-novo a 600 dpi, 

La qualità di stampa è ulteriormente mi- 
gliorata dalla tecnologia RET HP che assi- 
cura bordi ed angoli ancora più nitidi e dal- 
l'utilizzo del toner microfine, le cui particel- 
le sono dal 20% al 30 % più piccole di 
quelle tipicamente presenti nei toner di al- 
tre stampanti laser. 

Le stampanti includono 45 caratteri sca- 
labili (il numero più alto mai offerto da una 
stampante HP LaserJet), di cui 35 caratteri 
Intellifont e 10 caratteri TrueType. Nella 
stampante HR LaserJet 4M sono incorpo- 
rati. inoltre, i 35 caratteri Adobe PostScript 
livello 2. 

L’Integrazione di TrueType e Intellifont 
nella stampante offre agli utenti il WYSI- 
WYG automatico sullo schermo del compu- 
ter, migliora la prestazione della stampante 
e aumenta la flessibilità d'impiego del ca- 


rattere. Il nuovo processore RISC Intel 
80960 KA da 20 MHz utilizzato nelle due 
nuove stampanti elimina gli inconvenienti 
tipici di molte stampanti costrette a rallen- 
tare quando si tratta di processare dOCu- 
menil grafici complessi. 

HP LaserJet 4 dispone di una memoria 
da 2 Mbyte, espandibile fino a un totale di 
34 Mbyte, che grazie alle capacità di com- 
pressione-dati del linguaggio HP PCL 5 En- 
hanced permettono la stampa della mag- 
gior parte dei documenti di grafica e testo 
a 600 dpi. HP LaserJet 4M dispone di 6 
Mbyte di memoria espandibili a un totale di 
32 Mbyte. 

Per entrambe sono a disposizione moduli 
di memoria SIMM standard da 1. 2, 4 e 8 
Mbyte. HP LaserJet 4 e HP LaserJet 4M 
hanno in dotazione standard una porta pa- 
rallela Bi-Tromcs (TM). una porta seriale e 
un alloggiamento I/O modulare. 

La porta parallela Bi-Tronics fornisce le 
capacità di comunicazione bidirezionale che 
consentono di inviare dalla stampante mes- 
saggi di status e di modificare le imposta- 
zioni della stampante direttamente dal PC 
utilizzando HP Explorer, compreso nella 
stampante. 

Un cassetto multif unzione da 100 fogli o 
da 10 buste e un cassetto da 250 fogli A4 
fanno parte della dotazione standard delle 
stampanti. É possibile aggiungere un cas- 
setto opzionale da 500 fogli che è in grado 
di accogliere fogli formato A4, carta da let- 
tera o executive. È disponibile inoltre un ali- 
mentatore automatico da 75 buste in for- 
mato DL. B5 e C5. 


Nuove schede HP JetDirect 

Le nuove schede d'interfaccia HP JetDirect, per il collegamento diretto in rete di 
stampanti HP. supportano le stampami HP LaserJet 4. HP LaserJet IHSi. HP PaintJet 
XL300 e il plotter HP DesignJet 600. Con la scheda JetDirect Installata, le stampanti HP 
possono essere collegate direttamente a una rete e collocate nel punto più comodo per 
gli utenti. Le nuove schede sostituiscono quelle esistenti per collegamenti Ethernet Thin 
e lOBase-T. Utilizzando una scheda HP JetDirect al posto delle porte seriali o parallele 
più lente, si riduce il carico che normalmente grava su un server durante le operazioni 
di stampa o plotting in rete, anche del 20%. Le schede HP JetDirect forniscono alle 
utilità di amministrazione della rete, quali COMCHECK di Novell, informazioni diagno- 
stiche sulla stampante e raccolgono informazioni sulla configurazione di rete, statistiche 
e messaggi di errore che possono essere riportati sulla pagina di auto-test della stam- 
pante. La scheda HP JetDirect per computer basati su sistema operativo UNIX assicura 
la compatibilità di network management SNMP. Le schede sono progettate per reti 
Ethernet con sistema operativo Novell NetWare, Microsoft LAN Manager. 3Com 
u 3+Open LAN Manager. Apple EtherTalk e sistemi operativi UNIX compresi HP-UX, Sun- 
OS e SCO UNIX. 






DeskJet 550C 
e Desk Wri ter 550C 

Ecco due nuove stampanti HP a getto 
d'inchiostro su carta comune con due car- 
tucce d'inchiostro nero e multicolore, con- 
temporaneamente installate. HP DeskJet 
550C e DeskWriter 550C. rispettivamente 
per personal computer e Macintosh, utiliz- 
zano la tecnologia del getto d'inchiostro in- 
kjet sviluppato da HP e sono in grado di 
produrre testi e grafici in bianco e nero e a 
colon con 300 dpi di risoluzione. Uno dei 
fondamentali vantaggi offerti dalle nuove 
stampanti è la miglior qualità dei documen- 
ti. Dato che le cartucce di stampa sono 
contemporaneamente installate, gli utenti 
possono stampare in nero e a colori sulla 
stessa pagina. 

Inoltre, con l'implementazione della dop- 
pia cartuccia, la velocità di stampa delle pa- 
gine con mix di testi e grafici è fino a quat- 
tro volte superiore a quella delle stampanti 
HP DeskJet 500C e DeskWriter 500C. Nel- 
l'ambiente DOS la stampante HP DeskJet 
550C dispone di due nuovi caratteri (Uni- 
vers in formato verticale e Letter Gothic in 
formato orizzontale) insieme a numerosi 
nuovi corpi CG Times in formato verticale. 
Completa di driver Windows 3.x, che sup- 
porta font scalabili, gestisce 13 caratteri 
scalabili ai quali si aggiungono i caratteri 
TrueType di Windows 3.1. Per gli utenti 
Macintosh, la stampante DeskWriter 550C 
comprende gli stessi 35 caratteri scalabili 
delle stampanti Apple Personal LaserWriter 
NT e NTR. La stampante viene fornita Con 
driver QuickDraw che utilizza la tecnologia 
di scalatura dei caratteri Intellifont per crea- 
re font fino a corpo 250. HP DeskJet 550C 
e DeskWriter 550 sono in grado di stampa- 
re documenti in qualsiasi tonalità e di ripro- 
durre più di 16 milioni di colori, per mezzo 
della tecnica del dithering applicata ai 3 in- 
chiostri contenuti della cartuccia multicolo- 
re. ciano, magenta e giallo. Entrambe le 
stampanti dispongono del sistema di color 
matching sviluppato da HP che fa corri- 
spondere in modo ottimale il colore presen- 
tato sullo schermo del computer e quello 
stampato sulla cara. 


HP DeskJet 
Portable 

Hewlett-Packard annuncia l'introduzione 
della sua prima stampante portatile di qua- 
lità laser. 

La nuova HP DeskJet Portable offre le 
stesse prestazioni e la stessa qualità di 
stampa laser della HP DeskJet 500. HP 
DeskJet Portable è grande circa la metà di 
un notebook e può essere acquistata con 
un alimentatore automatico di fogli singoli 
opzionale, che gestisce fino a 50 fogli di 
carta o trasparenze. 

Basata sull'affidabile tecnologia del getto 
termico d'inchiostro sviluppata dalla HP. la 
stampante HP DeskJet Portable è confor- 
me agli stessi standard di qualità e presta- 
zioni comuni a tutte le stampanti HP Desk- 
Jet; 300 dpi di risoluzione, velocità fino a 3 
pagine al minuto, supporto di tutte le prin- 
cipali applicazioni DOS e Windows 3.x. 

Rispetto a tutte le altre stampanti porta- 
tili, HP DeskJet Portable offre una maggior 
quantità di font incorporati, compresi CG 
Times in corpo 6. 8, 10. 12 e 14 portrait; 
Univers in corpo 6. 8, 10, 12 e 14 portrait, 
Courier in corpo 5. 10. pitch 16.67 e 20 
portrait e landscape. Letter Gothic in corpo 
6. 12 e pitch 24 portrait e landscape. Oltre 
al font interni della stampante, gli utenti 
Windows 3.1 possono stampare caratteri 
TrueType scalabili. 

Una batteria ricaricabile, disponibile sepa- 
ratamente, consente la stampa di fino a 
1 00 pagine per carica e nchiede 6 ore per 
essere ricaricata. 

È inoltre possibile utilizzare una batteria 
standard per video camcorder. In opzione 
al modulo di alimentazione standard (che 
svolge anche la funzione di carica batteria). 
HP offre un ricaricatore rapido universale 
più piccolo e leggero. Esso è in grado di 
ospitare due batterie alla volta ed è in gra- 
do di ricaricare ciascuna batteria in novanta 
minuti. 

Questo carica battene può inoltre essere 
utilizzato per alimentare la stampante da 
una comune presa elettrica e si adatta au- 
tomaticamente alle differenti tensioni di ali- 
mentazione dei diversi paesi. 


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esecuzione dei programmi - Crea finestre, menù popup 
e a tendina, dialog box ton campi numeriti e 
alfonumerid, bottoni, hotkeys, supporto del mouse, 
eco - Realizzo programmi di installazione, con funzioni 
per testare lo versione Dos, il coprotessore, il mouse, la 
schedo video, la quantità di memoria rom, espansa ed 
esteso, lo spazio su disco, ecc, reset da progrommo e 
modifica di CONFIG.SYS e AUTOEXECBAT - Creo menù 
per programmi applicativi con funzione di swop per 
liberare la memoria e macro di tostrero (fino a 32K 
tosti! per esecuzioni in assenzo di operatore - Versione 
interprete per la fose di lesi + compilofore per creare 
programmi EXE Stand-alóne - Versione Base lire 
1 SOmila, versione Pro lire 23Qmilo. 



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di programmazione, senza modifiche al sorgente a 
ricompilorioni, e persino con il software pocdiettizzoto 
(wp, spreadsheet, database) - Libero 70K o più per i 
programmi scritti in Microsoft Basic e Clipper Summer 
V - Modo di tastiera che automatizzano le operazioni 
del programma esterno, per aggiungere oi vostri 
programmi grafia e immagini, funzioni di word 
processing, letturo/scrittura codici a borre, ecc- Scritta 
In Assembly per la mossima efficienza - Indude 
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


145 



NEWS 


Sysbase e Microsoft 
rinforzano la loro 
alleanza 

Sysbase Ine. e Microsoft Corporation han- 
no esteso la loro collaborazione imperniata 
su SQL Server, per supportare l'architettura 
WOSA. la Windows Open Service Archite- 
cture. composta da un insieme di API e da 
una interfaccia SPI che permette alle appli- 
cazioni m ambiente Windows di accedere a 
tutta una serie di servizi di connettività, svi- 
luppando applicazioni a 32 bit su piattaforma 
Windows NT L'accordo prevede lo sviluppo 
congiunto di driver ottimizzati per l'API 
ODBC di Microsoft all'interno della struttura 
OPEN Client di Sysbase. Questa API forni- 
sce, in un contesto WOSA, servizi di acces- 
so a dati indipendenti su Host da parte di 
client Windows, 

SQL Server per Windows NT è indirizzato 
sia agli integratori di sistema che agli ISV che 
intendono far migrare i loro applicativi clien- 
t/server Windows verso piattaforme NT II 
prodotto può essere utilizzato con Microsoft 
SQL Server 4.2 o con la versione originale, 
per elaboratori a 32 bit, di SQL Server 4.2 
per Windows NT 

Sysbase implementerà ODBC nell'interfac- 
cia OPEN Client, estendendo cosi l'integra- 


zione per una vanetà di piattaforme suppor- 
tate da Sysbase, fra cui Unix, Vax, VMS, RiscA 
Ultrix, NetWare e mainframe IBM. ODBC for- 
nisce un accesso semplice a reti di PC. mi- 
nicomputer, sistemi mainframe e più tipi di 
database, attraverso un'ampia varietà di ser- 
vizi bade-end. 


AVT 

La AVT di Roma ha annunciato la distribu- 
zione nazionale dei prodotti VIDEOMEDIA 
Ine., nota casa americana di apparecchiature 
video e di gestione VTR, Nell'ottica di un al- 
largamento della sua gamma di prodotti ver- 
so il settore multimediale e verso quello del 
Desk Top Video, la VIDEOMEDIA ha altresì 
annunciato una serie di nuovi accordi, a li- 
vello di software house, che porta la quantità 
di pacchetti in grado di supportare il proprie- 
tario protocollo V-LAN ad oltre 300 applica- 
zioni grafiche realizzate da quasi tutte le piat- 
taforme presenti sul mercato (IBM, MAC. Si- 
licon Graphics, Sun, Iris Indigo, Amiga, ecc.) 
data la specifica peculiarità di tale protocollo 
nel colloquiare in modo evoluto tramite una 
qualsiasi porta seriale. 


Tra le novità della casa americana, e dì 
prossima immissione sul mercato, spicca un 
software per il desktop video che permette, 
con una spesa ragionevole, di poter avere 
un intero sistema di post-produzione TV in 
un PC (controllo VTR, mixer video, genera- 
tore di caratteri, key lineare, mixer audio) 
tutto con qualità broadcast. 

Sempre nell'ambito V-LAN, la AVT ha ac- 
quisito anche la distribuzione nazionale del 
software AMILINK della RGB Computer 
americana, software di gestione e controllo 
editing VTR che. nella sua duplice versione 
(per Windows ed Amiga! ha prestazioni pa- 
ragonabili ad apparecchi dedicati con un co- 
sto dieci volte inferiore. Detto software per- 
mette tra l'altro II controllo contemporaneo 
di 16 trasporti sorgenti e di 4 in registrazio- 
ne oltre ad un mixer video, a quello audio, 
effetti digitali e a quant'altro si possa inter- 
facciare in standard V-LAN. 


Compaq Nuovi Server 

Sull’onda del successo riscosso dall'an- 
nuncio dei propri nuovi prodotti, a giugno, 
Compaq Computer SpA annuncia due nuove 
famiglie di server PC COMPAQ ProSignia 
con prezzi a partire da Lire 3.885.000, e 
COMPAQ SYSTEMPRO/XL. Compaq intro- 
duce anche COMPAQ ProLiant, un nuovo 
sistema di espansione per entrambe le nuo- 
ve famiglie, che permette una capacità di 
memoria di massa di oltre 29 Gbyte Inoltre, 
la società annuncia di aver esteso a tre anni 
il servizio di assistenza On-Site sui nuovi 
server e su COMPAQ ProLiant 

COMPAQ ProSignia è una nuova classe di 
server PC a basso prezzo e ad alte presta- 
zioni, che integrano caraneristiche avanzate 
di gestione dei server, con un prezzo indica- 
tivo al pubblico che parte da Lire 3.885.000 
COMPAQ SYSTEMPRO/XL è un veloce ser- 
ver PC dotato di tecnologie innovative e con 
un prezzo che parte da Lire 18.620,000, 

COMPAQ ProLiant, un sistema di espan- 
sione esterno che gestisce sino a 7 35 
Gbyte di dischi fissi Fast SCSI-2, permette 
agli utenti NetWare di sostituire facilmente i 
dischi fissi rotti, senza spegnere il sistema, 
COMPAQ ProLiant permette aali utenti di 
COMPAQ SYSTEMPRO/XL e di COMPAQ 
ProSignia di aumentare la capacità di memo- 
na di massa dei propri sistemi sino a oltre 
29 Gbyte, quando si usino quattro sistemi di 
espansione COMPAQ ProLiant insieme, 
Inoltre, questo sistema di espansione ester- 
no è supportato anche da COMPAQ DE- 
SKPRO/M. COMPAQ SYSTEMPRO/LT e 
COMPAQ SYSTEMPRO. 

La società ha anche annunciato la dispo- 
nibilità in Europa di SCO UNIX in versione 
Compaq. 

I nuovi server che fanno parte della fami- 
glia COMPAQ ProSignia offrono elevate ca- 
pacità di elaborazione, straordinarie presta- 
zioni di I/O e caratteristiche uniche di server 
management. Inoltre, i COMPAQ ProSignia 
integrano tecnologie innovative quali il nuo- 
vo controller Fast SCSI-2, un'interfaccia di 
rete a 32 bit e una scheda grafica 1024 x 








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H. D. 105Mb AT BUS 
VGA 1Mb 1280x1024 

M/B 80486DX2-50MHZ 
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NEWS 



768. Il processore è facilmente upgradabile 
tramite la sostituzione del chip (per esempio 
un 486 a 33 MHz) con un processore Intel 
OverDrive per esempio un 486DXZ/66 MHz 
o con i futuri processori OverDrive avanzati. 

Le vane funzioni di server management, 
disponibili sia su COMPAQ ProSigma che su 
COMPAQ SYSTEMPRO/XL. semplificano il 
supporto alle reti PC in fase di ampliamento, 
assicurano i massimi livelli di protezione dei 
dati e riducono al minimo i tempi di non uti- 
lizzo dei server dovuti a guasti. 

Il nuovo controller COMPAQ Fast SCSI-2 
a 32 bit permette di raddoppiare la velocità 
dei dati rispetto alle precedenti implementa- 
zioni SCSI ed è anche disponibile come 
scheda EISA opzionale. 

Tutti i modelli con disco fisso di COM- 
PAQ ProSignia includono il nuovo controller 
NetFiex a 32 bit preinstallato Questa nuova 
scheda di interfaccia rete a 32 bit, che e di- 
sponibile anche come opzione è dotata 
standard di supporto Ethernet, ma può es- 
sere modificata con un modulino aggiuntivo 
per il supporto Token Ring. 

Quando integra due processori Intel 486 a 
50 MHz COMPAQ SYSTEMPRO/XL permet- 
te di arrivare fino a 150 TPS (Transactions 
Per Secondi in ambienti di application server 
di grandi dimensioni una velocità quasi tre 


volte superiore rispetto a quella resa possi- 
bile dal COMPAQ SYSTEMPRO avanzato. 

L’innovativa Architettura COMPAQ Tri- 
Flex, di cui è dotato COMPAQ SYSTEM- 
PRO/XL. ottimizza tre sottosisterm critici del 
server — I/O. processore e memoria — in 
tre bus separati a elevata ampiezza di ban- 


da. permettendo eccezionali prestazioni di 
application e file server. Il TriFlex DataFlow 
Manager permette ai dispositivi di I/O e ai 
processori del sistema di accedere simulta- 
neamente alla memoria per oltre il 70 per 
cento del tempo con un miglioramento in- 
credibile delle prestazioni e una enorme ri- 
duzione dei colli di bottiglia. 

L'Architettura TriFlex integra un design 
FPG I Future Processor Generation) per il 
supporto dei processori Intel attuali e della 
prossima generazione sia configurazioni a 
processore singolo che in configurazioni 
multiprocessore 

COMPAQ SYSTEMPRO/XL, estende le in- 
novative capacità di COMPAQ INSIGHT Ma- 
nager con nuove caratteristiche di gestione 
hardware e software. Una fra queste è la 
memoria Advanced Errar Correction Code 
(ECC) che corregge gli errori di memoria, 
utilizzando delle SIMM standard e permette 
al server di continuare a funzionare regolar- 
mente persino in caso di rottura di un intero 
modulo DRAM. 


EmmeSoft 

EmmeSoft ha presentato allo SMAU di 
Milano il programma «Ultxes» un software 
che rappresenta il primo prodotto italiano di 
navigazione in ambito metropolitano assisti- 
to dal computer. L'utente infatti ha la possi- 
bilità, tramite computer, di ricercare in vari 
modi il percorso più breve tra due punti di 
una città. «Ulixes» è in grado di individuare 
il percorso ottimale tra le vie selezionate, 
fornendo utili indicazioni quali il tempo me- 
dio stimato di percorrenza e la distanza ef- 
fettiva Il softwaie sarà inizialmente disponi- 
bile per computer MS DOS e palmari, men- 
tre è già in fase di sviluppo la versione per 
Apple Macintosh. 

La prima piantina rilasciata è quella di Mi- 
lano, cui seguiranno poi quelle di Roma e di 
Tonno. "Ulixes» verrà probabilmente vendu- 
to in due versioni una «base» per tunsti e 
abitanti della citta, ed una «plus» per profes- 
sionisti (es. taxisti, rappresentanti) che terra 
conto delle vie più trafficate. 



148 


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NEWS 


Inaugurato a Milano 
il Centro di Competenza 
Olivetti M700/WindowsNT 

di Paolo Ciantelli 

Olivetti ha inaugurato a Milano il primo Centro di Competenza Olivetti 
M700/Windows NT, per offrire agli sviluppatori Italiani che operano in 
ambiente Microsoft Windows NT un supporto tecnico completo, 
promuovendo e diffondendo sul mercato nazionale 
la piattaforma RISC M700-10. 

Il PC M7QQ-1Q è stato il primo personal computer basato 
su tecnologìa RISC standard ed è la piattaforma ideale per lo sviluppo 
di applicazioni innovative basate su Windows NT. 

« Olivetti fonda la propria strategia tecnologica e di servizio su due 
presupposti ; l'innovazione e propensione alla partnership » ha detto 
Gianluca Braggiotti, Direttore Commerciale Olivetti Italia. 

«Lo scopo del Centro dì Competenza è quello di fornire agli 
sviluppatori italiani di Windows NT un punto di riferimento « tecnico » 
fondamentale », « Dalla nostra intensa collaborazione con Olivetti sono 
nati negli anni diversi successi nel campo dello sviluppo della 
tecnologia e dei suoi utilizzi commerciali » ha affermato Umberto 
Paolucci, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. 

«A partire dal 1986 Olivetti è stato uno dei primissimi partner a livello 
mondiale a supportare la nostra strategia Windows. 
Perfettamente coerente è quindi l'attuale impegno di Olivetti su 
Windows NT in un'ottica di servizio verso coloro che intendono 
sviluppare e investire nell'ambiente Windows » 


Centro di Competenza 
Olivetti M700/Windo wsNT 

Il Centro di Competenza Olivetti 
M7 00/Windows NT, è una struttura uni- 
ca in Italia e in Europa con cui Olivetti 
intende supportare la diffusione e la cre- 
scita di Windows NT sulla piattaforma 
PC RISC M700. 

Il Centro si Indirizza agli sviluppatori di 
software, agli ISV (Indipendent Software 
Vendersi. ai centri di sviluppo di grandi 
organizzazioni, ai centri di ricerca, alle 
università e ai System Partner Olivetti, 
offrendo loro tutte le risorse e il know- 
how necessari sia per sviluppare appli- 
cazioni innovative in ambiente Windows 
NT, sia per trasferire le applicazioni pree- 
sistenti sul nuovo ambiente operativo. Il 
Centro offre anche un'intensa attività di 
formazione e di preparazione al porting, 
proponendo un calendario di corsi han- 
ds-on di tre giorni, effettuati su PC RISC 
Olivetti M700-10, articolati in una descri- 
zione teorica sulle caratteristiche di Win- 
dows NT e in esercitazioni pratiche di 
windowing, multitasking, networking, 
con un'enfasi specifica alle metodologie 
e alle problematiche di scrittura e riscrit- 
tura del software. L’obiettivo principale 
del Centro è infatti quello di facilitare la 


scrittura o la conversione di applicativi 
da altri sistemi operativi, in modo da 
sfruttare appieno le caratteristiche inno-, 
vative di Windows NT quali il multita- 
sking reale, il multithreading, l 'indirizza- 
mento a 32 bit, la possibilità di elabora- 
zione distribuita, la portabilità. L'attività 
promozionale del Centro di Competenza 
Olivetti M700/Windows NT è costituita 
da seminari dedicati al management de- 
gli operatori informatici, orientati a forni- 
re il «posizionamento strategico»di Win- 
dows NT nel panorama dell' Information 
Technology, I sistemi impiegati presso il 
Centro di Competenza sono anche di- 
sponibili agli «opinion leader» per l'ese- 
cuzione di benchmark o di vere e proprie 
«prove su strada» di diversi ambienti 
operativi. Il Centro è equipaggiato con 
Otto sistemi M700-1 0, basati sul proces- 
sore R4000PC (Prima ry Cache) a 50 
MHz. offerti nelle configurazioni con 16 
MB di RAM. hard disk da 210 o 510 MB, 
CD-ROM da 550 MB, floppy disk da 
2.88 MB, video a colori 17". Il sistema 
operativo Microsoft Windows NT rap- 
presenta l'evoluzione dell'ambiente ope- 
rativo DOS/Windows 3.x, offrendo carat- 
teristiche evolute e rispondenti alle at- 
tuali esigenze dell'lnformation Technolo- 
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NEWS 


Videobank: 

la videoteca self-service 

di Enrico M. Ferrari 


Cresciuti in sordina e guardati all'inizio 
solo come una curiosità ora stanno spun- 
tando come i funghi e oramai ogni quar- 
tiere ne ha uno: sono i Videobank. i distri- 
butori automatici di videocassette da no- 
leggiare, più simili ad un Bancomat vero e 
proprio per servizi offerti. 

Commercializzato nel 1988, il sistema Vi- 
deobank contava un parco macchine instal- 
lato pari a circa trenta unità alla fine del 
1989. Che sono diventate subito 400 già 
nel 1991 . per la fine del 1992 saranno circa 
700, e il futuro è ancora più roseo. 



Videobank rappresenta un sistema distri- 
butivo innovativo sia per il cliente finale che 
per la videoteca che ne installa uno, perchè 
ad ambedue fornisce la possibilità di acce- 
dere a servizi finora impensati. 

L'utente finale, il cliente della videoteca, 
riceve una tessera, simile a quella del Ban- 
comat. con un codice associato con il quale 
prelevare le cassette che vuole dal self-ser- 
vice 24 ore su 24, 7 giorni su 7: in realtà 
tutta la faccenda è molto più articolata. 

Innanzitutto l’utente riceve due codici, 
uno dei quali esclude il prelievo dei film 
hard-core; sono cosi tutelate le esigenze 
legali e la stessa tessera può essere usata 
anche da minori, ai quali si darà il codice 
per accedere solo ai film «innocui». 

in realtà il Videobank è molto di più; è 
una stazione telematica video collegata ad 
un network territoriale nazionale. Questo 
significa la possibilità di effettuare telepre- 
notaziom anche a distanza di cassette e 
servizi, e da parte del gestore significa ave- 
re un sistema che «dialoga» con il servizio 
centrale per essere sempre aggiornato sul- 
le novità del settore. Il Videobank inoltre è 
stato studiato per offrire altri servizi: si pos- 
sono acquistare direttamente le cassette, 
vergini e non, sempre utilizzando la stessa 
tessera e scorrere l'elenco dei titoli dispo- 
nibili anche effettuando ricerche Incrociate 
sugli attori dei singoli film, spesso è inoltre 


disponibile una schermata che altro non è 
che la locandina digitalizzata, il tutto natu- 
ralmente sempre a disposizione e discre- 
tamente «riservato», soprattutto per i cul- 
tori dei film a luci rosse.. 

Il Videobank in se stesso è una macchina 
pensata e costruita con il criterio di un Ban- 
comat: destinato ad installazioni non sor- 
vegliate. la sua robustezza e vari accorgi- 
menti antivandalici (come la tastiera pie- 
zoelettrica o il vetro scorrevole di protezio- 
ne) ne assicurano la sopravvivenza anche 
nel quartieri più turbolenti. 

Il sistema completo è composto dalla 
macchina Videobank, da porre all'esterno 
della vetrina, e da un «selector» di banco, 
cioè un centro operativo con il quale gestire 
l’attività. Il Videobank è composto dal ma- 
gazzino per 500 videocassette, l'insegna lu- 
minosa e si basa su un PC 386 a 25 MHz. 
con hard disk da 80 Mb ed un floppy da 
3.5". Una scheda per rete Novell e la pos- 
sibilità di inserire un modem assicurano la 
connettività, il monitor è un SVGA 14" de- 
finizione 1 024x768, gestito ovviamente da 
una scheda SVGA 640x480 da 256 colori; 
la tastiera è quella piezoelettrica antivanda- 
lismo soprammenzionata, è naturalmente 
presente il lettore/scrittore di tessera ma- 
gnetica, il tutto è anche dotato di un gruppo 
di continuità per le interruzioni di corrente. 
Il selector da banco è basato su PC con ca- 
ratteristiche simili, in più la dotazione com- 
prende anche una penna ottica, il tutto rac- 
chiuso in minitower con tastiera standard; 
esiste anche la possibilità di installare <1 se- 
lector in vetrina per snellire le operazioni di 
prelievo e restituzione. Il sistema Videobank 
si è diffuso grazie anche ad una sapiente 
organizzazione di marketing, omaggi ven- 
gono offerti al cliente della tessera, viene 
regalato l’abbonamento alla rivista catalogo, 
iniziative collegate con gli altri Videobank, 
tutto è finalizzato a creare un circolo di clien- 
tela che non si senta isolato. 

Le macchine Videobank sono costruite 
dalla Elektron Spa di Buia (Udinel mentre 
l'intera rete di comunicazione viene orga- 
nizzata dalla Regulus: quando il Network 
Territoriale Nazionale verrà pienamente at- 
tivato (questo accadrà nel gennaio 1993) i 
possessori della Vìdeobankcard potranno 
acquistare e noleggiare da qualsiasi distri- 
butore sparso in Italia la videocassetta pre- 
ferita. I costi sono in genere standard per 
i clienti del Videobank : la tessera costa 50 
mila lire ed è a scalare, anche se sono pre- 
viste forme diversificate che la fanno as- 
somigliare ad una vera e propria carta di cre- 
dito (è anche previsto una sorta di «fido» 
quando sì va in «rosso»), affittare il film co- 
sta meno di 2000 lire per la prima giornata; 
il sistema Videobank costa invece dai 40 ai 
70 milioni a seconda della configurazione. 


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NEWS 


Controllo via satellite 
degli autobus 


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dì Paolo fardelli 
Un sistema via satellite GPS, 
a Bologna per controllare al meglio 
il trasporto pubblico urbano 


Una rete di satelliti, orbitanti a ventimila 
chilometri da terra, verrà realizzata per tene- 
re sotto controllo in tempo reale una delle 
più ampie reti di trasporto pubblico urbano 
italiano. Il progetto, uno dei più moderni e 
avanzati in campo mondiale, sarà realizzato 
per l'Azienda di Trasporti Comunale di Bolo- 
gna dalla Linea Trasporti e Traffico di Alcatei 
Italia ed è parte del sistema Diglbus Alcatei 
In grado di rilevare i dati relativi ai singoli au- 
tomezzi. alle singole linee e all'intera rete 

Il sistema adottato a Bologna compren- 
derà una rete radiomobile di tipo «chiuso» 
bidirezionale per scambiare dati e informa- 
zioni tra i singoli autobus e la centrale di 
controlo, e un sistema di localizzazione ba- 
sato sulla rete satellitare GPS (Global Posl- 
tioning System). 

Il sistema è integrato con dispositivi per la 
rilevazione del movimento passeggeri, la 
convalida biglietti e documenti di viaggio a 
tessera magnetica. Una prima fase del pro- 
getto, che per le sua caratteristiche gode 
anche dei finanziamenti della Comunità Eu- 
ropea, prevede la dotazione di 300 del 900 
autobus dell' ATC, con previsione di esten- 
sione a tutta la flotta. 

Il più avanzato sistema di controllo 

Uno del più avanzati sistemi di controllo 
per la gestione di flotte di trasporto pubblico 
verrà realizzato a Bologna nell'arco dei pros- 
simi tre anni da Alcatei Italia per conto del- 
l'Azienda di Trasporto Comunale. Godendo 
dei finanziamenti della Comunità Europea 
nell'ambito del progetto «Drive», il progetti 
costituisce una evoluzione del sistema Digi- 
bus. Le tecnologie utilizzate comprendono 
una rete radiomobile a gruppo chiuso per lo 
scambio bidirezionale dei dati, per le conver- 
sazioni in fonia tra autobus e centrale di 
controllo, nonché l'utilizzo del sistema di po- 
sizionamento satellitare GPS. 

In questo modo, per esempio, la centrale 
può avere in tempo reale informazioni esat- 
te sulla posizione di ogni singolo mezzo, 
controllare l'intervallo lungo le linee, eviden- 
ziare arresti dovuti a guasti o rallentamenti 
del traffico, e prendere le necessarie misure 
organizzative al fine di assicurare la conti- 
nuità del servizio (veicoli sostitutivi, cambia- 
mento di percorso, ecc.). 

Pianificazione intelligente della rete 

I dati raccolti su orari, tempi di percorren- 
za, salite e discese alle fermate, permette- 
ranno all'azienda di pianificare l'organizzazio- 
ne del servizio e la disponibilità delle risorse. 


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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


NEWS 


Oltre al telecontrollo in tempo reale, verran- 
no svolti i compiti di convalida biglietti con 
sistema magnetico, nonché la rilevazione 
dei flussi dei viaggiatori alle fermate. 

Esso permetterà tra l'altro di utilizzare un 
unico strumento di pagamento per diversi 
servizi, come l'utilizzo di impianti di par- 
cheggio o aree di sosta a pagamento, gra- 
zie a sistemi integrati di tariffazione e pa- 
gamento. 

La linea Sistemi per il Trasporto ed il 
Traffico dell 'Alcatei Italia ha già al suo attivo 
la realizzazione per conto di altre aziende di 
pubblico trasporto italiane di sistemi di te- 
iecontrollo e rilevazione con impianti a terra, 
nonché soluzioni per l'automazione degl'im- 
pianti di parcheggio, di aree di sosta a pa- 
gamento e sistemi di informazione stradale 
o in impianti ferroviari. Un recente esempio 
è la «Carta Arancio» adottata a Milano, gra- 
zie ad una convenzione tra l’ATM (Azienda 
di Trasporti Milanese) e la MM (Metropoli- 
tana Milanese). 

Questo sistema consente di utilizzare una 
carta magnetica prepagata sia sulla Metro- 
politana, in particolare presso le stazioni del- 
ia Linea 3. sia presso una serie di grandi 
parcheggi nella cintura urbana realizzati in 
corrispondenza di stazioni della Metropolita- 
na stessa. 


L'autobus è già passato... 
te lo dice il satellite 

Il sistema di telerivelazione, basato su 
impianti fissi di terra, fino ad ora utilizzato 
aveva lo svantaggio di poter rilevare solo 
gli autobus transitanti nella «zona utile», 
senza poter vedere quelli più distanti, 
nonché di una maggiore rigidità nel col- 
legamento tra i sistemi di terra e la cen- 
trale. Il sistema GPS con il quale si inte- 
gra la versione del Digibus progettato per 
l'ATC di Bologna, è invece l'equivalente 
elettronico del «punto nave» realizzato 
con il sestante. Nella sua globalità, il Glo- 
bal Positioning System utilizza una rete di 
24 satelliti, distribuiti su sei diverse Orbi- 
te. che assicura una copertura mondiale. 
E tuttavia sufficiente per poter disporre 
delle coordinate di tre. o ancora con mag- 
gior efficacia, quattro satelliti, per poter 
determinare la localizzazione del mezzo 
che «chiede la posizione» con un’appros- 
simazione di poche decine di metri. Nel- 
l’impiego su flotte di pubblico trasporto, 
questo sistema è in grado dì indicare con 
esattezza al conducente, e quindi anche 
alla centrale operativa, in che punto ogni 
singolo mezzo si trova. Le conseguenze 
possono essere immediatamente com- 
prensibili rilevazione dei guasti con con- 
seguente arresto del mezzo e individua- 
zione della distanza tra mezzi in succes- 
sione sulla stessa lìnea. Rispetto ad altri 
sistemi con rilevatori a terra, questo offre 
una flessibilità superiore poiché non ri- 
chiede virtualmente impianti fissi né i 
conseguenti collegamenti, permette di 
seguire modifiche delle reti e non ha vir- 
tualmente vincoli geologici. 




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Finora gli utenti medi di personal compu- 
ter si interrogavano in computerese più o 
meno cosi, «il tuo è un 286, un 386 o un 
486?». Domani ciò potrebbe non essere più 
vero, anzi la domanda potrebbe essere «È 
un Pentium?». 

O almeno questa è la speranza della Intel 
Corp. Il gigante dei chip ha rivelato il nome 
della prossima generazione dei microproces- 
sori, il cervello dei personal computer. 

Alcuni analisti però sono alquanto scettici. 
«Come fa l'Intel a promuovere un nome co- 
me Pentium restando seria? Secondo la mia 
opinione sarò una battuta che farà il giro dei 
bar della Silicon Valley.» ha detto Dick Shaf- 
fer, direttore delta testata giornalistica Com- 
puterLetier. 

» Lasciamo perdere» ha detto Rick Martin, 
un analista di computer presso un'azienda 
finanziaria, la Chicago Corp. «Per tutti sarà il 
586.» 

Per gli addetti ai lavori questo chip, previ- 
sto per l'Inizio del prossimo anno, è sempli- 
cemente il 586, perché sarà l'ultimo model- 
lo nella linea di microprocessori «x86» che 
viene usata nella maggior parte dei PC IBM- 
compatibili. 

Ma lo scorso anno Intel annunciò che non 
intendeva continuare ad utilizzare lo schema 
di denominazione «x86», e iniziò a riferirsi al 
chip con II suo nome in codice interno: P5. 

La decisione e venuta dopo che la com- 
pagnia di Santa Clara in Calif.. dovette con- 
sentire l'uso del nome registrato «386» al 
suo concorrente «ultimo arrivato» Advanced 
Micro Devices Ine, che realizzò un clone 
386 e che sta lavorando sull'Imitazione di un 
486. 

»La logica vorrebbe che questo chip ve- 
nisse chiamato 586» riconosce Andrew Gre- 
ve. presidente e capo esecutivo della Intel, 
ma ha dichiarato in un'intervista «Intel potrà 
non essere in grado di registrare il nome 
586. e quindi di evitare che altre aziende lo 
usino per microprocessori concorrenti». 

La Intel ha indetto una gara tra i propri di- 
pendenti per il migliore nome da assegnare 
al nuovo chip, ma nessuna delle sigle in 
concorso ha soddisfatto i dirigenti dell'azien- 
da. che hanno optato in favore di una deno- 
minazione creata dalla Lexicon Nammg Ine,, 
un'azienda di Sausalito Calif. che ha al pro- 
prio attivo creazioni come il nome «Power- 
Book» adottato dalla Apple Computer per la 
propria linea di computer portatili. 

Grave ha dichiarato di non essere a cono- 
scenza dell'importo pagato alla Lexicon, ag- 
giungendo che la sua azienda ha tenuto 
gruppi di lavoro sul nome del chip con i pro- 
pri clienti e si é avvalsa della collaborazione 
di esperti in marchi registrati per accertarsi 
della possibilità di depositare il nome per 
evitare che venga copiate. 

Avvalendosi di una similitudine. Grave ha 
confrontato il nome a quello di un ingredien- 
te come NutraSweet, il dolcificante artificia- 
le usato in molti prodotti alimentari negli 
USA e il cui marchio appare sulle etichette 
dei prodotti. «Secondo noi dovrebbe essere 
considerato come un ingrediente, poiché 
verrà montato dentro a milioni di compu- 


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5/10.000 delle altre). 

Quanto costa? 

Come un diesel , cioè un po' 
più delle auto a benzina... 
ma è completamente ammor- 
tizzata quando il tamburo è 
solo a metà della sua vita. Poi 
paghi soltanto il carburante, 
cioè il toner: non c'è manu- 
tenzione, non c'è superbollo. 
In altre parole, arrivato a me- 
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quanto basta per comprarti 
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Shaffer ha aggiunto: «È interessante no- 
tare come i microprocessori siano diventati 
talmente parte dellla nostra vita quotidiana 
che Intel è costretta a trovare un nome giu- 
sto per il pubblico per il prodotto di una tra 
le più arcane delle tecnologie». 

« Pentium e il tuo computer sarà piu bian- 
co del bianco» ha soggiunto scherzando un 
analista. 

Grove ha precisato che Intel non pubbli- 
cizzerà il nome Pentium fino a quando il 
chip non sarà in vendita, ma che per contro 
l'azienda continuerà ad usare il nome nelle 
occasioni pubbliche In modo da renderlo fa- 
miliare. 

Intel può essere considerato il dominatore 
del mercato dei microprocessori, i chip di 
sua produzione sono utilizzati nella maggior 
parte dei personal computer IBM compatibi- 
li, i quali a loro volta detengono la quota di 
maggioranza del mercato dell'informatica 
personale. 

Intel ha dichiarato che Pentium, composto 
da più di 3 milioni di transistor, sarà inizial- 
mente usato in potenti computer server che 
uniranno network di PC e workstation. Ma 
in un secondo momento, ha detto Grove. 
potrà diventare il successore del 486. 


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Eutelsat 

L'Assemblea dei Paesi Membri, la struttu- 
ra che riunisce i governi dei paesi che fanno 
parte del consorzio EUTELSAT e prende le 
più Importanti decisioni, si è riunita a Parigi 
nelle scorse settimane. Lo scopo era quello 
di discutere le azioni che possono permet- 
tere di migliorare ed ampliare l'accesso ai 
satelliti EUTELSAT ed inoltre accelerare le 
procedure che permettono ad altri sistemi 
satellitari di operare in Europa. L'Assemblea 
si è trovata d'accordo nel fatto che la capa- 
cità satellitare può essere migliorata costi- 
tuendo un sistema di accesso multiplo o 
d'accesso controllato, dato che entrambe le 
soluzioni sono mutuamente compatibili. Con 
un accesso multiplo, un operatore autorizza- 
to di un paese che riconosce queste dispo- 
sizioni può affittare la capacità satellitare at- 
traverso un qualsiasi altro Firmatario o un 
Ufficio Affan dei Firmatari in un altro paese 
che nconosce la stessa procedura. Questo 
potrebbe permettere fino a 33 punti di ac- 
cesso ai satelliti EUTELSAT e anche piu in 
caso di aumento dei paesi che entrano a far 
parte del gruppo. 

Nel caso di accesso controllato sarà un 
unico Ufficio Affari dei Firmatari che esami- 
nerà tutte le richieste per l'utilizzo della ca- 
pacità satellitare da parte degli operatori au- 
torizzati in un unico paese. L'Assemblea si è 
anche travata d'accordo nel semplificare le 
procedure di coordinazione economica con 
altri sistemi satellitari in modo che esse non 
abbiano piu alcun effetto pratico per servizi 
aperti alla concorrenza. EUTELSAT (Euro- 
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NEWS 


Voce, dati, testi e immagini: una sola connessione 


Finirà nella rete ISDN 
l'integrazione di tanti business 
delle telecomunicazioni 

La «business class» delle telecomunicazio- 
ni è diventata una realtà anche in Italia. Si trat- 
ta dell'ISDN (Integrated Services Digital Ne- 
twork), la rete di telecomunicazioni di cui si è 
parlato, in occasione di un convegno SIP — 
«La rete telefonica evolve: ISDN per l’inte- 
grazione dei servizi» — che si è svolto a Mi- 
lano in occasione di SMAU '92. 

La rete offre all’utenza affari del nostro Pae- 
se la possibilità di usufruire, con qualche anno 
di anticipo, di tutti i servizi che la rete tele- 
fonica di base potrà garantire sul finire del de- 
cennio. quando sarà completato il passaggio 
alla tecnologia numerica, In particolare la tra- 
smissione, veloce e caratterizzata da un'alta 
qualità di voce, dati, testi e immagini (fisse e 
in movimento). 

Il servizio pilota dell'ISDN è attivo dal mese 
di giugno di quest'anno in undici città italiane: 
Torino, Genova, Milano, Venezia, Trento, Bo- 
logna, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Palermo e nei 
prossimi mesi Bergamo, Bolzano, Brescia e 
Modena. 

La rete ISDN, che secondo gli intervenuti al 
convegno, rappresenterà la rete telefònica di 
base per l'utenza affan, è stata indicata come 
lo strumento tecnologicamente più avanzato, 
e in linea con quanto offerto in altre realtà 
europee, tra quelli che l'azienda telefonica può 
mettere a disposizione del sistema econòmi- 
co italiano. 

La SIP è attualmente il gestore telefonico 
europeo che investe di più, a parte l'azienda 
tedesca che sta modernizzando la rete della 
ex Germania Est. Il programma SIP relativo al 
prossimo quadriennio 1993-1996 prevede in- 
vestimenti per 40 mila miliardi, orientati a co- 
gliere il meglio che l'evoluzione tecnologica in 
atto può riversare suH'ammodernamento del- 
le infrastrutture proprie. 

Il professor Maurizio Decina del Politecnico 
di Milano, illustrando gli aspetti tecnici della 
nuova rete, ha ricordato che questa consen- 
tirà l'integrazione tra gestore e utente. L'as- 
sistenza sarà sempre più capillare e il cliente 
avrà la possibilità di ottenere servizi persona- 
lizzati. Inoltre, ha detto ancora Decina «l'anno 


L'ISDN. la rete numerica integrata nei 
servizi, rappresenta il «salto» tecnologico 
da un sistema di telecomunicazioni basato 
sulle reti «specializzate» a un sistema ca- 
ratterizzato dalla integrazione della trasmis- 
sione di voce, immagini, dati e testi La 
nuova rete, già in funzione in Italia dalla 
metà di quest'anno sotto forma di servizio 
pilota, è stata concepita per fornire una uni- 
ca connessione standard per la telefonia, la 
videocomumcazione, l'automazione d' uffi- 
cio e i computer. Nonostante questo, ri- 
SDN nasce come evoluzione naturale della 
rete telefonica numerica di base e ha il suo 
«punto chiave» nella realizzazione di una li- 
nea numerica di utente connessa, attraver- 
so il doppino telefonico, alle centrali nume- 
riche. E propno la progressiva sostituzione 
nelle centrali telefoniche della tecnologia 
analogica con la tecnologia numerica, ha 
consentito la messa in opera della rete 
ISDN. Per l'utente che intenda usufruire 
dei suoi servizi, è possibile attivare due tipi 
di accesso: l'accesso base, caratterizzato 
da due connessioni a 64 kbit al secondo; e 
l'accesso primario che consente di attivare 
30 connessioni a 64 kbit al secondo. 

Gli utenti possono accedere alla rete me- 
diante terminali conformi agli standard 
ISDN (i nuovi telefoni numerici, ì videote- 
lefoni). oppure inserendo degli adattatori di 
interfaccia per i terminali che adottino i più 
comuni sistemi di interfaccia. 

In accordo con le normative internazio- 
nali, l'accesso base opera a 144 kbit al se- 
condo ed è suddiviso in due canali a 64 kbit 
al secondo e un canale a 16 kbit al secon- 
do. I pnmi due canali (B) vengono utilizzati 
sia per realizzare collegamenti a commuta- 
zione di circuito, sia per accedere alle fun- 


prossimù là SIP attiverà i primi servizi della 
cosiddetta rete intelligente, e l'ISDN è un 
passo fondamentale nella progressiva infor- 
matizzazione delle telecomunicazioni». 

L'esperienza francese in fatto di ISDN, che 
oltralpe è conosciuta con il nome commer- 
ciale di «Numeris», è stata illustrata da Pa- 
scal Merieux, responsabile marketing della 
rete di France Telecom. Marieux ha detto 
che nel 1995 l'ISDN sostituirà completamen- 
te la rete telefonica di base La strategia di 
sviluppo commerciale della rete si è basata 


ziom di trattamento del pacchetto. Il terzo 
canale (D) è invece impiegato per la segna- 
lazione relativa ai primi. L'accesso primario, 
invece, opera a 2.048 kbit al secondo. Dei 
31 canali a 64 kbit/s disponibili, 30 sono im- 
piegati come i canali B dell'accesso di ba- 
se, mentre il trentunesimo è utilizzato co- 
me il terzo canale (D) dell'accesso base. 

A partire dall'anno prossimo, la struttura 
della rete ISDN risulterà non più sovrappo- 
sta a quella della rete telefonica, ma inte- 
grata con la parte già numenca della rete di 
base. Questa integrazione, realizzata con 
l'inserimento di moduli hardware e softwa- 
re nelle centrali telefoniche numeriche, ri- 
guarderà, oltre che i mezzi di trasmissione, 
le funzioni di commutazione locale e di 
transito a commutazione di circuito e la 
funzione di segnalazione su canale comu- 
ne. In questo modo sarà possibile diffon- 
dere progressivamente la rete su tutto il 
territorio nazionale. 

Il servizio pilota ISDN, operativo attual- 
mente in undici città italiane, rappresenta 
un passo fondamentale verso fa realizzazio- 
ne di Euroisdn. Nell'aprile del 1989 SIP. 
Italcable e ASST (l'azienda di stato per ì 
servizi telefonici) hanno aderito, insieme 
agli operatori di altri 19 Paesi, al memoran- 
dum di intesa per una ISDN europea entro 
il 1993. 

Tra il finire del 1992 e i primi mesi del 
'93 è prevista l'apertura dì connessioni in- 
ternazionali con Australia, Canada, Francia. 
Germania, Giappone, Hong Kong, Nuova 
Zelanda, Regno Unito, Singapore, Spagna. 
Svezia e Stati Uniti. Inoltre, sempre nel cor- 
so del '93. la SIP aprirà anche i primi servizi 
della cosiddetta rete intelligente. 

F.F.C. 


sin dall'inizio sulla partnership tra il gestore e 
oltre 50 aziende che hanno studiato 350 pro- 
dotto accessibili agli utenti « Numeris». Me- 
neux ha detto inoltre che ISDN è adesso in 
Francia una realtà economicamente «matu- 
ra» e che il gestore della rete, France Tele- 
com, darà il via alla diffusione di massa dei 
collegamenti «Numens» già dall'inizio del 
1994 in Francia. Il successo della rete è stato 
decretato dall'accoglienza molto positiva di- 
mostrata dal sistema economico, in partico- 
lare dalle piccole e medie imprese, e dal fatto 
che rende possibili collegamenti internaziona- 
li con molti Paesi la cui economia è fortemen- 
te integrata con quella francese, come la Ger- 
mania. La connessione con l'Italia sarà atti- 
vata nelle prossime settimane 
La SIP ha spiegato le ragioni tecniche che 
hanno permesso di lanciare, alla metà di que- 
st'anno. la fase pilota del programma ISDN. 
Nel 1992 il grado di numerizzazione della rete 
telefonica di base toccherà il 50% e già nel 
1994 saranno completamente « nume rizzati" 
■ collegamenti della rete di giunzione tra le 
centrali di transito. Il canale comune di se- 
gnalazione interessa adesso quattro milioni di 
circuiti. Questi importanti processi di moder- 
nizzazione della rete di base sono stati la con- 
dizione necessaria alla messa in opera dell'I- 
SDN. Della strategia di sviluppo della rete 
ISDN in Italia, e stata infine sottolineata l'im- 
portanza della funzione di promozione che 
verrà svolta dal Consorzio ISDN, l’iniziativa 
SIP cui hanno già aderito Alcatei, Csalt. Fat- 
ine Ericsson, Italtel e Siemens. F.F.C. 


Costo di accesso alla Rete Multimediale 
(audio, video e dati) 



Contributo* 

installazione 

(1» 

Canone* 

mensile 

(2) 

BELGIO 

480.000 

1,92 

94.000 

1.87 

FRANCIA 

162.000 

1,75 

72.000 

4,98 

GERMANIA 

105.950 

1,10 

60.300 

1,50 

ITALIA 

400.000 

1,00 

50.000 

1,37 

OLANDA 

581 600 

2.10 

61.800 

2,21 

REGNO UNITO 

902.000 

1.38 

63.140 

1.19 

GIAPPONE 

724.300 

1,00 

53.600 

1,19 

(1) rapporto Ira il contributo di installazione di un accesso base ISDN e il contributo per 
l'installazione di due linee telefoniche « normali » 

(2) rapporto fra il car 
linee telefoniche 
* in lire italiane 

one mensile di un accesso base ISDN e 
normali ». 

7 canone mensile dì due 


Fonte: SIP. 


160 


MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 





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NEWS 


Texas Instruments TravelMate WinSLC 


Vecchio contenitore con un nuovo motore: 
ecco come si presenta il nuovo entry leve! della linea dei portatili 


di Paolo Ciardelli 



Presentato in anteprima 
allo SMAU '92, ora 
possiamo parlare della 
nuova macchina con 
maggiore cognizione di causa. 
Le notizie pubblicate 
sul numero precedente 
erano basate sulle sole 
notizie senza il conforto 
di una prova su strada 
della macchina 


Praticamente identico ai fratelli della 
gamma TravelMate, Il WinSLC si differen- 
zia per la scruta sullo sportellino copri slot 
fax/modem: TI486SLC/25 MegaHertz, tanto 
per far capire che la Texas, con l'accordo 
di acquisizione di tecnologia dalla Cyrix, 
vuol tornare a dire la sua nel campo dei 
microprocessori. 

Si presenta quindi esattamente nella me- 
desima veste del TravelMate 4000 o del 
suo predecessore TravelMate 3000 WinSX. 
accusando ancora solo 27 kg di peso. 

Le caratteristiche elettriche salienti sono 
rappresentate dalla espansione RAM da 2 


Mbyte, un floppy disk drive da 3,5" da 
1.44 Mbyte ed un hard disk da 60 Mbyte 
Di serie monta il TravelPoint, Il mouse della 
società americana Appoint che commercia- 
lizza lo stesso prodotto con il nome Thum- 
belina, che sovraintende alla gestione degli 
input con sistemi di interfaccia grafici come 
Norton Commander o sotto Windows 3.1, 
il sistema operativo MS-DOS 5,0 ed il già 
citato Windows 3.1. Come nei precedenti 
sono presenti utility software per la gestio- 
ne e l'ottimizzazione dei consumi. I manuali 
sia del software che della macchina sono 
in lingua italiana. 

La dotazione di porte conta oltre a quella 
mouse a standard PS/2, quella di espansio- 
ne. la VGA. la porta seriale e la parallela- 
/Centronics. L'alimentatore, già visto con il 
TM 4000, è di linea più delicata e leggera 

Il monitor è di 10" di diagonale, ad altro 
contrasto con un tempo di refresh maggio- 
rato. 64 livelli di grigio che si avvale di 
un’interfaccia video VGA con un Mbyte di 
RAM Video, capace di pilotare un monitor 
esterno SVGA 800x600. 

Non rimane molto da aggiungere se non 
ripetersi elogiando l'ergonomia della mac- 
china e della tastiera, l'ottimo video ed i 
consumi ridotti, che ne allungano la vita in 
viaggio. 


Due velocità 

Mentre l'ultimo annuncio da parte di Te- 
xas Instruments riguardante l'accordo con 
Cyrix e la produzione a volume di micro- 
processori della classe SLC, a 25 e 33 
MHz, e la classe a 32 bit pin compatibile 
386SX in contenitore ceramico, con clock a 
25, 33 e 40 MHz. mostra una cena aggres- 
sività della sezione semiconduttori della 
corporate americana, si nota anche una 
certa asincrona di intenti nei prodotti. 

Due velocità per dirla come i politici 
quando si parla delle nazioni che andranno 
a formare l'Europa Comune, un Europa ap- 
punto a due velocità. 

Il progetto del WinSLC appare dunque 
un ottimo rifacimento e miglioramento del- 
la gamma TM 3000. ma se la poca «fatica» 
ad una riconversione di una serie cosi af- 
fermata fosse stata accompagnata da un 
attimo di estro, non sarebbe stato male, 
Non si comprendono infatti le ragioni per 
continuare ad usare lo zoccolo del copro- 
cessore di grandezza standard 387SX, 
quando è disponibile sempre da parte di 
Cyrix un 487SLC di grandezza lillipuziana e 
consumi ridotti. Il montarlo di serie (il 
487SLC) avrebbe sicuramente dato la pos- 


162 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


NEWS 



Particolare dello slot custom per l'inserimento del- 
la scheda modem/fax Si noti il Bios specifico per 
il 486SLC 


sibilila al prodotto di piazzarsi ad un gradi- 
no superiore di fatto. 

Le scuse «ha le istruzioni 486 emulate, 
non è un vero 486, ecc.», sarebbero deca- 
dute. All'orizzonte si profilano già la concor- 
renza spietata di Toshiba e di Compaq, do- 
ve la prima pur dovendo risentire del cam- 
bio sfavorevole della nostra valuta annuncia 
ritocchi verso il basso del listino, e la se- 
conda sta per iniziare la distribuzione di 
suoi entry level. Non prendiamo in consi- 
derazione l'arrivo delle mother board orien- 
tali a cui la stessa Texas cerca di porre un 
ostacolo rendendo disponibili piastre com- 
pletamente fabbricate in casa, né dei por- 
tatili basati sul DLC, un vero e proprio 
486SX, perché andrà fatto un discorso a 
parte quando sarà il momento. 



II microprocessore TI486SLC 


Ecco arrivare dal vivo il TI486SLC, un 
microprocessore a 25 MHz (da 3,0 o 5.0 
volt) compatibile con il set di istruzioni 
486, a montaggio superficiale QFP (21x21) 
a 100 piedini. Il TI486SLC è una unità cen- 
trale compatibile con il set di istruzioni 486 
con percorsi di dati da 16 bit esterni e 32 
bit interni. Compatibile con il bus e i pie- 
dini di uscita del 386SX, il TI486SLC è sta- 
to sviluppato basandosi sui requisiti OEM 
di PC per un microprocessore ad alte pre- 
stazioni e basso consumo, che possa es- 
sere integrato perfettamente nelle proget- 
tazioni 386SX esistenti per potenziarne le 
prestazioni senza aumentarne i costi. Pro- 
gettato per colmare il salto ti prestazioni 
tra i notebook e i PC desktop odierni, il 
TI486SLC offre le migliori prestazioni ri- 
spetto a qualsiasi altro microprocessore 
che usa un bus esterno a 16 bit. Con un 


valore nominale landmark della versione 
2.0 della CPU di 78 MHz, il TI486SLC ha 
un benchmark 2.5 volte più veloce delle 
CPU 386SX-25 e 386SL-25 della concor- 
renza. Le funzioni di gestione della poten- 
za del TI486SLC comprendono un funzio- 
namento a 3 volt, una interruzione/ripresa 
trasparente software e un design CMOS 
da 0.8 micron completamente statica che 
permette di funzionare fino a un minimo di 
0 MHz. Il funzionamento a 3 volt permette 
di una riduzione del consumo energetico 
da 2 watt (5 volt) a 0.6 watt. L'interruzio- 
ne/riduzione permette di ridurre il consu- 
mo energetico alla gamma dei microwatt. 
Il TI486SLC raggiunge un nuovo livello di 
prestazioni di elaborazione per un micro- 
processore con un bus esterno di 16 bit 
utilizzando un unità esclusiva di concate- 
nazione a ciclo singolo, un moltiplicatore 


hardware a 16 bit, una concatenazione in- 
terna ottimizzata a 5 fasi e una cache a 1 
Kbyte a configurazione ad accoppiamento 
stretto. Le cinque fasi di concatenazione 
permettono di sovrapporre le istruzioni 
successive, dando come risultato tempi 
mimmi di elaborazione per ciclo di istruzio- 
ne. La cache di dati e istruzioni unificate 
da t Kbyte implementa un'architettura dal- 
le dimensioni di linea a 4 byte, associativa 
a un set bidirezionali, con un'interfaccia in- 
terna a 32 bit. Per concludere, un molti- 
plicatore hardware a 16 bit aggiunge pre- 
stazioni addizionali al TI486SLC. grazie al- 
l’abilitazione di multipli interi fino a 8 volte 
più veloci della funzione di moltiplicazione 
shift-add usata in altre CPU 486. Questo 
moltiplicatore hardware ha notevoli vantag- 
gi in aree quali prestazioni grafiche e il ri- 
conoscimento dei caratteri. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


163 


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Portatile e ad alta sicurezza 
Terminale Olivetti Moneybox 

Un lettore per carte «intelligenti», che funziona senza necessità di collegamento diretto 
a un computer, estende l'uso della carta a microprocessore 


Pi Manlio Cammarata 


A Genova, la sera del 23 settembre, l'al- 
luvione incominciava mentre i partecipanti 
al convegno «Più intelligenza alle carte, più 
servizi alle persone» si sedevano a tavola. 
Ma più che dal diluvio, l'attenzione dei 
commensali era attirata da una notizia ap- 
pena diffusa dal telegiornale della sera: 
una colossale truffa con le carte dì credito, 
escogitata da un nobiluomo romano. «Se si 
usassero le nostre carte intelligenti», 
avrebbe detto la mattina dopo davanti alle 
telecamere della RAI Gianluca Braggiotti, 
direttore di Olivetti Italia, «queste truffe 
non sarebbero possibili». 

Proprio alla carta «intelligente» C-LESS, 
e ai suoi nuovi campi di utilizzo, era dedi- 
cata la parte più interessante del conve- 
gno, organizzato da Olivetti e Instinform. 
Le carte a microprocessore offrono infatti 
numerosi vantaggi rispetto a quelle «stupi- 
de», provviste della sola banda magnetica, 
sia per la possibilità di svolgere transazioni 
off-line, cioè senza il collegamento a un si- 
stema di elaborazione centralizzato, sia per 
la loro sicurezza intrinseca: è Infatti impos- 
sibile copiarle o alterarne il contenuto sen- 
za la complicità del titolare. La presenza 
del microprocessore, che controlla gli ac- 
cessi alle memorie attraverso l'uso di pas- 
sword, è una garanzia contro qualsiasi ten- 
tativo di abuso. 

A parte la sicurezza, la carta intelligente 
offre una serie di funzioni che non possono 
essere ottenute con le carte «passive». 
Prima di tutto, la disponibilità di una quan- 
tità di memoria relativamente elevata, in 
parte permanente e in parte riscrivibile, 
che può servire sia alla scrittura dì molti 
dati sul titolare (per esempio, può sostitui- 
re il libretto sanitario o quello universitario), 
sia alla registrazione di transazioni finanzia- 
rie. Mentre la carta a banda magnetica de- 
ve dialogare con un sistema centralizzato, 
coma il Bancomat, quella a microprocesso- 
re può funzionare anche con un terminale 
isolato, scaricando successivamente su un 
computer le operazioni registrate nella sua 
memoria. 


Anche sul taxi 

Per sfruttare al massimo questa possibi- 
lità, Olivetti ha messo a punto un terminale 
portatile, alimentato a batterie ricaricabili, 
che può essere usato.anche dove non è di- 



II terminale portatile Moneybox e la C-LESS fanno 
pane del sistema STRESA che comprende siste- 
mi di gestione, terminali POS e ATM e cosi via. 
messo a punto da Olivetti per lutti gli impieghi 
delle carte magnetiche. 



La carta Olivetti C-LESS, prodotta da Olivetti Six- 
com su tecnologia AT&T, ha le stesse dimensioni 

microprocessore e memorie ROM e RAM. L'ac- 
coppiamento con II terminerò avviene senza con- 
tatti, soggetti a sporcarsi e consumarsi, grazie a 


sponibile il collegamento con un computer, 
come appunto su un autoveicolo, in un'e- 
dicola o in altre situazioni difficili. 

Il fuzìona mento del Moneybox è molto 
semplice. Da una parte viene inserita la C- 
LESS dell'esercente, dall'altra quella del 
cliente. Una semplice tastiera permette a 
quest'ultimo l'eventuale digitazione del PIN 
(Personal Identification Number). Dopo la 
verifica della correttezza di quest'ultimo, 
svolta direttamente dal terminale, si digita 
l'importo della transazione. Questo viene 
scaricato dalla cana del cliente e caricato 
su quella dell'esercente con tutti i dati ne- 
cessari. Alla fine della giornata l'esercente 
scarica il contenuto della memoria della 
sua carta nel suo computer o in quello del- 
la banca, e il gioco è fatto. Massima sicu- 
rezza. nessun passaggio di contanti. Per 
rendersi conto dei vantaggi del sistema, 
basta pensare a una situazione che in con- 
dizioni normali può causare qualche proble- 
ma: l'arrivo in una città straniera, pagare il 
taxi senza aver avuto il tempo di procurarsi 
la valuta locale. Carta intelligente, terminale 
portatile, e il conto ci arriva a casa un me- 
se dopo. 

Dal convegno genovese sono emersi an- 
che usi non sospettabili della carta intelli- 
gente, alcuni dei quali possono lasciare per- 
plessi: per esempio, quando l'uso di questo 
mezzo sarà diventato abituale, l'analisi dei 
luoghi e dei motivi di utilizzo darà agli esper- 
ti di marketing importanti informazioni sulle 
abitudini del consumatore, e permetterà 
quindi di avanzare proposte personalizzate, 
da parte delle banche stesse o di altre or- 
ganizzazioni. Ogni volta che la carta sarà in- 
serita in un terminale on-line, il contenuto 
della sua memoria potrà essere modificato, 
potranno essere offerti nuovi servizi o disa- 
bilitate funzioni preesistenti. 

Come tutte le innovazioni, anche questa 
presenta i suoi vantaggi e i suoi svantaggi 
fra questi ultimi va ricordata una possibile 
violazione della «privacy» (tutti gli sposta- 
menti di un individuo sono registrati in una 
banca dati, succede già col Bancomat e le 
carte di credito). La soluzione consiste nel 
dettare regole chiare di trasparenza, lascian- 
do a ciascuno il diritto di opporsi alla con- 
servazione o alla trasmissione a terzi di dati 
che lo riguardano. La legge che regolerà 
questa materia è stata, finalmente, presen- 
tata al Parlamento. Speriamo che sia la vol- 
ta buona. MS 


166 


MCmìcrocomputer n, 123 - novembre 1992 



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NEWS 


La nuova rivoluzione , secondo John Sculley 

Strategie Apple per l'Europa del ’93 

di Gerardo Greco 


Wiesbaden, Germania Se fossi- 
mo stati invitati ad una conferenza 
anni fa e ci fosse stata annun- 
:a una rivoluzione imminente 
chiamata «personal computing», sa- 
remmo rimasti certamente scettici. 

Eppure questa rivoluzione è vera- 
mente avvenuta ed è passata da 
piccoli laboratori, magari in un gara- 
ge, ad una presenza diffusa e capil- 
lare che oggi conosciamo. Ciò che 
rese possibile quella rivoluzione è 
a la disponibilità di due tecnolo- 
gie innovative. Innanzitutto la dispo- 
nibilità commerciale del micropro- 
cessore ed il software applicativo, 
wordprocessing. spreadsheet e da- 
tabase. Insieme queste due tecno- 
logie hanno fatto si che potesse 
realizzarsi il fenomeno del personal 
computing che oggi conosciamo. 

Oggi si sta verificando una transizione nel 
mercato dell'elettronica di consumo che 
apre le premesse per una nuova rivoluzione. 
La tecnologia analogica, quella utilizzata dal- 
la radio e dalla TV. sta lasciando il passo alla 
tecnologia digitale, quella del CD, ed in que- 
sta transizione si sta generando una dispo- 
nibilità di componenti elettronici digitali a 
so costo capaci di trasformare il personal 
computing verso un'informatica di massa e 
miniaturizzazione ancora più avanzata, natu- 
ralmente a tecnologia completamente digi- 
tale. Le due industrie combinate si prevede 
che raggiungano entro II 2001 il valore di mil- 
le miliardi di dollari. 

L'editoria e l'industria dei media è inevi- 
tabilmente indirizzata ad un profondo cam- 
biamento perché utilizzerà completamente 
tecnologia digitale, in questo senso si avvi- 
cinerà anch'essa all’informatica. Sempre eti- 
li duemila infatti quasi tutto ciò che sara 
creato in questo ambito sarà in forma digi- 
tale, quindi video, animazione, testo, grafi- 
, suono e musica saranno disponibili in 
formato digitale. In questo modo sarà più 
semplice conservare ed utilizzare i dati da 
parte di tantissime persone 
L' indù stria informatica si avvicinerà anche 
a quella delle telecomunicazioni. Anche in 
questo caso assistiamo ad un'industria che 
basandosi su comunicazione analogica è vi- 
cina al punto di saturazione per completo 
sfruttamento a causa delle limitazioni dello 



spettro di frequenze disponibili. Con la tec- 
nologia digitale il panorama è completamen- 
te differente dal momento che è possibile 
comprimere i dati con diversi algoritmi ed in 
questo modo aumentare enormemente la 
capacità della gamma di frequenze per le co- 
municazioni via etere, non di dieci, non di 
cento, non di mille, ma di diecimila volte e 
forse più. 

Insieme, queste tre industrie trasformate 
dalla tecnologia digitale e collegate all’indu- 
stria informatica costituiranno una mega in- 
dustria dal valore di 3500 miliardi di dollari. 
Sulla scia di quelle tradizionali nuove indu- 
strie nasceranno e Apple, storicamente de- 
dicata all'innovazione tecnologica, si consi- 
dera in una posizione ideale per accompa- 
gnare questa transizione e ritrovarsi avvan- 
taggiata nel nuovo scenario digitale. 

Parallela a questa visione è quella che ha 
portato, tra l'altro, all'alleanza strategica con 
IBM. Si tratta di un piano di sviluppo per gli 
anni '90 che prevede diverse attività in tre 
fasi. Una prima fase, market sitare, aveva 
per obiettivo consolidare Macintosh, il mer- 
cato principale e di maggiore successo per 
Apple; in questo ambito negli ultimi due an- 
ni rientra l'introduzione di nuovi prodotti qua- 
li l'LC che è immediatamente diventato un 
successo di vendita nella famiglia Mac, Po- 
werBook. che nel primo anno ha venduto da 
solo nel mondo per 1 miliardo di dollari, co- 
stituendo cosi un record nell'industria infor- 


matica per singolo prodotto, Una 
seconda fase, denominata enterpri- 
se, prevede lo sviluppo di sistemi 
aperti ed accordi strategici, quale 
quello con IBM già in corso. In que- 
sto ambito rientra innanzituto un mi- 
glioramento della interoperabllita tra 
sistemi Apple e non. in particolare 
IBM; quindi lo sviluppo di nuove 
tecnologie quali PowerOpen. un 
nuovo ambiente basato su UNIX e 
hardware RISC indicato come Po- 
werPC. di cui la prima versione su 
silicio sviluppata da Motorola pare 
abbia già dato ottimi risultati. La ter- 
za fase è rivolta verso il futuro e si 
basa su una serie di concetti che 
sono stati travasati in ricerca e svi- 
luppo già da cinque anni. In passa- 
to. quale esempio del futuro, un 
concetto era particolarmente a cuo- 
re di Apple, il Knowledge Navigator, un si- 
stema di ricerca e navigazione nella cono- 
scenza piuttosto futuribile ma del quale si 
possono trovare segni rilevanti negli ultimi 
prodotti annunciati. Innanzitutto troviamo 
soluzioni innovative in nuovi mercati e con 
tecnologie emergenti; a questo gruppo ap- 
partiene la nuova linea di computer per il 
mercato consumer «Performa». già lanciata 
negli Stati Uniti in 2000 nuovi punti vendita 
consumer e disponibile in Europa dal 1993. 
come accennato in MC 122 di ottobre. Il se- 
condo sforzo di Apple verso il mercato con- 
sumer è costituito dai PDA, i Personal Di- 
gital Assistant, il primo esempio dei quali 
sarà sul mercato nella seconda metà del 
1993. A questo è collegato un nuovo con- 
cetto che si contrappone all'essenza stessa 
del PC: quest'ultimo infatti è stato conce- 
pito come un potente strumento per miglio- 
rare la nostra capacità di svolgere una sene 
di tavori, pensiamo all'alternativa tradiziona- 
le, ai fogli elettronici ed ai database. A dif- 
ferenza del PC. il PDA è Concepito in ma- 
niera tale da poter svolgere solo alcune fun- 
zioni, ma in maniera estremamente elabo- 
rata. In questo senso il PC può essere con- 
siderato uno strumento mentre il PDA è 
piuttosto un assistente. In questa area gio- 
cherà una parte predominante la tecnologia 
Newton dì cui MC ha. già parlato in maniera 
estesa nel numero 120 di luglio-agosto. Si 
tratta di molto più di un pen-based computer 



NEWS 



Il nuovo Perl orma 600 CD con drive CD-ROM integrale, disponibile in Europa dal prossimo anno 


che ha esteso la semplice possibilità di usa- 
re la penna in sostituzione della tastiera of- 
frendo invece le vane funzioni in maniera 
naturale e rispettando il modo di lavorare 
con carta e penna, nell'intento di trasfor- 
mare il computer da personal a intimate. Le 
novità di Wiesbaden per Newton riguarda- 
no le prime versioni intemazionali che sa- 
ranno realizzate in francese, tedésco e 
giapponese subito dopo quella in lingua in- 


glese. È principalmente dalla Francia e dalla 
Germania che Apple ha ricevuto il maggior 
numero di richieste per questo prodotto. A 
Cupertino stanno già lavorando al fianco di 
un numero di società esterne per la realiz- 
zazione delle applicazioni, tanto per uso 
professionale che personale. Gradualmente 
anche alcune delle funzioni offerte dalla 
tecnologia Newton potrà migrare verso il 
mondo Mac. CHS 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



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MULTIMEDIA 


a cura cfi Gerardo Greco 


European Ccnference & Exposition 
on Multimedia and CD-ROM 

Wiesbaden, Germania 



Dal 7 al 9 ottobre si è svolto a Wie- 
sbaden, in Germania, il secondo incon- 
tro europeo dedicato alla multimedialità 
ed organizzato grazie alla sponsorizza- 
zione di Microsoft. Lo scorso anno l'or- 


«Il mondo 


L'apertura dei lavori da parte del pre- 
sidente della Apple Computer segna 
un'inversione di tendenza rispetto alle 
precedenti edizioni di questa conferen- 
za nelle quali Microsoft aveva giocato 
un ruolo sempre maggiore, fino alla pre- 
cedente edizione europea alla quale Ap- 
ple aveva deciso addirittura di non par- 
tecipare, quasi in forma di protesta, ed 
ottenendo risultati tali da permettere a 
questa società di aprire i lavori e parte- 
cipare attivamente all'organizzazione di 
tutto l'evènto. 

Sculley ha dedicato buona parte del 
proprio intervento alla progressiva digi- 
talizzazione di differenti industrie, in par- 
ticolare quella delle telecomunicazioni, 
quella editoriale e dei media e quella 


ganizzazione e la scaletta dell'evento 
non aveva lasciato tutti contenti ; in par- 
ticolare Apple aveva deciso di non par- 
tecipare tanto a questo che all'analogo 
evento di San Francisco. Questa volta 


sta scegliendo 

di Gerardo Greco 


dell'elettronica di consumo. Sulle linee 
di quanto già espresso ad una differen- 
te conferenza tenuta in forma privata un 
paio di giorni prima, sono stati comuni- 
cati i valori di quella che verrà a costi- 
tuire un intorno per l'industria informa- 
tica che sarà sempre più legata ad altre 
industrie oggi in trasformazione verso il 
digitale. In particolare l'industria delle 
telecomunicazioni si awantaggerà della 
tecnologia digitale con il risultato di am- 
pliare enormemente la capacità delle 
bande di cui si serve e, allo stesso tem- 
po, estenderà i propri servizi con nuove 
tipologie di comunicazioni terrestri e via 
etere. Questa industria che si avvicina 
sempre più a quella informatica attra- 
verso l'utilizzo di tecnologie digitali, 


invece le posizioni si erano praticamen- 
te ribaltate, con una posizione predomi- 
nante di John Sculley all'apertura dei la- 
vori e nella scelta degli esempi più in- 
teressanti di soluzioni multimediali tra i 
quali, per la prima volta, abbiamo incon- 
trato quello di una giovane e innovativa 
società italiana. 

Su circa 2000 metri quadri circa 200 
società provenienti da dieci paesi hanno 
mostrato i loro prodotti multimediali. Tra 
queste tanti nomi noti, ma anche nomi 
meno noti di nuove società, molte delle 
quali con prodotti e politiche commer- 
ciali particolarmente interessanti. Ac- 
canto all'esposizione, una conferenza 
ha arricchito i visitatori con una serie di 
utilissimi convegni dedicati ai vari aspet- 
ti della attività delle società che si muo- 
vono nel Multimedia oggi, dagli incontri 
dedicati alla tecnologia a quelli dedicati 
agli aspetti commerciali e legali. Nono- 
stante il prezzo piuttosto elevato ed un 
Marco che per noi Italiani proprio in quei 
giorni toccava quota 1000, moltissimi 
sono stati i visitatori, oltre 2000, nei pri- 
mi due dei tre giorni di attività. 


il digitale» 


combinata a quest’ultima, si prevede 
raggiunga entro l'anno 2000 un valore di 
1200 miliardi di dollari. L'industria del- 
l’elettronica di consumo si affaccia an- 
ch'essa ad una rivoluzione, con la mi- 
niaturizzazione dei componenti per fun- 
zioni oggi considerate ancora molto 
evolute; molti dei dispositivi che ci cir- 
condano in un prossimo futuro potranno 
comunicare tra loro tanto in termini di 
funzionalità o intelligenza che per lo 
scambio dei dati, naturalmente in for- 
mato digitale. E questa rinnovata indu- 
stria che incorporerà tanti «embedded» 
computer di prestazioni più o meno ele- 
vate o utilizzerà veri e propri sistemi 
esterni per la gestione delle varie fun- 
zioni, combinata con quella informatica 


172 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


'SAIL PLUS 486 C/2S" BY MEMOREX 



SAIL by MEMOREX è^ondibile In un forma- 
lo A4 e in menadito) [bollerie incluse} un 
polente e nuovissimo processore 486S1C 
a 25MKz con disco do 60/80/1 20 MB. 
E^jn’idea in più: i moduli di personalizzazio- 
ne intercambiabili per rendere questo 
notebook ancora più versatile. Vediamo le 
caratteristiche: 

• processore: 486SLC 25MHz 

• Sistema Operativo: DR Dos 6.0 

• Memoria RAM: 4MB standard espandibile 
a 1 6MB 

• Hard Disk: 60MB, 80MB oppure 120MB 

• Floppy Disk Drive: interno 3" ’/j 1 .44MB 

• Display: 1(0 colori retroilluminolo VGA 

• Moduli intercambiabili: frackboll - Porta 
PS/2™ tastiera/ mouse e monitor esterno 
- Modem fox - Schede Ethernet • Porta 
seriole - Zoccolo coprocessore matematico 
487SLC raggiungibile dall'esterno. 

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CHE NOTEBOOK E' SE NON E' UN 486 
A COLORI? 


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MULTIMEDIA 


assumerà entro l'anno 2000 un valore di 
1000 miliardi di dollari. 1300 miliardi di 
dollari sarà invece il valore dell'Industria 
dei media ed editoriale combinata a 
quella informatica sempre grazie alla 
completa trasformazione verso il digita- 
le che estenderà la trasportabilità dei 
dati dei vari media, ormai in formati 
standard. Ecco quindi un valore di 3500 
miliardi di dollari con diverse industrie 
che convergono tutte nella stessa dire- 
zione, la rivoluzione del digitale. 

Un esempio dei prodotti che risulte- 
ranno da questa rivoluzione è la tecno- 
logia Newton annunciata da Apple an- 
che in Europa da pochi giorni e di cui un 
primo prodotto sarà disponibile nella 
versione USA già nel prossimo anno. 
Questo prodotto si basa sull'assunto 
che sarà disponibile una quantità di in- 
formazioni superiore a quella ragione- 
volmente gestibile e quindi che sarà ne- 
cessaria una qualche intelligenza acces- 
soria per far capo a questo impegno or- 
ganizzativo. Si basa anche sugli assunti 
che vedono da un lato una transizione 
senza Intoppi verso una telecomunica- 
zione digitale senza fili evoluta e dall’al- 
tro la disponibilità a prezzi sempre più 
contenuti di tecnologie e soluzioni infor- 
matiche e di telecomunicazioni. In par- 
ticolare Newton appartiene a quella fa- 
miglia di PDA, Personal Digital Assi- 
stane che propongono una filosofia del- 
l'informatica ancora più personal, indica- 
ta come inumate. MC ha parlato in ma- 
niera estesa di Newton nel numero 1 20 
di luglio/agosto. 

Con l’alleanza strategica con IBM, cir- 
ca due anni fa, Apple ha presentato un 
piano di sviluppo per gli anni '90 in tre 
fasi. La prima fase, market share, ha 
per obiettivo consolidare il prodotto Ma- 
cintosh; in questo ambito oltre all'intro- 
duzione di nuovi prodotti quali l'LC, il 
PowerBook nel primo anno ha stabilito 
un record vendendo da solo nel mondo 
per 1 miliardo di dollari. Nel prossimo 
anno Apple si concentrerà sui sistemi 
da scrivania con l'introduzione di mac- 
chine dotate per la prima volta di CD- 
ROM integrale, quindi dedicate innanzi- 
tutto al Multimedia; tra queste anche il 
Performa 600 CD, un nuovo modello 
dedicato al mercato consumer già di- 
sponibile negli USA. Lo stesso innova- 
tivo drive, il CD 300 a doppia velocità e 
compatibile anche con il formato multi- 
sessione Photo CD di Philips ed il CD- 
ROM XA, ad un prezzo estremamente 
contenuto. Esistono oggi oltre 500 titoli 
di CD-ROM disponibili per Mac e sicu- 
ramente l’introduzione di questi nuovi 
drive costituirà un notevole impulso per 
la diffusione del mercato multimediale. 

Una seconda area, denominata enter- 
prise , è quella nella quale rientra l’accor- 


do con IBM ed è importante per il Mul- 
timedia. In questa vedremo Apple non 
tanto nei panni di un altro fornitore di 
macchine e soluzioni, ma di una società 
che si awantaggerà della propria espe- 
rienza neH'imaging e nei media server. 

La terza area, il futuro, utilizza concet- 
ti come quello del Personal Digital As- 
sistane PDA, di cui abbiamo già visto il 
Newton ma del quale esisteranno an- 
che prodotti diversi nel 1993, sempre 
da parte di Apple, 

Una delle tecnologie fondamentali 
per il Multimedia introdotte da Apple è 
stata qualche mese fa è QuickTime, 
che conta oggi almeno 250 tra titoli e 
prodotti compatibili. Il problema al quale 
si è cercato di rispondere con questa 
estensione di sistema è che i personal 
computer non sono stati concepiti sin 
dall'inizio per trattare diversi tipi di dati, 
non esistendo inizialmente un'esigenza 
per il video, il testo, la grafica ed il suo- 
no sincronizzati tra loro. Il sincronismo è 
la caratteristica di QuickTime ed inizial- 
mente questa funzione era disponibile 
solo sui Mac. Oggi Apple apre questa 
tecnologia ad altri ambienti quali Win- 
dows e UNIX, quindi offrendo la possi- 
bilità di trasferire dati tra macchine di- 
verse; ma sul Mac naturalmente questa 
tecnologia si può avvantaggiare di altri 
ambienti vicini alla multimedialità quali 
HyperCard. 


Esiste oggi un motore che contribuirà 
alla transizione tra le tecnologie che so- 
no disponibili oggi verso quelle di doma- 
ni : questo motore si chiama Kaleida. La 
società formata da IBM e Apple ha co- 
me obiettivo quello di prendere in con- 
siderazione la selva di formati dei dati e 
di sistemi operativi e metterli insieme 
attraverso una tecnologia chiamata Scri- 
ptX che permette allo sviluppatore di in- 
teragire direttamente con la API attra- 
verso uno script consistente senza 
preoccuparsi di ciò che succede nel- 
l'hardware sottostante, tanto Apple che 
IBM o ancora diverso, fino a prodotti 
multimediali consumer che si awantag- 
geranno di questa semplificazióne nella 
programmazione e nella migrazione del- 
l’esperienza legata ad ambienti specifi- 
ci. Il risultato di questo lavoro sarà uno 
standard molto ambizioso, la cui prima 
implementazione verrà da Apple e To- 
shiba che stanno lavorando insieme e 
vedremo sempre nel 1993 riproduttori 
multimediali che utilizzeranno la tecno- 
logia CD-ROM. 

Queste descrizioni danno un'idea di 
quello che Apple è diventata negli ultimi 
anni; da una società con un solo tipo di 
prodotto ad una con molte attività com- 
merciali differenti, dai Mac ai server e i 
PDA. E si estenderà ad attività di servizi 
che comprenderanno telecomunicazio- 
ne specializzata ed editoria elettronica. 


L’Esposizione al 
Rhein-Main-Hallen 
di Wiesbaden 

di Gerardo Greco 


Microsoft 

Sono passati almeno sei anni da 
quando Microsoft nel 1986 ha messo 
insieme la prima CD-ROM Conference 
a Seattle. Bill Gates allora era già entu- 
siasta di questo piccolo dischetto lucen- 
te che riusciva incredibilmente a conte- 


nere un'intera enciclopedia con addirit- 
tura un discorso di John F. Kennedy. 
Microsoft in questa esposizione mostra- 
va il risultato di sei anni di determina- 
zione in questo campo sviluppando una 
piattaforma di sistema unificando diver- 
si produttori di computer in modo da of- 
frire uno standard per il futuro ed anche 



174 


'JUMP" BY MEMOREX 


UN GRANDE BALZO AVANTI 



MODELLO 

386K/25 

486W/25 

486W/33 

486T/50 


CPU 

80386SX 

80486SX 

8QT86DX 

80486DX2 

MHZ 

25 

25 

33 

50 

RAM FORNITA (MB) 

2 

4 

4 

4 

SLOT DI ESPANSIONE (MBIT) 3 5 5 5 

FLOPPY DISK 3.5" 

SI 

SI 

SI 

SI 

FLOPPY DISK 5.25" 


SI 

SI 

SI 

DISCO FISSO FORNITO (MB) 

105 

125 

200 

200 

CONTROLLER VIDEO 

800x600 

1024x768 

1024x768 

1024x768 

MONITOR SVGA COLORI 14" 028 

VLMF 

VLMF 

VLMF 

VLMF 

PORTA JOYSTICK 

SI 




MOUSE 

SI 

SI 

SI 

SI 

DOS 5 ITALIANO 

SI 

SI 

51 

SI 

C0PR0CESS0RE MATEMATICO OPZ. 

SI 

SI 

SI 

SI 


COMPUTER SUPPLIES 


Da MEMOREX una linea di PC senza 
compromessi. Basati su processori 
386SX, 486SX e 486, tutti i modelli 
comprendono un monitor super VGA 
a colori od alto definizione da 14". 
Sono standard una serie di accessori 
e caratteristiche importanti, che ren- 
dono la scelta più completa e affida- 
bile per chi ha a cuore il proprio in- 
vestimento. Questo è un reale balzo 
in avanti. 

La linea JUMP è disponibile esclusi- 
vamente attraverso una rete sele- 
zionata di punti vendita specializza- 
ti. Da MEMOREX: 10.000 dipenden- 
ti, 2 miliardi di dollari il giro d'affa- 
ri, 34 società operanti in 27 Paesi, 
centri di ricerca in U.S.A., Europa, 
Giappone. 


MEMOREX 


MULTIMEDIA 


sviluppando direttamente dei titoli mul- 
timediali, oltre che collaborando allo svi- 
luppo di altri titoli, favorendo cosi l'avvio 
di questa industria. Le novità dì Micro- 
soft alla conferenza di Wiesbaden sono 
state principalmente tre - una riguarda 
Windows e l'estensione della famiglia 
di questo sistema ad una serie di dispo- 
sitivi digitali, alcune novità per il suono 
in Windows ed infine alcuni tool. 

In passato una delle nostre visioni del 
futuro dell’informatica prevedeva un 
computer su ogni scrivania; oggi accan- 
to a quella esiste l’idea di una serie di 
dispositivi digitali per ogni sistema nel- 
l'ufficio, a casa e su ogni personal com- 
puter. Infatti Microsoft riconosce an- 
ch'essa l'importanza di questa transizio- 
ne verso il digitale che ha già cambiato 
il modo in cui lavoriamo al computer. 
Abbiamo già visto riproduttori multime- 
diali, riproduttori che si servono della TV 
per la visione, ecc.; Windows a questo 
riguardo viene considerato come una 
possibilità di coerenza tra questi sistemi 
consumer ed i sistemi di PC. 

Poche settimane fa erano state an- 
nunciate una nuova famiglia modulare dì 
Windows; Windows per TV, annunciato 
insieme al riproduttore multimediale 
Tandy VIS. Modular Windows è pro- 
gettato per sistemi di divertimento mul- 
timediali basati su TV, ma anche per altri 
dispositivi digitali; si basa sulla tecnolo- 
gia Windows 3.1 e quindi raccoglie gli 
almeno 10000 sviluppatori della comu- 
nità Windows che dispone di numerosi 
tool di sviluppo. Sviluppato espressa- 
mente per dispositivi consumer. Modu- 
lar Windows permette ai costruttori di 
hardware di conservare un prezzo ragio- 
nevole, di essere contenuto e fatto gi- 
rare in una ROM da 1 Mb, lasciando circa 
1 Mb di RAM per l'applicazione, e di mi- 
gliorare la possibilità di utilizzo del so- 
ftware in questo ambiente, oltre natu- 
ralmente a supportare modi grafici NTSC 
o PAL e dispositivi di input quali tele- 
comandi ad infrarossi. Ne risulta una dif- 
fusione della tecnologia Windows anco- 
ra maggiore e che sfrutta il potenziale di 




sviluppo dei sistemi desk- 
top. L'utilizzo del sistema è 
concepito per salotto con 
una visione da diversi metri 
di distanza, la Shell è sem- 
plificata per un ambiente ad 
applicazione singola e l'inter- 
faccia utente è compieta- 
mente personalizzabile, ven- 
gono gestite schede ROM quali supporti 
software. 

Microsoft prevede di estendere l'uti- 
lizzazione di Modular Windows ad una 
serie dì dispositivi digitali, quali ricevitori 
via cavo, convertitori da satellite e di- 
spositivi per telefonia evoluta, oltre che 
riproduttori multimediali da TV. Nel 
prossimo anno verranno sviluppati alcu- 
ni progetti con società di media per svi- 
luppare una prima versione della tecno- 
logia necessaria per distribuire queste 
informazioni. In sostanza come per i si- 
stemi desktop, anche per gli apparecchi 
digitali è necessario secondo Microsoft 
uno standard, che esista una trasporta- 
bilità delle applicazioni e dell'esperienza 
di sviluppo. 

Windows Sound System e stato an- 
nunciato a settembre negli USA ed è 
già disponibile in Europa. Si tratta di 
un'estensione che aggiunge a Windows 
audio di alta qualità con funzioni facili da 
utilizzare, sviluppato per applicazioni 
professionali. Attraverso una scheda 
hardware è possibile campionare e ri- 
produrre a 16 bit dì definizione con fre- 
quenze di campionamento estese fino a 
quella del DAT. stereo, utilizza un nuovo 
chip sintetizzatore MIDI della Yamaha, 
con connessione cuffia e microfono. 
Quick Recorder è un piccolo sistema di 
annotazione vocale che permette di ag- 
giungere commenti verbali a documenti 
e può essere esteso a funzioni di mixer 
e editor. Proof Reader per 1-2-3 Win- 
dows e Excel! con il quale è possibile 
selezionare dei dati in una tabella ed 
ascoltarli letti da una voce umana di 
buona qualità. Infine è stata presentata 
la possibilità di riconoscimento vocale 
per i sistemi desktop, Voice Pilot, che 
permette di utilizzare comandi a voce, 
integrare macro vocali per controllare 
Windows e applicazioni sotto Windows. 


Apple Computer 

Alla conferenza, Apple ha presenta ro 
un nuovo drive per CD-ROM. il CD-300 
viene considerato da Apple II drive della 
seconda generazione per alcune sue ca- 
ratteristiche innovative: ha una velocità 
doppia rispetto ai drive comunemente 
disponibili e quindi un transfer rate di 
300 Kbyte/sec, oltre ad un buffer di 256 
Kbyte, circa 4 volte più grande degli al- 
tri, ed un tempo d'accesso di 295 ms. 
Tutto questo significa per l'utente un 
accesso alle informazioni piu veloce, vi- 
deo ed animazione di migliore qualità, e 
soprattutto uno strumento più avanzato 


Il nuovo CD-ROM Apple CD 300, 

per gli sviluppatori per realizzare titoli 
ancora più evoluti. Questo drive è an- 
che compatibile con il formato Kodak 
Photo CD multisessione ed il CD-ROM 
XA. Oltre a supportare il System 7 e 
QuickTime, il CD 300 può accedere an- 
che ad alcuni subcodici, quindi CD+G, 
CD+MIDI ed anche il CD audio posso- 
no essere trasferiti sul collegamento 
SCSI sul Mac. La velocità doppia può 
essere disabilitata per garantire la com- 
patibilità con titoli già disponibili oggi. 
Apple intende includere nella confezio- 
ne del drive anche 9 CD-ROM. tra sam- 
pler e titoli che varieranno da nazione a 
nazione, per un prezzo di 650 dollari in 
Europa a partire da dicembre. Esisterà 
anche una versione per montaggio in- 
terno ai Quadra. 


Media in Action 

Fabrizio Vagliasindi è stato uno dei 
pochi italiani ad essere invitato a questo 
evento per presentare un paio di inte- 
ressanti prodotti multimediali sviluppati 
dalla milanese Media In Action. Il Car- 
nivai of Animals è un titolo multime- 
diale educativo per bambini che permet- 
te loro di scoprire i diversi strumenti di 
un'orchestra attraverso esperienze di 
gioco. Associando a famiglie di ammali 
diverse famiglie di strumenti, secondo 
le linee del lavoro di Camille Saint- 
Saèns, i bambini possono acquisire una 
serie di informazioni sulle diverse sono- 
rità possibili. Un altro prodotto era inve- 
ce dedicato al mercato professionale 
del training; si tratta di un corso di for- 
mazione sviluppato per la catena di 
grandi magazzini Standa che utilizza le 
tecnologie multimediali per uniformare i 
corsi effettuati su tutto il territono e per- 
mettere esperienze dirette anche per- 
sonali con notevote risparmio di risorse. 



Il prodotto italiano The Carmval of Animals 


176 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



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compatìbile con i dischi Photo CD e lo 
stesso drive è oggi disponibile come 
componente esterno per gli altri Mac. In 
questo modo qualsiasi sistema Mac 
con System 7 e QuickTime trasforma 
automaticamente il formato Photo CD 
in Pict. Le immagini sui dischi sono ac- 
cessibili con una qualsiasi applicazione, 
quale Photoshop, e visualizzarla a diffe- 
renti risoluzioni, fino a quella di qualità 
fotografica da 3072 x 2048 punti da 18 
Mb, naturalmente senza bisogno di ca- 
ricare l'intera immagine, ma eventual- 
mente solo il particolare desiderato. È 
anche possibile creare cataloghi asse- 
gnando delle parole chiave alle singole 
immagini e ricercando quella desiderata 
attraverso un database su Mac. 

Esistono ormai diversi modelli dì let- 
tori di Photo CD da collegare al TV, dal 
design veramente innovativo; di questi 
alcuni modelli Kodak vengono prodotti 
da Philips. Sono state mostrate alcune 
applicazioni del formato Master di Pho- 
to CD, in pratica quello base, ma parti- 
colarmente dei formati derivati da que- 


sto. Pro Photo CD è adatto a negativi 
fino a 4 x 5" e può contenere immagini 
di risoluzione fino a 6144 x 4096, da 72 
Mb di dimensioni! Photo CD Portfolio è 
invece un formato che permette di col- 
legare ad 800 immagini anche del so- 
noro ad alta fedeltà, con una limitata in- 
terattività. Photo CD Catalqg invece ab- 
bina ad oltre 3000 immagini un softwa- 
re di ricerca veloce, il Kodak Browser. 
Infine Photo CD Medicai è gestibile solo 
da computer e può contenere immagini 
ottenute da dispositivi medici digitali 
quali TAC e simili, per una cartella com- 
pleta del paziente, senza perdita di de- 
finizione grafica. 


Philips 

Del portavoce e protagonista di molte 
delle operazioni Philips legate al CD-I, 
Gaston Bastiaens. o meglio della sua 
assenza si è parlato alla presentazione 
delle novità da parte della società olan- 
dese. Si parlava appunto di un passag- 
gio alla Apple Computer che però non 
pregiudicava affatto la strategia CD-I or- 
mai consolidata da tempo. Ad ottobre si 
è concluso il lancio europeo di questo 
formato multimediale consumer, con al- 
meno 35 titoli di qualità per ciascun 
paese, mentre negli USA il numero va 
per i 100. In passato su queste pagine 
abbiamo parlato molto di questo forma- 
to ed una prova dei lettori e dei titoli di- 
sponibili è già in cantiere. In quell'occa- 
sione parleremo anche delle novità che 


riguardano anche gli sviluppatori di titoli, 
dei nuovi tool di conversione video da 
QuickTime a CD-I, ecc. MC sarà parti- 
colarmente attento a questo tipo di ap- 
plicazioni. visto l'interesse elevato da 
parte dei lettori. 


Fast 

La tedesca Fast aveva due importanti 
novità: una linea di produzione e ripro- 
duzione DVI ed una scheda per trasfor- 
mare un PC o un Mac in uno studio vi- 
deo professionale. Video Machine è ap- 
pena entrata in distribuzione, dopo aver 
riscosso un notevole successo ancora 
da prototipo; si tratta di una soluzione 
hardware/software che permette di col- 
legare al personal tutte le periferiche vi- 
deo da controllare via software. Segnali 
SCV, Y/C e YUV possono essere pro- 
cessati negli standard PAL, SECAM, 
NTSC e l’output è disponibile per ora 
come SCV o Y/C in PAL e MTSC; in pri- 
mavera sarà disponibile un output a 
banda piena YUV. Il prezzo previsto per 
la soluzione è di 6000 DM. Presentata 
anche la scheda ed il software DVI per 
PC. disponibile anche sul portatile To- 
shiba T6400 che diventa cosi la stazione 
DVI più piccola. 


Kodak 


Il Photo CD è stato annunciato da 
Kodak diciotto mesi fa e si basa su 
alcune considerazioni: innanzitutto 
esistono 250 milioni di macchine fo- 
tografiche nel mondo che possono di- 
ventare dispositivi di input per sistemi 
di computer. Questo formato unisce tre 
diverse industrie: quella della fotografia, 
quella consumer e quella informatica. 
Nella prima Kodak è stata capace di riu- 
nire intorno a questo formato altre so- 
cietà quali Agfa, Polaroid e Fuji e nel- 
l'industia consumer il formato è compa- 
tibile con altri lettori quali i CD-I. Ma una 
parte importante è occupata dall'indu- 
stria informatica, nella quale in partico- 
lare Apple ha appoggiato in diversi modi 
questo formato. Non solo il formato è 
stato reso compatibile con QuickTime, 
ma nel nuovo Performa 600 CD è stato 
incorporato un drive CD a multisessione 


Euro-CD 


Questa società con sede a Parigi si 
candida per essere il distributore dei 
CD-ROM e supporti multimediali nei va- 
ri paesi europei. Con una esperienza sui 
CD-ROM tradizionali quando un vero 
mercato per questo prodotto ancora 
non esisteva, oggi supporta appieno la 
distribuzione del principale formato di 
editoria elettornica odierno, il CD-ROM 
appunto. I primi settori al quali questa 
tecnologia si era inizialmente rivolta era- 
no quelli del Publishìng e del Micro 
Computer; la società francese si è quin- 
di proposta di favorire la fusione di que- 
ste due attività organizzando un effi- 
ciente network di distribuzione attraver- 
so compartecipazioni con editori, riven- 
ditori e produttori. Il catalogo quest’an- 
780 titoli differenti. H3 



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Siggraph '92 Chicago 


di Gerardo Greco 


A ppuntamento immancabile per i profes- 
sionisti e gli appassionati di immagine e 
delie tecnologie connesse, il Siggraph '92 si 
è svolto quest'anno nella interessante e mul- 
ticolore Chicago, un panorama che fonde 
culture e storie diverse benché tradizional- 
mente no/damencane. Abbandonato il deser- 
to del Nevada ed il curioso mondo di Las 
Vegas, quest'anno gli organizzatori 
hanno dovuto affrontare ben altro 
che non la semplice mancanza delle 
luci colorale dei casino che avevano 
fatto da contorno lo scorso 
alla conferenza. Un rinnovato 
di responsabili organizzativi ha do- 
vuto vedersela con un'ombra mi- 
nacciosa che da diversi mesi aleg- 
gia da queste parti, una recessione, 
inevitabile secondo alcuni, conse- 
guenza della polìtica sociale ed eco- 
nomica dell'ultimo decennio secon- 
do altri li risultato è stato un evento 
di incredibile valore, come ogni an- 
no del resto, ma con meno attrazio- 
ni colorate per * semplici curiosi. 

Gli eventi erano in buona pane 
quelli classici, corsi, seminari, espo- 
sizione. l'Elecronic Thearre e i'Art 
Show , a questi si sono aggiunti 
quest'anno Showcase, G-tech e 


SIGKids In Showcase scienziati ed ingegneri 
informatici hanno dimostrato tecniche di vi- 
sualizzazione in un ambiente fatto di sistemi 
di elevatissima potenza, E quasi per contra- 
stare questo ambiente cosi sofisticato in G- 
tech si sono riuniti studenti e ricercatori per 
dimostrare lavori effettuati su macchine 
desktop. In SIGKids. infine, è stato offerto un 


laboratorio di tecnologìa grafica ad un pubbli- 
co dì Studènti della scuòia media per osser- 
vare le possibilità offerte dall'alta tecnologia 
nell’educazione : sinceramente faceva un cer- 
to effetto osservare precoci dodicenni alte 
prese con sistemi da decine di milioni. Con 
questo comvùlgimento collettivo di organiz- 
zatori. speaker e pubblico il Siggraph conti- 
nua dì anno in anno a tenere giova- 
ne l'industria della computer gra- 
phics. 

Una caratteristica particolare di 
quest'anno è stata la vastità deila 
collaborazione coinvolta per la rea- 
lizzazione dei van eventi, al punto 
da dichiarare una spesa di 6 milioni 
di dollari per un risultato che. senza 
impegno collaborativo, sarebbe co- 
stato secondo gli organizzatori al- 
meno un centinaio di milioni di dol- 
lari. il costo di Terminator 2 Si paria 
questo caso di collaborazione da 
parte delle aziende, il governo con 
l'equivalente dei ministeri compe- 
tenti e le università, ma forse vanno 
ringraziati i numerosissimi studenti 
volontari che si sono offerti come 
mano d'opera per il piacere di lavo- 
rare per una settimana a fianco dei 
leader della computer graphics. 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



SIGGRAPH '92 CHICAGO 



Showcase. Il leiaedro di Sierpinski, nel Fractai 
Exploratonum del laboratorio di visualizzatone elei- 
ironica dell'Università dell 'Illinois di Chicago 


Showcase Modellazione realistica delle strutture 
del cervello con relative interazioni dell'Università 
dell'llllnois di Chicago 


Showcase. Applicazione di Analisi Iperspettrale del- 
l’Immagine <HSI > del Laboratorio Nazionale di Ar- 


Showcase 

L'angolo del culturismo della computer 
graphics era costituito da una serie dì posta- 
zioni ad illustrazione del top della ricerca e 
delle applicazioni della visualizzazione; circa 
una dozzina di progetti che creavano tutti 
insieme una specie di esperienza di laborato- 
rio avanzatissimo, raccolti sotto la stessa 
tenda all'Interno del McCormick Place, loca- 
zione principale del Siggraph '92. A ridosso 
dell'esposizione commerciale offriva stazioni 
di lavoro collegate in rete internamente attra- 
verso FDDI e HIPPI ed esternamente attra- 
verso una linea T3 al NSFNET che collega 



Showcase. Neuroni alletti da morbo di Alzheimer 
nella corteccia cerebrale del cervello umano Uni- 
versità della Calrlomia di San Diego 


tutta una serie di centri dotati di supercom- 
puter sparsi in vari stati. Metacompunng, 
ovvero la visualizzazione in ambienti in rete 
era chiaramente il tema dominante, con addi- 
rittura la possibilità di lasciar manovrare in 
tempo reale al pubblico un microscopio elet- 
tronico situato in California. Accanto alle po- 
stazioni era anche installato un ambiente 
chiuso denominato Cave, la cava, nel quale 
era possibile sperimentare in gruppi un tea- 
tro tridimensionale di un certo effetto con 
proiezione su tre pareti e sul pavimento; uno 
degli spettatori, a turno, controllava la pro- 
spettiva che quindi seguiva e si adattava a 
tutti i suoi movimenti. 


L’esposizione 

Oltre 200 società esponeva- 
no i loro prodotti dedicati alia 
grafica computerizzata, ma 
non solo. 

Postproduzione video e ci- 
nematografica, Multimedia, ef- 
fetti speciali, supercomputer, 
visualizzazione scientifica e, 
come al solito, una selezione 
dei migliori spot commerciali e 
cortometraggi ad illustrare le 
potenzialità dei tanti program- 
mi di animazione 2 e 3D. 



Silicon Graphics 

Praticamente protagonisti dell'intero Sig- 
graph, l'Indigo era la macchina più diffusa nei 
vari stand di tutta la fiera, Silicon Graphics, o 
SGI, aveva realizzato la postazione più accat- 
tivante e (dimostrava la propria tecnologia con 
una serie di applicazioni per intrattenere il 
pubblico con computazione molto intensiva. 
Alcune di queste postazioni si basavano sul 
nuovo RealityEngine, un sottosìstema nato 
espressamente per Realtà Virtuale in tempo 
reale e, a quanto pare, il più veloce oggi 
esistente, certamente impressionante. Vole- 
te provare a confrontarlo con il vostro siste- 
ma? Ecco per cominciare: oltre 600.000 


triangoli con texture e anti-aliasing al secon- 
do, 320 milioni di pixel al secondo, 1600 x 
1200 punti dì risoluzione su un monitor da 
21 ", precisione di colore da 12 bit per com- 
ponente e uscita HDTV. Tra alcune delle 
postazioni utilizzanti questo sistema, una de- 
dicata ad ingegneri civili ed architetti per 
visitare l’interno di una costruzione, già arre- 
data prima ancora di essere costruita, un 
sistema di viaggio alla guida di un joystick, un 
simulatore di sottomarino con riproduzione 
del sottofondo marino popolato ed un vero 
gioco da sala giochi con tanto di astronave e 
cabina di comando per due persone. Durante 
la scorsa estate la famiglia delle potenti 
workstation IRIS Indigo della Silicon Gra- 



phics. utilizzanti fino ad oggi processori RISC 
della famiglia R3QOO da 33 MHz, è stata 
affiancata da una nuova linea basata questa 
volta sul nuovo processore R4000 da 50 
MHz. Si tratta di cinque diverse configurazio- 
ni differenziate prevalentemente per le ri- 
spettive prestazioni grafiche, disponibili an- 
che sulla serie precedente, indicate come 


MCmicrocomputer n, 123 -novembre 1992 


181 






SIGGRAPH '92 CHICAGO 



Entry, Server, XS, XS 24 e la potentissima 
Elan. L'utilizzo del nuovo processore 
R4000SC, il più veloce degli R4000 prodotti 
da Mips, società acquisita recentemente da 
SGI. permette un aumento di velocità di 
calcolo di circa il 300% rispetto alla serie 
precedente, grazie a un clock da 50 MHz ed 
il supporto integrato per 1 Mb di memoria 
cache secondaria, di grande importanza per 
le operazioni grafiche ad alta velocità a cui 
queste macchine sono destinate. Al proprio 
interno il processore utilizza un'architettura 


superpipeline con la quale per ogni ciclo di 
clock possono essere eseguite fino a due 
istruzioni, con un risultato effettivo paragona- 
bile ad un clock da 100 MHz. Come del resto 
anche per le altre macchine SGI, esiste com- 
patibilità totale con il software delle Indigo 
R3Q0O, senza quindi necessità di ricompilare 
il software realizzato. I prezzi della linea IRIS 
Indigo R4000 verranno annunciati allo 
SMAU; Si prevede comunque una interes- 
sante riduzione dei prezzi della preesistente 
serie R3Q0Q oltre che delle espansioni di 
memoria. In quanto macchine nate per il 
Multimedia o, secondo la terminologia Sili- 
con. per il Digital Media, saranno oggetto 
prossimamente di un articolo nell'ambito del- 
ia rubrica Multimedia. 



XAOS 

La giovane ed interessante società di San 
Francisco continua a crescere. Separata in 
due divisioni XAOS Ine. e XAOS Tools, la 
prima, attivissima nel mercato dell'animazio- 
ne professionale per il cinema e la televisio- 
ne, i begli effetti del tanto discusso film The 
Lawnmower Man. ispirato al romanzo di 
Stephen King, sono stati realizzati appunto 
da XAOS. oltre ad alcuni di quelli dell'ultimo 
Batman e dell'ultimo film di Walt Disney. 
L'esperienza ed il prestigio di queste produ- 


zioni non può far altro che favorire l'attività 
dell'altra divisione, quella che produce soft- 
ware per la grafica e l'animazione e che 
oggi viene distribuita in tutto il mondo da 
Softimage. Quest'anno la novità era costitui- 
ta da Pandemonium. il risultato dello sforzo 
teso a rendere accessibile al pubblico buona 
parte delle complesse risorse interne al 
gruppo dedicato all'animazione. Si tratta di 
tre parti distinte che girano sulle macchine 
Silicon Graphics: Improe che costituisce il 
cuore del programma e comprende una rac- 
colta di routine grafiche, effetti, alterazioni di 


colore, ecc. Queste routine vengono gestite 
attraverso uno script, Threads, che permette 
di collegare i vari elementi in un insieme 
che risulta più grande dei singoli componen- 
ti; in questo modo è anche possibile creare 
effetti nuovi combinando originalmente le 
routine presenti in Improe. 

L'ultima parte è OOTS, il sistema di inter- 
faccia utente orientato ad oggetti che viene 
utilizzato per accedere più direttamente ai 
vari effetti e funzioni grafiche disponibili, 
senza entrare nelle infinite opzioni di 
Threads. 


StrayLight 

Basato su PC. PhotoVR è un programma 
che unisce, secondo i produttori, le tecnolo- 
gie del Multimedia con quelle della Realtà 
Virtuale. Caratteristica delle prime versioni di 
questo programma era l'animazione m tem- 
po reale fino a 1 0 fotogrammi al secondo con 
libertà di interazione nell'animazione e spo- 
stamento di prospettiva con ambienti 3D 
contenenti fino a 100.000 poligoni completi 
di attributi di superfìcie. Oggi la versione 1.4 
del programma estende queste caratteristi- 
che al full screen, audio stereo ad alta qualità 
e riproduzione in tempo reale di animazione 
computerizzata che può essere inserita essa 
stessa in rappresentazioni di ambienti vir- 
tuali. 



Ambienti virtuali multi- 
mediali con PhotoVR 
per PC, 


182 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



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«Action Wamof porte in un mondo reale a 30 un 
personaggio di un vrdeogioco con Alias che permet- 
te di ricreare « fattezze anatomiche che sembrano 
fatte di tante pietre dentro ad una calzai • 

Alias 

Pionieri dell'animazione su workstation di 
elevata potenza, anche Alias scopre sempre 


più un nuovo mercato, quello costituito dai 
piccoli sistemi che oggi rimangono tali solo in 
quanto a dimensioni, ma non certo per pre- 
stazioni. Oggi è strutturata in due entità: 
Alias Style* fornisce ai disegnatori strumenti 
sofisticati di grafica a 3D ad un prezzo intor- 
no ai mille dollari, Alias invece continua se- 
condo la sfida iniziale di offrire elaborazione 
video senza compromessi, quali quelli ai qua- 
li abbiamo assistito in «La bella e la bestia» e 
«Terminator 2>*. 

Animator. il pacchetto pnncipale di questa 
società canadese ha subito una drastica ridu- 
zione di prezzo, passando oggi a circa un 
terzo del prezzo iniziale, con la possibilità per 
i disegnatori di acquistare quindi una soluzio- 


ne completa per animazione comprendente 
hardware IRIS Indigo e software Animator al 
precedente prezzo del solo software. Questa 
applicazione si è rivelata particolarmente in- 
teressante per chi realizza grafica 3D in am- 
biente PC o Macintosh e necessita della 
maggiore potenza di una Indigo, dal momen- 
to che Alias si integra in questi ambienti con 
diverse possibilità input di dati 3D e output 
anche in formato QuickTime per presentazio- 
ni multimediali. In pratica gli stessi rivenditon 
di Alias Sketch! per Macintosh hanno nscon- 
trato un notevole interesse per il sistema 
Indigo/Animator come server multimediale di 
potenza elevata. Altri formati video disponibili 
sono: digitale, analogico, PAL e 4:2:2, 




La bella rappresentazione animata dell'interno di un palazzotto realizzata con Oplimage Creative Environ- 


Softimage 

Presentata la versione 2 6 del Creative 
Envlronment di Softimage, una soluzione glo- 
bale per l'animazione computerizzata a 3D 
che tra breve supporterà anche la scheda 
grafica Elan per macchine SGI della serie 
IRIS. Tra le nuove prestazioni ricordiamo la 
tecnica di elaborazione Character Keyframe 
che permette ad animatori tradizionali di ritro- 
vare un ambiente e gli strumenti familiari in 
un sistema computerizzato. Il Channelling 
permette invece di utilizzare un dispositivo 
esterno quale un data grove per creare ani- 
mazioni realistiche in tempo reale, accorcian- 
do cosi grandemente i tempi di realizzazione 
di lungometraggi a personaggi e permetten- 
do una serie di applicazioni per la Realtà 
Virtuale. Nuova anche la politica di collabora- 
zione con gli utenti che permette a questi 
ultimi di accedere al funzionamento dei mo- 
duli Model e Molion per sviluppare e com- 
mercializzare « propri effetti per includerli 
nell'ambiente accanto agli altri già presenti A 
quanto pare la stessa Industriai Light & Ma- 
gic ha acquistato il Creative Environment 
perché l'integrazione dei van moduli è parti- 
colarmente ottimizzata. 



Animazione «4D« per 
Creative Environmenl. 


TDI 

Thomson Digital Image presentava a que- 
sta edizione del Siggraph la versione 3.0 del 
suo pacchetto Explore, per macchine Silicon 
Graphics, e TDImage per il RISC System/ 
6000 di IBM. i pacchetti di animazione a 3D e 
di visualizzazione professionale. Tra le novità 
apportate ricordiamo l'esclusivo Interactive 
Pbotorealistic Rendering che permette all'u- 
tente di effettuare modifiche nel rendering e 
valutarle istantaneamente, nuove possibilità 
di animazione, con editor di scheletro e tra- 
sformazione gerarchica per creare animazioni 
ancora piu realistiche, uno strumento per 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 



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elenco pubblicato in questo numero della Rivista ). 


Modulo d'Ordine 

Nome 


DHI-Card 


EH Ho già la DHI-Card N° 

EH Richiedo con il presente ordine la mia DHI-Card 


Indirizzo 

CAP 


_Cognome _ 


Città 


. Tel/Fax _ 



HYUNDAI 
NoteBook 
Super 386s 
HD 40 Mb 
DOS 5.01 
Windows 3.01 
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20Mhz 2Mb-RAM 

HD 40 Mb 

Mon.14" VGAColor 

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Windows 3.01 

HYUNDAI 
Super 386 DL 

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HD 80 Mb 

Mon.14" VGAColor 

DOS 5.01 
Windows 3.01 

SYTEK P-D 433 

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Pagamento: EH Anticipato EH Contrassegno 

EH Ass. Ciré. re Banca: 

N° 


Vettore: EH A Scelta_ 


EH Executive EH Bartolini 


Imponibile 

+2% Contrass. 
+2% Trasporto 

IVA 19% 

TOTALE 

Firme 






SIGGRAPH '92 CHICAGO 


«mappare» più semplicemente immagini a 
2D su oggetti a 3D, un modeter intuitivo per 
superici e poligoni. Interessante era la noti- 
zia della accresciuta collaborazione con IBM 
Francia, con un investimento di circa due 
miliardi di lire in ricerca eff ettuata da TDI che, 
lo ricordiamo, è una consociata di Thomson e 
IBM. 


Un fotogramma da Perguin Blues bella rappresen- 
tazione animata dell'interno di un palazzotto rea- 
lizzata con Optimage Creative Environment 



Fotogramma da un'animazione per dimostrare te 
sofisticate possibilità di simulare materiali ed effetti 
di luce riflessi da metallo o ritratti attraverso vetro , 




Computer Design 

Leader nel mercato del software per design 
industriale computerizzato. Computer Design 
presentava DesignConcept, il software utiliz- 
zato prevalentemente nell'industria automobi- 
listica, aerospaziale, dell'abbigliamento e tes- 
sile in generale perSiliconGraphicsIRISe IBM 
RISC Power/6000. La versione U4ia è una so- 
luzione evolutissima per il disegno ad alta riso- 
luzione e la separazione dei colori nella rea- 
lizzazione dì tessuti stampati e a maglia. In 
questo modo è possibile ottenere, dalla digita- 
lizzazione di un tessuto esistente o da uno ori- 
ginale. una stampa immediata ad alta risoluzio- 
ne dell'Immagine dell'abito indossato nei colo- 


ri e tessuti desiderati, con il rispetto delle for- 
me e prospettive tridimensionali, ottenendo 
cosi un test realistico su un modello esistente. 


IBM 

La IBM mostrava numerosi nuovi sistemi e 
software grafici per il proprio RISC System/ 
6000, ma anche per altri sistemi. In particola- 
re il Data Explorer è adesso disponibile an- 
che per Hewlett Packard e Silicon Graphics, 
in uno sforzo teso ad aprire i propri sistemi 
verso altre architetture Un nuovo modello 
del Power Visualizacion System, il server PVS 
Model 4 offre maggiore memoria e possibili- 
tà di multiutenza, oltre a supportare para Ilei 
processing, comunicazione ad alta velocità e 
display per TV ad Alta Definizione. Il Power 
GT4 e GT4x sono nuove schede grafiche con 
prestazioni specifiche per applicazioni quali il 
disegno architettonico, il design industriale e 
l'ingegneria elettrica e meccanica. Con la 
collaborazione dei Boss Film Studios è stata 
fatta una presentazione dedicata ai super- 
computer per visualizzazione per ia prima 
volta utilizzati in produzione di film compute- 
rizzati. con effetti speciali ottenuti con il PVS. 

Ithaca Software 

HOOPS A.I.R. è il nuovo modulo per ren- 
dering interattivo avanzato per il Sistema di 
Sviluppo Grafico di Ithaca che aggiunge alla 
versione base funzioni di radiosity e ray tra- 
cing. separati e combinati. Si basa sulla tec- 
nologia ARTCore di HP e fa avanzare ulterior- 
mente questa applicazione, prima nel suo 
genere a supportare insieme le piattaforme X 
Windows. DOS. Macintosh e OS/2, pratica- 
mente buona parte delle workstation e dei 
personal computer. 


Division Ine. 

Novità per la britannica Division, una delle 
più attive società nella fornitura di sistemi 
completi per Realtà Virtuale, che ha formato 
una consociata statunitense dallo stesso no- 
me insieme a Crystal Rìver, uno dei principali 
fornitori dì sistemi audio tridimensionali e Fake 
Space Labs, unico produttore di sistemi di 


visualizzazione ad alta risoluzione a colori per 
Realtà Virtuale. In questo modo la neonata 
società si candida per la realizzazione della 
prossima generazione di interfacce utente per 
la comunità di ricercatori in ambienti simulati. 
Un'altra importante novità era costituita dal- 
l'accordo con Autodesk per l'accelerazione 
della ricerca di uno standard per interfaccia per 
Realtà Virtuale indipendente da piattaforma e 
periferiche utilizzate. 



186 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




FLOPPERIA 1 

Viale Monte Nero, 15 
20135 Milano 
Tel. (02) 55.18.04.84 r.a. 
Fax (02) 55.18.81.05 
MM3 Medaglie D'Oro 


iiaJQinraWranracEl 


FLOPPERIA 2 

P.zza S. Maria Beltrade. 1 
(angolo Via Torino) 
20123 Milano 
Tel. (02) 72.00.18.10 
Sri. MM1-MM3 Duomo 


Negozi aperti al pubblico dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30. Vendita anche per corrispondenza. 


Personal Computer EuroSys 


Nuove fantastiche offerte! 




I Personal Compuler EuroSys sono CONFIGURABILI SU 
MISURA, ovvero In base alle vostre preferenze, e sono coperti da 
una garanzìa totale per 12 mesi. Scegliete VOI II tipo di monitor 
che desiderate, a colori o monocromatico, la scheda grafica che 
preterite, la capacità dell'hard disk (tutti velocissimi, tempo 
d'accesso interiore a 18 ms e trasferimento dati superiore ai 700 
KB/sec.), la quantità di memoria Ram, e cosi via. 

P er mostrarvi i tavolosi prezzi dei nostri computer EuroSys. tra 
le numerose configurazioni disponibili abbiamo scelto alcuni 
modelli particolarmente Interessanti perché offerti a prezzi 
eccezionali I modelli sotto riportati possiedono le seguenti 
caratteristiche, cabinet desktop baby-size: 1 MB Ram espandibile 
su piastra lino a 16MB (o 32MB per l 486). alimentatore 
switchlng 200W; 1 disk drive 3"1/2 da 1 ,44MB: ShadowRam per 
velocizzare Blos e grafica; Hard Disk 40MB IDE AT-bus; controller 
IDE AT-bus per 2 FD più 2 HD; scheda video VGA con risoluzione massima 
800*600 punti: tastiera italiana 102 tasti oppure USA 101 tasti: mouse cenale con 
3 tasti. MS-DOS 6-0 In italiano: scheda multi I/O con 2 porte seriali, t parta 
parallela. 1 interfaccia game: monitor Super VGA 14' mono • oppure (NOVITÀ) 
cavo VGA-Scart 


386 SX EuroSys 26 MHz LandMark 31 MHz 1.340.000 

386- OX EuroSys 33 MHz cache 64K Landmatk 56 MHz 1 .550.000 

486- SX EuroSys 25 MHz cache 64K Landmark 96 MHz 1 .630.000 

486 DX EuroSys 33 MHz cache 128K Landmark 151 MHz 2.320.000 

486- DX EuroSys 50 MHz eache 256K Landmark 229 MHz 2.770.000 

486- DX2 EuroSys 33/66 MHz cache 256K Landmark 300 MHz 3.090.000 

486- DX2 EuroSys 33/66 MHz cache 256K EISA Landmark 360 MHz 4.330.000 


Parti per configurazioni su misura 


Differenze di prezzo per configurazioni su misura diverse dal modello base: 

• per 8 M8 Ram (solo 386 e 486) 370.000 

• per hard disk 85 MB Western Digital 15 ms. 160.000 

• per hard disk 125 MB Western Digital 15 ms. 320.000 

• per hard d isk 21 0 MB Western Di gital 15 ms. 630.000 

• per controller IDE High Speed con cache 2 MB Ram (0,5ms.) 350.000 

• per monitor colori 14° 1 024*768 320.000 

• per monitor colori 14" 1024*768 low Radialion 560.000 

• per monitor colori ir 1280x1024 Low Radialion 1.390.000 

• per monitor colori 20" 1280x1024 Low Radialion 1.860.000 

• per scheda VGATrueColor da 16 milioni di colori 270.000 

Prezzo aggiuntivo per l'acquisto di parli spechi che. 



SupraFaxModem Plus 

SupraFaxModem Plus con software lai per Windows 

Modem esterno 300/1 200/2400 Baud per lutti i compuler con seriale RS-232 
Supporta correzione d'errore MNP-? -IO e V42. compressione dall MNP-5 e 
V42bis pei trasmissioni lino a 9600 Baud (se collegato ad un altro modem 
V42bis) Trasmissione e ricezione lux standard G3. V27tor e V29 a 
2400/4800/9000 Baud 

SupraFaxModem V32his 730.000 

SupraFaxModem V32bis con software lax per Windows 790.000 

Modem esterno 300^1 200/2400/4800^600/1 2000714400 Baud per tutti l 
compuler con sanale RS-232 Supporta correzione d'ezrore MNP-2-3-4-10 e 
V42; compressione dati MNP-S e V42bés per trasmissioni lino a 57600 Baud 

standard G3, VI 7. V27ler o V29a 24W4800/9600/14400 Baud 

Scheda SoundBlaster Pro Base 310.000 

Scheda SoundBlaster Pro MIDI 390.000 

Scheda VldeoBlester 680.000 

SoundBlaster MulliMedla Kit 990.000 

Comprende: scrteda SoundBlaster Pro, lettore intorno di CD-ROM e CD-Audlo 
standard ISO. Pen 6 CO e Microsoft Works per Windows. 

Cavo VGA-Scart 145.000 

Per conegare un PC con VGA ad un televisore a colon con ptesa Scart 
Cavo VGA-Pal 270.000 

Interfaccia per collegato un PC con VGA ad una unità videa Pai video- 
composita o S-VHS. 

Scheda ThunderBoard 218.000 

SuperVGA NCR Windows Acceleralor 279.000 

Scheda video con 2 MB Ram. chip NCR 77C22E, RamOac Sierra • Risolu- 
zioni disponibili 1260x1024 con 256 colori. 1024x768 con 32.000 colori; 

800x600 con 65.000 colori 


da collegare alla parallela di un PC AF Donatile 


Tutti i prezzi sono comprensivi di I.V.A. 










SIGGRAPH '92 CHICAGO 


Electronic Theatre 

Anche quest'anno nell'Electromc Theatre 
viene presentata una selezione dei film e video 
generati al computer più innovativi e tecnica- 
mente creativi. In pratica questo evento ha 
assunto il ruolo di stimolare l'interesse ed 
educare il pubblico all'evoluzione della compu- 
ter graphics in tutte le sue forme emergenti. Il 
meglio del meglio, secondo molti degli spetta- 
tori, tanto nell'industria scientifica che nell’ar- 
te. educazione e divertimento. 



» Danza negli slip», della Animai Logic su Silicon 
Graphics e Eddie di Discrepi Logic 



"Toccala e fuga", di Little Big One, Guionne Leroy 
e La Chambre su Silicon Graphics e I Toon3l 
Mikerinos SoltOriginal creato da Stephane Simal a 
Little Big One 




Queste immagini dimostrano il potenziale del sistema intermedio elettronico ad alta risoluzione Kodak 


Kodak 

Eastman Kodak ha mostrato al Siggraph il 
prototipo di Cineon, il suo nuovo sistema per 
la cinematografia digitale Viene presentato 
come il ponte tra la cinematografia tradizio- 
nale e gli enormi progressi ottenuti nella 
tecnologia video digitale. Il sistema può es- 
sere utilizzato per digitalizzare film a 35mm 
per manipolazione e composizione dell'im- 
magine senza comprometterne la qualità, 


Art Show 

Appuntamento ideale con la convergenza 
tra arte e tecnologia, questo spazio espositi- 
vo dimostrava l'incredibile livello di espres- 
sione artistica raggiunta da molti personaggi 



Dettaglio di » Headlands Mnemonic Notations», di 
Phillip Gerge con Vista Tips 


con memoria di oltre 40 Mb per ciascun 
fotogramma. Consiste di 4 componenti uno 
scanner per pellicola con sensore CCD pro- 
prietario, un sistema hardware/software di 
editing digitale, un sistema di immagazzina- 
mento di dati ad alta velocità ed una Stam- 
pante a laser gassoso progettato per ottimiz- 
zare il passaggio immagine digitale-pellicola, 
il tutto con sistemi di periferiche standard ed 
un software ad architettura aperta, 


noti nel mondo dell'arte, al di là di semplici 
virtuosismi tecnologici Da oltre 1500 opere 
sottoposte alla commissione, 90 sono state 
selezionate secondo il criterio dell’utilizzo 
delle qualità peculiari della tecnologia infor- 
matica per espnmere il contenuto del lavoro. 
Buona parte di questi lavon veniva definita 
come «transazionale», o, se volete, interatti- 
va; quindi non piu sotto il completo controllo 
del solo artista, dal momento che molti di 
questi stanno perdendo interesse per l'im- 
magine statica. 







A ^ 
•- % 



| m 


"Mutazione X». di William Lathan e Stephen Todd 
su IBM 3090 con WINSOM e ESME 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




FLOPPERIA 1 

Viale Monte Nero. 15 
20135 Milano 
Tel. (02) 55.1 8.04.84 r.a. 
Fax (02) 55.1 8.81 .05 
MM3 Medaglie D'Oro 



FLOPPERIA 2 

P.zza S. Maria Beltrade, 1 
(angolo Via Torino) 
20123 Milano 
Tel. (02) 72.00.18.10 
S-f.L MM1-MM3 Duomo 


Negozi aperti al pubblico dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30. Vendita anche per corrispondenza. 


SUPEROFFERTE AMIGA 



COMPUTER COMMODORE 

Amiga 600 

Amiga 600 con hard disk 30 MB 
Amiga 2000 

Amiga 2000 con HD Supra 120 MB SCSI 

530.000 

890.000 

999.000 
1.890.000 

Amiga 3000 25 MHz con HD 50 MB 
Amiga 3000 25 MHz con HD 100 MB 

i computer dispongano di 2MB Chip più 4MB Fast. 

2.990.000 

3.390.000 

Amiga 3000 Tower 25 MHz con HD 100 MB 
Amiga 3000 Tower 25 MHz con HD 200 MB 

1 computer dispongono di 2M8 Chip più 4MB Fast. 

3.890.000 

4.890.000 

Commodore CDTV Computer System 

In omaggio l'Enciclopedia Groelier. 

1.199.000 


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Coprocessore matematico 68882 25 MHz per VXL 

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Lire 560.000 



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SupraModem 2400 • Esterno 1 90.000 

Modem 300/1200/2400 Baud per tutti i computer con seriale RS-232. 



RS-232. Supporta 
dati MNP-5 e V42bis per t 
un altro modem V42bis). Trasmissione e ricezione fax standard G3. 
V27ter e V29 a 2400/4800/9600 Baud. 

SupraFaxModem V32bis 730.000 

SupraFaxModem V32bis + software fax per Windows 790.000 
SupraFaxModem V32bis + software fax per Amiga 840.000 
SupraFaxModem V32bis + software fax per Mac 840.000 

Modem esterno 300/1200/2400/4800/9600/12000/14400 Baud per tutti i 
computer con seriale RS-232. Supporta correzione d'errore standard 
MNP-2-3-4-10 e V42; compressione dati MNP-5 e V42bis per tra- 
smissioni fino ad un massimo di 67600 Baud (se collegato ad un altro 
modem V42bis). Trasmissione e ricezione fax standard G3. VI 7. V27ter 
e V29 a 2400/4800/9600/14400 Baud. 


Supra 500XP con HD 40 MB SCSI 
Supra 5Q0XP con HD 120 MB SCSI 
Supra 500XP con HD 210 MB SCSI 


870.000 

1.210.000 

1.690.000 


Supra WordSync con HO SCSI 52 MB 780.000 

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monitor di qualsiasi Amiga, connettore passante. Comprende 1.5 MB 
RAM. processore custom VLSI a 28MHz per il controllo real-time dei 24 
bitplane, sprites virtuali a 24 bit, 1 6.777.216 colon per pixel. Compatibile 
con qualsiasi Geniock od Encoder esterno. Comprende un fantastico 
programma di disegno a 24 bitplane in tempo reale. Permette un 
dual-playfield a 48 bitplane (24 bit per lo schermo e 24 per l'overlay). 


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Cittadini & Computer 


Sistemi informatici e problemi dei cittadini 



Fuggire da Incivilia 


La Conferenza sugli standard informatici per la Pubblica Amministrazione 
è stata t< agganciata» allo SMAU, che a sua volta ha partorito «Civilia». 

sull'informatizzazione delle Amministrazioni locali. 

E ha dedicato uno spazio particolare al settore PA, con risultati forse 
inferiori alle aspettative 


di Manlio Cammarata 


L a Pubblica Amministra2ione come 
settore del mercato non è una 
novità per le grandi aziende del- 
l'informatica. Negli ultimi anni, come 
abbiamo visto molte volte in «Cittadini 
& Computer», si è verificato un aumen- 
to di interesse generale verso i proble- 
mi deH’informatizzazione delle strutture 
pubbliche: da argomento riservato agli 
uomini di marketing, il problema investe 
un numero crescente di addetti alla PA, 
centrale e locale, e forse incomincia a 
essere percepito anche dai cittadini. E 
SMAU, da sempre attento osservatore 
delle vicende deH'information technolo- 
gy in Italia, ha preso atto di questa 


situazione, conferendo al settore un'at- 
tenzione più alta rispetto alle passate 
edizioni, 

Prima di tutto la seconda Conferenza 
sugli Standard Informatici della Pubblica 
Amministrazione. La prima si era svolta 
a Roma, centro ideale di ogni discorso 
in materia, la seconda si è invece tenuta 
a Milano. A prima vista poteva sembra- 
re un errore, un cedere il passo all'offer- 
ta, che al Nord ha i suoi capisaldi com- 
merciali, proprio quando si era osserva- 
to che nella prima edizione i produttori 
avevano preso il sopravvento sugli «ac- 
quirenti». Ma l’esperienza è servita, Il 
Sole 24 Ore e II Gruppo Editoriale Jack- 


son hanno fatto un buon lavoro, insie- 
me a SMAU, e il risultato generale è 
stato decisamente migliore di quello 
registrato un anno fa. Le moderne strut- 
ture dì Milanofiori hanno accolto con 
efficienza la macchina del convegno, 
ridotto nella durata. Il numero dei parte- 
cipanti è aumentato. Va sottolineato 
che quest'anno la maggior parte degli 
intervenuti apparteneva proprio alla 
Pubblica Amministrazione, sia centrale, 
sia locale, e questo era proprio il risulta- 
to che si voleva raggiungere. L'obiettivo 
del Dipartimento della Funzione Pubbli- 
ca, promotore dell'inziativa, era ottene- 
re il maggior numero possibile di testi- 
monianze sulle iniziative realizzate, in- 
formare e convincere i tanti che sono 
ancora legati alla vecchia visione della 
PA. Obiettivo raggiunto, almeno in 
parte. 

Anche l'idea di far svolgere la Confe- 
renza nei due giorni precedenti l'apertu- 
ra di SMAU si è rivelata buona. Minori 
spese per gli espositori, molti dei quali 
in questi tempi di crisi vedono assotti- 
gliarsi gli utili, la costruzione di una 
specie di ponte tra il mondo della PA e il 
mercato generico, e soprattutto la con- 
ferma del ruolo di primo piano che la 
manifestazione milanese riveste nel 
mercato dell'Informatica in Italia. 

Il Ministro è impegnato 

La trovata di far coincidere la seduta 
conclusiva della Conferenza con l'i- 
naugurazione del salone è da conside- 
rarsi quantomai opportuna, Una cerimo- 
nia in meno non è cosa da poco, per il 
giornalista che deve seguire tutto, co- 
me per l'addetto ai lavori che deve 
assolutamente farsi vedere in giro. Si 
potrebbe estendere l'iniziativa ad altre 
manifestazioni, fondere, accorpare, sin- 
tetizzare, riassumere: meno chiacchiere 
e più sostanza, per chi non avesse 
capito... 

E, a proposito di chiacchiere, è stata 
rilevata la totale assenza di ministri, 
sottosegretari, onorevoli e assimilati. 
Assenza giustificata, in parte, dagli im- 
pegni per presentare la legge finanziaria 
al Parlamento (secondo alcuni, i politici 
romani eviterebbero Milano per non 
correre il rischio di imbattersi nel giudi- 
ce Di Pietro; registro la maldicenza per 
puro dovere di cronaca). Ma il disinte- 
resse della classe politica per un conve- 
gno nel quale si discute del rinnova- 
mento della PA è un pessimo segno. 
C'è un Dipartimento della Funzione 
Pubblica che opera attivamente in que- 
sto settore, sotto la responsabilità politi- 


190 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



CITTADINI & COMPUTER 



Un momento di una ■ sessione parallela » della Conferenza. 


Nell'atrio della Conferenza c'erano gli stand delle case sostenitrici della 
manifestazione 


ca di un Ministro. Che questi sia, in 
primo luogo, responsabile del Tesoro, e 
in questo momento abbia ben altre gat- 
te da pelare, non è una giustificazione: 
poteva almeno chiedere scusa per l'as- 
senza e mandare qualcuno a leggere un 
discorso. Ma gli organizzatori non sono 
sembrati delusi dalla defezione dei poli- 
tici italiani, loro guardano all'Europa. E 
infatti il personaggio di spicco alla ceri- 
monia bifronte era Filippo Maria Pandol- 
fi. vicepresidente della Commissione 
delle Comunità Europee. 

Le tecnologie dell'informazione, ha 
detto Pandolfi, sono essenziali per lo 
sviluppo, ma bisogna che l’Europa si dia 
da fare, perché la competizione su scala 
mondiale è sempre più aspra: l'esporta- 
zione di alta tecnologia rappresenta per 
l’Europa il 17 per cento del fatturato, 
per il Giappone il 27 per cento e per gli 
USA il 31, con una secca inversione, 
rispetto agli anni '80, tra Europa e Giap- 
pone. Dell'Italia Pandolfi ha parlato da 
un punto di vista europeo: abbiamo 
fiducia in voi, ma dovete muovervi... 
Insomma, da SMAU esce un segnale 
che negli ultimi tempi abbiamo già sen- 
tito; il mondo degli operatori del settore 
più innovativo del mercato guarda sem- 
pre più decisamente oltre I nostri con- 
fini. 

Domanda e offerta 

Torniamo un attimo indietro per parla- 
re della Conferenza e dei suoi contenu- 
ti. Nella sessione plenaria iniziale, Beni- 
to Carobene del Sole 24 Ore, uno dei 
padri della manifestazione, ha introdotto 
il discorso sulla necessità di coordina- 
mento politico-istituzionale e tecnologi- 
co per il rinnovamento della PA. Subito 
dopo Giancarlo Scatassa, presidente 
della Commissione per il coordinamen- 

MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


to dell'Informatica nella Pubblica Ammi- 
nistrazione. ha ripreso il tema della ne- 
cessità di informatizzare per ammini- 
strare meglio; il tema di fondo è stato 
quello che aveva anticipato nell'intervi- 
sta che abbiamo pubblicato sul numero 
scorso di MC: dateci la possibilità di 
lavorare meglio, perché così non si può 
andare avanti. Si è poi parlato di forma- 
zione dei pubblici dipendenti, con una 
relazione di Enzo Cardi, direttore della 
Scuola Superiore della Pubblica Ammi- 
nistrazione, e di enti dì standardizzazio- 
ne, per opera di Diodato Gagliardi, presi- 
denti del CONCIT, che riunisce le orga- 


nizzazioni nazionali che si occupano di 
standard. 

A questo punto la Conferenza è en- 
trata nel vivo, con una serie di sessioni 
parallele dedicate ad argomenti di note- 
vole interesse, dal «Personal computing 
e ambienti Client per i sistemi apertili a 
«Mainframe e sistemi apertili, a «La 
Pubblica Amministrazione e UNIX», tan- 
to per citare alcuni esempi. Le sessioni 
parallele sono un brutto affare per il 
cronista, che deve saltare qua e là nel 
tentativo di cogliere un po' di tutto 
senza che gli argomenti gli si confonda- 
no in testa. 


No, non è la SIP... 


I partecipanti alla Conferenza sugli standard informatici delia Pubblica Amministrazione 
hanno avuto una sorpresa: tra i soliti telefoni pubblici della SIP erano presenti alcune unità 
«strane», funzionanti con normali carte di credito. Si tratta di un servizio offerto dalla 3C 
Communications, con sede principale nel Lussemburgo e sussidiarie in tutta l’Europa 
occidentale, che sfrutta le linee gestite dalle SIP, ma fornisce un diverso sistema di tariffe e 
pagamenti. 

Inserendo una carta di credito (American Express, Visa, o una qualsiasi delle più diffuse) il 
telefono si collega automaticamente alla rete pubblica e consente di effettuare qualsiasi 
chiamata. I dati della carta vengono trasmessi 
automaticamente alla 3C Communications, 
che provvede all'addebito sul conto corrente 
bancario del chiamante, come qualsiasi altro 
esercizio convenzionato. I vantaggi del siste- 
ma Comvik Card Cali sono evidenti: non 
occorre provvedersi di gettoni o carte speciali, 
e questo In uno qualsiasi dei paesi che 
dispongono del servizio. Inoltre la documenta- 
zione arriva al domicilio del chiamante, facili- 
tando la contabilità e i rimborsi delle spese. 

Nei paesi dove non esiste il monopolio 
delle telecomunicazioni questi sistemi sonò 
diffusi; da noi è la prima volta che si vede un 
telefono pubblico senza il marchio della SIP. 





CITTADINI & COMPUTER 


Tra i miei appunti trovo un interessan- 
te intervento di Franco Marozza (ISTAT), 
sulle connessioni tra Ministero delle Fi- 
nanze e INPS per scovare gli evasori 
fiscali, e sull’integrazione in linea tra gli 
archivi del Ministero degli Interni e quel- 
li del Ministero dei Trasporti: due esem- 
pi di come un corretto utilizzo dei siste- 
mi informatici e telematici determini un 
netto miglioramento dell'azione ammini- 
strativa, con benefici immediati per la 
collettività. Maurizio Italo Balla, direttore 


del Dipartimento per l'informatica e la 
statistica della Presidenza del Consiglio 
dei Ministri, ha appronfondito il discorso 
delle interconnessioni tra i sistemi infor- 
mativi nella sessione «Integrazione del- 
le risorse informatiche: architetture 
Client server, reti locali e connettività». 
Nella stessa sessione sono stati pre- 
sentate alcune interessanti realizzazioni 
da parte di diversi enti. «La Pubblica 
Amministrazione e UNIX», sessione co- 
ordinata da Renzo Rovaris della Com- 


Il self-service del cittadino 



PUNTO GIALLO 


Il modo migliore per evitare che il cittadi- 
no perda ore o giornate intere per andare 
da un ufficio all’altro a chiedere e conse- 
gnare certificati, è abolire la certificazione. 
Lo prevede, fra l’altro, la legge 241/90. 

Ma, come si legge nell'articolo, la legge 
è inapplicata o inapplicabile. L'informatica e 
la telematica soccorrono nell'emergenza, 
ed ecco i sistemi di certificazione automati- 
ca, che possono servire anche a tante altre 
cose. 

Le proposte di terminali self-service per 
questo tipo di impiego vengono da molte 
case grandi e piccole. La Metropolis di 
Milano (Via Filargo 34, tei, 02/89127000), 
vernicia di giallo le sue macchine, cosi 
attirano di più l'attenzione non solo dei 
possibili utenti, ma anche degli addetti ai 
lavori che giurano per lo SMAU. 

Ci sono tre modelli di termnali «Punto 
Giallo», due per ambienti protetti (PGL/01 e 
/02) e uno da incassare nel muro, affaccia- 
to verso l'esterno. I PGL/02 e /Q3 hanno 
anche la possibilità di incassare banconote 
e monete e dare l'eventuale resto. 

I campi di impiego sono molti oltre che 
per la certificazione, i terminali self-service 
sono utili per il pagamento di utenze (luce, 
gas, multe, ecc.i, per l’emissione di biglietti 
per i mezzi di trasporto e per gli spettacoli 


w** 


e cosi via. Oltre che con il contante, i 
pagamenti possono essere fatti con tesse- 
re magnetiche, tipo Bancomat o carte di 
credito, o con carte speciali emesse dagli 
enti interessati, Tutto dipende dai collega- 
menti in linea dei quali è provvisto il termi- 
nale. 



D 


missione per il coordinamento dell'Infor- 
matica, ha avuto un taglio più tecnico, 
con la descrizione di soluzioni adottate 
in alcuni enti locali. 

Lo schema ideato per le diverse ses- 
sioni si è rivelato efficace: dopo un 
intervento introduttivo sugli aspetti ge- 
nerali del problema, venivano presentati 
alcuni casi concreti da parte di pubblici 
amministratori o responsabili di sistemi 
informativi. Quando «la domanda» ave- 
va fatto la sua parte, entrava in campo 
«l'offerta», con una serie di interventi di 
responsabili delle grandi case produttri- 
ci, É stato questo, a mio avviso, un 
punto debole della Conferenza. In diver- 
si casi l'offerta non ha «risposto alla 
domanda», scusate il doppio senso, li- 
mitandosi a presentare genericamente 
soluzioni preconfezionate. Hanno parla- 
lo gli uomini del marketing invece dei 
consulenti. 

Ma è stato comunque un passo avanti 
di questa edizione, rispetto alla prima, 
l'aver spostato l'accento sulla visione 
dell'Amministrazione piuttosto che la- 
sciare spazio alle proposte dei fornitori, 
Sembra che. finalmente, la partita del- 
l'informatizzazione delle strutture pubbli- 
che sia controllata dagli utenti, che essi 
non vogliano più adottare passivamente 
le soluzioni offerte dalle grandi case. 
L'aumentata partecipazione di addetti 
agli uffici pubblici è un ottimo segno. 

Civilia e Pubblismau 

Chiusa la Conferenza sugli standard, 
si è aperto «Civilia, primo convegno sui 
servizi innovativi per la Pubblica Ammi- 
nistrazione locale» una manifestazione 
organizzata da SMAU e da diversi enti 
della Lombardia, con il patrocinio della 
Regione e del Dipartimento della Fun- 
zione Pubblica e con la collaborazione 
del Sole 24 Ore. Anche qui due giorni e 
mezzo di convegni, e anche qui un 
dialogo tra domanda e offerta, ma con 
temi piu specifici e un maggiore vincolo 
per l'offerta, invitata a presentare solu- 
zioni concrete. Queste sono state ben 
cinquanta, e hanno portato alla produ- 
zione di quasi tre chilogrammi di docu- 
menti. Alcune relazioni, selezionate da 
una commissione, sono state ammesse 
alle sessioni di lavoro, provocando così 
quello scambio di esperienze che, in 
parte, è mancato alla Conferenza sugli 
standard. Tre i temi specifici: «Ambien- 
te e Terrirorio», «Servizi di sportello al 
cittadino» e «Sistemi e reti di distribu- 
zione». Un modo efficace di sintetizzare 
i maggiori problemi degli enti locali e di 
illustrare le proposte organizzative e 
tecnologiche per risolverli. 

Nel frattempo, un intero padiglione 
della Fiera era destinato a Pubblismau, il 


192 


MCmicrocomputer n, 123- novembre 1992 





CITTADINI & COMPUTER 


settore dedicato all'Informatica per la 
Pubblica Amministrazione. E qui biso- 
gna dire che il risultato non ha corrispo- 
sto all'intenzione. Assenti diverse gran- 
di case (IBM, Siemens Nixdorf, Hewlett 
Packard, Unisys...), l'offerta è apparsa 
confusa tra alcune soluzioni di notevole 
respiro e le proposte spicciole di editori 
e fornitori di attrezzature per l’ufficio. In 
realtà, lo spaccato di questo padiglione 
descriveva forse al di là delle intenzioni 
la situazione confusa delle proposte per 
la PA e il clima di incertezza determina- 
to dalla difficile congiuntura economica. 
Interessanti, comunque, alcune propo- 
ste, come le soluzioni Bull per l'applica- 
zione della legge 241/90 negli Enti locali 
e per il sistema informativo sanitario; il 
padiglione Olivetti mostrava diverse ap- 
plicazioni, sviluppate in collaborazione 
con altri fornitori; un pacchetto integra- 
to per il governo del pronto intervento 
sanitario e la gestione delle emergenze, 
un insieme integrato di soluzioni per la 
241, un sistema multimediale di catalo- 
gazione dei beni culturali, un pacchetto 
per il catasto stradale e un sistema di 
limitazione del traffico senza barriere 
fisiche, con tanto di identificazione in 
tempo reale dei veicoli che commetto- 
no infrazioni e l'emissione automatica 
delle contravvenzioni. 

Troppi convegni ? 

Si chiude una manifestazione e si 
pensa subito alla prossima: l’appunta- 
mento è a Roma, in primavera, per il 
Forum della Pubblica Amministrazione, 
anche questo sponsorizzato dal Diparti- 
mento della Funzione Pubblica. Troppi 
convegni sullo stesso argomento? Il lo- 
ro ruolo è importante nella diffusione di 
una certa cultura dell'organizzazione, 
ancora troppo poco diffusa nella PA, ma 
finiscono con l'assomigliarsi: gli stessi 
personaggi, gli stessi discorsi, c'è ri- 
schio di assuefazione, oltre che di stan- 
chezza. Lo stesso Scatassa, alla fine, ha 
lanciato l'idea di unificare Conferenza e 
Forum, Staremo a vedere. 

Si può trarre un bilancio? Forse può 
essere bene riflettere su alcune osser- 
vazioni di Donato Limone, fatte nel suo 
intervento alla sessione sui servizi al 
cittadino neH'ambito di Civilia: 

«// contesto normativo di cui disponia- 
mo è il migliore possibile per portare 
avanti il rinnovato rapporto tra Pubblica 
Ammirazione e cittadino, utilizzando le 
tecnologie dell'informazione. E mi rifer- 
sco in particolare alla legge 142 e alla 
legge 241, oltre che all'Insieme di nor- 
me emesse dal 1989, come le ultime 
circolari sulla normalizzazione degli ar- 
chivi e della cartografia. La realtà, pur- 
troppo, esprime altre situazioni. La Pub- 


Soccorso in rete 



L'efficienza (o l'inefficienza) dei servizi 
di pronto soccorso sanitario è stata oggetto 
di accese polemiche nei mesi scorsi, in 
seguito ad alcuni tristi fatti di cronaca. 

Anche qui informatica e telematica posso- 
no essere di grande aiuto, con l'istituzione 
del numero nazionale 118. Per questo sco- 
po Olivetti offre una soluzione integrata, 
basata su una rete telematica a livello 
provinciale, con un server UNIX della fami- 
glia LSX «fault tolerant» e un certo numero 
di PC distribuiti nei centri di chiamata e 
negli ospedali. 

118-net, questo il nome del sistema, 
compie automaticamente una serie di ela- 
borazioni: registrazione e validazione dei 
dati della chiamata, individuazione del tipo 
della chiamata in termini di patologia e 
criticità, localizzazione della chiamata sul 
territorio, interrogazione delle unità mobili a 
seconda del tipo di intervento, controllo 
della disponibilità e attivazione del mezzo 
più idoneo, indicazione del percorso ottima- 
le. registrazione delle informazioni cliniche 
dell'assistito, interrogazione dei presidi ido- 
nei al trattamento e scelta del presidio, 
registrazione della chiusura dell'intervento 
e statistiche. Tra i diversi moduli che com- 
pongono il sistema ci sono una base di dati cartografici relativi al territorio di competenza e 
la gestione dei posti Ietto in collegamento con le strutture di ricovero, oltre a un sistema 
automatizzato di governo delle comunicazioni via radio. 


blica Amministrazione non ha la cultura 
dell'utenza, il cittadino non esiste. Essa 
tende a mantenersi e ad autolegittimar- 
si, ma tendenzialmente essa non pensa 
di avere utenti ; tutte le sue attività, dal 
punto di vista gestionale, sono finalizza- 
te all’interno dell'Amministrazione, e 
non hanno uno sbocco verso l'esterno. 
Questo non è un giudizio di valore, è 
una constatazione di fatto. Manca la 
cultura della gestione della documenta- 
zione, nessuno all'interno dell'ammini- 
strazione controlla il patrimonio docu- 
mentale. nessuno lo considera per quel- 
lo che è, un patrimonio di grande valore, 
al quale dedicare una particolare atten- 
zione sotto il profilo della produzione, 
della conservazione, dell'utilizzazione e 
della distribuzione. Manca la cultura del- 
l'integrazione, ogni settore delia Pubbli- 
ca Amministrazione vive in isolamento, 
è drammatico, ma è cosi. Sotto il profilo 
dell'organizzazione il dramma diventa 
più evidente: dopo due anni dalla 142 e 
dalla 241 il novanta per cento delle 
amministrazioni pubbliche non ha adot- 
tato il regolamento di attuazione. Quindi 
non è successo niente. Abbiamo solo 
chiacchierato. I Comuni sono organizzati 
ancora con le vecchie norme, dell'800, 
degli anni '20. nei casi migliori di quindi- 


ci anni fa. Non ci sono regolamenti 
nuovi sull'ordinamento dei servizi e sul- 
l'organizzazione degli uffici. Il personale 
non è informato, non è formato al cam- 
biamento, alla transizione. Non è forma- 
to per avere rapporti con il cittadino. 
Questo quadro desolante costituisce 
ciò che possiamo definire 'Inciviltà'. È 
necessario quindi uscire da Incivilia e 
avviarsi verso Civilia». 

E Giancarlo Scatassa, nel discorso 
conclusivo, ha lanciato un appello: 

«Non buttiamo al vento gli investi- 
menti in informatica e. soprattutto, non 
automatizziamo l'inefficienza». Insom- 
ma, l'informatica come strumento per 
costruire Civilia, e dunque la necessità 
di non tagliare gli investimenti in questo 
settore, nonostante il momento di crisi 
deH'economia. Anche perché molti inve- 
stimenti in tecnologie dell'informazione 
portano a sensibili risparmi, sì pagano 
da soli in poco tempo. 

Ancora appelli, ancora un appunta- 
mento per un prossimo convegno. Noi, 
dal prossimo numero, riprenderemo il 
viaggio attraverso i sistemi informatici 
della PA, 

Per capire che cosa è stato fatto, che 
cosa si deve ancora fare per fuggire da 
«Incivilia». pg 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992 


193 




Legenda: »• = novilà, I = Italiano. E = Inglese 


Autosketch 3.0 I 

CAD/CAM &eveloper 5 Kit 20 2.0 E 
CAD/CAM Developer s Kit 3D 3.0 E 1. 
Design CAD 2-D 4.2 


5 “' 




■ 265 900 


Fteedom 0! Press 

SM 






k£ZJ 


ProtommPHis Per Windows 
Smarterm 740.340 
5morlerm 320 


DESKTOP PUKIISHING/ICR-OCR 


Adobe Type Aliga pei Windows E 150.000 
Adobe Type Manager 2.0 Windows E 150.000 
Adobe Type Plsn Pack 


10 pei Windows I I 


Logitech Cotchword Pro Windows E 335.000 

Logitech Finesse 3.0 I 315.000 

Logitech Foto Touch I 105.000 * 

MJaosoft Publisher per Windows I 330.000 * 

Microsoft True Type foni Pack E 1 08.000 * 

E 175.000 


Pholos lyler per Windows E 990.000 * 
“ — |ht per Windows E 825.000 
Gold 10 per Windows 11.399.000 * 


Form Filler 3.0 E 210.000 » 

FormGen Plus E 465.000 

ForniTool Gold 3.0 E 210.000 

FotmWarx W/Fill & File E 250.000 

FocmWorx W/fill & Rie Windows E 5 50.000 

Perform Designer & Filler E 438.000 

Perform Pro per Windows E 6 1 5.000 

Aero* Fermbose pei Windows E 749.000 * 


Borland DBose IV 1.5 I 

Borland Paradox 3.5 I 

Borland Paradox Engine 2.0 E 

Borland Porodox SperialEdilion E 

Borland Reflex 2. 0 E 

Clarion Personal Developer E 

Corion Professional E 

CAOS Fast 1.7C per Windows E 

CA Super DB Plus 3.05 


Microsoft FoxPro 2.0 Single User E 
5nperliose 4 1.3 per Windows I 
WindowBose per Windows E 


890.000 

990.000 

250.000 

299.000 * 

328.000 * 

140.000 

815.000 * 

520.000 

930.000 

940.000 

795.000 

530.000 


CRAPHICS/BUSINESS GRAPHICS 


Perché fare tanta strada? 


»* MS DOS 5.0 I 135.000 

*» Quarterdeck Desqview/ X E 320.000 





Avenue, tutto e subito! 

W 


Zorlerh C++ 3.0 Dos/Windows 


E 310.000 
E 218.000 » 
E 570.000 
E 250 000 
E 790.000 
£ 630.000 
f 670.000 


I 440.000 i 
( 160.000> 
I 299.000 
I 1350.000 
I 1350.000 
E 450.000 
E 150.000 ' 
tor per Windows E 310.000 
f 368.000 


A8C Flowchorter pet Windows 
Borland Sidekick 2.0 
Borland Sidekick Plus 
CA Super Project 2.0 
a Super Project per Windows 
UpToDale per Windows 
Campbell Onta 


EasyFlow 

E 348.000 
r III E 950.000 

s £ 975.000 

Lotus Agenda 2.0 E 540.000 

+ Lotus Organizei per Windows I 210.000 

* Microsoft Money E 105.000 

Microsoft Project 4.0 E 599.000 

+ Microsoft Project 3.0 per Windows I 1 080000 
ORG Plus Advanced 6.0 E 225.000 

Symantec 0n Target per Windows E 445.000 

r | ;90 000 

E 745.000 


Norton Utilities 5.0 
Norton Utilities 6.01 
PC Took Deluxe 6.0 
PC look Deluxe 7.1 
QEMM386 6.0 + Manifesti ! 
QEMM 6.0 50/60 
ARAM 2.0 + Manifesti. I 
Sesomo 
Skfeways 3.3 
5lacket 2.0 
Slotker 2.0 + Schedo 

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E 195.000 
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I 110.000 
E 110.000 Artful Fresh Win 


ArtfuLUb 2 
BabelEsh Paradox Dr 



• Boler 6.0 (Compii. Lotus 123) E 

■» Borland Quattro Pio Windows S O. I 

• Borland Quattro Pro 4 ScartOff I 

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* CA Compete! per Windows I 

CA Super (ole 5.1 I 

Lotus 1232.3 I 

+ Lotus 123 2.4 E 

Lolusl233.lt I 

Lotus 1 23 per Windows I 

* Microsoft Excel 4,0 Windows E 


Borland Multale I 

CA Textor 5.02 I 

CA Textor Plus 6.0 per Windows I 

Grommatile V per Windows E 

LetlerPerfectl.O I 

Lotus Ami Pro 3 per Windows I 

Lotus Wrile per Windows I 

Microsoft Word 5.5 I 

Microsoft Word 2.0 per Windows I 

Multi Lin guai Sdraiar 4.0 E 

Videostrivo 2.0 1 

Word For Word (WP Tronslolor) E 

WordPerfect 1 .0 per Windows I 

WordPerfect 5.1 I 

Wordstar 2000 Plus 3.5 I 

Wordstar legocy per Windows I 

Wordslor Professional 6.0 I 

Wordstar Professional Windows I 

Symantec JuslWrite per Windows E 



E 450.000 
E 450.000 
E 520.000 
E 645.000 
E 780.000 
E 870.000 
E 900.000 
E 385.000 
E 340.000 
E 450.000 
E 115.000 
E 180.000 
E 285.000 
E 225.000 
E 180.000 
E 1.125.000 
E 395.000 
Il Professional E 555.000 
r E 565.000 

E 180.000 
E 385.000 
E 430.000 
E 630.000 
E 450.000 
E 340.000 
E 375.000 
E 655.000 
E 315.000 
E 450.000 
E 430.000 
E 385.000 
E 890.000 
E 890.000 
E 575.000 
E 505.000 
E 450.000 
E 790.000 
E 450.000 
E 440.000 
E 340.000 
E 675.000 
E 1.015.000 
E 430.000 


LANtastic Addane ISA 
LANtastic Softwore/Windows 3 
LANtastic Storter Kit ISA 
Novell lite 1.1 + DR Dos 6.0 
Novell NetWare 2.2 5 User 
Novell NetWare 2.2 10 User 
Novell NetWare 3.1 110 User 


DBFliieve _ 

dbPubMier Developers Exlenskm E 890.00 
dbPublisher Professional + E 1.1 15.0C 

dClip 2.50 

dClip Junior 
DeltaFile 
DGE4.2I 
DGE font library 
DGE Iran library 
dOuery 4.0 
Dr. Swileh ASE 
dSalvoge Professional 
Escope 2.05 

Export Help Dcveloper Kit I 
Ex peri Help Developer Kit 2 
Export Help UN Version 
Expert Help Personal Use 
ExtendBase 
EZ Prinl 2.0 
FaslTextSeorch 
Flex File 
Flipper 5.0 


E 565. 

E 540J 
E 105.000 
E 105.000 
E 440.000 
E 375.000 
E 440.000 
E 225.000 


E 160.000 
E 1.340.000 
E 250.000 
E 295.000 
E 285.000 
E 630.000 


Funcky 2.0 E 385.000 

G-Force F 405.000 

Get-lt E 225.000 

Grumpfish library E 430.000 

GX Effetti E 450.000 

GX Graphics E 450.000 

GXText E 340.000 

Inmoura Dolo Oictionory E 450,000 

Netlib E 450.000 

Novlib E 655.000 

Overlay!) E 225.000 

PCXToolKM.O E 495.000 

Plaslk 5.01 E 450.000 

PostScript Ultrory E 225.000 

Power Code per Wastic 5.0? E 340.000 

Pre/D B E 225.000 

PraClip 4.0 E 340.000 

ProVision Windows E 565.000 

PS Errar ( 205.000 

R8.H Code Generata 4 E 395.000 

R8R Reperì Writer 4 E 440.000 

RAD E 565.000 

RaSQL/B E 520.000 

RaSQL/X E 520.000 

Scrimage E 360.000 

Scripton E 350.000 

SilverComm E 495.000 

SilwerPoint [ 295.000 

SmartMem E 225.000 

Safl.Qip E 675.000 

SofiCooe ♦ Clippei Tempiale E 665.000 

Soft Demo E 340.000 

SOS Help f 115.000 

Sourcerer's Apprende Personal E 340,000 

Sourcerer's Apprenlice Professional E 890.000 

Spelkheck Engine E 395.000 

a i 115.000 
Professional 2.5 £ 450.000 

SymPacPL E 180.000 

T-Base E 790.000 

Tetepalhy i 225.000 

Tìnte Trote E 675.000 

Turbo Tronslolor ( 425.000 

UI2 Developers E 780.000 

UI2 Touch &Go E 665.000 

Volkyrie E 2.015,000 

"■ ‘Interface E 555.000 

E 430.000 
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Zochocy f 1.115.000 

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Evolve I 180.000 

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Grandi Sistemi 


Una visione diversa delTInformation Technology 



Unisys, la riscossa 
dei gladiatori 


Sistemi proprietari o aperti? Cisc o Risc? 

Le risposte di uno dei pionieri della grande informatica 
sono su molti punti diverse da quelle dei concorrenti. 
In qualche caso vanno addirittura controcorrente 

di Manlio Cammarata 


F inalmente una musica diversa, 
Mese dopo mese, questa indagi- 
ne tra i protagonisti del mondo 
dei grandi sistemi informatici gira intor- 
no agli stessi argomenti: il passaggio 
dai sistemi proprietari ai sistemi aperti, 
il downsizing, l'avanzata del RISC, la 
crisi mondiale del settore. E tutti, con 
l'eccezione di IBM, danno risposte mol- 
to simili. Le ovvie differenze di approc- 
cio non alterano la sostanza del di- 
scorso. 

Da Unisys ho sentito qualcosa di nuo- 
vo, anzi, d’antico... Il mainframe? È vivo, 
vegeto e indispensabile. I sistemi 
UNIX? Certo, purché siano basati sulla 
tecnologia Intel, cioè non RISC. Insom- 
ma. la tradizione. E proprio TRADIZIO- 


NE è stata la prima parola che il mio 
interlocutore, l’ingegner Lorenzo Mon- 
din. ha scritto a caratteri di scatola su 
un grande foglio di carta all'inizio della 
nostra chiacchierata. 

Perché Unisys ci tiene, alla tradizione. 
L'UNIVAC I (UNIVersal Automatic Com- 
puter, ndr) della Remington Rand fu 
installato nell'Ufficio statunitense del 
censimento in quel 1951 che può esse- 
re considerato l'anno zero dell'informati- 
ca: fu in quell'anno, infatti, che in Inghil- 
terra incominciò a funzionare il Ferranti 
Mark I, e la IBM mise in produzione il 
mitico 701. Che c’entra l'Unisys con 
l'Univac, a parte l'assonanza del nome? 
Il fatto è che l'attuale «corporation» 
deriva da un complicato intreccio di 


fusioni e separazioni, nel quale i nomi di 
Remington. Rand, Sperry e Burroughs 
hanno ballato per venticinque anni, e i 
computer si sono affiancati ai rasoi elet- 
trici, oltre che alle macchine per scrive- 
re. E questo spiega perché la società di 
oggi non abbia nel mondo deU'informa- 
tion technology il peso che i suoi brillan- 
ti esordi avrebbero potuto determinare. 

Mission Criticai 

Ma qual è il dato caratteristico dì 
Unisys, quello che fa distinguere un’a- 
zienda dalle concorrenti? Accanto alla 
tradizione, che di per sè non significa 
molto, c'è un'espressione che invece la 
dice lunga: Mission Criticai. È difficile 
trovare una locuzione italiana altrettanto 
efficace per descrivere in due parole il 
punto fondamentale dell'offerta Unisys. 
Si tratta di sistemi che hanno come 
caratteristica dì base non solo una gran- 
de potenza di elaborazione, ma anche e 
soprattutto un'affidabilità superiore. È 
chiaro a questo punto che si paria di 
OLTP, l'elaborazione transazionale in li- 
nea, che costituisce la ragion d'essere 
dei più grandi sistemi informatici. Pren- 
diamo il solito esempio dei sistemi di 
On Line Transaction Processing per le 
prenotazioni dei posti sulle linee aeree. 
La criticità del sistema ha due aspetti: il 
primo è la capacità di svolgere senza 
errori un enorme numero di transazioni 
in pochissimo tempo, il secondo è l'affi- 
dabilità del sistema, che non può mai 
fermarsi. Quando le agenzie di viaggi 
sono chiuse da questa parte del mondo, 
sono aperte dall'altra parte, e viceversa. 
Il sistema non dorme mai, deve essere 
affidabile al cento per cento. Il che è. 
ovviamente, impossibile. Il migliore dei 
sistemi è sempre affidabile al novanta- 
nove virgola qualcosa per cento, ed è 
proprio questo qualcosa che fa la diffe- 
renza. 

La Unisys afferma che i suoi sistemi 
della serie 2200, denominati Gladiator. 
sono affidabili al 99,99 per cento, men- 
tre la maggior parte dei prodotti della 
concorrenza di ferma al 99.3. un risulta- 
to già difficile da ottenere. Lo 0,69 per 
cento di differenza sembra un'inezia, e 
invece può valere milioni di dollari, co- 
me sì legge in una nota della stessa 
Unisys: 

Supponiamo di avere un'azienda con 
un fatturato annuo di un miliardo di 
dollari. Per dare un termine di paragone, 
la Unisys ha un fatturato di 10 miliardi dì 
dollari, Questa azienda sta consideran- 
do di realizzare, sostituire, aggiornare il 
proprio sistema «mission criticai», che 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


GRANDI SISTEMI 



Mihtecufity 


Ecco come Unisys descrive la concezione dei sistemi 2200 : da una parte l'apertura al mondo esterno, 
dall'altra i servizi altamente affidabili offerti dalfarchilettura proprietaria. 


gestisce funzioni essenziali alla genera- 
zione del fatturato dell'azienda stessa, 
che opera in attività produttive conti- 
nue, sette giorni alla settimana, 24 ore 
a! giorno. In questo contesto il termine 
irmission criticali j vuol significare che, 
nel caso il sistema non sia disponibile, il 
processo di generazione del servizio o 
di produzione del prodotto si blocca. 

Vengono considerati per l'applicazio- 
ne «mission criticai» OLTP sia un siste- 
ma tradizionale che un sistema Gladia- 
tor II sistema tradizionale considerato 
fornisce livelli di disponibilità attorno al 
99,3 per cento, mentre il sistema Gla- 
diator considerato è operativo per il 
99,99 per cento del tempo. Dividendo il 
fatturato annuo dì 1 miliardo di dollari 
dell'azienda in questione per 24 ore al 
giorno e poi per 365 giorni all'anno, si 
ottiene un fatturato orario di 114.156 
dollari. Parimenti, se si sottrae la dispo- 
nibilità del sistema tradizionale (0,993) 
da quella del sistema Gladiator (0,999) e 
si moltiplica per 24 e per 365, si trova 
che quest'ultimo sarà in servizio per 60 


ore in più all'anno rispetto al sistema 
OLTP tradizionale. 

In molte attività commerciali, come 
per esempio le prenotazioni viaggi, il 
fatturato perso per il fermo del sistema 
non è recuperabile. 


Se si considera questo caso nel cal- 
colo in esame, le 60 ore di generazione 
del fatturato o prodotto/servizio ai valori 
descritti vale per la società in questione 
6.849.300 dollari annui. 

Se Si prende ora questo valore e lo si 


Le armi del Gladiator 



Un sistema Gladiator non è semplice' 
mente un mainframe, ma una combinazio- 
ne di prodotti hardware e software stretta- 
mente integrati, che ha come centro l‘ln- 
formation Hub. Questo viene definito co- 
me l'insieme delle funzionalità richieste per 
un particolare impiego. 

Lo schema tipico di un Gladiator pre- 
vede: 

— due o più unità centrali composte da 
host della serie 2200 (2200/400. /600ES. 
/900), un Record Look Processor e una 
serie di unità periferiche; 

— il GPTS (General Purpose Transaction 
System), che è l’ambiente preconfigurato 
del software di sistema; 

— una serie di prodotti softwa- 
re della System Base 4 del si- 
stema operativo OS1 100. 

Unisys offre ai suoi clienti una 
sene di soluzioni integrate, in 
pratica dei «pacchetti# (Il corret- 
tamente dimensionati e già col- 
laudati. Questo riduce in misura 
notevole i tempi di avviamento 
del sistema. 

Tra le caratteristiche più im- 
portami del Gladiator c'è la pos- 
sibilità di funzionamento «non 
presidiato», il che significa che i 2200 non 
richiedono la presenza di operatori (minori 
costi per il personale e minori possibilità di 
errori umani); una singola stazione di lavoro 
Unisys U6000A/VS può tenere sotto con- 


che; ogni host dispone di una propria copia 
del sistema operativo, il che permette non 
solo di pianificare fermate parziali del siste- 
ma, ma anche di assicurare la continuità 
delle operazioni anche in caso di cadute 
hardware o software dei singoli componen- 
ti; le memorie di massa sono duplicate e 
lavorano in parallelo, proteggen- 
L’elemento più impor- 
tante, il Record lock Processor, 
non solo ha una struttura ridon- 
dante (quattro unità, una delle 
quali può sostituire automatica- 
mente quella in disaccordo fra le 
tre che lavorano normalmente), 
ma anche sistemi di alimenta- 
zione e raffreddamento 
completamente du- 
plicati. 


trollo tutti gli host grazie a una LAN indi- 
pendente che interfaccia le postazioni ope- 
rative intelligenti Smart di ogni host. Le 
stazioni Smart sono dotate di un'applicazio- 
ne basate su strumenti di Intelligenza Artifi- 
ciale che automatizza tutte le operazioni di 
controllo. 

A tutti i livelli sono previ- 
ste soluzioni ridondanti 
che 


di controllo multiple 
verso le periferi- 


Sistemi Gladiator 2200/400. Sono sistemi 
precoci figurar/ per specifiche esigenze dì 
elaborazione transazionale e possono essàre 
espansi con l'uso di « building bocks ». 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



GRANDI SISTEMI 



proietta all'8 per cento annuo, per rap- 
presentare il tasso atteso di crescita 
dell'azienda e lo si calcola per un perio- 
do dì cinque anni di attività, si trova un 
vantaggio di 40,2 milioni di dollari per il 
sistema Gladiator rispetto al sistema 
OLTP tradizionale. 


Hub, il mozzo della ruota 

Tutto questo serve anche per dire, 
con eleganza, che i Gladiator costano 
qualche dollaro più dei concorrenti, ma 
che la differenza costitusce un ottimo 
investimento. 

I Gladiator sono mainframe rigorosa- 
mente proprietari. Allo stato attuale del- 
la tecnologia i più potenti monitor tran- 
sazionali girano su sistemi proprietari (è 
il caso, per esempio, del TP8 di Bull). In 
questi casi il monitor transazionale può 
essere considerato parte integrante del 
sistema operativo stesso, quando non 
si tratta addirittura di un sistema opera- 
tivo transazionale, come abbiamo visto 
per il sistema di prenotazioni dell'Alitalia 
(in Cittadini & Computer sul n. 118). Ora 
il mercato chiede sempre di più sistemi 
aperti, macchine in grado di collegarsi 
con il maggior numero di sistemi di altri 
fabbricanti, e i mainframe proprietari 
sono nati sempre molto «chiusi», per 
motivi commerciali prima ancora che 
tecnici. La soluzione tradizionale del 
problema consiste nel dotare il cervello- 
ne di un complesso di interfacce desti- 
nate al dialogo con l’esterno, cioè di 
aggiungere alcune funzionalità di aper- 
tura a un sistema di per sé chiuso. 

In casa Unisys sono partiti da un 
concetto diverso, che può essere visua- 
lizzato con una figura composta di due 
cerchi in parte sovrapposti. Uno dei 
cerchi rappresenta il concetto di «mis- 
sion criticai», l'altro il concetto di aper- 
tura. 

La zona di sovrapposizione costitui- 


30 CPU. 

sce il nocciolo del sistema, insomma il 
Gladiator. Alla base di un sistema Gla- 
diator c'è quello che Unisys definisce 
«Information Hub» (hub in inglese è il 
mozzo della ruota). Forse è solo una 
questione di immagine, ma in questo 
caso descrive con efficacia un diverso 
approccio al problema. 

Porre un'idea di questo tipo alla base 
di un grande sistema significa superare 
in qualche modo il concetto di mainfra- 
me, non solo da un punto di vista di 
immagine commerciale, ma di conce- 
zione stessa del centro di eleborazione. 
La visione tradizionale definisce «host» 
l'insieme centrale di un sistema; Unisys 
vede il Gladiator come un insieme di 


host. destinati alla funzione di Informa- 
tion Hub. 

Quali sono le conseguenze pratiche 
di tutto questo? È difficile descriverlo 
senza usare il linguaggio degli speciali- 
sti. Semplificando, si può dire che un 
insieme composto da diversi host multi- 
processore collegati in un'architettura 
«closely coupled» (ad accoppiamento 
stretto) può funzionare come un unico 
sistema, ma con una distribuzione dei 
compiti che assicura la continuità di 
funzionamento anche in caso di caduta 
di uno dei componenti. L'elemento 
chiave è il Record Lock Processor, un 
elaboratore specializzato che rende pos- 
sibile l'uso coordinato della memoria di 
massa in condivisione fra gli host. Lo 
RLP è basato su quattro processori, che 
eseguono in parallelo lo stesso compi- 
to. Uno è di riserva, e se dei tre proces- 
sori in funzione uno è in disaccordo con 
gli altri due, viene automaticamente 
messo fuori uso e sostituito dal quarto. 
Il semplice elenco degli altri sistemi di 
sicurezza richiederebbe uno spazio che 
non abbiamo, ma a questo punto do- 
vrebbe essere chiaro come Unisys af- 
fronta il problema della sicurezza dell’e- 
laborazione. 


I mainframe del 2000 

Abbiamo già visto l'importanza di un 
sistema dotato di un’affidabilità superio- 
re alla media; ora spostiamo l'attenzio- 


Uscire dalla crisi 

In tempi dì bilanci in rosso per i maggiori protagonisti dell'information technology, 
Unisys riprende a produrre utili. Dopo una crisi molto pesante, i risultati degli ultimi 
trimestri segnano un andamento positivo. Nel primo trimenstre di quest’anno è stato 
registrato un utile netto di 48,3 milioni di dollari, contro i 98,2 perduti nello stesso 
periodo del 1991. 

James Unruh, presidente della Corporation, ha detto: «Riteniamo indice di sviluppo 
veramente positivo il fatto che per la seconda volta consecutiva ci sia stato un aumento 
degli ordini nell'ambito dei calcolatori nel settore commerciale degli USA», Nel secondo 
e nel terzo trimestre la tendenza sembra confermata. «Mentre non possiamo che 
essere cauti riguardo ai tempi e alla dimensione di una ripresa economica globale, 
potremmo invece constatare qualche imminente segnale di miglioramento nel mercato 
statunitense», ha sottolineato Ùnruh, affermando che il mercato europeo si sta rivelando 
più lento nella crescita degli ordini. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




GRANDI SISTEMI 


ne sull'aspetto applicativo. L'elaborazio- 
ne transazionale è. evidentemente, il 
campo di applicazione preferenziale di 
questi sistemi: oltre alle linee aree, gli 
elaboratori Unisys sono diffusi nel mon- 
do bancario e nella gestione dei sistemi 
telefonici delle grandi compagnie ameri- 
cane, un altro settore dove l'OLTP deve 
esprimere il massimo delle sue capa- 
cità. 

E Unisys sottolinea che i suoi sistemi 
non hanno attualmente concorrenti in 
questo campo. Alla base della struttura 
del Gladiator c’è la XTPA (EXtended 
Transaction Processing Architecture), 
che consente la XTC (EXtended Tran- 
saction Capacity) al sistema operativo 
OS1 1 00. Questa funzionalità è stata re- 
sa disponibile agli utenti nel 1989. IBM 
ha annunciato la soluzione Sysplex, che 
in teoria avrebbe le stesse capacità, due 
anni più tardi, ma non la ha ancora resa 
disponibile agli utenti. Secondo Data- 
quest (una società di ricerche indipen- 
dente) «Unisys possiede in realtà una 
versione superiore a Sysplex completa 
di ’ recovery” e supporto della modalità 
'fault tolerant’ che Dataquest non può 
sostenere come inclusa nel primo rila- 
scio di Sysplex», E secondo Gartner 
Group. IBM non riuscirà a fornire una 
versione di Sysplex che assicuri certe 
prestazioni, offerte da Unisys, prima del 
1996. 

Ecco quindi delinearsi una nuova con- 
cezione del grande elaboratore, che può 
far dire a Unisys di disporre dei calcola- 
tori del ventunesimo secolo. 

Aggiungiamo ora un altro aspetto det- 
l'architeftura del Gladiator. Nato come 
progetto «Mercury» nei primi anni '80. 
esso non costituisce un elemento di 
rottura con i sistemi precedenti, il 1100 
e i primi modelli della serie 2200, al 
punto che un utente di questi sistemi 
può costruirsi in casa un Gladiator sce- 
gliendo un certo numero di «building 
blocks» (blocchi costruttivi) nel catalogo 
della casa, conservando tutte le applica- 
zioni già in uso: ci sono clienti che 
fanno girare sui nuovi sistemi software 
scritti negli anni 70, non più modificabili 
per la perdita dei programmi sorgente!! 

Un altro primato vantato dalla casa 
riguarda la tecnologia delle banche dati. 
La complicata sigla XTC-TIP/UDS (EX- 
tended Transaction Capacity — Tran- 
saction Interface Package / Universal 
Data System) descrive un sistema che 
permette alle applicazioni in esecuzione 
sugli host multipli di condividere archivi 
TIP o OS1 100 UDS (due standard Uni- 
sys) e, nello stesso tempo, aumentare il 
numero di transazioni che un sistema 
Gladiator può eseguire nell'unità di tem- 
po, Mentre di solito l'accesso a basi di 


dati di natura differente provoca un ral- 
lentamento delle operazioni. Oltre a 
questo, un sistema Gladiator può acce- 
dere in maniera del tutto trasparente a 
tutti i formati di dati più diffusi in am- 
bienti di altri costruttori. 

OPEN 2200 

Questa è una delle ragioni che giusti- 
ficano la denominazione OPEN 2200 
data alla gamma più alta degli elaborato- 
ri Unisys. Questo è un altro punto im- 
portantissimo per un sistema informati- 
co che guarda al futuro, l'interoperabilità 
con sistemi di altri costruttori, oltre che 
con il mondo UNIX. Come viene rea- 
lizzata quest'apertura? 

Intorno al mozzo della ruota, l'Infor- 
mation Hub, risiedono tre elementi che 
vengono definiti «Open Capabilities», 


«Premium Capabilities» e «Comple- 
mentary Capabilities». Cioè apertura 
agli standard ufficiali, più un valore ag- 
giunto (premium) all'apertura, più fun- 
zionalità complementari: queste per- 
mettono la coesistenza non solo con gli 
standard, ma anche con ambienti e pro- 
dotti selezionati appartenenti ad altre 
architetture propretarie, leggi IBM, che 
costituiscono lo standard di fatto nel 
mondo dei mainframe. Ma, attenzione: 
non si tratta di compatibilità nel senso 
usuale del termine, ma di totale intero- 
perabilità. L'architettura SNA di IBM è 
stata implementata all’interno di Open 
2200, al punto che è possibile costruire 
una rete SNA con macchine Unisys. 

Detto questo, appare addirittura ovvia 
la compatibilità, o l'interoperabilità dei 
sistemi Unisys, con i protocolli di comu- 
nicazione più diffusi, dagli standard ISO- 


II 2200/900 

Il modello più alto della gamma Unisys 2200 rappresenta un passo avanti nella 
tecnologia costruttiva dei grandi sistemi. Il suo cuore è costituito da una sola piastra che 
integra CPU, memorie interne e canali di collegamento. In pratica tutto risiede su un 
«chippone» grande come una mattonella, progettato da Unisys e realizzato da Motorola 
con tecnologie d'avanguardia. Per diminuire i percorsi dei segnali, e quindi aumentare la 
velocità di elaborazione, le memorie non sono affiancate, ma sovrapposte alla CPU, 
come un sandwich di silicio. 

Le tecnologie dei semiconduttori vedono la presenza sia delle logiche bipolari ECL, 
molto veloci, sia dei CMOS (Complementary Metal Oxide Silicon) e BiCMOS, che 
rappresentano lo stato dell'arte nel settore. 

A seconda della configurazione, un 2200/900 può avere da due a otto processori, che 
controllano una memoria principale che può arrivare a 2048 MB, 

Le prestazioni? Nella configurazione massima attualmente disponibile 116 host a 8 
processori ciascuno) si arriva a 22.000 transazioni al secondo, un valore che si pone ai 
vertici assoluti dei sistemi attuali per 1‘eiaborazione transazionale. 



Un sistema 2200/900. basato su tecnologie (/'avanguardia. I sistemi 2200/900 rappresentano lo stato 
dell'arte nella realizzazione di grandi sistemi. 


MCmicrocomputern. 123 -novembre 1992 


199 


GRANDI SISTEMI 


Mondin: il nome del mainframe 


Nel corso di quest'articolo abbia- 
mo parlato quasi esclusivamente di 
grandi sistemi, mentre per altri fab- 
bricanti ci siamo soffermati di più 
sulle macchine della fascia interme- 
dia. Il motivo è semplice: per Uni- 
sys i mainframe, o comunque li si 
voglia chiamare, hanno un'impor- 
tanza strategica molto più alta di 
quella dei mini, in contraddizione 
con la tendenza dominante, che ve- 
de nelle reti e nell'informatica distri- 
buita le architetture vincenti per il 
prossimo futuro. L'intervista con 
l'ìngegner Lorenzo Mondin, diretto- 
re Product Management di Unisys, 
riveste quindi un interesse partìco- 


Ingegner Mondin, tutte le informa- 
zioni che ho ricevuto fino a questo 
momento su Unisys riguardano i 
sistemi di fascia alta, i mainframe. 

Devo dedurne che alla vostra società non 
interessano i sistemi della fascia inter- 
media? 

Prima di lutto devo dire che ormai non è 
facile definire le macchine In termini tecno- 
logici. Noi ci troviamo sempre più in grandi 
difficoltà nel dire: questa macchina e un 
mainframe, questa è una macchina diparti- 
mentale, o è un minicomputer, che altra 
parola terribile! Quando un computer è 
mini? Non dobbiamo chiarire le differenze 
aprendoli, togliendo le viti, guardando le 
schede, ma in termini funzionali. Prendia- 
mo per esempio il nostro 2200. Noi definia- 
mo questa macchina come una delle mi- 
gliori scelte per determinati ambienti. Per- 
ché? Il modo migliore di introdurre il discor- 
so è far scontrare tra loro due temi. Uno è 
il nome dì una macchina di tipo proprieta- 
rio, e l'altro è la parola «open», aperto, 
Anche se questa è una parola tipica del 
mercato inferiore... Il 2200 è la soluzione 
per offrire un ambiente di tipo apèrto in un 
mondo dove servono servizi ad alta integri- 
tà, cioè molto affidabili. Adesso noi definia- 
mo questa macchina come una delle mi- 
gliori scelte tra le piattaforme medio-gran- 
di, che offre un'interoperabilità di tipo aper- 
to,. unita a un'alta integrità. Qualche tempo 
fa avremmo detto una cosa diversa. 
Avremmo detto che è una macchina che 
serve per fare tante transazioni. Diciamo 
che questa frase sulle transazioni era suffi- 
ciente anche solo un anno fa. 

Lei ha centrato un punto importante. Da 
un po' di tempo a questa parte c'è stata 
una specie di rivoluzione nel modo di inten- 
dere i sistemi informatici, passando dalla 
valutazione delle prestazioni come elemen- 
to di scelta all'apertura come requistìto 
primario. Ora lei mi dice: fino a qualche 



tempo fa avrei vantato la potenza, oggi 
vanto l'apertura. Fino a che punto questo 
cambiamento di immagine corrisponde a 
un cambiamento di sostanza ? 

Le posso dare due risposte. Una specifica 
di questo prodotto e una sulla direzione del 
mercato e anche sulle nostre decisioni 
strategiche. Il concetto di apertura nacque 
nel momento in cui IBM presentò il PC, 
stimolando la competizione tra diversi fab- 
bricanti. Due anni dopo gli utenti si accor- 
sero che potevano fare una cosa bellissi- 
ma, che non erano mai riusciti a fare prima, 
nonostante ci fossero già gli standard. AN- 
SI e altri: potevano comperare una scatola 
da uno, una scatola dall'altro, metterle vici- 
ne e dimenticarsi che gliele aveva date. 
Questo ha generato una valanga. L'apertu- 
ra è una richiesta reale del mercato, quindi 
non e un'etichetta. E che cosa fanno i 
fornitori? Tentano di rispondere a questa 
richiesta, che è molto forte. Poi ci sono le 
mode, come quella del RISC... 

Vuol dire che il RISC non è una vera 
innovazione tecnologica? 

Noi in Italia vendiamo sistemi editoriali 
che fanno uso di RISC, ma come «corpora- 
tion» abbiamo decìso che RISC non vale la 
spesa. L'abbiamo avuto per un po', poi 
l'abbiamo abbandonato. Secondo noi costa 
al produttore di più di quello che promette. 
Ci sono delle ricerche dell'AlM che metto- 
no a confronto diversi sistemi UNIX e di- 
mostrano che forse Intel ha ragione, e noi 
anche. Quando abbiamo annunciato che 
avremmo seguito solo la stada CISC, o 
CRISP ( Compie x Reduced Instruction Set 
Processing, la risposta Intel al RISC. n.d.r.J, 
abbiamo spiegato così la nostra scelta: se 
facciamo una tabella dove da una parte 


elenchiamo tutte le possìbili applica- 
zioni e i prodotti disponibili, e dall'al- 
tra meniamo su una colonna la tec- 
nologia CISC, cioè Intel, e sulle altre 
colonne le varie propste RISC, e poi 
mettiamo una serie di crocette do- 
ve esiste la disponibilità di applica- 
zioni, vediamo che solo nella colon- 
na Intel ci sono tutte le crocette, 
mentre sulle altre ci sono grandi 
buchi, lo, Unisys, da chi vado per 
approvvigionarmi di potenza di cal- 
colo? Vado da Intel, che ha le cro- 
cette su tutte le righe. Insomma, 
seguo lo standard di fatto. Lei mi ha 
fatto una domanda, dove sono le 
chiacchiere e dov'è la sostanza, io 
le rispondo noi andiamo in questa 
direzione. Secondo me l’Importante 
è essere conformi agli standard che 
in questo momento sono disponibili 
sul mercato, fornire l'interoperabili- 
tà. Però, siccome abbiamo una tra- 
dizione alle spalle, dobbiamo garantire di 
conservare certi attributi, una cena capaci- 
tà di essere superiori, di avere un vantag- 
gio competitivo, che è quello che ci chiedo- 
no I nostri clienti. Per questo noi abbiamo 
cambiato il nome del mainframe in Infor- 
mation Hub, che dovrebbe essere il siste- 
ma centrale di un'azienda. Noi vediamo 
questo Information Hub come il luogo dove 
abitano certe funzioni vitali per l'azienda. 
Funzioni «mission criticai», in termini di 
applicazioni transazionali da una parte e di 
sistemi di garanzia dei dati dall'altra, circon- 
date da capacità superiori a quelle offerte 
dai sistemi standard. Poi, in termini di 
interoperabrlità, vado a parlare con il resto 
del mondo. È importante dire che il dialogo 
con il resto del mondo deve avvenire attra- 
verso servizi aperti. Perché lo abbiamo 
chiamato Information Hub? Perché avver- 
tiamo nel mercato il bisogno di questo tipo 
di ruolo, perché ci sono aziende che hanno 
applicazioni mission criticai, che hanno bi- 
sogno di soluzioni grandi, complesse, situa- 
zioni dove c'è II problema che le risorse 
necessarie sono maggiori di quelle che può 
fornire una singola macchina. Chiaramente 
l'altra cosa che deve essere garantita è una 
integrità di alto livello, A noi non serve 
un'affidabilità come quella del PC. che è 
molto alta, ma che se qualcosa non va, lo 
spengo, lo riaccendo e riprendo a lavorare. 
Ma se prendiamo il solito esempio della 
prenotazione dei posti sulle linee aeree, 
devo garantire che il sistema non si spen- 
ga. Questo è il nostro valore aggiunto. Poi 
c'è l'apertura. 

A proposito dì apertura: altri produttori, 
come IBM, presentano i loro sistemi pro- 
prietari come apeni agli standard. Che dif- 
ferenza c'è tra la loro impostazione e la 
vostra? 


MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 


GRANDI SISTEMI 


C'è apertura e apertura. Da una parte c'è 
uno schema che promette aperture ottenu- 
te inserendo qualcosa tra il loro sistema e 
l'esterno, noi abbiamo un sistema intrinse- 
camente aperto. Noi diciamo semplice- 
mente che queste macchine rispettano le 
direttive di X-Open, con prodotti presenti 
nel nostro catalogo, sia pure a livelli diversi 
di implementazione. Entro la prima metà 
degli anni '90 tutti gli standard saranno 
presenti all’Interno di una macchina pro- 
prietaria per eccellenza, come il 2200. An- 
che se le applicazioni X-Open faranno anda- 
re le macchine più piano I 

Ma è ormai un fatto noto che in molti casi 
la potenza di calcolo serve a far girare le 
interfacce più che le applicazioni... 

Certo, lo vediamo anche sui personal: 
megabyte di memoria solo per far vedere 
le Cose a colori... 

Qualcuno ha detto che non si investe più 
sui mainframe. In effetti, si tratta di investi- 
menti molto alti che devono essere ripartili 
su un numero relativamente basso di in- 
stallazioni. 

Cosi si va avanti con aggiornamenti sulle 
vecchie architetture... 

Questo è abbastanza vero. 

Ora le chiedo: su un sistema innovativo 
come il Gladiator. quanto c'è di investimen- 
to reale e quanto è... lifting? Non è frutto di 
un grosso investimento? 

Si e no. Dal punto di vista tecnologico è il 
risultato di un investimento di media porta- 
ta, per la sua fascia di mercato, perché 
abbiamo consolidato all'interno di una pro- 
posta una serie di caratteristiche che erano 
già intrinseche nelle macchine componenti. 
In più abbiamo fatto uno sforzo in termini 
di ristrutturazione del software e dell'offer- 
ta stessa, ed è costoso portare un prodotto 
sul mercato. Anche se i nostri clienti sanno 
che è possibile fare un Gladiator prenden- 
do pezzi qua e là dal nostro catalogo, 
comunque è un investimento di un certo 
rilievo. Per una società annunciare un nuo- 
vo prodotto, indipendentemente da suo 
contenuto tecnologico, è sempre uno sfor- 
zo pesante. E gli annunci di hardware di 
nuova generazione sono sempre investi- 
menti molto forti. 

Hardware di nuova generazione: il 2200/ 
900, se ho capito bene. Quali sono le 
novità effettive di questa macchina ? 

Ceno, è la macchina più grossa della sua 
classe. Noi abbiamo due accordi strategici 
per quanto riguarda i chip. Uno è con Intel 
e riguarda i sistemi standard: loro ci antici- 
pano gli sviluppi della tecnologia dei chip e 
noi costruiamo i nostri sistemi standard 
intorno ai questi chip. Ma il 2200/900 non è 
una macchina standard in termini di tecno- 
logia. è una macchina completamente pro- 


prietaria. Il chip lo facciamo con Motorola, 
che è il portabandiera del RISC, perché 
probabilmente gli inventori del RISC hanno 
una capacità tecnologica di base più ag- 
gressiva. 

Ma il 2200 non è una macchina RISC... 

Si, è una macchina CISC, molto CISC... 
Uno solo chip, una sola scheda di grande 
complessità, È il contrano dell'architettura 
distribuita, noi stiamo facendo il contrario 
del downsizing. Nel momento II cui il pro- 
blema è consolidare e dare potenza, si va 
in questa direzione. In otto anni abbiamo 
portato sul mercato due novità tecnologi- 
che importanti: il 1100/90 che è stato una 
macchina di grande interesse, ne abbiamo 
vendute molte anche in Italia; è seguito il 
2200/600, e poi abbiamo annunciato il 
2200/900 che ha delle caraneristiche molto 
più avanzate, parliamo di un milione di 
porte logiche sulla stessa piastra. È staro 
realizzato un l■(impacchettamentOl> molto 
spinto, per diminuire i percorsi dei segnali, 
l'unico modo per assicurare certe velocità 
di elaborazione. Le memorie interne sono 
montate non accanto, ma sopra la CPU. 
Crediamo che questa tecnologia, che è 
nostra, non Motorola, sia la più avanzata 
sul mercato in questo momento. Purtroppo 
non siamo riusciti a mantenere il raffredda- 
mento ad aria dei modelli inferiori, siamo 
dovuti tornare al raffreddamento a liquido. 
Noi riteniamo che il 2200 sia particolarmen- 
te adatto aH'ambiente transazionale, dove 
serve una forte capacità di gestione del 
traffico di dati. Attualmente il transazionale 
è gestito attraverso un sistema proprietario 
che chiamiamo TIP, ma abbiamo un piano 
di implementazione delle regole per l’OLTP 
secondo X-Open (XPG-3), per offrire al 
clienti la scelta tra prestazioni elevate, con 
TIP, e prestazioni standard, che fatalmente 
saranno più lente. 

E adesso parliamo dei mini. 

Mi pare di aver detto, all'inizio, che non mi 
piace fare questa distinzione. Quando Digi- 
tal introdusse i Vax. esisteva una struttura 
elettronica, una struttura fisica, che distin- 
gueva le macchine proprietarie dai mini, ed 
era appunto la struttura del Vax. Oggi non 
si può dire quale sia la distinzione tra l'una 
e l’altra categoria. 

Allora giriamo la domanda: i sistemi UNIX 
di Unisys. 

Perfetto. Noi distinguiamo macchine che 
servono l'impresa e macchine che servono 
il dipartimento. Riteniamo che un certo tipo 
di macchine, basate su certe tecnologie, 
servano meglio a livello dipartimentale o a 
livello inferiore. E quando parliamo ai nostri 
clienti di questo tipo di macchine, parliamo 
del mondo UNIX. Qui devo fafe due preci- 
sazioni - in quel mercato noi riteniamo che 
sia più rilevante lo standard del valore 
aggiunto, mentre a livello superiore è piu 
rilevante il valore aggiunto dello standard. E 


MCmicrocomputer n. 123- novembre 1992 


importante che un mini sia facile da reperi- 
re, da installare, che sia aperto alle applica- 
zioni di mercato. Quindi abbiamo scelto 
UNIX, e nell'ambito UNIX la tecnologia 
Intel, che è quella che cl garantisce il 
maggior numero di crocette nello schema 
di cui parlavamo prima, con sistemi mono 
o multiprocessore. 

In realtà i nostri UNIX non sono omoge- 
nei, nel senso che fino ad un certo livello 
usiamo un'architettura nostra, mentre per i 
sistemi della fascia alta, che qualcuno chia- 
ma UNIX-mainframe. usiamo macchine co- 
struite dalla Sequent. Dunque Unix perché 
è il più diffuso, Intel per i motivi che 
dicevamo, Sequent perché hanno una tec- 
nologia più avanzata nella parallelizzazione 
dei processori. 

Questa si chiama Realpolitik I Ma veniamo 
a un altro argomento, che non può manca- 
re in un'intervista su un protagonista del 
mondo dell'informatica: la crisi del merca- 
to. Come vede la situazione Unisys ? 

Le do due notizie contrastanti. La prima è 
la percezione del mercato italiano: sembra 
che tutti stiano portando i soldi in Svizzera, 
non c’è nessuno che spenda una lira. La 
seconda riguarda Unisys nel suo insieme. 
È andata male, molto male, fino a un anno 
fa. Nel corso del ’9i abbiamo iniziato una 
serie di azioni di ristrutturazione, di raziona- 
lizzazione, sono state chiuse anche delle 
linee di prodotto, per cui dal quarto trime- 
stre del '91 siamo in attivo, abbiamo conti- 
nuato a fare profitti. Abbiamo ricominciato 
a pagare i dividendi sulle azioni. 

Come inquadrare la situazione di Unisys 
nel panorama generale, che tutti definisco- 
no molto pesante ? 

Le nostre difficoltà derivavano dalla som- 
ma di due problemi: uno. la crisi del merca- 
to statunitense, che aveva fermato soprat- 
tutto le commesse pubbliche e le linee 
aree, due settori per noi molto importanti, 
il secondo problema era che noi eravamo 
in una fase di rinnovamento tecnologico. 
Tra il '90 e il '91 noi abbiamo rifatto il parco 
tecnologico. Siamo entrati nel '91 comple- 
tamente ristrutturati e con un'offerta molto 
forte in tutte le fasce di prodotto. Negli 
Stati Uniti c'è stata una ripresina, in partico- 
lare si è mosso un po’ il mercato pubblico, 
e questo ci ha portato fuori dalla cosi. 

Mentre qualche vostro concorrente arran- 
ca ancora. 

Evidentemente non hanno avuto gli stessi 
tempi, ma anche loro si stanno muovendo. 
Le informazioni che abbiamo dall'estero, in 
particolare dagli USA, in termini di perce- 
zione del mercato, parlano di una forte 
ripresa, almeno dal nostro punto di osser- 
vazione. In Italia la situazione è molto più 
pesante, c'è una fuga di capitali, non c'è 
alcuna propensione agli investimenti, c'è 
anche l'insolvenza di molti compratori, È 
tutto fermo. 


201 


GRANDI SISTEMI 



OSI al TCP/IP. I sistemi soddisfano le 
specifiche attuali di X-OPEN, XPG-3, e 
si preparano alle XPG-4. Cioè, in teoria, 
per connettersi a un sistema UNIX, ba- 
sta collegare un cavo. Non si tratta di 
funzionalità aggiunte a sistemi nati chiu- 
si e successivamente resi aperti, in mi- 
sura più o meno ampia, a standard 
diversi. Le diatribe tra sistemi proprieta- 
ri e UNIX, l'idea di downsizing, non 
interessano i progettisti della casa ame- 
ricana. Il sistema è proprietario (difficile 
realizzare applicazioni «mission criticai» 
mettendo insieme pezzi di provenienza 
diversa!), ma questo non significa diffi- 
coltà di comunicazione con mondi estra- 
nei. OPEN 2200 nasce come sistema 
aperto, la presenza di un’architettura 
proprietaria è dovuta soltanto alla ne- 
cessità di raggiungere certe prestazioni. 

I sistemi intermedi 

Fin qui abbiamo parlato solo di grandi 
elaboratori. Ma anche Unisys si pro- 
spetta come fornitore globale di Infor- 
mation technology. e in ogni caso oggi 
non è pensabile un mainframe che non 
abbia collegati degli elaboratori pili pic- 
coli, sia nell'ambito stesso del centro di 
elaborazione, sia in un'architettura di- 
stribuita. E quindi ci sono anche dei 
mini targati Unisys, ma non hanno nulla 
di proprietario: sono rigorosamente 
UNIX, Non si tratta di sistemi qualsiasi, 
dato che il rapporto dell’AlM (una socie- 


tà indipendente specializzata nella valu- 
tazione di sistemi standard), colloca gli 
U6000 ai primi posti nelle classifiche 
che pubblica periodicamente su «UNIX 
System Performance Guide». Nell'edi- 
zione dell’estate ’92 i mini Unisys han- 
no superato i sistemi della concorrenza 
in otto test su undici. Sottoposti ai 
benchmark dell’AlM. che riportano le 
prestazioni di picco e le prestazioni 
«sotto sforzo»i con un elevato carico di 
lavoro/utente, gli U6000 si sono guada- 
gnati nove primi posti, sette secondi 
posti e quattro terzi, rientrando comun- 
que nei primi sei per ogni tipo di prova. 

Essi sono prodotti in parte dalla stes- 
sa Unisys (i modelli più potenti, che 
raggiungono prestazioni da piccoli 
mainframe, sono costruiti in America 
dalla Sequent), e sono tutti basati su 
tecnologia CISC, con processori Intel. 
Qui si incontra un'altra impostazione 
originale. Unisys non ha adottato la 
tecnologia RISC, sulla quale altri co- 
struttori hanno puntato le loro carte per 
il futuro. Il motivo, ancora una volta, è la 
maggiore apertura che i sistemi basati 
su processori Intel presentano nei con- 
fronti delle architetture RISC (se ne 
parla più diffusamente nell’intervista al- 
l’ ingegner Mondin). Nei fatti, ogni siste- 
ma RISC è un sistema proprietario e 
può far girare un numero relativamente 
ridotto di applicazioni. Invece il sistemi 
basati sui processori Intel costituiscono 
uno standard di fatto e possono far 


girare praticamente tutte le applicazioni 
disponibili sul mercato. Grazie a un ac- 
cordo con Intel, Unisys dispone delle 
caratteristiche dei nuovi processori 
mentre essi sono ancora allo stadio di 
sviluppo, e può quindi sfruttare un certo 
vantaggio sui concorrenti. Le sue ver- 
sioni di UNIX SVR4 aprono quindi la 
strada alle implementazioni che saranno 
adottate successivamente. È significati- 
vo il fatto che la casa non abbia messo 
a punto un «suo» UNIX, ribattezzato e 
personalizzato, ma lavori sulla versione 
standard con nuove implementazioni. 

Proprietario aperto sulle macchine più 
potenti, rigorosamente standard su 
quelle intermedie. E, in più, alcune scel- 
te controcorrente, come il rifiuto del 
RISC. E una strategia diversa da quella 
della maggior parte dei concorrenti, tan- 
to diversa da disegnare un concetto del 
tutto originale del grande sistema infor- 
mativo. E una strada vincente? 

Prima di essere Unisys, la Remmg- 
ton-Rand-Sperry-Burroughs, ecc. ha 
avuto vicende travagliate, dovute spes- 
so a scelte che non si sono rivelate 
corrette. Tra le grandi case dell'informa- 
tion technology è stata la prima, nel '90, 
ad andare in rosso. Ma oggi è la prima a 
riprendersi, la prima che può guardare al 
futuro con un certo ottimismo. I bilanci 
che tornano in nero mentre si parla 
ancora di crisi sono un buon passa- 
porto. 

Kg 


202 


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UNIX 


a cura dì Corrado Giustozzi 


Unix, amato e odiato da esattamente vent’anni. Unix, più che un sistema operativo 
una religione. Unix, un progetto sperimentale nato quasi come un gioco fra amici e 
diventato la pietra miliare di un nuovo modo di concepire i sistemi operativi. 

Unix, il primo sistema operativo scritto in un linguaggio ad alto livello ed il primo 
sistema operativo portatile. Unix, simbolo dei sistemi aperti. 
MCmicrocomputer non si è finora occupato direttamente di Unix se non 
indirettamente: a livello tecnico nelle puntate dedicate negli scorsi anni al linguaggio 
C ed a livello strategico/commerciale con i vari reportage dalle mostre e dalle 
convention quali quelle organizzate da I2U. 

Era però da molto tempo che avevamo in animo di dedicare uno spazio istituzionale a 
questo sistema operativo che sta godendo di un sempre maggior successo 
commerciale. 

Purtroppo non è facile trovare nuovi spazi in una rivista di qualche centinaio di 
pagine, nelle quali è necessario far convivere decine di rubriche tutte ugualmente 
importanti ed interessanti. 

E comunque, una volta trovato lo spazio, esso deve essere sempre gestito ai 
consueti livelli di qualità cui siete giustamente abituati. 

È dunque con personale piacere che introduco questo mese quello che è un primo 
tentativo di dedicare a Unix un proprio angolo su MC. 

Si tratta per ora di poco più che un esperimento, ma l'idea è quella di farlo crescere 
e consolidare in un appuntamento mensile nel quale si possano trattare sia questioni 
tecniche che questioni di mercato, magari in due sotto-rubriche indipendenti. 
Questo primo spazio si rivolge dunque al futuro... guardando indietro , owerossia 
ripercorrendo la storia commerciale di Unix in questi ultimi anni attraverso la bocca 
ed i pensieri di chi ha contribuito, nel bene e nel male, a farne un sistema alla portata 
economica di tutti. 

Se l'idea di una rubrica fissa di Unix vi interessa non mancate di farcelo sapere ; 
potremo cosi vararne definitivamente il progetto e magari studiare assieme la forma 
e la priorità degli argomenti da trattare. 

Corrado Gìustozzì 


Purché sia Unix 

di Leo Sorge 

Cinque anni di Unix, con speranze, colpi di scena e colpi bassi. Cinque anni d'interviste, di 
Convention I2U e di occasioni più o meno importanti sui sistemi aperti 


Mips = 2 (onno ' 1984 ' Bill Joy, 1984. 

Nel 1990 il 90% delle piattaforme avrà 
(solo) Unix. John Mashey, Mips, 1986. 


1988 

Il 1988 vede una situazione fluida, di 
sviluppo sia delle tecnologie che del 


mercato. È da poco fallito il primo blitz 
di AT&T, che ha cercato dì monopoliz- 
zare il mercato accordandosi per rila- 
sciare il codice delle future release di 
Unix solo a Motorola, Zibg, Intel e Na- 
tional, tutti costruttori di microprocesso- 
ri. Nel software sono cinque gli interlo- 
cutori: Microsoft, Sco, Microport, Inte- 
ractive ed Everex. IBM ha da poco rila- 
sciato le prime versioni di AIX, e sta per 
lanciare i Ps/2 con Dos in attesa 


dell' OS/2; Sun non fa ancora parte del 
gotha; Apollo lancia l'idea di Osf. 

In questo panorama riusciamo a par- 
lare con i rappresentanti delle società 
più salienti: IBM, decisa a recitare an- 
che per Unix un ruolo primario se non 
per fatturato, certo per importanza: In- 
teractive, società d'ingegneri del soft- 
ware di grande esperienza, che in qual- 
che modo ha seguito il mercato senza 
scossoni ed oggi è approdata alla Sun, 


206 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


UNIX 


nel frattempo esplosa ; ed Infine Micro- 
port, l'unica delle cinque del software 
ad essere stata costretta alla resa del 
chapter eleven f il fallimento ) da una po- 
litica dissennata e dispendiosissima nel 
tentativo di monopolizzare il mercato 
Unix proponendo System V 2.0 e Do- 
smerge per sistemi 80286. per di più 
sia AT che Ps/2, 

Microport 

A soli 34 anni, Chuck Hickey è il Pre- 
sidente di Microport, società statuniten- 
se che sviluppa e distribuisce Unix e 
software applicativo per hardware basati 
sui microprocessori Intel 80X86. Nel 
1988 Microport è la seconda società 
USA per fatturato nell 'ambito Unix-Xenix 
(la prima è SCO), e detiene il 15% del 
mercato. 

Cosa pensa di Open Software Founda- 
tion ? 

Ha le potenzialità per dare grossi risultati, 
e spero che lo faranno. 

Ma sul 386 penso che non avrà alcuna 
conseguenza* sta per arrivare Merged 
Unix, la versione che fonde il prodotto 
AT&T con Xenix, emergerà in tutto il mon- 
do come standard, e nessuno riuscirà a fer- 
marlo. 


Lei crede cosi tanto nel mercato del 386 ? 


Oh si, è un mercato incredìbile! 

Per gli utenti è una gran comodità avere 
a disposizione un vero minicomputer che 
con 10.000 dollari ha 16 posti di lavoro, e 
con delle possibilità mai raggiunte finora. 

Ma non c'è la concorrenza di altri proces- 
sori. come i Motorola 680X0 o i Risc ? 

Si. sono degli ottimi processori, e special- 
mente la famiglia Risc è davvero interes- 
sante. Il problema è che per la famiglia 
68000 non esiste uno standard di compa- 
tibilità binaria, cioè non si può trasportare 
un'applicazione da un hardware all'altro 
semplicemente trasferendo il dischetto. 
Per il 386 questo invece esiste, e il so- 
ftware scritto sotto Microport gira sotto In- 
teractive e viceversa, ed eventualmente 
anche sotto SCO Xenix. 

L'unico paragone possibile tra Unix 386 
e altri standard di mercato è con MS-DOS: 
quello che è successo con il sistema di Mi- 
crosoft sta ora succedendo con Unix 386. 
rispettando le proporzioni. 



Esemplo di integrazione VidooPix in ambienr Open Look. 


Qual è l’attuale posizione di Microport sul- 
la fusione Unix-MS/DOS ? Voi proponete il 
DosMerge di Locus, mentre Interactive ha 
il suo VP-iX. Può fare un confronto ? 

Sono due prodotti che fanno la stessa co- 
sa in due modi molto diversi. VP/iX è stato 
scelto da AT&T, mentre DosMerge da IBM 
per AIX. Noi vendiamo l'Unix di AT&T, ma 
parallelamente portiamo Dos- Merge, sia 
perché lo riteniamo tecnicamente superio- 
re che perché è disponibile sia per il 286 
che per il 386, rendendo disponibile un'u- 
nica interfaccia in sistemi con hardware di- 
versi. Comunque è fuor di dubbio che su 
questo punto il mercato si dividerà tra i due 
prodotti. 

Come vede i PS/2 in ottica Unix ? 

M icroport è finora l'unica ad aver annun- 
ciato la disponibilità di System V sotto i mo- 
delli 50 e 60 -quella per l'80 è in versione 
beta. 

Microport ha una politica di prezzi aggres- 
siva. dato che i suoi prodotti costano meno 
di quelli dei suoi concorrenti. Crede che sia 
questa una politica vìncente ? 


No, e certamente non lo è in questo mo- 
mento. Ma noi dobbiamo guardare al fu- 
turo: tra qualche tempo il prodotto di AT&T 
sarà disponibile in molte versioni, molte più 
dì quante si possa adesso ipotizzare. 
Allora i prezzi caleranno naturalmente, e la 
concorrenza sarà forte. Ma sarà anche dif- 
ficile abbassare ì prezzi. 

Interactive 

È una delle cinque società che nel 
1988 orbitano intorno a System V (le al- 
tre sono Microport. SCO. Microsoft e 
Bell). La signora Mofazali è Marketing 
Services Coordinator della società, ed ha 
la funzione di tenere aggiornati i distri- 
butori dei loro prodotti. A lei facciamo le 
stesse domande rivolte ad Hickey. 

Cosa pensa della Open Software Founda- 
tion? 

Per ora Osf non è una cosa ben definita, 
e non ci sono chiavi di lettura. Comunque 
sia Interactive è in una buona posizione, 
poiché abbiamo lavorato sia con AT&T sul 
port di System V versione 3.0, che con IBM 
per l'AlX sull'RT 6150; inoltre sviluppiamo 
altro software in quest'ambiente. Per 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


207 



UNIX 


quanto riguarda direttamente Osf abbiamo 
recentemente annunciato l'apertura di un 
Porting Center, sito nei nostri uffici di Bo- 
ston, quelli che hanno collaborato per AIX. 
È per questo che pensiamo di essere ben 
piazzati all’ intemo di questo nuovo movi- 
mento, del quale stiamo per diventare 
membri noi stessi. 

Pensa che le macchine basate sull'Intel 
80386 avranno una grossa quota di mer- 
cato ? 

Effettivamente dovrebbe esser cosi, alme- 
no nel mercato Unix, anche se non si può 
parlare di percentuali. Tra l'altro questa fa- 
miglia di microprocessori sembra abba- 
stanza potente da competere anche nel 
mercato delle workstation- AIX è adatto 
anche a questo segmento, avendo a di- 
sposizione alta risoluzione, I/O controller 
molto versatili, hard disk veloci. 

Qua/ è la situazione di VP-iX, il vostro pon- 
te tra MS-DOS e Unix, con speciale rife- 
rimento a complessi software scrìtti diret- 
tamente sotto MS-DOS? 

Sono VP-iX girano tutte le applicazioni del- 
l'MS-DOS. Ci possono essere problemi 
con programmi speciali, o malcondizionati 
già sotto MS-DOS oppure con necessità di 
supporto in tempo reale, che Unix non è 
ancora in grado di fornire, o infine se ci 
sono schemi di protezione particolari che 
agiscono a livello di controller di memorie 
di massa (floppy o hard disk drives), Le ap- 
plicazioni generiche, come ad esempio Au- 
toCad, Windows, 123, e anche il tradizio- 
nale gioco Flight Simulator non danno al- 
cun problema. Noi crediamo che VP-iX sia 
lo standard di DOS sotto Unix, cosi come 
lo pensano AT&T, Sun e Microsoft, e lo 
saranno anche altre società delle quali non 
posso ancora fare il nome: infatti questo 
nostro software sarà compreso nella ver- 
sione 3.2 di System V, e questo dovrebbe 
essere sufficiente a scoraggiare i concor- 
renti. 

IBM 

Al momento in cui avviene questa in- 
tervista, sempre nel 1988, Brian Utley è 
responsabile marketing di IBM a livello 
europeo. 

Trattandosi di Big Blue non è certo 
possibile limitarsi a parlare di Unix, in un 
momento nel quale lo sforzo specifico 
del colosso di Armonk è ancora molto 
basso. Non cediamo alla tentazione di 
chiedere informazioni su situazioni che 
poi esploderanno, quali il successo dei 
Ps/2 presso gli utenti, lo sviluppo di 
OS/2, le workstation Unix. 


Innanzitutto et faccia un quadro della si- 
tuazione. 

Lo scorso anno IBM ha dato due impor- 
tanti annunci: SAA e Ps/2. Il primo riguarda 
la Systems Architecture Application, che 
stabilisce i principi di base per cui un'ap- 
plicazione con un'interfaccia software può 
girare indipendentemente dalla macchina 
su PC, PS, System 3X e mainframe IBM; 
ciò è fondamentale per i nostri clienti, che 
possono lavorare su un qualsiasi hardware 
IBM senza doversi preoccupare né del ri- 
sultato, né della formazione del personale. 
Il secondo è la serie Ps/2. Il cui software 
è stato pensato già con la testa rivolta alla 
SAA. Ps/2 è davvero pensato per l'utente 
finale, e s'inserisce perfettamente nella fa- 
miglia IBM. Il PC fu sviluppato come pro- 
getto a sé stante, senza alcuna relazione 
con le altre macchine, Adesso che è pas- 
sato del tempo, e II mercato è cresciuto, 
l'utenza vuole usare gli eredi del PC in un 
ambiente integrale. 

Pensa che i Ps avranno lo stesso mer- 
cato dei PC ? 

Si, senza alcun dubbio. I Ps stanno an- 
dando così bene in tutto il mondo, che non 
riusciamo a soddisfare la domanda. 

Sul fronte Unix IBM ha già rilasciato la sua 
versione, AIX Ilo stesso del 61 501 per il mo- 
dello 80, che usa il microprocessore Intel 
80386. Entro l'anno, ma non da IBM, sono 
attese versioni di System V, probabilmente 
nella versione 2.3, per i Ps 50 e 60, che 
usano I' 80286. Che supporto fornirete al 
riguardo ? 

I sistemi sono di tipo aperto, per cui chiun- 
que voglia sviluppare software per loro, 
compreso Unix, sarà il benvenuto. Noi pen- 
siamo che da questo punto di vista sia più 
sensato lavorare su elaboratori basati 
sull'80386, che è molto più potente 
dell '80286. 

Cosa pensare della lite tra Apple e Micro- 
soft sull'interfaccia amichevole di Windo- 
ws e de I PreSentation Manager di Os/2? 

Stiamo continuando a lavorare con Micro- 
soft per il Presentation Manager, e non ab- 
biamo intenzione di cambiare i nostri piani. 

Sun e Sony hanno recentemente annun- 
ciato workstation di prezzo davvero ag- 
gressivo, circa la metà di quelli correnti. Lei 
pensa che tali avversari intaccheranno il 
mercato del modello 80 usato come work- 
station? 


Il mercato sta crescendo, e darà spazio a 
chiunque riuscirà ad offrire un prodotto al- 
l'altezza 


1989 

È un anno con pochi colpi di scena, e 
ancor meno fatti salienti. Nel 1989 si svi- 
luppa la strategia di Osf, fondata nel 
1988 per ufficiale iniziativa di Apollo ed 
altri membri, in realtà suddivisi tra ricchi 
e votanti (con in testa IBM) e spettatori. 
Osf è la risposta del mercato all'accordo 
tra Sun ed AT&T, che con un nuovo blitz 
cercava di entrare nel mercato accordan- 
dosi con un costruttore. Di lì a poco Apol- 
lo viene acquisita da Hewlett Packard, 
ed IBM esce allo scoperto: AT&T non 
può decidere da sola le sortì di Unix, sia 
se Big Blue voglia usarlo che se intenda 
restarne al di fuori. Ambasciatore della 
neonata fondazione è Paul Whal, che per 
lunghi mesi si prodiga nello spiegare sul- 
la carta cosa uscirà da questa iniziativa: 
un sistema moderno, aperto sia lui che 
i processi decisionali di sviluppo, ed inol- 
tre economico. Di li a poco AT&T rior- 
ganizzarà il suo discorso fondando Unix 
International e i Software Laboratories, 
in sigla USL (che in Italia invero suona 
male). Per mettere qualcosa sul merca- 
to, Osf sceglie l'interfaccia utente gra- 
fica e a finestre: si chiama Motif. e deve 
contrapporsi ad Unix con ogni mezzo. Un 
aneddoto aiuta meglio a capire il clima. 
Alla domanda «Perché avete scelto il no- 
me Motif?«, Paul Wahl ha risposto «Per- 
ché non ci sono X». visto che nel mondo 
Unix l'onomastica è contraddistinta pro- 
prio da quella lettera. 

Tecnicamente arriva Merge Unix, ov- 
vero System V 3.2, che incorpora Xenix 
e molte funzioni del Bsd. 

L'obiettivo stavolta non sono gli uten- 
ti, ma gli sviluppatori, cui si chiede di 
usare 3.2 per migrare da Bsd, ma so- 
prattutto da Xenix verso System V In- 
vece 3.2 è macchinosa e grossa, Sco 
continua a vendere Xenix a piene mani 
e la situazione ristagna. 


1990 

Nel 1990 nessuno può più fermare il 
successo di Sun. che reinventa le work- 
station facendone un superpersonal da 
rete. In questo caso anziché un'Intervi- 
sta intera riteniamo più produttivo un col- 
lage di affermazioni di esponenti della 
Stanford University Network. 

Questo è l'anno decisivo per Unix, tan- 
to che fioriscono gli eventi sui sistemi 
aperti o direttamente su Unix; Bill Gates 
viene in Italia, dopo l’abbandono del 
mondo Unix e prima della lite con IBM 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


UNIX 


su OS/2, ma in pieno boom di Windows, 
AT&T si è riorganizzata commercialmen- 
te, ma anche tecnicamente, e studia 
nuove soluzioni più o meno similari a 
quelle di Osf. SuH'argomento intervistia- 
mo David Presotto, uno dei più coinvolti 
nella ricerca, e riportiamo gli stralci più 
salienti della conferenza stampa di Gu- 
glielmino, capo di Microsoft. Infine non 
cediamo alla tentazione di riportare un 
salace parere di Robert Novak, direttore 
commerciale della Mips e ahinoi in nes- 
sun modo imparentato con la bionda 
Kim. Il Gruppo S&M promuove Unix al 
Castello in Napoli, al Castel dell’Ovo. No- 
nostante le tante presenze di rilievo la 
maggiore attenzione spetta a Dave Pre- 
sotto e i Bell Labs, che dal nome sembra 
un emergente gruppo techno music, ma 
è uno dei ricercatori cui AT&T, nei la- 
boratori Bell, ha affidato Pian 9, una ver- 
sione di studio di Unix. Dave parla e ca- 
pisce un buon italiano di base, nel quale 
spiega che Unix e Napoli hanno molti 
contatti, anche perché a suo dire Thom- 
pson (con Ritchie il padre di Unix! ha pas- 
sato dieci anni a Napoli, notizia che sor- 
prende tutti e che somiglia molto ai tre 
anni di militare a Cuneo che Totò mil- 
lantava per spiegare quanto fosse uomo 
dì mondo. Si parla di architettura del si- 
stema: la parola d'ordine è microkemel. 

Sun 

«Il nostro campo di battaglia è il desk- 
top. e la nostra piattaforma si aggiunge 
a Intel/Dos e Motorola/Macintosh» asta- 
ta l'affermazione a sorpresa di Scott 
McNealy, presidente di Sun. durante la 
conferenza stampa tenuta durante le 
giornate dì I2U '90. La motivazione è in 
una prima serie di annunci relativi al por- 
ting su Sun di software noti: Lotus 1-2-3 
versione 3.0, DBase IV, WingZ e Word- 
Perfect si aggiungono agli oltre duemila 
titoli di Sparcware, il catalogo software : 
inoltre, 3Com ha annunciato che inte- 
grerà nel suo 3+Open Lan Manager le 
RPC di Sun, prevedendo di rilasciarne il 
kit di sviluppo per la fine del 1991. 

Dal suo canto Bill Joy, numero 2 e di- 
rettore R&S di Sun, rincara la dose del- 
l'attacco. dichiarando che «entro la fine 
dell'anno Sparc avrà il 50% del mercato 
attualmente occupato anche da work- 
station e X-terminal. perché è l’unica 
piattaforma rise offerta da più costrut- 
tori, quindi l'unico standard di fatto». 

Il che è confermato dagli altri annunci : 
in questo momento il chipset Sparc è 
disponibile da cinque industrie del silicio, 
ovvero Fujitsu, Cypress, Texas, LSI Lo- 
gic e BIT, ed usato da circa 1 00 costrut- 
tori di hardware di tutto il mondo, con 
Toshiba e Unisys, che promettono d'im- 
pegnarsi sulla piattaforma BsdO'Unix di 



Bill Joy, responsabile ricerca & sviluppo Sun Mi- 
crosystems Ine 


SunVOpen Look. Ed è un mercato in 
grandissima crescita. E dire che tutto 
parti da un gruppo di studenti universitari 
che, convinti del loro progetto, offrirono 
al mondo intero le specifiche d'una pri- 
ma versione da 20 mila transistor del 
chip Sparc, che oggi ne conta 1 milione 
e 350 mila: «Motorola e AT&T non erano 
per niente interessati; Intel lo era solo in 
parte, e noi andammo in Giappone, dove 
la Fujitsu ci diede l'ok per la prima rea- 
lizzazione in gate array». è la testimo- 
nianza di John Gage, direttore scientifico 
di Sun. 


Dave Presotto 

Tra t due nuovi modelli, il chem/server di 
Osf e la distribuzione funzionale di Pian 9. 
qual è il migliore ? 

P9 e c/s sono molto simili: noi abbiamo 
solo specializzato alcune componenti, Il no- 
stro lavoro (P9. ndr) non è fatto per il mer- 
cato, ma per nostre sperimentazioni. 

Come sarà Unix nel 200 1 ? 

Non cambierà molto. Gli standard cam- 
bieranno qualcosa sul guscio esterno, ma 
non il resto. 


Nel tempo Unix si è appesantito: deve na- 
scerne il figlio, arrivare qualcun altro 0 sarà 
sempre lui il nostro s.o .? 

Per ora resta lui, appesantito ed invecchia- 
to. In verità a noi non importa com'è den- 
tro, ma che sia facile da usare, come lo è 
Macintosh. Non possiamo fare affidamen- 
to su Open Look 0 Motif, perché saranno 
anche bellissimi ma sono difficili da usare 
per noi, figuriamoci per le segretarie. Inol- 
tre al momento per gestire un’applicazione 
sotto Unix in rete servono tre amministra- 
tori. uno per Unix, uno per la rete e uno per 
l'applicazione, ed è troppo! 

Robert Novak 

Ma se IBM annuncia AIX sui 3090, e si 
capisce che tutto sommato Osf è un ca- 
sermone per la gestione omogenea di si- 
stemi remoti e distribuiti. Unix ha senso sui 
mainframe ? 

No E nato per determinate funzioni e si 
è sviluppato seguendo schemi tutt'altro 
che casuali, e le modifiche non hanno cam- 
biato il file System originale, ma solo ac- 
cenato la giustapposizione di altri ambienti, 
senza sfociare in una visione unica. Quindi 
i problemi di transazioni, protezione 0 real- 
time sono stati risolti aprendo loro una por- 
ta ciascuno al solito kernel. Inutile pensare 
a Unix su mainframe la risposta a grandi 
necessità di potenza è nella rete di mini 
con database e potenza distribuita, filosofia 
completamente agli antipodi del monolitico 
mainframe, è questo il parere di Robert No- 
vak di Mips. 

Bill Gates 

Veniamo quindi alla conferenza stam- 
pa di Bill Gates. Anche in questo caso 
allarghiamo il discorso ad alcuni punti li- 
mitrofi, magari già iniziati con Utley, e 
comunque sfociati altrove. 

Qual è il futuro di Microsoft nel mondo 
Unix ? 

Microsoft è stata la prima a commercia- 
lizzare Unix, Collegare terminali non intel- 
ligenti e molto costoso per alcune appli- 
cazioni, mentre il prezzo delle reti e del so- 
ftware relativo sta scendendo in fretta, per 
cui questo ambiente e in realtà preferibile 
alla multiutenza. Inoltre il principale proble- 
ma di Unix è che esistono ancora molte 
versioni, che ne limitano la diffusione, a 
parte in alcuni settori specifici, come le 
workstation di progettazione ed alcuni ser- 
ver. 

Quale consiglio per gli sviluppatori Win- 
dows o OS/2 ? 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


209 


UNIX 



Bill Gates 


Se l'applicazione sfrutta tutte le caratte- 
ristiche di OS/2 è il caso di fare uso di quel 
sistema operativo, ma se l'obiettivo è la 
massima diffusione intesa come numero 
di macchine sulle quali l'applicazione può 
girare senza problemi, allora è ovviamente 
meglio affidarsi a Windows. 

Quest'ultimo è il caso di tutte le piccole 
software house, ma è sempre meglio fare 
attenzione alle caratteristiche di portabilità 
tra Windows e OS/2 versione 2. 

Può la versione 3 di Windows da un lato 
rivitalizzare il Dos, dall'altro frenare OS/2 ? 

L'obiettivo di Microsoft è di migliorare 
continuamente Dos, Windows ed OS/2, e 
sta molto attenta sia alle tecnologie che ai 
prodotti. 

Le vendite di OS/2 continuano a salire 
molto velocemente, tanto che possiamo 
ipotizzare che il loro volume raddoppierà 
ogni anno per i prossimi due o forse tre 
anni, perché è la risposta alle domande 
d'un significativo numero di utenti. Anche 
Windows sta andando bene, e Dos resta 
la migliore risposta agli utenti di PC stand- 
alone. 

Ci sarà un OS/2 light, di ridotte drmensio- 


Vorremmo che chi acquista una macchina 
da 4 megabyte sia poi in grado di usarla 
effettivamente. Porremo grande attenzio- 
ne alle dimensioni del prodotto. 

Non pensa che la presenza di Next sia un 
fattore di crescita del personal computing? 

Steve Jobs ha grandemente contribuito al 
mondo del personal computer, ed è per 
questo che guardo con grande attenzione 
al suo lavoro e alle scelte che fa. Dove non 
concordo è che le nuove tecnologie de- 
vono essere compatibili con quanto già esi- 
stente: questo è fondamentale non solo 
per le periferiche, ma anche per la forma- 
zione e il know-how. 

E quindi ciò che io devo pensare è che 
Windows, OS/2 e Mac saranno il 99% del 
mercato per i prossimi cinque anni. 


1991 

È un anno importantissimo, nel quale 
si sviluppano terribili lotte commerciali 
che in gran parte hanno i loro effetti uf- 
ficiali nel 1992. Lo strapotere commer- 
ciale di Sun porta in auge la sua unica 
alternativa, Mips, nata anch'essa nelle 
università americane e divenuta un suc- 
cesso di buone dimensioni: molti co- 
struttori, con in testa Digital e ovvia- 
mente Mips, lanciano il consorzio Ace. 
che si propone di fare Pc rise basato sul 
processore Mips e con sistemi operativi 
Microsoft Windows Nt e Unix 4.0; que- 
st'ultimo verrà sviluppato da Sco. Noi 
nel frattempo torniamo ad Interactive, 
qualche tempo addietro acquisita da Ko- 
dak, che fa un giro in Europa per far par- 
lare di sé tramite Tony Westray, Euro- 
pea n Marketing Manager. Abbiamo poi 
l'occasione di volare alto con Domenico 
Ferrari, una personalità italiana che però 
vive e lavora prevalentemente in Califor- 
nia. Interactive Systems Corporation è 
uno dei primattori della scena Unix 
mondiale. Rispetto alle società concor- 
renti, ha una sua particolarità: è partita 
come società di tecnologia del softwa- 
re, e solo in seguito si è strutturata 
commercialmente, fino a giungere ai ri- 
sultati dello scorso esercizio 1990 che 
ha visto un fatturato di 60 milioni di dol- 
lari, ottenuto con 400 persone delle 
quali ben 100 in servizi e tecnologie. Il 
fatto di essere diventati parte del grup- 
po Kodak ha senz'altro permesso loro di 
non scendere a troppi compromessi 
con un mercato che ha eliminato molti 
altri interlocutori. 

D'altro canto Unix ha perlomeno tre 
aspetti in fieri : dualismo tra Unix Inter- 
national e Open Software Foundation, 
connectivity globale e piattaforme Risc; 


quest’ultimo punto in realtà rappresenta 
anche la destinazione dei prodotti mul- 
tiprocessor. Interactive si è strutturata 
per seguire tutti e tre questi aspetti: per 
Unix resta sulla piattaforma System V 
— AT&T; per le reti ha eccellenti pro- 
dotti in tutti i settori delle telecomuni- 
cazioni, oltre ad essere interfacciato al 
Dos sia utente che in lan; per i Risc è 
in dirittura d'arrivo con Mips. 

Più vicino nel tempo c'è il problema 
delle prossime versioni di System V, ar- 
gomento che in Italia ha grande impor- 
tanza perché sostanzialmente abbiamo 
saltato un passaggio, quello da Xenix a 
V.3.2. Dì tutto ciò abbiamo parlato con 
Tony Westray. 

Qual è il background di Interactive? 

Siamo una società altamente tecnologica. 
La versione corrente di System V è la 3.2, 
release 2.2; la versione 4.3 è attesa per la 
metà di giugno, sia nel development 
System per il porting di applicazioni che 
ovviamente nel runtime, Per ricompilare i 
sorgente provenienti dalla 3.2 si deve at- 
tendere la versione 4R4, disponibile da di- 
cembre, 

Il prossimo grande annuncio riguarda 
una versione che gira su hardware di di- 
mensioni ridotte nella Ram e nell'HD: eb- 
bene entro febbraio '92 sarà disponibile la 
versione chiamata Unix Lite o Easy Unix, 
che - solo per dare un riferimento - gira 
in 6 MB Ram. 

Lei crede che le interfacce grafiche delle 
nuove versioni di Unix richiedano una po- 
tenza ancora erogabile dalle attuali mac- 
chine 386/486? 

Penso di si. Per quanto riguarda l'effettiva 
potenza, credo che dal punto di vista del- 
l'utente non ci sia problema, perché at- 
tualmente non serve su tutti i terminali, 
ma solo per quelli grafici, dato che per 
wordprocessor, database e spreadsheet 
non sarebbe che un inutile appesantimen- 
to, quindi per le poche workstation grafi- 
che collegate al sistema la potenza dispo- 
nibile è sufficiente. 

Come vede l'andamento strategico del 
fenomeno Unix? 

Unix sta andando verso Osf, che è un 
prodotto di grandi ed impegnative dimen- 
sioni, per cui resta il problema del single 
e small user, che cercheranno sempre 
System V. Noi svilupperemo un prodotto 
adatto che chiamiamo Pc Unix, senza ri- 
metterci in connectivity con Dos e tutte le 
forme di telecomunicazioni. Inoltre conti- 
nueremo a lavorare su Unix AT&T, e forse 


210 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


UNIX 


resteremo I soli. Attualmente ci stiamo oc- 
cupando del codice di V.4 per il rise Mips, 
che avrà particolarmente senso con il mul- 
tiprocessor: una prima versione per il pub- 
blico sarà pronta per il 1992. Le macchine 
rise stanno avendo una grande importan- 
za. 

Domenico Ferrari è docente alla Univer- 
sity of California di Berkeley, e membro 
dell'lntemational Computer Science Insti- 
tute. In uno dei suoi ritorni al suolo natio 
gli abbiamo posto alcune questioni sui si- 
stemi aperti, prendendo spunto anche da 
altri aspetti: l'intervista che qui di seguito 
riportiamo stralcia alcune risposte. 

Partendo dai sistemi aperti, la prima im- 
pressione è che lei sia dichiaratamente a 
favore. 

Sì. sono a favore, ma non per tutto: in 
generale, non è detto che il sistema aper- 
to sia la soluzione per tutti; in questo mo- 
mento, secondo me, è importante porsi 
questo problema, ma non è detto che 
tutte le ditte lo debbano risolvere nello 
stesso modo. In futuro vedo una maggio- 
re presenza di sistemi aperti. Adesso c'è 
il problema della transizione. 

Non è detto che debba avvenire alla 
massima velocità, cosi come non è detto 
che debba avvenire in un certo modo 
piuttosto che in un altro: è ora di comin- 
ciare a pensarci seriamente, e in qualche 
caso, addirittura, di tuffarcisi dentro e fare 
tutto al più presto; tuttavia, in altri casi la 
soluzione migliore è di procedere per gra- 
di. 

Parlando dell'hardware. lei pensa che il 
rìse sia la risposta ? 

lo non sono un architetto hardware, quin- 
di la situazione non la percepisco da un 
punto di vista interno: vedendola dall'e- 
sterno devo dire che si sta facendo anco- 
ra del baccano su una cosa che non ha 
molta importanza. Forse è vero che un 
progetto rise è più facile da iniziare, però 
oggi tutto sommato le architetture si rie- 
sce a coprirle con il software, quindi il 
problema della scelta tra aperto o proprie- 
tary è un problema di software: l 'hardwa- 
re che ci sta sotto il rise forse facilita un 
pochino, ma potrebbero esserci anche un 
Vax, un 370 o un Intel, e non credo che 
cambierebbero molto le cose. 

È stata fatta questa grancassa del riso, e 
tutto viene visto nel l'ottica del rise anche 
quando c'entra poco. 

La mia opinione è che se io ho un mi- 
croprocessore e voglio pubblicarne le 
specifiche è sicuramente più facile pubbli- 
carle con il rise. 


Riusciremo a sostituire i Pc con delle 
workstation Unix? 

Lo spererei presto, ma non ci conterei 
molto perché c'è un'inerzia spaventosa 
del sistema precedente. 

Il problema di Unix come base per le 
workstation è nell'amministrazione di si- 
stema: servirebbe qualcosa Come un si- 
stema esperto che die una mano, altri- 
menti l'utente non riuscirà mai a tenere 
Unix efficiente. 

Lei ha sentore di una soluzione del ge- 
nere? 

No, questo per quello che riguarda o le 
ditte piccolissime o le workstation casai- 
lìnghe: se invece parliamo di grosse ditte 
ci siamo già. 


1992 

L'ultimo anno, il più amato, il più im- 
portante: la lotta toma all'hardware di 
base, i microprocessori. Il primo gen- 
naio, Sun annuncia di aver acquisito In- 
teractive, che si dedicherà al passaggio 
dai vari sistemi 386 di Sun al suo nuo- 
vo ambiente, Solaris 2.0, basato su 
tecnologia Bsd. 

Anche se un sottoannuncio garanti- 
sce per cinque anni la sopravvivenza 
dei prodotti Interactive, questa società 
che pensava di sopravvivere con Mips 
si trova ad essere Sun, il suo principa- 
le e per ora unico concorrente. 

D'altronde Mips è nei guai: prima li- 
cenzia decine di ingegneri, poi viene 
comprata da Silicon Graphics, da sem- 
pre in bilico tra usare Sparo o Mips. 
D'altro canto, per sviluppare la prossi- 
ma generazione dì chip rise Power si 
annota l'alleanza tra IBM, Apple e Mo- 
torola: da quest'ultima ci si attende 
che in un paio d'anni abbandoni sia la 
sene 680X0 che la rise 88K. Subito 
IBM con un colpo a sorpresa, da su- 
bito collega al carrozzone Power il 
gruppo Bull, che già aveva sperimen- 
tato macchine mono e biprocessore 
basate sul Mips. 

Su questo chip piove, e anche tan- 
to: Digital si ritira da Ace perché da tre 
anni sviluppa Alpha, il proprio rise, che 
dimostra in occasione del Decworld: 
non contenta, Digital acquisisce quote 
di Olivetti, che pur avendo appena ri- 
progettato la propria offerta che preve- 
de largo uso dei chip Mips ed Intel 
X86, ha bisogno di denaro liquido, ed 
annuncia che potrà far uso di Alpha. 

Sun, con grande ritardo e solo per 
un accordo con la Texas Instruments, 
tira fuori Supersparc, la versione po- 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


tenziata del chip, che però arriva con 
un paio d'anni di ritardo e i limiti in- 
trinseci. 

Dal suo canto. Intel deve manifesta- 
re la propria presenza, dato che — co- 
me dice Gage - è di gran lunga la so- 
cietà più ricca operante nel mercato 
dei processori: e allora annuncia il 586, 
o P5, un Cisc di grande potenza, cui 
subito Sco si accoda, mollando Ace. 

E allora? Di questi argomenti MC ha 
già parlato nel numero di luglio-agosto, 
nei resoconti di I2U, per cui qui di se- 
guito riportiamo solo qualche nota, in 
sintonia con il resto, ma a chiusura del 
servizio. 

John Mashey (Mips). Per parlare di 
Dee Alpha dobbiamo partire dal nostro 
R4000, che va in produzione oggi con 
2x8K Cache e andrà con 2x16K in tec- 
nologia da 0,6 micron, ha 1,35 milioni 
di transistor (dei quali 0,75 di cache). I 
nostri chip per la fine dell'anno avran- 
no clock esterno da 75 MHz, interno 
da 150 MHz: questi oggetti surclasse- 
ranno anche Alpha, che tra l'altro è co- 
stoso e grosso, e poiché la potenza 
dei nostri chip cresce del 60% l'anno, 
prima che siano disponibili quelle mac- 
chine noi le avremo superate, perché il 
nostro progetto dì superchip prevede 
alla fine del 1993 il chip da 200 MHz 
di clock interno. Inoltre tutti i seri pro- 
duttori di chip stanno lavorando non 
solo sulla versione di base, ma anche 
su quella a basso costo. 

John Gage (Sun) System V è orri- 
bile, ma ognuno ha le sue opinioni: gli 
utenti del Macintosh non toccherebbe- 
ro mai un PC. Comunque il lavoro con- 
giunto tra Sun e AT&T per SVR4, che 
sta girando ad esempio sulle macchine 
lei, ma anche molte altre, ha funziona- 
to. 

Abbiamo aggiunto qualcosa, soprat- 
tutto nel multiprocessor e nel multi- 
threading. 

Nel multiprocessor pensiamo che la 
necessità sia di vendere alla gente 
centomila pezzi entro la fine dell'anno: 
la ragione è che per far funzionare i 
nuovi Cray e connection machine deve 
essere disponibile del software adatto 
da sviluppare con dei desktop. 

La prossima arena per avere velocità 
è di avere dei multiprocessor, raddop- 
piandoli ogni tre anni o così via, per 
giungere a macchine da 400 SpecMark 
tra il 1 994 e il 1 995. Va però detto che 
Specmark è un'approssimazione, e la 
versione '92 è migliore della preceden- 
te, e comunque sempre meglio dei 
Mips; inoltre è capace dì evitare la fre- 
gatura che alcune aziende stavano fa- 
cendo proprio sulle metriche, prepro- 
cessando il codice per avere risultati 
migliori nei benehmark. «§ 

211 



Zenith 

Z-NOTE 325 Le 


L a classe è classe. E il portatile 
che ci accingiamo a provare in 
queste pagine è proprio un pro- 
dotto di classe. A cominciare dall'esteti- 
ca molto raffinata, dall'utilizzo di mate- 
riali di altissima qualità, dalle caratteristi- 
che molto, molto interessanti, per finire 
al nome che porta, Zenith, che equivale 
a dire « tanto di cappello". Anche il 
prezzo di vendita, più di nove milioni, 
non lascia il minimo dubbio circa il cali- 
bro del prodotto offerto. 

Stiamo parlando del nuovissimo Z- 
NOTE 325 Le, ultimo nato in casa Ze- 
nith : come avremo modo di appurare in 
queste pagine, ve lo anticipiamo, si trat- 
ta di un vero gioiello. 


di Andrea de Prisco 

Nel suo nome sono riportate le carat- 
teristiche salienti di questo computer. 
Innanzitutto si tratta di un notebook, di 
dimensioni certo non esasperatamente 
ridotte ma sempre del tiro di un comu- 
me foglio A4: diciamo una risma, più 
che un foglio, con i suoi quasi cinque 
centimetri dì spessore. 

Segue, nel nome del prodotto, il nu- 
mero 325: indica la presenza di un 
processore 386 a 25 MHz. La «L» ac- 
canto al numero rivela l'utilizzo dì un 
processore a basso consumo, nella fat- 
tispecie l'Intel 386 SL. Per finire, fa «c» 
finale, non sta per ciliegina (anche se il 
paragone è fin troppo azzeccato) ma per 
"Colore »: uno spendrdo display LCD a 


matrice attiva completa la dotazione di 
questa macchina e giustifica a pieni 
poteri il prezzo « super » della macchina. 
Sappiamo infatti che un display a colori 
a matrice attiva da solo costa già svaria- 
ti milioni e dunque ogni paragone va 
fatto con macchine dotate di dispositivi 
simili: a meno della metà possiamo 
trovare solo macchine dotate di display 
a colori a matrice passiva, ma vi assicu- 
ro che la distanza in termini di qualità 
dell'immagine visualizzata è ben supe- 
riore alla differenza di prezzo esistente. 
Ma lasciamo alle conclusioni dell'artico- 
lo le considerazioni sul prezzo e comin- 
ciamo. invece, con la prova vera e pro- 
pria. 


212 


MQmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


PROVA 

ZENITH Z-NOTE 325 LC 



II Track Man della Logitech è fornito a corredo. 


L'esterno 

La prima cosa che salta all'occhio 
dello Z-NOTE è sicuramente il suo look 
esterno. Non tanto per la colorazione, 
identica a quella degli altri portatili Ze- 
nith e non Zenith, quanto per la finitura 
>< quadre uosa » del coperchio-display, ri- 
proposta anche sul perimetro esterno 
della macchina, all'Interno ai due lati del 
visore LCD e perfino sull'alimentatore. 
Sembra fatto coi mattoncini Lego... 

Tornando seri, l'aspetto esterno dello 
Z-NOTE dà comunque un'idea di solidità 
e affidabilità generale non sempre ri- 
scontrabile in apparecchi miniaturizzati 
come questo. 

Sul lato destro della macchina trovia- 
mo la meccanica per microfloppy da 
1,44 MB upgradabile con quella di capa- 
cità doppia (dovremmo dire quadrupla) 
da 2.88 MB, In verità anche il display è 
intercambiabile in quanto è possibile 


Zenith Z-NOTE 325 Le 


Produttore e distributore: 

Zenith Data System Italia 
Strada 4, Pai. AB Milanofiori 
20089 Assago IMI). Tel. 02/S7S911. 

Prezzo UVA esclusa): 

Zenith Z-NOTE 325 Le L. 9.390.000 


upgradare il modello inferiore 325 L (o 
320 L) dotato di semplice display mono- 
cromatico. Accanto al drive troviamo un 
vano per il modem interno a 2400 baud 
hayes compatibile e accanto a questo 
uno sportellino cela uno degli atout di 
questo portatile: lo Z-NOTE, che ci risul- 
ti, è il primo notebook che incorpori una 
scheda di rete Ethernet per una sana e 
consapevole connettività con ambienti 
di rete preesistenti. 

Sul lato opposto della macchina tro- 
viamo l'alloggiamento per la batteria ri- 
caricabile all'idruro nichel metallico che 
assicura circa il 40% in più di tempo 
operazionale rispetto ad una comune 
batteria ricaricabile al nichel cadmio. È 
anche presente, sullo stesso lato una 
piccola staffa di sicurezza cui attaccare 
una catenella per assicurare il computer 
al tavolo (ottima per tutti i furbi non 
dotati di tronchesina). 

Sul retro, sapientemente coperte da 
uno sportellino di plastica, troviamo le 
connessioni per il mondo esterno e 
precisamente una porta parallela estesa 
(EPP) ad alte prestazioni, una porta se- 
riale, una porta mouse/tastiera esterna, 
un'uscita per video VGA esterno e un 



Bello ed elegante anche l'alimentatore. 


grosso connettore che, diversamente 
dalle aspettative, non consente la con- 
nessione con un box di espansione per 
schede, ma di un'utile «ciabatta» (sul 
manuale è denominato «indicatore di 
porta», ma si tratta di una traduzione 
splendida..,) che riporta semplicemente 
i vari connettori di interfaccia già pre- 
senti sul retro del computer. In questo 
modo possiamo attaccare a questo la 
nostra stampante, il nostro video, un 
eventuale modem esterno, una tastiera 
e un mouse da tavolo (purtroppo è 
esclusa la porta Ethernet disponibile la- 
teralmente) e con il dispositivo di ag- 
gancio e sgancio rapido in un attimo 
attaccare o staccare il notebook quando 
lo utilizziamo sul tavolo. È il classico 
uovo di colombo che ci permette di non 
stare a collegare tutto ogni volta facen- 
doci risparmiare tempo e usura dei con- 
nettori stessi (cosi recita il manuale...). 

Detto questo, agendo sui due sganci 



La tastiera del portabile Zenith 6 ottima per Qualità e compietele 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


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PROVA 

ZÉNITH Z-NOTE 325 LC 



laterali, possiamo accedere al vano ta- 
stiera display, veri fiori all'occhiello di 
questa macchina. 

Tastiera e display 

Una volta sollevato il coperchio, la 
prima cosa che possiamo notare è l’otti- 
ma tastiera di cui lo Z-NOTE dispone. 
Senza tema di smentita possiamo sicu- 
ramente affermare che si tratta di una 
delle migliori tastiere mai viste su un 
notebook. Dimensioni, tocco, disposi- 
zione e completezza dei tasti sono inec- 
cepibili. A scelta possiamo finanche ac- 
compagnare la pressione dei tasti da un 
rassicurante click audio generato dall'al- 
toparlantino di sistema. Nella tastiera 
non manca proprio nulla: troviamo tutti i 
tasti funzione, fi 1 e fi 2 compresi, di- 


sponibili in prima battuta nonché i tasti 
di controllo cursore disposti a «T» rove- 
sciata e i vari Home. End, PgUp e PgDn 
tutti disponibili in maniera diretta. Enter, 
Backspace, Control, doppio Shift e Cap- 
sLock tutti sovradimensionati e anche la 
barra spaziatrice è di dimensioni gene- 
rose. 

In seconda battuta, ovvero preceden- 
do la pressione del tasto Fn, troviamo 
solo alcuni tasti secondari come il Print 
Screen, il SysReq, il NumLock, il Pause 
e il Break. Oltre a questi, sempre trami- 
te tasto Fn, possiamo cambiare la velo- 
cità del processore per portarla in mo- 
dalità Slow a 6.25 MHz, variare il contra- 
sto del display (che sul modello a colori 
equivale a cambiarli secondo una logica 
non troppo intuitiva), commutare tra di- 
splay interno e monitor esterno (è pos- 



sibile, però, anche tenerli attivi turt'e 
due), invocare il programma di SetUp di 
cui parleremo tra breve, attivare e disat- 
tivare lo speaker interno e mandare il 
computer in stato di standby. Non man- 
ca, naturalmente, un tastierìno numeri- 
co immerso, né tutte le accentate per 
un utilizzo «nazionalizzato» del portatile. 

Tra tastiera e display troviamo il pul- 
sante di accensione, un vano per il 
coprocessore matematico e per espan- 
dere ulteriormente la memoria (da 4 a 
12 MB di RAM) e un piccolo pulsante di 
reset da azionare in congiunzione col 
pulsante di accensione per sortire il suo 
effetto. 

Al posto delle comuni (ma sicuramen- 
te più visibili) spie di funzionamento è 
presente un minuscolo display di servi- 
zio che visualizza alcune icone indicanti 
particolari stati di funzionamento: ali- 
mentazione CA, modo standby attivo, 
alimentazione a batterie, attività del di- 
sco fisso e del drive per microfloppy, 
collegamento all'unità di connessione 
periferiche esterne, utilizzo del LAN 
controller interno, uscita VGA esterna 
attiva, modem, altoparlantino, Num- 
Lock, CapsLock, ScrollLock e tastierino 
numerico «emerso». 

E veniamo al pezzo forte: il display. 
Come detto si tratta di un'unità a matri- 
ce attiva di eccellente qualità. Purtrop- 
po, però, visualizza solo 16 colori e non 
256 come capita in altre macchine a 
colori come questa. Come ogni «matri- 
ce attiva» non ha il controllo del contra- 
sto ma solo quello della luminosità del 
pannello di retroilluminazione. Il contra- 
sto. Infatti è sempre massimo e pratica- 
mente non varia nemmeno orientando 
diversamente il display rispetto al punto 
di osservazione. Tra i difetti comuni dei 
display a matrice attiva, troviamo anche 


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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 






PROVA 

ZENITH Z-NOTE 325 LC 




sull'esemplare in nostro possesso alcu- 
ni pixel «rotti» (tre nel nostro caso) 
owero sempre accesi. Anche se «psi- 
cologicamente» fastidioso, come difet- 
to, dobbiamo sempre pensare che i 
display a matrice attiva dispongono di 
un transistor per ogni pixel che nel caso 
dei display a colori diventano 3 per ogni 
punto dovendo modulare i tre colori 
primari (rosso, verde, blu) per ottenere il 
colore desiderato, quindi pensare a 
qualche transistor rotto sulle centinaia 
di migliaia regolarmente funzionanti non 
è una percentuale «disastrosa». Co- 
munque sarebbe buona norma control- 
lare accuratamente il display del 
computer che state acqui- 
stando (qualsiasi marca 
sia!) magari facendo- 
vene «scartare» più di 
uno. 


nulla, semplicemente asportando un co- 
perchietto di plastica sul lato superiore 
della macchina. 

L'hard disk, da 120 mega, è posizio- 
nato sotto la tastiera, tra il vano porta 
batteria e il drive per microfloppy. 

Dotazione e accessori 

Con lo Zenith Z-NOTE sono fomiti 
l‘ MS-DOS 5.00, Windows 3.1, il Net- 
work Client Software (comprendente 


MS LAN Manager 2.1, Novell NetWare 
386 V 3.11 e Banyan VINES 4,11.0) e il 
TrackMan Portable della Logitech. Que- 
st'ultimo, pur essendo un ottimo dispo- 
sitivo di puntamento ha il solo svantag- 
gio di non essere integrato nella mac- 
china. Occorre agganciarlo sul lato de- 
stro del notebook dove interferisce un 
po' con l'inserimento e l'estrazione dei 
microfloppy. 

Meglio sarebbe stato, come succe- 
de per altre macchine, prevedere un 
disposavo di puntamento incorpora- 
to, a tutto beneficio della trasporta- 
bilità. lasciando all'utente la scelta 
di un trackball o di un mouse più 
comodo per l'utilizzo su scri- 
vania. 

Tra gli accessori a richiesta 
troviamo le batterie ricaricabi- 


L 'interno 


Niente trucchi malefici per 
l'apertura dello Z-NQTE. Con 
poche viti e pochi minuti si rie- 
sce a mettere a nudo l'elettronica 
della macchina per ammirare un li- 
vello costruttivo veramente ineccepibi- 
le. Volendo anche grazie al fatto che 
non si tratta di una realizzazione ultra 
compatta a tutto beneficio, lo ripetiamo, 
di un'affidabilità ed una robustezza co- 
struttiva decisamente superiore. 

Tutta l'elettronica è montata su due 
board larghe quanto il notebook e pro- 
fonde sette, otto centimetri, pratica- 
mente quanto lo spazio tra la tastiera e 
la cerniera del display. 

Espansione di memoria (fino a 12 
mega) e coprocessore matematico, co- 
me detto, sono accessibili direttamente 
dall'esterno, senza bisogno di smontare 


MCmicrocomputer n. 123- novembre 1992 




PROVA 

ZENITH Z-NOTE 325 LC 


li e il caricabatterie esterno per aumen- 
tare l'autonomia di funzionamento, una 
valigetta di trasporto «deluxe», il già 
citato drive per microfloppy da 2.88 MB 
da sostituire alta meccanica già presen- 
te, il modem 2400 baud o il fax modem 
2400/9600, l'adattatore di porta, l'adat- 
tatore LAN per collegamenti su rete 
Ethernet su cavo coassiale RG58 o su 
doppino telefonico e i moduli di memo- 
ria per espandere la RAM di sistema. 

Il programma di SetUp 

Agendo sui tasti Fn+F5 è possibile 
accedere al potente programma di Set- 
up della macchina con il quale configu- 
rare molte interessanti caratteristiche 
della macchina. 

Esse riguardano essenzialmente la 
gestione della batteria, del pulsante di 
accensione e della chiusura del coper- 
chio-display, dei dispositivi opzionali, 
dello schermo, della velocità operativa, 
delle password, dell'utilizzo della me- 
moria e di altre cosette minori. 

Cominciamo dal pulsante di accensio- 
ne. Esso può essere configurato come 
normale interruttore on/off (in questo 
caso è finanche possibile impostare una 
richiesta di conferma a video prima del- 
lo spegnimento vero e proprio) oppure 
come deviatore Rest/Resume che, ana- 
logamente al modo Standby attivabile 
con la combinazione Fn+F6, permette 
di porre il computer a riposo senza 
perdere il contenuto della ram né il 
programma in quel momento in esecu- 
zione. Diversamente dal modo Standby 
il computer non si riattiva con la pres- 
sione di un qualsiasi tasto ma occorre 
agire nuovamente sul pulsante di ali- 



L 'alloggiamento per l'espansione di memoria e il 
coprocessore ma tematico. 



It retro della macchina con le porte disponibili 


mentazione. A meno che non abilitiamo 
il modo Rest comandato dalla chiusura 
del coperchio display nel qual caso ogni 
volta che lo chiudiamo il notebook tra- 
smigrerà in questo stato per ritornare 
operativo non appena lo riapriamo. Di- 
versamente, alla chiusura del coperchio- 
display possiamo associare un segnale 
acustico e il solo spegnimento della 
retroilluminazione del visore LCD. 

Quando il pulsante di alimentazione è 
impostato sul modo Rest/Resume, è 
anche possibile pilotare l’accensione 
della macchina da parte di software in 
grado di impostare un allarme oppure a 
seguito di una chiamata ricevuta dal 
modem interno opzionale. 

Per quel che riguarda il risparmio 
energetico abbiamo a disposizione ben 
quattro timer che controllano rispettiva- 
mente lo stato di Rest, quello di Stand- 
by. della retroilluminazione e del funzio- 
namento dell’hard disk dopo un certo 
periodo di inattività. 

Possiamo poi impostare due distinte 
password, utente e supervisore, che 
servono rispettivamente per proteggere 
l'accesso al computer al momento del- 



II processore utilizzato è il « risparmioso » Intel 
386SL. 


l'accensione o al Résumé o in caso di 
modifica dei dati di configurazione. A 
proposito di supervisore, la Zenith ha 
dotato il suo Z-NOTE di una Flash ROM 
interna nella quale è possibile copiare 
un nuovo BIOS in sostituzione di quello 
installato in fabbrica. L'operazione si ef- 
fettua dal programma monitor richiama- 
bile tramite la combinazione di tasti 
Control+Alt+Ins. disponendo natural- 
mente di un dischetto con l'immagine 
del nuovo BIOS da installare. 

Molto interessante la possibilità soft- 
ware di scambiare i tasti CapsLock e 
Control (di sinistra) per chi è abituato ad 
avere quest'ultimo accanto alla lettera 
«A». Naturalmente è poi possibile 
scambiare fisicamente i due cappucci 
dei tasti in modo da avere anche le 
serigrafie «giuste». 

Concludendo 

Come avrete capito leggendo questa 
prova lo Zenith Z-NOTE 325 Le ci ha 
impressionato favorevolmente trattan- 
dosi di un prodotto di altissima qualità 
che merita sicuramente la promozione 
a pieni voti, nonostante il prezzo di 
vendita, più di nove milioni di lire, per 
nulla contenuto. 

Disponendo però questo di un otti- 
mo display a colori non va sicuramente 
visto come un computer «ausiliario» da 
utilizzare solo in trasferta, ma può es- 
sere certamente visto come unità di 
base vera e propria con «in più» la 
possibilità di essere trasportato nella 
propria ventiquattr'ore. Infatti non gli 
manca proprio nulla: anche la scheda 
di rete è compresa all'irtterno della 
macchina. Poi con il suo hard disk da 
1 20 mega non crediamo che possa es- 
sere insufficiente per qualsiasi utilizzo 
anche spinto di questo mezzo. Certo, il 
giorno in cui (e sicuramente verrà) i 
display a colori a matrice attiva coste- 
ranno poche centinaia di migliaia di lire 
anche il prezzo di macchine come que- 
ste sarà ben più abbordabile, ma per il 
momento non possiamo pretendere di 
più. 


216 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 





RISERVATO Al RIVENDITORI: 

Dal prossimo settembre sul mercato nazionale (cercateci 
su queste pagine, allo SMAl) e in ogni posto dove è pro- 
tagonista l'Informatica) ci sarà un nuovo computer. THOR. 
Oggi potete scegliere se annoverarci tra i Vs. partner 

AZIENDA 

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piuttosto che tra i Vs. concorrenti. Per ulteriori informa- 
zioni richiedeteci il ns. listino telefonando al n. 011/50.29.89 
oppure via fax n. 011/50.40.82 allegando il seguente 

CAP 

Città 



coupon. 

Tel _ 

Fax 





PROVA 


Compaq Deskpro 3 / 25 / 

di Corrado Giustozzi 


I mmaginate di sedervi al tavolo di la- 
voro. Accendete il fido computer, vi 
collegate alla rete aziendale e andate 
a prendere nella directory del vostro 
gruppo di lavoro quello spreadsheet che 
dovete verificare prima di utilizzarne i ri- 
sultati nella vostra relazione periodica. 
Fate partire lo spreadsheet ed automa- 
ticamente il programma si posiziona su 
una cella evidenziata, mentre il compu- 
ter vi dice: « Guarda che questo dato 
non è definitivo in quanto non ci è an- 
cora arrivato il risultato consolidato dalla 
nostra filiale di Milano ». 

Fantascienza ? No, tranquilli. Non c'è 
bisogno di trovarsi a bordo della Disco- 
very per sentire un computer che vi par- 


la. Ed in effetti il computer che vi ha ap- 
pena parlato non è HAL 9000 ma il vo- 
stro fido Compaq Deskpro 3/25i, che 
per l'appunto è in grado di parlare. O 
meglio, dispone di un particolare sotto- 
sistema audio, denominato Business 
Audio System, che permette all'utente 
di digitalizzare voce e suoni trasforman- 
doli in file che possono poi essere ela- 
borati e riascoltati successivamente. Il 
tutto sotto Windows 3. 1, grazie alle sue 
estensioni multimediali. 

La nuova famiglia di Deskpro/i com- 
prende veri modelfi basati su micropro- 
cessori 386 e <186 a varie velocità di clo- 
ck; con la caratteristica peculiare che in 
ogni momento è possibile trasformare 


una qualsiasi macchina della serie in un 
modello superiore solo sostituendo il 
microprocessore. 

Questo mese abbiamo provato per 
voi il modello base, che oltre 
all'80386DX a 25 MHz possiede 4 
MByte di RAM ed un disco fisso da 84 
o 120 MByte. 

Descrizione esterna 

Il Deskpro 3/25Ì si presenta in un ca- 
se dalle dimensioni abbastanza conte- 
nute, specialmente in altezza. L'ingom- 
bro è infatti di soli 40x10x38 cm, per un 
peso di circa 8 kg. L'estetica della mac- 
china è piuttosto semplice per non dire 



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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PROVA 

COMPAQ DESKPRO 3/25i 


spartana; sul frontale sono infatti pre- 
senti praticamente solo il drive per mi- 
crofloppy («immerso» nel pannello) e le 
spie di accensione. Il tutto mantiene co- 
munque il tipico feeling serio e profes- 
sionale che caratterizza tutti i prodotti 
Compaq. 

In dettaglio vi sono due spie al centro 
del pannello (alimentazione generale ed 
attività del Winchester interno), mentre 
il drive si trova un poco sulla destra. Al- 
l'estrema destra è situato l'interruttore 
di alimentazione, piuttosto incassato in 
modo da prevenire eventuali aziona- 
menti involontari. Sotto al drive per mi- 
crofloppy si nota il «tappo» che copre 
un ulteriore alloggiamento per memorie 
di massa da 5,25", inutilizzato nella con- 
figurazione fornita di serie, 

Il pannello posteriore dimostra ancora 
una volta, se ve ne fosse stato bisogno, 
la grande cura di Compaq verso anche 
i più piccoli particolari. Esso è infatti ri- 
coperto da un contropannello di mate- 
riale plastico al puro scopo di dare alla 
macchina un'estetica gradevole e rifini- 
ta anche da dietro. 

Tecnicamente il pannello è suddiviso 
in due aree funzionali: sulla sinistra si 
trova la sezione alimentatrìce, dotata di 
ventola di aerazione e cambiatensione 
ma non di presa di rete asservita; sulla 
destra sono invece posti i connettori di 
interfaccia e le tre feritoie di accesso 
agli altrettanti slot di espansione. Le in- 
terfacce di serie comprendono tutte 
quelle «classiche» più un certo numero 
di connessioni audio. Ma vediamo le co- 
se con ordine. Da destra a sinistra ab- 
biamo: l'uscita video VGA (DB-15 minia- 
tura), la porta seriale RS-232 (DB-9), la 
porta parallela Centronics (DB-25), il 


Compaq Deskpro 3/25i 


Compaq Italia S.p.A. 

Milano fio/i - Strada 7. Palazzo R 

20089 Rozzano IMII 

Prezzi indicativi: I IVA esclusa): 

Deskpro 3/2SÌ mod. 84 
80386/25, 4 MByte RAM, 

HO 84 MByte L 2.930.000 

Deskpro 3/25i mod. 720 
80386/25, 4 MByte RAM, 

HO 120 MByte L 3. 100.000 

Monitor mod. 1024 L. 700.000 


mouse tipo PS/2 (DIN miniatura) e la ta- 
stiera (DIN miniatura); seguono quattro 
prese jack miniatura relative a; ingresso 
microfono, ingresso linea, uscita linea, 
uscita cuffia. 

La tastiera che accompagna la mac- 
china è quella che dota di serie tutti i 
computer Compaq; compatta ma pe- 
sante, è dotata di un buon tocco e della 
possibilità di far uscire il cavetto di con- 
nessione sia sul lato destro che su quel- 
lo sinistro per maggiore praticità. 

Il monitor che abbiamo ricevuto per la 
prova è il classico VGA Compaq da 14", 
molto bello e preciso. È dotato di sup- 
porto orientabile e trattamento antiri- 
flesso. 

Dei due accessori forniti col compu- 
ter uno è piuttosto usuale, il mouse, 
mentre l'altro è ancora piuttosto parti- 
colare: un microfono. Il mouse è co- 
munque un classico «due pulsanti» con 
interfaccia PS/2 mentre il microfono è 
un piccolo electret ad alimentazione 
fantasma incapsulato in un simpatico 


guscio arrotondato, Esso è dotato di un 
particolare supporto autoadesivo che 
permette di posizionarlo nel punto de- 
siderato dall'operatore ; tipicamente an- 
drà situato su uno degli angoli del mo- 
nitor, ma qualsiasi altro posto va bene 
purché... a portata di voce. 

L'interno 

Tre sole viti bastano per rimuovere il 
«coperchio» del computer. Per colmo di 
semplicità operativa esse sono ben in- 
dicate da apposite frecce stampate sul 
pannello posteriore e sono perfino do- 
tate di testa a doppia incisione Torx e 
Philips. 

L'interno della macchina appare 
estremamente pulito e più compatto di 
quanto si potesse presumere, segno 
che la sostanza... c'è davvero! La dispo- 
sizione delle parti è quella canonica in 
macchine di tipo desk-top: sulla destra 
le memorie di massa a ridosso del fron- 
tale e l'alimentatore verso il pannello 
posteriore, sulla sinistra lo spazio per le 
schede di espansione. Nella fattispecie 
le memorie di massa fornite di serie oc- 
cupano uno spazio assai limitato, grazie 
all’adozione di dischi da 3,5"; resta li- 
bero un intero slot per unità da 5,25" 
dedicabile ad esempio ad un CD-ROM o 
a un nastro di backup. 

Notiamo sul fianco destro, appoggia- 
to al cestello per le memorie di massa, 
uno strano e voluminoso carter in ma- 
teriale plastico nero; all'interno di esso 
sono convogliati i cavi di rete che vanno 
dall'alimentatore all’interruttore genera- 
le di alimentazione posto sul frontale, 
ed è contenuto anche l'altoparlantino 
che in questa macchina è anche colie- 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


219 



PROVA 

COMPAQ DESKPRO 3/25Ì 




gaio come uscita di default ai circuiti au- 
dio del sistema. 

La motherboard occupa la parte sini- 
stra dello chassis, in parte anche sotto 
le memorie di massa. Curiosando sulla 
piastra si notano, vicino al microproces- 
sore 80386DX/25, lo zoccolo per il co- 
processore numerico 80387 ed un ulte- 
riore zoccolo di upgrade del processore; 
su quest'ultimo è possibile montare un 


processore addizionale di tipo 486 o 
overdrive per aumentare le prestazioni 
del sistema (cambiandogli effettivamen- 
te di classe). Una volta installato il 486 
è possibile aggiungere alla macchina an- 
che una cache memory di secondo li- 
vello sfruttando l'apposito connettore a 
pettine posto poco più in Jà, che nella 
macchina in prova è inibito da una sche- 
da fittizia in plastica. Poco oltre tale con- 


nettore, e siamo oramai sotto alle me- 
morie di massa, si trovano infine gli zoc- 
coli per i moduli SIMM di espansione 
della RAM di sistema. 

Sulla motherboard sono ovviamente 
integrate anche tutte le interfacce del 
computer, fra cui la VGA. Quest'ultima 
nasce con 512 KByte di memoria ma 
appositi zoccoli permettono di espan- 
derla a 1 MByte per poter ottenere la 
risoluzione di 1024x768 in 256 colori. Il 
sottosistema audio è configurabile me- 
diante appositi jumper grazie ai quali si 
può scegliere quale canale di DMA, 
quale interrupt e quale porta di I/O esso 
debba usare. Una serie di dip-switch 
permette invece di configurare le altre 
opzioni di sistema quali il tipo di proces- 
sore installato e la VGA da usare. 

Il bus di sistema «esce» dalla mother- 
board su un singolo connettore vertica- 
le; esso viene quindi «ripiegato» ad an- 
golo retto e moltiplicato su tre slot con 
un'apposita basetta fissata ad una spe- 
cie di paratia metallica che attraversa 
longitudinalmente tutta la macchi- 
na contribuendo anche ad irro- 
bustirla dal punto di vista 
meccanico. Le schede di 
espansione vengono cosi 
ad essere montate oriz- 
zontalmente in modo da 
contenere al massimo l'in- 
gombro verticale del computer. 
Va detto che tre slot di espan- 
sione sembrano pochi ma sono più 
che sufficienti in un computer nel 
quale tutte le interfacce di uso comune 
sono già presenti integrate nella mo- 
therboard. 

Solo due parole, per concludere, sulla 
costruzione. Infatti basta solo dire che 
essa è in puro stile Compaq; accurata, 
precisa, ordinata, robusta. 


220 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PROVA 

COMPAQ DESKPRO 3/25Ì 




Operatività 

Il punto focale del Deskpro/i è natu- 
ralmente la presenza del cosiddetto Bu- 
siness Audio System, ed è dunque su 
di esso che concentreremo principal- 
mente la nostra attenzione in questo 
paragrafo. Prima comunque converrà 
accennare alle «solite» caratteristiche, 
cominciando da quelle relative alle pre- 
stazioni. 

Un 386/25 è oramai l'entry level del 
mercato, quasi un processore per appli- 
cazioni casalinghe. Ciò non toglie che 
sia in grado di offrire prestazioni rag- 
guardevoli; certo non all'altezza di quel- 
le consentite dai moderni «mostri» con 
486 a frequenze radio, ma sicuramente 
assai più significative di quelle che fino 
a tre o quattro anni fa la maggior parte 
degli utenti considerava come più che 
sufficienti. Tutto sommato questo De* 
skpro 3/25i fa oltre tre MIPS e mezzo 
ed è oltre venti volte più veloce di un 
PC base di dieci anni fa. Stiamo dunque 
parlando di una macchina in grado di 
svolgere con tranquillità la maggior par- 
te dei compiti «normali» e buona parte 
di quelli «pesantucci». Certo un massic- 
cio multitasking sotto Windows può 
metterla in crisi, né è consigliabile uti- 
lizzarla per calcolare immagini in ray-tra- 
cing; ma non sono queste le applicazio- 
ni tipiche di un lavoro d'ufficio, e co- 
munque in caso dovessero presentarsi 
tali esigenze è sempre possibile effet- 
tuare l'upgrade del processore con uno 
più potente. Il disco dal canto suo offre 
prestazioni più che decenti, raggiungen- 
do il throughput di 800 Kbyte/s ed un 
tempo medio d' accesso di 15 ms. 


Sopra, un particolare 
sul grosso carter in 
materiale plastico che 
contiene e protegge 
l'altoparlante di siste- 
ma ed i cavi di alimen- 
tazione che vanno al- 
l’interruttore generale, 
A destra, particolare 
del vano disponibile 
per una ulteriore unità 

da 6.25 ‘ 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


221 


PROVA 

COMPAQ DESK PRO 3/25. 



E passiamo dunque al sottosistema 
audio. Esso permette essenzialmente di 
digitalizzare suoni, memorizzarli sotto 
forma di file e risentirli in seguito. Il suo 
funzionamento avviene per ora solo sot- 
to Windows 3,1, dove appositi driver 
fomiti da Compaq lo mettono in grado 
di essere visto come periferica di suono 
dalle estensioni multimediali di Windo- 



ws ed utilizzato di conseguenza. Esso 
può dunque essere controllato dai tool 
standard di Windows 3. 1 quali ad esem- 
pio il Registratore di Suoni; questo per- 
mette d. campionare suoni provenienti 
dal microfono trasformandoli in file di ti- 
po WAV, i quali possono poi essere ri- 
prodotti, elaborati, associati ad eventi di 
sistema o addirittura a documenti indi- 
pendenti quali uno spreadsheet o un file 
di testo. Quest'ultimo caso, che per- 
mette di creare dei veri e propri docu- 
menti multimediali, è ovviamente legato 
alla disponibilità di software in grado di 
sfruttare quei link logici fra file di varie 
applicazioni consentiti dal protocollo 
OLE di Windows. In realtà è proprio in 
vista di applicazioni del genere, median- 
te le quali utenti Windows possono uti- 
lizzare nel loro lavoro messaggi vocali 
oltre che scritti, che il sottosìstema au- 
dio proposto da Compaq si chiama Bu- 
siness Audio System. Esso tra l'altro ac- 
cetta un ingresso linea oltre all’ingresso 
micro, e le due fonti possono essere 
addirittura miscelate sotto controllo so- 
ftware. 

Il Business Audio System è un inte- 
ressante ed utile gadget ma non è tut- 
tavia un sostituto di schede audio evo- 
lute quali la SoundBlaster. Tanto per co- 
minciare non possiede a bordo un sin- 
tetizzatore e quindi non è in grado di ge- 
nerare musica in modo autonomo; né 
comprende un'interfaccia MIDI per col- 
legare strumenti esterni. In effetti non è 
neppure compatibile a livello hardware 
con la SoundBlaster, la quale è oramai 
lo standard di fatto per applicazioni so- 
nore su PC. Non si può dunque sperare 
di usare il Business Audio System per... 


dare suono ai propri videogame! Solo 
software appositamente predisposto 
può utilizzarlo, ed al momento l'unico di- 
sponibile è quello di interfacciamento a 
Windows. Cionondimeno si tratta di una 
caratteristica interessante per arricchire 
di un'ulteriore dimensione il lavoro in 
questo ambiente operativo grazie alle 
estensioni multimediali in esso incorpo- 
rate. 


Conclusioni 

Siamo giunti alle battute finali e dun- 
que al consueto appuntamento col listi- 
no prezzi. Vediamo dunque che il De- 
skpro 3/25 i col disco da 84 MByte co- 
sta meno di tre milioni, monitor esclu- 
so Per circa duecentomila lire in più si 
può avere il disco da 120 MByte (alta- 
mente consigliato) e con altre sette- 
centomila il bel monitor VGA che si ve- 
de in foto. In totale, dunque, pratica- 
mente quattro milioni tondi. È tanto? È 
poco? Quando si parla di Compaq il 
giudizio è sempre difficile. In assoluto 
è tanto, quando esistono compatibili 
che per molto meno danno molto di 
più in termini di hardware (ad esempio 
un 486 ed una SVGA con 1 MByte di 
RAM a bordo); non è invece molto 
quando si portano in conto il nome 
Compaq e tutto ciò che esso si porta 
appresso quali la cura costruttiva, l'affi- 
dabilità. l'espandibilità. Da notare anche 
che oltre al Business Audio System, il 
cui costo intrinseco è forse trascurabi- 
le, il sistema comprende anche MS- 
DOS 5.0 e Windows 3.1 già installati a 
bordo, quest'ultimo completo di driver 
per il sottosistema audio. MS 


222 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




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PROVA 


Master Notebook 
486/33 Colore 

di Andrea de Prisco 


S e vi offrissero per meno di cinque 
milioni un potente desktop 486 
DX a 33 MHz con video VGA a 
colori, 4 mega di RAM, harddisk da 80 
mega non pensereste certo che si tratti 
di un prezzo eccessivo. C'è invece da 
meravigliarsi pensando che la macchina 
provata in queste pagine risponde a 
tutte le caratteristiche sopra elencate 
ma non si tratta di un ingombrante 


desktop bensì di un compatto (quindi 
sicuramente più costoso nella realizza- 
zione) notebook con tanto di display LCD 
a colori. Certo colori a matrice passiva, 
ma pur sempre meglio visibili degli al- 
trettanto passivi livelli di grigio normal- 
mente disponibili sui notebook in com- 
mercio. A proporcelo è la Softcom di 
Torino proprietaria del marchio Master 
sotto il quale vende una nutrita linea di 


computer fissi e portatili nonché decine 
dì accessori dagli scanner ai plotter, dagli 
harddisk ai modem senza dimendicare 
accessori video come ìmage grabber, 
genlock ed adattatori VGA-PAL. 

Tornando al nostro piccolo « mostro », 
dicevamo appunto che si tratta di un 
486 DX a 33 MHz quindi varie volte più 
potente e veloce dei molti notebook in 
circolazione che a mala pena offrono un 



224 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PROVA 

MASTER NOTEBOOK 486/33 COLORE 



La battana ncancabile è accessibile dal fondo 


(ormai) misero 386 SX quindi con bus 
dati ridotto a 16 bit. Qui invece partiamo 
di una macchina con indice Norton SI 
superiore a 70 quindi settanta volte più 
veloce del protozoico IBM PC/XT che ha 
segnato la nascita del tuttora vivo e 
vegeto mondo « compatibile ». C'è da 
chiedersi dove andremo a finire : difficile 
la risposta, almeno tanto quanto sareb- 
be stato solo pochi anni fa ipotizzare 
potenze simili a portata di valigetta. A 
quando il primo «organìzer» CRAY-com- 
patibile? 

Descrizione esterna 

Sebbene un po' plasticoso, il look del 
notebook Master è piuttosto accattivan- 


Master Notebook 


Produttore: 

Taipei ( Taiwan ) 

Distributore: 

Softcom Software e Computer Center 
Via Zumaglia, 63/A - 10145 Torino 
Tel. 011/7711177 
Prezzo: (IVA esclusa) 

Master Notebook L. 4.980.000 


te. Non foss'altro per il riuscitissimo (e 
falsamente igienicissimo) colore grigio 
antracite del compatto mobile utilizzato. 

Come in ogni portatile che si rispetti 
tutti i connettori esterni sono salutar- 
mente protetti da sportellini plastici apri- 
gli o asportabili. Sul lato destro trovia- 
mo l'onnipresente drive a 3.5" 1.44 MB 
la presa per la tastiera esterna PS/2 
compatibile ed un più piccolo minijack 
per collegare il tastierino numerico 
esterno fornito, una volta tanto, a corre- 
do con la macchina. Sul lato opposto 
troviamo un primo sportellino per la 
porta seriale COM2 ed una minuscola 
(anche se un po' rumorosetta) ventola 
d'aerazione. Eccessiva precauzione? 
Pensiamo proprio di no: un 486 a 33 
MHz assorbe e consuma un bel po' e vi 
assicuriamo che l'aria che refluisce all'e- 
sterno grazie alla ventola è abbastanza 
calda: se rimanesse tutta dentro avreb- 
be sicuramente effetti ben più deva- 
stanti della rumorosità prodotta. Della 
serie: «difficile avere la botte piena e... 



Il tastierino numerico lomito a corredo. 


il computer freddo!». 

Sul lato frontale della macchina trovia- 
mo l'alloggiamento per la batteria ricari- 
cabile che assicura un'autonomia di 
«appena» 72 minuti di funzionamento, 
Ricordiamoci che si tratta di un 486 e 
non lamentiamoci troppo: del resto l'al- 
ternativa (oltre alla magia nera) sarebbe 
stata quella di aumentare volume e pe- 
so dell'oggetto con svantaggi sicura- 
mente peggiori, 

Sul retro troviamo le connessioni per 
il mondo esterno: un'altra porta seriale 
(COMI), una porta parallela, un'uscita 
per video esterno (attivabile, volendo, 
contemporaneamente al display incor- 
porato), il connettore per l’alimentatore 
carica batterie ed un connettore a 120 



La tastiera, anche se di qualità non eccellente, è completa. 


MCmicrocomputern. 123 -novembre 1992 


225 


PROVA 

MASTER NOTEBOOK 486/33 COLORE 




Velocità CPU e disco rivelale dal Norton SI 


poli cui collegare una docking station 
(un box d'espansione) che permette di 
inserire schede standard ISA. 

Aprendo il coperchio display accedia- 
mo alla tastiera, all'interruttore di alimen- 
tazione, alla nutrita serie di spìe disponi- 
bile e, naturalmente, al display stesso. 
Come detto nell'introduztone si tratta di 
un'unità a matrice passiva ovvero ben 
meno costosa di una «matrice attiva», 
ma affetto da alcuni difetti congeniti 
tipici di tutti gli schermi costruiti secon- 
do questa tecnologia. Primo tra tutti un 
contrasto non troppo elevato, ma forse II 


difetto più «seccante» è la non uniformi- 
tà di funzionamento di tutta la superficie 
di visualizzazione. Lo ribadiamo, sempre 
meglio di un display monocromatico che 
ben diffìcilmente è a matrice attiva (l'uni- 
co che mi viene in mente in questo 
momento è il Powerbook 170 della Ap- 
ple) e che comunque è in grado di 
visualizzare solo livelli di grigio. 

Sotto al display troviamo i due classici 
regolatori dì contrasto e luminosità di 
retroilluminazione tipici degli schermi di 
questo tipo e due spie LED visibili 
esternamente anche a computer chiu- 


so. Sono la spia di accensione (rossa 
per l'alimentazione a rete, verde per 
quella a batteria) e l’indicatore di stato 
di carica delle batterie. 

Altre otto spie sono presenti a ridos- 
so della tastiera e riguardano lo stato 
Sleep (più precisamente l'impostazione 
di un timeout) dell'harddisk, l'accesso a 
questo, il cosiddetto «turbo», gli acces- 
si all'unità a microfloppy, l'attivazione 
del tastierino numerico «immerso» e i 
tre classici NumLock, CapsLock, Scroll- 
Lock. 

E passiamo alla tastiera. C’è da dire 
che la prima impressione non è certo 
delle migliori: non tanto per l’aspetto 
esteriore quanto per il suono un po' 
«plastìcoso» prodotto dai tasti. C'è da 
dire, però, che nell’utilizzo (come sem- 
pre la prova che state leggendo e stata 
redatta con il computer stesso oggetto 
della recensione) non dà grossi proble- 
mi. Basta solo farci un po' d'abitudine. 
La disposizione dei tasti è comunque 
corretta, ci sono tutte le accentate e 
non mancano né i tasti funzione dispo- 
sti orizzontalmente sopra alla zona alfa- 
numerica né quelli di controllo cursore, 
tutti disponibili in prima battuta. Barra 
spaziatrice, Return, BackSpace e Shift 
sono tutti sovradimensionati. In basso a 
sinistra il tasto serigrafato in blu Fn 
aziona alcune funzioni di altri tasti dispo- 
nibili in seconda battuta. Tra queste 
segnaliamo la possibilità di commutare 
tra display interno, video esterno o en- 
trambi, effettuare il reverse del video 
(che a colori spesso può dare brutte 
sorprese), richiamare un menu PopUp 
per il settaggio di alcune funzioni di cui 
parleremo, mandare il computer di stato 
di standby «finto» in quanto tale opera- 
zione si riduce semplicemente al co- 
mando di spegnimento della retroillumi- 
nazione e allo Sleep dell'HD. Ventola, 



226 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 








PROVA 

MASTER NOTEBOOK 486/33 COLORE 



processore e memoria restano ben ali- 
mentati, quindi è garantito solo un 
aumento di autonomia di circa il 30%. 

L 'interno 

L'apertura del notebook Master av- 
viene in due fasi, Con la prima, svitando 
due sole viti dal fondo, si rimuove la 
tastiera ed è cosi possibile raggiungere 
l’alloggiamento di un modulo SIMM op- 
zionale per espandere la memoria da 4 
ad 8 megabyte. Svitando poche altre viti 
dal retro e dall'interno appena scoperto 
è possibile allontanare anche il coper- 
chio display per raggiungere la rimanen- 
te elettronica. L’harddisk è posto in alto 
a destra, tra la cerniera del display e il 
citato alloggiamento per il modulo 
SIMM di espansione. Alla sua sinistra 
troviamo due schede, quella centrale è 
la display board che, come recita il suo 
nome, serve per la visualizzazione VGA 
sia sul display LCD che su video ester- 
no: su questa troviamo 512K di RAM, 
un controller VGA 65530 della Chips & 
Technology e relativo generatore di 
clock. Il controller VGA utilizzato assicu- 
ra su monitor esterno risoluzione e Su- 
per-VGA non interlacciata mentre, come 
detto, per le risoluzioni VGA standard 
permette di avere l’output tanto sul 
pannello LCD quanto su video separato. 

Alla sua sinistra troviamo la scheda di 
alimentazione che provvede, come 
sempre, a fornire le varie tensioni ne- 
cessarie per II funzionamento di tutta la 
macchina. 

Asportando le due board appena de- 
scritte accediamo alla piastra madre ve- 
ra e propria ammirando, di questa, le 
dimensioni molto ridotte. Il grosso 486 
è piazzato più o meno al centro, su di 
esso è incollata una aletta di raffredda- 
mento che, assieme alla piccola ventola 


di aerazione forzata permette di mante- 
nere le temperature interne più che 
accettabili. Inutile cercare, ovviamente, 
lo zoccolo per II coprocessore matema- 
tico dal momento che questo è già 
integrato all'Interno del microprocesso- 


re utilizzato. A parte questo, tutta l'elet- 
tronica è assemblata in tecnologia 
SMD, a tutto vantaggio del contenimen- 
to delle dimensioni. Contenimento, lo 
sottolineiamo, dovuto soprattutto all'uti- 
lizzo del chip set della ETEQ MScrosy- 



La macchina appena aperta. Si notino accanto atl’harddisk Maxtor le due daugther board per il video e 
l'alimentazione. 


MCmicrocomputer n. 1 23 - novembre 1992 


227 





PROVA 

MASTER NOTEBOOK 486/33 COLORE 



Ed ecco il vero artefice di tanta potenza di calcolo a portate di valigetta 


La piccola, anche se rumorosa, ventola d'aerazione 


stems che in due soli integrati imple- 
menta le funzioni di una intera board 
486 standard. 

Software incluso 

L'unico dischetto fornito con la mac- 
china contiene due utility denominate 
N0TE55C.EXE e WIN55C.EXE. Entram- 
be servono per attivare alcune funzioni 
della macchina, la prima per l'utilizzo 
sotto DOS, la seconda per l'utilizzo sot- 
to Windows (ambedue non fomiti). Sot- 
to DOS, e comunque quando non sono 
utilizzati programmi grafici, è possibile 
accedere anche ad un PopUp menu 
utilizzando la sequenza di tasti Fn+ESC. 
Da questo possiamo impostare il time- 
out per l'harddisk e la retroillum inazione 
del display per economizzare l'utilizzo 
della batteria interna quando non usia- 
mo attivamente il computer. 

Sempre col tasto Fn, dopo aver lan- 
ciato NOTE55C.EXE, possiamo invertire 
i colori del display LCD, centrare l'im- 
magine quando il modo grafico imposta- 
to non utilizza tutte le linee di scansio- 
ne, attivare o disattivare l'altoparlantino 
interno, mandare il computer in Standby 
(Fn+Enter) oppure selezionare il video 
esterno, l'LCD interno o entrambi, Re- 
sta oscuro il significato delle due seri- 
grafie blu sotto F5 ed F6, rispettivamen- 
te «A-M» (sarà forse l'accesso rapido al 
primo volume dell’elenco telefonico...) e 
«Bold». Misteri di Taiwan! 


WIN55C.EXE è invece una vera e 
propria applicazione Windows che per- 
mette di accedere praticamente alle 
medesime funzionalità (Reverse, Stand- 
by, timeout harddisk. e retroilluminazio- 
ne, Speaker On/Off) da questo ambien- 
te e tramite menu e requester tipici di 
Windows. 

Conclusioni 

Trarre delle conclusioni riguardo Ma- 
ster Notebook 486/33 Colore non è per 
niente semplice. Innanzitutto perché 
non è facile immaginare cosa diavolo 
sia possibile fare con tanta potenza di 
calcolo (non solo INTEGER ma anche 



A confronto con una copta dì MC. 


REAL grazie al coprocessore matemati- 
co interno al 486) a portata di valigetta. 
Né ce la sentiamo di consigliare l'acqui- 
sto di questo portatile come computer 
«dì base» nonché «unico» cui affidare la 
nostra informatica personale. Vuoi per il 
display a matrice passiva non troppo 
riposante, vuoi per gli 80 mega di hard- 
disk che possono essere pochi per infi- 
larci dentro tutto, vuoi anche per la 
tastiera non proprio entusiasmante an- 
che se coadiuvata da un òttimo tastieri- 
no numerico esterno fornito a corredo 
(assieme alla borsa per il trasporto). Una 
cosa però è certa: il prezzo al quale è 
offerto è a dir poco miracolistico. Dicia- 
mo allora che lo vediamo bene come 
una valida alternativa all'acquisto di un 
notebook di pari prezzo, magari un po' 
più «di marca», ma con caratteristiche 
oggettivamente meno entusiasmanti. 

Senza contare, inoltre, che la sindro- 
me da MIPS è una malattia contagiosa 
e quindi non è del tutto azzardato pen- 
sare che chi è abituato a determinate 
performance sul tavolo (sia anche solo 
io scrolling del nostro mega tabellone 
elettronico) ben difficilmente si accon- 
tenta di andare svariate volte più lento 
quando è in trasferta. 

I nostri complimenti, comunque, alla 
Softcom di Torino, per questo prodotto 
nel suo genere unico (particolarmente 
per la fascia di prezzo) che sicuramente 
riscuoterà il successo che merita. 


228 


MCmicrocomputer n, 123 -novembre 1992 




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Logitech 

SccffiMcifi Color 

dì Paolo Ciardelli 


«L’ 


J encre de mori stylo a la 
couleur da l'anarchie, par - 
ce que mori amour il n'a 
pas de limites ni loi». Non so chi l'ha 
scritta o detta per la prima volta, ma 
questa frase me la sono ritrovata a mo' 
di dedica in un libro di archeologia confi- 
nato, o dimenticato, in quel ripiano sem- 
pre un po' scomodo da arrivare. Il motto 
lo ricordo con piacere perché secondo 
me può dare il senso della libertà 
espressiva che le nuove tecnologie dan- 
no agli utenti. 

Dello ScanMan Color ne abbiamo an- 
ticipato le caratteristiche su due numeri 
di MCmicrocomputer, il 121 ed il 122, 
ma l'occasione ufficiale per poterlo ve- 
dere dal vivo è stato lo SMAU. L 'esem- 


plare in nostro possesso era una copia 
di valutazione e nella foto di apertura 
manca sia il manuale, che era in fotoco- 
pia e la confezione con cui viene vendu- 
to. Per chi non ha potuto ammirarlo in 
mostra, però assicuriamo che entrambi 
erano all'altezza degli altri apparecchi 
della Logitech. 

Finalmente iJ colore 

Eccolo finalmente: arriva uno scanner 
manuale in grado di gestire il colore a 
24 bit ed in grado di restituire fino a 
16.7 milioni di sfumature. L'illuminazio- 
ne fornita per l’acquisizione è assicurata 
da una fonte a luce bianca con luminosi- 
tà costante e le immagini digitalizzate 


possono essere elaborate a colori, a 
256 toni di grigio, oppure al tratto. Il 
pacchetto software fornito in dotazione 
è FotoTouch Color in versione Win- 
dows, dotato di una potente funzione, 
AutoStitch, che fonde automaticamente 
fino a quattro scansioni multiple adia- 
centi, rigenera i pixel mancanti e calibra 
i colori sull'intera immagine. 

Il software è compatibile con il proto- 
collo di interfaccia TWAIN, elaborato 
congiuntamente da Aldus, Caere. Hew- 
lett Packard, Kodak e Logitech; funzio- 
na come server Microsoft OLE e di 
conseguenza le immagini a colori pos- 
sono essere integrate senza difficoltà in 
ambiente Windows 3.1, dispone di una 
funzione di calibrazione schermo/stam- 


230 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


PROVA 

LOGITECH SCANMAN COLOR 



La selezione della definizione. 


pan te, da eseguire una sola volta per 
ogni tipo di stampante con la successi- 
va memorizzazione dei valori, che con- 
sente di eliminare i problemi derivanti 
dalla disomogeneità delle tonalità del- 
l'Immagine originale, la sua rappresen- 
tazione a schermo e l’output finale. 

La forma, 
la comodità d'uso 

Iniziamo dalla forma. Il Logitech Scan- 
Man Color si presenta con un look 
simile ai precedenti, ma di dimensioni 
notevolmente maggiorate e con una 
disposizione dei controlli di attivazione 
rivista. 

Alla prima occhiata spicca il notevole 
pulsante turchese al centro del coper- 
chio, poi dopo una attenta ricbgnizione 
si prende atto della leggera curvatura 
che si adatta alla forma della mano. 

Due sole le regolazioni aggiuntive: 
quella del contrasto, subito dietro la 


ScanMan Color 


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Logitech Italia Centro Direzionale Cotleonl 
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parte posteriore, accanto al cavo di col- 
legamento con il computer, ed il selet- 
tore di definizione (100, 200, 300 e 400 
dpi) sul lato destro. Il colore è sempre lo 
stesso, il bianco chiaro con la finestra 
scura di lettura, 

La connessione al computer è assicu- 
rata da una scheda di interfaccia cu- 
stom, verniciata di un impensabile colo- 
re rosso, dove la grandezza del pettine 
di connessione allo slot (16 bit) aumen- 
ta la scarsezza di componenti attivi, che 
si contano sulla punta delle dita di una 
mano. Di spicco un chip made Logitech 
di forma rettangolare con una piedinatu- 
ra incontabile. 

All’uso lo ScanMan Color si presta in 
maniera piacevole e l'idea di piazzare il 
pulsante di attivazione al centro della 
carcassa riscuote un notevole consen- 
so, sia per manovrabilità che per como- 
dità. 

Come detto prima lo scanner legge 
immagini in 16,8 milioni di colori e la 
scansione viene effettuata tramite una 
luce bianca a luminosità costante, che 
non richiede preriscaldamento del siste- 
ma. Da sottolineare niente preriscalda- 
mento ohe può significare tre cose: 



Agiamo sul contrasto. 


prima ipotesi che la luce raggiunge la 
sua temperatura colore di lavoro in ma- 
niera immediata emettendo una banda 
praticamente esente da buchi, seconda 
che all' interno il CCD viene equalizzato 
per compensare eventuali deficienze 
dello spettro di emissione, o in ultima 
analisi entrambe le possibilità. 

Oltre alla capacità di gestione del 
colore a 24 bit, ScanMan Color è in 
grado di catturare Immagini in 256 toni 
di grigio, senza passare attraverso la 
scansione a colori dell'Immagine. 

FotoTouch Color 

Il pacchetto software fornito con 
ScanMan Color include una nuova ver- 
sione di FotoTouch Color, il programma 
di elaborazione delle immagini che vie- 
ne offerto con tutti gli scanner della 
famiglia ScanMan. FotoTouch Color pe- 
rò non è una novità assoluta, infatti si 
tratta del pacchetto Ansel che fino a 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


231 



PROVA 

LOGITECH SCANMAN COLOR 




Vari menu del programma. In ogni caso si apprezzi la completezza delle possibilità offerte 



poco tempo addietro veniva commer- 
cializzato con il nome di Ansai, insieme 
allo ScanMan 256 di cui ci siamo occu- 
pati su MCmicrocomputer n. 102. Natu- 
ralmente è in grado di gestire il colore 
oltre alla scansione al tratto e a 256 
livelli di grigio. 

Questo programma, che gira sotto 
Windows, è dotato della funzione Auto- 
Stitch, che fonde automaticamente le 
scansioni multiple adiacenti. FotoTouch 
Color rigenera i pixel mancanti e calibra 
i colori sull'intera immagine. Detta così 
può sembrare impossibile, ma dopo 
aver effettuato più scansioni multiple, il 
programma riesce a fondere insieme le 
varie passate dove solo un occhio atten- 
to o una mano non perfettamente fer- 
ma e lineare riescono a far intravedere 
la linea di giunzione, o per meglio dire, 
di fusione dell'immagine. 

FotoTouch Color offre un'ampia gam- 


ma di strumenti, personalizzabili in base 
alle esigenze dell'utente. La luminosità, 
il contrasto ed i toni di grigio si possono 
regolare mediante semplici comandi a 
schermo selezionabili con il mouse. An- 
che funzioni quali bilanciamento del co- 
lore, trasparenza e visualizzazione in 
modalità Super VGA sono di semplice 
impostazione ed esecuzione. 

Una delle difficoltà comuni nella scan- 
sione a colori è l'omogeneità delle tona- 
lità tra l’immagine originale, la sua rap- 
presentazione su schermo e l'output 
finale. Per superare questo problema e 
per assicurare la fedeltà del colore, Lo- 
gitech ha incluso in FotoTouch Color la 
funzione di calibrazione schermo/stam- 
pante. Questa operazione va eseguita 
una sola volta per ogni tipo di stampan- 
te e i valori vengono poi memorizzati 
per l'uso futuro. 

ScanMan Color è compatibile con il 


protocollo di interfaccia TWAIN, rea- 
lizzato congiuntamente da Aldus, Caere, 
Hewlett-Packard, Kodak e Logitech. Fo- 
toTouch Color funziona inoltre come 
server Microsoft OLE fObject Linking 
and Embedding) e quindi le immagini a 
colori si possono integrare senza diffi- 
coltà nell'ambiente Windows 3.1. 

Il software fornito con ScanMan Co- 
lor effettua una scansione della pagina 
virtuale con la funzione AutoStitch che 
fonde automaticamente fino a quattro 
scansioni adiacenti. 

Un sistema di calibrazione totale ga- 
rantisce che i colori a video e quelli 
dello stampato presentino le stesse to- 
nalità. Il software di ScanMan Color è 
conforme al protocollo di interfaccia 
TWAIN e supporta le OLE di Windows. 
Il nuovo prodotto di Logitech è dotato di 
una potente funzione di Help e di Foto- 
Touch Color, un programma di elabora- 


232 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


PROVA 

LOGITECH SCANMAN COLOR 



Nella prima la classica foto di gruppo, e accanto si noti le icone con le direzioni e le scansioni multiple. 


zione delle immagini che offre caratteri- 
stiche tipiche della camera oscura. 

Comunque il software di gestione del 
ritocco gestisce le immagini anche in 
256 livelli di grigio, e può regolare lo 
sfondo ed il contrasto, schiarire, scurire 
e rendere più nitida tutta l'immagine o 
una parte di essa. 

Inoltre FotoTouch presenta opzioni di 
raddrizzamento e giunzione delle imma- 
gini. Una volta «ritoccata», la foto può 
essere salvata in 256 livelli di grigio ed a 
colori, in vari formati pittorici: BMP, 
PCX, EPS. UFF compresso e non com- 
presso, per l'eventuale esportazione 
verso altri programmi grafici, ma soprat- 
tutto anche in formato JPEG. In que- 
st'ultimo caso è presente la possibilità 
di cambiare il livello di compressione, 
che rimane inversamente proporzionale 
alla nitidezza in uscita (maggiore è la 
compressione, minore è la definizione 
dell'immagine e viceversa). 

Requisiti di sistema 

ScanMan color richiede un personal 
computer IBM AT o compatibile con 
processore 386SX o Superiore, sistema 
operativo MS-DOS o DOS versione 3.1 
o superiore e Microsoft Windows 3.0 o 
3.1 . Sono necessari 4 Mbyte di RAM e 
5 Mbyte di spazio libero su disco, oltre 
che uno slot AT a 16 bit per la scheda di 
interfaccia. È richiesta in configurazione 
minima una scheda grafica VGA ad 8 bit 
{per le migliori prestazioni sono racco- 
mandate schede video a colori fino a 24 
bit). 

Conclusioni in Technicolor 

Due anni fa intervistando Giacomo 


Marini, Vice Presidente e Chief Opera- 
ting Officer della Logitech International 
S.A., e cercando di capire quali conigli 
nel cilindro nascondesse, gli chiesi in 


maniera diretta tra quanto tempo 
avremmo visto uno scanner manuale a 
colori, visto che poco prima si parlava di 
sostituire la luce led con un tubo fluore- 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


233 



PROVA 

LOGITECH SCANMAN COLOR 


TWAIN Application 
Program Interface and Protocol 


Cambia la sigla, ma la sostanza è la 
stessa. Le specifiche CLASP, di cui si 
parlava nell'articolo riguardante FotoMan 
apparso sul numero 115 di MCmicrocom- 
puter, ora si chiamano TWAIN. Messe a 
punto dagli stessi leader sia del campo 
deH’imaging hardware che software, defini- 
scono un application program interface (A- 
Pl> ed un protocollo che consente la facile 
integrazione di un'ampia gamma di periferi- 
che di input con tutte quelle applicazioni 
che richiedano informazioni «catturate» da 
scanner o affini. 

Parliamo di un gruppo di cinque nomi, 
Aldus Corporation, Caere. Eastman Kodak, 
Hewlett-Packard Company e Logitech, a 
cui fanno seguito un nutrito elenco di com- 
pagni di avventura. 

In pratica TWAIN è una cross-platform 
application program interface (API) ed un 
protocollo che permette una semplice inte- 
grazione di un ampio catalogo di periferiche 
di input con tutti i pacchetti software che 
richiedano le informazioni generate da que- 
sti device. Le specifiche sono state studia- 
te per renderlo porlabile al massimo sul 
maggior numero di piattaforme possibile. 

La versione 1.0 del toolkit opera sotto il 
sistema operativo 6.05 o superiore Macin- 
tosh, Microsoft Windows, 3.0 e superiori. 
Come dicevamo durante lo studio queste 
specifiche hanno assunto il nome di «Direct 


Connect» and «CLASP». TWAIN definisce 
come interconnettere periferiche di acquisi- 
zione immagini, come scanner da tavolo o 
manuali, slide scanner, frante grabber, digi- 
tai camera, e database di immagini, con tutti 
quei software che possono manipolare for- 
mati di dati, che prendono il nome di 
«raster» Information, prodotte da detti devi- 
ce. Implementando le specifiche TWAIN, gli 
sviluppatori software potranno offrire sup- 
porto ad una varietà di sorgenti di immagini 
da dentro una singola applicazione, senza 
dover sottostare alla creazione di driver 
multipli. Ciò significa inoltre che i produttori 
hardware potranno «upgradare» o modifica- 
re le loro apparecchiature senza dover riscri- 
vere gli stessi driver. 

All'utente finale, TWAIN dà la possibilità 
di aggiungere immagini in maniera veloce e 
semplice ad una grande varietà di docu- 
menti senza fermare l'applicazione che li 
genera, acquisire l'immagine e immagazzi- 
narla in un file, per poi riaprire l'applicazio- 
ne ed importare la suddetta immagine. 

Il Trasferimento dei dati è completamen- 
te trasparente, ed appare come una parte 
integrale di un menu di opzioni. 

Il centro motore dell'architettura TWAIN 
è il Source Manager (SM), un resource 
code per Macintosh ed una DLL per Micro- 
soft Windows. Il ruolo primario del Source 
Manager è quello di stabilire e gestire la 


connessione tra l'applicazione e la sorgen- 
te dell'immagine. 

Ciò permette all'utente di selezionare 
una sorgente, caricare e scaricare la sor- 
gente scelta essendo certi che le chiamate 
provenienti da una particolare applicazione 
vengano correttamente indirizzate all’ap- 
propriata sorgente. 

I membri della coalizione hanno lavorato 
attorno al progetto per almeno 1 8 mesi. Le 
seguenti compagnie hanno implementato 
TWAIN nei loro prodotti: Aldus, Bear River 
Associates, Caere, Canon U.S.A., Hammer- 
lab, Hewlett-Packard Company, Image-ln, 
Intel Corp., Kofax, UghtSource, Logitech, 
Lotus Development Corp,, Media Cyberne- 
tics, Micrografx, Microtek, Ocron, OCR Sy- 
stems. Orlon Systems. Pixel Translations, 
Recognita, Ricoh Corp., Seiko. Vividata, 
Zedcor, ZSoft. 

A questi si aggiunge un altro elenco di 
produttori che ritengono vitale l' implemen- 
tazione di TWAIN: Adobe, Agfa-Gavaert 
Belgium, Calere Recognition Systems. Co- 
rel Systems. Diamond Flower Electric Inst., 
Eastman Kodak, Howtek, KYE International 
— Genius, Letraset. Marstek, Mitsubishi 
International, Mouse Systems. NBI, Nikon, 
Nisca, On thè Go Software. Pentax Tech- 
nologies. Pre-Press Technologies. Rrimax 
Electronics, Software Architeets, The Com- 
plete PC, Ventura Software. 



tutta qua Dì spicco un 
chip made Logitech di 
torma rettangolare 
con una pìedìnatura in- 


scente. Naturalmente slittò sulla do- 
manda e mi rispose che quando la 
Logitech sarebbe stata sicura di vender- 
ne 10 mila ci avrebbe pensato, preci- 
sando anche che il momento non era 
maturo per la poca presenza di stam- 
panti a colori a basso costo ma di buona 
qualità. 

Beh ora quel momento sembra arri- 
vato. 

Secondo la società di ricerche BIS 
Strategie Decisions, il mercato degli 
scanner portatili continuerà a crescere 
nei prossimi quattro anni. Si calcola che 
nel 1993 il rapporto di vendita tra gli 
scanner portatili e quelli piani sarà di 
quattro a uno. 

Che dire di più? Che bisogna provare 
a fare una scansione di una foto molto 
grande e complessa per rendersi conto 
delle potenzialità del prodotto. Un giudi- 
zio molto positivo lo ha espresso il 
nostro fotografo che di fronte alle 
schermate è rimasto visibilmente com- 
piaciuto, soprattutto dopo aver sentito il 
prezzo. 

«e 


234 


MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992 



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di Corrado Giustozzi 


E parecchio tempo che non ci oc- 
cupiamo di modem su queste 
pagine. E da quando ne abbiamo 
parlato per l'ultima volta sono successe 
diverse cose nel panorama dei prodotti 
offerti dall'industria al mercato della te- 
lematica amatoriale e professionale. 

Il modem dì riferimento per l'hob- 
bysta è oramai quello V.22bis a 2400 
baud con MNP e/o t.42 il quale, grazie 
alla compressione dei dati effettuata 
«al volo », è in grado di raggiungere 
transfer rate ben superiori alla velocità 
nominale: teoricamente fino a 9600 
baud equivalenti (in pratica molti dì me- 
no), in funzione comunque del tipo di 
dati in transito. Questo standard è pra- 
ticamente il minimo indispensabile, es- 
sendo utilizzato oramai da tutte le BBS 
ed i servizi telematici. A questo propo- 


sito notiamo che perfino Itapac, la rete 
a pacchetto nazionale che era rimasta 
l'unico grande servizio telematico anco- 
rato anacronisticamente ai 1200 baud, 
ha iniziato da qualche mese un proces- 
so di modernizzazione che la sta por- 
tando a sostituire tutti i vecchi modem 
V.22 a 1200 baud con più moderni mo- 
dem V.22bis a 2400 baud dotati di pro- 
tocollo di correzione d'errore. L'aggior- 
namento dell'hardware è ormai pratica- 
mente terminato, per cui si può dire 
che tutti gli accessi alla rete sono final- 
mente a 2400 baud. 

In questo panorama in continua evo- 
luzione sono inoltre sempre di più i 
BBS ed ì servizi telematici ad adottare 
modem ad alta velocità, capaci di tran- 
sfer rate superiori ai 9600 baud. Questi 
modem adottano tìpicamente gli stan- 


dard internazionali di modulazione indi- 
cati dal CCITT come 1 1.32 (fino a 9600 
baud) e V,32bis ( fino a 14400 baud), 
cui si aggiungono il V.42 per la corre- 
zione di errore ed il V.42bis per la com- 
pressione dei dati; e spesso impiegano 
anche metodi di modulazione proprieta- 
ri per giungere fino a 16800 baud ed 
oltre, Modem del genere fino ad un 
paio di anni fa erano rivolti al solo uso 
professionale e costavano cifre assolu- 
tamente improponibili per un hobbysta, 
ma il progredire della tecnologia elet- 
tronica da un lato, e la crescente do- 
manda di modem ad alte prestazioni 
dall'altro, hanno fatto si che il loro prez- 
zo scendesse notevolmente negli ulti- 
mi tempi. Oggigiorno si possono dun- 
que trovare modem V.32bis alla portata 
economica di un hobbysta « evoluto ». 



236 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


PROVA 
ZYXEL U-1496 


ovvero particolarmente esigente e mo- 
tivato. Certo si tratta sempre di cifre 
consistenti, che si aggirano attorno ad 
anche oltre il milione. Vi sono anche 
prodotti taiwanesi di basso profilo che 
si trovano sotto i quattrocento dollari, 
ma ovviamente non sono in grado di 
dare quelle garanzie dì affidabilità e 
prestazioni che sono invece offerti da 
modelli più perfezionati e costosi. 

Ed è proprio di uno di questi nuovi 
modem di fascia alta che vogliamo par- 
larvi questo mese. 0 meglio dì un'inte- 
ra linea di modem, dato che si tratta di 
tre apparecchi basati su dì un medesi- 
mo progetto e differenziati solo per al- 
cuni dettagli costruttivi e prestazionali. 
Si tratta dei modem ZyXEL, introdotti 
dì recente , ma già molto apprezzati e 
diffusi sui mercati di oltreoceano. 

La caratteristica saliente di questi 
modem è quella di essere praticamen- 
te implementati., in software! Infatti la 
soluzione progettuale che è stata adot- 
tata prevede la quasi totale assenza di 
hardware «dedicato»: tutto si basa sul- 
l'uso di ben due DSP (Digital Signal 
Processor) governati nientemeno che 
da un microprocessore Motorola 
68000. In questo modo il modem è in 
realtà un computer del tutto generale, 
anche se specificamente disegnato per 
elaborazioni audio, e tutte le funzioni 
hardware della comunicazione (compre- 
se quelle di modulazione) sono imple- 
mentate in firmware, 

Ciò consente ovviamente notevolissi- 
mi vantaggi, tra cui i principali sono la 
massima versatilità dell'apparecchio (ad 
esempio per implementare un nuovo 
protocollo basta aggiornare le EPROM) 
e la possibilità di inserirvi funzioni col- 
laterali di utilità (ad esempio la digitaliz- 
zazione e riproduzione della voce). 

La linea di modelli ZyXEL 

La linea di modem ZyXEL siglata U- 
1496 comprende tre modelli dalle ca- 
ratteristiche di base più o meno analo- 
ghe, che si differenziano solo per l'a- 
spetto esterno ed alcune dotazioni se- 


ZyXEL U-1496 

Costruttore: 

ZyXEL Communication Corporation. Taiwan 
Distributore: 

BREAMD Informatica 
Strada Provinciale di Farnei, 20 
3401 S Muggia ITS) 

Prezzi UVA esclusa ): 

ZyXEL U-149S-S L 1.512.000 

ZyXEL U-1496-E L. 846.000 

ZyXEL U-1496-B L. 772.000 


condarie. Vediamo dunque l'insieme 
delle caratteristiche comuni. Le modu- 
lazioni disponibili sono tutte quelle 
standard dal V.21 (300 baud) al V.32bis 
(14.400 baud), compresi il V.23 
(1 .200/75 per Videotel) ed il modo pro- 
prietario ZyX a 16.800 baud; ad esse si 
affiancano i protocolli di correzione 
d'errore MNP4 e V.42 nonché i proto- 
colli di compressione MNP5 e V.42bis. 

Durante un collegamento i modem 
effettuano un monitoraggio continuo 
delle condizioni della linea e sono in 
grado di adattare la velocità di trasmis- 
sione alla qualità del segnale; tale va- 
riazione può essere sia in «discesati in 
caso di errori (auto fall-back), che in « ri- 
salita >i in caso di ritorno a condizioni ot- 
timali (auto fall-forward). Sono possibili 
la ricezione e la trasmissione di fax se- 
condo le specifiche Gruppo 3 e CCITT 
V. 17 (high speed fax a 14.400 baud). 
Sono implementate funzioni di sicurez- 
za quali il callback automatico e la pro- 
tezione con password, nonché la pos- 
sibiltà di configurazione remota. Grazie 
inoltre alle potenzialità specifiche di ela- 
borazione audio il modem effettua il ri- 
conoscimento dei toni di centrale italia- 
ni e comprende alcune funzioni di digi- 
talizzazione, compressione e riproduzio- 
ne della voce. 

Dei tre modelli della gamma due so- 
no modem esterni (modelli «S» ed 
«E») ed uno è su scheda interna per 
bus PC-ISA (modello «B»). I primi due 
si differenziano tra di loro per il fatto 


che il modello «S», quello top, è dotato 
di un pannellino a cristalli liquidi e di un 
tastierino mediante i quali si possono 
leggere le condizioni di stato del mo- 
dem e/o della linea, nonché configurare 
direttamente il modem stesso senza 
dover ricorrere ai comandi AT impartiti 
da computer. Il modello «E» ha invece 
il consueto array di led di stato e dispo- 
ne anche di due pulsanti per la com- 
mutazione data/voce e la scelta fra il 
modo answer e quello originate. Il mo- 
dello «S» accetta inoltre una velocità 
del DTE fino a 76.800 bps mentre gli 
altri due vanno «solo» fino a 57.600; 
da notare a questo proposito che il mo- 
dello «B» incorpora una interfaccia se- 
riale dotata della UART 16550 ad alte 
prestazioni. 

I modelli «S» e «B» possono lavora- 
re sia in modo asincrono che sincrono. 
Il modello «S» può inoltre lavorare su 
linea dedicata a quattro fili, ed in que- 
sto caso dispone di ulteriori funzioni 
quali i modi di trasmissione V.33 (dati) 
e V.27ter e V.29 (fax), ed il controllo 
del livello di uscita. I modelli «S» ed 
«E» dispongono sia del set di comandi 
AT che di quello V.25bis, mentre il mo- 
dello «B» possiede il solo set AT. Il 
modello «S», infine, fa lavorare il 
68000 ad un clock di 16 MHz mentre 
gli altri a «solo» 12 MHz, cosa che gli 
permette di poter implementare algorit- 
mi più efficienti per la gestione delle 
funzioni connesse all'elaborazione della 

E fatta questa debita premessa pas- 
siamo ad esaminare l'oggetto della pro- 
va che è specificamente il modello «S» 
ricordando che, salvo ove esplicitamen- 
te notato, tutto ciò che diremo sarà ap- 
plicabile anche ai modelli inferiori. 

Descrizione esterna 

Lo ZyXEL J-1496-S è inscatolato in 
un accattivante contenitore plastico dal- 
le dimensioni di circa 22x5x27 cm (Ihp). 
Il frontale, leggermente inclinato all'in- 
dietro, è suddiviso in due aree operati- 
ve ben distinguibili: un «pannello di 



Frontale e retro del modello « S ». il top della gamma. Il pannello LCP mostra che il modem è in attesa di una connessione 

MC microcomputer n. 123 - novembre 1992 237 


PROVA 

ZYXEL U-1496 



II palmellino LCD permette di navigare in un ampio albero di menu dal quale si possono esaminare e modificare tutti i parametri operativi del modem 


stato», formato da sei spie a led e dal 
citato schermo LCD, ed un «pannello 
comandi» comprendente quattro tasti 
disposti a diamante. Vediamo il tutto in 
dettaglio, cominciando dalla sinistra e 
dunque dai led di stato. Questi sono in 
numero di sei e segnalano le principali 
condizioni in cui si può trovare il mo- 
dem, di modo che all'operatore basti 
un solo colpo d'occhio per capire «cosa 
stia succedendo» senza dover leggere 
scritte sul display LCD. Essi rappresen- 
tano dunque: la presenza dell'alimenta- 
zione (PWR), l'impegno della linea 
(OH), l’attivazione della risposta auto- 
matica (AA), la presenza del segnale 
DTR sulla RS-232 (e dunque del con- 
trollo da parte del computer), il transito 
dei dati in trasmissione (TXD) ed in ri- 
cezione (RXD). Lo schermetto a cristalli 
liquidi, raffinatamente retroilluminato e 
capace di visualizzare due righe da 20 
caratteri Luna, svolge un gran numero 
di funzioni utili ed «intelligenti». Innan- 
zitutto, ovviamente, durante un collega- 
mento esso permette di tenere sotto 
controllo istante per istante lo stato del 
modem e quello della connessione: è 
infatti in grado di visualizzare sia i para- 
metri della connessione che alcune sta- 
tistiche sulla qualità del collegamento 
quali il throughput istantaneo, il rappor- 
to S/N della linea, il livello del modem 
corrispondente, le distorsioni di fase 


del segnale ricevuto e cosi via. Quando 
invece non si è in collegamento esso 
permette di visualizzare ed eventual- 
mente modificare tutti i parametri di 
configurazione del modem, compresi i 
registri interni; la consultazione è gui- 
data mediante un'ampia serie di veri e 
propri menu che l'utente può selezio- 
nare mediante i quattro tastini di «mo- 
vimento» posti all'estrema destra del 
pannello frontale. 

Nel caso del modello «E» il frontale 
comprende invece «solo» una fila di 
led di sfato nonché due pulsanti. I led, 
ben dodici, segnalano le condizioni di: 
connessione in alta velocità (HS). auto 
answer attivo (AA), presenza della por- 
tante remota (CD), impegno della linea 
(OH), terminale pronto (DTR), modem 
pronto (DSR), abilitazione alla trasmis- 
sione (CTS), dati in transito (TXD e 
RXD), correzione d'errore attivata (EC), 
qualità della linea accettabile (SQ), mo- 
do diagnostico (TST). I pulsanti commu- 
tano fra i modi answer ed originate e 
fra i modi dati e voce. 

Posteriormente si trovano, com'è na- 
turale. tutte le connessioni dell'appa- 
recchio, Da sinistra a destra abbiamo 
innanzitutto l’interruttore di accensione 
e la presa a vaschetta per l'ingresso 
dell'alimentazione; segue il connettore 
per il plug RJ-12 (otto poli) relativo al- 
l'uso di linea dedicata; a fianco vi sono 


i due RJ-11 che permettono invece la 
connessione alla linea commutata ed al 
telefono di servizio; sull'estrema de- 
stra, infine, il connettore DB-25 femmi- 
na per il collegamento via RS-232 al 
DTE. 

L'interno 

Il 1496-S è costituito essenzialmente 
da una sola ampia main board che 
comprende tutta l'elettronica «di linea» 
nonché la preponderante parte «logi- 
ca». Quest'ultima, lo ricordiamo, si ba- 
sa su due Digital Signal Processor go- 
vernati da un 68000 e da un apposito 
firmware. Alla main board sono collega- 
te altre due schedine «di supporto» 
una si trova in piggy-back proprio sopra 
ai DSP mentre l'altra, connessa me- 
diante fiat-cable, è quella del display ed 
è situata in corrispondenza al pannello 
frontale dell'apparecchio. 

La costruzione dell'apparecchio è im- 
peccabile, ed i componenti utilizzati so- 
no di prima qualità. Sul tutto spicca ov- 
viamente il grosso 68000 di fabbricazio- 
ne Toshiba, il quale è posto fra le due 
EPROM sostituibili contenenti il firmare 
dell'apparechio ed i due DSP ovvia- 
mente di produzione Texas Instrumen- 
ts. Da notare anche la significativa pre- 
senza di chip ASIC prodotti dalla stessa 
ZyXEL. 



238 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 




PROVA 
ZYXEL U-1496 


Utilizzazione 

Due sono gli aspetti fondamentali 
dell'uso dello ZyXEL U-1496; la sua re- 
sa tecnica da un lato e l'operatività pra- 
tica dall'altro. 

Per quanto riguarda la prima questio- 
ne ci si può limitare a poche parole: in 
tutte le prove da nói effettuate in un 
arco di tempo piuttosto esteso il mo- 
dem non ha mai perso un colpo, riu- 
scendo sempre ad effettuare collega- 
menti affidabili anche in condizioni di li- 
nea critiche. Molto utile a questo pro- 
posito si rivela la presenza del fall-for- 
ward che permette di risalire a velocità 
di trasmissioni ottimali dopo una dimi- 
nuzione causata da disturbi di linea. Co- 
me parte «dura» della prova abbiamo 
tra l'altro inserito per molti giorni un 
modello «S» sul concentratore di MC- 
link dedicato ai modem ad alta velocità. 
Il traffico svolto dal 1 496 è risultato co- 
stantemente regolare e statisticamente 
analogo a quello degli altri modem, se- 
gno che non vi è stato alcun problema 
di incompatibilità né fra lo ZyXEL ed i 
modem degli abbonati ad MC-link né 
nei riguardi di connessioni veloci anche 
su collegamenti in teleselezione. Nella 
connessione fra due ZyXEL, poi. abbia- 
mo apprezzato moltissimo il modo pro- 
prietario a 16.880 baud che funziona 
realmente bene e consente trasferi- 
menti di file alla velocità della luce. L'u- 
nica cosa che non abbiamo verificato 
sono le capacità di sintesi vocale del- 
l'apparecchio. obiettivamente peculiari 
e comunque non del tutto consolidate 
al momento attuale per via di un pro- 
cesso di evoluzione tuttora in corso. 

Per quanto riguarda l'operatività pra- 
tica va sottolineato che la presenza del 
pannellino LCD e dei pulsanti di sele- 
zione è realmente utilissima, Innanzitut- 
to è utile (e divertente...) poter control- 
lare durante un collegamento cose co- 
me il modo di connessione attivato, il 
rapporto segnale/rumore della linea, il 
contatore di errori, il transfer rate istan- 
taneo e via dicendo. In secondo luogo 
è comodissimo poter modificare al volo 
un settaggio o verificare il contenuto di 
un registro senza dover intervenire con 
i noiosi comandi AT per i quali serve ol- 
tretutto il manuale; basta «navigare» 
nel razionale albero di menu per poter 
accedere in pochi istanti all'informazio- 
ne desiderata, e modificarla se neces- 
sario. Nulla di più comodo o più imme- 
diato. 

Come ultime annotazioni sottolineia- 
mo intanto che col modem vengono 
forniti un manuale in italiano (noi ne ab- 
biamo ricevuto una versione prelimina- 
re) ed un dischetto contenente vario 
software specifico fra cui un completis- 



La motherboard del modem Sulle sinistra è situala luna la parte « logica ' >, sulla destra l'elettronica di 
interfaccia e la sestine alinteniatrice. 


simo programma realizzato dalla stessa 
ZyXEL che permette di inviare e riceve- 
re fax. L'apparecchio è garantito per 
due anni dal distributore italiano, con 
una garanzia completa che copre non 
solo il costo delle parti ma anche quel- 
lo della mano d’opera; inoltre speden- 
do l'apposita cartolina di registrazione 
si ha diritto a ricevere a condizioni van- 
taggiose eventuali aggiornamenti futuri 
del software o dell'hardware. A propo- 
sito del firmware va anche notato che 
l'utente «smanettone» potrà ricevere 
aggiornamenti del firmware vìa modem 
o su dischetto e provvedere poi in pro- 
prio alla riprogrammazione delle 
EPROM. Sono infine in corso di svolgi- 
mento le procedure di omologazione 
degli apparecchi da parte del Ministero 
PP.TT., un «must» per prodotti destina- 
ti ad un'utenza semiprofessionale o 
professionale. 

Conclusioni 

Terminiamo col consueto sguardo ai 
prezzi. Il modello «S» costa pratica- 
mente un milione e mezzo, l'«E» circa 
ottocentocinquantamila lire ed il «B» su 
scheda settecentosettantamila. In as- 
soluto si tratta di cifre di un certo rilie- 
vo, ma basta rifletterci un attimo per 
convincersi che i prezzi sono più che 
commisurati alla qualità ed alle caratte- 


ristiche degli apparecchi. Non dimenti- 
chiamo che dentro ci sono un signor 
microprocessore e ben due DSP, i qua- 
li da soli fino a poco tempo fa costava- 
no più del modem finito! 

La domanda è, semmai, se vale la 
pena di spendere le settecentomila lire 
di differenza fra il modello «E» ed il 
modello «S» per avere « solo» un pro- 
cessore più potente ed il pannellino 
LCD. È chiaro che è difficile rispondere 
a questa domanda in modo generale: 
quello che possiamo dire è che il pan- 
nellino non è un gadget ma è realmen- 
te uno strumento molto utile, specie in 
applicazioni professionali o critiche do- 
ve è di vitale importanza poter sapere 
in ogni momento cosa stia succedendo 
al livello della connessione. Cosa rima- 
ne da aggiungere? Innanzitutto che il 
modello «S» è disponibile, a richiesta, 
anche in versione rack per applicazioni 
professionali. In effetti uno di questi ra- 
ck, dotato di sedici modem, è da qual- 
che settimana felicemente funzionante 
su MC-link dove ha sostituito i prece- 
denti modem a bassa velocità andati in 
pensione per limiti di età. In secondo 
luogo va ricordato che. grazie ad un ac- 
cordo con l'importatore italiano, ogni 
acquirente di un modem ZyXEL ha di- 
ritto ad un abbonamento omaggio a 
MC-link della durata di tre mesi, con i 
primi dieci collegamenti gratis. rag 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


239 




Microsoft 

Excel 4.0 in italiano 

di Francesco Patroni 


D ovreste già in qualche modo es- 
servi accorti della esistenza di 
Excel 4.0, per cui questa prova 
non dovrebbe cogliervi di sorpresa. In- 
fatti sin dai primi giorni di ottobre, detti 
« zona SMAUa, la Microsoft ha pubbli- 
cato. sui principali quotidiani e periodi- 
ci, decine di inserzioni pubblicitarie de- 
dicate ai propri prodotti ed in particola- 
re ad Excel 4.0. 

Il fatto che già si sia molto parlato di 
Excel 4.0 ci autorizza a dare alla prova 
stessa un « taglio » particolare, tendente 


ad esplorare non tanto le funzionalità 
normali Igià presenti nelle versioni pre- 
cedenti), quanto quelle più stimolanti 
da un punto di vista applicativo e/o da 
un punto di vista tecnico e meno evi- 
denziate sia in articoli apparsi su altre 
riviste sia nelle pagine di pubblicità. 

Il materiale cartaceo 

Già la prima impressione, che si ha 
nel sollevare dal tavolo la confezione, è 
di abbondanza. La confezione esterna, 


quella di cartone da imballo, è in realtà 
piena come un uovo. Contiene i di- 
schetti e molti manuali ed opuscoli. Il 
peso è dato dai manuali principali che 
da soli totalizzano quasi 2.000 pagine. 
Partendo dai più piccoli citiamo: 

— come procedere, un foglietto che 
dà le prime indicazioni per orientare i 
neofiti che magari si sono spaventati a 
vedere tanta roba. 

— guida rapida alla barre ed alle icone. 
Le pagine sono 16 e descrivono le ol- 
tre 100 icone a disposizione. Chi deve 


240 


MCmicrocomputer n. 123 ■ novembre 1992 


PROVA 

MICROSOFT EXCEL 4.0 


Microsoft Excel 4 


usare produttivamente Excel 4.0 è be- 
ne che cominci ad abituarsi all'uso del- 
le icone, che, ne parleremo tra pochis- 
simo, costituiscono il modo più imme- 
diato per azionare un qualsiasi coman- 
do. 

— passaggio dall'123. 42 pagine dedi- 
cate agli utenti che provengono 
dall’123. L‘123 come noto è il prodotto 
tuttora più diffuso, nella categoria 
spreadsheet evoluti, cui appartiene an- 
che Excel. Una facilitazione nell’appren- 
dimento può favorire l'opera di conver- 
sione e proselitismo. E questa del ma- 
nuale «dedicato» non è la sola facilita- 
zione per i «transfughi dall'123». 

— il manuale del Q+E. Il Q+E, e an- 
che su questo prodotto accessorio di 
Excel abbiamo già scritto degli articoli, 
è rimasto pressoché immutato. L'im- 
portanza di tale accessorio di lusso è 
dimostrata anche dal suo volume che è 
di oltre 200 pagine. 

Passiamo ai manuali più tradizionali. 

Il manuale del prodotto... sono due 
manuali, È stato infatti diviso, probabil- 
mente per problemi di rilegatura, in 
due. Il primo raggiunge le 670 pagine e 
contiene, ben organizzati in capitoli di 
contenuto omogeneo, gli argomenti 
d'uso normale, mentre quelli d'uso più 
specialistico sono ospitati nel secondo 
manuale, dove occupano 340 pagine. 
Gli argomenti più evoluti sono Analisi 
Dati, Fogli Modello, problematiche d'In- 
terscambio, problematiche di Persona- 
lizzazione, Ambiente Foglio Macro. 

L'ultimo manuale è quello che con- 
tiene le funzioni, che sono «mischia- 
te». Ci sono funzioni normali, quelle 
che in altri prodotti si chiamano «chioc- 
ciola», e funzioni Macro, che possono 
essere usate solo in tale tipo di fogli. 

In appendice alcune pagine, poche 
per l'importanza e l'interesse dell’argo- 
mento, relative all’uso delle funzioni 
che richiamano DLL esterne. 

L 'installazione 

La procedura di installazione rispetta 
lo standard Microsoft e quindi non pre- 
senta alcuna sorpresa. Al solito è pos- 
sibile definire quali moduli installare e 
quali no (figura 1). Si può risparmiare, 
se già si è esperti, il Tutorial, che, ed 
anche questa è una soluzione Stan- 
dard, risiede in una directory EXCEL- 
CBT.CBT (che significa Computer Ba- 
sed Training). 


Produttore e distributore: 

Microsoft S.p.A, 

Via Cessa naso 224 Pai. Tiepolo 
20090 Segrate IMI). Tei 02/269121. 

Prezzi UVA esclusa 

Excel d li talianol L. 995.000 

Excel d I inglese ) L 795.000 


Il materiale del Tutorial è di buona 
qualità. Gli esercizi sono interattivi, in 
modo che l'utente può simulare com- 
pletamente una normale sessione di la- 
voro, Il Tutorial può infine essere richia- 
mato «al volo» anche nel bel mezzo di 
una sessione di lavoro (figura 2). 

Le novità interne 

Le novità sono fondamentalmente di 
due tipi. Quelle che facilitano l'operati- 
vità, nel senso che permettono, in ma- 


niera più immediata, di eseguire un co- 
mando o una serie di comandi com- 
plessi (che già si potevano eseguire 
con le versioni precedenti). Quelle che 
introducono comandi nuovi, prima non 
presenti. 

Molti di questi comandi, ma spesso 
si tratta di funzionalità complesse, sono 
resi possibili da moduli Add-ln, pro- 
grammi, scritti nel linguaggio Macro di 
Excel, che introducono o nuove funzio- 
nalità o/e nuove funzioni (che personal- 
mente preferisco continuare a chiama- 
re «chiocciola» anche se in Excel le 
funzioni iniziano Con il segno « = »). 

Altra novità utile è quella che per- 
mette di eseguire «zoomate» sul fo- 
glio. Spesso in precedenza, in caso di 



Figura 2 - MS Excel 4,0 
Il Tutorial 

L ‘installazione preve- 
de, già dalla versione 
2.0, il caricamento del 
Tutorial. In pratica un 
vero e proprio Corso di 
apprendimento per 
principianti, richiamabi- 
le sia dal menu Guida. 
sa. al volo, in caso di 
necessita, direttamen- 
te dal foglio In pratica 
è un SuperHelp. 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


241 



PROVA 

MICROSOFT EXCEL 4.0 



Figura 3 - MS Excel 4.0 
Scella delle Funzioni 
Il patrimonio di funzioni 
è impressionante Tale 
patrimonio viene inol- 
tre arricchito quando si 
caricano quegli aggiun- 
tivi che portano un loro 
contributo di Macro 
Funzioni Per facilitarne 
l'utilizzo. Excel propo- 

Diatog Box che mostra 
le Funzioni organizzate 
per argomento e. in 

tassi di quella selezio- 


Figura 4 • MS Excel 4.0 
Zoom operativo. 

Per vedere al meglio il 
contenuto di un tabel- 
lone molto pieno si 
può agire Sulla funzio- 
ne Zoom, che permet- 
te anche di impostare 
valori personali In pre- 
cedenza occorreva agi- 
re sulla dimensione dei 

dimensioni possono ri- 
manere Fisse e viene 
visto, con lo Zoom, in 
piccolo l'intero tabello- 




Figura 5 • MS Excel 4.0 
Cartelle di Lavoro. 

La Cartella di Lavoro 6 
un nuovo strumento 
che permette di orga- 
nizzare. in cartelle ap- 
punto, lavori relativi ad 
uno stesso argomento. 
Se si lavora con le Car- 
telle vengono arrivale 

gestione del loro con- 
tenuto, per scorrere da 
un lavoro all'altro, per 
tenere un indice, eco 


necessità, ad esempio per vedere più 
dati sul foglio, si riducevano i caratteri 
dei dati contenuti nelle celle. Ora con 
lo Zoom (figura 4) è possibile ridurre la 
scala di visualizzazione senza dover in- 
tervenire sui caratteri. 

È stato addirittura introdotto il corret- 
tore ortografico, che però può essere, 
molto opportunamente, condiviso con 
gli altri applicativi sotto Windows. 

A queste novità vanno aggiunte alcu- 
ne modifiche di comandi precedenti. 
Una per tutte. Il comando che mostra 
le funzioni sfrutta ora una ricca finestra 
di dialogo (prima era una semplice Dia- 
log Box) in cui le varie funzioni sono 
suddivise per argomento. In tal modo 
la loro ricerca è facilitata (figura 3). 

Spulciando 
tra le altre novità 

Le novità sono tantissime, anche se. 
stranamente, alcune funzionalità, ad 
esempio quelle Statistiche, presenti 
nella versione inglese del prodotto, non 
sono state inserite nella versione italia- 

Citeremo alcune delle novità più inte- 
ressanti, lasciando ai lettori che deci- 
dessero di acquistare il prodotto, il 
compito di scoprire le altre. 

Comandi residenti nelle Celle 

Una serie di comandi «minimi» risie- 
de ora direttamente nella cella. 

La bordatura che costituisce l'eviden- 
ziatore di una cella o di un insieme di 
celle è ora attivo. Può essere «aggan- 
ciato» per eseguire il Drag and Drop 
del contenuto delle celle. 

Se la cella contiene un valore indivi- 
duabile come l’inizio di una Serie, e si 
aggancia il bottoncino in basso a destra 
nell'evidenziatore, è possibile eseguire 
un «autoriempimento» 

Un esempio chiarificatore. Si scrive 
in una cella la parola «gennaio», poi si 
aggancia il bottoncino e lo si trascina in 
giù per 12 righe, si otterranno «feb- 
braio». «marzo», «aprile», ecc. 

Se la cella invece contiene una for- 
mula lo stesso bottoncino serve per 
copiare la formula lungo una direzione. 

Se sulla cella evidenziata infine si cli- 
cka il tasto destro del mouse appare il 
mimmenu attraverso il quale si posso- 
no modificare le varie caratteristiche 
del contenuto della cella. 

La Cartella di Lavoro 

Viene migliorato il sistema di gestio- 
ne delle applicazioni Multìfoglio. I vari 
fogli costituenti l'applicazione possono 
ora essere racchiusi in una unica Car- 


242 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


PROVA 

MICROSOFT EXCEL 4.0 



Figura 7 - MS Excel 4.0 
Formattazione Auto- 
matica, 

Spesso si perde più 
tempo a sistemare dai 
punto di vista estetico 
una tabella che non a 
realizzarla dal punto di 

Con la funzionalità Au- 
loformat (che ha anche 
un suo bottone > è pos- 
sibile passare rapida- 
mente in rassegna una 
serie di formati, anche 
di tipo personalizzalo, 
che si adeguano ai dati 
in maniera intelligente, 
nel senso che gli attri- 
buti vedano in funzione 
del contenuto delle cel- 
le. 



tellina, che può essere richiamata e sal- 
vata. e che provvede (la cartellina) a ga- 
rantire l'accesso ai vari fogli (figura 5). 

Nella Vista della Cartella di Lavoro, e 
nella vista dei vari fogli ad essa appar- 
tenenti, appaiono una serie di Bottoni 
specializzati che servono ad esempio 
per scorrere i vari fogli o per tornare al- 
l'indice della Cartella. 

Chi segue i nostri articoli sugli Spread- 
sheet sa bene che siamo dei convinti 
fautori del lavoro su più fogli, e quindi 
apprezziamo questa « novità». 

Lo Scenario Manager 

A chi usa il foglio elettronico per ese- 
guire delle Simulazioni, delle Previsioni, 
ecc. capita spesso di dover legare i 
propri calcoli ad una serie di parametri, 
che, a seconda delle varie Ipotesi, ven- 
gono modificati. 

Ad esempio una Ditta di Import / 
Export può eseguire delle valutazioni 
basate sulle previsioni dell'andamento 
del mercato dei cambi. 

Con lo strumento Scenario Manager 
è ora possibile «memorizzare» le varie 
ipotesi in un apposito archivio per poi 
richiamarle facilmente. In un bilancio di 
previsione si potranno ad esempio me- 
morizzare Ipotesi Media, Ipotesi Mini- 
ma, Ipotesi Massima e poi facilmente 
passare dall'una all'altra. 

In pratica tale memorizzazione consi- 
ste nel conservare i valori inseriti in 
una serie di celle (anche tante celle) e 
nel fatto che i valori una volta memo- 
rizzati possono essere richiamati al volo 
tutti insieme, anche se nel frattempo II 
contenuto delle stesse celle è stato 
cambiato (figura 6). 

Formattazione Automatica 

In moltissimi casi il lavoro per mette- 
re in bella copia una tabella numerica è 
più lungo di quello necessario per rea- 
lizzare la tabella numerica stessa. 

Con la funzione di Formattazione Au- 
tomatica (in figura 7 un esempio «pri- 
ma e dopo» la cura) questo secondo la- 
voro diventa minimo, in quanto basta 
utilizzare uno dei tanti Formati che 
Excel 4.0 mostra in un'apposita finestra 
«campionario». 

L'uso di tale funzionalità è banale. Si 
evidenzia la tabella, poi si clicka sul 
bottone di Autoformat o sulla voce di 
menu Formato Formattazione Automa- 
tica. Nella Dialog Box che mostra il 
campionario si sceglie il formato volu- 
to. 

C'è da dire che questa è una Funzio- 
ne Intelligente. Infatti Excel indivìdua le 
tipologie delle celle selezionate, quindi i 
Titoli, i Sottotitoli, i Totali Generali, 


quelli Parziali, i dati di Dettaglio, e con- 
seguentemente applica alle celle relati- 
ve uno stile anziché un altro. Più facile 
di cosili. 

Database e CrossTab 

Le funzioni di Database, che nella 
versione 3.0 non erano state molto 
movimentate, sono state invece ora 
sensibilmente potenziate. 

È ora possibile (figura 8) inserire del- 
le formule nei criteri, il che allarga il 
range di utilizzabilità sia delle funziona- 
lità di Estrazione e di Ricerca sia delle 
funzioni Statistiche di Database. 

Sempre nel campo dell’Analisi dei 
Dati va detto che purtroppo il Q+E non 
è stato modificato. Era potente anche 
nella versione precedente, ma avrem- 
mo preferito almeno un allineamento 
delle sue modalità operative con quelle 
di Excel 4.0, insomma con le Toolbar e 
compagnia bella. 

È stato invece introdotto l'Add-ln 


CrossTab, che era presente nella ver- 
sione 3,0 in inglese, e che è stato tra- 
dotto in Campi Incrociati. 

Si tratta di un vero e proprio applica- 
tivo in grado di eseguire, sui dati di un 
Database, totalizzazioni, con gruppi e 
sottogruppi, sia per colonne che per ri- 
ghe. Sono possibili decine di varianti, 
ad esempio è possibile far calcolare an- 
che le percentuali per gruppo, per sot- 
togruppo e cosi via. 

Il processo è guidato da un Wizard, 
che chiède via via all’utente, e mo- 
strando delle videate di spiegazione, 
quali campi inserire nell'analisi, su quali 
campi eseguire i calcoli e quali tipi di 
calcoli (figura 9), 

L'add-ln crossTab rende attive anche 
delle Funzioni nuove, per cui è teorica- 
mente possibile impostare l'analisi di- 
rettamente nelle celle senza utilizzare il 
servosterzo, pardon il Wizard. 

Il CrossTab è un prodotto apparente- 
mente banale ma in realtà è un maci- 
natore micidiale di dati in grado, se ben 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


243 



PROVA 

MICROSOFT EXCEL 4.0 



Figura 8 -MS Excel 4. 0 
Novità nelle funziona- 
lità di Database 
Confesso di essere 
personalmente un po' 
Fissato con le funzioni 
dì Database. Trovo 
quindi imponente il fat- 
to che sia ora possibile 

non si poteva I inserire 
dei criteri calcolati in 
fase di estrazione. In 
questo esempio vedia- 
mo due criteri calcolati. 
Il primo estrae solo i 
record le cui date ap- 
partengono al mese di 
Maggio. Il secondo 
contiene un OR. Estrae 
i record il evi campo 
cognome contenga o 
una doppia T o una 
doppia 2. come terzo e 
quarto carattere 


Figura 9 - MS Excel 4.0 
CrossTab. 

Si tratta di un Add-ln 
formidabile. Sr attiva. 

Dall e permette, attra- 
verso un » mago ». di 
eseguire qualsiasi tipo 

semi rn una tabella de- 
Vengono eseguiti cal- 

ceniuale e. se si ese- 
guono dei raggruppa- 
menti , viene creata an- 
che una struttura a più 
livelli che differenzia i 
vari livelli di calcolo. 




Figura W - MS Excel 

4.0 - Oggettistica Gra- 
fica. Tutti gli elementi 
che vedete sul foglio 
sono elementi grafici, 
o realizzati sfruttando i 

presenti nella Toolbar 
Disegno o importati da 
altri prodotti Ad esem- 

ve. che appaiono sulla 
destra, provengono dal 
Windows Ora w. che è 
il prodotto per il dise- 
gno vettoriale presente 
nel materiale di Word 

2.0 e di Works per 
Windows. Gli oggetti 
grafici sono sovrappo- 
sti alle celle del foglio 
anche se è possibile, 
con una specìfica fun- 
zione. col legar li al fo- 
glio sottostante, 


utilizzato, di eseguire praticamente 
qualsiasi tipo di analisi, anche quelle 
che, fino a pochi anni fa, necessitavano 
di pesanti progammi batch. 

Riprenderemo il discorso su questa 
particolare attività non appena sarà di- 
sponibile il nuovo DBMS della Microsoft, 
che ha, traleltro, recentemente cambiato 
nome, dal Cirrus ad Access, o meglio 
MS Access. 


Elementi Grafici 

Già nella versione 3.0 di Excel era pos- 
sibile sovrapporre degli elementi grafici 
sul foglio. Ora la tipologia di elementi si 
è arricchita come si sono arricchite le 
funzionalità per la manipolazione di tali 
elementi, funzionalità che arrivano an- 
che alla possibilità di editare i singoli pun- 
ti delle linee spezzate. 

Continua, ovviamente, ad essere pos- 
sibile l'inserimento via OLE di oggetti 
grafici delle più svariate provenienze, an- 
che dalla ClipBoard o dal Draw di Win- 
Word. 

Ad esempio le frecce che vedete nella 
figura 10 sono state copiate, non come 
immagine intera, ma come oggetto sin- 
golo, selezionandole dall'interno del Mi- 
crosoft Draw, che è quel prodotto, è be- 
ne ricordarlo, che svolge servizi di Dra- 
wing per Word, ma che essendo un OLE 
Server svolge gli stessi servizi per tutti 
gli OLE Client e quindi anche per Excel. 


Il Business Graphics 

La sezione Business Graphics è stata 
potenziata, sia perché sono aumentate 
le tipologie di grafici (sono stati infatti 
introdotti due nuovi e suggestivi modelli, 
il Radar e le Superfici 3D), sia perché 
sono stati migliorati alcuni comandi. 

C'e la nuova Toolbar che «Ironizza i 
Modelli della Galleria, cioè i tipi di dia- 
gramma», ed è spettacolare clickare via 
vìa le icone e vedere immediatamente il 
Grafico cambiare aspetto. 

Da un punto di vista operativo anche 
l'adozione del «tasto destro del mouse», 
che consente di vedere in un menu vo- 
lante le proprietà definibili per l'oggetto 
selezionato, risulta molto utile. In ogni 
grafico infatti il lavoro di definizione delle 
caratteristiche dei vari elementi, Titoli, 
Legende, Scale, Griglie, Etichette, Este- 
tica delle Linee e delle Barre, ecc. è mol- 
to lungo, anche se non complicato. E il 
fatto di pescare immediatamente il co- 
mando giusto è una bella comodità. 

Il Modulo Slide Show 

Quando si esegue il comando File 
Nuovo, oltre ai «vecchi» tipi di file da 
aprire (Foglio. Macro. Grafo) ne appaio- 


244 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PROVA 

MICROSOFT EXCEL 4.0 



no due nuovi. La Cartella di Lavoro, già 
vista, e lo Slide Show. 

In realtà tale tipologia di File consiste 
in un foglio gestito da una Macro, in 
cui sono già posizionati, in alto, una se- 
rie di bottoni che servono per definire il 
contenuto dello Slide Show e le carat- 
teristiche di apparizione e permanenza 
delle vane immagini sul video. 

Le immagini possono essere anche 
«catturate^ attraverso il ClipBoard e 
quindi possono essere oltre a quelle 
realizzate con Excel anche immagini 
qualsiasi, provenienti dall'ambiente 
Windows e catturate con un semplice 
Copia (si deve premere PrintScreen) ed 
Incolla, 

Le varie specifiche per la transizione, 
tra una immagine e la seguente, vanno 
inserite in una Dialog Box, di chiara 
provenienza PowerPoint, mentre il mo- 
tore è costituito da librerie DLL, anche 
queste prese dalla dotazione Power- 
Point. 

Slide Show è un modulo accessorio 
che «spinge» Excel un po' al di fuori 
dei suoi compiti istituzionali (siamo nel- 
la Grafica di tipo Presentation). Il van- 
taggio sta nel fatto che chi debba pre- 
parare una Presentazione con materiale 
di provenienza Excel lo fa, in maniera 
diretta, senza neanche dover lanciare 
un altro programma. 

La Tecnologia 
degli Add-ln e quella 
dei Wizard 

Excel 4,0 è un prodotto modulare nel 
senso che alcune delle sue funzionalità 
più evolute vengono rese disponibili so- 
lo se si caricano dei moduli Add-ln, 
che. ricordiamolo per le centesima vol- 
ta, sono dei fogli macro un po' speciali, 
si caricano e non si vedono. Si vede 
solo il loro effetto, nel senso che sono 
resi disponibili nuovi comandi e nuove 
funzioni accessibili direttamente dal 
menu e dalla Dialog Box per la scelta 
delle funzioni. 

A questo sì aggiunga il consolida- 
mento delle tecniche OLE, per cui in 
Excel 4.0 è possibile anche inserire og- 
getti eseguiti non con funzionalità inter- 
ne ma con altri applicativi OLE Server 
presenti nel sistema. 

Questa complessa architettura è del 
tutto trasparente per l'utente, che usa i 
vari moduli senza sapere come e per- 
chè funzionano, ma interessa invece il 
tecnico che può utilizzare ora l'Excel 
4.0, come sistema di sviluppo, sfruttan- 
do le sue potenzialità di base, che sono 
notevoli, e costruendoci sopra delle Ap- 
plicazioni verticali caricabili come mo- 
duli Add-ln. 

In ogni caso il caricamento degli Add- 


ln è facilitato da un comando Add-ln 
Manager (figura 13) che serve proprio 
per agevolare la scelta e il caricamento. 

Se l'Add-ln potenzia il prodotto, il Wi- 
zard ne facilita enormemente l'uso, 
mettendo a disposizione dell'utente 
una serie di Dialog Box un po' partico- 
lari in cui in maniera molto guidata van- 
no inserite tutte le specifiche necessa- 
rie per eseguire una certa funzionalità 
complessa. 

In Excel 4.0 et sono Wizard per la co- 
struzione dei Grafici e per l'esecuzione 
di una Analisi a Campi Incrociati (Cros- 
sTab). In ambedue le funzionalità infatti 
occorre indicare via via una serie di 
specìfiche obbligatorie, e il Wizard le ri- 
chiede nell'ordine giusto e fornendo in- 
dicazioni, anche grafiche, del loro signi- 
ficato. 

Il Wizard è apparso anche in altri pro- 
dotti, ad esempio nel MS Publisher, e 
sarà presente neli'MS Access, in cui 
permetterà di costruire delle Form, ma- 
schere di acquisizione dati (anche di ti- 


po Multiform, collegate cioè anche a 
più archivi relazionati tra di loro), sem- 
plicemente rispondendo ad una serie di 
domande. 

Il sistema delle Toolbar 
(Barre degli Strumenti) 

Dopo tante novità riguardanti singole 
funzionalità analizziamo la variazione 
più evidente dell'ambiente operativo, 
che è costituita senza dubbio dalle 
Toolbar, assenti nella versione 2,0, in- 
trodotte in una forma standard, non 
personalizzabile, in Excel 3.0, ora diven- 
tate un vero e proprio Sistema, nel 
senso che ora ce ne sono diverse, e 
specializzate per argomento, è l'utente 
che decide quale mostrare a seconda 
del lavoro che deve svolgere. Inoltre 
può decidere dove posizionarle, in alto, 
a destra, ecc. oppure svolazzanti sul fo- 
glio, 

Cosi ad esempio se ci si sta dedican- 
do alla formattazione delle celle, si 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


245 



PROVA 

MICROSOFT EXCEL 4 0 




Managei viiuakrzononi 

— 

1 Sarre ,1 

1 D-di 1 

E spoliazione File Semplice 
ConlioAo fogli di favolo 


| Modifica | 



| Bimuavi | 

1 i 1 


Figura 13 - MS Excel 4.0 - Manager degli Add-ln. 
Si è ulteriormente consolidato il concetto di Add-ln, 
già presente in Excel 3.0 l Add-ln si traduce in Ita- 
liano in Aggiuntivo). Sono delle Macro molto evo- 
lute, caricabili solo se lo si vuol » lare, che aggiun- 
gono alla struttura di base dell'Excel nuove luniio- 
natila. C è anche un aggiuntivo che serve per ge- 
stire il caricamento degli altri aggiuntivi e che mo- 
stra questa utile Dialog Box 

userà la relativa Toolbar, oppure se oc- 
corre inserire elementi sovrastrutturali, 
come Post-lt, frecce, riquadri, ecc. si 
introdurrà la Toolbar Disegno. 

Per i tradizionalisti c'è la Toolbar 
Excel 3.0, mentre a sua volta la 4.0 ha 
una sua Toolbar standard, che contiene 
un «misto» dei comandi più utili. Se si 
passa nell'ambiente Grafico (la sezione 
Business Graphics, da non confondere 
con i citati comandi per il disegno sul 
foglio) appare una nuova Toolbar speci- 
fica, cosi come se si apre un foglio Ma- 
cro. 

Le varie Toolbar sono anche perso- 
nalizzabili, sia perché ci si possono ag- 
giungere icone già disponibili, come 
quelle che permettono da Excel 4.0 di 
lanciare direttamente altri applicativi, 
sia perché se ne possono aggiungere 
di veramente personali, che eseguono 
cioè delle macro scritte dall’utente (fi- 
gura 14). 

Un esempio di Toolbar personalizzata 
potrebbe essere questo. Una in cui ci 
siano tutti gli elementi che servono per 
scrivere una formula con il mouse, e 
quindi parentesi, operatori matematici, 
segni come uguale, punto, virgola, e, 
perché no, anche i numeri. 


Excel 4.0 e Windows 

Oltre all’interscambio via File ci sono 
le altre modalità tipiche di Windows e 
cioè ClipBoard, DDE e OLE. 

Tutte e tre sono facilitate in quanto 
possono essere attivate eseguendo un 
comando Copia, nelf'applicativo di origi- 
ne, e un comando Incolla, in quello di 
destinazione. È il comando Incolla che 
chiede quale tipo di collegamento atti- 
vare. 

In figura 15 vediamo un esempio, di 
indubbio effetto spettacolare, di pas- 



Figura 14 - MS Excel 
4.0- icone a disposino- 
ne per la Personaloza- 

La possibilità di realiz- 
zare delle progne Tool- 
bar ; in cui vanno inse- 
rite delle Icone, prele- 
vatili da questo cam- 
pionario. e a ciascuna 
delle quali assegnare 
una Macro. non deve 
essere sottovalutata 
Sfruttando tale possibi- 
lità si arriva a modifica- 
re l'ambiente Excel po' 
adattarlo alle piu svaria- 
te necessita operative 
dettate dall applicazio- 
ne che si intende rea- 


Figura 15 - MS Excel 
4.0 - Verso Word 2.0 
per Windows. 

I tre prodotti di punta 
della Mìcrosolt. peral- 
tro accomunali nell'of- 
ferta OFFICE, sono 
Excel, che ora è il 4.0. 
Word per Windows, 
che ora è solo alla ver- 
sione 2 0. e Power- 
Point. alta versione 3.0. 
Sono evidentemente 
possibili decine di mo- 
dalità di interscambio 
dei dati Qui vediamo 
una tabella Excel, for- 
mattata pesantemen- 
te. copiata attraverso 
DDE. in Word per Win- 
dows. 



saggio di dati (una tabella a contenuto 
numerico e trattata esteticamente) che 
viene «para para», diremmo a Roma, 
inclusa in un documento Word per 
Windows. 

Le varianti presentate dalla Finestra 
di Dialogo del comando Incolla sono In- 
colla Immagine, Incolla Dati, Incolla 
Collegamento, Incolla Formattazione, 


Conclusioni 

La nostra prima impressione di «ab- 
bondanza», abbondanza fisica, era rela- 
tiva al peso in kg del materiale. 

Dopo aver lavorato con Excel 4.0 per 
parecchi giorni non possiamo che con- 
fermare, anche per quanto riguarda il 
suo contenuto «soft», la stessa im- 
pressione. 

Le novità sono tante, e spaziano in 
tutte le direzioni possibili. 

Quelle che riguardano le modalità 
operative si traducono in una migliore 


«guidabilità» dei prodotto, in cui le ope- 
razioni più frequenti (copia, muovi, 
riempi, formatta, somma, ecc.) si ese- 
guono ormai solo con un click. 

Quelle che riguardano la possibilità di 
eseguire lavori ancora più complessi si 
concretizzano in vari nuovi strumenti, 
come la più volte citata Cartella di La- 
voro, che facilita lo sviluppo di applica- 
zioni Multifoglio. 

Quelle che riguardano attività più 
specialistiche si concretizzano in una 
serie di Add-ln che, una volta caricati 
ed integrati nel sistema di menu e di 
funzioni dell'Excel, rendono spesso ba- 
nali e soprattutto alla diretta portata 
dell'utente finale «medio» operazioni 
un tempo complessissime, che magari 
richiedevano decine di giorni di lavoro 
di un tecnico informatico. 

Ed è proprio con i prodotti come 
Excel 4.0 che si mette in pratica la «fi- 
losofia» dell’ «Information at your Fin- 
gertips», che è l'obiettivo cui tende tut- 
to il mondo Windows. «s 


246 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 





LA TECNOLOGIA BERNOULLI DIVENTA PRO 


Pro soprattutto nel prez- 
zo NOTEVOLMENTE 
RIDOTTO mentre aumenta 
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lità (MTBF 75.000). 

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9 f anni di garanzia sui supponi magnetici 


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qualsiasi computer 

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Iomega produets tur designed. dcvelopcd and ntanufaciurcd in the U.S.A. Worldwide righi» rcscived. 

Macintosh is a regitlered trademark of Apple Computei Ine. IBM PC/XT. AT and P S/2 are traile marie of Intentatimi! Business Machines. 



PROVA 


Lotus 7 - 2-3 vers, 2.4 


E ccoci ancora una volta a parlare 
di 123, il prodotto della Lotus che 
ha contribuito in misura determi- 
nante, a partire dalla prima metà degli 
anni '80. alla diffusione della Informatica 
Individuale. 

Nel parlare del fenomeno 123, feno- 
meno che è iniziato oltre dieci anni fa, si 
possono toccare non solo argomenti 
tecnici, quelli che ci sono più congeniali, 
ma anche argomenti di storia, se c'è, e 
noi siamo sicuri di si, la storia dell'Infor- 
matica Individuale, e anche argomenti 


di Francesco Fettoni 


di storia del costume, ecc. Una serie di 
argomenti che non possono essere 
ignorati da chi debba fare una « prova su 
strada» di un prodotto « storico ». 

È quindi quantomai opportuno, prima 
di iniziare la prova vera e propria, fare 
una sintesi dei momenti più importanti 
nella storia dell'123 e delle relative con- 
seguenze nel mondo dell'Informatica In- 
dividuale. 

Il nome « 123» deriva dal fatto che tale 
prodotto dispone di tre macrofunzionali- 
tà, il foglio, il database e la grafica. Tali 


tre funzionalità erano già presenti nella 
prima versione, che si chiamava 123 
rei. ha (non è stata mai tradotta in italia- 
no). Già in tale versione comparvero le 
macro, che poi si sono evolute, nel 
rispetto però della loro filosofia d'uso, 
già impostata dieci anni fa, e che si 
sono diffuse anche negli altri prodotti, 
anche non di tipo foglio elettronico. 

L‘123 si affermò a tal punto che, 
all'epoca, coinvolse nel suo successo 
una serie di prodotti ausiliari, hardware 
e software, nati proprio per far vivere 



248 


MCmicrocomputer n. 123- novembre 1992 





PROVA 

LOTUS 1-2-3 VÉRS. 2.4 


meglio l'123 I uno per tutti: la scheda 
grafica Hercules). 

Con la versione successiva, 123 ver- 
sione 2.0, subito seguita dalla 2.01, 
nacquero anche le prime versioni nazio- 
nali, compresa quella italiana I oggi sono 
25). La casa nel frattempo era diventata 
una multinazionale. 

Le novità più importanti consistevano 
nell'introduzione delle funzioni dì tipo 
stringa e nel miglioramento del linguag- 
gio macro. Questo comportò la necessi- 
tà di modificare il formato dei file, che, 
come desinenza, passarono dalla WKS 
alla WK1, che è quello tuttora valido. 

In quel periodo la Lotus cominciò a 
diversificare la produzione presentando 
il Symphony 1.0 ( ora siamo alla 3.0), 
prodotto di tipo integrato e in grado 
quindi sia di fare da foglio elettronico sia 
di fare da elaboratore testi che da filer. 

Il Symphony entrava in una categoria 
di prodotti in cui all'epoca si distingueva 
il Framework della Ashton Tate, ora 
della Borland. 

Successivamente la linea Symphony 
è proseguita, su binario unico, mentre la 
linea 123, molto gradita, specie nel mer- 
cato USA, si è apena sia all'123 release 
3.0 (poi 3. 1 con WYSIWYG e tra poco 
3.4) sia, e siamo al giorni nostri, 
a!T123W, quello per Windows. 

La Lotus, come già detto in varie 
occasioni, ha fatto un po' di resistenza 
prima di panire con i prodotti per Win- 
dows. Poi sì è mossa con molto vigore 
al punto che ora dispone di numerosi 
prodotti « tradizionali « molto validi sotto 
Windows, e che soprattutto, e questo 
ci fa molto piacere, perché significa che 
lo svantaggio, dovuto al ritardo nella 
partenza, è stato colmato, comincia a 
presentare interessanti e originali novità 
che interpretano correttamente lo spìri- 
to di Windows. 

Di tutto questo avremo comunque 
occasione di parlare nei prossimi mesi. 

Tornando al Lotus 123 e alla sua serie 
2.x, non cambiarono, e non sono cam- 
biati fino alla versione attuale, alcune 
impostazioni già presenti nella rei. la. 
Citiamo la suddivisione del Lotus 123 in 
123 vero e proprio, il foglio elettronico, 
e in prodotti ausiliari, come l'Install. il 
PrrntGraph, il Translate. 

Questo atteggiamento conservatore 
potrebbe essere considerato eccessivo 
se non si tenesse conto del fatto che la 
Lotus cerca con lo stesso prodotto, 
diversificato in più versioni, la serie 2.x, 
la 3.x, e la /W, e in più varianti, a 
seconda delle piattaforme cui sono de- 
stinate IDOS, WINDOWS. OS/2, MAC. 
SUN, /M che sta per mainframe, e 
addirittura in SOM per Thandbook Hew- 
lett Packard 95). di soddisfare le più 
disparate esigenze. 




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Lotus 1-2-3 v. 2.4 (italiano) L. 990.000 

Lotus 1-2-3 v. 2.4 (inglese) L 890.000 


Premesso quindi il fatto che la versio- 
ne 2.4 appartiene alla linea più «classi- 
ca» dei prodotti Lotus vediamo ora quali 
esigenze può soddisfare. 

L'esigenze, che 123 versione 2.4 co- 
pre, sono quelle dell'utente che già è 
contento delle prestazioni e delle fun- 
zionalità dell' 123 nelle versioni prece- 
denti, ma vuole migliorare la sua ma- 
nualità con il prodotto, ovvero vuole fare 
le stesse cose, ma in maniera più im- 
mediata. 

Questo miglioramento è consentito 
dalla presenza della barra degli strumen- 
ti, che in tutti ì prodotti della Lotus si 
chiama Smartlcons, e che contiene ben 
73 bottoni che velocizzano tutti i co- 
mandi d'uso frequente e d'uso un po' 
meno frequente. 

Altro obiettivo della Lotus, forse non 
dichiarato, ma che risulta abbastanza 
evidente dall'allineamento estetico delle 


Figura » - Lotus 123 
vers.2.4 - Ambiente 
WYSIWYG. 

prodotto di punta. 

1123, segue tre linee 
direttrici La prima è 
costituita dadi 23 
vers.2,4, destinata agli 
utenti più fedeli alle 
caratteristiche a alle 
prestazioni delle prime 
versioni dell' 123. La 
seconda é costitui- 
ta dalla serie 123 
vers.3.x, quella, sem- 
pre per piattaforma 
DOS, ma tridimensio- 

propno DOS Estender 
e che quindi sfrutta le 
maggiori potenze delle 
attuali generazioni di 
PC. Infine 1123 per 
Windows, giunto alla 

é dorato di un accessorio chiamato SmartPack, che ne incrementa ie funzionalità e che sfrutta le 
potenzialità di tale ambiente operativo. 




MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


249 



PROVA 

LOTUS 1-2-3 VERS 2.4 


Icone, e quello di abituare l'utente « tra- 
dizionale » ad un suo futuro passaggio a 
Windows (fig. 2). 

Il materiale 

Descriviamo brevemente la manuali- 
stica che è rimasta quella classica. I 
manuali, che hanno anche conservato il 
loro look, sono; 

- Introduzione al Lotus 123 versione 
2.4 per DOS. Si tratta di 80 pagine 
dedicate alla descrizione delle novità, 
che sono oltre alle Smartlcons, il Back- 
Solver (fig, 3), la funzionalità per la 
stampa in orizzontale dei foglio larghi 
(su stampanti ad aghi), la migliore ge- 
stione delle stampanti PostScript. 

Questo primo manuale descrive an- 
che la procedura di installazione, che è 
la stessa delle versioni precedenti e 
delle versioni 3.x. Si possono eseguire 
più installazioni cambiando non tanto le 
periferiche, quanto le preference. Si 
possono, ad esempio, eseguire due in- 
stallazioni, una che preveda di lavorare a 
25 righe e un'altra a 43 righe. In tal caso 
si producono due file di configurazione, 
desinenza '.SET, che possono essere 
richiamati al momento del lancio del 
prodotto. 

Viene descritto anche il concetto di 
installazione «bilingue», studiata per da- 
re la possibilità anche a noi italiani di 
usare delle Macro internazionali. 

Viene, sempre nel primo manualetto, 
descritto il materiale didattico, che si 
chiama, con un semplice gioco di paro- 
le, «123 Via!», che ha come difetto 
quello di non riguardare le funzioni WY- 
SIWYG. 

Vengono date delle indicazioni sull'ot- 
timizzazione dell'uso della macchina. 
Utili per chi abbia una macchina con 
molta RAM e voglia, tramite un espan- 
sore di memoria, metterla a disposizio- 
ne dell'123 (123 vede fino a 12 mega). 

Ricordiamo che ta serie 3,x, invece, 
dispone di un proprio DOS Extender, e 
che quindi la memoria a disposizione 
viene, solo da tale versione, vista come 
memoria lineare e non come memoria 
suddivisa in convenzionale e espansa. 

Infine, sempre il primo manualetto, 
parla dei vari tipi di archivi. Anche in 
questo caso si tratta di un capitolo 
importante, specie per chi voglia utiliz- 
zare materiale sviluppato con altre ver- 
sioni o voglia far utilizzare da altri mate- 
riale proprio II formato specifico 
dell'123, relativamente ai dati sul foglio, 
è il WK 1 , quello relativo alle impostazio- 
ni WYSIWYG, è il FMT, e quello dei 
Grafici, il PIC. Entra a far parte della 
famiglia anche il CGM, che è il formato 
dei file grafici da importare nel foglio 
(fig. 4). 


prodotti a base Spreadsheet, della Lo- 
tus e delle sue concorrenti, e quasi tutti 
quelli non a base spreadsheet leggono 
e scrivono il formato WKl. Questo for- 
mato che contiene numeri, stringhe e 


formule è il formato più adatto quando 
si abbiano esigenze di passaggio dati. 
— Versione bilingue. 32 pagine desti- 
nate ai programmatori alle prese con 
Macro realizzate per versioni in Inglese. 
Detto in breve è possibile lanciare I’ 1 23 



diffuso nei prodotti di 
tipo Spreadsheet £ 

rate » in quanto Si pud 

pologie di problemi. 
Serve per risolvere, al 
contrario, problemi a 
base numerica. Si indi- 
ca quale soluzione u 
vuole e di quale ele- 
mento il BackSolver 
deve calcolare il valore 
ette produce quella so- 
luzione 


Figura 4 Lotus 133 
Grafico 

A livello dì file 123 ver- 
sione 24 é allinealo 
alia versione 2,3. Il file 
prodotto continua ad 
avere desinenza WKl 
e il file di formato, se 
si sfrutta anche il WY- 
SIWYG, che è ancora 
un Add-ln, FMT È 
quindi garantita la 
compatibilita non solo 
DA ma anche VERSO i 
prodotti precedenti, 
mentre il formato 
WKl senza formato, 
garantisce comunque 
la trasferibilità dei dati 
verso il resto dell'uni- 




123 


Figura 5 Lotu: 
vers.2.4 ■ Scelta 
Colori 

Nel Lotus 123 convi- 
vono vecchie e conso- 


in un file di configu- 

‘.SET, delle imposta- 
zioni scelte (se ne 
possono creare quan- 
te se ne vogliono K con 
funzioni nuove, impo- 
ste in certi casi dal 
mutato scenario hard- 


I' 123 si 


a operare 


Con l'occasione va detto che tutti i 


250 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 






Figura 6 Lotus 123 
vers.2.4 ■ Riquadro In- 
terattivo 

La politica della Lotus 
rispetto all'123 è sem- 
pre stata molto pru- 
dente Nel corso degli 

numerose le novità e 
quelle poche che ci 


stata l'adozione dei Ri- 
quadri Interattivi, delle 
Finestre di dialogo do- 
ve sono concentrati 
tutti i sottocomandi re- 
lativi ad un comando 
specifico. 




Figura 7 Lotus 123 
vers.2 4 - Ad-ln 

L'aggiuntivo Viewer 
permette di vedere il 
contenuto dei lite pri- 
ma di caricarli II Vie- 


quando occorra in un 

foglio riportare il con- 
tenuto di una cella di 
un altro foglio Questa 
possibilità è tuttora l'u- 
nica nell'ambito delle 
operazioni multifoglio 


Icon. 

Comando 

Icona 

Comando 

m 

Centra In Etichette In line Zone 

a 

Ricalco) a tutta lo form ula dal Foglio 

m 

Stampe le Zona di Stampa definita 
o la Zona evidenziata 

a 

Altlva/Dlaattlve II grassetto per 1 
Dati di una Zona 

a 

Qrsflclxza II contenuto della Zona 

!É 

Aaaegna II Formato Ponto ad una 
Zona o ripristina II Formato Globale 

m 

Peate in rassegna 1 Font dleponlbill 

a 

In ogni Cella delle Zona evidenziata 

a 

Inserisco una o più righe sopra la 
Zona evidenziata 

a 

Somma l valori in una Zona 

m 

Svuota la Zona evidenziata 

u 

Ordina 1 Dati In modo Creecante 
usando come Chiava la Colonna 

m 

Conaente di specificare una Zone In 

m 

Carica un Archivio di Foglio di 


Figura 8 Lotus 123 vers.2.4 ■ Tabella descrittiva delle Icone. 

In alcuni casi le Icone servono per abbreviare un percorso, tra menu e loglio, 
comunque breve, in altri casi invece eseguono operazioni ben più complesse 


in modo che appaiano i menu in Inglese 
e conseguentemente le Macro, che 
contengono comandi di menu, vengono 
interpretate in Inglese. 

— Guida rapida. Si tratta di una spiega- 
zione rapida dell'ambiente e delle mo- 


dalità operative che in tale ambiente 
l'utente deve rispettare. La guida rapida 
presenta anche l'albero dei menu esplo- 
so e la spiegazione di tutti i Riquadri 
Interattivi (fig, 6), 

— Funzioni @ e Macro. 240 pagine in cui 


PROVA 

LOTUS 1-2-3 VERS. 2.4 


sono inseriti: l'elenco alfabetico delle 
funzioni una introduzione alle Macro, 
riguardante le modalità per la loro scrit- 
tura, anche utilizzando il registratore. 
Segue l’elenco alfabetico dei comandi 
Macro. 

Viene trattato anche la «Macro Mana- 
ger Library», che è un foglio speciale 
che può contenere delle Macro usabili 
da più fogli. 

La Macro Library si usa come un Add- 
io, un aggiuntivo che si carica solo se e 
quando si vuole. 

— Guida pratica. Il manuale più volumi- 
noso è la Guida Pratica che serve per 
introdurre l'utente, in modo sistematico 
e progressivo, all'uso dell'123. Contiene 
inizialmente capitoli che trattano argo- 
menti omogenei, successivamente il 
Sommario dei Comandi e la descrizione 
degli Add-ln e degli Accessori, come il 
Viewer (fig. 7). Infine le classiche ap- 
pendici di contenuto più tecnico. 

Installazione 

La procedura di installazione, da ese- 
guire la prima volta e poi, parzialmente, 
ogni volta che si voglia cambiare una 
impostazione, è quella standard per i 
prodotti Lotus per DOS. Si procede per 
domande successive e il prodotto, a 
seconda delle risposte fornite, installa i 
vari accessori e imposta le varie confi- 
gurazioni. 

Le fasi più importanti sono quelle in 
cui si sceglie se installare o meno gli 
accessori (che comportano una occupa- 
zione maggiore sull'Hard Disk), in quale 
modo vedere lo schermo (sfondo, nu- 
mero di righe, ecc.), quale Set di font 
Bitstream, (normale, ridotto od esteso) 
produrre. 

I dischetti coinvolti sono cinque, nella 
versione da 3 1/2 720. 

L'occupazione sull'Hard Disk, se si 
installa solo l'123 e il WYSIWYG, con il 
Set normale di Font, è di circa 3 mega. 

L‘123. in questa versione 2.4, che è 
quella di base, può anche girare su 
macchine solo 8088 e con solo 512 
kbyte, anzi solo 384 kbyte se si rinuncia 
alle funzioni WYSIWYG. 

L'123 versione 2.4 può quindi essere 
adottato in quelle situazioni in cui siano 
presenti «vecchie» macchine e non si 
pensi di cambiarle ancora per un bel 
po'. 

Interessante è anche la possibilità, 
che abbiamo anche provato, di confe- 
zionare una versione ridotta dell'123 
(senza Help, senza accessori) su un 
dischetto. Un 123 usabile anche da di- 
schetto può essere ridotto a 400 kbyte, 
il che vuol dire che se il dischetto è un 
normalissimo 1.44, può ospitare anche 
un bel po' di lavori. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


251 




PROVA 

LOTUS 1-2-3 VERS. 2.4 



La situazione più normale dovrebbe 
comunque essere quella dì una macchi- 
na 386sx, con scheda VGA, stampante 
Laser, e con una certa dotazione di 
memoria espansa (ne possono essere 
indirizzati 1 2 mega) messa a disposizio- 
ne dall'espansore di memoria del DOS. 

Premessa 

Come detto la storia dell'123 è stata 
pesantemente condizionata dai suoi 
successi, che si concretizzano nel re- 
cord assoluto di vendita tra i prodotti 
software (escluso il solo Sistema Ope- 
rativo). 

I 18 milioni di utilizzatori che hanno 
sviluppato decine di milioni di applica- 
zioni sono un «popolo» sia da rispetta- 
re, proponendo prodotti allineati e total- 
mente compatibili (tra di loro e nelle 
varie direzioni) con le versioni preceden- 
ti (della linea 2.x), sia da «invogliare» 


alle novità tecnologiche (della linea 3-x 
con il suo DOS Extender, che sfrutta 
meglio l'hardware evoluto, e con la sua 
tridimensionalità, che permette soluzio- 
ni applicative più spregiudicate), sia da 
«tranquillizzare» con le versioni per 
Windows che da una parte seguono le 
attuali tendenze del mercato e dall’altra 
garantiscono l'allineamento con il pre- 
gresso. 

Altra caratteristica della linea 123 è, 
come detto, quella di essere un prodot- 
to multipiattaforma. 

Tutto questo vuol dire che una azien- 
da con differenti situazioni interne e 
diverse necessita applicative trova 
nell'1 23 sia un prodotto che «gira» su 
tutti i tipi di piattaforme hardware, sia 
un prodotto differenziabile, che può da 
una parte soddisfare le diverse necessi- 
tà dell'utente, e dall'altra garantire un 
interscambio tra le varie applicazioni svi- 
luppate con le varie versioni. 


Questo fatto va chiarito assolutamen- 
te nel provare qualsiasi prodotto della 
linea 123. Non ha senso confrontare ad 
esempio 1*123 rei. 2.4 con i prodotti della 
concorrenza o con le altre versione della 
stessa casa. Sono prodotti che hanno 
finalità differenti. 

Piccola storia delle novità 

Rimanendo sulla linea 2.x le novità 
più rilevanti sono, via via, state: 

— versione 2.01 

funzioni di stringa 

uso della memoria espansa nascita de- 
gli Add-ln prodotti da case indipendenti; 

— versione 2.2 

dotazione di un WYSIWYG come sovra- 
struttura, si trattava dell'Allways che era 
poco integrato con il foglio; 
apparizione (timida per la verità) delle 
formule tra fogli; 

— versione 2.3 

dotazione WYSIWYG più integrata con il 
foglio (Impressi 

introduzione dei Riquadri Interattivi; 

— versione 2.4 
introduzione delle Smartlcons. 

A lavoro con le Smartlcons 

Finita l'installazione si può partire al 
solito con Lotus, per lanciare il menu 
esterno, o con 123, per entrare diretta- 
mente nel foglio. 

A seconda delle scelte fatte in fase di 
installazione ci si può trovare a lavorare 
su un foglio bianco o su un foglio nero. 
Sulla destra del foglio troviamo le famo- 
se Smartlcons, che sono organizzate a 
strisce di 16. Per passare da una striscia 
all'altra si usano dei bottoncini con le 
frecce posti immediatamente al di sotto 
dell'ultima Icona. 

Il significato delle Icone è mostrato 
sulla riga in alto della videata quando si 
fa click, con il tasto destro, sulla Icona. 
Il disegnino è analogo a quello che 
appare sulle Smartlcons dell'123 per 
Windows, e quindi, limitatamente alle 
funzioni in comune, a quelle deH’Ami 
Pro e del Freelance Graphics, ambedue 
per Windows. 

Si può dire che in generale l'Icona 
rende più immediata l'esecuzione di un 
comando che invece potrebbe richiede- 
re anche numerose azioni sul menu o 
sul foglio. Può essere quindi comoda, 
per chi già conosce 1*1 23 e voglia valu- 
tare se gli conviene passare o meno 
all'1 23 versione 2.4 una esemplificazio- 
ne, che presentiamo in figura 8. 

Si può essere sicuri che, a regime, e 
dopo un po' di prove, il lavoro con le 
Icone, anche se in certi casi occorre 
scorrere le varie strisce, migliora la pro- 
duttività, anche per il fatto che alcune 


252 


MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 



PROVA 

LOTUS 1-2-3 VERS. 2.4 


operazioni ora si possono fare del tutto 
con il mouse. 

Nell'ultima striscia sono presenti del- 
le Icone personalizzabili, cui vanno asse- 
gnate sia la descrizione, figura 9, quella 
che appare in cima al foglio, sia la 
Macro che la manda in esecuzione. 

In tal modo è possibile delegare alle 
Icone anche l'esecuzione, comandata 
da un solo click, di comandi ripetitive e 
complessi. 

Va detto, per dovere di cronaca, che 
ri 23 lavora anche senza mouse e an- 
che senza scheda grafica. In tal caso le 
Icone sono simulate da Simboli fatti con 
caratteri (diventano però poco compren- 
sibili) e il movimento alla ricerca dell’Ico- 
na voluta si esegue con tasti delegati a 
tale scopo. 


Figura 1 1 Lotus 123 
vera 2.4 - Ambiente 
et) utilizzo delle Icone. 
L'uso delle Icone è fa- 
cilitato dal fatto che ad 
ogni Icona è collega la 
una Legenda che ap- 
pare in alto. Quando si 


stro A regime, quan- 
do l'utente si ricorda il 
significato di ciascuna 
Icona. 6 probabile che 
l'uso del menu tradi- 
zionale possa essere 
quasi del lutto abban- 



Al lavoro nell'ambiente 
WYSIWYG 

Pur essendo ancora un accessorio, 
caricabile o meno a nostra scelta, il 
WYSIWYG è l'ambiente operativo otti- 
male. Molte delle Icone del resto hanno 
finalità «estetiche» e quindi agiscono 
solo se si è nell'ambiente WYSIWYG. 

L'accesso ai due menu (quello tradi- 
zionale e quello WYSIWYG), se serve 
una delle poche funzioni non «iconizza- 


te», si esegue tradizionalmente con il 
tasto «/» o con il tasto «:» della tastiera, 
oppure con il tasto sinistro o destro del 
mouse. 

L'ambiente WYSIWYG permette di 
vedere i font scelti per le varie parti del 
foglio (fino a otto tipi, anche memorizza- 
bili in stili, per ciascun lavoro), permette 
di vedere i grafici impaginati, sìa quelli 
prodotti con 1 23, sia quelli realizzati con 


l'Editor. sia quelli importati in formato 
Metafile (CGM). 

È possibile anche eseguire uno Zoom 
definendo le percentuali di riduzione o 
amplificazione, per controllare meglio il 
risultato estetico del lavoro, prima della 
stampa. 

Le funzioni propriamente «grafiche» 
sono rimaste quelle già disponibili nella 
versione 2.3. anche se ora alcune delle 
Icone hanno effetto o solo o anche sui 
grafici. 

Ci sono le tradizionali funzioni Busi- 
ness Graphics, e c'è l' Editor grafico, 
che è una spece di programma di tipo 
Drawing, dalle discrete caratteristiche, 
un mini-Freelance incorporato (fig. 4). 

Sui vari tipi di grafici sono comunque 
inseribili testi che a loro volta possono 
essere formattati usando i font Bit- 
stream in dotazione. 

Conclusioni 

Come emerso da quanto finora detto 
non si tratta di un prodotto innovativo. 
Anzi. Le funzionalità sono sempre le 
stesse e i formati dei file sempre gli 
stessi. 

L'unica cosa che cambia, e cambia 
drasticamente, sono le modalità operati- 
ve, che da modalità guidate dai menu, 
diventano modalità legate ai bottoni. 

Chi fa dell' 123 un uso saltuario e 
quindi non riuscirebbe comunque a ri- 
cordarsi il significato delle Icone, non 
potrà trarre nessun vantaggio dal cam- 
biamento. Chi invece usa lo strumento 
in maniera pesante ed è alla ricerca di 
una propria maggior produttività trarrà 
vantaggio dall’uso dei vari bottoni. 

Inoltre questa sarà una preparazione 
al suo successivo, e ormai non più 
evitabile, passaggio a Windows. 

ES 


Vendite internazionali - - Entrate delle filiali 


Mosca 
Londra 
Sydney 
Monaco 
New York 

Totale 


Tr. 1 

300.000 

170.000 

450.000 

200.000 
160.000 

1 .290.000 


340.000 

250.000 

310.000 


Tr. 3 

340.000 

250.000 

260.000 

320.000 

280.000 


Tr. 4 
280.000 

440.000 

420.000 

260.000 
250.000 

1.650.000 


In questa pagina 
vediamo un esempio di 
impaginazione di una 
Tabelle con il Grafico da 
essa derivata 



Figura 12 Lotus 123 vers.24 ■ Stampa su Laser. L’I23 versione 2.4 utilizza set di font Bitstream ci 
vengono generali, al momento deIJ'insiallazione, sia per la Stampante che per il Video. Alcune delle novi 
della nuova versione riguardano proprio la stampa , che ora può essere anche girala di 90 gradi, in c a. 
stampa di un foglio «tergo» riprodotto su una stampante ad aghi. 


MCmi crocoiti puter n. 123 -novembre 1992 


253 





PROVA 


Microsoft 

TrueType Font Pack 

per Windows 


U na delle novità piu interessanti 
presenti in Windows 3.1 è costi- 
tuita dai font TrueType, che ven- 
gono adottati in sostituzione delle vec- 
chie e superate tipologie, e migliorano 
finalmente la resa di Font, uniformando, 
quasi in maniera WYSIWYG, quelli mo- 
strali sul video a quelli ottenuti in 
stampa. 

I TrueType sono font « vettoriali », so- 
no quindi ottenuti attraverso non delle 
matrici di punti, ma attraverso delle 


formule geometriche. 

I vantaggi di questa soluzione rispetto 
a quella a matrice di punti consistono 
nel risparmio in termini di occupazione 
dei file con le descrizioni matematiche 
dei font, e nel fatto che è possibile 
ottenere con i font vettoriali qualsiasi 
dimensione, in quanto la dimensione 
voluta si raggiunge molto semplicemen- 
te per via matematica. Lo svantaggio, 
peraltro limitato dal fatto che ormai le 
stampanti hanno una definizione tale 


che rendono non apprezzabili le discon- 
tinuità delle linee, sta nella qualità che 
nei font bit-mapped, che sono «dise- 
gnati a mano», è maggiore. 

Ricordiamo che l'esigenza di avere un 
sistema dì font più efficiente rìsale a 
Windows 3.0, per il quale alcuni produt- 
tori indipendenti di font avevano svilup- 
pato utility per la gestione di set di font 
alternativi (diffusissimo è stato l'Adobe 
Type Manager, un po' meno il BitStre- 
am FaceLift). Tale argomento, evidente- 



254 


MCmìcrocomputer n. 123 • novembre 1992 


PROVA 

TRUETYPE FONT PACK PER WINDOWS 


mente superato dall'avvento del 3. 1, è 
stato trattato su MC parecchie volte in 
articoli Specifici. 

Cosa bisogna sapere su Windows 
e i suoi Font 

Quando si installa Windows 3.1 viene 
installata la prima dotazione di font True- 
Type, e vengono installati una serie di 
funzionalità e di applicativi che «lavora- 
no» sui font. 

Dal pannello di controllo è accessibi- 
le. attraverso l’Icona Caratteri, un fine- 
stra di dialogo che permette di aggiun- 
gere nuovi Font, anche lasciandoli sul 
dischetto, e permette di attivare l'impo- 
stazione «Mostra nelle applicazioni solo 
caratteri TrueType», dall'evidente signi- 
ficato (fig. 1). 

Tale impostazione risulta molto utile 
quando si vogliano realizzare documen- 
ti, tabelle, ecc. che debbono essere 
riutilizzati su altri computer... di incerta 
dotazione di stampante. 

Invece la scelta di «Font della Stam- 
pante» lega il documento a quella parti- 
colare stampante e lo rende meno 
esportabile. TrueType, insomma, garan- 
tisce la trasportabilità del file, anche su 
macchine con tutt’altra scheda vìdeo e 
con tutt'altra stampante. 

Altro applicativo, presente tra gli ac- 
cessori, e che agisce solo sui font è la 
Mappa dei Caratteri che serve non tan- 
to a «vedere» come sono fatti i vari 
font, quanto a prelevare i caratteri «stra- 
ni», quelli che servono nel nostro lavo- 
ro, ma non sono presenti sulla tastiera. 

Con l'occasione vi ricordiamo che i 
vari set di font appartengono comunque 
a varie famiglie. Windows in caso dì 
mancanza di corrispondenza del font (ad 
esempio leggiamo sul nostro computer 
un file realizzato su un altro computer, 
che utilizza un font che non abbiamo) 
cerca, attraverso la famiglia, il font più 
prossimo. Windows sceglie il suo font 
più prossimo anche quando si scelgono 
i caratteri propri della stampante. L'uni- 
ca eccezione «storica», e tuttora non 
risolta, è costituita dal benedetto font 
LaserLine, proprio delle varie LaserJet 
della HP, che viene tuttora riprodotto a 
video come Courier. 

T ra le famiglie più vaste vi ricordiamo 
quella dei font Sans Serìf (quelli senza 
fronzoli, altrimenti detti «a bastoncino»), 
i cui componenti sono Arial, Swiss, 
Helv, Helvetica, Century, ecc., quella 
dei Serif. Roman, Times Roman, Dutch, 
Bookman, ecc. quella dei monospazio 
(non proporzionali) come Courier, Line 
Printer. 

Esistono poi font «simbolici» in cui 
non c’è più corrispondenza tra carattere 


Microsoft Truetype Font Pack per Windows 


Produttore e distributore: 

Microsoft S.p.A. 

Vìa Cassanese 224 Pai. Tiepolo 
20090 Sagrate IMI) 

Tel. 02/269121 
Prezzo IIVA esclusa ): 

TrueType Font Pack per Windows 
(inglese) L. 199.000 


premuto sulla tastiera e carattere trac- 
ciato sul video, citiamo Symbol, Mono- 
type Sorts, Math Extension, Fences, 
WingDings, ecc. e font che cercano di 
«copiare» la calligrafia umana, ecc. 

Insomma dietro i font c’è una cultura 


e una tradizione che data dai tempi di 
Gutemberg. 

Due «tracce» della installazione dei 
font sono sia i file con desinenza TTF e 
FOT, nella directory SYSTEM (fig. 2). sia 
la sezione FONT del WIN.INI che elenca 
tutti i font a disposizione nel sistema, 

I Font dagli Applicativi 

Il «patrimonio» dei font installati è 
accessibile da qualsiasi applicativo. Inol- 
tre alcuni di questi, citiamo Microsoft 
Power Point 3.0, e, in maniera molto 
vistosa, Corel Draw! 3.0 (250 font ag- 
giuntivi!!) si portano dietro una propria 
dotazione, che una volta dentro viene 
messa a disposizione di tutti. 

Ogni applicativo ha sue piccole «va- 
rianti». Alcuni permettono di definire il 
colore del font (fig. 3), altri una dimen- 


Frgura I - MS TrueTy- 
pe Foni Pack - I Trae 
Type dal Pannello di 
Controllo e dalla 
Mappa. 

Windows 3. 1 è già 
preparato per l'arrivo 
dei nuovi set di font 
TrueType, la cui instal- 
lazione è assoluta- 
mente guidata e rapi- 

i TrueType sono ac- 
cessibili dalla funziona- 

Pannello di Controllo e 
dall'Applicazione 
« Mappa dei Caralte- 
ri che appartiene al 
gruppo Accessori. I 

TrueType Fonts sono 
ovviamente accessibili 

Windows. 




Figura 2 - MS TrueTy- 
pe Font Pack - I Font 
dal File Manager. 

In Windows 3 I è pos- 

usare nella Finestra 
del File Manager. Qui 

font, che sono 60, i 44 
del Font Pack e i 16 di 
Windows. L 'occupa- 
zione totale fin più) do- 
vuta alla presenza dei 
True Type é di circa 2 
mega e mezzo. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


255 


PROVA 

TRUETYPE FONT PACK PER WINDOWS 



figura 3 - MS TrueTy- 
pe Font Pack - 
Winword 

presente nel pacchet- 
to c'è un cartoncino 

lont, che sorto in rota- 
le, comprese la varian- 
ti costituite dagli attri- 
buti I Grassetto . Corsi- 
vo, ecc.l. ben 44. Non 
abbiamo resistilo alla 
tentazione di costruirci 
una nostra personale 
tabella, usando Word 
2.0 per Windows, che, 
come risulta evidente 
dalla figura, permette 


Esempio di True Type aggiuntivi 



Foni 

Esempio 1 Foni 

Aa Bb Cc Dò 0129 

Miai Nano» 

iW ii ii mi mi» 

Luana BnglMilh 

AaBbCcDd0129fl.nmé 

Aliai Nano» 


LuaaeCalIqiaon» 

w.n.i miri'; un ■Vffll.JH 

Book Iniqua 

AweirCoDdr012S /lYX^iréc 

Lucida Handvmlinp 

taBbCC /MM«è 

BootmanOM 

Aa BbCcDdOI29WOP.ee 

Lucida Sara 

Aa Bb Cc Od 0129 
JÌ%@Hèè 

C«i«uiy Gonne. 

.Ha 8ÉCr 0/0)29 /«ZA# tii 

Monotype Colsi va 

Ai Bb Cc Dd 0129 
l&%miè 

sSoMra» 

A» Bb Cc Dd 0129 /&« t*#*é 

Ceni u iy Scfloollwoli 

Xc»6Cc©6oi2? 

/&%**« 


Aa S6 Cc K oi39 /*%£#« 


Aa Bb Cc Dd 0129 

Ludda Bnoh, 

Aa Bb Cc Dd 01 Z9 /«r*##éè 



Figura 4 - MS TrueType Font Pack - Stampa da WinWord. Uno degli obiettivi che si prefigge il TrueType 
Font Pack e quello di simulare in maniera pressoché completa il set di caratteri PostScript, realizzando’ r vari 
caratteri "vra software e soprattutto realizzandoli per stampami non PostScript. Quindi se la stampante è 
una Laser - normale - il risuliato 0 del tutto paragonabile a quello ottenuto con una Laser PostScript 



Figura S - MS TrueTy- 
pe Font Pack - Uso del 
Diaw 

£ significativo il fatto 

prodotti grafici di Win- 
dows usano ì Font 
TrueType. £ questo dì- 



stallaziom Windows . 
irr tal modo il fife grafi- 
co, o il file testuale 
che contiene l'oggetto 
grafico, è esportabile 
senza problemi. 


sione non consentita ad altri. Ad esem- 
pio Write va dal corpo 4 al corpo 127, 
mentre Excel 3.0, dal corpo 4 fino al 
corpo 409. 

Alcuni applicativi, nelle Finestre di 
Dialogo o nelle List Box per la scelta dei 
font, visualizzano a fianco di ciascun 
nome una Iconcina che Indica se si 
tratta di font TT, o di font della Stam- 
pante o di altri tipi di font, ad esempio i 
«vecchi» Modem, Script, ecc. 

Il vantaggio di usare « font della stam- 
pante, invece di quelli TrueType sta in 
una superiore velocità di stampa. 

Installazione 

L'installazione non presenta nessuna 
difficoltà essendo totalmente guidata. 
Non c'è la possibilità di decidere quale 
font installare o meno. In ogni caso è 
abbastanza semplice, in caso di neces- 
sità (ma non si capisce quale possa 
essere tale necessità), togliere i font 
che non dovessero più servire eseguen- 
do una piccola operazione chirurgica sul 
WIN.INI. 

Il manualetto, di una ottantina di pagi- 
ne, comprende oltre alle 44 pagine che 
mostrano tutti i caratteri di ciascun font, 
una interessante introduzione abbastan- 
za tecnica, che dovrebbe essere letta 
da chiunque voglia usare produttiva- 
mente i font TrueType. 

A parte la descrizione delle varie mo- 
dalità d’uso, da Windows e dai suoi 
applicativi, vengono trattati alcuni temi 
«culturali», come l’anatomia dei caratte- 
ri, e quindi la descrizione di come si 
misurano, come vengono disegnati, 
ecc. e i problemi legati alla resa su 
computer dei caratteri. 

Vengono infine citate le aziende che 
hanno progettato e sviluppato I vari 
Font. 

Considerazioni finali 

A nostro parere tra Windows 3.1 e il 
Font Pack ci dovrebbe essere un rap- 
porto di 1:1, nel senso che il Font Pack 
dovrebbe essere installato su ogni PC 
su cui è installato Windows. 

La memoria in più richiesta è di circa 
2 mega e mezzo, circa il 20 % in più di 
una normale installazione Windows. 

L'impegno in più in fase di visualizza- 
zione e di stampa si sente solo in caso 
di utilizzo sullo stesso documento di 
molti caratteri di tipo differente. 

Tutto sommato quindi un prodotto 
pressoché indispensabile sia per chi vo- 
glia allinearsi alla dotazione standard 
Windows, sia per chi voglia con i propri 
applicativi ottenere stampe di qualità e 
di ricchezza tipografica. exs 


256 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 





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tità, e un'autonomia operativa dalle 
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intelliGIOCHI 


La 


guerra dei quadrati 

di Corrado Giustozzi 


L o sapevo. Quello dei 
quadrati magici era un 
argomento troppo suc- 
culento perché non ci met- 
tesse lo zampino Dani Ferra- 
ri, l'oramai notissimo staka- 
novista delfintelligioco. Il 
buon Dani infatti, solleticato 
dall' evolversi della situazione 
relativa al conteggio dei qua- 
drati magici di ordine cinque, 
ha deciso che si poteva fare 
meglio di quanto già non 
avesse fatto Francesco Bale- 
na; e prima ancora che il 
computer di quest'ultimo 
avesse cominciato a macina- 
re le sue soluzioni, Dani ave- 
va già messo in piedi un 
programma di ricerca ancora 
più efficiente ed ottimizzato. 
La puntata di questo mese è 
dunque interamente dedica- 
ta a questo interessante la- 
voro, co f quale Dani ci fa 
vedere come sia possibile 
rendere maneggiabile anche 
un problema in apparenza 
del tutto intrattabile. 

Ricordo per amore di cro- 
naca che tutta la questione 
iniziò a dicembre dello scor- 
so anno, quando pubblicai 
due puntate dedicate ai qua- 
drati magici. La successiva 
replica di Francesco Balena, 
che ha suscitato il putiferio, 
è stata invece pubblicata su 
MCI 18 dello scorso maggio. 
L'articolo che ora vi presento 
è la risposta di Dani ai lavoro 
di Francesco. L'algoritmo di 
ricerca in esso presentato ri- 
sulta potentissimo in quanto 
specificamente dedicato all'i- 
dentificazione dei quadrati 
magici del solo ordine cin- 
que; ricordo invece che 


quello a suo tempo illustrato 
da Francesco valeva per 
qualsiasi ordine e non pote- 
va dunque avvantaggiarsi di 
alcune particolari simmetrie 
legate all'ordine stesso. Co- 
munque Dani col suo pro- 
gramma è riuscito a trovare 
un risultato al problema del 
conteggio dei quadrati magi- 
ci di ordine cinque, risultato 
che purtroppo si avvicina ma 
non coincide con la cifra tro- 
vata da Schroeppel nel 1972. 
E la differenza fra i due risul- 
tati è 32, un valore troppo 
caratteristico agli occhi dì un 
informatico da non essere 
guardato con un certo so- 
spetto. Bene, chi risolverà il 
mistero su quale sia il risulta- 
to esatto ? Chissà, forse pro- 
prio Francesco che sta a sua 
volta ottimizzando il proprio 
programma di ricerca secon- 
do linee guida indipendenti 
da quelle utilizzate da Dani. Il 
lavoro di Francesco tuttavia 
non sarà pronto prima di 
qualche settimana, e dunque 
è giusto che io ceda per ora 
la parola a Dani ; ma aspetta- 
tevi da qui a qualche mese 
un'ulteriore puntata su que- 
sto che oramai è divenuto 
un vero e proprio giallo. 

Buon divertimento. 

C.G. 

A me non interessano i 
quadrati magici, L'idea di su- 
dar sette camicie per risolve- 
re i complicati problemi che 
essi comportano non mi atti- 
ra per niente. Ma quando mi 
sfruculiano... 

Riassumiamo l'antefatto. I 
«quadrati magici di ordine 5» 
sono dei quadrati di 5x5 ca- 


selle, in cui sono iscritti i 
numeri da 1 a 25. Tali nume- 
ri devono essere disposti in 
modo tale che la somma di 
ogni riga, ogni colonna, ogni 
diagonale dia sempre lo 
stesso totale, e cioè 65, la 
cosiddetta «costante magi- 
ca». Problema: quanti sono i 
possibili quadrati magici di 
ordine 5? 

Dice Corrado: non si è tro- 
vato finora un metodo per 
risolvere il problema per via 
analitica: e risolverlo «a forza 
bruta», esaminando tutte le 
disposizioni possibili, non è 
una via percorribile, dato che 
tali disposizioni si contano a 
fantastiliardi. 

Ribatte un lettore, France- 
sco Balena: niente affatto. 
Se io metto 5 numeri in una 
riga e il totale non è 65, mica 
debbo continuare ad esami- 
nare le innumerevoli disposi- 
zioni degli altri 20 numeri: 
posso eliminarle d'un colpo, 
Partendo da questa conside- 
razione, Francesco si costrui- 
sce un algoritmo «a potatu- 
ra», e realizza un poderoso 
programma in assembler 
con cui, secondo le sue sti- 
me, il suo 386/25 risolverà il 
problema in... appena un 
anno! 

Di fronte a un simile co- 
raggio, mi prosterno in reve- 
rente ammirazione, Ma poi 
mi guardo meglio l'algorit- 
mo; e non mi convince. L'e- 
liminazione dei doppioni per 
simmetria (vedremo dopo 
che cosa sono) mi sembra 
imprecisa; l'algoritmo può 
essere sicuramente migliora- 
to in maniera notevole; e 


certe indicazioni che France- 
sco fornisce sull'ottimizza- 
zione dei programmi in as- 
sembly sono chiaramente 
sbagliate (per esempio: 
Francesco dice che per sot- 
trarre 2 da un registro è me- 
glio usare due istruzioni DEC 
che un'unica istruzione SUB, 
e che INC CX è quasi 2 volte 
più veloce di INC CL; in real- 
tà, su un 386, le istruzioni 
INC CX, INC CL, DEC CX, 
SUB CX, 2 prendono tutte lo 
stesso tempo. 2 cicli di 
clock, almeno su un compu- 
ter che funzioni effettiva- 
mente a 0 wait statesi. 

A questo punto, comincio 
ad avere grossi dubbi: ed 
ecco che arriva Corrado, in- 
formandoci di aver scoperto 
che il problema è già stato 
risolto da un certo Schroep- 
pel nel lontano 1972, impie- 
gando circa 100 ore di CPU 
su un vecchio PDP-10. Gulp! 

Si, ma poi mi vengono altri 
dubbi. A conti fatti, il compu- 
ter di Schroeppel avrebbe 
sputato fuori un quadrato 
magico ogni millisecondo o 
poco più. Nel 1972? Mi sem- 
bra poco credibile, Che 
Schroeppel abbia bluffato? 
Non sarebbe la prima volta 
che succedono fatti del ge- 
nere. 

Squassato da questi amle- 
tici dubbi, non mi resta che 
rimboccarmi le maniche e af- 
frontare il problema. 

I « doppioni » 

Dato un quadrato magico, 
è possibile tirarne fuori auto- 
maticamente numerosi altri, 


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INTELUGIOCHt 


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11 

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17 

8 

14 

6 

16 

2 

3 

25 

19 

23 

13 

18 

4 

7 


Figura 1 - Soluzione base. 


1 

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9 

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7 


Figura 2 - Inversione interna. 


24 

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1 

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18 

7 

4 

2 

16 

3 

19 

25 


Figura 3 • inversione interno-esterno 
{dalla soluzione base). 


25 

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5 

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4 

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2 

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24 

23 

1 

7 

3 

13 

8 

22 

19 


Figura 4 * Complemento a 26 {dalla 
soluzione base I. 


ruotando, invertendo e tra- 
sformando l'originale in vari 
modi, È chiaro che il nostro 
programma dovrà essere 
impostato in modo da trova- 
re solo uno di questi quadra- 
ti, eliminando quanto prima 
possibile gli altri, per non 
perder tempo in ricerche 
inutili. Ma quanti (e quali) 
sono questi «doppioni»? Ve- 
diamolo un po', ragionando 
su una qualsiasi «soluzione 
base» quale quella di figura 
1. 

—Duplicati per rotazione sul 
centro: ruotando un quadra- 
to magico di 90°. 180°, 270° 
ne tiriamo fuori altri tre; e 
siamo a 4; 

— Duplicati per rotazione 
sulla diagonale : ciascuno di 
questi 4 quadrati può essere 
fatto ruotare di 180° rispetto 
alla diagonale principale; e 
siamo a 8; 

— Duplicati per inversione 
interna : possiamo scambiare 
fra loro la 2 " e la 4 ' riga, e 
scambiare la 2 ‘ e la 4 “ colon- 
na (fig. 2). Si noti che tutte le 
linee — orizzontali, verticali e 
diagonali — seguitano a es- 
sere composte dagli stessi 
numeri, anche se in ordine 
diverso. E siamo a 16; 

— Duplicati per inversione 
interno-esterno : possiamo 
scambiare le 4 linee esterne 

— 1 * e 5 ‘ riga, 1 ’ e 5 ' colon- 
na — con le linee interne 
adiacenti — 2 * e 4 ' riga, 2 * e 
4' colonna (fig. 3). Stesse 
considerazioni del punto pre- 
cedente. E siamo a 32; 

— Complemento a 26: so- 
stituendo ogni numero col 
complemento a 26, troviamo 


un altro quadrato magico 
(fig. 4). E siamo a 64. 

Notate che si possono 
usare formulazioni diverse 
(rotazione intorno alla diago- 
nale secondaria, inversione 
delle linee esterne, etc.), che 
risultano equivalenti a quelle 
indicate. 

Per eliminare fin dall'inizio 
questi doppioni, comincere- 
mo costruendo le due diago- 
nali. e ponendo le seguenti 
condizioni: 

— per eliminare le rotazioni 
sul centro, considereremo 
solo i casi in cui n(1,1), il 
numero in 1 * riga, 1 * colon- 
na, è minore di n(1,5), 
n(5,1), n(5,5), cioè dei nu- 
meri agli altri 3 angoli; 

— per eliminare le rotazioni 
sulla diagonale principale, 
porremo la condizione 
n(1,5)<n(5,1): 

— per eliminare le inversio- 
ni interne, porremo la condi- 
zione n(2,2)<n(4,4); 

— per eliminare le inversio- 
ni interno-esterno, porremo 
la condizione che il quartetto 
esterno (quello formato dai 
numeri ai 4 angoli) sia quello 
che contiene il più piccolo 
degli 8 numeri usati per 
completare le diagonali (cen- 


D 

X 

M 

X 

D 

X 

D 

M 

D 

X 

M 

M 

C 

M 

M 

X 

D 

M 

D 

X 

D 

X 

M 

X 

D 


Figu ra 5 


tra escluso). Ne deriva che 
n(1,1) deve essere non solo 
il più piccolo dei numeri ai 4 
angoli, ma il più piccolo degli 
8 numeri in parola; 

— per eliminare i comple- 
menti a 26, considereremo 
valori del centro varianti da 1 
a 13; i risultati per i centri da 
1 a 12 saranno contati due 
volte. 


Altri vincoli 
sulle diagonali 

Bene, in questo modo ab- 
biamo eliminato un bel po' di 
roba; ma possiamo fare di 
meglio. I valori che poniamo 
sulle diagonali, infatti, sono 
sottoposti ad alcuni vincoli. 
Per chiarire quali sono questi 
vincoli dobbiamo introdurre 
un po' di terminologia. Come 
si vede in figura 5 indichia- 
mo con C il centro, con D gli 
altri numeri sulle diagonali, 
con M i numeri sulle media- 
ne, con X gli altri. Indichere- 
mo anche: 

— con E i numeri «esterni» 
(posti cioè in 1 ‘ e 5 ' riga, 1 ' e 
5‘ colonna), con I i numeri 
«interni», cioè gli altri; 

— con SnYZ la somma di n 
numeri del gruppo YZ; quin- 
di. S4DE (somma dei 4 nu- 
meri posti sulle diagonali al- 
l'esterno) indicherà la som- 
ma dei numeri posti ai 4 
angoli. 

Allora: la somma dei nu- 
meri da 1 a 25 vale 325; 
nella nostra notazione, scri- 
veremo: 

S8D+S8M+S8X+C=325. 

Consideriamo ora il totale 
delle 4 linee che passano 


per il centro (le due diagonali 
e le due mediane). Abbiamo: 
S8D+S8M+4*C - 4*65 = 260 
Sostituendo nella prece- 
dente, otteniamo: 

(1) S8D = 65+3-C 
Caruccio, no? Questa rela- 
zione ci sarà molto utile. 

Consideriamo ora il totale 
delle 4 linee esterne. Ab- 
biamo: 

2*S4DE+S4ME+S8X = 4*65 
e, sostituendo la (1), otte- 
niamo: 

(2) 2*S4DE = 3*(65-C)-S4ME 
Considerando ora le due 
mediane, abbiamo: 

S4ME = 2*(65-C)-S4MI 
e, sostituendo nella (2). otte- 
niamo; 

(3) 2*S4DE = 65-C+S4MI 
Vi gira un po' la testa? 
Tranquilli, abbiamo finito. Ci 
sarebbero un mucchio di al- 
tre belle formulette, ma non 
sono risultate utili per il pro- 
gramma, e quindi evito di 
parlarne. 

Quando costruiamo le dia- 
gonali. non sappiamo ancora 
quali numeri metteremo sul- 
le mediane; ma sappiamo 
che al massimo in ogni quar- 
tetto (ME o MI) metteremo i 
4 più grossi numeri residui, 
al minimo ci metteremo i 4 
numeri più piccoli. Anzi, 
spesso, soprattutto quando 
al centro abbiamo messo un 
valore molto basso, non pos- 
siamo usare i 4 numeri più 
piccoli. Poniamo per esem- 
pio C=1; la (1) ci dice che 
S8X=68; se usiamo i numeri 
piccoli sulle diagonali e sulle 
mediane, dove troviamo poi 
8 numeri il cui totale faccia 
appena 68? È facile a questo 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


259 


INTELLIGIQCHI 



punto vedere che la (2) e la 
(3) stabiliscono dei limiti per 
la somma dei numeri che 
possiamo mettere ai 4 ango- 
li; e ciò ci permette di elimi- 
nare quasi il 20% delle alter- 
native possibili. 

Cì sono altri test sulle dia- 
gonali, ma sono assai meno 
efficienti, e quindi non sto a 
dilungarmi su di essi. In tota- 
le, dunque, usciamo da que- 
sta fase con 6.722.585 dia- 
gonali possibili. 

La casella n(5,2) 

Completate le diagonali, il 
nostro programma è di pro- 
cedere a piazzare i numeri 
nella matrice nell'ordine indi- 
cato in figura 6. 

Il peggior passo é quello 
dell'uscio. Dopo aver posto il 
primo numero nella casella 
indicata con A, qualsiasi nu- 
mero successivo comporte- 
rà la chiusura di almeno una 
linea; la scelta sarà quindi 
sottoposta a dei forti vincoli. 
Ma il primo numero è ben 
poco vincolato. Può darsi 
che i numeri che abbiamo 
già iscritto in 5 ' riga e in 2 * 
colonna determinino un cer- 
to vincolo, ma è poco proba- 
bile. Possiamo fare qualcosa 
per limitare la proliferazione 
di varianti da esplorare? 

Supponiamo che la nostra 
situazione, a questo punto, 
sia quella di figura 7. La ca- 
sella n(5,2) non è limitata; 


possiamo metterci uno qual- 
siasi dei 16 numeri residui. 
Per ciascuna di queste 16 
varianti proseguiamo chiu- 
dendo la 5' riga; poi chiudia- 
mo la 2 ' colonna, A questo 
punto le varianti sono diven- 
tate qualche centinaio. Ora 
cerchiamo di piazzare n(1,4), 
che ci consentirà di chiudere 
la 1 ' riga e la 4 ' colonna ; e ci 
accorgiamo che... in n(1,4) 
non possiamo mettere nes- 
sun numero: per poter poi 
chiudere la 1 ' riga, dovrem- 
mo metterci almeno 19, ma 
per poter poi chiudere la 4 ’ 
colonna possiamo metterci 
al massimo 7. Accidenti, se 
avessimo cominciato da li, ci 
saremmo risparmiati un bel 
po' di lavoro... 

Insomma: é probabile che 
ci sia da qualche parte una 
casella per la quale le scelte 
sono in qualche misura limi- 
tate; ma non possiamo mica 
fare un programma che una 
volta comincia da una parte 
e una volta dall'altra! 

Non possiamo... pfui. Mai 
dire mai; basta ragionarci un 
po', e si trova il trucco. Noi 
abbiamo fissato una serie di 
condizioni per eliminare i 
«doppioni»; abbiamo consi- 
derato solo i quadrati che 
rispondevano a certe regole. 
Ma queste condizioni ormai 
hanno svolto il loro compito: 
i «doppioni» sono stati elimi- 
nati. Niente ci vieta, adesso, 
di ruotare, ribaltare o trasfor- 
mare il nostro quadrato coi 
metodi che abbiamo descrit- 
to. E allora: individuiamo la 
casella che subisce le mag- 
giori limitazioni (sarà forzata- 
mente una delle 8 caselle 
indicate con X in figura 5), e 
ruotiamo o ribaltiamo il qua- 
drato in modo da portarla in 
n(5,2) Un bel giochetto, che 
ci fa risparmiare circa un ter- 
zo del tempo. 

Naturalmente, tutte que- 
ste elaborazioni richiedono 
tempo. Ma per ora il numero 
di casi da considerare è limi- 
tato, e il tempo non è un 
grosso problema : con un co- 
dice scritto in Turbo Pascal 
scarsamente ottimizzato, il 
mio modesto 386SX/2Q im- 
piega un'ora esatta ad elabo- 
rare le 72.904.519 possibili 
disposizioni delle 10 cifre (le 


due diagonali e n(5,2)). cia- 
scuna corredata di un array 
in cui sono registrati i 15 
numeri residui. 

A tutta velocità 

A questo punto, i nostri 
«economics» cambiano bru- 
scamente. In primo luogo, 
le varianti da esaminare so- 
no cresciute parecchio, e 
non consentono più di fare 
elaborazioni complicate. In 
secondo luogo, ormai ogni 
numero che mettiamo porta 
alla chiusura di una o più 
linee; e ciò costituirà un suf- 
ficiente filtro per limitare le 
varianti. L'importante è cor- 
rere; e perciò diamo un ad- 
dio al Pascal e passiamo al- 
l'assembler. 

Per prima cosa dobbiamo 
chiudere la 5‘ riga, dove 
mancano due numeri. Poi- 
ché incontreremo varie volte 
questa situazione mettiamo 
a punto con ogni cura una 
routine, chiamiamola Chiu- 
deunariga. che riutilizze- 
remo nei vari casi con picco- 
li aggiustamenti. Con questa 
routine chiudiamo la 5 ' riga, 
poi la 2" colonna. Tutto be- 
ne, ma le varianti aumenta- 
no a rotta di collo: siamo a 
1.640.680.104; e dobbiamo 
scrivere la routine per chiu- 
dere simultaneamente la 1 ‘ 
riga e la 4' colonna. 

Scrivere una routine che 
deve girare oltre un miliardo 
e mezzo di volte è un'espe- 
rienza sconcertante: biso- 
gna ragionare in un modo 
tutto particolare. Per esem- 
pio: é prassi normale salva- 
re una variabile sullo stack 
con un PUSH, tanto per 
avere un po' di spazio libero 
nella CPU, e recuperarla poi 
con un POP. Nessuno ci 
pensa più che tanto. Ma 
qui, un PUSH e un POP si 
mangiano qualcosa come 20 
minuti di lavoro. 

Sia come sia, facciamo 
anche questa, e grazie a Dio 
le varianti diminuiscono a 
circa un miliardo; ma poi, 
quando con la routine Chiu- 
de-una_riga, chiudiamo la 
3* colonna e poi la 4' riga, 
restano più o meno a quel 
livello. E i tempi di lavoro si 
fanno sempre più lunghi. .. 


A questo punto, con soli 
4 numeri da piazzare e un 
numero di varianti quasi 30 
volte superiore a quello che 
avrei dovuto trovare secon- 
do Schroeppel, cominciavo 
ad avere forti dubbi. Ma 
quando si inizia la chicane 
degli ultimi 4 numeri, le va- 
rianti vengono falcidiate dra- 
sticamente. Sono rimasto a 
lungo a guardare ansioso i 
numeri che si srotolavano 
lentamente sullo schermo: 
e alla fine, dopo 55 ore di 
sudatissimo lavoro, il mio 
fedele collaboratore elettro- 
nico ha sputato la risposta: 
esclusi i doppioni relativi alle 
prime 5 simmetrie, i quadra- 
ti magici di ordine 5 sono 
68.826.274, Schroeppel ne 
aveva trovati 68.826.306, 
con uno scarto di 32. 

Discussione 

Il minimo scarto dal valore 
trovato da Schroeppel è... 
molto minore di quanto mi 
aspettassi. Questo program- 
ma ha mostrato una straor- 
dinaria capacità di produrre 
bug de! tipo più insidioso: 
quelli che si manifestano in 
casi rarissimi, lo ne ho ster- 
minati un bel po’ nelle pri- 
me fasi; ma quando il pro- 
gramma comincia a richie- 
dere decine di ore, come si 
fa a trovare un bug che pro- 
babilmente si manifesta una 
sola volta? Naturalmente, 
Schroeppel si sarà trovato 
nella stessa condizione, 
chissà chi dei due l'ha az- 
zeccata 

Per quanto concerne i 
tempi, non so come si com- 
pari la potenza di un PDP-1 0 
(un computer di 20 anni fa, 
ma che era uno dei migliori 
mini del tempo) con quella 
di un 386SX; ma certo 
Schroeppel ha fatto un lavo- 
ro straordinario. Con tutti i 
trucchetti che ho infilato nel 
mio programma, credevo di 
dargli un distacco ben mag- 
giore. 

Evidentemente, lui non è 
stato da meno, 

E con ciò vi saluto, ter- 
gendo il sudore dalla mia 
fronte e dalla motherboard 
del mio fedele PC. 

Dani Ferrari 


260 


MC microcomputer n. 123 - novembre 1992 



IL MODO GIUSTO 
DI STUDIARE 
CON IL VOSTRO PC 


Fisica: voi. 2 

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gomenti fondamentali di Elettrostatica e Correnti continue che vengono normalmente svolti nei cor- 
si di Fisica dello scuola secondario superiore. Studenti e insegnanti che intendono servirsi di tecniche 
informatiche avranno un utile e originale supporto didattico. Le simulazioni renderanno più appeti- 
bile la materia e più efficaci le spiegazioni. Gli argomenti sviluppati attraverso le simulazioni sano: 
LA LEGGE DI COULOMB; IL PRINCIPIO DI SOVRAPPOSIZIONE; IL CAMPO ELETTRICO (simula- 
zione e gioco); IL POTENZIALE ELETTROSTATICO; LA DEFLESSIONE ELETTROSTATICA,- LA LEG- 
GE DI OHM E 1 CIRCUITI ELETTRICI; IL CONDENSATORE. 

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facilitare gli studenti della scuola secondaria superiore nell 'apprendimento di una disciplino com- 
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porto moderno e scientifico per i docenti di questa materia. Esso costituisce un approfondimento 
e un complemento del pacchetto CHIMICA Voi. I che ha per oggetto i fondamenti della Chimica. 
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sostenere test di autoverifica e sarà aiutato da animazioni in tempo reale. LE ONDE; GLI ORBITALI 
ATOMICI E MOLECOLARI; IL SISTEMA PERIODICO; LA SPETTROMETRIA DI MASSA; LA VELOCI- 
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con circa 150 domande. Gli argomenti trottati sono: INSIEMI; NUMERI NATURALI; NUMERI RA- 
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Simulmondo s.r.l. Viale B. Pichat 28/A - Bologna 


A che punto è 
il Simulmondo ? w 

dì Francesco Carla 


Nel numero di ottobre ho 
cominciato a parlarvi di co- 
me dai videogame, dalla loro 
storia, dai loro meccanismi 
evolutivi, si arrivi dritto dritto 
alle realtà simulate e virtuali, 
a quello che come sapete io 
chiamo simulmondo. 

I videogame hanno avuto 
inizio con un simulatore, un 
piccolo e semplice simulato- 
re del ping pong ; Pong. 

II territorio inesistente, ma 
terribilmente vivo e interatti- 
vo descritto e tracciato da 
Pong è di quelli destinati a ri- 
manere nella mente. È il 
paesaggio delle possibilità 
simulate in attesa di nasce- 
re. Su quello schermo, con 
le regole di Bushnell, nasce 
non solo un nuovo modo di 
trascorrere il tempo, ma an- 
che un inedito linguaggio in- 
terattivo e di descrizione si- 
mulata del mondo. Un mon- 
do interattivo e simulato, 
che. da quel momento in 
avanti, e in buona parte tut- 
tora, si disegna secondo le 
regole di Pong. 

La strada è tracciata, qual- 
cuno, con quegli sforzi tita- 
nici che quando accadono, 
per contrasto con la loro vi- 
brante magia creativa, sem- 
brano invece atti semplicissi- 
mi. ha aperto una nuova 
breccia nell'universo. Ha da- 
to all'uomo una chiave di 
progresso e di spinta che ha, 
si vedrà più chiaramente fra 


50 o 60 anni, la stessa im- 
portanza dell'invenzione del- 
la stampa e della televisione. 

Ma la creatura è forte e 
grezza insieme. Ha tutti gli 
spigoli della forza e lo stesso 
desiderio di svilupparsi del 
piccolo essere. E figlia. Figlia 
altri esserìni minuscoli e in- 
terattivi che competono con 
il padre e la madre in vibra- 
zioni e intelligenze. 

Della prima ondata sono 
mondi indimenticabili alme- 
no Breakout, distruzione di 
un mondo di cemento e 
mattoni, liberazione interatti- 
va del diaframma che divide 
analogico da digitale, presta- 
zione gratuita di un mondo 
senza storia, storicizzato poi 
nel 1986 da Arkanoid, rema- 
ke di Breakout che sviluppa 
l'idea di mondo e . la forza 
della suggestione iniziale 
della distruzione del confine 
e la creazione di un'altra 
frontiera ; Asteroids, geniale 
simulmondo dello spazio in- 
finito che ruba idee a Kubri- 
ck, quello di Odissea nello 
spazio, e inventa il campo 
lunghissimo interattivo. Le 
astronavi sono minuscoli 
vettóri, quasi impercettibili 
segnali di vita simulata nel- 
l'universo interagibile. e han- 
no due aree di azione una vi- 
sibile e l'altra sottratta alla vi- 
sta, dietro lo screen. 

La tecnologia usata per di- 
segnare il mondo e i perso- 


naggi di Asteroids è la tec- 
nologia vettoriale wires o a 
linee. Il creatore utilizza li- 
neette di lunghezza variabile 
che unite ai vertici compon- 
gono le figure. 

Con questa stessa tecni- 
ca, pioniera delle tecnologie 
di disegno e simulazione 
vettoriale solida e tridimen- 
sionale, sempre più o meno 
nella seconda metà degli an- 
ni Settanta, altri progettisti 
della A tari crearono i mondi 
simulati di Tempest, scon- 
volgente simulatore gratuito 
e caotico, indimenticabile, e 
Space Duei, versione a due 
interattori di Asteroids, con 
campi di forza e muri di 
energìa protettivi, additivi già 
sperimentati dalla donna in- 
visibile dei Fantastici 4. 

Ma prima di tutti questi, 
nell'estate del 1977, la Taito 
giapponese, aveva inventato 
il primo videogame capace 
di raccontare una storia inte- 
rattiva, Era il simulmondo 
monocromo e verdastro di 
Space Invaders. In questo vi- 
deogame i marziani ci stava- 
no finalmente invadendo e 
noi dovevamo tentare di or- 
ganizzare un'impossibile e fi- 
nale resistenza, nasconden- 
doci dietro torrette precarie 
di pixel e inventando un'an- 
cora più improbabile controf- 
fensiva, basata sul fuoco dei 
nostri cannoni digitali. Un'a- 
stronave di raccordo delle 


truppe degli invasori, passa- 
va dì tanto in tanto e noi cer- 
cavamo disperatamente di 
abbatterla. Prima storia si- 
mulata e interattiva. 

Sempre sul tema della di- 
fesa del mondo e dei suoi 
valori riproducibili anche nel- 
la simulazione, ideali freschi, 
possibili nella ingenua prima 
generazione interattiva, esce 
Defender, un videogame 
guerriero e freneticissimo 
della Williams americana. Il 
mondo simulato esiste In 
orizzontale. 

Ma non solo verso destra 
come in Explorer anche noto 
come Scramble. Ma pure in- 
dietro tutta verso sinistra 
quando volete tornare indie- 
tro. Maggiore libertà, più di- 
namismo nel simulmondo di 
Defender. 

Intanto il simulmondo. il 
mondo simulato e interattivo 
precisa te sue regole: intera- 
gire si, simulare anche, ma 
farlo su temi e in mondi che 
sì vorrebbe frequentare sui 
serio. 

Per questo, nell'ondata fi- 
ne Settanta di fantascienza e 
guerre stellari, sono sopra- 
tutto anzi quasi soltanto, 
mondi simulati nell'Immen- 
sità dello spazio cosmo. Do- 
ve la nostra vita e i suoi vin- 
coli non esìstono, dove l'es- 
sere può avere anche altri si- 
gnificati. 

(2) Continua 


Index : Free D.C., il poco piaciuto in giro simulatore fiction della premiata 

In questo numero del vostro PlayWorld già vi vedo intenti alla ditta Kellyn BeckJ Cineplay. 
lettura di: Avvenimento 1. Pinball Dreams/Fantasies. il primo e Di seguito la rubrica BIS giunta alla lettera I dopo non so più 
il secondo pinball degli svedesi, diventato lo standard dei flipper quanti annetti, e stavolta dedicata alla Interplay di Brian Fargo, e 

su PC; Avvenimento 2 ; A Train, la gioia di tutti i costruttori di un numero veloce e al solito informativo del vostro Panorama 

mondi interattivi ; stavolta il mondo dei treni ; Avvenimento 3. Ciak, motore... interAZIONE. 


262 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


PLAYWORLD 



PW Avvenimento 1 


Pinball Dreams / 
Fantasies 

21st, Cent Entert. UK 
Swedish team SV 
Amiga 


Della Svezia e di Stoccol- 
ma so abbastanza. So che è 
una delle più belle capitali 
europee, che ha un bellissi- 
mo museo d'arte moderna e 
uno altrettanto bello di anti- 
chi costumi e divrse della 
tradizione bellica. So perfino 
che è una città carissima e 
piena di italiani. Quello che 
proprio non sapevo è che ci 
fossero svedesi tanto bravi 
nel disegnare videogame e 
simulatori, bravi, intendo, co- 
me quelli che hanno realizza- 
to Pinball Dreams. 

La storia dei pinball su 
computer non è sempre co- 
stellata di momenti fulgidi. A 
me vengono in mente alcuni 
titoli, e magari ricorderete 


anche voi Pinball Constru- 
ction Set, il primo videoga- 
me dell'Electronic Arts, Pin- 
ball Night Mission della Su- 
blogic, Slamball, e David's 
Midnight Magic della Bro- 
derbund. A sedici bit. sull’A- 
miga e sul PC. i flipper sono 
stati pochi e scadenti, Mi 
viene in mente qualcosa 
convertito dall'arcade dall’A- 
ctivision, un titolo della King- 
soft davvero terribile e la 
mai nata versione Amiga di 
Pinb. Const, set dell'Electro- 
nic Arts. 

L'unico bel simulatore di 
flipper esistente per Amiga 
e PC, sulla scia del successo 
francese di Ere Informatique 
con Macadam bumper, era 


quello della Loriciel che ave- 
va solo il difetto di essere 
troppo difficile. Per questo 
c'era spazio e interesse per 
un nuovo flipper simulato e 
interattivo. 

Però spesso lo spazio di 
mercato da solo non è suf- 
ficiente. Anzi quasi sempre. 
Per prenderselo, il mercato, 
ci vuole la qualità e la cura 
dei particolari, E da questo 
punto di osservazione il 
team svedese ci si è messo 
sul serio d'impegno, Credo 
che abbiano più o meno ra- 
gionato cosi. La bellezza di 
un flipper dipende da alcuni 
fattori; la grafica degli ele- 
menti, gli effetti sonori du- 
rante il gioco, il realismo nel 



MC microcomputer n. 123 - novembre 1992 


263 




PLAYWORLD 


rotolio della biglia d'acciaio, 
la varietà e la semplicità del 
meccanismo di gioco che 
crea la coazione a continuare 


a giocare, Per questo hanno 
immaginato quattro diversi 
flipper, che con il seguito 
Fantasies sono diventati 8, e 


hanno pensato bene di rag- 
giungere la quasi perfezione 
in ognuno dei quattro fattori 
che ho elencato più sopra. 


Dico quasi perché solo il 
meccanismo di gioco di alcu- 
ni tra i flipper disponibili, per 
esempio quello sui treni e 




quello onorifico, mi sembra 
leggermente da oliare e non 
ha ricevuto la stessa quan- 
tità di attenzione che per 
esempio hanno invece avuto 
gli effetti audio, che sono sul 
serio uno degli esempi piu 
fantastici di cosa si possa fa- 
re con l'Amiga in fatto dì 
suono. 

Insomma mi sono diverti- 
to come un pazzo e purtrop- 


PW Avvenimento 2 
A Train 

Ocean Maxis 
Artdink Japan 
PC VGA 

Ci sono un sacco di modi 
per ricreare mondi. Se state 
seguendo un po' le mie in- 
troduzioni sul cammino dai 
videogame alla realtà virtua- 
le state prendendo visione di 
alcuni di questi metodi crea- 
tivi. 

Tre anni fa la casa amen- 
cana Maxis, decise di ricrea- 
re il mondo di una città, anzi 
di tutte le città, per farci di- 
ventare sindaci e ammini- 
stratori, prevedendo perfino 
la corruzione e l'incavolatura 
dei cittadini nei confronti del 


po non mi capita spesso. Ho 
rivisto, dopo un bel po' di 
tempo, quel concentrato 
magico di semplicità qualità 
e divertimento che mancava 
dalle scene simulate da un 
pochino. £ il video ha gene- 
rato un forte calore interatti- 
vo, che davvero è il colmo 
se mi viene di nuovo in men- 
te la terra dei ghiacci del 
team svedese. 


sindaco e della giunta mede- 
simi. Una specie di profezia 
elettronica per tangentopoli 
e una specie di rivelatore si- 
mulato della nostra oscena 
condizione, parlo degli italici, 
di cittadini dimezzati privati 
da questi nostri rapaci partiti 
del diritto, che in Sim City è 
sottolineato, di mandare a 
casa tutti in situazioni di inef- 
ficienza e corruzione. 

Restando in Italia, dove le 
ferrovie non sono esatta- 
mente note per qualità e ve- 
locità, sembra un'ulteriore 
parabola della nostra epopea 
di creatori della cultura e del- 
la scienza (Leonardo, Gali- 
leo, Michelangelo ... di che 
nazionalità erano costoro?) 
adesso ridotti spesso in con- 
dizione di retroguardia sem- 
pre dai succitati e beneamati 


264 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 





PLAYWORLD 


politici e burocrati, sembra 
una metafora questo simula- 
tore di treni e stazioni diven- 
tato un grande successo in 


Giappone e che si chiama A 
Train. 

La Maxis ha fatto una se- 
rie di operazioni importanti: 


ha scoperto l'esistenza di A 
Tram, Ha ottenuto i diritti per 
la riproposizione in inglese 
per il mercato europeo e 


americano. Si è occupata 
materialmente della produ- 
zione e della distribuzione in 
Usa e Europa dove è coadiu- 




MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


265 


PLAYWOFtLD 



vata dalla Ocean che già si 
era messa in moto per Sim 
Ant e Sim Earth. 

Come non mi capita pur- 
troppo spesso, aspettavo 
con ansia che giungesse il 
simultrenino digitale in ver- 
sione PC. Avevo visto a To- 
kyo le cartucce del superfa- 
mìcom contenenti il prezioso 
software e la grafica relativa 
sui retri delle scatole. E ave- 
vo perfino messo in movi- 
mento il mio amico Koichi 
Ozaki che si occupa della 
vendita del software Simul- 
mondo in Giappone e Far 
East, in modo che mi rintrac- 
ciasse i titolari della Artdink 
per conoscerci meglio e im- 
maginare qualche forma di 
collaborazione. E questo pro- 
prio perché ero stato colpito 
e affondato dalla qualità e 


dalla semplicità della visua- 
lizzazione e della organizza- 
zione delio schermo. 

Così mi sono fatto riserva- 
re un PC velocissimo e im- 
paziente, naturalmente dota- 
to di scheda audio e SVGA e 
con l’hard disk sgombro e 
superveloce. La Leader, che 
lo distribuisce in Italia, ha cu- 
rato la traduzione del manua- 
le che certo è utile anche 
perché fatta bene. Insomma 
era tutto pronto. Cosi ho da- 
to inizio alle mie navigazioni, 
anzi al mio vaggio interatti- 
vo, e ho cominciato a stimo- 
lare tutti i menu e le icone 
ciiccabili e interagibili. Ce ne 
sono un sacco e sono tutte 
semplici e intuitive, ma nello 
stesso tempo prevedono uti- 
lizzi a vari livelli man mano 
che si va avanti a capirci me- 



glio nel come si simula. A 
Tram usa il sistema dell'oro- 
logio e del calendario che 
procedono indipendente- 
mente dalle tue mosse. C'è 
una storia che cammina, co- 
me nel mondo, un calenda- 
rio di una vita ferroviaria si- 


mulata che strappa un foglio 
dopo l'altro e che lo fa molto 
più in fretta, giustamente, di 
quanto non capiti durante la 
vita vera. Le ore passano, gli 
avvenimenti incalzano e la 
ferrovia cresce e con lei, con 
l'alta velocità con i servizi e 


266 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PLAYWORLD 



la produzione, anche tutto il 
contorno e le infrastrutture, 
in questo A Train è una spe- 
cie di Sim City ridotto e zoo- 
mato, necessarie a dare ri- 
salto e successo economico 
ad un'attività di trasporti, i 
quali trasporti debbono es- 
sere come qualunque altra 
attività economica motivati. 
E A Train fornisce tutte le 
motivazioni; raggiungere un 
campo da golf, una località 
di svago e vacanza, una città 
d'affari e comunicazione, o 
semplicemente collegare 
per le merci e i passeggeri, 
due luoghi e due destinazio- 
ni o più di due. 

L'intrico delle condizioni 
che generano la nascita e la 
crescita delle strutture di tra- 
sporto ferroviario, sono si- 
mulate e gestite con atten- 
zione e divertimento: sono 
evitate e ripensate situazioni 
troppo scientifiche e pesan- 
ti, senza che questo signifi- 
chi dimensione troppo fanta- 
stica e irrealistica. Nello 
stesso tempo niente di quel- 
lo che serve manca e la gra- 
fica e la visualizzazione, che 
normalmente e anche in fon- 
do in Sim City, dovevano es- 
sere giocoforza rese molto 
troppo simboliche per facili- 
tare la visione d'insieme, qui 
sono assolutamente soddi- 
sfacenti, e si vedono i treni 
animati che è di certo la 
gioia interattiva per milioni di 
appassionati. 

Dentro la scatola di A 
Train c'è davvero un mondo 
simulato, un mondo che 
sembra quasi, pensateci, 
crudele spegnere e far finire, 
quando è ormai davvero 
troppo tardi per continuare a 
simulare. 


PZV Avvenimento 3 
Free D.C. 

Cineplay USA 
Kellyn Beck 
PC VGA 


La più classica delle situa- 
zioni interattive: un detecti- 
ve umano. Avery Zedd ovve- 
ro Kellyn Beck opportuna- 


mente digitalizzato, deve ri- 
solvere un grosso problema 
scoppiato nello zoo, la riser- 
va dove vengono tenuti in 
cattività alcuni residui rap- 
presentanti di quella che fu 
la razza superiore: la razza 
umana. Zedd ha 12 ore si- 
mulate per risolvere il guaio 
e incastrare il responsabile 
della terminazione di 62 ro- 
bot che si aggiravano nello 
zoo, a difesa dei turisti inte- 
ressati a guardare gli umani 
ingabbiati. Zedd ha solo 12 
ore per la buonissima ragio- 
ne, come in Fuga da New 
York, che gli è stata iniettata 
una capsula esplosiva che 
ha già iniziato il suo count- 
down e lo finirà allo scadere 
della dodicesima ora appun- 
to. E fin qui il prologo. In se- 
guito, immagino, vorrete sa- 
pere perché e percome que- 
sto Free D.C. sìa finito fra i 
tre prodotti consigliati del 
mese. Beh la ragione è sem- 
plice: Beck fin dai tempi del- 
la Cinemaware è uno di 
quelli che più disperatamen- 
te stanno sperimentando 
per riuscire a trovare una 
corrispondenza di amorosi 
sensi, tra la fiction visiva, il 
cinema, la TV, i cartoni, e l'in- 
terattìvità. È uno dei respon- 
sabili dell'invenzione del con- 
cetto di multimedialità ed è 
anche uno di quelli che più da 
vicino e continuamente ne 
stanno comprendendo la dif- 
ficile adattabilità e flessibilità. 
Beck è un irriducibile della 
compenetrabilità dei media, 
uno di quelli che non cl stan- 
no ad ammettere che non è 
possibile organizzare nulla 
d'interattivo partendo dal ma- 
teriale filmico. Lui, insomma, 
pensa che si possa. E c'ha 
provato instancabilmente pri- 
ma con i prodotti Cinemawa- 
re, poi con Centurion alla Ele- 
ctronic Arts e adesso con 
Free D.C. per la sua propria 
casa la Cineplay di nuovissi- 
ma costituzione. 

Di tutti questi succitati 
tentativi, proprio l'ultimo, 
Free D.C., mi sembra il più 
riuscito. Senz'altro dal punto 
di vista estetico, con l'uso 
appropriato e instancabile 
della Claymation, della digi- 
talizzazione tre D, del rende- 
ring e di un sacco di altro 


ben di dio digitale. Quasi del 
tutto dalla prospettiva del si- 
stema di animazione e inte- 
razione, che a me sembra 
appropriato e funzionale an- 
che se non ha raccolto criti- 
che troppo entusiastiche in 
Europa e Usa. accusato di 
scarsa flessibilità, eccessiva 
facilità (sic) e perfino poca 
interattività. Forse un po’ 
meno, un po' carente, inve- 
ce il plot. La storia è ben im- 
postata e adeguatissima al 
genere di interattività e si- 
mulazione fiction di Beck. Il 
problema è altrove direi: mi 
pare che sia proprio il gene- 
re di storia, l'atmosfera, i 
personaggi, che non interes- 
sino più di tanto e che risen- 
tano un po' della scarsa cura 
e esperienza messa per ge- 
nerarli, Insomma senz'altro 


interessantissimo tecnica- 
mente ed esteticamente. 
Anche molto buono come si- 
mulatore interattivo. Solo 
che simula una cosa che po- 
chi hanno voglia d'interagire. 
E questo certo è un proble- 
mino. E non basta il signor 
Interface, il capo dello zoo 
umano, o i suoi amici guar- 
diani della nuova razza uma- 
na che espia e si riabilita, per 
farci venire voglia di interagi- 
re. Anzi, sto fatto di essere 
chiusi in gabbia e soggetti al- 
le follie di un disadattato psi- 
chico, ci sembrano normali 
routine e non avventure, per 
chiunque abituato a vivere a 
Napoli o Roma o Milano. Per 
forza: la Cineplay e Kellyn 
Beck stanno felici e contenti 
a Portland, la metropoli del- 
l'Oregon. 


MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 


267 



PLAVWORLD 



I i come 
Interplay 

Mentre scrivo questo BIS 
è circa l'una del pomeriggio 
di una domenica normalissi- 
ma d'autunno. Sono stato al- 
lo SMAU la scorsa settima- 
na e ne ho ricavato l'impres- 
sione di dovermi sul serio ri- 
tenere fortunato di essere fi- 
nito in un settore cosi effer- 
vescente e antinoia come 
quello dell’informatica perso- 
nale. Guardando gli stand 
dei produttori e distributori 
di PC e gli ultimissimi note- 
book a colori, mi sono chie- 
sto che strade prenderà, do- 
manda ormai in loop nel mio 
cervello, il software e l 'har- 
dware nei prossimi anni e 
mesi. Mesi e anni che di cer- 
to saranno almeno efferve- 


Cominciamo con l’ECTS 
di Londra che e l’appunta- 
mento autunnale più impor- 
tante nell'industria dell'inte- 
rattivo da divertimento e 
che quest'anno si è svolta a 
cavallo della seconda setti- 


scenti come quelli trascorsi 
e forse di piu, Pensandoci 
mi veniva voglia di chiedermi 
se avremo la fortuna di ve- 
dere ancora aziende spiglia- 
te e geniali come la Inter- 
play. La casa questo mese 
sotto i riflettori.. 

La Interplay nasce in Ame- 
rica verso il 1 984 con la mis- 
sione di innovare il panora- 
ma un po' stantio delle 
adventure interattive, in quel 
periodo ancora sotto shock 
dopo la bellissima ondata dei 
prodotti della Infocom e in- 
deciso sulle strade eia per- 
correre e sul modo d'inserire 
la grafica sul video senza 
perdere troppa della grazie 
dei romanzi interattivi a la Hi- 
tchiker's guide to Galaxy. 

Alla fine del 1983, una 
nuova generazione di avven- 
turieri interattivi aveva potu- 
to provare le avventure su 
C64 e Apple 2 della Trillium. 
Emanazione della Spinnaker, 
a quel tempo celebre casa 
editrice di prodotti educativi 
per computer, la Trillium 
aveva realizzato alcuni capo- 
lavori di mix tra grafica e te- 
sto, servendosi dei più gran- 
di scrittori di sci fi come con- 
sulenti strettissimi per realiz- 
zare i prodotti. E ancora 
adesso, dieci anni dopo, mi 
vengono i mente le potenti 


man a di settembre. È una 
fiera solo per gli addetti ai 
lavori e comprende esposi- 
tori e visitatori da tutte le 
parti del mondo, soprattutto 
europei e americani, ma da 
un po' di anni si vedono an- 


sensazioni provate intera- 
gendo Amazon e Dragon's 
world di Crichton. Farenheit 
451 di Bradbury e l'adventu- 
re fatta insieme a Arthur 
Clark di Space Odissey. 
L'anno dopo, in qualche mo- 
do figli di quelle esperienze, 
e contemporaneamente at- 
tenti alla rivoluzione del Ma- 
cintosh, emergono dal nulla 
Fargo e i suoi della Interplay. 
I primi due prodotti su C64 e 
Apple 2 sono Mindshadow e 
Tracer Sanction che ancora 
molti ricorderanno per la pre- 
senza del simpatico pellica- 
no come trait d’union delle 
vicende interattive. Qui già 
compare un embrione d'in- 
terfaccia point & click che 
sarebbe stata alla base di 
tanti successi interattivi suc- 
cessivi e non solo della In- 
terplay. 

A cavallo del 1985 esce 
sul mercato l 'Atari ST e l'In- 
terplay è una delle prime a 
realizzare prodotti per que- 
sta macchina. 

Avventure bellissime co- 
me l'indimenticabile Borro- 
wed Time, hard boiled 
adventure tutta iconica e in- 
tuitiva, Tass Times in tone- 
town. una storia di macchine 
del tempo e deep America 
che mi fa venire tanto in 
mente Twin Peaks di Linch, 


che un sacco di nipponici. 
Quest'anno ho deciso di far- 
vi un mini reportage in Pola- 
roid, facendovi vedere alcu- 
ne cose: non è che si bril- 
lasse eccessivamente in 
quanto a formidabili innova- 
zioni: ma vi ho già riferito, 
da un sacco di tempo, quali 
sono gli imbuti nei quali si è 
andata a cacciare l'industria 
del divertimento interattivo, 
cosi nessuna meraviglia se 
le mirabolanti meraviglie 
della tecnica, strette a mor- 
sa tra la realtà virtuale super 
futuristica e le nequizie e 
difficoltà del più terra terra 
mercato delle console e dei 
PC fquest'ultimi con in più 
la sempre presente pirate- 
ria...), si sono fatte pregare 
e attendere abbastanza inu- 
tilmente anche questa volta. 


le versioni sedici bit di Tra- 
cer Sanction e Mindshadow 
convertite nel frattempo an- 
che sulla nascente e trion- 
fante Amiga. 

Proprio sull'Amiga sono 
scritte le fortune della Inter- 
play, che diventa una casa di 
fama mondiale già nel 1988 
con Baule Chess, intelligen- 
te versione umoristica e tec- 
nica degli scacchi, con le 
memorabili scene di ciò che 
accade quando un pezzo 
mangia l’altro, condito di ef- 
fetti speciali mai sentiti pri- 
ma, 

Ma la forza della Interplay 
rimane la bravura nella pro- 
duzione di avventure interat- 
tive: tra il 1989 e il 1992 
escono in serie Lord of thè 
rings, Castles (più simile ad 
un gioco di ruolo alla Popu- 
lous che a un adventure) e il 
memorabile Star Trek che di- 
venta uno dei più grandi suc- 
cessi della stagione ed uno 
dei maggiori hit della casa 
americana. 

Mei 1992 Interplay sbarca 
anche in Europa con un suo 
ufficio di distribuzione e di- 
venta così una delle grandi 
case americane, con l' Ele- 
ctronic Arts, l'Accolade, la 
Sierra e la Mindscape, ad 
avere un'operatività globale 
in tutto il mondo. 


Vabbè, io ho visitato quasi 
tutti gli stand nel tempo la- 
sciatomi lìbero da Simul- 
mondo, e ho fotografato le 
cose migliori, o almeno qua- 
si tutte le cose migliori, Tra 
queste il multimediale Inca 
della Coktel Vision di Roland 
Oskian, bellissimo estetica- 
mente ma non cosi tanto in 
interattività, problema comu- 
ne del multimedia, lo stu- 
pendo Car & Driver dell'Ele- 
ctronic Arts, uno dei piu si- 
mulanti prodotti visti all'Ects, 
con in più la grazia della dop- 
pia risoluzione in 3D vettoria- 
le solido, che aumenta la 
qualità visiva lasciando im- 
mutate le altre qualità del 
prodotto: interattività, senso 
di libertà simulante, grandez- 
za del landscape di gioco, 
etc. etc. Un tipico capolavo- 



Interstandard: 

PC Amiga CD ROM ECTS Londra 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 



PLAYWORLD 






ro Electronic Aris, mai gigan- 
tesca come durante i periodi 
di transizione. E durante il gi- 
ro ho incontrato anche Ja- 
mes Pond, il simpaticissimo 
pesce agente segreto della 
Millennium, protagonista di 
uno dei maggiori successi 
dell'anno anche su console, 
con James Pond, Robocod e 
l'imminente Aquatic Games: 
James ci teneva a salutare i 
suoi fan italiani, perciò ecco- 
velo qui. completo di pistola 
ad acqua non inquadrata. 

Dvlan Dog 


Contemporaneamente si po- 
tevano vedere in altri stand 
non compresi in queste Po- 
laroid, anche i nuovi attesi pro- 
dotti della Delphine, Flash- 
back, e simulatori di tutte le 
maggiori case del mondo. 
Tutti i prodotti che saranno 
in vendita nei negozi da ot- 
tobre in poi. I prodotti che 
non c'erano, a parte l'ormai 
superannunciato 7th Guest 
della Virgin, erano i nuovi ca- 
polavori CD ROM e CD qual- 
cosa che il mercato attende 
senza troppi spasmi (anche il 
Mega CD della Sega è stato 
un fiasco in Japan e la Nin- 
tendo ha annullato il rilascio 


di date e informazioni sull'u- 
scita del suo...). La genera- 
zione CD che sembrava 
d'imminente irruzione, an- 
che complice la crisi econo- 
mica mondiale, sembra es- 
sere rimandata al prossimo 
Natale almeno come fatto di 
massa. E la geme, giusta- 
mente, si concentra sempre 
di più sui PC, ormai in grado 
di fare cose mostruose a 
prezzi popolari, Ecco perché 
nelle vetrinette, una fotogra- 
fata per voi, facevano un po’ 
malinconica riapparizione gli 
stessi prodotti CD già visti in 
innumerevoli fiere e in con- 
tinua progressiva perdita 


d'interesse. Vedremo al 
prossimo appuntamento che 
è Las Vegas in gennaio. 

Intanto arrivano questo 
mese in tutti i negozi alcuni 
dei prodotti visti aH'ECTS. 
Per esempio Rex Nebular 
della Microprose, un adven- 
ture interattivo che ricorda i 
temi e le atmosfere delle se- 
rie di sci fi degli anni Cin- 
quanta a la Forbidden Planet 
e che non mette in scena 
particolarissime novità, se 
non appunto queste sensa- 
zioni rétro che hanno certa- 
mente un loro pubblico, sca- 
tenatosi per Dune e pronto a 
interessarsi anche a questo 



MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


269 






PLAYWORLD 




ITU 





: i 

afe 

\ k , P-fcfr -jj 





L-jI 



I 

i 1 



~r.i-rda 






Darklands 


interattivo che inaugura o 
quasi un campo nuovo per la 
mitica casa dei simulatori di 
volo. Rex Nebular non disde- 
gna anche di strizzare l'oc- 
chiolino perfino alla Infocom 
e al suo antico Leather God- 
desses of Phobos, in questi 
giorni in negozio il sequel, 
facendo finire il povero Rex 
su un pianeta popolato solo 
da donne e molto malinten- 
zionate anche- 
La Microprose ha arruola- 
to anche i mitici Argonaut, 
quelli di Starglider e di Birds 
of Prey, che hanno appena 
finito di disegnare un chip 
vettoriale stratosferico per la 
Nintendo, e che adesso so- 
no nei negozi con questo 
Atac, altro frutto vettoriale 
dei loro tool e delle loro co- 
noscenze vecchie di anni e 
sempre al massimo livello. 
Jez San e gli altri, hanno mo- 
tori software per ricreare 
qualunque mondo in 3D ve- 
ctors e anche in questo Atac 
lo dimostrano pienamente 
con il lancio di un F22 e della 
sua guerra strategica, dopo il 
2000, contro i baroni della 
droga, i nuovi veri tiranni del 
mondo. Sempre dalla Micro- 
prose, nel filone simulatori di 
volo che sembra non accen- 


nare a battute d'arresto in 
quanto a successo, B17 
Flying Fortress, un interatti- 
vo sugli aerei storici dell'a- 
viazione Usa, le fortezze vo- 
lanti, antenate dei B52 che 
hanno avuto un ruolo non 
secondario nella guerra del 
Vietnam, come questi B17 
l'avevano avuto nella secon- 
da guerra mondiale. Per que- 
sto proprio le gesta dal 1942 
in poi, con i grandi bombar- 
damenti europei, vengono ri- 
costruite per dare la massi- 
ma sensazione possibile del- 
le esperienze e delle capa- 
cità necessarie per far volare 
e dirigere al target, con sus- 
seguente bombing, questi 
giganteschi aerei. Con un 
bel senso della immedesi- 
mazione interattiva e della 
simulazione di volo strategi- 
ca. 

Questo mese arrivano nei 
negozi anche 3D wórld ten- 
nis (PC AM e C64), 3D Wor- 
ld Soccer (Amiga) e 1ST 
Chess Tutor (PC) della Si- 
mulmondo, mentre escono i 
numeri 3 della serie di av- 
venture interattive dedicate 
a Dylan Dog e Diabolik in 
vendita in tutte le edicole 
(PC e Amiga nella stessa 
confezione), Dylan e Diabolik 


interattivi hanno suscitato 
una forte reazione da parte 
degli appassionati italiani cui 
sembra l'iniziativa sia molto 
piaciuta, lo personalmente 
ho ricevuto quasi 1000 car- 
toline di lettori di PlayWorld 
e alcune decine di lettere. A 
tutti questi amici va il mio 
ringraziamento quasi com- 
mosso. sniff sniff. Questi in- 
terattori appassionati sono 
anche prodighi di consigli e 
di suggerimenti a proposito 
di miglioramenti e perfezio- 
namenti sia nel caso di Dia- 
bolik che in quello di Dylan. 
Posso dire loro che vedrete 
già alcune cose fin da questi 
numeri di novembre. Tutti i 
cambiamenti richiesti saran- 
no inseriti nelle avventure in 
edicola da dicembre e di cui 
vi parlerò più diffusamente nel 
prossimo numero di Play- 
World. 

Il panorama di questo me- 
se si chiude con altri 34 pro- 
dotti americani. La Accolade 
presenta Elvira 2 e Spring 
Break, due avventure molto 
diverse tra loro, ma entram- 
be piuttosto ben fatte e in- 
teressanti, Elvira è la donna 
dell’orrore che tutti ben co- 
noscete e apprezzate e sulla 
quale sono stati fatti gad- 


gets di ogni genere inclusi 
pinball e videogame. Qui la 
giovinetta si cimenta nel suo 
solito range di avventure, 
colmando tutti i vuoti lasciati 
a bella posta nella puntata 
precedente. Spring Break, 
della americana Legend in 
Europa tramite la Accolade, 
è invece la storia di un av- 
venturiero un po' mutuato 
da Lame della Sierra e qui di- 
segnato e reso interagibile 
da Steve Meretzky, un altro 
dei mitici Infocom, ormai 
sparsi per tutta l'industria 
del software. 

Terzo prodotto americano 
è questo Darklands della 
SSI. in Europa tramite la US 
Gold, che batte tutti i record 
in fatto di completezza e 
perfezione in quanto a giochi 
di ruolo dugli anni bui delle 
tenebre e del fantasy. Qui gli 
appassionati hanno vera- 
mente tutto quello che gli 
serve, anche di più di quello 
che normalmente viene loro 
dato da gente del calibro del- 
la Qrigin, La parte visiva è 
buona ma non al livello di 
quella della casa texana, la 
succitata Origin, tra l'altro di 
recente acquistata dalla Elec- 
tronic Arts. specialmente 
non al livello di quella vista in 
Underworld. 

Resta anche poi da stabi- 
lire se esistano sul serio così 
tanti appassionati, e soprat- 
tutto appassionati così pi- 
gnoli e puntigliosi e dotati di 
una quantità enorme di tem- 
po libero per giocare una co- 
sa come questo Darklands: 
se avete le canoniche due 
orette alla settimana non 
provatevici neppure: sì e no 
vi basteranno per installarlo 
sull'hard disk. 

Ci vediamo a dicembre, sas 


270 


MCmlcrocomputer n. 123 - novembre 1992 






• Preparazione completa del master a partire da qualsiasi sorgente: dischetti, cartucce dati, nastri 
video, fotografie ecc. • Software di gestione del CD ROM di uso facile e immediato • Fornitura 
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MEMORIE OTTICHE 


Qualità Totale, Il Sole 24 Ore, Videocittà 



Tre applicazioni su CD-ROM 

Il CD-ROM è giunto ormai alla maturità e sono sempre più diffuse le applicazioni che 
utilizzano questo supporto. Prendiamo in esame tre esempi molto diversi, che 
sfruttano in misura più o meno ampia i vantaggi della memoria ottica 


di Manlio Cammaraia 


S ono passati dodici anni dalla pre- 
sentazione del disco ottico per la 
registrazione di dati in forma digi- 
tale, e sta per essere festeggiato il 
decennale del lancio commerciale del 
Compact Disc con programmi musicali. 
L'impiego del dischetto metallizzato per 
immagazzinare dati leggibili dal compu- 
ter è più recente, e solo da tre o quattro 
anni il CD-ROM è diventato un supporto 
di uso abbastanza comune. Il ritardo 
non è dovuto a motivi tecnologici, per- 
ché la struttura e la logica del CD musi- 
cale e di quello «informatico» sono as- 
solutamente identiche, e il suo uso co- 
me memoria di massa era previsto fin 
daH’inizio. Il problema è stato di natura 
commerciale, perché per il CD musicale 
i fabbricanti si sono messi d'accordo su 
uno standard fin dal primo momento, 
mentre per il CD-ROM c'è stato un 


lungo periodo di caos, con la prolifera- 
zione di sistemi incompatibili. In man- 
canza di una linea di sviluppo definita 
molti fabbricanti hanno preferito riman- 
dare i forti investimenti richiesti dalla 
nuova tecnologia, e gli utenti, disorien- 
tati, non hanno dimostrato alcun entu- 
siasmo. D'altra parte c'è da considerare 
anche che gli sviluppi della tecnologia 
precedono sempre — è lapalissiano — 
le applicazioni della tecnologia stessa: 
abbiamo un supporto che consente di 
immagazzinare un'enorme quantità di 
dati, che ne facciamo? 

Soltanto nel 1986 è stato definito lo 
standard «High Sierra» (poi confluito 
nella norma ISO 9660), che si è imposto 
sugli altri, e oggi è universalmente appli- 
cato. Adottato inizialmente dalle case 
più importanti, oggi è «lo» standard del 
CD-ROM, ed è seguito praticamente da 


tutte le applicazioni più recenti. Questo 
significa la fine dei problemi degli uten- 
ti, oltre che dei fabbricanti, e di conse- 
guenza della diffusione su larga scala 
del nuovo supporto. 

Il valore aggiunto 

I vantaggi del CD-ROM sono ormai 
noti, e si possono riassumere in una 
enorme capacità di immagazzinamento 
di dati (oltre 600 MB) a un costo molto 
più basso di quello di un disco rigido 
magnetico. Si aggiunga che un CD-ROM 
è enormemente più piccolo e leggero di 
un hard disk, e anche molto più sicuro. 
Perdere dati su un supporto magnetico è 
relativamente facile, mentre il disco otti- 
co è incancellabile. Il suo maggior pregio 
è anche il suo limite: se da una parte I 
dati registrati su un CD-ROM sono al 


272 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


MEMORIE OTTICHE 



Alla ricerca della Qualità Totale 


sicuro, dall'altro esso può essere usato 
solo in lettura, e non in lettura e scrittura 
come un disco magnetico. Un altro svan- 
taggio del supporto ottico è dato dal 
tempo di accesso, molto più lungo di 
quello di un hard disk, ma comunque 
nell'ordine delle centinaia di millisecon- 
di, e quindi non troppo fastidioso. Quan- 
do è richiesto un accesso particolarmen- 
te rapido, come nel caso dei sistemi 
interattivi, una parte del contenuto del 
CD-ROM viene trasferita sull'hard disk, 
e il problema è risolto. Sono disponibili 
anche dischi ottici scrivibili dall'utente, 
ma per una soia volta (tecnologia 
WORM, Write Once Read Many, scrivi 
una volta leggi molte), ma la loro diffu- 
sione è ancora limitata, I WORM, data 
l'inalterabilità del contenuto, sono utili 
per l'archiviazione permanente di grandi 
quantità di dati, e potrebbero diventare 
anche uno standard per documenti con 
valore legale (avete presenti le mappe 
catastali «ritoccate» per favorire un co- 
struttore, previo versamento di una con- 
grua tangente?). 

Gli sviluppi più recenti della tecnolo- 
gia ci porteranno anche il CD riscrivibile, 
ma questo non modificherà il ruolo che i 
CD-ROM hanno assunto: quello di sup- 
porto permanente e a basso costo per 
software di larga diffusione. Non a caso 
le prime applicazioni sono state dedica- 
te a banche dati e enciclopedie: recen- 
temente sono comparsi anche program- 
mi molto «pesanti», come i software 
multimediali interattivi. 

Ma a questo punto viene alla luce il 
dato più importante della questione: i 
vantaggi che possono essere ottenuti 
da questa tecnologia al di là della capa- 
cità dì archiviazione: insomma il «valore 
aggiunto» che può essere realizzato 
sommando alla mole dei dati le capacità 
di elaborazione dei sistemi informatici, 
In altri termini, bisogna combinare le 
dimensioni degli archivi con la potenza 
elaborativa. Oggi, su un personal di co- 
sto accessibile a molti, possono essere 
implementati programmi di ricerca mol- 
to potenti, che consentono elaborazioni 
complesse in tempi incredibilmente 
brevi, e anche i sistemi multimediali 
interattivi, che richiedono memorie di 
massa di grande capacità. Il corretto 
uso della combinazione dei due elemen- 
ti, capacità di memoria e capacità di 
elaborazione, determina il valore aggiun- 
to di un'applicazione. 

Dunque non resta che andare a esa- 
minare tre software molto diversi, che 
sfruttano aspetti differenti della tecnolo- 
gia e presentano diversi livelli di valore 
aggiunto. 


. . lui etodi e strumenti per la realiz- 
" IVI zazione della qualità totale» è il 
titolo di un'imponente opera della Hay 
Space Consulting Technologies. La Hay 
Space è nata in Italia da un accordo tra 
Hay Management Consultants (leader 
nel mondo della consulenza per la ge- 
stione e lo sviluppo delle risorse uma- 
ne) e il CSM (Centro Sviluppo Materiali) 
del Gruppo IRI. Il corso costituisce la 
sintesi multimediale di una lunga espe- 
rienza nel campo dello sviluppo delle 
risorse umane nelle grandi aziende, alla 
ricerca di quella «Qualità Totale» che, si 
dice, costituisce il segreto del successo 


Metodi ■ strumenti per la realizzazione 
dalla Qualità Totale 


Hay Space Consulting Technologies 
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dell'industria giapponese. 

L'opera ha la struttura di un corso 
multimediale per l'autoapprendimento e 
si presenta in due volumi, ciascuno dei 
quali contiene un CD-ROM, un dischet- 
to da 1,44 MB e un piccolo manuale. In 
totale la bellezza di oltre 9 MB. I di- 
schetti servono solo per l'installazione. 

L’hardware richiesto si limita a un 
286 o superiore, video VGA, mouse, 
640 KB di RAM, 5 MB liberi sul disco 
rigido e DOS 3.0 o superiore. Natural- 
mente occorre un lettore di CD-ROM a 
standard High Sierra e le DOS Exten- 
sion, obbligatoriamente nella versione 
più recente, la 2.10. Trattandosi di un 
programma multimediale, bisogna colle- 
gare le uscite audio a un amplificatore 
Hi-Fi o usare una cuffia stereo di buona 
qualità. Per ottenere tempi di risposta 
abbastanza rapidi, è consigliabile usare 
almeno un 386SX a 25 MHz. 

L'installazione non comporta proble- 
mi, a patto che le DOS Extension siano 
state correttamente installate in prece- 
denza, con le opportune modifiche ai 
file CONFIG.SYS e AUTOEXEC.BAT. Si 
inserisce il CD nel lettore, il dischetto 
nel drive A: e si digita A: INSTALLA C: 


MCmicrocomputer n. 1 23 - novembre 1992 


273 


MEMORIE OTTICHE 



D: (se il lettore di CD è identificato 
come D.) e tutto si svolge automatica- 
mente. La procedura richiede meno di 
due minuti, con la creazione di una 
directory denominata QT sul disco rigi- 
do. Dal prompt C:\> si digita QT e si 
entra nel programma. 

Una sigla grafica «spaziale», accom- 
pagnata dalla musica opportuna, intro- 
duce l'utente nel programma proponen- 
do la scelta tra una panoramica introdut- 
tiva e il corso vero e proprio. In ambe- 
due i casi ci si trova nell'ambiente carat- 
teristico dell’applicazione, con una vasta 
area libera sulla destra, sormontata dal 
titolo della sezione, mentre a sinistra 
c'è un menu composto da sette icone; 
menu principale, pagina precedente, pa- 
gina seguente, strumenti, informazioni 
generali, glossario, uscita. Nella scher- 
mata introduttiva si vedono le icone 
relative alle quattro sezioni in cui è 
diviso il corso: Strumenti analitici, meto- 
dologia dei sette passi, due casi risolti, 
guida al problem solving. Clickando sul- 
la figura si entra nella sezione prescelta 
(il sistema chiede di cambiare il CD se 
quello inserito non è appropriato!, men- 
tre facendo click sulla didascalia si ot- 
tengono informazioni introduttive. Nel 
menu laterale sono di volta in volta 
illuminate solo le icone appropriate al 
contesto. Altre icone possono compari- 
re nell'area principale: nota, esempio, 
stampa, video (che fornisce un riepilogo 
del lavoro svolto), oltre a fumetti e altri 
elementi da selezionare in risposta ai 
diversi quesiti. 

Multimediale e interattivo 

I manuali sono ridotti all'osso, e sono 
dedicati più all'introduzione, al concetto 


di qualità totale e al corso che alle 
«istruzioni per l'uso». In realtà esse non 
sono necessarie, perché la navigazione 
tra i diversi capitoli e tutte le possibili 
scelte sono guidate dalla voce e dai 
menu: il tempo di apprendimento per 
utilizzare il prodotto è praticamente nul- 
lo. La grafica è di prim'ordine, con una 
scelta di colori e soluzioni visive molto 
efficaci e scritte sempre leggibili; le 
illustrazioni sono molto curate. 

Molto ben fatto anche l'accoppiamen- 
to tra video e audio. Si tratta di un vero 
software multimediale in cui i due ele- 
menti si fondono in un unico ambiente: 
le sequenze visive non servono a nulla 
senza l'audio e viceversa; però non ci 
sono neanche sovrapposizioni tra l'uno 
e l'altro. Questo è un dato molto impor- 
tante, perché determina la massima ef- 
ficacia dell’ apprendimento. Non c'è lo 
sforzo per integrare informazioni insuffi- 
cienti, ma nemmeno la noia di informa- 
zioni ridondanti. Per capire bene i termi- 
ni del problema, basta pensare a come 
sono fatti, molto spesso, i telegiornali: 
c'è un parlato che costituisce l'ossatura 
del servizio, accompagnato da immagini 
che lo commentano, La prova è nel 
fatto che lo stesso parlato del notiziario 
televisivo viene frequentemente usato 
anche per i giornali radio, e si capisce 
benissimo anche senza le immagini. La 
comunicazione audiovisiva corretta è 
basata invece sull’integrazione, sulla si- 
nergìa dei dati che colpiscono la vista e 
l'udito. Nel corso sulla Qualità Totale 
questo obiettivo è raggiunto. 

Naturalmente un corso ben fatto non 
basta a raggiungere in pieno un obietti- 
vo di questo tipo: la qualità totale in 
un'impresa può essere perseguita com- 
binando una serie di fattori, il più impor- 


tante dei quali è quella «filosofia» del- 
l'azienda che ha fatto grande l'industria 
giapponese e. per motivi alquanto diver- 
si, quella tedesca. Ma anche la forma- 
zione di base, quella dei metodi pratici 
per eliminare gli inconvenienti e soddi- 
sfare il cliente, ha la sua importanza, 
perché è essenziale per instaurare nei 
dipendenti l'atteggiamento mentale vol- 
to al conseguimento di determinati 
obiettivi. 

Se è ovvio che un corso per la «quali- 
tà totale» si presenti con una «qualità 
generale» molto elevata, è giustificato 
anche considerarlo con una certa seve- 
rità e andare a cercare il pelo nell'uovo. 
E qualche difetto si trova, Il primo è un 
uso piuttosto discutibile della lingua ita- 
liana, con qualche congiuntivo in meno, 
e soprattutto con l'uso di espressioni 
non del tutto corrette, anche se, pur- 
troppo, di uso sempre più comune per 
esempio, l'uso sistematico della parola 
«tipologia» al posto dì «tipo». Un altro 
difetto si trova nei manuali: sono scritti 
con un carattere molto elegante, ma 
faticoso per la lettura, perché troppo 
chiaro e con le «a» fatte come le «o» 
con l'aggiunta di una microscopica zam- 
petta. Questo causa non pochi problemi 
ai sistemi di riconoscimento automatico 
della scrittura, che sono molto più preci- 
si dell'occhio umano... 

Sono piccoli dettagli, che non altera- 
no il giudizio sul prodotto. Che costa 
cinque milioni e mezzo: non pochi per 
un uso individuale, ma assolutamente 
trascurabili in un'ottica aziendale, dove 
un corso di questo tipo ha sempre molti 
utenti. E comunque non si tratta di una 
cifra elevata se consideriamo l'ampiezza 
del know-how contenuto nei due CD- 
ROM e il livello della realizzazione. 


274 


MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992 





MEMORIE OTTICHE 



Un anno in un disco 


S i chiama «BIG CD ROM», dove big 
non significa solo «grosso», ma sta 
anche per Banca dati di Informazione 
Giornalistica. Dal 1989 è la trasposizio- 
ne su CD-ROM di un'intera annata del 
Sole 24 Ore, il giornale economico-fi- 
nanziaiio più diffuso in Italia. Si tratta di 
una fonte di indiscussa autorevolezza, 
una miniera di informazioni il cui valore 
non si esaurisce in poco tempo, data la 
necessità di confrontare sempre le in- 
formazioni attuali con quelle passate, 
caratteristica dì questa materia. 

Big si presenta con la confezione a 
libro in plastica semirigida ormai usuale 
per questo tipo di prodotti. Dentro c'è il 
CD-ROM con tutti gli articoli pubblicati 
nell'anno precedente e un manuale di 
oltre cento pagine. Niella custodia del 
disco c'è un altro manualetto, che con- 
tiene anche le istruzioni per l'installazio- 
ne. Questa non presenta problemi: i 
requisiti hardware e software sono quelli 
consueti, già visti per il corso sulla quali- 
tà totale. Viene creata una directory 
denominata HTCDROM, di dimensioni 
minime (un paio di kb, l'installazione può 
essere fatta anche su un dischetto!) 

Big è una banca dati di tipo «full 
text», contiene cioè il testo integrale 
degli articoli pubblicati sul giornale, non 
solo i riferimenti. Mancano le pubblicità, 
alcune rubriche di minore interesse, il 
riepilogo di borsa della prima pagina e le 
tabelle con le quotazioni giornaliere dei 
vari mercati (sono riportati solo i com- 
menti), 

Ogni articolo è completo di data, oc- 
chiello-titolo-sommario e firma, che co- 
stituiscono altrettanti campi di ricerca. 
Alla fine compaiono i «descrittori» che 
servono per la classificazione e altre 
informazioni come area geografica, per- 
sone e società citate nel testo. Questa 
parte è il frutto dell'attività di classifica- 
zione che viene svolta dagli specialisti 
che leggono tutti gli articoli prima di 
inserirli nella banca dati. 

Come si svolge una ricerca 

Una banca dati non serve a nulla se 
non è completata da procedure di ricer- 
ca adeguate. E Big comprende un pro- 
gramma di ricerca ipertestuale, che co- 
stituisce lo stato dell'arte in questo set- 
tore. Infatti con la tecnica ipertestuale le 
ricerche possono essere svolte non so- 
lo sulla base di campi o di determinate 
parole chiave, come in qualsiasi DBMS, 
ma anche su qualsiasi parola all'Interno 
de! testo. Il software di ricerca di Big si 
chiama HyperText ed è prodotto dalla 
HyperSystems di Torino. 

Vediamo in pratica come funziona. 
Digitando BIGCD compare in un attimo 


un menu iniziale che offre la scelta tra la 
guida alla consultazione degli archivi (ne 
parliamo più avanti) e la consultazione 
stessa. Scegliamo questa opzione e ci 
troviamo di fronte a un secondo menu, 
che ci offre la scelta tra i testi degli 
articoli pubblicati sul giornale nel 1991, 
e i soli indici degli archivi relativi al 1 990 
e al 1989 (per i cui testi quali occorre 
inserire il relativo CD-ROM). Scegliamo, 
naturalmente la prima opzione. 

Il menu superiore offre la scelta tra 
Documenti, descrittori. Parole chiave, 
Altre, Ritorna. La maschera di ricerca 


Big CD ROM 


Produttore e distributore: 

24 Ore SEME SpA - Divisione New Medie 
Via Parbiago 19 - 201S1 Milano. 

Prezzo UVA esclusa >: 

L. 600.000. 


sottostante è divisa orizzontalmente in 
tre parti: Ricerca nei principali campi, 
Ricerca a testo libero, Descrittori. Sele- 
zionando un'altra voce sul menu cam- 
biano il menu stesso e le voci dei campi 
sullo schermo. 

Immaginiamo ora di voler cercare no- 
tizie sul mercato dei telefoni cellulari 
dopo l'introduzione, nel 1991, della nor- 
mativa fiscale che introduceva la fami- 
gerata tassa e stabiliva l'indetraibilità del 
50% dei costi. Scriviamo nel campo 
Titolazione della prima parte dello scher- 
mo la stringa «telefono_cellulare=tete- 
fonino» (il segno «_» significa che le 
due parole devono essere adiacenti, 
mentre il segno «=» indica che l'artico- 
lo deve contenere almeno uno dei ter- 
mini specificati) e nel campo Descrittori 
«fisco». Dopo un attimo compare nella 
seconda metà del video: Documenti: 9 
— Contesto 1 elementi: attivo. 

L’unica voce del menu illuminata è 
Documenti, la selezioniamo col mouse. 
In basso compare l'elenco dei nove 
articoli. Selezioniamo il primo dei tre 


MCmicrocomputer n, 123- novembre 1992 


275 



MEMORIE OTTICHE 



che ci interessano, quindi facciamo click 
su Lettura e il testo completo appare 
sul video. Con ESC torniamo all'elenco, 
selezioniamo il secondo articolo e cosi 
via. I tempi sono nell'ordine di pochi 
secondi, su un vecchio 286 a 16 MHz. 

Questo è un esempio molto sempli- 
ce. Ma nella maggior parte dei casi 
bisogna specificare meglio i termini del- 
la ricerca; per esempio, se indichiamo 
«fiat» nel titolo, il sistema propone 290 
documenti, se inseriamo la stessa paro- 
la da sola nella ricerca a testo libero ne 
troviamo 2.039! 

Torniamo all’esempio del telefonino. 
La ricerca potrebbe essere impostata 
cosi: Titolo « telefono_cellulare = telefo- 
nino», Descrittori: «mercato». Sarebbe- 
ro elencati solo due articoli. Per avere il 
terzo bisogna inserire tra i Descrittori 
anche «domanda», il che non è imme- 
diatamente intuibile. E se proviamo con 
la ricerca a testo libero? Non scriviamo 
nulla nei campi, inseriamo solo «(telefo- 
no-cellularel-Htassa)» nello spazio della 
ricerca a testo libero: ecco di nuovo i 
tre documenti. Ma se ci interessa uno 
di questi in particolare, che parla dell'au- 
mento dei costi per l’utente in conse- 
guenza dell’indetraibilità del 50 per cen- 
to delle spese? Proviamo ad aggiungere 
«+(50)», e l’elenco si riduce a due 
articoli. Potremmo specificare ancora, 
ma la scelta tra due soli articoli è da 
considerare un ottimo risultato. 

In ogni caso, trovato l'articolo che 
interessa, è possibile riversarlo in un file 
separato o inviare il testo a una stam- 
pante. 

Le istruzioni non bastano 

L'esempio fatto dovrebbe chiarire ab- 
bastanza bene I possibili percorsi di 
ricerca: attraverso i campi, con l'uso dei 


descrittori e a testo libero. Apparente- 
mente l'ultima strada è la più facile, in 
realtà questo sistema comporta quasi 
sempre la selezione iniziale di un nume- 
ro molto alto di documenti, e quindi 
sono necessari molti passaggi per re- 
stringere a sufficienza il campo di ricer- 
ca. Inoltre si possono avere risultati 
stravaganti: in una prima indagine mi 
ero proposto di cercare notizie sull'ulti- 
mo bilancio dell’ IBM. Introdotte le paro- 
le «bilancio» e «ibm» il sistema ha 
trovato un articolo nel quale si parlava di 
un intervento del Ministro del Bilancio a 
un convegno organizzato dalla casa 
americana... 

In realtà consultare una banca dati 
come Big non comporta problemi mag- 
giori o diversi da quelli posti da qualsiasi 
altra banca dati complessa. È necessa- 
rio entrare non solo nella logica del 
linguaggio di interrogazione, per la quale 
in genere basta leggere con molta at- 
tenzione le istruzioni e fare un po’ di 
prove, ma anche nella testa di chi ha 
compiuto l’indicizzazione dei testi. E 
questo non sempre è facile, perché si 
tratta di un'attività basata su giudizi 
umani, che possono variare da un indivi- 
duo a un altro, ma anche da momento a 
momento in uno stesso individuo. L'in- 
serimento dei testi in Big viene fatto da 
uno staff molto preparato, ma la scelta 
di un descrittore invece di un altro può 
portare a risultati imprecisi. Per tornare 
all’esempio del telefonino, dei tre artico- 
li che soddisfacevano le condizioni della 
ricerca partendo dal titolo, due erano 
contraddistinti dai descrittori «MERCA- 
TO e MARKETING» e uno dai descritto- 
ri «CONSUMI e DOMANDA», pur trat- 
tando sostanzialmente lo stesso argo- 
mento. È un inconveniente pressoché 
ineliminabile, che rende l'idea dei pro- 
blemi che si possono incontrare in que- 


sto tipo di attività. 

Dunque consultare una banca dati 
non è facile, e Big non fa eccezione alla 
regola. Certo, le istruzioni possono aiu- 
tare, ma solo una lunga pratica può 
portare alla disinvoltura necessaria per 
trovare in poco tempo i documenti che 
interessano. Le istruzioni di Big, dispo- 
nibili a video oltre che sul manuale 
cartaceo, sono molto sintetiche, ma ab- 
bastanza chiare per chi abbia già una 
certa pratica della materia. Per i neofiti 
occorrerebbe qualcosa di più, ma evi- 
dentemente questo prodotto è destina- 
to ai lettori del Sole 24 Ore, che costi- 
tuiscono un «target» piuttosto elevato. 
E al giorno d'oggi, si presume, chi si 
occupa dì finanza e argomenti del gene- 
re dovrebbe avere già almeno un'infari- 
natura sui problemi di interrogazione di 
una banca dati. 

Lo spazio disponibile ci impone di 
fermarci qui, ma molto altro ci sarebbe 
da scrivere suH'argomènto. Resta solo 
da considerare il valore del prodotto. E 
non c'è dubbio che si tratti di un prodot- 
to di grande utilità, realizzato con cura. 
Avere sul tavolo, nello spazio di pochi 
centimetri cubi, una o più annate di una 
fonte di informazioni come I! Sole 24 
Ore è indubbiamente un vantaggio no- 
tevole. Il rapporto tra il tempo di una 
ricerca manuale, sfogliando i numeri del 
giornale pagina per pagina, e la ricerca 
sul CD-ROM è enorme. Ricerche che 
con il metodo tradizionale richiedereb- 
bero ore di lavoro possono essere com- 
pletate in pochi secondi. Questo è il 
vero «valore aggiunto» di un mezzo, 
come si diceva nel secondo paragrafo dì 
questo articolo: nel caso di Big esso è 
molto elevato. Naturalmente deve esse- 
re valutato anche in funzione del prezzo 
di acquisto, che è di sole seicentomila 
lire. Un vero affare. 


276 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 



MEMORIE OTTICHE 



S i chiama « Videocittà », è edito dalla 
SEAT, la divisione della STET che 
pubblica gli elenchi telefonici, ed è un 
CD ROM che contiene le tavole topogra- 
fiche di oltre 250 località italiane. Il solito 
finto libro di plastica contiene soltanto il 
disco, perché la manualistica si riduce al 
librettino contenuto nella custodia del di- 
sco stesso. D'altra parte l'uso del pro- 
gramma è cosi semplice che si può be- 
nissimo anche fare a meno di leggerlo. 
L'installazione, come al solito, si svolge 
in pochi secondi senza nessun proble- 
ma, bisogna specificare solo se si ha una 
stampante compatibile HP Laserjet o 
Epson/l BM. Il disco rigido viene occupa- 
to per poco più di 500 kb, ma ne occorro- 
no altri 1 500 lìberi durante la consulta- 
zione. 

Digitando VDCT si ottiene la scherma- 
ta iniziale, che propone la scelta tra Carto- 
grafia. Strade e Uscita. Selezionando la 
prima voce compare una carta d'Italia 
divisa per regioni, dalla regione si passa 
all'elenco delle località disponibili. Qui c'è 
una piccola incongruenza: mentre nelle 
schermate precedenti si poteva fare click 
sulla carta, qui bisogna selezionare col 
mouse un nome nell'elenco che compa- 
re accanto alla carta stessa. Quindi appa- 
re il «quadro di unione» delle tavole, esat- 
tamente come nello stradario cartaceo di 
Tuttocittà. Clickando su un punto del qua- 
dro si ottiene la pagina relativa, ripetendo 
su questa l'operazione il sistema presen- 
ta un ingrandimento della zona seleziona- 
ta. sulla quale sono finalmente leggibili i 
nomi di tutte le strade, Il menu laterale 
offre (oltre all'uscita!) la scelta fra STRA- 
DE e STAMPA. La seconda, naturalmen- 
te, provoca la stampa su carta di tutto II 
quadro, mentre la prima fa comparire una 
semplicissima maschera, nella quale de- 


ve essere digitato il nome della via cerca- 
ta. Se c'è un errore di digitazione compa- 
re l'elenco delle strade, che propone I 
nomi simili, ma con la stessa iniziale (se 
scrivo Donizzetti al posto di Donizetti, il 
sistema mi propone il nome giusto, ma 
se scrivo Ponizetti esce Ponte...). Lo 
stesso elenco può essere richiamato con 
F7, mentre con F8 si ottiene un indice 
semplificato. Selezionando il nome, que- 


sto viene inserito automaticamente nella 
maschera, e INVIO fa partire un controllo, 
che si conclude con la comparsa di una 
finestra con i dati completi della strada. 
F5 fa comparire la tavola. Finito. C'è da 
notare un'altra piccola stranezza: per se- 
lezionare i nomi sull'elenco bisogna usa- 
re i tasti freccia in su e in giù, e premere 
ENTER, il mouse non funziona. Premen- 
do FI si ottiene un aiuto semplice e com- 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


277 



MEMORIE OTTICHE 


Videocittà 

Produttore e distributore: 

SEAT divisione STET SpA 
Via A. Saffi 18 ■ 10138 Torino. 
Prezzo UVA esclusa): L. 350.000. 


pleto, in otto schermate. Torniamo al me- 
nu principale e selezioniamo STRADE, 
invece di CARTOGRAFIA: si arriva diret- 
tamente alla maschera di ricerca, nella 
quale bisogna scrivere, oltre alla via. an- 
che il nome della città. Tutto il resto è 
identico alla procedura già vista. 

Come sulla carta 

A questo punto qualcuno chiederà: 
che differenza c'è tra la consultazione 
dello stradario cartaceo e la ricerca sul 
CD-ROM? La risposta è immediata: nes- 
suna. Quando si ottiene la carta relativa 
alla vìa cercata, non c'è un qualcosa che 
lampeggia sullo schermo per individuare 
il punto. Bisogna leggere tutto punto per 
punto, e in qualche caso la risoluzione è 
insufficiente per distinguere bene i nomi 
delle strade più piccole. Dunque non ci 
sono vantaggi operativi nello stradario 
elettronico, rispetto a quello cartaceo. Si 
tratta piuttosto di una bella comodità. Chi 
programma spesso spostamenti attra- 
verso l'Italia troverà certamente in Vi- 
deocittà uno strumento molto più pratico 


della collezione degli stradari cartacei. 
Stampando le cartine delle località da 
raggiungere, si ottiene una guida molto 
pratica da portare con sé durante il viag- 
gio. Va anche detto che le cartine su CD- 
ROM sono esattamente le stesse dei 
TuttoCittà, acquisite con lo scanner sen- 
za alcuna modifica, Soffrono cosi degli 

Per usare 


stessi errori delle carte originali: ad 
esempio via Carlo Perrierdi Roma appare 
chiusa verso via dei Monti di Pietralata, 
mentre in realtà non lo è. 

L'ultima considerazione riguarda il co- 
sto: trecentocinquantamila lire, IVA 
esclusa. Per molti viaggiatori accaniti può 
essere un buon investimento. «e 


i CD-ROM 


Il CD-ROM è un supporto di memoria di massa la cui capacità può superare i 600 MB. 
Questo ha comportato molti problemi ai tempi in cui il DOS poteva «vedere» al massimo 
32 MB. I diversi fabbricanti escogitarono soluzioni differenti per questo problema, e si 
creò un caos di specifiche, fino a quando non si è imposto lo standard «High Sierra», poi 
riversato nella norma ISO 9660. 

Schematicamente la soluzione consiste nel creare un particolare file System, gestito 
da un apposito device driver in grado di pilotare il controller del lettore. All' inizio c'era un 
controller per ogni tipo di CD, e quindi un device driver e un file System diverso per ogni 
fabbricante. Lo standard High Sierra è stato creato proprio per unificare il sistema di 
lettura e di ricerca (e di conseguenza il formato dei dati), rendendolo compatibile non 
solo con il DOS, ma anche con altri sistemi operativi, come Apple. Unix e OS/2. Restava 
il problema di interfacciare il tutto con l'MS DOS, e a questo ha provveduto la stessa 
Microsoft, creando le «DOS Extensions», Il compito di questo software è di interfacciare 
lo standard High Sierra con il DOS, facendo credere a quest'ultimo che il lettore di CD 
sia solo un grosso hard disk visto però, attenzione, come un drive dì rete. 

La cosa non è semplice come sembra a prima vista, perché la struttura dei dati su un 
CD-ROM è diversa da quella adottata sui dischi magnetici: questi presentano una FAT 
(File AHocation Table), che manca nei dischi ottici, sostituita da diverse path table e file 
table. Ma tutto questo all'utente non interessa. Quando viene indirizzata una richiesta al 
lettore ottico, entra in azione il programma MSCDEX.EXE, che a sua volta indirizza la 
richiesta al device driver HITACHLSYS. Tutto questo è contenuto nelle DOS Extensions, 
che vengono installate senza problemi in due directory, create automaticamente, che si 
chiamano BIN e DEV. A questo punto l'utente può accedere, naturalmente solo in 
lettura, al CD-ROM come a qualsiasi altra memoria di massa. 


L'Hitachi 

CDR-1700S 

I programmi oggetto di questo articolo 
sono stati provati utilizzando un lettore di 
CD ROM Hitachi CDR-170QS. che la casa 


giapponese, leader nel settore, presenta 
come il più veloce sul mercato. Il tempo di 
accesso medio è infatti di 320 millisecondi, 
grazie all'adozione di un motore lineare per 
il movimento della testina. Si tratta di un 
apparecchio previsto per impieghi profes- 
sionali, particolarmente curato per quanto 
riguarda la protezione del disco: un doppio 
sistema di chiusura assicura la tenuta alla 
polvere, anche se rende meno immediato 
l'inserimento del disco. Questo deve esse- 
re preventivamente sistemato nell'apposito 



Hitachi CDR-1700S 


Produttore: 

Hitachi - Tokyo , Japan. 

Distributore: 

Hitachi Salsa Italiana 
SpA 

Via Ludovico di Brente S 
30156 Milano 
Prezzo (IVA esclusa): 

L 1.300.000. 


caricatore (caddy), che lo protegge da dan- 
ni fortuiti. Il caddy è più simile alla custodia 
di un dischetto da tre pollici e mezzo che a 
una normale custodia di CD: ha un sistema 
di apertura più intelligente e uno sportellino 
scorrevole che si apre all'interno del letto- 
re. Viene fornito con l'apposita scheda di 
interfaccia, da inserire in uno slot libero del 
computer, e il cavo di collegamento. Que- 
st'ultimo è un po' corto nel caso di installa- 
zione dell'unità centrale sotto il tavolo. 

L'uso del caddy per la protezione del 
disco è un'arma a doppio taglio: l'inseri- 
mento e l'estrazione del supporto dal cad- 
dy sono operazioni più complesse del sem- 
plice infilare il disco nudo in una fessura, e 
quindi ci sono più rischi di rigatura. La 
soluzione consiste nel disporre di più caddy 
e tenervi i CD-ROM inseriti In permanenza, 
ma in questo modo i dischi vengono sepa- 
rati dal libretto che quasi sempre si trova 
nella custodia originale, e questo può pro- 
vocare qualche problema, soprattutto a chi 
non è molto ordinato. E l'archiviazione di- 
venta più complessa, perché il titolo non è 
visibile sul dorso del caddy come su quello 
del contenitore originale. Ógni medaglia ha 
il suo rovescio. Kg 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 



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RAY TRACING 


coordinamento di Andrea de Prisco 


Applicazioni varie: 
prosettazione 3D 

di Mrsek Giuseppe Mitko 


Come preannunciato nello 
scorso numero, vedremo in 
questo decimo 
appuntamento, alcune delle 
varie applicazioni possibili di 
sviluppo e progettazione di 
modelli tridimensionali mirati 
al campo della sola 
visualizzazione 


Premetto subito che non ho di certo 
la pretesa di insegnare qualcosa di nuo- 
vo, anche perché non è questo il mio 
lavora. Il motivo reale che mi ha spinto 
nella stesura di questo articolo è stato il 
desiderio di «sondare» insieme a voi, 
fin dove e a che punto ci si possa 
spingere con i mezzi relativamente eco- 
nomici a nostra disposizione. Per que- 
sto motivo è importante vedere se è 
possibile creare modelli anche commer- 
cialmente interessanti di una certa com- 
plessità. Meglio ancora se questi possa- 
no avere un utilizzo pratico di qualsiasi 
tipo, come ad esempio la progettazione 
di parti meccaniche di nuovi motori per 
essere successivamente utilizzate per 
simulazioni dinamiche. Tradurre un'idea 
o un disegno direttamente sottoforma 
di oggetto reale o nel nostro caso speci- 
fico dall'apparenza reale senza utilizzare 
la «materia» che ci circonda, è stato 


forse uno tra i sogni più ricorrenti degli 
uomini dell'antichità. In un certo senso 
noi oggi possiamo in qualche modo 
realizzare una specie di «creazione» dal 
nulla senza utilizzare la materia, lavoran- 
do cosi solo con la pura teoria tradotta 
in immagini «realmente visibili». Quindi, 
anche se ai nostri occhi pare ormai una 
cosa normale, in realtà questo tipo di 
visualizzazione ha qualcosa dì «partico- 
lare», qualcosa... oserei dire di «magi- 
co». Non credete? 

Sarebbe infatti molto interessante ef- 
fettuare un esperimento di questo tipo: 
mostrare ad un uomo che ha vissuto 
non a contatto con la civiltà tecnologica 
e assolutamente ignaro dell'esistenza 
dei calcolatori (computer), un oggetto 
magari di suo uso quotidiano creato 
interamente con un sofisticato software 
di modellazione tridimensionale e ren- 
derizzato con altrettante sofisticate tec- 



Figura 1 - Satellite 


MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992 


281 


RAY TRACING 



Figura 2 — Satellite li 


niche di rendering fotorealistico, mo- 
strarglielo su un monitor magari mime- 
tizzato nell'ambiente naturale dove vive 
e vedere le sue reazioni... A voi le varie 
deduzioni. 

Dal disegno... 

Sappiamo che un «prodotto» oggi- 
giorno non nasce dal caso, anche se a 
volte la sua ideazione può essere casua- 
le (scusate il gioco di parole). Sappiamo 
più o meno tutti dei grossi sforzi di 
ricerca che vengono effettuati nei vari 
campi esistenti quali l'industria, il de- 
sign, la meccanica, l'architettura e chi 
più ne ha più ne metta. Pensate che 
prima di produrre un qualsiasi nuovo 
prodotto, solitamente vengono fatti vari 
studi di fattibilità sullo stesso ancora 
prima che questo cominci ad esistere 
su carta. Questi servono a decidere se 
sia realmente conveniente ideare e pro- 
gettare questo «prodotto» oppure no. 
Esaurita questa prima fase di ricerca 
solitamente si passa poi alla sezione 
progettazione tradizionale normalmente 
realizzata appunto su carta. Questa re- 
sterà ancora per molti anni insostituibile 
tranne forse per il fatto che verrà rea- 
lizzata quasi interamente con l'ausilio 
dell'immancabile computer (vedi ad 
esempio il CAD, CAM, ecc. ecc.). La 
cosa più difficile da gestire con il siste- 
ma tradizionale e/o con i programmi di 
CAD di progettazione (specialmente per 
quelli economici) è la non possibilità di 
riuscire ad avere una rappresentazione 
reale, meglio ancora se di qualità fotore- 
alistica, dell'oggetto progettato e so- 
prattutto che questo sia visibile da ogni 
direzione e o angolazione, Solo in que- 
sto modo infatti sarebbe possibile valu- 
tarne interamente l'impatto visivo con i 
propri collaboratori. Sappiamo bene che 
il foglio di carta essendo di per sé 


bidimensionale non potrà mai avere una 
perfetta rappresentazione tridimensio- 
nale reale dell'oggetto ivi disegnato. 
Certo con alcuni artifici è possibile effet- 
tuare vari tipi di disegni o più disegni 
utilizzando magari le tecniche delle varie 
prospettive e magari riprese da angola- 
zioni diverse, questo servirà natural- 
mente a rendere il prodotto disegnato 
più sìmile ad una rappresentazione 
«3D». Con questa tecnica appare evi- 
dente che sarà però molto difficile o 
comunque molto costoso ottenere una 
rappresentazione paragonabile al mo- 
dello reale. Inoltre i vari disegni saranno 
troppo dissimili tra loro per dare un 
senso di continuità tranne naturalmente 
se si deciderà di fare un'animazione con 
la tecnica del cartoon. Ma i costi? Pro- 
durre un oggetto dall'apparenza «reale» 
sottoforma di disegno e animarlo con la 
tecnica del cartoon penso che ormai sia 
fuori discussione. Creare 25 disegni (o 
12 se a passo due ma con perdita di 
fluidità) dall'aspetto realistico è senza 
dubbio un lavoro enorme. Pensate che 
visualizzare un solo secondo d'anima- 
zione realizzato con questa tecnica ri- 
chiederebbe un budget non indifferente 
(valutabile in alcuni milioni). 

... con tecnologie avanzate 

Comunque anche per quanto riguarda 
il supporto cartaceo abbiamo come al 
solito l'eccezione, mi riferisco a certe 
immagini riprese con tecniche particola- 
ri quali ad esempio le fotografie del 
modello reale ritoccate successivamen- 
te con l'aerografo, oppure ricorrere ad 
un uso esasperato di effetti speciali o 
ancora utilizzando particolari tipi di me- 
todi di ripresa quali ad esempio la stere- 
oscopia. Quest'ultima. tra l'altro molto 
interessante, con una tecnica ormai ben 
nota, consente di fotografare l'oggetto 


da angolazioni diverse (normalmente 
equidistanti tra loro di circa 7 cm), dan- 
do alla fine del processo l'illusione che 
l'oggetto o il posto fotografato sia quasi 
reale. 

Infatti una volta sviluppate le immagi- 
ni realizzate con questa tecnica si passa 
alla loro visualizzazione utilizzando appo- 
siti visori per rendere l'effetto stereo- 
scopico completo. A questo proposito 
vorrei ricordare a chi di voi è interessato 
a questa particolare tecnica che è possi- 
bile, con il software abituale di cui ci 
serviamo per la modellazione in questa 
serie di articoli, effettuare il rendering in 
maniera stereoscopica di tutta la scena 
o in particolare degli oggetti creati. Que- 
sto serve per poi poterli vedere letteral- 
mente saltar fuori dal vostro monitor. 
Naturalmente per completare il proces- 
so bisogna utilizzare degli appositi oc- 
chiali elettronici particolari, questi vanno 
collegati al vostro computer nella porta 
joystick. Il loro compito sarà quello di 
sincronizzare le viste da angolazioni di- 
verse dei vostri due occhi per poter cosi 
«trasformare» l'immagine visualizzata 
sul monitor in immagine stereoscopica. 
Ma tutte queste tecniche, ovviamente, 
presuppongono un utilizzo di un model- 
lo già esistente quindi non risolvono II 
problema di visualizzare qualcosa di non 
esistente e quindi da creare ex novo. 
L'unico foglio bidimensionale che è in 
grado di dare una vera percezione 3D 
da angolazioni diverse, è quello realizza- 
to tramite ologramma. Questa come 
saprete è una tecnica che viene esegui- 
ta con l'utilizzo di un raggio laser che 
«scandisce» l’immagine nelle tre di- 
mensioni mantenendone poi intatte tut- 
te le informazioni acquisite anche se 
stampate su carta. Purtroppo, pur es- 
sendo molto potente, l'olografia resterà 
ancora per alcuni anni un mezzo alquan- 
to costoso perché possa essere utilizza- 
to su vasta scala, quindi non è e non 
sarà alla portata di tutti ancora per mol- 
to tempo. Comunque, anche questa 
tecnica avrà bisogno di un modello già 
esistente quindi torniamo alla radice del 
problema. Quello che voglio sottolinea- 
re è la possibilità che noi abbiamo di 
creare oggetti veramente tridimensiona- 
li con l'ausilio del nostro fedele e amato 
(odiato) computer. Naturalmente questi 
dovrà essere attrezzato con un ottimo 
software di modellazione 3D che ci con- 
senta di manipolare e creare qualsiasi 
tipo di oggetto anche se questo risulta 
essere molto complesso. Dulcis in fun- 
do l'immancabile utilizzo dell'algoritmo 
di RAY-TRACING, o meglio ancora sa- 
rebbe l'utilizzo dell'algoritmo di RADIO- 
SITY. renderà il tutto di qualità fotoreali- 
stica. Detto cosi sembra facile vero? 
Beh, vi dico subito che non è cosi 


282 


MC microcomputer n. 123 - novembre 1992 


RAV TRACING 




base di partenza, ho utilizzato un'imma- 
gine stampata su carta, quindi ho cerca- 
to di riprodurre anche le parti che non 
erano visibili nell'Immagine, cosa ovvia- 
mente non facile, facendo in modo che 
il tutto fosse abbastanza realistico. Co- 
me già spiegato precedentemente es- 
sendo l'immagine di partenza da me 
utilizzata bidimensionale stampata su 
carta, questa mostrava solo una vista 
parziale ripresa da circa i tre quarti supe- 
riori dell'oggetto, lasciandomi intravede- 
re oltre alla parte anteriore solo una 
piccola parte di quella laterale che com- 
poneva il satellite. In questo modo però 
ho potuto ricostruire il modello nelle 
sue 3 dimensioni cosi da poterlo suc- 
cessivamente visualizzare e ruotare in 
qualsiasi direzione. Il grosso vantaggio 
che ho a disposizione terminato il mo- 
dello è la possibilità di usare il satellite 
per simulare ad esempio un'esplorazio- 
ne spaziale, come tracciare la rotta di 
avvicinamento ad un pianeta, oppure 
simulare la sua rotazione intorno allo 
stesso e addirittura poter effettuare ag- 
ganci o atterraggi da una ipotetica sta- 
zione spaziale. In questo modo appare 
evidente che posso effettuare qualsiasi 
tipo di simulazione svincolato da ogni 
limite fisico reale. Non male vero? 

Parti meccaniche 

Nel caso invece si debba creare un 
pezzo meccanico le cose sono un po- 
chino diverse, è molto probabile in que- 
sto caso che oltre alla visualizzazione 
dell'oggetto 3D si abbia la necessità di 
utilizzare lo stesso o parte di esso an- 
che come base di progettazione reale. 

A questo punto la cosa migliore è 
realizzare il progetto iniziale con un 


semplice. Realizzare un oggetto 3D di 
una certa importanza richiede una gran- 
de capacità individuale nonché una lun- 
ga esperienza in campo tridimensionale, 
ma nonostante ciò, questo è alla portata 
di molti di voi, specialmente ora che 
abbiamo a disposizione eccellenti soft- 
ware e soprattutto a basso costo. Co- 
me diceva un famoso spot? ... Per 
molti, ma non per tutti. 

... al modello 3D 

Per realizzare il nostro modello iniziale 
in modo ottimale, avremo bisogno di 
una sua rappresentazione grafica su un 
qualsiasi tipo di supporto. Oppure, se vi 
sentite veramente padroni del mezzo 
che utilizzate, potrete crearlo diretta- 
mente sul video del vostro computer, 
anche se inevitabilmente ciò comporte- 
rà un superlavoro nel caso di varie mo- 
difiche (pezzi creati e non utilizzabili 
quindi da riprogettare, ecc. ecc,). A voi 
la scelta del modo migliore. 

Personalmente preferisco avere qual- 
cosa di già disegnato su cui successiva- 
mente sviluppare il progetto del model- 
lo. L'ideale per ben cominciare è che ci 
venga fornita una rappresentazione del 
modello da realizzare, sia con vista di 
lato, sia con vista frontale e per finire 
con vista dall'alto. Questo ovviamente 
per avere la massima precisione possi- 
bile nella riproduzione del modello nelle 
3 dimensioni che si vuole creare. Se 
invece si tratta di un modello già esi- 
stente che necessita solo di un resty- 
ling, diventa per noi tutto più semplice 
dato che si può utilizzare il vecchio 
modello reale esistente come oggetto 
di partenza e apportare via via le suc- 
cessive modifiche fino a renderlo più 
attuale. Infine, se si tratta di un modello 
esistente ma in scala ridotta, niente di 
meglio che utilizzarlo direttamente per 


creare il suo gemello tridimensionale. 
Volete un esempio pratico? Utilizzate il 
modellino di un qualsiasi giocattolo che 
riproduca qualcosa di reale oppure irrea- 
le come preferite, in questo modo avre- 
te la possibilità di realizzare il vostro 
oggetto 3D con tutte le viste possibili a 
vostra disposizione per essere quindi 
riprodotto in ogni suo minimo particola- 
re su calcolatore. Ora sarebbe veramen- 
te difficile spiegarvi tramite le pagine 
della rivista come costruire un oggetto 
molto complesso, ci vorrebbero troppe 
pagine e l'articolo riguarderebbe solo un 
tipo di oggetto specifico. Prendiamo co- 
me esempio il satellite di figura 1 , que- 
sto ha richiesto circa una decina di 
giorni di lavoro per essere realizzato, 
fare la cronistoria di tutto il lavoro svolto 
sarebbe alquanto difficile e sarebbe sta- 
ta senz'altro una noiosa lettura per molti 
di voi. Sappiate comunque che, come 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


283 


RAY TRACING 



CAD, e successivamente stamparlo su 
carta utilizzando un plotter. Meglio an- 
cora se il CAD utilizzato sarà in grado di 
lavorare l'oggetto in maniera tridimen- 
sionale in modo da offrirci le classiche 
viste del 3D. L'utilizzo del CAD è fonda- 
mentale per poter stampare il progetto 
direttamente con le varie misure dello 
stesso. Queste infatti sono necessarie 
alla sua successiva costruzione da parte 
delle officine meccaniche che abbiso- 
gnano di un progetto specifico e detta- 
gliato in ogni particolare. Fatto questo a 
noi non resta che tradurre il disegno 
realizzato su carta in oggetto tridimen- 
sionale in modo da poter avere anche la 
visualizzazione di come potrebbe esse- 
re nella realtà. Voi direte che arrivati a 
questo punto è inutile rifare l'oggetto 
avendo un progetto già realizzato su 
CAD 3D, e quindi rifare tutto il lavoro 
con un altro software tridimensionale, 
questo può essere vero ma solo in 
parte. 

Ricordatevi che lo scopo primario del 
nostro lavoro e in particolare della serie 
dei nostri articoli sul Ray-Tracing è di 
raggiungere la capacità di creare una 
rappresentazione fotorealistìca dell'og- 
getto che vogliamo progettare, cosa 
questa non possibile con i sistemi tradi- 
zionali. Quindi la nostra attenzione 
nonché specializzazione riguarderà «so- 
lamente» la fase di rendering finale che 
serve a valutare l'impatto visivo del pro- 
dotto finale su chi poi lo dovrà costruire. 
Quindi cosa meglio di un software 3D in 
grado di simulare materiali naturali può 
aiutarci in questo? Osservate per esem- 
pio la figura 3. questa rappresenta un 
albero di distribuzione di un ipotetico 
motore. Qui è stato utilizzato un rende- 
ring di un oggetto già esistente sotto- 
forma di progetto su catta, questo però 
con le sole linee presenti sul progetto 
tradizionale non mi dava una percezione 
visiva di come avrebbe potuto essere 
nella realtà. Al contrario utilizzando un 
software 3D e applicando i vari parame- 
tri che mi consentono di simulare in 
questo caso una superficie metallica ho 
potuto visualizzare l'oggetto in modo 
molto simile al suo aspetto reale per 
poterlo poi utilizzare per vari scopi dopo 
averne effettuato il RENDERING in Ray- 
Tracing, Lo stesso discorso è valido per 
la figura 4, i pistoni con le loro bielle 
possono essere ora da me utilizzati per 
una simulazione di funzionamento di un 
motore a scoppio. Questo ad esempio 
per scopi didattici o solamente per pura 
simulazione. Sappiate comunque che, 
per quanto ci riguarda, esiste un soft- 
ware (dal nome Dynacad) che è in gra- 
do di realizzare un progetto in forma 
classica e cioè con le varie misure e 
prospettive necessarie alla sua costru- 


zione ed inoltre ha la possibilità di salva- 
re l'oggetto finale... udite udite... anche 
sottoforma di file 3D. Questo sarà leggi- 
bile direttamente da vari software tridi- 
mensionali che successivamente pos- 
siamo utilizzare (Imagine, Lightwave, 
Autocad, ecc). Questo software, vi ri- 
cordo, esìste sia per sistemi AMIGA 
che per MS-DOS. 

I materiali 

La cosa più difficile da realizzare una 
volta creato un buon modello tridimen- 
sionale è la creazione dei materiali che 
lo compongono. 

Molte volte mi è capitato di vedere 
modelli di per sé ben fatti ma rappre- 
sentati con materiali tipici da «computer 
sintetico». Questo aspetto è stato per 
molto tempo ed è tuttora a mio avviso 
trascurato soprattutto dalle stesse case 
che producono software 3D, 

Infatti pur essendo abbastanza poten- 
ti le funzioni di creazione dei materiali, 
queste non consentono ancora di defini- 
re alcuni parametri fondamentali peral- 
tro presenti in natura per l'ottimizzazio- 
ne di questa fase del processo creativo, 
Per questo motivo da molti anni mi 
occupo della ricerca applicata alla più 
fedele riproduzione possibile dei mate- 
riali reali presenti in natura simulati al 
computer. Questa mia ricerca, a volte 
anche esasperata, del miglior fotoreali- 
smo possibile (naturalmente abbinato ai 
mezzi a disposizione) mi ha consentito 
di realizzare immagini che possono reg- 
gere abbastanza bene il confronto con il 
modello reale. 

Vorrei ricordarvi che Imagine. il soft- 
ware che ho usato per creare tutte le 
immagini pubblicate in questa serie di 
articoli, ha un costo inferiore al mezzo 
milione. 

Come già vi dissi in uno dei primi 


articoli pubblicati è inutile creare ogget- 
ti dalle pretese foto realistiche quando 
poi questi ultimi assomigliano a miseri 
pezzi di plastica sintetica. Quindi va 
fatta da parte vostra un'accurata ricerca 
sulla composizione delle superfici che 
presentano caratteristiche visuali parti- 
colari. Queste possono essere i riflessi 
sul cromo, le rifrazioni del vetro e cri- 
stallo, le texture applicate alle stesse 
superfici, la grana di parti ruvide tipo 
pellami o assi di legno e via dicendo. 
Nel caso delle superfici di vetro ad 
esempio al contrario di quelle opache, 
che danno una specularità morbida e 
diffusa, queste danno dei riflessi di lu- 
ce netti e luminosi, quindi attenzione 
alla loro giusta «simulazione». Mentre, 
nel caso di superfici cromate, queste 
possono riflettere gli oggetti come se 
fossero dei veri e propri specchi, anche 
se molte volte queste vengono rappre- 
sentate nei disegni solo con riflessi 
bianchi e neri (per ovvi motivi di sem- 
plificazione), Le immagini presenti in 
queste pagine meglio di qualsiasi fiume 
di parole descrivono ciò che desidero 
farvi capire. Non mi stancherò mai di 
ripetere che in questa fase è importan- 
te prestare la massima attenzione a 
tutte le operazioni che vengono svolte. 
Dovrete trattare ciascuna delle parti del 
vostro oggetto in modo che queste 
siano realizzate come se fossero a sé 
stanti. Sappiamo bene che avere que- 
st'attenzione particolare richiede parec- 
chio tempo, ma se volete un ottimo 
risultato finale tutte queste parti del 
vostro modello devono essere il più 
possibile fedeli aH'orìginale. 

Questo è fotorealismo! 

Prendete come ulteriore esempio 
l'immagine di figura 5, questa è la visua- 
lizzazione di una connessione a «T» di 
un impianto «idraulico» di grosse di- 
mensioni. La cosa che più si evidenzia 


284 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


RAY TRACING 


da questa immagine è il notevole impat- 
to visivo che è in grado di stimolare 
nell'osservatore. La sua utilità pratica 
sta nel fatto che, oltre alla visualizzazio- 
ne del progetto e della connessione 
stessa, si possa decidere se i colori 
progettati si fondano in modo armonico 
tra di loro, oppure se alcuni pezzi parti- 
colari della connessione debbano esse- 
re evidenziati con tinte magari più forti. 
Va da sè che lo stesso disegno sottofor- 
ma di sole linee su progetto cartaceo 
tradizionale non avrebbe di certo avuto 
la stessa funzione o il medesimo impat- 
to visivo. 


La realizzazione 

Abbiamo visto come siano relativa- 
mente complicate le varie fasi «teori- 
che» di trasformazione da progetto car- 
taceo a modello tridimensionale in mo- 
do da poter poi manipolare quest'ultimo 
con la massima flessibilità possibile. Ab- 
biamo intuito l'enorme possibilità che ci 
viene data da questo tipo di manipola- 
zione degli oggetti e della moltitudine di 
cose che poi si possano realizzare. 


Pensate ora a quanto siano comples- 
se le varie fasi di realizzazione vera a 
propria. Avrei voluto illustrarvi queste 
fasi di costruzione utilizzando magari 
come esempio il satellite illustrato in 
queste pagine, ma poi, come già vi ho 
spiegato, ciò non avrebbe avuto un gran 
senso. Avrei scritto pagine e pagine di 
meri numeri o righe e righe d'istruzioni 
per l'utilizzo delle varie funzioni per pro- 
cedere alla costruzione del medesimo, 
ma per molti altri di voi sarebbero stati 
solo dati senza senso. Ho preferito 
quindi illustrare la cosa in maniera più 
generale in modo che non restassero 
esclusi possessori di altri sistemi che 
attualmente non possono utilizzare lo 
stesso software che noi usiamo per i 
nostri esperimenti. Per questo e per il 
fatto che ho voluto privilegiare il mo- 
strarvi alcune immagini d'esempio che 
reputo più interessanti e molto più utili 
a stimolarvi di quanto non lo siano delle 
lunghe e interminabili liste di dati gene- 
rici, non mi è rimasto spazio sufficiente 
per procedere con altri argomenti. Pen- 
so comunque che dalle immagini pub- 
blicate sia evidente di cosa si può riusci- 


re a fare anche con i mezzi a nostra 
disposizione. Non vi resta quindi, voi 
che usate il nostro solito sofware, che 
trovarvi un prodotto in grado di suscita- 
re il vostro interesse e cercare di ripro- 
durlo nelle sue tre dimensioni. 

Inoltre sappiate che sono in attesa di 
grosse novità che stanno per succeder- 
si ma non avendo ancora sufficienti 
elementi a disposizione, tranne poche 
comunicazioni, vi rimando al prossimo 
articolo per la rivelazione delle stesse. 
Posso però anticiparvi qualcosina per 
non lasciarvi un mese in stato d'attesa 
(?). È imminente il rilascio di una nuova 
release del software che abitualmente 
usiamo per i nostri esempi ma non solo, 
anche gli amici Ray-Man appartenenti al 
mondo MS-DOS possono già da adesso 
aspettarsi una grossa e succulenta novi- 
tà. Quindi... non mi resta che dirvi a 
risentirci e augurarmi di ritrovarvi sul 
prossimo numero e... preparate per be- 
ne i vostri computer a passare lunghe 
notti «insonni» di calcolo, siano essi 
della serie Amiga che dell'opposta serie 
PC MS-DOS! 

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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


285 




Ecco tutto I 
che serve per 

mettere in rete 2 Pc 


M 

■ \M aturalmentc il cavo da solo non 
I ’ 1 I basta: ci vuole anche U_NET99, 

1 'lii il software che permette di col’ 
legare in rete due o tre PC MS-DOS util izzando 
le porte seriali standard. Non ci sono nuovi 
comandi da apprendere, nuovi manuali tec- 
nici da digerire, nuove (e strane) maniere di 
fare le solite cose, nuovo hardware o softwa- 
re applicativo da comprare. Ogni comando 
dos e presumibi Imente ogni programma che 
abbiate mai usato funzionerà esattamente 
come prima di installare u_net99. 

"Sient' altro sul mercato offre prestazio- 
ni confrontabili ad un prezzo così mode- 
sto ". Lo ha scritto il presi igioso PC Magazi- 
ne. In effetti, a 149.000 lire (compreso il ca- 
vo e I'iva), il costo di u_net 99 si giustifica già solo per condivi- 
dere una stampante tra due computer. Ma giudicale voi le ca- 
ratteristiche tecniche: 

• Supporta due o tre pc/xt/ at/ 3 86 o compatibili via porta se- 
riale RS232. che tutti i PC già posseggono in standard; 

• Massima velocità di trasferimento pari a 1 15.200 bit/se- 
condo. qualcosa più di 14.000 byte/secondo; 

• Ognuno dei computer può accedere alle risorse hardware 
e software degli altri tramite i normali comandi del Dos, 


UNtT99 


RETE LOCALE 
PER COMPUTER MS-DOS 
IBM E COMftWIBlU 


quali copy e dir. come se si trattasse di 
risorse locali: 

• Slampa su stampanti locali e remole: 

• Usa solamente I4K di ram ed è total- 
mente trasparente per l’utente e per il 
software applicativo. 


Il concetto è veramente molto semplice; 
se ad esempio prima avevate 3 drive e una 
stampante su un PC e solo 2 drive sull'altro, 
con U_NET99 entrambi "vedranno" 5 drive e 
la stampante. Aggiungete a tutto ciò l'ottimo 
manuale in Italiano e un servizio di hot line 
telefonica a vostra disposizione. 

La nuova versione di u_net99, oltre ad a- 
vere qualche utility in più rispetto alla prece- 
dente, rende la rete perfettamente compatibile con Windows 

3.0 e riconosce I'ms-dos 5. Il prezzo rimane invariato (L. 
149,000); l’aggiornamento dalla versione 2.3j alla 2.3n costa 

38.000 lire (comprende u_NIlT 99 Compuntoti ! ) e deve essere ri- 
chiesto all'editore (Ultimobyte, tei. 02/65,97,693). 

E da oggi, fino ad esaurimento scorte, Sidefiler è in o- 
maggio: un pratico contenitore per dischetti da attaccare al mo- 
nitor. Affrettatevi, per non perdere questa opportunità compi- 
late oggi stesso il tagliandoc rispeditelo al nostro indirizzo op- 
pure telefonateci al numero 02/65.55 J06 


IN OMAGGIO 
SIDEFILER, 
IL PRATICO 
CONTENITORE 
PER DISCHETTI 



Isolo se si desidera fatture) 

assegno non tosse risile allegato 

vaglia postale (ricevuta o fotocopia allegata) 

contrassegno postale (aggiungere l. 6.000 per contributo spese) 

contrassegno corriere (spedizione in porto assegnato) 


MICROSTAH 


Via Aldo Manuzio, 15 - 20124 MILANO 
locale u_net99 ai 



VIRTUAL REALITY 


Pattern Recognition Dinamica: 
un rìconoscitore 
della Lìngua Italiana dei Segni 

a cura eli Gaetano di Siasio 

prima parte 


Pattern Recognition Dinamica 
è stato il titolo della tesi di 
laurea in Scienze 
dell'Informazione del dott. 
Fabio Camplani ed è il tema 
su cui si basa uno dei 
progetti di ricerca di maggiore 
interesse «in progress» 
attualmente alla ARS, 
nell'ambito della Realtà 
Virtuale ( per un profilo sulla 
ARS vedi MC num. 1 18 pag. 
218). In breve, i particolari li 
vedremo da qui a poco, si 
tratta di un ambiente che 
comprende il linguaggio dei 
segni utilizzato dai sordomuti. 
Lo scopo è quello di 
implementare un simulatore 
per tradurre in tempo reale i 
gesti in linguaggio vocale e 
nella sua traduzione visiva e 
viceversa, coinvolgendo 
anche il campo educativo: 
dopo lo speach recognition 
non poteva mancare, con 
l'avvento della realtà virtuale, 
la gesture recognition 


Provate ad immaginare un sordomuto 
che, ad esempio non essendolo dalla 
nascita, da un giorno all'altro passa da 
un mondo di suoni al silenzio più totale, 
da un mondo di parole all'impossibilità 
di esprimersi: la paralisi più totale di una 
delle più importanti manifestazioni di in- 
put (udito) ed output (parola), 

Come insegnare a quest'uomo un 
nuovo modo di esprimersi? La potenza 
e la forza del linguaggio gestuale è l'u- 
nico mezzo a sua disposizione. Tale am- 
biente virtuale lo aiuterà allora grande- 
mente soprattutto se l'uomo considera- 
to è in effetti un bambino in tenera età. 

Investigazioni del genere si stanno 
portando avanti in molte università e 
centri di ricerca di grande valenza mon- 
diale ma i risultati più promettenti pro- 
vengono dalla Fujitsu (cfr. MC num, 118 
pag. 212) e dall'Università di Milano, 

Presso il Dipartimento di Scienze del- 
l’Informazione dell'Università di Milano 
è stato realizzato il progetto SUM, acro- 
nimo di Sign Language Interface Machi- 
ne, finalizzato allo studio e alla proget- 
tazione di un sistema per il riconosci- 
mento e l’interpretazione della Lingua 
Italiana dei Segni (LIS). 

Frutto della collaborazione con l'Ente 
Nazionale Sordomuti di Milano, il pro- 
getto ò stato condotto dal gruppo di la- 
voro composto da Fabio Camplani, Ni- 
coletta Montali e Paolo Scapin. La dot- 
t.ssa Montali ha realizzato l'interprete, 
basandosi sul linguaggio naturale e le 
reti semantiche; il dott. Scapin e il dott. 
Camplani hanno utilizzato le reti neurali 
finalizzate aH'implementazione di un ri- 
conoscitore di segni. 

Due sono gli obiettivi concreti che ci 
si è prefissati. Il primo di ordine pratico: 
realizzare uno strumento che possa fa- 
cilitare la comunicazione fra un sordo- 
muto ed un udente; il secondo è di or- 
dine didattico: insegnare al bambino 
sordomuto ad eseguire correttamente il 
segno. 

L’ambiente ha una caratteristica fon- 


damentale: la dinamicità; in esso il flus- 
so di informazioni da processare è con- 
tinuo ed il riconoscitore ha più compiti 
da svolgere parallelamente: deve rileva- 
re le entità elementari del movimento 
assunte dalla mano nell'eseguire il se- 
gno e memorizzarle in sequenze asse- 
gnandole infine ad una classe. 

Sono due le principali difficoltà affron- 
tate nella fase di classificazione: deter- 
minare dove inizia il riconoscimento 
(problema del word-break o delle pause) 
e rilevare e correggere la distorsione nel 
tempo (problema del time-warp). 

Inizialmente è stato individuato un 
semplice vocabolario di 15 segni, di uso 
comune presso un ufficio informazioni. 
Successivamente è stata simulata, in 
collaborazione coi docenti dell'Ente Na- 
zionale dei Sordomuti, una possibile 
conversazione in Banca, in Comune e 
alla Stazione seguita da una verifica del- 
le tecnologie disponibili per rilevare il 
movimento della mano. Questa ha por- 
tato alla scelta del DataGlove, della VPL 
Research, come dispositivo per l’acqui- 
sizione della gestualità. È stata infine 
realizzata la rete neurale modulare attra- 
verso un simulatore software dedicato 
che ha permesso l'integrazione di tutte 
le componenti del sistema. SLIM rico- 
nosce tutti i segni previsti in tempo rea- 
le ed è in grado di riprodurre il suono e 
le immagini ad essi associati. 

La scelta delle reti neurali è stata con- 
fortata dalle numerose applicazioni nel 
campo del riconoscimento di modelli in 
sequenze temporali, in particolare nel- 
l’area del vocal recognition. Spesso in 
questi sistemi l'applicazione non è mo- 
dellata in base alle caratteristiche del- 
l’ambiente ma solo su un'attenta scelta 
degli esempi da sottoporre alla rete. In 
questo progetto invece si ritiene altret- 
tanto importante la scelta dell’architet- 
tura proponendo un nuovo modello, o 
paradigma di rete, che introduce la co- 
noscenza dell’ambiente direttamente 
nella struttura della rete stessa, Ciò si 


MCmicrocomputer 


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287 


VIRTUAL REALITV 


ottiene vincolando parte delle connes- 
sioni, sulla base del sistema notazionale 
della LIS. In virtù di questo nuovo mo- 
dello di connessionismo, più semplice e 
flessibile, è stato possibile risolvere i già 
citati problemi di word-break e di time- 
warp. 

La presentazione di questo lavoro di 
ricerca è stata strutturata in due sezio- 
ni: la prima introduttiva, la seconda ese- 
cutiva. In questo appuntamento sono 
descritte in modo particolareggiato le 
caratteristiche del movimento, la Lingua 
Italiana dei Segni, il suo sistema di tra- 
scrizione ed una introduzione al Pattern 
Recognition. Nei prossimi appuntamenti 
si descriveranno le reti neurali ed in par- 
ticolare l'algoritmo BackPropagation, il 
modello di riconoscimento, lo stato del- 
l'arte e la struttura dei riconoscitori di- 
namici, la tecnologia di base del VPL 
DataGlove, il tracciatore del movimento 
della mano, i sofisticati sensori ottici e 
magnetici utilizzati, il simulatore di reti 
neurali ed infine la scheda vocale con 
l'analisi delle fasi di acquisizione, ap- 
prendimento e ottimizzazione. 

Descrizione del movimento 

La capacità di descrivere il movimen- 
to è II primo passo per poterlo ricono- 
scere; il descrivere però è operazione 
molto complessa. Un osservatore ordi- 
nario che riporta ad esempio il movi- 
mento «bere un bicchiere di acqua», 
non sta descrivendo il movimento, ma 
solo il risultato finale. Per comprendere 
come le persone raggiungano gli ogget- 
ti, li afferrino, li utilizzino o li manopolino 
bisogna descrivere molti aspetti, quali la 
sua posizione iniziale, la velocità, il mo- 
do nel quale la mano si dispone per 
prenderlo e dove inizia la presa. La de- 
scrizione dovrebbe inoltre specificare il 
punto di contatto, la forza esercitata, i 
movimenti degli occhi e la posizione del 
corpo. 

La descrizione sarà comunque in- 
fluenzata da ciò che si ritiene significa- 
tivo descrivere e inevitabilmente si tra- 
lasceranno alcuni aspetti considerati po- 
co importanti. Infatti la più complessa 
descrizione del movimento umano non 
tratterà comunque tutti i dettagli dispo- 
nibili. ciò che verrà selezionato sarà in 
relazione agli obiettivi, 

Comunemente si vuole conoscere 
cosa è stato fatto, e non il modo per 
ottenere lo stesso risultato. Tuttavia se 
si desidera che altri riproducano gli stes- 
si movimenti bisogna fornirne una de- 
scrizione dettagliata, 

Naturalmente l'uso di una registrazio- 
ne video dà la possibilità di osservare il 
movimento più volte, rallentando o ac- 
celerando le immagini, permettendo di 


coglierne i più piccoli dettagli eventual- 
mente con riprese multiple da più lati. 
Nonostante ciò una registrazione video 
non è una descrizione del movimento 
ma solo la sua riproduzione: per questo 
motivo si è escluso l’utilizzo di una te- 
lecamera come dispositivo di acquisizio- 
ne. 

Informazione cinematica 

L’informazione cinematica descrive 
quantità quali la velocità, l’accelerazione 
e le loro variazioni; essa è molto utile 
nello studio del movimento perché per- 
mette di distinguere, fra movimenti di- 
versi, quelli che producono lo stesso ri- 
sultato. Inoltre alcune sue caratteristi- 
che sono determinate da considerazioni 
fisiche, quali t vincoli meccanici delle 
giunture intorno alle quali il movimento 
avviene. Tali vìncoli permettono di sta- 
bilire perché il movimento appare in una 
forma piuttosto che in un'altra e quindi 
non possono essere ignorati nella de- 
scrizione globale. L'infofmazione cine- 
matica dovrebbe anche includere i pro- 
cessi correlati alla memorizzazione dei 
movimenti, alla loro selezione e pianifi- 
cazione. 

Movimento, azione e processo 
informativo 

Il processo informativo riguardo al 
movimento, considera le persone come 
«sistemi adattivi» che elaborano le in- 
formazioni provenienti dall'ambiente e 
rispondono ad esso in modo adattivo in 
termini di azioni ad obiettivo. Adattivo è 
un termine che proviene dalla tecnica 
dei controlli automatici ed intende una 
modalità di controllo in cui le azioni so- 
no decise di volta in volta a seconda 
dello stato in cui il sistema si viene a 
trovare e delle informazioni sulle gran- 
dezze che agiscono su di esso. 

L'uso del termine «azione» implica 
una descrizione ad alto livello di quello 
che facciamo. Le azioni differiscono dai 
movimenti proprio come la percezione 
differisce dalla sensazione. 

Ad esempio, quando descriviamo noi 
stessi e i nostri movimenti, diciamo: 
«ho preso una matita» e non «ho mos- 
so la mia mano lungo la traiettoria A-B... 
». In altre parole pensiamo all'azione da 
compiere in termini di obiettivo e non al 
movimento che lo media. In particolare 
si è interessati alla differenza fra la com- 
prensione di ciò che è stato fatto e la 
sua descrizione 

Per poter spiegare come le persone 
agiscono sulTambiente, bisogna consi- 
derare la relazione tra le differenti ese- 
cuzioni della stessa azione e l'insieme 
delle circostanze ambientali che le de- 


terminano. In altre parole l'obiettivo è 
mettere in relazione l’equivalenza dei 
movimenti, la loro consistenza in situa- 
zioni differenti e la loro capacita di es- 
sere modificati e adattati alle nuove si- 
tuazioni. 

Con questo scopo consideriamo i due 
concetti principali: quello di costanza di 
un'azione o equivalenza motoria e quel- 
lo di unicità del movimento. Costanza 
ed unicità sono due aspetti dello stesso 
fenomeno: l'inerente flessibilità e va- 
rietà nei movimenti che le persone pro- 
ducono. L'obiettivo è quello di capire in 
che misura e quale parte della struttura 
spaziale e temporale di un'azione, cosi 
come riprodotta, rimane inalterata in 
tutti i possibili contesti in cui può essere 
riprodotta. 

La consistenza di un'azione deve es- 
sere messa in relazione, forse parados- 
salmente. alla sua modificabilità: varia- 
zioni dell'informazione proveniente dal- 
l’ambiente possono portare ad un adat- 
tamento del movimento a fronte delle 
differenti circostanze. 

Esecuzione del movimento 

È importante a questo punto illustrare 
brevemente i risultati ottenuti da alcuni 
ricercatori sull'analisi temporale dei mo- 
vimenti. Il principale interrogativo è le- 
gato alla valutazione dell'influenza delle 
variabili velocità e precisione nella loro 
esecuzione. 

Alcuni ricercatori statunitensi hanno 
individuato e analizzato tre classi di mo- 
vimento 

— classe A: movimenti interrotti dal- 
l'fmpatto con oggetti (e.g. battere le 
mani); 

— classe B: movimenti interrotti da 
muscoli antagonisti (e.g. fermare l'alza- 
ta di un martello), 

— classe C: movimenti interrotti da 
muscoli antagonisti e che richiedono un 
certo grado di precisione (e.g. afferrare 
o lasciare un oggetto) 

I movimenti di classe A sono i piu ve- 
loci mentre i movimenti di classe B ri- 
chiedono poca precisione e quindi sono 
più veloci di quelli di classe C. Un mo- 
vimento del braccio dì 60 cm in que- 
st'ultima classe richiede circa 670 
msec; se alla fine del movimento si ri- 
chiede una precisione di mezzo centi- 
metro sono mediamente necessari altri 
500 msec. Un peso di 3.5 kg aggiunge 
ancora altri 250 msec alla durata com- 
plessiva del movimento. 

Si sono condotti inoltre una serie di 
esperimenti sul battere delle dita. La 
mano assume in questa attività posizio- 
ni molto simili alla componente «confi- 
gurazione» del segno. Sono nportati i ri- 
sultati piu significativi. 


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VIRTUAL REALITY 



I movimenti volontari del dito normal- 
mente si verificano in fase col tremore. 
Il tremore si verifica alla velocità di 8-12 
colpi/sec per il dito, il polso e l'avam- 
braccio e, se esso è in fase di salita, un 
movimento in discesa viene ritardato fi- 
no a quando non si verifica il tremore 
discensivo, in altre parole, quando un 
movimento delle dita è iniziato in una 
certa direzione, trascorrono circa 80-1 20 
msec prima che l’azione opposta possa 
iniziare. Questo e molto importante per 
la definizione della risoluzione tempora- 
le del modello, ovvero per decidere la 
durata e la composizione del movimen- 
to, e quindi per la scelta della tecnologia 
più adatta per il guanto, Sia i movimenti 
ripetuti che i movimenti simultanei han- 
no una velocità massima di 6-7 battiti al 
secondo e sono indipendenti dalla lun- 
ghezza del movimento, mentre i movi- 
menti alternati hanno una velocità di soli 
2-4 battiti al secondo. 

Altri hanno invece studiato i movi- 
menti a due mani, rilevando che i mo- 
vimenti simmetrici sono più precisi e 
veloci dei movimenti ad una mano, 
mentre quelli non simmetrici sono più 
precisi ma meno veloci. I movimenti 
perpendicolari sono precisi e lenti come 
i movimenti ad una mano mentre quelli 
consecutivi sono i più lenti. In sostanza 
i movimenti multipli comportano un au- 
mento nei tempi di esecuzione solo 
quando è richiesto un controllo visivo su 
oggetti distinti, oppure se t movimenti 
sono consecutivi. 

La lingua italiana dei segni 

Le persone sordomute comunicano 
tra loro in una forma di comunicazione 
visivo-gestuale diversa da quella acusti- 
co-vocale degli udenti. 

Se intendiamo col termine di lingua 
un sistema di simboli relativamente ar- 
bitrari e di regole grammaticali che ten- 
dono a mutare nel tempo e che i mem- 
bri di una comunità condividono e usa- 
no con scopi diversi per interagire gli 
uni con gli attri, comunicare Je loro idee, 
emozioni e sentimenti e per trasmette- 
re la loro cultura di generazione in ge- 
nerazione, non possiamo confonderla 
con la mimica o la pantomima: essa è 
una vera e propria forma di comunica- 
zione. 

Esiste la convinzione che il linguaggio 
dei segni non possieda né una morfo- 
logia né una sintassi, dal momento che 
non possiede un sistema fissionale, 
non usa o quasi articoli e preposizioni, 
non sembra fare distinzioni tra nomi e 
verbi e presenta infine un ordine relati- 
vamente libero degli elementi nella fra- 
se. 

In realtà, non appena si comincia ad 


osservare ed analizzare le lingue dei se- 
gni con un minimo di attenzione e si- 
stematicità. ci si accorge dell'esistenza 
di una serie di meccanismi che permet- 
tono una perfetta e completa codifica 
delle informazioni. Questi meccanismi 
sono principalmente : 

— l'uso particolare dello spazio; 

— la modifica sistematica del movi- 
mento con cui viene prodotto il segno; 

— la produzione di movimenti non ma- 
nuali come quelli del capo e degli occhi, 
le espressioni facciali, l'orientamento e 
la postura di tutto il corpo. 

In definitiva le lingue dei segni pre- 
sentano caratteristiche analoghe ai si- 
stema fonologico, morfologico e sintat- 
tico delle lingue vocali anche se esiste 
una differenza sostanziale: la modalità 
di espressione. Nelle lingue vocali infat- 
ti, gli elementi che formano una parola 
occorrono sequenzialmente, in ordine li- 
neare, mentre gli elementi che formano 
un segno occorrono simultaneamente o 
perlomeno si sovrappongono rendendo 
impossibile l’analisi in sequenze tempo- 
rali; ci si porrà allora in termini di unità 
di spazio e di movimento, all'interno di 
ogni unità di tempo. 

Il segno 

Il termine segno è stato utilizzato per 
differenziare anche terminologicamente 
l’insieme dei movimenti manuali e delle 
espressioni facciali usati dai sordomuti 
sia rispetto ai gesti prodotti dagli udenti 
in accompagnamento al vocale, sia ri- 
spetto alle diverse forme di pantomima 
che semplicemente replicano la realtà 
ma non cercano di rappresentarla attra- 
verso simboli codificati. 

Nelle lingue dei segni è stata rintrac- 
ciata una struttura per molti versi simile 
a quella delle’ lingue vocali: come dalla 


combinazione di un numero limitato di 
suoni senza significato (i fonemi) si crea 
un vastissimo numero di unità dotate di 
significato (le parole), cosi dalla combi- 
nazione di un piccolo numero di unità 
minime (i cheremi) si può produrre un 
amplissimo numero di unità dotate di si- 
gnificato (i segni). 

Secondo una analisi proposta, un se- 
gno può essere scomposto in riferimen- 
to a 4 parametri- 

— il luogo nello spazio dove le mani 
eseguono il segno, 

— la configurazione delle mani; 

— il movimento; 

— l’orientamento del palmo delle mani. 

Il sistema notazionale 

Ogni qualvolta si analizza una lingua 
dei segni si pone il problema di una sua 
rappresentazione e trascrizione che sia 
precisa e fedele. In questo lavoro è sta- 
to adottato il sistema già proposto per 
l’ASL (American Sign Language) e per il 
BSL (British Sign Language), aggiungen- 
do e modificando alcuni simboli dove 
necessario per maggiore semplicità o 
chiarezza. 

Si tratta di un sistema di notazione 
che fornisce una descrizione degli ele- 
menti significativi nella produzione del 
segno, tralasciando le variazioni non ri- 
levanti. 

Per la LIS sono stati identificati 42 
configurazioni, 1 5 luoghi e 57 movimen- 
ti, dalla cui combinazione si hanno tutti 
i segni possibili. 

Prendiamo come esempio il segno 
VEDERE e la sua descrizione visiva (fig 
2). All'inizio del movimento, la mano, in 
contatto con gli occhi, assume la con- 
figurazione V, con palmo orientato ver- 
so il segnante : si compie un breve mo- 
vimento verso Lavanti, come di distac- 
co, 


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VIRTUAL REALITY 


Nella trascrizione il primo simbolo a 
sinistra indica il luogo nello spazio dove 
viene eseguito il segno (all'altezza del- 
l'occhio), mentre l'asterisco indica il 
contatto della mano con il corpo; segue 
quindi la configurazione della mano (V)„ 
con in basso a destra specificato l'orien- 
tamento del palmo e delle dita (verso 
l'alto) e giusto sopra il movimento (ver- 
so l'avanti). 

Pattern Recognition: 
riconoscimento delle forme 

La mente umana è certamente la più 
complessa unità di elaborazione cono- 
sciuta. Processi quali pensare, ricorda- 
re, riconoscere hanno ispirato gli studi 
di molti ricercatori già dal dopoguerra, 
nel tentativo di capire come l'informa- 
zione nel cervello possa essere model- 
lata. manipolata ed «archiviatali. A par- 
tire dagli anni '50 nascono infatti disci- 
pline come la Pattern Recognition, l'In- 
telligenza Artificiale e la Neural Compu- 
ting. 

Anche l’obiettivo di questo lavoro di 
ricerca è riprodurre il comportamento 
della mente umana, non dal punto di vi- 
sta biologico ma funzionale, cercando di 
replicare la versatilità e l'abilità della 
mente nell'inferire, intuire e completare 
informazioni parziali o afflitte da « rumo- 
re». 

L'attività inclusa sotto il nome di pat- 
tern recognition è tanto vasta che spes- 
so si cercano nuove definizioni per di- 
versificarne o specificarne il significato; 
la definizione implicita di pattern reco- 
gnition è infatti in sé volutamente ge- 
nerica: è l'identificazione automatica di 
forme (ANSI), 

Un pattern è qualsiasi cosa che non 
sia il caos, o semplicemente un'entità 
alla quale può essere dato un nome. 

La parola recognition ha attualmente 
due significati : assegnare un oggetto ad 
una classe non nota, od identificare un 
oggetto come appartenente ad una 
classe già nota. Il termine riconosci- 
mento si riferisce generalmente ad en- 
trambe le attività. 

Ogni oggetto possiede un numero 
fìsso di attributi. Alcuni di questi rappre- 
sentano la peculiarità dell’oggetto; i re- 
stanti, che possono essere chiamate 
proprietà o feature, determinano la clas- 
se alla quale l'oggetto appartiene. 

Le feature devono essere invarianti 
sia nel passaggio da un particolare og- 
getto ad un altro della stessa classe, sia 
al variare del contesto nel quale esso 
viene presentato. 

L'attività di pattern recognition è il 
tentativo di spiegare un concetto gene- 
rale (un modello) in termini di caratteri- 
stiche proprie della classe (le proprietà); 



la sua importanza risiede in alcune evi- 
denze sperimentali: i pattern sembrano 
infatti gli oggetti che la mente umana 
elabora. 

Modello e paradigma 

La definizione data di pattern, usato 
spesso come sinonimo di modello, mol- 
to si avvicina all'idea intuitiva di ogget- 
to; è allora interessante studiare la sua 
etimologia. 

Per Aristotele il «modello» è tanto 
reale quanto ogni singolo oggetto e la 
natura si compone di un infinito nume- 
rabile di oggetti particolari, ciascuno con 
i propri attributi fissi. Per Platone il «mo- 
dello» è un ideale, un oggetto reale che 
esiste in un mondo eterno differente 
dal mondo dell'esperienza giornaliera e 
del quale abbiamo una idea innata; un 
oggetto concreto di questo mondo è 
solo una copia del modello. 

La neurofisiologia e successivamente 
la pattern recognition hanno adottato la 
definizione di modello data da Platone, 
che può essere ben rappresentata dal 
termine «paradigma»; cioè il singolo 
esempio che rappresenta il modello e il 
modello stesso. Allo stesso modo il ter- 
mine «pattern» svolge un doppio ruolo, 
quello di oggetto individuale e quello di 
rappresentante di classe. 

È possibile estendere la definizione 
precedente di pattern recognition in ter- 


mini di paradigmi e di classe: avendo 
mostrato alcuni paradigmi (e se neces- 
sario alcuni paradigmi negativi) di una 
classe, svolgere pattern recognition è la 
capacità di dire se, o meno, appartiene 
a questa classe un nuovo oggetto (le 
cui caratteristiche sono note, ma non lo 
è la classificazione). 

La capacità di trasformare ì simboli 
che compaiono in questa pagina in pa- 
role, frasi, concetti è un esempio di pat- 
tern recognition. 

Pattern Recognition Adattiva 

L'aggiunta dei fondamenti del calcolo 
parallelo ai metodi tradizionali di pattern 
recognition ha portato ad una nuova, dif- 
ferente e più potente metodologia: la 
«pattern recognition adattiva». 

Nell'espressione «pattern recognition 
adattiva» il termine «adattiva» è utiliz- 
zato per sottolineare la possibilità di trat- 
tare con pattern affetti da «rumore», 
cioè di modificare in modo adattivo il pro- 
cesso di classificazione in sintonia coi va- 
riare delle circostanze e della capacità di 
«auto-organizzare» le strutture interne di 
memoria in accordo con la mutata strut- 
tura del pattern. 

Nel mondo reale le situazioni non pos- 
sono essere descritte in termini di fatti 
isolati o di loro sistemi; piuttosto si ha 
bisogno di descrivere situazioni in ter- 
mini dì pattern di fatti ìntereorrelati. Tal- 
volta questa intercorrelazione è implici- 
ta, nel senso che si conosce l’insieme 
dei fatti di pertinenza per quell'oggetto 
o per quella situazione; in altri casi un 
modello può essere significativo solo a 
causa delle esplicite relazioni fra le sue 
varie proprietà. 

È interessante osservare come il po- 
tere percettivo umano si sia bene adat- 
tato a compiti di elaborazione sui pat- 
tern. Per esempio, si è in grado di ri- 
conoscere il parlato, le immagini, la cal- 
ligrafia in una maniera «robusta», nono- 
stante le variazioni significative, la distor- 
sione e l'omissione. Un esempio è 
l'abilità umana di recuperare informazio- 
ni sulla base delle caratteristiche asso- 
ciate, basandosi solo su una parte del 
modello; poche note di un motivo mu- 
sicale possono evocare nella memoria 
un'intera canzone; lo scorcio di una 
schiena su una fotografia può far ricor- 
dare nei dettagli un vecchio amico. 

La stessa capacità di manipolare fa- 
cilmente con pattern di eventi associati, 
si trova non solo nei fenomeni percettivi, 
ma anche in quei compiti che chiaramen- 
te comportano sia la percezione che la 
cognizione combinate. Di conseguenza 
sembra che in natura, l'informazione sia 
composta in pattern e che le persone 
umane si adattino molto bene a queste 


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VIRTUAL REALITY 


circostanze. Il legame fra i pattern e gli 
elementi elaborati dalle nostre menti già 
di per sé ne giustifica l'interesse. Vi è 
però anche una motivazione pragmatica 
basata su problemi ingegneristici: se si 
fosse in grado di costruire calcolatori ca- 
paci di inferenziare su pattern, saremmo 
in grado di renderli «intelligenti», nel 
senso che sarebbero molto più compa- 
tibili con il nostro modo di pensare. 

Ci piacerebbe disporre di calcolatori 
con capacità percettive e cognitive per 
metterli in grado di capire cosa diciamo, 
leggiamo e scriviamo e, in generale, di 
rispondere in modo intuitivo e adattivo. 
In altre parole, si vorrebbe impiantare 
nelle macchine le stesse capacità di ela- 
borazione dell'informazione composta in 
pattern che noi stessi possediamo. Que- 
sto ci permetterebbe di utilizzare le mac- 
chine più facilmente, ed è indubitabile 
che renderebbe le macchine più efficien- 
ti nel trattare processi del mondo reale. 

Per comprendere più chiaramente il 
ruolo della pattern recognition adattiva, 
bisogna guardare sia aH'intelligenza ar- 
tificiale che alla pattern recognition tra- 
dizionale. Queste due discipline hanno 


Per ulteriori informazioni: 

ARS: Anifleial Realìtles Systems s.r.l. 

Dottssa Gloria Mòiendi 

Dótt Fabio Camplani 

Via Rombon. 1 1 — 20134 Milano 

Tel. 02/26412898 

Telefax 02/2613279 


molti obiettivi in comune; i più impor- 
tanti sono la «comprensione» dei pro- 
cessi percettivi e cognitivi negli esseri 
umani ed il tentativo di impiantare simili 
capacità nelle macchine. Le due disci- 
pline hanno comuni punti di partenza, 
ma hanno sviluppato interessi, stili ed 
aree di enfasi differenti. Il lavoro dell'in- 
telligenza artificiale per esempio, è ba- 
sato sulla rappresentazione delle ipotesi 
(con l'idea che il mondo possa essere 
rappresentato simbolicamente). Da que- 
sto punto di vista, i processi percettivi e 
cognitivi consistono nell'acquisire, ma- 
nipolare, associare e modificare la rap- 
presentazione simbolica. 

L'approccio sembra essere naturale 
per rappresentare certe funzioni ad alto 
livello, ma può essere inappropriato e 
spesso innaturale per trattare compiti 
che coinvolgano la percezione e la co- 


gnizione combinate. Inoltre, tale rappre- 
sentazione simbolica ad alto livello sem- 
bra essere molto lontana da come real- 
mente le informazioni sono sintetizzate 
nei sistemi biologici. 

La pattern recognition tradizionale ha 
invece verificato alcune incongruenze 
con l'approccio percettivo, procedendo 
sugli aspetti matematici del processo di 
formazione dell'informazione composta 
in pattern. In ogni attività di pattern re- 
cognition esistono due stadi: lo stadio di 
Tutorial o stadio dì apprendimento, du- 
rante il quale la macchina (o l'uomo) ve- 
de gli esempi di classe e deve deter- 
minare il dominio di appartenenza, e lo 
stadio applicativo o di decisione, nel qua- 
le la macchina osservando un nuovo ar- 
rivato deve inferire la classe di apparte- 
nenza. Nell'apprendimento adattivo i pa- 
radigmi sono mostrati alta macchina non 
tutti insieme, ma uno per volta. La mac- 
china decide passo per passo l'errore 
commesso e modifica il suo dominio di 
similarità. Il paradigma successivo è uti- 
lizzato per testare il nuovo tentativo: cor- 
rezioni saranno apportate se II test fal- 
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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


291 





FRATTALI NELLA SCIENZA 


a cura di Gaetano Di Stasio 


Modelli di propagazione per 
la simulazione numerica di fenomeni 
di scarica elettrica 


L a modellistica di molti fenomeni 
complessi ha subito negli ultimi 
anni una notevole evoluzione prin- 
cipalmente grazie alla diffusione delle 
teorie del caos e dei frattali, che attual- 
mente trovano applicazioni pressoché 
illimitate in tutti i campi della scienza. 
Ciò che prima si riteneva strano, compli- 
cato o irregolare oggi viene descritto in 
modo semplice ed efficace attaverso i 
concetti di attrattore e dimensione frat- 
tale, in grado di esprimere sintetica- 
mente le singolari proprietà geometri- 
che. dinamiche ed evolutive di molti 
processi fisici, chimici, meccanici, biolo- 
gici. ere:. Tali concetti sono frutto di una 
nuova impostazione che consiste nel 
rinunciare, nello studio dei fenomeni, ad 
una descrizione microscopica dettaglia- 
ta e completa, spesso poco pratica da 
usare se non impossibile da conseguire, 


di Nicola Femia * 


e nel ricercare piuttosto una rappresen- 
tazione globale che consenta di cattura- 
re gli aspetti macroscopici rilevanti del 
problema. Le rugosità di una superficie 
rocciosa o le molteplici ramificazioni del- 
la chioma di un albero, ad esempio, 
difficilmente potranno essere descritte 
puntualmente da una funzione matema- 
tica, mentre la dimensione frattale ci 
consente di quantificarne il livello di 
rugosità o di ramificazione attraverso 
una semplice legge di scala globale. 

Inevitabilmente, quando si parla di 
frattali, si è portati a pensare alle sugge- 
stive figure che ormai si possono ammi- 
rare sui numerosi testi e riviste che 
trattano l'argomento , Esse non sono 
soltanto un mero esercizio estetico, ma 
hanno anche un preciso significato ma- 
tematico e fisico e comunque non costi- 
tuiscono che un esempio di strutture 


Scarica superficiale in 
esa fluoruro di colto 

concessione dì 
LNiemeyerl 


frattali. Oggi infatti si ricorre sempre più 
di frequente alle potenzialità descrittive 
dei frattali, olire che nell'ambito delle 
scienze matematiche, fisiche e naturali 
anche in molti campi della ricerca appli- 
cata, come quelli propri dell'ingegneria: 
la compressione delle immagini, lo scat- 
tering di onde elettromagnetiche su su- 
perfici irregolari, la propagazione di frat- 
ture. i fenomeni di turbolenza, le scari- 
che elettriche, sono soltanto alcuni 
esempi dì applicazioni che dimostrano 
come oltre alla bellezza anche l'utilità 
possa essere annoverata fra le preroga- 
tive dei frattali. Un secondo elemento 
che naturalmente si associa ai frattali è 
il calcolatore. Lo stesso Mandelbrot è 
potuto giungere alla formulazione della 
teoria dei frattali grazie ad un massicio 
uso del calcolatore, senza il quale la 
suggestiva immagine dell'insieme geo- 
metrico che porta il suo nome non 
avrebbe mai potuto essere realizzata. 
Nell'ambito deila ricerca ingegneristica 
la funzione principale del calcolatore è 
quella di consentire la verifica di modelli 
e quindi il loro uso per la simulazione, 
l'analisi e la progettazione. Ed è proprio 
di modelli, di simulazione numerica e di 
caratterizzazione frattale applicati all'in- 
gegneria che parleremo in questo arti- 
colo, considerando come campo di ap- 
plicazione quello dei fenomeni di scarica 
nei dielettrici. 

Modelli di crescita: DLA e DBM 

I fenomeni di scarica si manifestano 
nei dielettrici di diversa natura (gassosi, 
liquidi, solidi) secondo molteplici mecca- 


' Nicola Femia è ricercatore presso l'Istituto di 
Ingegneria Elettronica dell'Università di Salerno, 
dove svolge attività inerenti la modellistica di feno- 
meni di sconca net dielettrici e di reti tempo-varianti 
per applicazioni ai circuiti regolatori di tensione de' 
de. 



292 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 



FRATTALI NELLA SCIENZA 



nismi, talvolta molto complessi, quando 
il campo elettrico applicato supera un 
determinato valore limite, Questo valo- 
re può variare, a seconda dei casi, da 
IO 1 a IO 4 kV/cm, cosi come i tempi 
caratteristici di evoluzione del fenome- 
no vanno dalle frazioni di microsecondo 
agli anni. Inoltre esistono molti fattori 
che possono influenzare l'innesco e la 
propagazione della scarica, quali la geo- 
metria del Sistema, la fórma d'onda e là 
polarità della tensione applicata, la pres- 
sione. la temperatura, la presenza di 
impurità e disomogeneità, ed altri anco- 
ra, Per alcuni di questi fenomeni lo 
stato attuale della conoscenza è suffi- 


cientemente approfondito da consentir- 
ne una descrizione fisica molto detta- 
gliata e quindi risulta possibile sviluppa- 
re algoritmi di simulazione molto accu- 
rati. A fronte della apprezzabile precisio- 
ne essi risultano però spesso piuttosto 
complessi e poco pratici ed hanno un 
campo di validità limitato, poiché ciascu- 
no di essi può essere utilizzato general- 
mente soltanto per uno specifico tipo di 
scarica. Quest'ultimo aspetto è partico- 
larmente importante, in quanto sembra 
essere in contrasto con l'impressione 
che si trae dalla osservazione delle figu- 
re sperimentali di vari fenomeni di scari- 
ca, fra le quali si possono riscontrare 


degli aspetti topologici comuni. Ad 
esempio osservando l'immagine riporta- 
ta in figura 1, che si riferisce ad una 
scarica superficiale in gas, si possono 
cogliere le seguenti particolarità: li la 
struttura è ^lamentare ed arborescente; 

2) i rami sono autosomiglianti, ovvero 
hanno la stessa forma delle proprie ra- 
mificazioni secondarie su scala diversa; 

3) la propagazione avviene prevalente- 
mente secóndo le linee del campo elet- 
trico, in questo caso radiali; 4| rispetto a 
tali direzioni dominanti si osservano del- 
le deviazioni random. Queste caratteri- 
stiche, cui si aggiunge il fatto che la 
propagazione della scarica avviene 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


293 




FRATTALf NELLA SCIENZA 



Figura 3 - Esempi di 
risultati delta 
simulazione effettuala 
mediante DBM 
modificato a) scarica 
superficiale, bl tree in 
dielettrico solido. 


spesso a scatti, owero i rami si propa- 
gano come successione di segmenti di 
lunghezza finita, sono tipiche dei cosid- 
detti frattali stocastici laplaciani e sono 
comuni a molti fenomeni di scarica, in 
gas. lìquidi e solidi, con sviluppo sia 
bidimensionale che tridimensionale, sia 
lenti che veloci. In altri termini sono 
caratteristiche se non universali per lo 
meno molto comuni e si riscontrano 
non solo nelle scariche elettriche ma 
anche in molte strutture prodotte da 
fenomeni di natura completamente di- 
versa, quali diffusione di liquidi, elettro- 
deposizione, dissoluzione chimica, solo 
per citarne alcuni. Tutto questo rende 
legittimo il tentativo dì rappresentare i 
fenomeni che portano alla formazione di 
frattali stocastici attraverso un modello 
generale di crescita che, mediante la 
simulazione al calcolatore, ne riproduca 
le caratteristiche fondamentali sopra ci- 
tate. 

In tale contesto senza dubbio una 
pietra miliare è rappresentata dal mo- 
dello Dìffusion-Lìmìted Aggregation (D- 
LA), formulato da T.A. Witten e L.M, 
Sander (Physica! Review Letters, 
Vol.47, N.19, 1981). Esso fu originaria- 
mente sviluppato per la simulazione nu- 
merica di processi di aggregazione di 
particelle metalliche ma in seguito sì è 
mostrato molto efficiente per tutti i fe- 


nomeni di aggregazione random irrever- 
sibile per diffusione che portano alla 
formazione di cluster frattali. Le regole 
di questo modello sono molto elemen- 
tari. Si assegna un reticolo dotato di un 
nodo origine ed una frontiera lontana. Si 
inserisce quindi una particella a partire 
da un punto a caso della frontiera e la si 
lascia propagare attraverso il reticolo 
secondo un random walk («passeggiata 
casuale») che ha termine per contatto 
con l'origine o con la frontiera; nel pri- 
mo caso la particella si aggiunge al 
cluster, nel secondo viene rimossa. 
Successivamente altre particelle vengo- 
no inserite una per volta nel reticolo con 
lo stesso criterio e la procedura conti- 
nua fino a quando il cluster raggiunge la 
frontiera o un numero di particelle pre- 
stabilito. Le strutture ottenute mediante 
questo algoritmo esibiscono le caratteri- 
stiche dei frattali stocastici laplaciani. 
D'altra parte è facile verificare che il 
modello DLA può essere descritto, sot- 
to opportune ipotesi, attraverso l'equa- 
zione di Laplace, Infatti indicando con 
p(r,n) la probabilità che il nodo del reti- 
colo nella posizione r venga occupato 
alla n-ma iterazione, trattandosi di un 
random walk vale l'equazione: 

(il p(r,n+l)=t£ d p( r+ d,n) 


in cui d varia sugli N nodi circostanti r 
L'equazione (1) non è altro che una 
versione discreta dell'equazione della 
diffusione 


3p/0t = D V 2 p 

che in caso di propagazione lenta, es- 
sendo il termine 


dp/ch 

trascurabile, si trasforma nell'equazione 
di Laplace 

Bl V 2 p = 0 

L’equazione (2) richiama una analogia 
elettrica del fenomeno di aggregazione 
per diffusione, infatti si può associare p 
al potenziale elettrico laplaciano <t> nel 
punto r e l'aggregazione diventa un 
processo di propagazione di un pattern 
di scarica in una geometria piana a 
partire da un elettrodo puntiforme. 

Per la simulazione di fenomeni di 
scarica, tuttavia, è stato successiva- 
mente sviluppato uno specifico modello 
da L. Nliemeyer, L. Pietronero e H.J. 
Wiesmann (Physical Review Letters, 
Vol.52, N.12, 1984), attualmente cono- 
sciuto attraverso le sigle NPW, acroni- 
mo dei tre autori, o DBM, dalle iniziali di 
Dielectric Breakdown Model. Lo scopo 
del DBM, nelle intenzioni degli autori, 
era quello di rendere possibile attraver- 
so la simulazione numerica un appro- 
fondimento degli aspetti rilevanti del 
meccanismo di scarica nei dielettrici in 
relazione alle caratteristiche frattali delle 
figure che ne derivano, analisi piuttosto 
difficile e dai dubbi risultati se eseguita 
a partire dalle fotografie di scariche spe- 
rimentali. Il modello è caratterizzato dal- 
la stessa semplicità del DLA e si articola 
nei passi seguenti. Assegnato il solito 
reticolo piano con un nodo origine ed 
una frontiera lontana, ad ogni step del- 
l'algoritmo si calcola la soluzione dell'e- 
quazione di Laplace 

V 2 ® =0 


per il potenziale elettrostatico <I> con le 
condizioni <l> = 0 sui nodi già raggiunti 
dalla scarica e <1> = 1 sulla frontiera, 
Quindi si considera l'insieme dei nodi P' 
del reticolo a distanza unitaria da alme- 
no un punto P della scarica e si defini- 
sce su tale insieme la distribuzione di 
probabilità di propagazione 


(3) 


p(p.p') = 


(AcUP.P'))' 1 

2><d(p,p'))' 1 


294 


MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992 


FRATTALI NELLA SCIENZA 



Figura A - Confronto fra figura sperimentate e risultato della simulazione nel caso di scarica superficiale in 
esafluoruro di zolfo : al esperimento IL Niemeyerl; b) simulazione. 


dove 

A<t>(P,P') 

è la differenza di potenziale fra P e P' e 
la sommatoria di normalizzazione e 
estesa a tutte le coppie (P,P’) possibili. 
L'esponente q esprime la possibilità che 
il legame fra campo elettrico e probabili- 
tà di propagazione sia di tipo non linea- 
re. Sulla base di tale distribuzione si 
sceglie in modo random uno dei punti 
P' ed il segmento (P,P') viene aggiunto 
al pattern. La procedura si ripete quindi 
fino al raggiungimento della frontiera. In 
figura 2 sono riportati alcuni esempi di 
simulazioni realizzate mediante il model- 
lo DBM, Da queste figure si può notare 
che l'esponente r| svolge un ruolo di 
modulazione del livello di riempimento 
del pattern; in particolare per valori 
maggiori di 1 si ottengono strutture più 
scarne, derivanti dall'incremento di pro- 
babilità di propagazione verso i punti in 
cui il campo elettrico risulta maggiore; 
per valori inferiori ad 1 , invece, le strut- 
ture risultano molto più ramificate dal 
momento che la distribuzione di proba- 
bilità viene praticamente appiattita. Per 
>1=1 il modello DLA ed il DBM produco- 
no risultati simili. Per q=0 si ottiene una 
propagazione uniforme simile a quella 
caratteristica del modello Eden. La so- 
miglianza fra la struttura ottenuta con 
q= 1 e le figure di scarica sperimentali si 
può apprezzare non tanto in termini 
puntuali quanto piuttosto attraverso il 
valore della dimensione frattale. Oue- 
st'ultima può essere calcolata riportan- 
do su un diagramma a doppia scala 
logaritmica il numero n(p) di segmenti 
appartenenti alla scarica che interseca- 
no una circonferenza di raggio p in fun- 
zione di p. Se esiste una retta di interpo- 
lazione di questi dati allora si potrà 
scrivere 

ntp^pD- 1 

dove D è la dimensione frattale. Dai 
calcoli effettuati da NPW risulta D=1 .75 
per »i=1, che è in buon accordo con il 
risultato sperimentale D—1.7. In altri 
termini il livello di ramificazione delle 
scariche sperimentali viene ben ripro- 
dotto. Alcune interpretazioni del signifi- 
cato fisico e dei valori corretti da asse- 
gnare al parametro q sono state fomite 
dagli stessi autori del DBM ma una 
piena giustificazione non è stata ancora 
fornita ed il problema è tuttora oggetto 
di studio. Il modello comunque si è 
rivelato utile per la descrizione e la 
simulazione non solo delle scariche su- 
perficiali in gas, ma anche per le scari- 
che di volume in gas e per i fenomeni di 
degradazione lenta di dielettrici solidi, 


come mostrato da NPW e da H.R. Zel- 
ler (Journal of Applied Physics, Vol,6Q, 
N.5, 1986). 

Cosi come proposto nella formulazio- 
ne originale, quindi, il modello DBM 
consente la riproduzione qualitativa al 
calcolatore delle caratteristiche frattali 
dei percorsi di scarica elettrica. Esso 
però non esaurisce le sue potenzialità 
soltanto in questo tipo di indagine, ma 
si presta ad ulteriori affinamenti grazie 
ai quali è possibile conseguire risultati 
molto ben confrontabili con gli esperi- 
menti non solo qualitativamente ma an- 
che quantitativamente, come vedremo 
nel prossimo paragrafo. 

Modelli di propagazione realistici 
per la simulazione dei fenomeni 
di scarica 

Nel corso degli ultimi anni il DBM è 
stato oggetto di studi molto approfondi- 
ti orientati principalmente verso la for- 
mulazione di nuove versioni più vicine 
alla fisica del meccanismo di scarica. 
Naturalmente questa operazione è stata 
condotta cercando sempre di conserva- 
re la semplicità e la generalità del mo- 
dello. In particolare gli stessi NPW han- 
no evidenziato la necessità di includere 
nel modello due elementi fondamentali 
giustificati sia a livello teorico che speri- 
mentale: 1) l'esistenza di una soglia, in 
termini di potenziale 4> cr o di campo 
elettrico E cr , per la propagazione di un 
segmento di scarica; 2) l'esistenza di un 
campo elettrico E C h lungo i canali di 
scarica. L'effetto della soglia consiste 
nel creare una selezione fra i segmenti 
(P.P’l citati nel paragrafo precedente 
che possono realmente aggiungersi alla 
scarica; il secondo parametro causa un 
abbassamento del campo elettrico che 
può determinare, in aggiunta alla soglia 


critica per la propagazione, l'interruzione 
della scarica. L'effetto combinato dun- 
que si avverte sia in termini di livello di 
ramificazione, o densità di occupazione 
del reticolo, che di estensione dei per- 
corsi di scarica. 

Nell'ambito delle attività di ricerca 
svolte presso l’Istituto di Ingegneria 
Elettronica dell'Università di Salerno, in 
collaborazione con il Dipartimento di In- 
gegneria Elettrica dell' Università di Na- 
poli «Federico II» e con L. Niemeyer, 
sono state sviluppate nel corso degli 
ultimi anni ulteriori versioni del modello 
DBM, includendo le modifiche già citate 
ed introducendo i seguenti ulteriori ele- 
menti: 

a) utilizzazione di un reticolo tridimen- 
sionale, e quindi risoluzione dell'equa- 
zione di Laplace in 3D, anche nel caso 
di scariche superficiali; il calcolo in 3D si 
rende necessario al fine di ottenere una 
piu fedele mappa del campo elettrico, 
che è fortemente influenzato dalla pre- 
senza della scarica e, nel caso di scari- 
che superficiali, dalla differenza di per- 
mettività fra il gas ed il dielettrico solido 
sulla cui superficie si sviluppa la scarica; 

b) aggiunta, ad ogni step, di più seg- 
menti nuovi alla scarica; ciò rappresenta 
un avvicinamento alla realtà fisica e 
contribuisce ad una più corretta riprodu- 
zione dell'effetto della propagazione 
della scarica sul campo e quindi sulla 
ulteriore propagazione; 

c) introduzione di leggi di probabilità di 
propagazione localmente normalizzate; 
la legge di propagazione (3) presenta un 
fattore di normalizzazione ottenuto con- 
siderando tutti i segmenti possibili allo 
step corrente, Ciò equivale ad assume- 
re che la regione di influenza di ogni 
ramo aggiunto alla scarica cresca come 
le dimensioni della scarica stessa. Jn 
realtà la regione di influenza di ogni 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


295 



FRATTALI NELLA SCIENZA 


ramo è molto ridotta, per cui, anche in 
virtù della condizione b), è stata utilizza- 
ta la legge di propagazione localmente 
normalizzata 


14) p(P,P') = 


(E(P.n-Ecr) 11 

£ p .(E(P,P')-E„)1 


valida per E(P.P') > E cr . dove E(P.P') è 
l'intensità del campo elettrico nel punto 
P\ E c , il campo critico per la propagazio- 
ne e la sommatoria di normalizzazione 
al denominatore è estesa ai soli seg- 
menti (P, P') che hanno in comune l'ori- 
gine P; fra questi viene scelto in modo 
random quello che si propaga a partire 
dal punto P e questa operazione viene 
effettuata su tutti i punti P appartenenti 
alla scarica; 

d) simulazione di specifici esperimenti 
utilizzando i valori sperimentali dei para- 
metri fisici, quest'ultimo aspetto si ren- 
de necessario al fine di effettuare una 
valutazione quantitativa dei risultati della 
simulazione. 

Il nuovo modello risulta più articolato 
del DBM originale ma conserva una 
struttura sostanzialmente semplice; in- 
fatti esso risulta condizionato da due 
soli parametri fisici. E cr ed E ch . Esso 
risente sostanzialmente soltanto della 
adozione del modello di campo 3D. so- 
prattutto sotto l'aspetto dei tempi di 
calcolo di cui parleremo nel seguito. Il 
codice sviluppato sulla base di questo 
modello si presta per la simulazione sia 
di fenomeni di scarica nei gas che dei 
fenomeni di ireeing (cosi denominati a 
causa della loro arboresceoza) nei die- 
lettrici solidi. In figura 3 sono riportati 
due esempi di simulazione di scariche 
superficiali e treeìng in dielettrico soli- 
do, mentre In figura 4 vengono confron- 
tati il risultato della simulazione ed il 
risultato sperimentale per scariche su- 
perficiali. Eseguendo una analisi del rag- 
gio massimo raggiunto dalle scariche 
simulate in funzione della tensione ap- 
plicata e del campo di canale E C h si è 
riscontrata una differenza rispetto ai ri- 
sultati sperimentali compresa fra il 5% 
ed il 10%, mentre la dimensione fratta- 
le è in pieno accordo con i risultati 
sperimentali. Il calcolo della dimensione 
frattale è di fondamentale importanza 
nel caso del treeing nei dielettrici solidi. 
Infatti è stato mostrato da LA. Dissado 
del King's College of London (Journal of 
Physics D: Applied Physics, Voi 23, 
1990) che la profondità di penetrazione 
del danno nel dielettrico cresce nel tem- 
po secondo una legge in cui compare il 
fattore t ,,D . dove D è la dimensione 
frattale; per cui a parità di tempo strut- 
ture più filamentari (D->1) raggiungono 



Figura 5 - Dimensione Irai tale di 
un ne e in un dieletlnco solido al 
D= I 91. calcolo in 3 dimensioni, 
b) D= I 59. D= 1.34. calcolo in 2 
dimensioni a partire dalle proto- 



profondità di penetrazione maggiori ri- 
spetto a strutture con maggiore livello 
di arboresceoza (D->2). Ora, il calcolo 
della dimensione frattale sui provini 
sperimentali risulta piuttosto difficoltosa 
in quanto si possono presentare due 
situazioni differenti: 1) il materiale è 
opaco; in questo caso bisogna seziona- 
re il provino in tante fette sottili e conta- 
re manualmente il numero di rami, com- 
pito ingrato dal momento che le dimen- 
sioni micrometriche di alcuni rami ri- 
chiedono l'uso del microscopio; 2) il 
materiale è trasparente; in questo se- 
condo caso l'entusiasmo che si accen- 
de al pensiero di poter risalire alla di- 
mensione frattale dell’albero tridimen- 
sionale a partire da quella delle sue 
proiezioni ortogonali si spegne quasi 
immediatamente in quanto questa ope- 
razione produce buoni frutti solo in po- 
chi casi. In proposito esistono infatti 
condizioni topologiche ben precise da 
soddisfare (K. Falconar: « Fractal Geo- 
metry: Mathematica I Foundatiors and 
Applications », Wiley&Sons, 19901. Per 
convincersi di questo aspetto basta 
considerare l'esempio riportato in figura 
5, dove per lo stesso albero tridimensio- 
nale ottenuto mediante la simulazione è 
stata calcolata la dimensione frattale 
effettiva sia in 3D, riportando su un 
diagramma a doppia scala logaritmica il 
numero n(p) di segmenti appartenenti 


alla scarica che intersecano la superficie 
di una sfera di raggio p in funzione di p, 
sia in 2D valutando quella delle sue 
proiezioni calcolata in modo analogo, I 
risultati parlano da soli. 

Recentemente è stata sviluppata una 
ulteriore versione dell'algoritmo, valida 
nel caso di scariche in gas. caratterizza- 
ta dalla introduzione di un ulteriore para- 
metro critico e da una nuova legge di 
probabilità di propagazione, grazie alla 
quale è stato possibile ottenere buoni 
risultati anche in termini di grandezze 
elettriche, quali carica superficiale e cor- 
rente di scarica. 

I codici di simulazione descritti sono 
stati sviluppati in Fortran ed utilizzati, 
con reticoli di dimensioni medie 
120x120x30, su una scheda per PC 
dotata di processore a 64 bit Intel 186O/ 
40MHz, su una VAXStation Digital 
3100, e su una scheda Transputer per 
PC dotata di processore a 32 bit T800/ 
25MHz, I tempi medi di calcolo per lo 
sviluppo completo di un pattern di scari- 
ca sono di circa 20 minuti per la scheda 
Ì860, 100 minuti per la VAXStation 3100 
e 200 minuti per la scheda Transputer. 
Per la grafica sono state utilizzate le 
routines GKS Fortran su VAXStation 
3100. 


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CalComp Spa. Via dei Tulipani 5, 
20090 Pieve Emanuele (MI), 


'CalComp 


VIRUS 



Sweep 


E ia volta, questo mese, di uno 
scanner commerciale, prodotto 
da una società inglese molto di- 
namica e attiva nel settore della ricerca 
antìvirus. Oltre a «Sweep», che esami- 
neremo questo mese, la Sophos Ltd. 
produce anche «Vaccine», un sistema 
di prevenzione e controllo antivirus, e D- 
FENCE, un sistema di autorizzazione di 
dischetti. 

Durante questo mese è prevista l'atti- 
vazione di un virus ufficialmente classi- 


SWEEP 


ficato come «raro», ma in realtà piutto- 
sto diffuso in Italia. È t'855 o «17 no- 
vembre»: ne parliamo nella pagina a 
fianco. 

Infine una novità: da questo mese 
presenteremo, quando ve ne sarà l'oc- 
casione, anche libri e documentazione 
sui virus. Potrà trattarsi di testi introdut- 
tivi, oppure specializzati o di raccolte di 
monografie : cercheremo di seguire un 
criterio in queste recensioni, quello del- 
la rilevanza e della chiarezza. Libri sui vi- 


rus se ne sono scritti e se ne scrivono 
tanti, ma pochi sono quelli che vale la 
pena di leggere. Ci limiteremo a quei 
pochi. 

Sweep è un programma antivirus 
semplice e compatto (occupa poco più 
di 400K sul disco, comprese le descri- 
zioni dei virus) ma potente. L'azienda 
che lo produce, la Sophos Ltd., è sul 
mercato dal 1980 e offre diversi prodot- 
ti e servizi per la sicurezza, che presen- 
teremo in questo e nei successivi arti- 
coli. 

La versione che abbiamo esaminato è 
la 2.41, datata 1 settembre 1992, e l'ab- 
biamo ricevuta direttamente dal produt- 
tore. Anche la presentazione esteriore 
del programma è semplice ma curata: 
una confezione color bordeaux conte- 
nente il manuale e i dischetti. I due di- 
schi sono entrambi permanentemente 
protetti dalla scrittura: quello da 5.25" 
non ha la tacca sul lato destro, e quello 


Sophos Uti.. 21 The Quadranl, Abingdon Scienee Park, Abingdon, Oxon 0X14 3YS. Gran Bretagna. 
Tel. 10044 235) 559933. Fax 10044 235 ) 559935. 

Rappresentante esclusivo per l'Italia: 

TELVOX Teleinformatica sas. Via F.lli Cairoti 4-6. 40121 Bologna. Tel. 105 V 2527S4. Fex {05 1) 252748. 
Prezzi di listino: 

singola copia L. 737.500 (£295.-1 

Network tino a 25 copie L 1.237.500 (£495.-1 

Network oltre le 25 copie L. 2.237.500 (£995.-) 


298 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


VIRUS 


I virus di novembre: 855 e gli altri 


Non tutti i virus portano con sè un 
carico distruttivo. Al contrario, una 
grande maggioranza di essi si limita a 
riprodursi senza causare altri danni. 

I virus dannosi sono alcune decine; 
di essi la maggior parte poi attende, 
prima di scatenare i comportamenti 
distruttivi, il verificarsi di condizioni 
prestabilite. 

Può trattarsi del trascorrere di un 
particolare intervallo di tempo dall'at- 
tivazione, oppure di un determinato 
numero di awii del sistema. 

Piuttosto frequente è la scelta di 
una data, che può avere un significato 
noto soltanto all'autore del virus co- 
me fu nel caso del virus «Michelan- 
gelo», che si attiva il 6 marzo per cir- 
costanze ignote, e che è stato battez- 
zato col nome dell'artista perché per 
una coincidenza la data di attivazione 
del virus cade nell'anniversario della 
sua nascita: oppure un senso più ge- 
nerale, come nel caso di quei virus 
che si attivano di venerdì 13 (o di sa- 
bato 14 o giovedì 12 , a seconda del 
senso di umorismo bacato dei rispet- 
tivi autori). 

II diffondersi di questa stupida abi- 
tudine ha portato al formarsi di un ve- 
ro e proprio calendario dei virus. 

Quasi in tutti i mesi è presente una 
data in cui l'uno o l'altro virus si sca- 
tena, e senza voler rifare degli allar- 
mismi catastrofici come purtroppo 
hanno fatto i mezzi di informazione in 
occasione del 13 ottobre 1989 e del 
6 marzo 1992 crediamo comunque 
utile cominciare a segnalare ai nostri 
lettori, mese dopo mese, quali sono 
le date «a rischio», insieme a poche, 
semplici istruzioni su come fare per 
evitare che il rischio si tramuti in un 
danno. 

Il calendario di novembre 
e Ì855 

Nel mese di novembre è prevista 
l'attivazione dei seguenti virus: 
Diskjeb (nei mesi di ottobre, novem- 
bre e dicembre intercetta le scritture 
sul disco e le corrompe); 

Flower (I 1 1 1 novembre ricopre il pro- 
gramma infetto con un cavallo di 
Troia); 

Hungarian-482 (il 7 novembre scrive 
sul video la parola «Format...» e quindi 
procede alla formattazione del disco 
fisso); 

Jerusalem Nov. 30 (come il normale 


Jerusalem ma si attiva il 30 novem- 
bre ); 

Jerusalem Timor (id., ma per il 12 no- 
vembre)', 

Kennedy (il 18 e 22 novembre scrive 
sul video un messaggio in lingua sve- 
dese); 

Maltese Amoeba (il 7 novembre rico- 
pre il contenuto del disco fisso). 

Ma il virus contro il quale riteniamo 
di mettere in guardia i nostri lettori è 
soprattutto il "Nov. 17». noto anche 
come 855. Come indicato dal nome, 
questo virus si attiva il 17 novembre; 
per la precisione si attiva in qualsiasi 
data compresa tra il 17 e il 30 novem- 
bre inclusi. 

Una volta attivato resta in attesa che 
l'utente abbia premuto 500 tasti (ad 
es. durante la scrittura di un testo), e 
quindi si scatena: identifica il disco at- 
tivo, e lo ricopre con dati a caso nei 
primi 8 settori. Nel caso di un disco fis- 
so ciò comporterà la distruzione del 
boot sector e di una buona parte della 
File Allocation Table. Il contenuto del 
disco sarà probabilmente recuperabile, 
ma al prezzo di un lavoro specialistico 
che non è alla portata di tutti. Ritenia- 
mo di allertare i lettori, come abbiamo 
detto, per la semplice ragione che 
mentre questo articolo viene scritto 
stiamo assistendo a una vera e propria 
epidemìa di questo virus. Un collabo- 
ratore della rivista ci ha fatto sapere di 
esserselo ritrovato per ogni dove. 

Un'altra azienda con cui abbiamo 
rapporti ce lo ha segnalato. Ce ne sono 
state inviate almeno tre-quattro copie 
tramite MC-link. Noi stessi siamo riu- 
sciti a evitare che ci infettasse la rete. 
E non va dimenticato, comunque, che 
nel VSUM di Patricia Hoffman l'855 è 


riportato come «ampiamente diffuso a 
Roma nel dicembre 1991». 

Come difendersi 

È senz'altro più semplice e facile 
prevenire questo rischio che curarne 
gli effetti. In questo caso i virus che 
abbiamo elencato sono tutti noti e ri- 
conosciuti da tutti i programmi antivi- 
rus più diffusi. Ecco una semplice pro- 
cedura di controllo: 

— avviare il PC con il disco originale 
del DOS protetto contro la scrittura e 
preparare un dischetto di sistema; 

— trasferire su questo dischetto una 
copia del programma antivirus che si 
usa comunemente, prelevandolo dal- 
l'originale che dovrà anch'esso rimane- 
re protetto; 

— proteggere il dischetto così ottenu- 
to e utilizzarlo per i controlli; 

— il giorno precedente la data dì atti- 
vazione di ciascuno dei virus elencati 
inserire nel computer il dischetto pro- 
tetto contro la scrittura, accendere il 
computer e attendere che si sia avvia- 
to; quindi eseguire il programma di ri- 
cerca e identificazione di virus. 

Se la ricerca dovesse dare esiti po- 
sitivi per qualsiasi virus, si dovrà anno- 
tare (o meglio stampare) le indicazioni 
fornite dal programma, spegnere il 
computer e assicurare che non venga 
acceso da nessuno, ad esempio rimuo- 
vendo il cordone di alimentazione e co- 
prendo il foro per l'inserimento del cor- 
done con del nastro adesivo, finché 
non sì sarà predisposta la procedura di 
eliminazione dell'infezione, eventual- 
mente avvalendosi della collaborazione 
di un consulente. 

Stefano Tona 


Pro-memoria 

Le informazioni in questa pagina sono destinate a tutti i lettori in possesso di un per- 
sonal computer Ms-Dos. Esperti o principianti, tutti sono esposti al rischio. 

Vi ricordiamo che i più diffusi programmi shareware anti virus sono reperibili su MC- 
link: F-PROT (FP-205.ZIP), ViruScan (SCAN97.ZIP) e VIRex (VIRX25.ZIP) possono essere 
tranquillamente prelevati via modem dagli abbonati a MC-link, oppure su altri sistemi te- 
lematici. 

Per chi preferisca un programma commerciale possiamo raccomandare lo stesso 
Sweep, di cui in questo numero pubblichiamo la recensione, oppure il Dr. Solomon's An- 
tlVirus Toolkit, del quale abbiamo parlato alcuni mesi fa. 

Tenete comunque presente che i programmi di ricerca e identificazione di virus deb- 
bono essere mantenuti aggiornati, come ben sanno i lettori che seguono regolarmente 
questa rubrica; non si può pensare di acquistare oggi un prodotto e continuare a utilizzarlo 
per sempre senza aggiornarlo. 

Ci impegneremo a mantenere aggiornati i lettori di MCmicrocomputer mese per mese. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


299 


VIRUS 



da 3.5" manca dello sportellino per 
chiudere il foro di protezione. 

È una piccola attenzione da parte del 
produttore, ma piuttosto significativa; 
come abbiamo già detto in occasione 
della presentazione di un altro prodotto 
resta ovviamente possibile scrivere sui 
dischi intagliando la tacca sul 5.25” o 
chiudendo con del nastro il foro del 
3.5", ma ci auguriamo che nessuno sia 
così sciocco. 

I dischetti contengono soltanto quat- 
tro file: il programma SWEEP.EXE, uno 
shell interattivo SW.EXE, un lungo testo 
descrittivo con le caratteristiche dei virus 
conosciuti VI RPATS.LST e le Sophos Uti- 
lities, un programma di utilità per fun- 
zioni ausiliarie sui dischi, SU.EXE. 


II manuale è breve, quasi telegrafico, 
ma non fa rimpiangere volumi più cor- 
posi. in 78 pagine c'è tutto quello che 
occorre, dalla preparazione alla descri- 
zione delle funzioni del sistema. Sfo- 
gliando le prime pagine del manuale e 
avviando SW ci si accorge che alla So- 
phos hanno le idee ben chiare su come 
sì fa la protezione antivirus, e hanno 
cercato di guidare anche l’utente più 
inesperto nel compiere i passi fonda- 
mentali. Già nella prima pagina del testo 
infatti l'utente apprende che il controllo 
della presenza dei virus richiede un di- 
schetto di sistema protetto contro la 
scrittura. Anzi, il controllo della presenza 
dei virus conosciuti: chi ha scritto il ma- 
nuale ci tiene a non generare equivoci 


sulle effettive possibilità del program- 

La prima schermata che compare al- 
l'avvio del programma è ancora più 
esplicita: prima di avviare il programma 
bisogna spegnere il computer, inserire 
un dischetto di sistema protetto dalla 
scrittura, accendere il computer, atten- 
dere che abbia completato il bootstrap, 
inserire quindi il dischetto di Sweep e 
dare nuovamente il comando SW. L'u- 
tente è invitato a controllare di aver ese- 
guito questi passi ed eventualmente a 
tornare indietro per eseguirli. 

A caccia di virus 

Una volta rispettate le procedure di 
sicurezza si può entrare nel cuore del 
programma. Si è detto che SW è uno 
shell interattivo; in realtà il programma 
che svolge le funzioni di controllo è 
SWEEP.EXE, che viene richiamato da 
SW con gli opportuni switch per lo svol- 
gimento delle diverse funzioni. 

Tre comandi separati consentono di 
passare al setaccio tutti gli hard disk In- 
stallati sul proprio elaboratore, oppure 
uno o più dischetti, o infine tutti i drive 
di rete che risultano presenti all'atto del- 
la esecuzione. 

La scansione e la ricerca dì virus di per 
sé non presenta novità sostanziali ri- 
spetto alle analoghe funzioni di altri pro- 
grammi. È rapida e affidabile, e ha iden- 
tificato tutti i virus del nostro test set in 
poco più di tre minuti. 

Lo shell che gestisce Sweep consen- 
te la scelta di una serie di caratteristiche 
che determineranno le modalità dì ese- 
cuzione della ricerca. In particolare esi- 
stono due diversi modi di scansione, 
denominati «Quick» e «Complete”. La 
scansione rapida, adottata ormai da 
molti programmi per via dell'enorme 
quantitativo di virus oggi in circolazione, 
permette di limitare la ricerca di ciascun 
virus a quella zona dove ci si aspetta dì 
trovare quel dato virus. In termini di si- 
curezza la procedura è accettabile, e 
può essere adottata con successo da 
quegli utenti che hanno fretta ma che 
non vogliono rinunciare ai controlli. Chi 
invece abbia requisiti di sicurezza ad al- 
to livello dovrà per contro optare per 
una scansione completa. 

L'utente può richiedere a Sweep la 
generazione di un rapporto, che può es- 
sere rigenerato ex novo di volta in volta 
oppure incrementato, per mantenere la 
storia dei controlli effettuati su ciascun 
computer e risalire — qualora se ne pre- 
senti la necessità — alle origini dì un 
problema che si dovesse riscontrare 
successivamente. 

È interessante notare come Sweep 
non offra alcuna funzione di rimozione 


300 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 





VIRUS 



ito 14 K 4 1 SvUni lUlF h ikutlrr IW1' 


L'elenco dei virus noli a questa versione di Sweep. 


dei virus dai programmi infetti. Tale 
funzione infatti è ritenuta controprodu- 
cente dalla Sopitosi questa opinione ci 
è stata confermata personalmente dal 
dr. Jan Hruska, direttore tecnico della 
Sophos, che abbiamo incontrato a Ro- 
ma lo scorso maggio in occasione di 
un convegno. L'unico modo veramente 
affidabile per rimuovere un virus consi- 
ste nel rimuovere il programma che lo 
contiene e installare nuovamente la 
versione originale del programma stes- 
so. Chi segue questa rubrica da qual- 
che tempo potrà rendersi conto quanto 
siamo d'accordo con questa imposta- 
zione. 

La rimozione dei programmi infetti 
può limitarsi alla semplice cancellazione 


(come fa ERASE); se lo desidera, l'uten- 
te può richiedere la sovrapposizione di 
dati non significativi sulle informazioni 
che costituivano il file, per evitarne ad 
es. il recupero da parte di dipendenti 
«smanettoni». 

È interessante e utile la possibilità of- 
ferta da SW di generare un batch file per 
l'avvio di Sweep con ì parametri scelti, 
per non dover ogni volta passare per lo 
shell e richiedere nuovamente le stesse 
funzioni. 

Altre funzioni del programma hanno 
scopo informativo: la lista dei virus co- 
nosciuti dalla versione corrente del pro- 
gramma, e l'elenco delle aree del com- 
puter che verranno sottoposte a ricerca 
e identificazione di virus. 


Il manuale 

Normalmente nella recensione di un 
programma il manuale viene quasi dato 
per scontato. Non è cosi nel caso di 
Sweep, il cui manuale è uno strumento 
prezioso complementare al programma 
stesso. Si divide in quattro sezioni: la pri- 
ma dedicata all'avvio rapido, la seconda 
contenente la descrizione dettagliata 
delle singole funzioni di Sweep; segue 
un capitolo su come trattare le infezioni 
e la descrizione delle Sophos Utilities. 

Il comportamento da tenere in caso di 
infezione viene trattato in modo sintetico 
ma senza tralasciare alcuna informazio- 
ne indispensabile. I passi descritti pos- 
sono essere tranquillamente seguiti da 
qualsiasi utente, anche inesperto. 

L'autore del manuale tende da un lato 
a rassicurare l'utente che dovesse es- 
sere vittima di un'infezione, dall'altro a 
suggerire una serie di norme pratiche 
per fronteggiare l'emergenza e ridurne al 
minimo gli effetti: limitare o escludere 
gli accessi alla rete, impedire lo scambio 
di dischetti, proteggere fisicamente tutti 
i supporti attivando il meccanismo di pro- 
tezione dalla scrittura, procedere alla eli- 
minazione del virus e alla neutralizzazio- 
ne degli effetti della sua eventuale at- 
tivazione. 

L'utente viene avvisato della possibi- 
lità di una reinfezione successiva alla di- 
sinfezione. e vengono fornite altre indi- 
cazioni di corredo, tra cui la necessità 
(per i soli cittadini britannici) di informare 
il Computer Crime Unii di New Scotland 
Yard. La normativa britannica infatti, co- 
me abbiamo accennato nello scorso nu- 
mero in occasione del convegno del Vi- 
rus Bulletin, considera esplicitamente 
reato la creazione e la diffusione di virus. 

Prezzi e politica commerciale 

Sweep non è esattamente un prodot- 
to economico. I prezzi riportati dal listino, 
e confermati dall'importatore italiano, 
sono di diversi ordini di grandezza su- 
periori rispetto a prodotti analoghi che 
abbiamo esaminato in passato. 

Un listino di questo genere si giustifica 
considerando la natura del prodotto, che 
si rivolge alle aziende e alle organizza- 
zioni di grandi dimensioni, piuttosto che 
al privato o al piccolo professionista. 

In Italia Sweep viene utilizzato da azien- 
de dei settori finanziario e industriale e 
nella pubblica amministrazione. Peraltro 
i prezzi di listino hanno valore di puro 
riferimento, e la casa madre lascia ampio 
spazio ai rappresentanti nella determina- 
zione delle condizioni economiche. 

Può accadere quindi, come è accaduto 
in contesti del tutto particolari in Italia, 
che un'azienda acquisti a prezzo pieno di 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


301 




VIRUS 


Le prove dei prodotti antivirus vengono effettuate in redazione su un PC Unibit 
286 a 12 MHz con 640 Kb di RAM, scheda Hercules e video monocromatico, disk 
controller St-506, disco fisso Seagate da 60 Mb e drive per floppy da 3,5" 1 .44 Mb. 

Sul disco fisso sono installati i seguenti virus (il numero tra parentesi indica il 
numero di campioni differenti per i virus di cui sono presenti più copie e/o varianti): 
512, 855, 1244. 1381. 1554. 4096. AIDS. AIDS-II. Alabama. Ambulance, Ame- 
ba 12). Anarkia, Anthrax, Anti-Pascal 12). Ami-Pascal II 13), Attention. Beba, Burger(3), 
Cascade, Crash. Dark Averrger 12), Darth Vader 13). Datacrime (2). Datacrìme-2. De- 
structor, Devii' s Dance, Fish 6, Flip, Fu Manchm , Icelandic (2), Invader, Jerusalem, 
JoJo, JoJo-2, June 16 ih. JW2. Kennedy, Leprosy, Liberty. Lisbon (2), Lozinsky, Mur- 
phy, Nomenklatura. Ontano, Oropax, Plague. Pogue, Polish 529. Saturday 14th, Se- 
ptember I8th, Smack, Stupìd, Suomi, Suriv-A, Sverdlov, Taiwan 13), Taiwan-3, Tra- 
ceback, Typo-712, USSR-600. V801 (2), Victor. Violator, Old Yankee Doodte. 

La collezione sperimentale di MCmicrocomputer, utilizzata per questa prova, 
contiene inoltre tre virus da boot sector; Stoned, Ping-Pong e Michelangelo. 


listino una licenza d'uso del programma 
ricevendo l'autorizzazione a riprodurre il 
programma stesso in tante copie quante 
ne sono necessarie all'interno dell'azien- 
da, senza che sia richiesto il pagamento 
di ulteriori registrazioni. 

Se a questa particolarissima politica dì 
site licensing si unisce la grande capacità 
e la disponibilità dello staff tecnico della 
casa madre, a disposizione 24 ore al gior- 
no per fornire consulenza telefonica su 
qualsiasi genere di problema con i virus, 
diviene del tutto accettabile e anzi con- 
veniente quello che all'apparenza è un 
prezzo esorbitante, fise 


Sretano Toria è raggiungibile tramite MC-hnk afta ca- 
sella MC0170 e tramite Internet all'indirizzo 
MC OI SUtarndink.il 


Computer Viruses and 
Anti-Virus Warfare 


Scrivere libri sui virus è di moda, ne- 
gli ultimi tempi. 

Molti autori più o meno noti si so- 
no dedicati a questa attività, sicura- 
mente redditizia; alcuni di essi ave- 
vano cose molto interessanti da dire, 
altri meno, ma tutti hanno trovato il 
loro posto nel mercato, affamato di 
notizie, curiosità e sensazioni su uno 
degli argomenti scottanti del mo- 
mento. 

L'autore del libro che presentiamo 
questo mese è Jan Hruska, di cui 
abbiamo parlato nel corpo dell'artico- 
lo. Direttore tecnico della Sophos 
Ltd.. esperto di sicurezza informatica 
e consulente a tempo pieno, Hruska 
è una figura di primo piano nella ri- 
cerca e nella lotta contro I virus. 

Il volume, di cui è uscita nel mese 
di settembre la seconda edizione, è 
molto ben curato; chiaro, preciso e 
semplice fornisce una serie di infor- 
mazioni utili sia a chi voglia appro- 
fondire particolari aspetti del feno- 
meno virus sia a chi per la prima vol- 
ta si avvicina al problema, per neces- 
sità o curiosità. 

Molto apprezzabile è il fatto che 
l'autore non si abbandona mai al 
sensazionalismo, a quel desiderio di 
épater le bourgeois di dubbio gusto 
che si ritrova in altri testi, I virus so- 
no un problema, d'accordo; ma i 


programmi che possono arrecare 
danno ai dati non sono sempre e 
soltanto virus (e comunque, aggiun- 
geremmo noi, fa più danno un note- 
book che cade malamente per terra). 

Particolare attenzione viene dedi- 
cata alla illustrazione del meccani- 
smo di propagazione dei virus; la 
precisione tecnica non cede mai il 
passo alla chiarezza espositiva, e 
concetti intrinsecamente complessi 
come la distinzione tra un virus atti- 
vo in RAM e un supporto infetto, op- 
pure la classificazione di virus (paras- 
siti, da boot sector, multipartiti) ven- 
gono affrontati tranquillamente in 
modo accessibile e comprensibile. 

Anche la struttura interna dei virus 
viene descritta facendo uso di sem- 
plici concetti ed esempi, segnalando 
dove opportuno quali sono i compor- 
tamenti a rischio che possono deter- 
minare la trasmissione dell'infezione 
da questo o quel tipo di virus. 

Un intero capitolo è dedicato all'a- 
nalisi e alla smentita di voci fatte cir- 
colare da persone poco esperte o 
deliberatamente disinformative. 

Segue una lunga e dettagliata ana- 
lisi delle procedure di difesa e recu- 
pero dalle infezioni; Hruska copre in 
dettaglio tutte le fasi della protezione 
dai virus, dalle attività preliminari e 
preparatorie (una sana politica di co- 


pia di sicurezza, la preparazione di 
un dischetto di sistema protetto con- 
tro la scrittura, la definizione di un 
piano di emergenza) alla prevenzione 
attiva, fino al recupero dei program- 
mi infetti e al trattamento degli 
eventuali danni causati dai virus. 

Sono quindi brevemente descritte 
le diverse tipologie di programmi an- 
tivirus, con le indicazioni per l'utente 
che deve scegliere quale acquistare; 
l'ultimo capitolo fornisce informazioni 
dettagliate sulle particolarità del com- 
portamento dei virus nelle reti, e su- 
gli appositi strumenti per difenderse- 
ne in un contesto distribuito. 

Il testo si conclude con delle ap- 
pendici di natura tecnica, di cui la più 
lunga (oltre 70 pagine) riporta una 
breve descrizione e l’impronta iden- 
tificativa di tutti i virus conosciuti alla 
data di pubblicazione del testo. 

Si tratta di un volume la cui lettura 
è senz'altro suggerita a chi sia inte- 
ressato a una sintesi dei fatti e delle 
procedure riguardanti i virus, senza 
rinunciare alla chiarezza e alla com- 
pletezza. 

Dr. Jan Hruska 

Computer Viruses and Anti-Virus 
Warfare 

ISecond Revised Edition) 

Ellis Horwood Ltd., 1992 
ISBN 0-13-036377-4 


302 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


LA MOSTRA 

OLTRE 

ALLE PIÙ PRESTIGIOSE 
AZIENDE ITALIANE, 
CONSIDEREVOLE 
PRESENZA DI CASE 
STRANIERE 
CHE PRESENTANO UNA 
PANORAMICA COMPLETA 
DELLE SOLUZIONI PIÙ 
INNOVATIVE NEI SETTORI: 
HARDWARE, SOFTWARE, 
TELEMATICA E 
TELECOMUNICAZIONI, 
SERVIZI DI INFORMATICA E 
DI ASSISTENZA TECNICA, 
ATTREZZATURE PER 
L’UFFICIO, ARREDAMENTO, 
CARTOTECNICA. 

I CONVEGNI 

“L’OSSERVATORIO DI 
ROMAUFFICIO” 

UN MOMENTO D'INCONTRO 
SU TEMI DI PARTICOLARE 
INTERESSE ED ATTUALITÀ 
CONFRONTATI CON 
ESPERIENZE DIRETTE 
DI OPERATORI 
ED UTENTI QUALIFICATI. 


con il patrocinio 
della Regione Lazio 
Assessorato Industria 
Commercio e Artigianato 


15'MOSTRA CONVEGNO 
DELLE TECNOLOGIE 
E DELLE SOLUZIONI 
PER L’AZIENDA 

6-10 MARZO 
FIERA DI ROMA 

ORE 9.30-19.00 

PROMOSSA DALL'ISTITUTO MIDES 
INFORMAZIONI TEL 06/6875575 


ROIVMUFFICIO 

>93 


IL NOCCIOLO DELLA SOLUZIONE 



WINDOWS 3 


Elementi di 


anatomia di Windows 


Quando sì utilizza per molto 
tempo un qualsiasi oggetto 
appartenente ad una qualsiasi 
tecnologia si arriva a 
conoscerne tutti gli aspetti 
operativi. Ma a questa 
conoscenza non si 
accompagna quasi mai una 
conoscenza altrettanto spinta 
del funzionamento interno 
dell'oggetto stesso. 

Si pensi alla automobile. 
Esistono numerosissimi 
guidatori esperti che ignorano 
il funzionamento della loro 
auto 


Tornando alla nostra tecnologia si 
pensi a Windows. È una «macchina» 
facile da usare, con la quale in poco 
tempo si raggiunge un buon livello di 
familiarità, Lavorandoci come utenti si 
diventa operativamente abili ma non per 
questo si diventa tecnicamente esperti. 

Ad un utente normale, dell'auto o di 
Windows, può bastare diventare opera- 
tivamente abile. Ad un utente evoluto 
sono invece richiesti livelli di conoscen- 
za maggiori, quelli per intenderci che 
portano a capire non solo come funzio- 
na un certo meccanismo, ma anche 
perché funziona in tal modo. 

In questo articolo vogliamo dare un 
piccolo aiuto a quegli utenti Windows 
che vogliano sapere qualcosa di più, da 
un punto di vista tecnico, su tale pro- 
dotto. 

Divideremo l'articolo in due parti, la 
prima in cui parleremo di alcuni elemen- 
ti dell'ANATQMIA di Windows, verifi- 
candoli su prodotti conosciuti dagli 
utenti, e la seconda in cui, utilizzando il 
Visual Basic, costruiremo delle miniap- 
plicazioni che contengono alcuni di tali 
elementi «anatomici». 


La grafica è 
uno strumento 

Nel mondo dei PC, Windows, data la 
sua diffusione, può essere considerato 
sinonimo del termine GUI, Graphics 


User Interface. A scanso di equivoci, e 
con buona pace di chi continua a disqui- 
sire sulla supposta inutilità dell’interfac- 
cia grafica, possiamo oggi affermare 
che la GUI non è solo «carina», ma è 
anche «utile» e in certi casi, per certi 
tipi di prodotti, addirittura «indispensa- 
bile». 

Infatti prodotti tipo Lotus Organizer 
(fig. 1 , appena giuntoci in italiano) non 
avrebbero senso se non ci fosse Win- 
dows. sia per il fatto che. sotto Win- 
dows, l'Organizer elettronico assume 
l'aspetto, e le funzionalità, già familiari, 
di quello reale, sia per il fatto che un 
prodotto del genere, che è un prodotto 
semplice e di facile uso, se dovesse 
contenere in sé anche la «sezione» 
grafica, diventerebbe molto più com- 
plesso e forse inutilizzabile. 

Nella seconda figura, la 2, relativa a 
Paradox per Windows, invece vediamo 
come l'interfaccia grafica si guadagna, 
dopo l'appellativo di «indispensabile» 
(per certi tipi di prodotti) anche quello di 
«utile», per altri tipi di prodotti. 

Alcune funzioni concettualmente osti- 
che e, nei prodotti normali, sempre ope- 
rativamente complesse, come la gestio- 
ne delle Relazioni tra gli Archivi di un 
Database, nel Paradox per Windows si 
materializzano invece in una serie di 
elementi grafici, che senza dubbio ren- 
dono l'argomento più semplice da capi- 
re e il prodotto più facile da usare. 



304 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



WINDOWS 3 



Bottoni Operativi 
Standard 

e Bottoni Programmati 

Il Bottoncino con il disegnino sopra, 
altrimenti conosciuto con il termine Ico- 
na, costituisce indubbiamente lo stru- 
mento più semplice ed immediato con il 
quale eseguire un Comando. 

Poiché in tutti i prodotti software i 
Comandi, e quindi i potenziali Bottoni, 
sono tanti, si è ormai diffusa la possibili- 
tà di personalizzarne la disposizione, allo 
scopo di visualizzare solo i Bottoni d'u- 
so più frequente. Il Bottone è inoltre, 
nei prodotti più evoluti, sempre Pro- 
grammabile, anzi diventa l’elemento 
principale attorno al quale ruotano i nuo- 
vi linguaggi e i nuovi metodi di program- 
mazione Object Oriented. 

In figura 3 vediamo un collage esegui- 
to su videate di Excel 4.0, in cui abbia- 
mo inserito sia alcune Bottoniere stan- 
dard, che contengono una serie di bot- 
toni prestabiliti e che riguardano un uni- 
co argomento (nella figura la bottoniera 
Standard e quella per la Formattazione) 
sia la Finestra di Dialogo con la quale è 
possibile personalizzare le Bottoniere 
stesse, inserendoci solo i Bottoni che 
fanno comodo in una particolare situa- 
zione, 

Nella figura vediamo i bottoni che 
servono per confezionare le formule 
matematiche. Nel caso quindi che oc- 
corra scrivere molte formule è possibile 
predisporre una ToolBar che contiene 
segni matematici, segni di parentesi, 
bottoni che richiamano la Dia log Box 
con le funzioni di libreria, ecc. In tal 
modo anche una formula complessa, 
del tipo: 

+SOMMAIA1 ;A1 OI/COSfBI *PI<)) 
si può scrivere tutta con il mouse. 

Bottoni e Di a log Box 

Per alcuni comandi più semplici, ad 
esempio quelli che hanno solo due pos- 
sibilità (On/Off, Sì/No, 1/0, Bianco/Nero, 
ecc.) è sufficiente un Bottone, altri, più 
complessi, hanno necessità di una Dia- 
log Box. Questo avviene quando il co- 


mando richiede, da parte dell'utente, 
l'inserimento contemporaneo di più 
specifiche. 

Ricordiamo ai meno esperti che all'in- 
terno di una Dialog Box, quando si 
debbano digitare più campi, conviene 
spostarsi da un campo all'altro con il 
tasto TAB. anziché con il mouse. Inoltre 
ricordiamo che da una Dialog Box si 
esce o confermando, clickando su OK o 
premendo il tasto Invio, o annullando 
con il bottone Annulla o con il tasto Esc. 

Altra modalità operativa da conoscere 
è quella che permette o di modificare il 
contenuto di un campo alfanumerico, o 
clickandoci dentro, facendo diventare il 
puntatore una linea verticale, che si 
inserisce nel testo preesistente, oppure 
facendo un doppio click nella casella. Il 
contenuto del campo si annerisce, ed in 
tal modo qualsiasi cosa si digiti sostitui- 
sce il testo evidenziato. 


Figura 3 - Bottoni Ope- 
rativi Standard e Bot- 
ti Bottone costituisce 
indubbiamente il siste- 
ma più semplice ed 
immediato per esegui- 
re un Comando Poi- 
ché nei prodotti i Co- 
mandi, e quindi i Sor- 
mai diffusa fa possibili- 
tà di personalizzarne la 
disposizione II Botto- 
ne è. nei prodotti più 
evoluti, sempre Pro- 
grammabile. anzi di- 
venta l'elemento prin- 
cipale attorno al quale 
ruotano i nuovi lin- 
guaggi e i nuovi meto- 
di di programmazione 
Object Oriented. 


Tutte queste modalità operative val- 
gono in qualsiasi finestra di dialogo di 
qualsiasi prodotto sotto Windows. È 
quindi utile e produttivo impiegare una 
minima parte del proprio tempo a far 
pratica e a migliorare ia propria operati- 
vità su tale strumento. 

Ci tengo a dire questo perché mi 
capita di vedere molto spesso persone 
che, alle prese con una Dialog Box con 
molti campi alfanumerici da riempire, 
fanno un inutile «avanti e indietro» tra il 
mouse e la tastiera. 

La Dialog Box è il più efficace stru- 
mento di comunicazione tra utente e 
applicazione, e non solo facilita, come 
detto, il lavoro dell'utente, ma soprattut- 
to é in grado di controllarne l'operato. 

È quindi ovvio che tutti i prodotti più 
evoluti permettano di costruire interna- 
mente delle Dialog Box, in genere utiliz- 
zando uno specifico editor grafico (In 



MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


305 


WINDOWS 3 


figura 4 vediamo quello di Quattro Pro 
per Windows) e di incorporarle nell'ap- 
plicazione. 

L'Editor di Quattro Pro per Windows 
è caratterizzato dalla Toolbar, che mo- 
stra tutti i tipi di oggetti, e dalla adozio- 
ne (diventerà uno standard) del «tasto 
destro» del mouse, che clickato. dopo 
essersi posizionati su un oggetto, ne 
mostra tutte le possibili caratteristiche e 
le possibili impostazioni. 

True Type 



Figura 4 - Dialog Box 
personalizzata • Quat- 
tro Pro per Windows 
La Dialog Box e il piu 
efficace strumento di 
comunicatone tra l'u- 
tente e l'applicatone 
Non solo facilita il la- 
voro all'utente, ma so- 
prattutto ne controlla 
l'operato. È quindi ov- 
vio che lutti i prodótti 
più evoluii permettano 

re utilizzando uno spe- 
cifico editor grafico, e 
di incorporarle nell'ap- 
plicazione 


Altro elemento «anatomico» che ca- 
ratterizza l’ambiente Windows è costi- 
tuito dai font True Type. I vantaggi 
connessi con l'adozione dei font True 
Type sono numerosi e non sono solo di 
tipo estetico, costituiti cioè dalla ric- 
chezza e dalla qualità dei tipi di font e 
dei loro attributi. 

È un vantaggio il fatto che tali «ogget- 
ti grafici» siano vettoriali e non bit- 
mapped e che quindi occupino relativa- 
mente poco spazio. 

È un vantaggio che siano universali, e 
quindi indipendenti dalla macchina, dal 
monitor e dal pacchetto che si sta usan- 
do e soprattutto dalla stampante. In 
figura 5 vediamo una videata presa da 
Excel, in cui si vede la scelta di un Set 
di caratteri speciali che corrispondono 
alle note musicali. 

Quindi un testo formattato con un 
certo font True Type può essere tra- 
sportato senza problemi su un'altra 
macchina di altro tipo e dotata di altra 
stampante. 

Può nascere qualche problema solo 
nel caso che su una macchina sia stato 
installato un pacchetto che si porta ap- 
presso propri font True Type, che man- 
cano ovviamente in una seconda mac- 


Figura 5 - Uso dei Font 
True Type in Write. 
Anche la famosa tec- 
nologia dei Font True 
Type nasce con una 
Finalità positiva Per- 
mette di rendere "uni- 
versatili, rendendoli in- 
dipendenti dalla situa- 
zione hardware m cui 

colare dalla stampan- 
te. i file, di qualsiasi 
tipo, che abbiano un 
qualsiasi contenuto 



china che non ha installato lo stesso 
prodotto. Succede per i prodotti grafici. 
Sia Power Point che Corel Draw! si 
portano dietro propri font True Type, 

In figura 6 vediamo cosa succede su 
una macchina con installati i due pac- 



Figura 6 - Scelta dei 
True Type in Power 

Su una macchina dota- 
ta di Windows 3. i ab- 
biamo installato anche 
Power Point 3.0 e Co- 
rel Draw 3,0 . Ambe- 
due questi prodotti, 
specialmente if secon- 
de). portano con sé un 
certo numero di nuovi 
Font True Type, che 
diventano in lai modo 
patnmonio della mac- 

quindi utilizzabili da 
qualsiasi altro prodot- 
to E chiaro che ur. 
segno che sfrutti 
Font particolare i 
essere visto corretta 
mente solo su uni 
macchina che dtspon 
ga dello slesso Font. 


chetti. La videata è presa dal Power 
Point, mentre i Font sono stati per la 
maggior parte portati dal Corel Draw!. 

C'è anche da tener presente il fatto 
che la codifica universale dei Font si 
ripercuote positivamente anche sui file 
di tipo Grafico. In particolare il formato 
WMF, di cui parleremo tra un po', rico- 
nosce correttamente i font True Type e 
consente il passaggio di file grafici da 
un prodotto all’altro senza perdere o 
falsare questa importantissima informa- 
zione. 

Microsoft ha recentemente prodotto 
un Set di aggiuntivi (Microsoft True Ty- 
pe Font Pack, provati in questo stesso 
numero), che si possono aggiungere 
alla dotazione standard di Windows. Si 
tratta di ben 44 tipi di caratteri differenti 
che avvicinano le prestazioni di una 
«qualsiasi» stampante a quella di una 
PostScript. 

L'Help di Windows 

Come dovrebbe essere noto a tutti, 
Windows dispone di un suo sistema di 
Help, basato su un applicativo WINHELP 


306 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



WINDOWS 3 


Figura 7 - Help di Win- 
dows - Funzionanti in 

vrebbe essere noto a 
tutti. Windows dispo- 

applicativo, eseguibile 
a tutti gli effetti. il 
WINHELP.EXE, cut 
qualsiasi altro applica- 
tivo può delegare le 
funiioni, che in questo 
caso diventano uguali 
per tutti, dt visualizza- 
zione interattiva delle 
pagine di Help. Tale si- 
stema è mollo sofisti- 
cato in quanto gesti- 
sce Ipertesti, ovvero 
file di Help con riman- 
di, parole chiave, boi- 


Figura 8 - Help autoco- 
struito. 

I linguaggi di program- 
mazione più recenti 
permettono non solo 
di scrivale delle appli- 
cazioni a tutti gli effetti 
Windows, ma anche 
di sfruttarne tutti i ser- 
vizi, compreso il servi- 
zio di Help In questo 
caso vediamo una vi- 
deata di un Help co- 
struito con ri generato- 
re di Help presente 
nel Visual Basic Pro- 
fessional Toolkit. 




,EXE, eseguibile a tutti gli effetti, cui 
qualsiasi altro applicativo può delegare 
le funzioni, che in questo caso diventa- 
no uguali per tutti, di visualizzazione 
interattiva delle pagine di Help, 

Tale sistema è molto sofisticato in 
quanto gestisce Ipertesti, ovvero file di 
Help con rimandi, parole chiave, botto- 
ni, ecc. e mette a disposizione dell'u- 
tente funzioni di stampa, copia, segnali- 
bro, ecc. In figura 7 ne vediamo uno, 
preso da Corel Draw!. molto ricco di 
bottoni grafici. 

Va poi detto che i vari linguaggi di 
programmazione per Windows, permet- 
tono non solo di scrivere delle applica- 
zioni a tutti gli effetti Windows, ma 
anche di sfruttarne tutti i servizi, com- 
preso questo di Help. In figura 8 vedia- 
mo una vìdeata di un Help costruito con 
il generatore di Help presente nel Visual 
Basic Professional Toolkit. 


OLE 

Una delle funzionalità più rivoluziona- 
rie introdotte da Windows è quella con- 
nessa con la tecnologia OLE, «obbliga- 


toria» a partire da Windows 3.1. 

OLE ha fatto nascere nuove tipologìe 
di prodotti, prima assolutamente impen- 
sabili. Si pensi al Lotus SmartPics, una 
libreria di immagini ClipArt, richiamabile 
in quanto OLE Server da tutti gli altri 
applicativi. SmartPics (in figura 9) dispo- 


ne anche di un certo numero di funzio- 
nalità che facilitano l'utilizzo delle varie 
immagini, che vengono adattate alle ne- 
cessità dell'ambiente ricevente. 

OLE va considerato come un motore 
per gestire una comunicazione tra due 
soggetti. Uno, quello che ha i dati, è un 
Server, mentre il soggetto ricevente è 
un Client. 

I motori delle funzionalità OLE sono 
le due DLL. OLESVR.DLL e OLE- 
CLI.DLL, presenti nella directory SY- 
STEM di Windows 3.1. La disponibilità 
dì un prodotto ad essere o meno OLE 
Client o Server deve essere certificata 
in una apposita sezione del file WIN.INI 
(ne vediamo un brano in figura 10), 
quello che, come quasi tutti sanno, con- 
tiene buona parte delle specifiche di 
installazione e di configurazione di Win- 
dows e dei prodotti presenti sul si- 
stema. 

La benzina 

Per benzina intendiamo i dati, di qual- 
siasi tipo, testuali, tabellari, grafici, ecc., 
che possano essere trattati da qualsiasi 
applicativo. Poiché ogni applicativo può 
scambiare dati di qualsiasi tipo con un 
altro applicativo è evidente che connes- 
si all'uso di Windows vi sono una serie 
di formati idonei a questo tipo di inter- 
cambio e quindi molto «ricchi» di infor- 
mazioni. E in genere il formato di scam- 
bio corrisponde a una codifica che «va 
bene» anche per il salvataggio su file. 

L'utilizzatore esperto deve quindi co- 
noscere tali formati. Un modo per ap- 
profondire tale tema è cominciare a 
verificare le funzionalità dì Salva con 
Nome Opzioni, oppure Esporta e Impor- 
ta, presenti in tutti i prodotti di qualsiasi 

tipo. 

Per limitarci ai formati grafici, verifi- 


Figura 9 - OLE Server - 
Lotus SmartPics. 

La tecnologia OLE. 
•« obbligatoria » a parti- 
re da Windows 3.1. ha 
fatto nascere nuove ti- 
pologie di prodotti, pri- 
ma assolutamente im- 
pensabili. Molto indo- 

SmartPics. una libreria 
di immagini ClipArt. ri- 
chiamabile. in quanto 
OLE Server, da tutti gli 
altri applicativi Dispo- 
ne di un certo numero 
di funzionalità che faci- 
litano l'utilizzo delle 
varie immagini di libre- 
ria. che vengono adat- 
tate alle necessità deh 
l’ambiente ricevente. 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


307 




WINDOWS 3 


cheremo il fatto che Windows dispone 
di propri formati, sia bit-mapped che 
vettoriali, molto ricchi di informazioni, e 
che Windows permette anche agli ap- 
plicativi più spinti di addattarvisi senza 
eccessivi problemi. BMP (fig. 12) è lo 
standard nei formati Grafici bit-mapped. 
Consente specifiche di colore corrispon- 
denti alle tre modalità video di Windows 
<16. 256, 24 bit di colori) e consente 
qualsiasi dimensione, indipendente dal- 
la risoluzione del video. WMF (Win- 
dows MetaFile, più volte trattato in que- 
ste pagine) è lo standard del formati 
grafici vettoriali, 

Si pensi al vantaggio costituito dal 
fatto che WMF accetta i Font True Type 
che quindi sono riconosciuti da tutti gli 
altri applicativi con cui il file WMF è 
generato o ai quali lo stesso è destina- 
to. Ne vediamo una convincente esem- 
plificazione nella figura 13. 

Visual Basic - 

Il piccolo programmatore 

Windows 

Il Visual Basic è un prodotto che mi fa 
pensare al gioco Piccolo Chimico, che 
tanto tempo fa, quando ero bambino, 
mi affascinava moltissimo. Questo non 
lo dico assolutamente con intenti «ridut- 
tivi». Lo dico per il fatto che Visual 
Basic rende facilmente affrontabile e 
praticabile la programmazione sotto 
Windows, in tutti i suoi aspetti, così 
come il Piccolo Chimico permetteva di 
eseguire facilmente dei semplici esperi- 
menti di Chimica, anche alcuni di quelli 
che sono alla base della Chimica Indu- 
striale. E cosi come l'uso del Piccolo 
Chimico può essere propedeutico per 
successivi Studi superiori nella stessa 
materia, anche Visual Basic può essere 
utilizzato per sperimentare e studiare 
funzioni Windows, anche indipendente- 
mente dal fatto di dover costruire un 
applicativo. 

In realtà il Visual Basic sta crescendo, 
nel senso che, essendo stato progetta- 
to come prodotto modulare, che per- 
mette quindi di essere potenziato con 
funzioni aggiuntive in più. dispone già di 
vaste Librerie di Funzioni, che lo specia- 
lizzano in vari e ulteriori settori della 
programmazione. 



Figura 10 - OLE nel 
MINIMI 

Il motore c/ella funzro- 
natila OLE sono le due 
DLL. OLESVR DLL e 
OLECUDLL presenti 
nella directory SY- 
STEM di Windows 
3 l La disponibilità di 
un prodotto ad essere 
o meno OLE Client o 
Server deve essere 
anche certificata in 
una apposita sezione 
del file WIN.INI, duello 



configurazione di Win- 


Figura 1 1 - TOOLS Lo- 
tus oltre OLE 
Le case software più 
importanti continuano 

che che in certi casi 
possono superate an- 
che le funzionalità di 
Windows, trasferen- 
dole peto sui van pro- 
dotti In tal senso e 
interessante la tecno- 
logia TOOLS. proposta 
da Lotus l significa 
Technology fot Object 
Onented Link & Sha- 
nngl. che permette ai 
suoi applicativi non di 
condividere gli oggetti 

prodotti, ma dì condi- 
videre le funzionalità 
che servono a realizza- 
re gli oggetti stessi 
Ad esempio Ami Pro, 
parliamo della versici- 

lo stesso generatore 
di Business Graphics 
dell'! 23 e di Freelan- 
ce. prossime versioni 

Figura 12 - BMP è lo 
standard dei (ormati 
grafici bit-mapped. 

Un ulteriore vantaggio 
connesso con la diffu- 
sione di Windows à la 
semplificazione nella 
giungla dei formati gra- 
fici Poiché Windows 
dispone di suoi formati 
grafici, sia bit-mapped 
che vettoriali, molto 
ricchi di informazioni, 
permette anche agli 
applicativi più spinti di 
adda t larvisi senza ec- 
cessivi problemi. 



Il potenziamento dei 
Control del Visual Basic 

Visual Basic è un linguaggio di pro- 
grammazione Object Oriented. La pro- 
grammazione comporta il disegno di 
Oggetti, elementi che in Visual Basic si 
chiamano Control, e comporta la scrittu- 
ra di «pezzi» di programmi che vengono 


eseguiti quando avviene un Evento (pro- 
grammi Event Driven) su uno di questi 
Control. 

I Control del Visual Basic appaiono 
direttamente in una speciale Toolbox 
dalla quale possono essere presi per 
essere posizionati nella Form, nella ma- 
schera insomma, della nostra applica- 


zione. Ai Control presenti nel Visual 
Basic normale, è possibile aggiungerne 
altri, o sviluppandoli in proprio o acqui- 
standoli, già belli e pronti, dalle varie 
case di software. 

Un buon approccio a questa tematica 
è costituita dai Visual Basic Professional 
Tool Kit della Microsoft, «oggetto» che 


308 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 



WINDOWS 3 


Figura 13 ■ WMF è lo 
standard dei tornati 
grafici vettoriali 
Un disegno vettoriale 
è composto da ogget- 


clascuno con sue ca- 
ratteristiche. Il forma- 
to Windows MetaFite 
(WMF! è molto ricco e 
supporta tutte le mo- 
dali all'interno di I A/ìrt- 

leggio costituito dal 
fatto che il WMF ac- 
cetta i Font True Type, 
che quindi sono rico- 


plicativì che produco- 
no o ricevono grafici. 



esecuzione dell'applicazione non appa- 
re. La Box Common invece appare in 
seguito all'evento costituito dall'esecu- 
zione di una istruzione Action, collegata 
per esempio ad un click su un bottone 
(figg. 14 e 15). 

Nel programma legato al bottone van- 
no inserite delle istruzioni di inizializza- 
zione, poi si impostano le variabili da 
passare alla Dialog Box, A questo punto 
si può inserire la citata istruzione Ac- 
tion, che serve per eseguire la Dialog 
Box, uscendo dalla quale si trovano 



contiene varie cose, ma non contiene il 
Visual Basic, che va acquistato a parte e 
installato prima. Contiene una serie di 
Control aggiuntivi, che si concretizzano 
in file, desinenza *.VBX, che si caricano 
per mezzo della voce di menu Add File, 
e che aggiungono una o più Icone alla 
Toolbox. Tali Control sono di provenien- 
za Microsoft, oppure sono stati svilup- 
pati da Software Houses indipendenti e 
incorporati nel Kit. 

Oltre ai Control, il Kit contiene mate- 
riale illustrativo che spiega come fare a 
sviluppare in proprio dei Control. In tal 
caso non si deve usare il Visual Basic 
ma il Software Development Kit di Win- 
dows agganciato ad un linguaggio C o 
C-t- + . 

Infine il pacchetto contiene un file 
che serve per generare Help di Win- 
dows. Molto interessante, al punto che 
non ne parliamo ora, ma ci ripromettia- 
mo di farlo in un successivo articolo. 
Con un generatore di Help è possibile 
realizzare un Help «alla Windows» e 
collegarlo all'applicazione Windows fat- 
ta con Visual Basic. 

I nostri esercizi riguarderanno l'utiliz- 
zo di alcuni dei nuovi Control presenti 
nel Toolkit. Non parleremo quindi di 
come sviluppare i Control. Vedremo so- 
lo come usarne qualcuno dei più signifi- 
cativi. 


Utilizziamo, in proprio , 
le Common Dialog Box 
di Windows 

Già Windows 3.0, e ancora di più 
Windows 3.1, mettono a disposizione 
dei vari applicativi una serie di finestre 
di dialogo, d'uso comune, inserite nella 
libreria dinamica COMMDLG.DLL. Uno 
dei Control contenuti nel Toolkit del 
Visual Basic permette di sfruttare facil- 
mente alcune di queste Dialog Box «co- 
muni», come quella che serve per sce- 
gliere il Font e quella che serve per 
scegliere un Colore. Poi dopo quelle 
lanciate dai comandi comuni a tutti gli 
applicativi, anche quelle sviluppate con 


Visual Basic, come File Apri e File 
Stampa. 

Il procedimento con il quale si usa, da 
un programma Visual Basic, una Dialog 
Box Comune è banale, anzi addirittura 
ovvio. 

Nella Form va inserito il Control relati- 
vo alla Box, Control che in fase di 


modificate le impostazioni, se si esce 
con una Conferma, o non si trovano 
modificate, se si esce con Esc. 

Le variabili, il cui tipo dipende dal tipo 
di impostazione <es. alfanumerica per la 
scelta del tipo di Font, numerica per il 
corpo ovvero per la sua dimensione, 
logica per gli attributi, come grassetto, 


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309 





WINDOWS 3 


corsivo, ecc.) hanno, a! solito, nomi mol- 
to intuitivi. 

Nella finestra mostrata in figura 14 
abbiamo anche inserito un comodo 
Control, chiamato Gruppo di Pulsanti 
3D, che serve per inserire dei pulsanti 
mutuamente interagenti. L'esempio 
classico di utilizzazione è costituito dalle 
funzionalità di allineamento di un testo 
in una cella. Premendo uno dei quattro 
pulsanti 3D (sinistra, centro, destra, giu- 
stificato), gli altri si «alzano». Non trova- 
te nelle figure il «pezzo» di programma 
legato a questo gruppo di pulsanti, che 
servono per allineare la scritta nella Box 
di testo. In realtà la soluzione di questo 
problemino è meno semplice di quanto 
sembra. 

La Box Text non dispone di una pro- 
prietà allineamento da settare e quindi 
occorre inventare un algoritmo di alline- 
amento, funzione della dimensione 
scelta per il carattere. 




Creiamo un programma 
di Business Graphics 
«quasi nostro» 


Per finire vi proponiamo un esercizio 
che sfrutta due dei Control più comples- 
si. Il primo permette di creare e di 
gestire un Minispreadsheet e il secondo 
permette di realizzare un diagramma di 
tipo Business. Abbiamo ovviamente le- 
gato i due Control (si chiamano GRID e 
GRAPH) nel senso che nello spreadshe- 
et abbiamo caricato, con una funzione 
RND, una serie di numeri che vengono 
poi passati alla Control che li mette in 
forma grafica <figg. 16 e 17). 

Abbiamo anche inserito un bottonci- 
no (il Control si chiama 3D Check Box), 
che serve, nella nostra applicazione, per 
variare l'aspetto del grafico a barre. Da 
un aspetto bidimensionale a uno trilli- 
li Control Grid (il minispreadsheet) 
permette di definire proprietà come nu- 
mero di righe e di colonne, larghezza 
delle colonne, intestazioni, contenuto 
delle celle, titoli, colore dei vari ele- 
menti. 

Il Control Graph permette invece di 
realizzare un diagramma. La scelta è tra 
11 tipi, mentre è possibile anche defini- 
re il numero delle serie e il numero 
degli elementi di ciascuna serie. 

In definitiva due strumenti molto evo- 
luti che possono servire per risolvere in 
maniera brillante ed economica alcuni 
problemi di programmazione. 


310 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 



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il mouse in completa 
compatibilità con 
i sistemi 
PC (seriale 
RS 232) e 
IBM PS/2 
/(porta 
Al i n i d i n ) . 

LExpcrt Mouse 
Kensingtnn viene 
supportata da Win- 
dows 3.1 in ambiente Dos 
5 ed è al 100% Microsoft 
Mouse compatibile. 

Il software di gestioni', di facile 
accesso, consente di pers 
lizzarne le caratteristiche quali: 
accclcra/ionc balistica, settaggio per 
destri o mancini ed una serie di Utilities 
che consentono la creazione di una serie 
dì menù personalizzati. Con il suo design 
sobrio c robusto l'Expcrt Mouse- è in grado di 
affiancarsi corrciiamcntc a qualsiasi tastiera 
alloggiando Jii uno spazio inferiore ai soliti 
' mouseM.ippèluHf: jp sostituzione di questi ultimi, 
imiltrcyprilrde^rricciiire il vostro sistema con un 
accessorio più preciso, affidabile c polilunzionalc! 
la dolce scorrevolezza della sfera consente senza difficoltà spostamenti anche lujgromelrici del y cursore 

■■An la pri ma gàranzia di un prìiccssy produttivo estr^inaiuenie accurato . 1 1 peso e inerzia assolutamente ' bilanciali 
della t rack-hall, conferiscono alla ExpmMaise un eq gAó perfetto. la sfera è sosteSwa da tre rulli due dei quali, -posti a 90 gradi, ' leggono" il 
n ITrafanirto. Iflmrsono costituiti da auteni icf cuscinetti a sfere in acciaio ad alta precisione, completamente 


fronzoli, mn comoda, efficace -e solida. Fu queliti che dece fare e nie n& di pii), ma lo fu bene, senza far mai rimpiangere un mouse, ma anzi amido il 
pregio ili uoii occupare spazio, sulla scrivanìa, di non richiedere freqmn^f-ie e sopratlu tìo di esseri’ sempre fì dorè la mano sì rispetta che sòl 
L abbiamo usata con tnltUdipi dispfiirare e ci siamo trovali sempre a uasjBdkt. lincile là èlitre era richiesta grande precisione sensibilità cioè nei 
programmi di Q'iflMjf Coti (fautore deU’arlicolo è iinjinhiteliù e it computer per disegnare; neh ). Il suo desigli assolutamente . ’ 

, simmetrici) la rdale ìitàltirperfetlu anche per i niuncim . ' * . 

RICHIEDIETE IL CATALOGO DEGLI ACCESSORI KENSINGTON AL VOSTRO RIVENDITORE DI FIDUCIA 


WINDOWS 3 


coordinamento di Francesco Pedoni 


WIN & TIPS 


Forse non 


tutti sanno 


Comandi DOS da Windows 

Questo «tip» è rivolto a tutti coloro 
che sentono la mancanza, all'interno di 
Windows, del tradizionale Dos Prompt. 

La voce Esegui del menu File, suppli- 
sce in parte a tale mancanza, consen- 
tendo il lancio delle applicazioni dalla 
linea di comando. 

Il box Esegui risulterebbe tuttavia as- 
sai più potente se fosse in grado di 
accettare anche i normali comandi inter- 
ni del sistema operativo. 

Tale obiettivo può essere realizzato in 
modo molto semplice. 

Scriviamo il seguente batch dì una 
sola riga: 

%i %2 %3 %4 %5 

e salviamolo quindi con un nome breve 
(ad esempio, DO.BATJ, in una directory 


che sia compresa nel path di sistema. 

A questo punto, lanciando il batch, 
potremo trasmettere dal box Esegui al 
DOS qualsiasi sequenza di comandi 

(fig.i). 

Ad esempio, per visualizzare la direc- 
tory del dischetto in a:, scriveremo nel 
box Esegui: 

DO DIR A: 

e per copiare tutti i file con estensione 
DÒC dai drive a: al drive c:, scrive- 
remo: 

DO COPY A:*.DOC C A WINWORD 

Una sola precauzione: ricordatevi di 
indicare sempre la directory di destina- 
zione: poiché in caso contrario verrà 
utilizzata quella attualmente in uso da 
parte di Windows. 


Aumentare l'ambiente DOS 
in Windows 

Qualche lettore lamenta la comparsa 
del funesto messaggio «Out of Environ- 
ment Space » al lancio di un'applicazio- 
ne nella finestra Dos di Windows. E ciò, 
anche dopo aver generosamente 
aumentato le dimensioni dell’ambiente 
Dos. 

Ricordiamo brevemente, per chi non 

10 sapesse, che l'ambiente Dos (o Envi- 
ronment Space) è quell'area di memoria 
riservata alle informazioni da tenere sta- 
bilmente a disposizione del sistema, 
come il Path e il Prompt; più altre 
variabili di volta in volta usate dalle 
applicazioni. 

Il contenuto dell'ambiente è facilmen- 
te verificabile attraverso il comando SET 
del Dos; non cosi, invece. Il suo spazio: 

11 comando SET non ci dice infatti quan- 
to spazio libero abbiamo ancora a dispo- 
sizione per ulteriori variabili. 

Purtroppo il Dos assegna per default 
all'Environment Space appena 160 by- 
te; ne segue che esso può contenere 
solo un ristretto numero di variabili: un 
lungo Path o un Prompt personalizzato 
saranno già sufficienti ad esaurirlo. 

Alcuni programmi non si interessano 
affatto all'Environment Space; altri inve- 
ce vi accedono per controllare la pre- 
senza di variabili generali (come ad 
esempio, TEMP, o COMSPEC), o per 
inserirvi variabili specifiche, la cui per- 
manenza è limitata all'esecuzione del 
programma stesso. 

Ad esempio, se eseguite il comando 
SET nella finestra Dos di Windows, 
troverete che è stata aggiunta all'am- 
biente una nuova variabile, WINDIR, 
che ha lo scopo di indicare alle applica- 
zioni la directory di avvio di Windows. 
Durante la procedura d'uscita, Windows 
stesso provvede a cancellare la variabile 
WINDIR e a liberare lo spazio occupato. 

Ci sono due modi per aumentare l'En- 
vironment Space: il primo modifica 
l'ambiente per le applicazioni che ven- 
gono lanciate direttamente dal prompt 
del Dos (incluso quindi lo stesso Win- 



312 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



WINDOWS 3 



Figura 2 - Il pannano 38BEnhanced di Windows 3 1 II box Memoria Virtuale consenta di modificare 
facilmente la dimensione e il tipo dello swap file su disco ; o anche di disabilitarlo del tutto, in modo da 
lavorare solo in Ram. 


dows); e consiste nell'aggiungere 
un'apposita istruzione al Config.sys. Ad 
esempio, la riga: 

SHELL=C: \COMMAND.COM /E:512 /P 

mette a disposizione del processore di 
comandi un ambiente di 512 byte. 

Il secondo sistema, riguarda i pro- 
grammi che vengono eseguiti nella fine- 
stra Dos di Windows. Questa infatti non 
eredita automaticamente l'ambiente 
modificato prima del lancio di Windows. 
Ne deriva che, se lanciamo un'applica- 
zione che richiede l'uso dell'ambiente 
per le proprie variabili, quasi certamente 
si produrranno le condizioni per la com- 
parsa del messaggio di spazio esaurito. 
È questo, probabilmente, il caso lamen- 
tato dal lettore. 

Si può ovviare all'inconveniente in di- 
versi modi: uno lo abbiamo già descritto 
in questa rubrica (MC, n.1 17) e richiede 
una modifica del DOS.PIF. 

Ma Windows 3.1 mette a disposizio- 
ne un sistema più facile. Tutto ciò che 
si deve fare è aprire il System.ini ed 
inserire nella sezione [NonWindows 
App) la riga seguente: 

[NonWindowsAppI 

CommandEnvSize=512 

Dove evidentemente il numero corri- 
sponde alla dimensione che si vuole 
assegnare all'ambiente. Nella maggior 
parte dei casi, 512 byte costituiscono 
un valore sufficiente. E tuttavia è consi- 
gliabile. secondo alcuni, aumentare l'as- 
segnazione fino a 2048 byte; i! che 
costituirebbe, tra l'altro, un efficace ri- 
medio contro la comparsa degli Unreco- 
verable Application Érror. 

Windows in RAM 

Per adoperare Windows bisogna di- 
sporre quantomeno di un 386 con 4 MB 
di Ram e parecchio spazio sul disco. 

Ma se veramente volete lavorare al 
meglio con Windows e le sue applica- 
zioni, il nostro consiglio è di provvedervi 


soprattutto di Ram. di tanta Ram: alme- 
no il doppio di quella richiesta. 

Windows impiega una gran quantità 
di tempo ad interagire col disco rigido, 
per caricare parti del proprio codice, 
scrivere file temporanei, ed effettuare 
lo swapping delle applicazioni. Ora, per 
quanto il disco possa essere veloce, il 
suo tempo d'accesso e di trasferimen- 
to, sarà sempre incomparabilmente 
maggiore di quello della Ram (parliamo 
di millisecondi contro nanosecondi). Ri- 
durre al minimo gli accessi al disco 
significa quindi incrementare la velocità 
delle operazioni di qualche ordine di 
grandezza. 

La prima cosa da fare a questo sco- 
po, è creare un'ampia disk cache, desti- 
nando a Smartdrive almeno 1MB di 
memoria estesa (meglio due). 

La seconda è impostare la Memoria 
Virtuale in modo Permanente e attivare, 
se possibile, l'emulazione trasferimento 
dati a 32 bit, usando l'apposita opzione 
«Usa accesso al disco a 32-bit» nel 
pannello 386Enhanced. 

La terza è installare un disco Ram, 
anche di modeste proporzioni, da desti- 
nare ai file temporanei creati da Win- 
dows e dalle sue applicazioni (ad esem- 
pio, il Print Manager se ne serve per lo 
spool di stampa). 

Per creare un disco virtuale di 256 KB 
in memoria estesa (è bene utilizzare allo 


scopo il Ramdrive.sys fornito con Win- 
dows) sì dovrà inserire nel Config.sys la 
linea: 

DEVICE=C. \WINDOWS\RAMDRIVE.SYS 
256 /E 

Una volta creato il disco, bisognerà 
aggiungere nel ('Autoexec.bat l’istruzio- 
ne per indirizzare al disco virtuale la 
variabile d'ambiente TEMP. 

Sarà utile aggiungere anche una se- 
conda variabile, con nome TMP, poiché 
alcune applicazioni richiedono tale for- 
mato. Ad esempio: 

SET TMP=E: 

SET TEMP=E: 

L'ultimo accorgimento è riservato ai 
fortunati possessori di 10 o più MB di 
Ram, o a coloro che adoperano solo 
un'applicazione per volta. Consiste nel 
disabilitare l'uso della Memoria Virtuale 
da parte di Windows, evitando in tal 
modo del tutto lo swap sul disco. 

La disattivazione, che nella preceden- 
te versione di Windows richiedeva un 
intervento sul System.ini, si effettua 
adesso tramite il box 386Énhanced del 
Control Panel, ed è facilmente reversi- 
bile. 

Nel dubbio, potete sempre provarci. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


313 






GRAFICA 


Àncora su Corel Draw! 


di Francesco Petroni e Aldo Azzari 


Nel presentarvi, nel numero scorso di MC, il Corel Draw! 3.0 vi 
avevamo annunciato un articolo di approfondimento, in cui avremmo 
eseguito passo passo un esercizio completo, che sfruttasse i vari 
moduli in cui è suddiviso il Corel Draw! stesso. 

Tale approfondimento risulta ancora più opportuno per il fatto che la 
prova di Corel, in sede di impaginazione, per i soliti motivi di spazio, è 
stata, decurtata (mio malgrado) di un gran numero di figure. 

Il fatto è questo. Una prova su un prodotto come Corel Draw! 3.0, che 
si compone in realtà di quattro o cinque prodotti a sé Stanti, ciascuno 
con un suo compito istituzionale, prova condotta, come cerchiamo di 
fare, con l'obiettivo di sperimentare effettivamente e di illustrare tutti 
gli aspetti e le funzionalità principali, non può che essere molto lunga. 
In questo caso, come capita sempre più spesso, dobbiano ricorrere 
allo stratagemma di dividere la prova in due, la prima che serve 
istituzionalmente per descrivere completamente il prodotto, la 
seconda, questa, che serve per approfondire temi operativi e che 
quindi può essere ospitata nella rubrica di grafica 


I moduli di Corel Draw! 3.0 

Sunteggiamo le caratteristiche del 
Corel Draw! 3.0. meglio descritte nella 
prova pubblicata sul numero scorso di 
MC, cui rimandiamo i più interessati. 

La scatola di Corel racchiude oltre al 
tradizionale Manuale e ai tradizionali di- 
schetti, anche un CD, zeppo di materia- 
le Clip-Art (12.000 immagini, fig. 2) e 
dotato di relativo catalogo su carta, e 
una cassetta, VHS, che contiene un 
corso sintetico ma abbastanza comple- 
to delle sue varie funzionalità. 

Il prodotto vero e proprio, presente 
sia su dischetto, in formato compattato, 
sia su CD, è costituito da più programmi 
differenti, alcuni già della Corel, altri 
acquisiti proprio per affiancare il Draw!. 

Óltre a Draw! e a Trace, già proprietà 
Corel, citiamo il prodotto di Business 
Graphic tridimensionale Chart Iti, della 
Three D Software, il prodotto Photo- 



Figura I - Corsi Draw ‘ 3.0 - Ambiente Draw 1 . L 'ambiente operative di Corel Draw' si è arricchiio. rispetto alle vecchie versioni, dello strumento Roll-Up. In pratica s> 
tratta di finestre di dialogo permanenti ( non scompaiono dopo l'uso) che contengono tutti i comandi relativi ad una data funzione evoluta è innovativo il latto che 
permangono sul video in modo che SÌ possa controllare immediatamente l'effetto delle varie impostazioni e. se del caso, eseguire immediatamente le variazioni 
necessarie, senza dover richiamare da capo la finestra 

Figura 2 - Corel Draw I 3.0 - Chp-Art La confezione di Corel contiene oltre al tradizionale Manuale e ai tradizionali dischetti, anche una cassetta VHS. con un corso 
sintetico ma abbastanza completo delle sue varie funzionalità e un CD, contenente materiale Clip-Art (12.000 figure il) e dotato di relativo le indispensabile > 
catalogo su carta. Dui vi presentiamo un po' dì tali figure piazzate artisticamente in un unico disegno 


314 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992 



GRAFICA 



Figura 3 - Corel Orami - Ambiente Show ! Lo Show/ e un esempio » vivente « dell'Importante e della sofisticazione della tecnologia Object Linking and Embedding, 
OLE per gh amici Si può realizzare una presentazione partendo drrettamente da Corel Show ! e inserendo via via nelle varie pagine solo « oggetti » realizzati 
attraverso OLE. In tal modo tutti gli applicativi disponibili sulla macchina vengono sfruttati come OLE Server, mentre ri modulo Show I è un Client di tutti. 



Figura 5 - Corel Drawl 3.0 - Help interattivo. È ovvio che un prodotto che trasuda grafica da tutti i pori deve avere un proprio Help di adeguata ricchezza grafica. Le 
varie pagine utilizzano spesso grossi bottoni, in pratica degli accattivanti disegnini 

Figura 6 - Corei Drawl 3.0 - Uso del Trace. Abbiamo preso uno dei disegni isample » dì Paint < e lo abbiamo convertito in un disegno vettoriale sfruttando Trace Le 


impostazioni di Trace consentono di definire il numero 
colore omogeneo. Vediamo la figure in Paint I prima 


Paint!, che è nientepopodimeno che il 
classico PaintBrush IV della ZSoft (la 
versione professionale di quello presen- 
te in tutti i Windows). Lega un po' tutti 
gli altri il Corel Show! (fig. 3), che serve 
per impostare delle presentazioni, defi- 
nendo quali immagini vedere, in quale 
sequenza, con quali tempi e con quali 


di colori lo dei toni di grigio) cui ridurre l'immagine origi, 
della cura e in Drawl dopo. Gli abbiamo ridotto, per 


effetti nel passaggio dall'una all'altra. 

La critica, e tra i critici ci mettiamo 
anche noi, ha notato alcune disuniformi- 
tà operative tra i vari moduli, dovute 
probabilmente al fatto che le acquisizio- 
ni sono recenti e non si è provveduto 
alla omogeneizzazione tra i moduli. 

Questa, nelle future versioni, dovreb- 


s/e. Il risultato è costituito da una serie di poligoni, di 
Bttiveria, ì colori da 256 a 16 e si nota 


be riguardare la gestione del Colore, 
che è necessario che sia sempre la 
stessa, e che non solo permetta di 
attivare le stesse funzionalità, ma anche 
permetta di sfruttare le stesse finestre 
operative. Dovrebbe riguardare la ge- 
stione dei Testi. Dovrebbe a maggior 
ragione riguardare le funzionalità al con- 


MCmicrocomputer n, 123 -novembre 1992 


315 




GRAFICA 




torno, quelle di servizio, come quella 
per l'impostazione della Pagina, la stam- 
pa, ecc. 

Il secondo modulo, che affianca de- 
gnamente il Draw! è il Chart Iti, e che 
svolge, al servizio del Draw! o per conto 
suo, funzioni di charting totalmente tri- 
dimensionale (fig. 4). Nel nostro caso 
studio non sono previsti diagrammi e 
quindi lo dovremo ignorare. 

Il terzo modulo è il Photo-Paintl, che. 
come fa capire anche il nome doppio, 
può servire a due cose differenti. Al 
ritocco delle immagini raster provenienti 
da scanner, oppure alla realizzazione, 
partendo dal foglio bianco, di disegni 
bit-mapped e quindi con tecniche pitto- 
riche. 

In realtà la divisione tra i tre prodotti, 
e tra le varie finalità proprie di ciascun 
prodotto, non sono cosi nette. Sia per- 
ché possono comunque passarsi, in va- 
rie direzioni, oggetti grafici di qualsiasi 
tipo, sia perché certi tipi di lavoro sono 
realizzabili indifferentemente con l'uno 
o con l'altro dei prodotti. 

Non parleremo neanche del quarto 
prodotto. Lo Show! che, come detto, 
serve per costruire degli Slide Show 
con la materiale sviluppato con gli altri 
tre. Parleremo invece dello strumento 
Trace, che serve per trasformare un 
disegno raster in un disegno veetor. 
Corel Trace, per dirla con altre parole, 
cerca di convertire le sequenze di punti 
presenti in un disegno bitmapped, in 
linee e in poligoni. 

Quindi se si dispone di ur> disegno 
bit-mapped lo si può importare diretta- 
mente in Draw!, oppure lo si può con- 
vertire in un disegno Vettoriale, sfrut- 
tando il Trace, e poi lo si importa come 
insieme di oggetti e non più come unico 
oggetto Raster. 

In questo secondo caso il disegno 
risulterà ben più manipolabile. Il disegno 
che meglio si presta ad essere vettoria- 
lizzato è ovviamente quello con i contor- 
ni ben definiti (fig. 6). 

È chiaro che sarà l'utente che seghe- 
rà il processo produttivo del suo dise- 
gno, ovvero il percorso e i trattamenti 
da far subire ai suoi elementi grafici. 
Dipende dalla finalità che si pone, dalla 
sua creatività e dalla padronanza dello 
strumento tecnico, che deve sempre e 
comunque essere assoggettata alla 
creatività. 

Il caso studio 

Ci è stato commissionato il disegno 
di una copertina di un cofanetto conte- 


316 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 





GRAFICA 


nente CD di musica Jazz. Come perso- 
naggio emblematico abbiamo scelto 
Louis Armstrong e la sua tromba, per 
cui abbiamo pensato di prendere una 
sua foto (fig. 7) e di rielaboraria utilizzan- 
do alcuni degli strumenti presenti nella 
confezione di Corel Draw! 3.0. 

I passi sono: 

— cattura dell'immagine con uno 
scanner; 

— correzione dei colori in Corel Paint!; 

— vettori alizzazione con Corel Trace; 

— importazione in Corel Draw!; 

— ricoloritura; 

— inserimento del contenuto testuale; 

— manipolazione con effetto Blend; 

— stampa. 

Ritocco 

Gli strumenti per il ritocco della im- 
magine sono numerosi, e possono es- 
sere utilizzati sia su tutta l'immagine, 
che su una sua parte. 

Nel primo caso si utilizzano delle fun- 
zioni automatiche che eseguono dei 
«calcoli» sui pixel e producono diretta- 
mente il risultato. Nel secondo caso si 
può intervenire a mano, pescando dalla 
Toolbox lo strumento, e operando solo 
sul particolare. 

Ad esempio si può aumentare il con- 
trasto di tutta l'immagine, come di un 
suo particolare poco nitido. 

Le Icone relative alle funzionalità da 
usare per il ritocco sono ben 7. Hanno 
nomi spesso intraducibili. Poiché li ho 
materialmente cercati sul dizionario vi 
propongo le loro traduzioni letterali: 
Contrastare, Sfuocare, Acuire, Rendere 
luminoso, Macchiare, Colorare, Sba- 
vare. 

Sul manuale ogni funzione è descritta 
e illustrata con un disegno che ne chiari- 
sce il significato. 

Oltre alle funzioni attivabili via Box ci 
sono quelle presenti nel menu Options 
e Edit. Le principali sono Convert To, 
Transform e Filler. Alcuni dei filtri ripro- 
pongono funzioni presenti sui bottoni 
che in questo caso agiscono su tutta 
l'immagine, altri sono originali. Anche in 
questo caso il manuale esemplifica 
esaurientemente il significato del co- 
mando. I filtri sono 12. Citiamo quello 
che «solarizza» (termine fotografico) la 
figura, quello che rimuove gli spot, ov- 
vero le zone che «sparano» (termine 
televisivo), quello che aggiunge un «ru- 
more» (termine hi-fi), quella che crea un 
effetto rilevo, o quella che esegue una 
posterizzazione. 

Le possibili combinazioni sono centi- 


Figura to - Corel 
Draw' 3.0 - Resa in 

Qui vediamo in azione 
una delle funzioni di 
manipolazione che 
serve, come risulla 
evidente dalla immagi- 
ne. per tradurre i vari 
colon in toni di grigio. 
Tale problema può es- 

dallo scanner, se si 
usa uno scanner in 

le. dalla stamparne se 
si slampa l'Immagine 

panie in bianco e 




Figura 1 1 - Corel 
Draw I 3.0 - Salvatag- 
gio in altro formato e 
passaggio in Trace. 
Uno strumento, pre- 
sente nella ricca dota- 
zione di Corel, che 

mente I unzioni di ser- 
vizio. ma che può es- 


imenti creativi e il già 
citato Trace, che serve 
per tradurre immagini 
bit-mapped in immagi- 
ni vettoriali, riducendo, 
secondo le numerose 
specifiche impostabili, 
i vari pumi in linee o in 
poligoni irregolari e / 
colori irregolari in colo- 



MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992 


317 



GRAFICA 



Figura 13 - Corel 
Draw' 3.0 - Final- 
mente in Draw' - 

Mentre il Photo-Paint 1 
è un prodotto bit-map 
che agisce sui pixel, il 
Crawl È un prodotto 
vettoriale che manipo- 
la gii oggetti, La stru- 
men iasione a disposi- 
none è quindi del tut- 
to differente La stes- 
sa immagine si può 
vedere sia in formato 
vettoriale puro, nel 
quale appaiono solo i 
contorni, sia in forma- 
lo finale, con i colori e 
le sfumature al loro 


Figura 1 4 ■ Corel 
Draw! 3.0 - Ricolontu- 
ra in Draw' 

La ncoloritura si fa sui 
vari oggetti. Anche il 
colore, vero e proprio 
cavallo di battaglia di 
Corel f. va considerato 
come uno strumento 
« Creativo ». Si posso- 
no ottenere effetti par- 
ticolari falsando \ colo- 
rì, oppure colorando 
immagini in origine 


Ogni oggetto può es- 



effetto sfumatura da 
un colore all'altro, an- 
che passando attraver- 
so... l'arcobaleno. 




Figura 1S - Corel 
Draw I 3.0 - I due tipi 

Corel Draw I dispone 
di due strumenti, di- 
stinti tra di loro, per 

maghe. Il primo serve 
per II cosiddetto Testo 
Artistico, Il secondo 
per II testo normale, 
che é assimilabile ad 
uno o più paragrafi, su 
cui agiscono funzioni 
proprie di word pro- 
cessor Per definire le 
caratteristiche del le- 
sto si può sfruttare 
una delle finestre Roti- 
Up che contiene bot- 
toni e comandi che 
agiscono proprio sul 


naia e riteniamo che solo un utilizzatore 
molto esperto le possa padroneggiare, 
ovvero usare a ragion veduta, tutte. 
Nelle figure 8, 9 e 10 vi proponiamo 
alcune manipolazioni della foto digitaliz- 
zata. 


Trace 

Anche il Trace è uno strumento che 
ha centinaia di varianti operative, in di- 
pendenza del tipo di immagine da cui si 
parte (a colori, in bianconero, numero di 
colori o di grigi! e dalla quelita di parten- 
za (uniformità delle zone di colore omo- 
geneo). 

Trace riordina i bit sparsi nel file blt- 
mapped in poligoni di colore omogeneo 
(fig. 11). 

Le impostazioni da passare sono rela- 
tive al numero di colori che si desidera 
avere in uscita, al tipo di risoluzione 
desiderata per le linee che costituisco- 
no il poligono, al livello di soglia sotto il 
quale i pixel «sparsili non vengono presi 
in considerazione (fig. 12), Insomma an- 
che qui c'è da studiare la teoria e da 
fare prove pratiche a volontà, anche su 
immagini preparate allo scopo. 

Noi abbiamo sfruttato Trace per con- 
vertire l'immagine di Louis Armstrong in 
un insieme dì oggetti vettoriali. Il file di 
partenza è un PCX quello di arrivo un 
EPS (derivato dal formato PostScript) 
leggibile con il comando File Importa da 
Corel Draw!, 


In Corel Draw!... finalmente 

Siamo giunti finalmente ai passi finali 
che eseguiremo in Draw! (fig. 13). In 
questo caso abbiamo sfruttato i due 
moduli Paint! e Trace per funzioni di 
servizio. In altri casi, quando ad esem- 
pio l'obiettivo finale sia un disegno bit- 
map, può avvenire il viceversa. 

In Corel! dobbiamo ricolorare gli og- 
getti sfruttando i numerosi strumenti 
dedicati allo scopo (fig, 14) e scegliendo 
tra le infinite combinazioni di colori. 

Inseriamo poi il testo, scegliendo tra i 
due tipo di testo quello cosiddetto Arti- 
stico (l'altro è quello normale assimilabi- 
le ad un paragrafo, su cui agiscono 
funzioni proprie di word processor), 

Nel testo artistico (fig. 15) ogni carat- 
tere può essere trattato come se fosse 
un oggetto qualsiasi e può quindi subire 
vari tipi di trattamento estetico (coloritu- 
ra, riempimenti, effetti speciali, ecc.l 
non possibili su un intero paragrafo, 
Per definire le caratteristiche del te- 
sto si può sfruttare una delle finestre 


318 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



GRAFICA 




Figura T8 - Corel Prawf 3.0 - Stero dalle Trombe alle Noie. 

La funzione Blend produce una serie di oggetti intermedi tra due estremi che possono essere anche assolutamente differenti. Nella finestra Roll-Up si possono 
definire sia il numero dei passi intermedi sta il tipo di passaggio desiderato tra ì due colori, passaggio che pud essere, anche in questo caso, diretto o con effetto 
arcobaleno 

Figura 1 9 • Corel Drawi 3.0 ■ La diffusione dei prodotti sotto Windows, che lavorano con 24 bit di colore 12 alla 24-ma colori, quindi 16 milioni e rotiti provocano una 
buona diffusione delle stampanti a colori. Esistono diverse tecnologie di stampa, e conseguentemente diverse «famiglie» di stampanti e diverse categorie di 
prezzo Oui vediamo una stampa eseguita con una economica stampante a getto d'inchiostro. 


Roll-Up, già descritte in precedenza, e si 
può sfruttare la possibilità di far seguire 
al testo stesso un percorso <figg. 16 e 
17). 

Per finire decidiamo di eseguire una 
operazione di Metamorfosi, di far diven- 

MCmìcrocomputer n. 123 - novembre 1992 


tare la tromba di Louis Armstrong una 
nota musicale. 

Si sfrutta la funzione di Blend, alla 
quale servono i due oggetti, iniziale e 
finale <la tromba e la nota) e il numero di 
passaggi intermedi desiderati. Anche in 


questo caso (fìg.18) approfittiamo della 
presenza del menu Roll-Up, in modo 
che cambiando il numero dei passi, 
possiamo verificarne immediatamente 
l'effetto sul disegno. 

(SS 

319 






PARADOX 


Oltre 


Come avevo preannunciato il 
mese scorso, iniziamo a 
gettare le fondamenta della 
nostra applicazione Paradox 
costruendo una libreria per 
gestire più semplicemente 
l'interfaccia utente : un tema 
classico che permette di farci 
un'esperienza nell'utilizzo dei 
nuovi comandi di gestione del 
video. Premetto che sto 
lavorando con una beta 
version di Paradox 4.0 e 
quindi alcune cose potrebbero 
venire variate in futuro a 
causa di modifiche nella 
versione finale del 
programma. In ogni caso ho 
ritenuto inopportuno scrivere 
del codice con la versione 
precedente per poi doverlo 
convertire dopo un mese. 

E. già che ci siamo, vedremo i 
primi agganci alla versione per 
Windows 


il Paradox Workshop 

di Paolo Ciccone 


I generatori di programmi sono stru- 
menti utilissimi nella produzione «indu- 
striale» di software ovvero di program- 
mi ben definiti, non troppo sofisticati 
ma spesso di grande utilità in quanto 
soddisfano precise esigenze aziendali/ 
professionali- Di fronte però a problemi 
di ben più complessa natura spesso 
sono più di impaccio che di utilità e 
costringono il programmatore a lavorare 
secondo uno schema predefinito difficil- 
mente adattabile alle abitudini di chi 
lavora da anni in un certo modo. Il 
Paradox Workshop è senzaltro un pro- 
dotto notevole, in grado di produrre 
programmi anche piuttosto sofisticati 
dato che permette di integrare proprie 
librerie PAL sia a livello di chiamata da 
menu sia durante l'esecuzione di una 
procedura di data-entry. Quindi è proba- 
bile che per la maggioranza delle appli- 
cazioni di media complessità di un'a- 
zienda il Paradox Workshop rappresenti 
la soluzione ottimale. Dubito però che i 
programmatori PAL che hanno da tem- 
po scritto propri programmi e librerie si 
sentano a loro agio con uno strumento 
del genere. Innanzitutto è vero che 
Workshop permette di associare una 
procedura a un determinato evento, ma 
è anche vero che probabilmente si fa 
prima a scrivere il sorgente relativo piut- 
tosto che richiamare il P.W. e navigare 
attraverso i suoi menu fino al punto 
necessario per specificare l'azione. Inol- 


tre molte azioni necessarie in una pro- 
cedura iper-controllata non sono facil- 
mente determinabili e in caso di pro- 
grammi critici dal punto delle prestazio- 
ni un generatore di applicazioni non ci 
consente il necessario controllo sul co- 
dice. 

I programmi di un certo genere richie- 
dono il necessario intelletto umano con 
la sua capacità di analisi incrementale e 
con i suoi «guizzi» di genio, guizzi che 
nessun dannato «robot software» potrà 
mai emulare. 

Ciò nonostante è una bella seccatura 
riscrivere in ogni nuovo programma le 
stesse sequenze di inizializzazione, im- 
postazione del menu, etc. Quello che ci 
serve è quindi uno strumento facilmen- 
te controllabile, non troppo ad alto livel- 
lo ma che ci eviti i lavori oggettivamen- 
te noiosi. È in questo campo che secon- 
do me i generatori di codice sono estre- 
mamente apprezzabili. 

Un compilatore di librerie 

Cominciamo quindi a raggruppare al- 
cuni elementi essenziali per la compila- 
zione di una libreria (chiamiamola PXU- 
B) di procedure di utilità per la gestione 
dell'Interfaccia Paradox e di alcuni altri 
aspetti tipici di ogni applicazione. 

Innanzitutto occorre un sistema di 
compilazione delle librerie meno rudi- 
mentale dei comandi di base di Para- 


• Programma : Makeflìe per cognazione di PxLlb 

• Autore : Paolo riccone 

• Stesura ; 15/6/92 Data agg, : 12/8/92 

• Note : Copyright 1991,1992 Paolo C leeone. 


llbName - ‘Pxllb' 

Hessage ‘Scrittura delle procedure di base 
CreateLib LlbNane 
Play "Compller" 

Au totip - “PxLlb“ 


DynArray PxllbFtlesU 
PxL IbF I les [ 2 ] ^ 

L IbCoapI ‘PxLlb". False, 


0. PxLìbFites ) 


PXIIB" 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1 992 


PARADOX 


dox, con una procedura che mostri con 
chiarezza il progredire della compilazio- 
ne. Il file Compiler.se contiene due pro- 
cedure, semplici semplici, fatte proprio 
per lo scopo. L'idea è di avere un co- 
mando di compilazione che riceva in 
uno dei parametri un array (dinamico) 
contenente l'elenco degli senpt che for- 
meranno la libreria. La procedura a que- 
sto punto crea il file .LIB ed esegue tutti 
gli script in modo da allocare in memo- 
ria le procedure e scriverete nella libre- 
ria. Per semplificare il compito viene 
utilizzata la procedura Compile già pre- 
sentata nel primo numero di questa 
rubrica ed ora perfezionata in modo da 
stampare in una finestra il nome della 
procedura compilata. 

Il primo parametro di LibComp contie- 
ne il nome della libreria, il secondo è un 
flag che indica se la libreria deve essere 
creata per sostituire eventualmente una 
versione precedente, Il terzo parametro 
consente di agire sul parametro SIZE 
del comando CreateLib, se è a zero 
viene ignorato. L'ultimo parametro, infi- 
ne, indica l'array dinamico contenente 
l’elenco degli script. 

Procedure per i messaggi 

Esistono due punti di vista compieta- 
mente divergenti in Borland a proposito 
dell'importanza dei comandi dei mes- 
saggi: il team che ha sviluppato Para- 
dox DOS è probabilmente formato da 
persone convinte che il comando MES- 
SAGE sia totalmente sufficiente, men- 
tre chi ha scritto Paradox per Windows 
ha pensato che non si potesse vivere 
con meno di sette procedure (dette 
metodi) diverse. 

Per minimizzare i cambi di abitudine 
nel passare dal un programma all'altro 
ho scritto il file MsgBox.sc che imple- 
menta delle versioni ridotte delle proce- 
dure msg... di Paradox Windows più 
una generica ShowMsg utile come al- 
ternativa a MESSAGE. 

A parte quest'ultima tutte le procedu- 
re mostrano una dialog-box modale ag- 
giungendo una serie di pulsanti di tipo 


: Procedure per compilazione di libri 
: Paolo C leeone 
: 2/ 1/92 
: 29/6/92 

: Copyright 1991,1992 Paolo Ciccone. 


>0 


Release Proci RefreshCanvas 


procedura In libreria 


TaW&ErB-ì' 

Execute "MriteLlb LibM; 
Execute "Release Procs 
End Proc 


rocedura 
■ " ‘Proci 
►ProcNa» 


Nome della libreria da compilare ^ 

grandezza d i default della 1 Ibreria 

Array contenente i nome del flles da compilar. 


DlgAttr "CANCIOSE; 


Mouse Ktde 
Cursor Off 

WtndON Create 8 8.20 HE1GHT 11 
Attributes OlgAttr 


to CompDlg 

Window GetColors CompDlg Io OlgColors 
«indo» GetAttributes CompDlg To OlgAttr 


OlgColors [1 
OlgColors 2' 
01gColors[3 


Window SetAttribute 

If LCreate Then 
If libSize > 0 Then 
CreateLib LibName SIZE LfbSize 


I ib L ibName L IDComp 
ie Procs UbCsmp 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


321 


PARADOX 


opportuno come mostrato dalla tabella 
seguente. 


Procedura 

msglnfo 

msgAbortRetrylgnore. 

msgQuestion 

msgRetryCancel 

msgStop 

msgYesNoCancel 


Pulsanti 

Ok 

Interrompere, Ripro- 
vare, Ignorare 
Si. No 

Riprovare, Annullo 
Ok (aggiunge la pa- 
rola Stop) 

Si, No, Annullo 


Le procedure msglnfo e msgStop 
non restituiscono nessun valore mentre 
le altre ritornano una stringa contenente 
il nome del tasto premuto dall'utente. 
Alla data attuale (giugno/luglio) non ho 
potuto ancora vedere come verranno 
tradotte le dialog-box di Paradox per 
Windows e quindi ho ripreso i nomi dei 
pulsanti presentati dalla versione italia- 
na di Windows, più precisamente WIN- 
OS2, utilizzando la funzione Message- 
Box con i flag corrispondenti (MB_A- 


BORTRETRYCANCE, MB-YESNOCAN- 
CEL etc.). 

Quindi se si utilizza msgRetryCancel 
e l’utente preme il primo pulsante il 
valore restituito sarà Riprovare invece di 
Retry. 

Tutte le procedure si aspettano che il 
parametro contenente il testo da visua- 
lizzare sia una stringa o un array dinami- 
co i cui elementi vengono indirizzati da 
una variabile numerica progressiva. Vi- 
sta la convenienza dei DynArray non ho 



322 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


PARft P0* 


previsto l'utilizzo degli array statici. Le 
dialog-box vengono centrate nello 
schermo automaticamente tenendo 
conto delle dimensioni dello schermo al 
momento della chiamata. 

ShowMsg non si comporta come una 
finestra dato che il suo compito è di 
mostrare dei messaggi anche quando le 
finestre non sono visibili, ovvero quan- 
do il PAL Canvas è posto davanti all'a- 
rea di lavoro. 

Ultimo particolare degno di nota: per 


scrivere un numero variabile di righe in 
una dialog-box ho utilizzato un trucchet- 
to trovato nelle «advanced application». 
Si tratta di utilizzare una chiamata di 
procedura al posto di una stringa nel 
comando « ? » usato per la visua lizzazio- 
ne di stringhe. Questo permette di usa- 
re il comando POR all’interno di SHOW- 
DIALOG. 

Ragioni di spazio mi costringono a 
chiudere il discorso a questo punto, il 
prossimo mese vedremo come scrivere 



radox. 

Chi dispone dell'accesso a MC-Link 
può trasferire « sorgenti presentati unita- 
mente a quelli che vedremo il prossimo 
mese, richiedendo il file PXLMC123. 
ZIP. 


SS 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


323 


DESK TOP PUBLISHING 


DTP professionale: 
quale il programma? 

di Mauro Gandini 


Negli ultimi anni abbiamo visto una progressiva evoluzione del desktop publishing in due 
ben definite direzioni: il campo professionale e quello di tipo office automation. In 
questo articolo, come facciamo periodicamente, esamineremo versioni dei programmi e 
piattaforme per il desktop publishing professionale: lo scopo è quello di dare al lettore 
una visione globale e di orientare quindi le proprie scelte 


DTP di professione 

I primi programmi di desktop publi- 
shing hanno subito ricevuto massima 
attenzione da parte degli addetti ai lavo- 
ri: stiamo parlando dei tipografi profes- 
sionisti i quali, davanti a questa innova- 
zione (e loro ben sanno quante innova- 
zioni hanno potuto vedere negli ultimi 
vent'anni), hanno subito preso differenti 
posizioni. Una parte di essi ha subito 
confidato in questa nuova tecnologia e 
ha investito in essa: altri hanno filosofi- 
camente preso tempo in considerazione 
del fatto che i primi programmi non 
avevano certo funzionalità in grado di 
soddisfare le necessità di un professio- 
nista dell'impaginazione. In effetti que- 
sti ultimi non avevano tutti i torti, ma già 
da tre o quattro anni possiamo vedere 
sul mercato dei prodotti estremamente 
validi, che veramente giustificano gli 
investimenti in questo campo. 

II desktop publishing ha in effetti il 
grosso pregio di poter formare il perso- 
nale addetto in tempi relativamente più 
brevi rispetto ai sistemi di fotocomposi- 
zione tradizionale, questo ormai con ot- 
tenimento di risultati parimenti validi. I 
sistemi grafici come Windows e Macin- 
tosh, le tecnologie di gestione dei font 
quali PostScript e TrueType Font, la 
potenza sempre maggiore dei personal 
computer a prezzi sempre più bassi 
sono altri fattori determinanti per la 
scelta della via del desktop publishing. 

Tutto ciò ha fatto nascere molte nuo- 
ve società di servizi in questo settore, 
con compiti che vanno daH'impaginazio- 
ne alla realizzazione delle pellicole per 
conto del cliente. Naturalmente le ri- 
chieste di prestazioni si sono evolute 
nel tempo e i produttori di software 
hanno dovuto cavalcare sempre più la 
tigre della potenza e delle funzioni avan- 
zate. Il mercato naturalmente ha già 


scelto i propri campioni: XPress, Page- 
Maker e Ventura. A questi nomi che da 
anni sono presenti con le differenti ver- 
sioni dei loro programmi ultimamente si 
è affiancato anche FrameMaker, che 
anche se ancora con qualche riserva 
sembra essere sufficientemente poten- 
te per essere annoverato nella gamma 
professionale dei programmi per il desk- 
top publishing. 

In questo articolo esamineremo co- 
me questi programmi possono soddi- 
sfare le esigenze del professionista e 
quali sono i principali parametri da pren- 
dere in considerazione per effettuare la 
propria scelta. 

In un primo momento avevamo pen- 
sato di suddividere i nostri test in due 
sezioni per Windows e Macintosh, ma 
poi abbiamo dovuto constatare che le 
differenze tra le versioni erano talmente 
minime che valeva la pena solo segna- 
larle ove necessario. Unico programma 
per ora monopiattaforma è Xpress: in- 
fatti al momento in cui scriviamo è 
presente sul mercato la sola versione 
per Macintosh mentre è previsto l'arrivo 
della versione per Windows entro la 
fine del 1992. Altra nota per Ventura: al 
momento dei test solo il prodotto per 
Windows era nella sua versione 4, men- 
tre per Macintosh ci siamo dovuti anco- 
ra accontentare della versione 3. 

Abbiamo deciso di concentrare la no- 
stra attenzione su 4 aspetti principali 
che maggiormente interessano gli utiliz- 
zatori professionali di desktop publi- 
shing: gestione del testo e dei caratteri; 
complessità del layout dei documenti e 
grafica; output; semplicità. 

Gestione del testo 
e dei caratteri 

Chi lavora nel campo tipografico ben 
conosce i problemi legati ad una buona 


gestione del testo e dei caratteri. Ed è 
per questo che iniziamo il nostro esame 
da questo aspetto. 

FrameMaker 

FrameMaker nasce con l’idea del pro- 
dotto «tutto in uno»; naturalmente ciò 
ha portato i progettisti a dotare Frame- 
Maker di un potentissimo quanto a vol- 
te complesso generatore di testo. E 
naturalmente essendo un prodotto 
orientato alla generazione di pubblica- 
zioni particolarmente strutturate (libri, 
manuali, documentazione) troviamo tut- 
te quelle funzioni che sono indispensa- 
bili come generatore di indici, tavole dei 
contenuti, referenze incrociate, tutte 
funzioni che possono essere estrema- 
mente personalizzate: ciò porta al pro- 
blema che per poter sfruttare a pieno il 
programma è necessario conoscerlo 
molto bene e quindi impiegare una buo- 
na dose di tempo inizialmente per ap- 
prenderne tutti i segreti. Un altro esem- 
pio è quello dei generatori di equazioni 
e di tabelle: entrambi sono molto po- 






ì 

■ 

0 




324 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



DESK TOP PUBLISHING 


tenti, ma necessitano di una buona do- 
se di applicazione per utilizzarli proficua- 
mente. Alcune mancanze ci lasciano 
tuttavia perplessi : il fatto di proporre un 
programma «tutto in uno» a fatto si che 
i progettisti non inserissero alcune uti- 
lissime funzioni come la conversione 
automatiche delle virgolette nel mo- 
mento in cui si importa un testo genera- 
to esternamente. 

La gestione dei caratteri vede Frame- 
Maker proporre delle potenti funzioni 
come il controllo completo di spaziatu- 
re, incolonnamenti e cambi pagina, silla- 
bazione con possibilità di gestione dei 
casi particolari (per esempio è possibile 
evitare la divisione di parole che debba- 
no restare comunque indivise anche se 
non si tratta di sigle). Molto utile la 
possibilità di creare degli stili applicabili 
non solo ai paragrafi, ma anche singolar- 
mente a pezzi di testo selezionati. Tra le 
mancanze troviamo l’impossibilità di 
espandere o comprimere i caratteri, An- 
che per la rotazione dobbiamo accon- 
tentarci dei classici 90°. Un buon giudi- 
zio complessivo quindi anche se con 
qualche riserva sulla complessità di uti- 
lizzo di alcune funzioni. 

PageMaker 4.2 

PageMaker consente di gestire il te- 
sto attraverso un vero e proprio editor 
che visualizza senza attributi il testo e 
ne consente così una più veloce elabo- 
razione. Una colonna al lato dei paragra- 
fi indica comunque lo stile del testo 
utilizzato nel paragrafo stesso. Durante 
l'elaborazione del testo attraverso l'edi- 
tor si hanno a disposizione tutte quelle 
funzioni indispensabili come «cerca e 
sostituisci», correttore ortografico, ecc., 
mentre altre come il taglia e incolla 
sono utilizzabili sia con l’Editor, sia in 
fase di elaborazione del testo nella pub- 
blicazione. Per quanto riguarda le tabel- 
le esiste un programma specifico per 
generarle chiamato Table Editor: esso 
consente di generare una tabella e poi 
importarla come illustrazione in un do- 
cumento. Come già detto nell'articolo di 
presentazione di PageMaker 4, questo 
Table Editor non ci sembra ancora all’al- 
tezza di un programma come PageMa- 
ker. Molto interessante in PageMaker la 
possibilità di creare tavole dei contenuti 
e indici, in grado questi ultimi di gestire 
anche referenze incrociate. 

Il controllo sui caratteri è molto buo- 
no: ogni paragrafo consente il controllo 
dei classici kerning, tracking e anche lo 
spazio tra singole parole. Oltre a ciò è 
possibile anche agire solo su una parte 
di testo selezionandolo e quindi andan- 
do a comprimerlo o espanderlo per me- 
glio gestire lo spazio nella pagina. È 
anche possibile andare a modificare i 

MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



caratteri stessi stringendoli o allargan- 
doli a piacere dal 5 al 250% della loro 
grandezza originale. C'è anche la possi- 
bilità di rotazione del testo, ma solo a 
passi dì 90°. Dobbiamo quindi affermare 
che la gestione del testo da parte di 
PageMaker è decisamente buona. 

Ventura 

Ventura è sempre stato piuttosto for- 
te sotto questo aspetto: tutte le funzio- 
ni principali di un buon word processor 
(compreso correttore ortografico) sono 
disponibili. Inoltre troviamo un ottimo 
generatore di tabelle e un onorevole 
elaboratore di formule matematiche. 
Ma è nelle funzioni legate alla elabora- 
zione di lunghi documenti che Ventura è 
veramente di grande aiuto: infatti sin 
dalle prime versioni erano presenti fun- 
zionalità per organizzare i propri docu- 
menti lunghi e poi ricavarne automatica- 
mente indici, tavole del contenuti e rela- 
tivi riferimenti incrociati. Naturalmente 
con il tempo queste funzioni si sono 
ulteriormente affinate e quindi ora tro- 


viamo anche la numerazione automatica 
dei capitoli, note a piè di pagina e 
generazione automatica di titoli. 

Anche dal punto più prettamente tipo- 
grafico Ventura è molto potente: potente 
gestione delle dimensioni e posizione del 
testo come scritte al piede o in testa, 
piccole maiuscole, linee di cancellazione 
del testo e sottolineatura. Ma troviamo 
anche un valido controllo di orfani e 
vedove, spaziatura tra lettere e parole 
(oltre che kerning). La rotazione dei testo 
può avvenire, come in PageMaker, solo a 
passi di 90°, fatto che talvolta limita un 
po' le possibilità dell'utente. Tra le funzio- 
ni che automatizzano il lavoro troviamo la 
generazione di pallini all'inizio di paragra- 
fi, la numerazione non solo delle sezioni, 
ma anche dei paragrafi e la generazione 
delle grandi maiuscole di inizio capitolo. 
Sentiamo tuttavia la mancanza di poter 
espandere o allargare i caratteri di una 
percentuale a scelta dell'utente. Il giudi- 
zio finale è senza dubbio molto positivo: 
l'utente ha a disposizione funzioni al dì 
sopra della media. 

Xpress 

Le possibilità di gestione del testo da 
parte di Xpress sono più orientate al 
controllo tipografico dello stesso che 
nel senso globale del testo stesso. Cosi 
abbiamo un attento controllo della silla- 
bazione del testo con vasti controlli sul- 
la spaziatura dei caratteri lungo le colon- 
ne, ma non abbiamo residente nel pro- 
gramma possibilità di organizzazione di 
lunghe pubblicazioni come troviamo in 
Ventura e ultimamente in PageMaker 
(alcune di queste funzioni sono disponi- 
bili attraverso le cosiddette Xtension). 

Esaminando le possibilità tipografiche 
pure si resta invece sbalorditi dalle pos- 
sibilità di gestione di caratteri e spazia- 
ture: per esempio è possibile gestire la 
grandezza dei font da 2 a 720 punti 
tipografici, con incrementi minimi di un 




DESK TOP PUBLISHING 



Ogni paragrafo pud 
essere impostato con 
un buon numero di pa- 


Generatore di frecce ► 
mollo preciso e com- 


I quattro esempi di 
questa pagina sono re- 
lativi al FrameMaker. 




- Casella fli zoom 

- Zona ai Riempimento 

- Zona Penna 


Palette degli strumenti nella sua forma completa contiene tutte le possibili aironi che si possono svolgere 
con il generatore grafico, 


Hquozio 

1^-L, 

#- 

3 

umiliali 

Brandi 

Relazione 
«'Calcolo dir. 
Matrici 

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'* ? 

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Ó? 

dì 

d? 

tei? 


Esiste un completo gene- 
ratore di equazioni 


millesimo di punto (personalmente non 
mi è mai successo di scendere in un 
dettaglio maggiore del decimo di punto, 
posso quindi ammettere esigenze di un 
centesimo, ma il millesimo lascia al- 
quanto perplessi...), Anche keming e 
tracking sono gestibili in maniera del 
tutto personalizzata attraverso apposite 
tavole di riferimento, cosi come la rota- 
zione del testo può avvenire con incre- 
menti minimi di un decimillesimo di 
grado (cioè 0,0001 gradi, in pratica si 
passa da un estremo all'altro, con pro- 
grammi che consentono rotazioni di 90° 
oppure minimi estremi come Xpress). 
Sempre legati al testo troviamo gli auto- 
matismi di allineamento dei box di testo 
tra loro o con altre parti della pubblica- 
zione. Un giudizio finale che va differen- 
ziato per struttura del testo «sufficien- 
te» e per caratteristiche tipografiche 
veramente eccezionale: in pratica 
Xpress denota la sua superiorità nella 
generazione di documenti non partico- 
larmente strutturati o lunghi, 

Complessità dei documenti 
& grafica 

Naturalmente per il professionista 
avere delle garanzie sulla gestione del 
testo non è sufficiente: nel campo del- 
l'editoria si cercano sempre nuove stra- 
de per il layout e il design delle pagine e 
quello che oggi pqp sembrare superfluo 
o poco necessario un domani sarà ma- 
gari indispensabile. 

FrameMaker 

FrameMaker è il tipico prodotto per la 
generazione di pubblicazioni strutturate 
e questo significa una certa rigidità nel 
layout, Infatti è l'impostazione propria 
del programma a limitare le possibilità 
tanto per citare uno degli aspetti, Fra- 
meMaker consente una formattazione 
dèlie pagine, mentre una formattazione 
dei singoli elementi deve essere previ- 
sta a priori, Al contrario FrameMaker. 
per il fatto di essere un programma 
«tutto in uno», ha delle funzioni grafiche 
molto potenti, che consentono nella 
maggior parte dei casi di non necessita- 
re di altri programmi avendo funzioni 
come i generatori di poligoni e di curve: 
dovremo ricorrere ad altri programmi 
solo se necessitiamo di illustrazioni vere 
e proprie, grafici e immagini di tipo bit- 
mapped. D'altro canto anche per tutto 
ciò che viene importato da altri pro- 
grammi abbiamo un ottimo trattamento 
con funzioni del tipo rotazione (a step di 
90°), allineamento rispetto ad altri ele- 
menti e persino inversione alto-basso e 
destra-sinistra. In questo caso II nostro 
giudizio deve essere espresso in manie- 
ra duplice, mediocre per quello che ri- 


326 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


DESK TOP PUBLISHING 


■ “BSi;::: I:. "= ± 1*^1 


originale 

nannensonamento 


a versione 4.2 per Macìntos 



L'ordinatore di pagine consente una buona organizzazione della pubblicazione. 



guarda il layout, ma molto buono per la 
produzione e gestione della grafica. 

PageMaker 4.2 

Da sempre PageMaker è uno dei 
migliori programmi di dtp per quanto 
riguarda l'impostazione della pagina: la 
possibilità per esempio di utilizzare lo 
spazio intorno alla nostra pagina per 
depositare i vari elementi della stessa, è 
una grande comodità che snellisce il 
lavoro e soprattutto consente agevoli 
modifiche e ripensamenti senza palpita- 
zioni e rifacimenti, In altri casi, ove la 
pubblicazione deve essere più struttura- 
ta, funzioni come l’autoflow consentono 
l'inserimento veloce di testo in tutta la 
pubblicazione senza dover creare a prio- 
ri tutte le pagine necessarie. Nella nuo- 
va versione 4.2 per Macintosh questa 
volontà di velocizzare ancor più il lavoro 
è espressa da funzioni come quella del- 
la ripetizione automatica di elementi 
che vengono duplicati e distanziati a 
piacere dell'utente. 

MGmicrocomputer n 123 - novembre 1992 


Per quanto riguarda la creazione di 
grafica PageMaker offre degli strumenti 
di base non particolarmente potenti, ma 
comunque sufficienti per un normale 
lavoro. Per la grafica importata non esi- 
stono particolari problemi: PageMaker 
importa di tutto dando la possibilità di 
controllare immagini in formato tlff (co- 


la interessanti, vediamole : 


Allineamento in alto — 


Da sinistra a destra — 


me quelle importate da scanner) oppure 
assegnare colori a quelle immagini di 
tipo PostScript. Per velocizzare il lavoro 
è anche possibile non visualizzare le 
illustrazioni a video consentendo cosi 
movimenti più veloci lungo la pagina. 
Inoltre PageMaker consente l'aggira- 
mento delle illustrazioni da parte del 
testo seguendo II loro profilo e non un 
box statico di tipo rettangolare. Page- 
Maker si aggiudica quindi un giudizio 
estremamente positivo. 

Ventura 

Ventura pur avendo un sistema diffe- 
rente da PageMaker per il controllo della 
pagina, è senza dubbio altrettanto poten- 
te: la possibilità di creare degli elementi 
contenenti le varie parti che compongo- 
no una pagina (testo, illustrazioni, grafi- 
ca) e di poterli posizionare, modificare, 
unire tutto con la massima precisione 
consente una buona elaborazione delle 
pubblicazioni specialmente se sì organiz- 
za il lavoro e se la pubblicazione è di tipo 
piuttosto strutturato. Da questo punto di 
vista Ventura agevola molto il lavoro 
consentendo di caricare e tenere sotto 
controllo tutti i documenti che andranno 
a comporre la nostra pubblicazione an- 
cor prima di essere stabilmente posizio- 
nati nelle pagine : naturalmente ciò con- 
sente di effettuare prove molto facil- 
mente e senza dover ogni volta attende- 
re il caricamento del file che ci interessa. 


Ventura - Le impo sta- 
zioni tipografiche del 
paragrafo consentono 
di indicare con preci- 
sione un gran numero 



DESK TOP PUBLISHING 



te possibilità di aggira- 
re le immagini con un 
resto seguendo il pro- 
filo dello stesso tutta- 
via con un trucco è 

questa lungone, sem- 
plicemente generando 
un certo numero di 
trame sema alcun 
contenuto, in grado di 
coprire tutta l'imma- 
gine 


mo anche il supporto grafico: le possibi- 
lità di generazione di elementi grafici 
sono di qualità superiore consentendo 
la generazione di poligoni e persino in 
alcuni casi la creazione di elementi con 
colori sfumati (la sfumatura avviene tra 
due colori scelti dall'utente sulla base di 
un angolo sempre a discrezione dell'u- 
tente). Ottime anche le prestazioni di 
Xpress nel settore della grafica importa- 
ta: anche in questo caso troviamo la 
possibilità di rotazione a secondo di un 
angolo a piacimento, Ricordiamo anche 
che Xpress è stato il primo programma 
ad avere la funzione di aggiramento 
automatico di oggetto da parte del testo 
anche se di forma non rettangolare. Il 
giudizio finale è veramente ottimo. 


Ventura come PageMaker offre degli 
strumenti non eccezionalmente sofisti- 
cati per la generazione di elementi grafi- 
ci, ma in grado di soddisfare le normali 
esigenze. Un po' debole invece per 
quanto riguarda la parte di grafica impor- 
tata: a parte il fatto di posizionare, ridur- 
re ed eventualmente tagliare parti delle 
immagini importate, altro non è possibile 
fare. In generale quindi un giudizio buo- 
no, anche se con qualche dubbio sulla 
parte grafica: in questo specifico settore 
dobbiamo notare che la versione per 
Macintosh ha funzioni ancor più limitate 


parati oppure aggregati in modo da po- 
ter eseguire spostamenti multipli senza 
dover riposizionare singoli elementi. 
Inoltre per ogni pubblicazione noi pos- 
siamo scegliere per default come i vari 
strumenti dovranno lavorare, senza do- 
ver cosi ogni volta effettuare le scelte 
relative (per esempio, se nella nostra 
pubblicazione dovremo inserire spesso 
linee con spessore di 2 pt. potremo 
settare per default questa misura e ogni 
volta che richiameremo il tiralinee, il 
segmento disegnato sarà già dello 
spessore desiderato), Veramente otti- 


Output 

Assume sempre più importanza il ma- 
teriale che l’utente può ottenere in usci- 
ta dal suo computer, materiale natural- 
mente preparato attraverso un program- 
ma di desktop publishing: una volta era 
sufficiente attuare il collegamento con 
una unità di fotocomposizione. Questo 
problema è stato praticamente risolto 
attraverso l'utilizzo di piattaforme stan- 
dard come Windows che richiedono un 
solo driver per una periferica, qualsiasi 
sia il programma utilizzato: ma nel frat- 
tempo il colore avanza,,, 




di quelle della nuova versione per Win- 
dows. 

Xpress 

Il controllo consentito da Xpress sul 
layout della nostra pagina è veramente 
ottimo. Come già detto in precedenza la 
precisione é senza dubbio l'arma vin- 
cente di questo programma: ogni posi- 
zionamento o rotazione può avvenire 
con incrementi/decrementi di un millesi- 
mo di unità di misura. Gli oggetti inseriti 
nella pubblicazione possono essere se- 


Per la miglior nuscita 
della stampa tinaie si 
possono modificare i 
parametri di sovrappo- 
stone tra i differenti 
Colori in modo da 
compensare I proble- 
mi di Trap e fuori regi- 


Colore di Sfondo Uo 


Indeterminato flu 

Blu flu 

Cyon Ru 

dlallo m Ru 

Magenta Ho 

|| | | | | Èjjj 

CO 

| Automatico ] 

| Sovrostampa | 
[ tropi ]|2* | 

* 

Rosta Automatico 

ra (=) 


328 


MCmicrocomputer n 123- novembre 1992 


DESK TOP PUBLISHING 


FrameMaker 

FrameMaker dà la possibilità di utiliz- 
zare al proprio interno fino a sei colori 
che saranno stampati separatamente su 
richiesta. Per quanto riguarda la gestio- 
ne di immagini a colori importate, come 
fotografie acquisite da scanner, occorre 
utilizzare un programma esterno (sola- 
mente la versione per Mac consente di 
importare file «preparati” per la separa- 
zione. tuttavia la loro stampa è piuttosto 
complessa). Naturalmente per tutti que- 
sti casi il programma provvede alla mar- 
catura delle pellicole con le indicazioni 
necessarie per una corretta stampa, co- 
me crocini di registro. Naturalmente 
giudichiamo queste opzioni sufficienti 
per l'impostazione generale del pro- 
gramma. 

PageMaker 

Anche PageMaker richiede prodotti 
aggiuntivi per la realizzazione di pellicole 
per la stampa in quadricromia, ma le 
differenze si notano soprattutto tra le 
due versioni per Macintosh (dove si può 
arrivare persino a determinare il retino di 
uscita) e quella per Windows dove le 
procedure di stampa sono meno sofisti- 
cate. In questo caso un ottimo giudizio 
per la versione Mac mentre la versione 
Windows, pur essendo di buona qualità 
potrebbe essere portata almeno allo 
stesso livello di quella Mac. 

Ventura 

Anche nel caso di Ventura la separa- 
zione di colore è affidata ad un program- 
ma aggiuntivo, tuttavia al contrario di ciò 
che avviene in altri casi è il prodotto per 
Macintosh ad avere maggiori carenze, 
non riuscendo a gestire l'output di im- 
magini a colori che richiedano la separa- 
zione in quadricromia (ricordiamo che la 
versione testata è la 3 contro la 4 per 
Windows). Ventura per Windows è inve- 
ce molto completo nella gestione sia di 
immagini a colori sia in bianco e nero e 
quindi alia loro stampa (quelle a colori 
come già detto richiedono il programma 
Ventura Separatori, Il giudizio è identico 
a quello per PageMaker, ma con l'inver- 
sione tra versione Mac e Windows. 

Xpress 

Xpress non fa eccezione alla regola e 
richiede qualcosa di esterno per stampa- 
re file in separazione di colore: natural- 
mente in questo caso si tratterà di una 
Xtension, programma esterno che tutta- 
via si integra e diventa parte integrale del 
programma (si tratta comunque di una 
spesa aggiuntiva), Naturalmente il pro- 
gramma supporta senza problemi la 
stampa separata dei colori non legati al 
processo di quadricromia, come i Panto- 
ni. Ma bisogna dire che l'ottimo giudizio 


Xpress lo merita per le opportunità dare 
all'utente in fase di stampa' infatti il 
programma consente per esempio di 
mettere in stampa separatamente pagi- 
ne destre e sinistre oppure di stampare 
dall'ultima pagina risalendo alla prima, 
tutte opzioni talvolta molto utili. 

Semplicità d'utilizzo 

Quando si decide di investire in un 
nuovo programma, naturalmente è mol- 
to importante sapere anche quanto la 
produttività sarà positivamente influen- 
zata da ciò. La semplicità di utilizzo di 
un programma complesso come può 
essere un software destinato al desk- 
top publishing, è essenziale per aumen- 
tare notevolmente questo parametro. 

FrameMaker 

Dopo un po' che si lavora con Frame- 
Maker ci si accorge che quasi tutte le 
funzioni sono dettate da una ferrea logi- 
ca. tuttavia è nostra impressione che 
questa logica sia troppo lontana dal 
mondo a cui si rivolge il desktop publi- 
shing professionale (e forse in qualche 
caso comunque un po' contorta). Come 
già detto all'inizio questo programma è 
del tipo «tutto in uno» ed è rivolto ad un 
pubblico che necessita la realizzazione 
di pubblicazioni di tipo strutturato e tec- 
nico: questi due fattori sono forse trop- 
po condizionanti (naturalmente in pro- 
gramma «tutto in uno» ci sono molte 
più cose da imparare e più cose vanno 
spiegate da un manuale e più si aumen- 
ta il rischio di poca chiarezza). Natural- 
mente una volta fatto lo sforzo iniziale 
le cose vanno meglio: FrameMaker re- 
sta tuttavia un programma difficile da 
interpretare ed utilizzare a fondo. 

PageMaker 

PageMaker è sempre stato giudicato 
un programma abbastanza semplice da 
utilizzare, addirittura troppo semplice 
per gli addetti ai lavori (nei primi tempi 
alcuni tipografi dicevano che faceva le 
cose «troppo semplicemente» abituati 
com'erano alle complesse regole delle 
unità di fotocomposizione). Comunque 
l'apprendimento di PageMaker necessi- 
ta comunque un minimo di impegno 
soprattutto per poterlo utilizzare com- 
pletamente. Una volta iniziato l'uso re- 
golare. si potranno apprezzare quelle 
funzionalità come il tavolo di lavoro che 
aiutano notevolmente l'utente sia nella 
realizzazione di nuove pubblicazioni sia 
nell'impaginazione di materiale perio- 
dico. 

Ventura 

Ventura adotta una filosofia molto vi- 
cina a chi deve utilizzare questi stru- 


menti in maniera professionale, parten- 
do daH’impostazione del programma fi- 
no ad arrivare ai manuali: anche in que- 
sto caso il prodotto necessita una certa 
applicazione, forse leggermente mag- 
giore di quella necessaria per PageMa- 
ker. Di certo i risultati ripagheranno gli 
sforzi iniziali. 

Xpress 

Sul versante della semplicità' anche 
Xpress ha il nostro giudizio più positivo: 
tutti gli elementi più importanti di con- 
trollo della nostra pubblicazione posso- 
no essere visualizzati e tenuti sempre 
bene in vista attraverso una serie di 
finestre posizionabifi ovunque nello 
schermo e comunque molto compatte 
e, quindi, discrete. Un certo numero dr 
short commad consentono inoltre diret- 
tamente da tastiera di modificare alcunr 
parametri (specialmente sul testo) sen- 
za dover richiamare finestre di dialogo: 
Naturalmente anche in questo caso 
stiamo parlando di un programma molto 
evoluto e non vogliamo illudere nessu- 
no: per imparare ad utilizzare professio- 
nalmente Xpress ci vuole applicazione e 
pratica, ma anche in questo caso i risul- 
tati ripagheranno abbondantemente l'u- 
tente con risultati di altissimo livello. 

Conclusioni 

I programmi esaminati si sono dimo- 
strati tutti piuttosto validi, magari in 
campi specìfici (per esempio FrameMa- 
ker per quello che riguarda documenta- 
zione, manuali e in generale pubblicazio- 
ni con una struttura fissa). Visto che 
vanno tanto di moda le classifiche di- 
remmo che forse Xpress ci è sembrato 
quello con le caratteristiche più avanza- 
te: tuttavia questo programma ora sof- 
fre forse un po' della mancanza della 
versione per Windows che potrebbe 
senza dubbio aprirgli ancor piu il merca- 
to. Al secondo posto, ma distaccati di 
pochissimo possiamo mettere PageMa- 
ker per Mac e Ventura per Windows, 
mentre sempre a breve distanza trovia- 
mo PageMaker per Windows. Ancora di 
poco sotto troviamo Ventura per Mac e 
le versioni di FrameMaker, 

Come al solito il nostro consiglio è 
sempre quello di cercare un rivenditore 
specializzato nel settore del desktop 
publishing, andare e provare i vari pro- 
grammi per qualche ora: ormai tutti i 
programmi dedicano la prima parte dei 
manuali ad un breve tutorial che con- 
sente di comprendere la filosofia del 
programma. Se l'utente ha ben chiare le 
sue esigenze ciò dovrebbe essere suffi- 
ciente per chiarire la maggior parte dei 
dubbi. 

MS 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


329 


COMPUTER & VIDEO 


PC: il DTV-system per tutti? 


( 3 ) 


di Bruno Rosati 


Allo SMAU, fra gli 
innumerevoli stand ed il 
fiume dì gente in piena, 
abbiamo scoperto... 

Sempre nell'ambito della 
mini-indagine che stiamo 
portando avanti, questo mese 
la nostra attenzione si rivolge 
al catalogo di prodotti 
multimediali presentato dalla 
Computer Discount. 

L'offerta, partendo da un 
opuscolo decisamente 
corposo (il Catalogo Generale 
’91/'92 che annovera oltre 
260 prodotti) e passando per 
gli interessantissimi 
aggiornamenti degli ultimi 
mesi, è completata infine da 
un terzo, specifico estratto: il 
Catalogo Multimediale. Ed è 
ovviamente questo che più 
coincide con gli interessi di 
chi scrive e legge questa 
rubrica 


Che cosa ha di così interessante tale 
catalogo? Schede di codifica del segna- 
le, schede digitalizzatrici sia video che 
audio, sottosistemi di archiviazione dati 
a grandi capacità, controller super veloci 
ed unità laser di lettura. Una serie di 
prodotti risolutivi che proviamo a pre- 
sentare, oltre che nelle loro specifiche 
tecniche, anche con una sorta di «giu- 
stificazione d'acquisto». Ovvero: per- 
ché, e quando, un determinato prodotto 
serve per potenziare la configurazione 
di lavoro di un MPC? 

Audio: SoundBlaster PRO 
e Multimedia Upgrade Kit 

Partendo dalle specifiche di Windo- 
ws, per configurare un sistema multi- 
mediale sono (o sarebbero. .) sufficienti 
una scheda audio SoundBlaster o com- 
patibile, un'unità CD-ROM ed un'inter- 
faccia MIDI. Tali periferiche, unitamente 
alle qualità dell'adattatore grafico (VGA, 
SuperVGA. XGA, 8514/A e compatibili) 
formano un sistema multimediale che 
l'ambiente grafico della Microsoft è in 
grado di supportare, automaticamente 
già durante la fase del Setup, con spe- 
cifiche estensioni integrate nel sistema 
stesso. 

Pensando quindi all’acquisto di una 
SoundBlaster PRO (che dispone sia di 
un controller SCSI compatibile sia di 
una connessione MIDI guidabile dal dri- 
ver di Windows) potremmo già 
disporre di un personal 



multimediale. Aggiungendo il CD-ROM 
drive, l’aspetto fruìtivo del sistema si 
completa determinando infine, attraver- 
so le qualità di Windows e degli appli- 
cativi a questo dedicati, anche un primo 
livello produttivo. 

La SoundBlaster difatti è in grado di 
svolgere tre funzioni: acquisire suoni, ri- 
produrre gli stessi ed infine controllare 
ogni genere di strumentazione musicale 
conforme al protocollo MIDI. Di conse- 
guenza, le sue capacità sono estese fi- 
no al pieno controllo di ogni componen- 
te sonora. 

Il CD-ROM drive, a sua volta, è in gra- 
do di fornirci oltre che il prodotto inte- 
rattivo già finito e quindi fruibile, anche 
degli archivi multimediali pienamente 
sfruttabili. 

Nel catalogo di Computer Discount 
troviamo sia la SB-PRO 2 (casse acusti- 
che comprese) che il multimedia Upgra- 
de Kit della stessa Casa produttrice, la 
Creative Labs. Tale kit in particolare si 
compone di un lettore, compatibile con 
lo standard High Sierra ISO 9660 e ca- 
pace di leggere anche i normali CD-au- 
dio. più una serie di CD-ROM: Windo- 
ws 3.0 Multimedia Extension Level I, 
Microsoft Bookshelf ed il Creative 
Sounds & Percussion. 

Da aggiungere alla nota delle spese 
anche il MIDI-kit, necessario per il col- 
legamento INI/OUT con connessioni 


SoundBlaster PRO La sche- 
da audio della Creative Labs 
che ormai rappresenta lo 
standard di riferimento è 
quello Che un PC avrebbe 
sempre dovuto possede- 
re Al pah dei chip Enso- 
niq del Macintosh, il Pau- 
la di Amiga e lo Yamaha 
dell'Atah. 


MCmicrocomputer n. 123 - ottobre 1992 


COMPUTER & VIDEO 



standard verso le strumentazioni musi- 
cali compatibili. 

Il livello produttivo raggiungibile con 
questa prima assunzione di periferiche 
multimediali non va, ovviamente, aldilà 
della creazione di script-file, su hard (o 
floppy) disk, nei quali per quanto con- 
cerne il controllo e lo sfruttamento delle 
informazioni analogiche, sono piena- 
mente gestibili in forma digitale solo 
quelle attinenti alla componente audio. 
A riguardo della componente videogra- 
fica, l'unica assunzione possìbile è quel- 
la che potrà avvenire attraverso le libre- 
rie presenti nei vari CD-ROM già in cir- 
colazione. In tal senso, un primo esem- 
pio può esser rappresentato dal CD 
Multimedia Explorer dell'AutoDesk 
(dentro al quale, oltre alle applicazioni, 
sono concentrati almeno 200Mb di ani- 
mazioni in formato .FU) e dalle vane se- 
rie di HyperClips e MusiClips che diver- 
se software-house hanno cominciato ad 
immettere sul mercato. Le librerie di 
clip-art, con la disponibilità di centinaia e 
centinaia di megabyte di informazioni 
multimediali, quali sintesi sonore, file 
musicali, clip di animazione, eco., oltre 
che ben fatte e subito disponibili all'uso, 
hanno il pregio «economico» di poter 
essere sfruttate liberamente e senza li- 
miti di royalty da onorare. È proprio in 
base a questi aspetti pratici che la pre- 
senza di un CD-ROM drive va assumen- 
do la massima importanza anche nel- 
l'ambito videografico: poter fruire di ar- 
chivi multimediali. 


Video: Framegrabbering ed 
Overlay ing con !' AVer -2000 

Alla gestione della componente au- 
dio, in sintesi digitale e via-MIDI, più gli 
archivi multimediali fruibili per mezzo 
delle unità CD-ROM, un sistema MPC 
inteso in senso produttivo non può non 
unire quella che, per quanto concerne la 
gestione delle Immagini, può essere 
considerata un equivalente di quello che 
la SoundBlaster è per il suono: la sche- 
da video. I requisiti di scelta che tale pe- 
riferica dovrà soddisfare sono principal- 
mente quelli della capacità ad acquisire 
in tempo reale, di accettare segnali mul- 
tipli all'ingresso, di gestire il «true-co- 
lor», il live-video e l’overlaying. 

Nel catalogo di Computer Discount 
troviamo al riguardo sia la VideoBlaster 
che l'AVer-2000 della società Adda Te- 
chnologies. Questa seconda scheda vi- 
deo, che andiamo rapidamente a pre- 
sentare, fa da autentica alternativa alla 
prima. 

Anch'essa dotata del microprocesso- 


re PC-Video della Chip & Technologies, 
l'AVer-2000 è capace di catturare, a sin- 
golo fotogramma, con una velocità 
compresa fra 1/30 ed 1/25 di secondo. 
Ovvero, il tempo di scorrimento di ogni 
singolo fotogramma nello standard 
NTSC e in quello PAL. L'acquisizione 
(che quindi avviene effettivamente in 
tempo reale) è operabile a 728 x 480 
dot massimi e con una profondità di 21 
bit (2 milioni di colori) con altri 3 bit de- 
dicati alle funzioni digitali per lo zoom, lo 
scaling delle immagini ad assi X ed Y 
indipendenti, il live-video e l'overlaying. 
Videograficamente sono sopratutto 
queste due ultime funzioni che più ci in- 
teressano. 

Il live-video ad esempio ci permetterà 
di far scorrere le immagini, reali e pro- 
venienti da una delle tre fonti video con- 
nesse all'ingresso (VCR, Camcorder e 
Laserdisc) all'interno di una finestra di 
Windows. Con l'overlaying a sua volta 
sarà possibile effettuare il superimpose 
della grafica prodotta dal computer sulle 
immagini reali. In pratica il segnale VGA 
(disegni animati, scritte e titoli in scor- 
rimento da dentro uno slide-show) ap- 
parirà sovrimpresso alle immagini. Que- 
ste potranno essere «congelate» ovve- 
ro digitalizzate in video per essere poi 
acquisite e finire quindi in un determi- 
nato archivio, oppure, continuando a 
scorrere, reindirizzate verso un videore- 


gistratore tramite una specifica scheda 
di codifica. 

Per garantire le proprie funzioni digi- 
tali l'AVer-2000 richiede la presenza nel 
sistema di un adattatore grafico dotato 
del «feature connector». 

Nella confezione dell 'AVer 2000, oltre 
alla cavetteria per il collegamento, inter- 
no all'adattatore grafico ed esterno con 
le periferiche video, troviamo ovviamen- 
te anche il software di gestione. L'I- 
Photo e il Video Panel della U-Lead Ine. 
che, detto per inciso, è la software-hou- 
se che ha prodotto le prime versioni del 
PhotoStyler ora commercializzato dalla 
Aldus. In effetti leggendo le caratteristi- 
che e provandone brevemente l'uso, fl- 
Photo sembra proprio un piccolo Pho- 
toStyler. Un buonissimo image-proces- 
sor con il quale è possibile operare una 
notevole serie di manipolazioni grafiche. 
Come rotazioni, ridimensionamenti, 
stampa, ricampionamento per modifica- 
re la risoluzione, variare formato e nu- 
mero di colori, correzioni nella gamma, 
contrasto, saturazione e filtraggi vari, 
Questi ultimi, nello specifico, sono ope- 
rabili per mezzo di filtri per il blurring, 
l'ombreggiatura, la perimetrazione delle 
forme e l'enfatizzazione dei colori. 

Le capacità manipolatone dell'l-Photo 
(che è tra l'altro capace di gestire anche 
un'unità di scannering direttamente dai 
suoi menu) vengono ulteriormente esal- 


ivi Cmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


331 




esteso il concetto definendo il nostro si- 
stema oltre che alla gestione digitale 
dell'audio, anche a quella della compo- 
nente videografica. Siamo cioè in grado 
di controllare, dall'INput all'OUTput, 
qualsiasi genere d'informazione: suono, 
voce, musica, immagini e fotoriprodu- 
zioni. Attraverso un tool-autore potrem- 
mo già organizzare i file audio e quelli 
video, appena acquisiti ed ottimizzati al- 
le nostre esigenze, all'interno di script 
eseguibili. In tali script, che chiamere- 
mo multimediali, le informazioni «reali» 
potranno essere combinate ad ogni ge- 
nere d'informazione graficamente arte- 
fatta (tabelle, riferimenti testuali, anima- 
zioni. ecc.). Tali possibilità, che sono le 
prerogative proprie del «fare multime- 
dia», vanno però ora concretizzate. Ov- 
vero, è da specificare l'effettivo tipo di 
utilizzo che un utente ne può fare. In re- 
lazione a ciò sorgono subito dei quesiti 
a cui si deve dare risposta. Uno: se le 
informazioni digitali ricavate occupano 
uno spazio notevole di memoria, può 
ancora esser praticabile la loro memo- 
rizzazione sul disco rigido di sistema? 
Due: dal supporto di memorizzazione a 
quello di utilizzazione, cosa serve per 
realizzare degli audiovisivi? Partiamo 
con il rispondere proprio a quest'ultimo 
interrogativo, all'altro, la memorizzazio- 
ne di massa, dedicheremo il prossimo 
capitolo. 

Con l'assunzione di una scheda vi- 
deo, come la VideoBlaster o l'AVer- 
2000, abbiamo visto che oltre all'acqui- 
sizione è possibile anche la sovrimpres- 
sione (più alcune funzioni di DVE) delle 
immagini. Rimanendo in tale situazione 
il live-video e l'overlaying potranno però 
esser praticati solo temporaneamente 
ed univocamente visualizzati sul moni- 
tor. In fatto di segnali stiamo ancora a 
livello di VGA. Dopo aver decodificato e 
convertito i segnali, dallo standard video 


tate dal secondo applicativo messo a 
corredo, il Video Panel, in pratica una 
sub-task dell’l-Photo, con il quale è pos- 
sibile controllare tutti gli eventi produci- 
bili attraverso l’AVer-2000: visualizzazio- 
ne, cattura e calibrazione delle immagini 
in scorrimento. Il Video Panel è stato 
aggiunto, come detto a sub-task dell' I- 
Photo, per le sue specifiche capacità al- 
la gestione delle schede video dotate 
del microprocessore PC-Video della 
C&T Nell'uso pratico il Video Panel è 
formalmente definito da una finestra di 
visualizzazione, la Video Viewer, e dal- 
l'omonimo requester Video Panel, Con 
quest'ultimo è possibile settare: l'inse- 
rimento delle immagini in una finestra di 
Windows (pe riappunto la Video Viewer), 
l'inserzione di un effetto Zoom e la sca- 
la cromatica, a 256 colori o con l'equi- 
valente gray-scale. Infine, attraverso 
una serie di bottoni a selezione, è pos- 
sibile assumere le funzioni di congela- 
mento delle immagini, la cattura effet- 
tiva e l'inserzione di effetti di ombreg- 
giatura (shadowing) per l' enfatizzazione 
cromatica delle immagini. 

In definitiva, a scheda montata e so- 
ftware installato, mentre il Video Panel 
predispone tutti i requisiti per le funzioni 
digitali da operare sulle immagini, l’I- 
Photo è pronto ad accettarne le infor- 


mazioni ed operare ogni ulteriore 
operazione di manipolazione e di salva- 
taggio. Quest'ultima può svolgersi attra- 
verso il classico «Save...» che però au- 
tomatizza l'iscrizione del file solo in for- 
mato TIFF oppure per mezzo dell'opzio- 
ne «Export...» con la quale il salvataggio 
viene reindirizzato a discrezione dell’u- 
tilizzatore fra i formati PCX, MSP, CUT, 
IMG ed EPSF. 


Codificatori di segnale: 
dall'AVer-1000 alla VGA- A Ver 

Dire (ma soprattutto fare...) multime- 
dia cosa significa? Qual è l'effettivo ri- 
svolto pratico? 

Per il momento ne abbiamo appena 


332 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre lì 



COMPUTER & VIDEO 



Ricoh-RO30Wi A differenza del precedente model- 
lo quest 'altra unità magneto-ottica della Ricoh (che 
risponde tra l'altro allo standard ANSI/ISOI è in ver- 
sione interna, occupa un posto da 5.25 pollici ed ha 
una capacità massima dì 128 Mbyte In tal senso, 
oltre ad archivio, si propone a supporto ideale per 
i training aziendali a rappresentazione multimediale 
Pianilicando, nel tempo, vistane anche la praticità, 
potrebbe divenire la perfetta alternativa ai CD-ROM 


1000 oppure VGA-AVer/Adattatore, a 
seconda delle nostre esigenze. Se ci 
necessita anche la base di acquisizione 
opteremo per la prima coppia di sche- 
de, se invece l'esigenza è puramente 
«video», conservando l'adattatore che 
già si possiede (ripeto: purché dotato di 
«feature connector») sarà sufficiente 
acquistare la sola VGA-AVer. 


ai riferimenti digitali dell'adattazione gra- 
fica adottata, per uscire dai limiti del si- 
stema dobbiamo ora eseguire l’opera- 
zione inversa. Il segnale VGA, grafica 
sovrimpressa alle immagini reali, andrà 
convertito e codificato in un segnale vi- 
deo PAL-compatibile. In tal modo l'OU- 
Tput potrà esser indirizzato verso un re- 
gistratore video. 

Nel catalogo multimediale della Com- 
puter Discount troviamo risposta anche 
a tale esigenza con la messa a listino di 
altri due prodotti dell'Adda Technolo- 
gies. L'AVer-1000 e la VGA-AVer. Men- 
tre la prima è una scheda VGA con in- 
sito un circuito codificatore che pone al- 
la sua uscita un segnale PAL-compati- 
bile, la seconda svolge la funzione più 
specifica del convertitore e del genlock 
vero e proprio. L'AVer-1000 dovrà quin- 
di esser usata in luogo dell'adattatore 
grafico che già si possiede, mentre la 
VGA-AVer si integrerà con l'adattatore 
grafico VGA preesistente. 

Entrando nelle specifiche tecniche, 
per quanto riguarda l'AVer-1000 possia- 
mo subito evidenziare la natura multi- 
mediale di un «normale» adattatore gra- 
fico reso compatibile alle misure dello 
standard televisivo. Tolta la nostra pre- 
cedente scheda grafica ed inserita l'A- 
Ver-1000 ci ritroveremo con una vera e 
propria ET-4000 (il chip S-VGA della 
Tseng-Lab) capace di visualizzare fino a 
1024 x 768 dot a 256 colori, e con la 
massima risoluzione videoregistrabile di 
800 x 600 dot per 32000 colori, L'OU- 
Tput video, interlacciato, è quindi com- 
patibile con il videocomposito. l'S-VHS. 
l'RGB e l'RGB via-scart e garantisce, 
nella suddetta risoluzione di 800 x 600 
dot, la copertura integrale del quadro te- 
levisivo. Il PAL Full Broadcast è drfatti 
raggiunto già a 768 x 576 pixel. La sche- 
da è ovviamente dotata del «feature 
connector» con il quale è collegabile al- 


l'AVer-2000. La VGA-AVer, che è un'al- 
tra scheda di conversione, richiede la 
presenza di un adattatore VGA con 
«feature connector» e dispone di con- 
nessioni d'ingresso ed uscita sia video 
che audio, Per quanto riguarda la com- 
ponente video è assunte la sola codifica 
videocomposita con le funzioni hardwa- 
re per l'Overlaying, lo Zoom & Panora- 
mic, l'Overscan, il Border e il Vertical 
Scrolling. L'audio a sua volta è gestibile 
con ingressi per linea e tramite presa 
microfonica. In parole povere si tratta di 
un'AVer-2000 priva della funzione di di- 
gitalizzazione, ma dotata della possibilità 
di gestire l'audio-mixing, 

In definitiva potremo scegliere la 
combinazione ideale. AVer-2000/AVer- 


Dischi Magneto-Ottici Ricoh: 
capacità e riscrivibilità 

Se il videonastro è II mezzo di sup- 
porto fruitivo per i prodotti audiovisivi e 
se il CD-ROM svolge la stessa funzione 
per i prodotti interattivi, c’è un terzo tipo 
di supporto multimediale che va ormai 
posto nella massima considerazione. Il 
disco magneto-ottico riscrivibile o 
RODD (Rewritable Optical Disk Drive) 
come viene da molti rinominato. 

Questo, dato che è digitale e perfet- 
tamente controllabile dall’MPC, può es- 
ser utilizzato sia come supporto di frui- 
zione, in luogo ed allo stesso modo di 
un CD-ROM. sia come unità di imma- 
gazzinamento dei dati. Lo specifico 



Il grosso limite delle unità di memorizzazione magneto-ottica in genere è indubbiamente il tempo medio 
di accesso. Un controller come l'Ees/Cache PRO-3CSI qui fotografato 4 in grado di tendere un tempo 
medio di accesso inferiore a 0.5 millesecondi indipendentemente dal tipo del disco installato. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


333 



COMPUTER & VIDEO 



campo di utilizzo del multimedia trova 
cosi nei RODD la più potente alternativa 
al tradizionale disco rigido. Sintesi sono- 
re, immagini digitalizzate, animazioni e 
rendering-3D, soprattutto se non com- 
presse, occupano tali quantitativi di me- 
moria che un hard disk, già occupato 
per buona metà da Windows e gli altri 
applicativi di produzione, difficilmente 
può rendere. Tra l'altro lo spazio dei me- 
gabyte occupati su disco rigido può es- 
ser assegnato solo ad una produzione 
per volta, Ovvero, una volta definito un 
certo prodotto, questo andrà comunque 
riversato altrove, affinché sia poi possi- 
bile procedere con altre produzioni. 

Stiamo arrivando ai massimi livelli 
produttivi ai quali un MPC può essere 
utilizzato. È probabile che un utente 
amatoriale raramente potrà ritrovarsi 
nella condizione di dover acquistare un 
riscrivibile. Comunque sia, quando si 
vuole (o si deve!) conservare i propri 
prodotti digitali diventa praticamente 
obbligatorio il ricorso ai RODD. 

Nel catalogo della Computer Discount 
troviamo l'intera serie dei modelli che la 
Ricoh mette a disposizione di partner 
OEM. Interne ed esterne, da 5,25 e 3,5 
pollici, con capacità variabili fra i 50 ed 
i 594 Mbyte, tali unità sono tutte dotate 
di ottime prestazioni. I due modelli a! 
top della linea sono il RQ-9200ex e l'RS- 
3010. Il primo è un sottosistema ad alta 
capacità d'immagazzinamento, con 
tempo di accesso inferiore ai 37 msec 
e velocità di trasferimento dei dati di 2.0 
Mbyte. Il secondo, a sua volta, è un'u- 
nità interna da 3,5 pollici, con una ca- 
pacità di 128 Mbyte, tempo di accesso 
inferiore ai 45 msec ed 1.5 Mbyte al tra- 
sferimento dei dati. (Entrambi i tempi 
per il Transfer dei dati sono quelli cal- 
colati in modalità asincrona). 

A tutto ciò possiamo aggiungere che 
lo stesso R0-9200ex è disponibile an- 
che in versione interna (occupa due po- 
sti da 5,25") denominata RO-5031 e 
che è posto in catalogo un hard disk di 
tipo removibile quale il sottosistema 
RH-5500. Un’unità questa da 5,25" per 
cartucce da 50 Mbyte e con tempo me- 
dio di accesso pari a 25 msec, Anche se 
i sottosistemi della Ricoh godono tutti 
di un ottimo tempo di accesso (ciò gra- 
zie alla tecnica detta ZCAV: Zoned Con- 
stant Angular Velocity) un sottosistema, 
soprattutto di tipo ottico è decisamente 
meno rapido di un hard disk tradizionale 
nell'accesso ai dati. Strettamente legata 
alla soluzione di tali deficienze è la pre- 
senza di un adeguato controller in stan- 
dard SCSI. Computer Discount pone in 
listino la EasyCache PRO, capace di ga- 
rantire 0.5 msec di accesso, Transfer 
Rate pari a 1,6 Mbyte per secondo e l’o- 
pzione Mirroring per la scrittura contem- 


poranea dei dati su più dispositivi. Ec- 
cellente controller è anche l'HS-1616 
che, tramite schede opzionali «media- 
dapter», è in grado di controllare sia di- 
schi MFM che SCSI a 0.4 msec di ac- 
cesso e trasferimento dei dati con valori 
compresi fra gli 1,8 ed i 2,5 Mbyte per 
secondo. Entrambi i controller spingono 
a tale velocità sia l'accesso che il tra- 
sferimento dei dati indipendentemente 
dalle caratteristiche e dai limiti velocisti- 
ci del disco collegato. 

Conclusioni 

La passeggiata nello stand della Com- 
puter Discount termina qui. 

Partendo dai requisiti minimi che 
Windows supporta per il multimedia, 
abbiamo provato ad espandere il siste- 
ma di produzione fino a far assumere al- 
l’MPC le sembianze di un'autentica 
workstation videografica. Una worksta- 
tion idonea sia per la realizzazione di au- 
diovisivi che per prodotti interattivi do- 
ve, fra tutte le periferiche presentate, 
va comunque fatta una distinzione fra 
gli elementi multimediali di «base» e 
quelli di «produzione». 

Nel primo raggruppamento, verificate 
come essenziali nell'assunzione di un 
sistema per MPC. vanno chiaramente 
annoverate la scheda audio, quella vi- 


deo e l'unità CD-ROM. Nel secondo so- 
no da inserire le schede di codifica e le 
unità magneto-ottiche. 

Per quanto riguarda le schede di con- 
versione del segnale il (oro acquisto è 
univocamente subordinato al tipo di pro- 
duzione che si ha intenzione di svolge- 
re. Schede come l'AVer-1000 o la VGA- 
AVer saranno difatti da acquistare solo 
davanti alla necessità di montare su vi- 
deonastro e comunque con segnale vi- 
deo a riferimento analogico. Chi si de- 
dica alla produzione di prodotti interat- 
tivi potrà aver bisogno di una scheda di 
codifica, ma solo nel caso in cui voglia 
produrre su laserdisc. Se per le schede 
di codifica la loro presenza è quindi cosi 
specifica, per quanto riguarda i sottosi- 
stemi ottici, la loro assunzione è gene- 
ralmente affidabile ad ogni genere di at- 
tività. Andando difatti dalla possibilità di 
poter esser utilizzati come unità di ar- 
chiviazione a quella di esser a tutti gii 
effetti considerati come supporto fruiti- 
vo, possono rispondere a tutte le esi- 
genze digitali fin qui elencate in fatto di 
gestione multimediale. Ciò rappresenta 
una realtà decisamente interessante 
che è il caso di analizzare in maniera più 
approfondita, magari in un prossimo ap- 
puntamento di questa rubrica. 

M2 


334 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


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Tecnologie di riduzione «Data Rate» 

di Massimo Novelli 


Più le immagini ed i suoni sono compressi su un dato « media », più 
basso sta diventando il costo per immagazzinarli, ricercarli e 
trasportarli. Sfortunatamente, però, molte nuove tecnologie di 
compressione dati sono solo beneficio di fornitori di servizi, come 
compagnie telefoniche o banche dati, ma c'è un posto anche per il 
broadcast, sicuramente. 

Se cosi queste tecnologie svilupperanno dei risultati come 
promettono, quantomeno l'esasperata frammentazione del mercato 
audio-video, soprattutto per quel che riguarda l'ambito registrazione, 
potrebbe essere solo l'inizio della rivìncita dei broadcaster su tutti gli 
altri , aprendo le porte di un mercato potenziale che non si può, 
attualmente, nemmeno immaginare 



Solo pochi anni fa, la parola compres- 
sione evocava, agli addetti ai lavori, me- 
morie dì notti insonni passate in com- 
pagnia di trasmettitori AM restii ad es- 
sere tarati come avrebbero voluto, ed in 
tempi più recenti attorno ai «colleglli» in 
FM, come il sottoscritto malvolentieri si 
adattava, per poter trasmettere «di più» 
costringendo la modulazione a rientrare 
nei canoni standard. È cosi sorta tutta 
una filosofia di comportamento o me- 
glio di diverse filosofie su quali tagli/e- 
saltazioni di frequenze o tassi di com- 
pressione fossero più adatti alla musica 
che si trasmetteva, fino alla compren- 
sione di tali scelte da dividere in «scuo- 
le», soprattutto quella europea che ba- 
da ad un più corretto rapporto frequen- 
ze/compressione o a quella americana 
che bada ad un rapporto «esplosivo» tra 
spettro e compressione. La compres- 
sione, quindi, nel broadcasting soffre 
della necessità di dover espandere in 
qualche modo il canale di trasmissione 
per poter far fluire più informazioni pos- 
sibile. 

Essa poi, in tempi più recenti, sta di- 
ventando il cuneo d'attacco di una stra- 
tegia vincente con il suo uso, ancora di 
per sé abbastanza parsimonioso, nel- 
l'audio e nel video digitale. Solo per fare 
un esempio, il sistema ATV (Advanced 
TV), in particolare uno studio di TV di al- 
tissima qualità recentemente sviluppato 
in America, dipende fortemente da que- 
sta tecnologia. Infatti, tale sistema deve 
ridurre un segnale avente approssima- 
tivamente una larghezza di banda di lu- 
minanza di 20 MHz ed una di crominan- 
za di 7 MHz nel richiesto canale di tra- 
smissione di appena 6 MHz. Un proble- 
ma di certo non facile da risolvere. 

Compressione vs 
riduzione « bit rate» 

La parola compressione, ed il suo pa- 
rente più prossimo, riduzione «bit rate» 
sono spesso usate intercambiabilmen- 
te, la qual cosa non è corretta. Le due 
tecniche sono differenti. Nel broadca- 
sting, comunque, esse servono entram- 
be allo stesso scopo — ridurre grandi 
quantità di dati audio-video a più piccoli 
e maneggiabili livelli — . La compressio- 
ne riduce il rapporto dei dati, tra origi- 
nale e «copia conforme», impiegando 


336 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


COMPUTER & VIDEO 
GUIDA PRATICA 



significati statistici matematici e di alto 
ordine per rimuovere informazioni ridon- 
danti. Che cosa sarà mantenuto e cosa 
sarà gettato via è basato, principalmen- 
te quindi, sulla ridondanza, sulla dipen- 
denza relazionale tra i dati, sulla predi- 
zione nel movimento degli stessi e sui 
livelli di entropia relativa. La riduzione 
«bit-rate», d'altro canto, riduce il data 
rate scaricando informazioni che 
senz'altro superflue o impercettibili, nel- 
la loro mancanza, sotto stabili condizioni 
di ascolto o di visuale. Anche se la 
pressione può essere usata per ogni ti- 
po di flusso di dati, la riduzione «bit-ra- 
te» è di gran lunga più efficiente quan- 
do usata con sorgenti di informazione 
che sono a base percettiva come 
l'audio, il video o informazioni le- 
gate a rappresentazione d'im- 
magine. 


Metodo «lossy» oppure 
<t loseless »? 


Come abbiamo appena detto, la com- 
pressione o schemi di riduzione di dati 
sono richieste ogni qualvolta le informa- 
zioni desiderate sono in quantità mag- 
giore della capacità del canale di tra- 
smissione, qualunque esso sia. D'altro 
canto tali sistemi non sono molto con- 
sigliati se troppe informazioni sono di- 
strutte dal processo di compressione/ 
decompressione. In ogni caso, esìsterà 
un ben circoscritto limite tra il grado di 
compressione, o tasso, e la qualità, cioè 
la simile fruizione daH'originale, dell'im- 
magine o del suono ricostruito. La ridu- 
zione delle informazioni per processione 
sarà quindi di due tipi, principalmente: 
di tipo «lossy» (a perdere) e di tipo «lo- 
seless» (senza perdita). La compressio- 
ne «loseless» implicherà che, quando 
avvenuto il processo di ristorazione dei 
dati, dette informazioni sono molto vi- 
cine ad una perfetta riproduzione dell'o- 
riginale. Sistemi del genere usano tipi- 
camente bassi rapporti di compressio- 
ne, di solito entro 3: 1 o meno e questo 
produrrà pochissimi percettibili scosta- 
menti o errori nella ricostruzione. Tutto 
ciò quindi è altamente desiderabile per 
la preservazione di informazioni in un 
certo senso critiche, come il dettaglio 
nei particolari in una immagine oppure 
armoniche di ordine superiore nell'au- 


dio, ma non abbastanza se una grossa 
quantità di dati deve essere inviata in un 
piccolo intervallo di tempo oppure attra- 
verso un canale di trasmissione a lar- 


ghezza di banda limitata. Sistemi a com- 
pressione «lossy» sono invece molto 
popolari, attualmente. Comunque, essi 
hanno vari e precisi limiti poiché per lo- 
ro natura, possono produrre percettibili 
«artìfacts» sotto processione. La reale 
sfida, di tali sistemi, è quella di rendere 
simili discrepanze il più possibile ridotte, 
camuffate o rese impercettibili. I siste- 
mi di riduzione «bit-rate» potranno es- 
sere quindi di grande aiuto ai broadca- 
ster, offrendo loro un enorme potenzia- 
le, e ciò perché la flessibilità estrema 
delle tecniche impiegate nel rimuovere 
componenti non necessarie, nell'audio 
o nel video, faranno si che le informa- 
zioni trattate siano conformi il più pos- 
sibile all'originale, tramite un 
processo che viene identificato 
come «conservazione di infor- 
HV mazioni». Il significato poi del- 
— l'implementare una particola- 
re tecnica di compressione 
■■V è chiamato algoritmo. Un 
algoritmo, infatti, è un set 
di istruzioni che definirà come le infor- 
mazioni d'ingresso possano essere di- 
sassemblate, compresse o troncate e 
codificate. 

L'algoritmo in sé potrà anche com- 
prendere un «errar detection» oppure 
un sistema di correzione d'errore che 
impacchetterà i dati omogeneamente 
per la trasmissione o per la distribuzio- 
ne. Il set di istruzioni complementari al- 
l'algoritmo sarà poi residente alla fine 
della catena, in pratica all'utilizzatore e 
sarà quindi usato per ricostruire le for- 
me d'onda nel formato originale. 

Tecniche di riduzione 

La maggioranza degli schemi di ridu- 
zione dati usa una delle tre principali 
tecniche attuali: compressione digitale, 
compressione analogica e riduzione 
«bit-rate» su base percettiva. I sistemi 
di compressione digitale, per audio ad 
esempio, tipicamente usano processio- 
ne di segnale con impiego di chip DSP 
e tecniche connesse, nella riduzione 
della ridondanza soprattutto. Tali siste- 
mi sono attualmente ben sperimentati 
ed affidabili, consentendo una alta qua- 
lità del prodotto trattato. La riduzione 
dati per il video è, invece, significativa- 
mente più complessa. Esso, infatti, con- 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


337 



COMPUTER & VIDEO 
GUIDA PRATICA 



La più celebre delle implementazioni JPEG attual- 
mente sul mercato : dalla Avid con la sua produ- 
zione Media Composer, nei modelli 2000 e 2001, ci 
si potrà attendere di fare editing non-lineare con 
una dualità, a delta della casa, paragonabile allo 
standard BetaCam SP. Semplicemente ecceziona- 
le. 


sistendo in quadri individuali ma corre- 
lati tra loro potranno essere sì compres- 
si, come pure la sua natura di essere 
una serie sequenziale di quadri, che al- 
tresi potrà essere ridotta in quantità. Ec- 
co quindi che si dovrà aver bisogno di 
tecniche adatte al trattamento di un sì- 
mile segnale, come per esempio l'«ln- 
traframe coding» che opererà sulla ri- 
dondanza spaziale delle informazioni su 
un singolo quadro video oppure con 
l'«lnterframe coding» che ridurrà la spa- 
ziale e temporale ridondanza di diversi 
quadri video alla volta, usando tecniche 
di compressione nello spazio e «motion 
prediction», ovvero interpretazioni tem- 
porali del movimento dei pixel nel tem- 
po. 

Quest'ultima potrà quindi essere in 
grado di dare risultati molto più accurati 
ed affidabili, e con più alti tassi di com- 
pressione, che non la precedente, an- 
che se i costi per ottenerli sono molto 
più alti. 


Sistemi di codifica digitale 

Attualmente vi sono diverse variazioni 
delle codifiche digitali, la più semplice 
delle quali è la quantizzazione. Questi si- 
stemi possono essere basati sia in gran- 
dezze scalari che vettoriali, e proprio 
quest'ultima, la «Vector Quantization» 
(VQ) sta diventando molto popolare nel- 
le implementazioni. La VQ, infatti, agi- 
sce nel dividere ogni frame video in 
blocchi di dati, comparerà ognuno di es- 
si ad una serie di blocchi sample in un 
«code book» dal quale otterrà gli indi- 
rizzi dei vettori immagine (Image Vector 
Addresses). Il sistema poi sarà in grado 
di trasmettere soltanto gli indirizzi, Il de- 
coder VQ userà quindi gli indirizzi inviati 
per richiamare i blocchi da un identico 
code book, cioè istruzioni sulla codifica 
degli stessi. La fedeltà dell'imagine ri- 
costruita dipenderà ovviamente da co- 
me gli indirizzi dei blocchi trattati incon- 
trerà in similitudine gli stessi dell'imma- 
gine originale e questo, in ogni caso, è 
determinato da quanti blocchi di dati so- 
no compresi nel code book iniziale. La 
«Waveform coding» meglio conosciuta 
come Differential Pulse Code Modula- 
tion (DPCM), è un'altra delle tecniche 
impiegate ed è abbastanza facile da im- 
plementare. Il sistema in questione la- 
vora suli'assegnare un valore numerico 
a blocchi di pixel, basandosi sulla loro 
intensità. Essa poi comparerà il pixel 
corrente al precedente e ne trasmetterà 
solo la differenza. I sistemi DPCM sono 
spesso adattabili, nel senso che la mag- 
gioranza della loro potenza di processio- 
ne potrà essere allocata su parti dell'Im- 
magine che ne ha più bisogno, offrendo 
poi una efficenza di data reduction com- 
parabile alla codifica di trasformata 
(transform coding). 

Transform Coding 

Vi sono diversi tipi di codifica di tra- 
sformata, anche conosciuta come «fun- 
ction expansion». Essa infatti è basata 
su trasformate matematiche, come la 
«Discrete Fourier Transform» (DFT), la 
«Discrete Cosine Transform» (DCT) ed 
altre. Queste trasformate shiftano i pi- 
xel da un dominio, diciamo nella loro po- 
sizione spaziale, ad un altro, che può es- 
sere la distribuzione nel tempo, o in to- 
te nel dominio del tempo. Tali riorganiz- 
zazioni di dati spesso fanno divenire la 
compressione molto più facile da imple- 
mentare, Una analogia, per far capire la 
natura della cosa, potrebbe essere quel- 
la di considerare gli studenti in una clas- 
se ordinati affinché i più alti siedano in 
fondo, invece che magari in ordine al- 
fabetico; questo per due ragioni all'ap- 
parenza futili ma indispensabili. La pri- 


ma è che i più piccoli possano vedere 
comodamente e la seconda che sarà 
difficile passarsi foglietti o compiti in 
classe. Fine della digressione. 

In modo simile, organizzare i pixel in 
una sequenza video sulla loro frequenza 
invece che sulla posizione nello scher- 
mo pud renderli più facili da comprime- 
re ma anche da confondere nel vederli 
La tecnica DCT è particolarmente effi- 
cente per le immagini e sta diventando 
largamente usata. L'esempio più cele- 
bre di codifica DCT è nelle mani dell'al- 
trettanto celebre Joint Photographic 
Expert Group (JPEG) che con il loro al- 
goritmo standard, giunto alla revisione 
9,7, sono tra i più avanti nello sviluppo 
di tale codifica. Questo sistema, per chi 
ancora non lo sapesse, lavora sulla di- 
visione dello schermo in blocchi di pixel 
e nel creare coefficienti che descrivono 
le relazioni di un pixel dall'altro. Occu- 
perà quindi una frazione del tempo nel 
trasmettere tali coefficienti, e non quin- 
di i dati in sé, e tipicamente i tassi di 
data reduction saranno da 30:1 a 50:1 
con punte di 70:1 in casi estremi. 

Il JPEG opererà però solo su quadri 
singoli; comunque, tale compressione 
potrà anche lavorare su video in movi- 
mento semplicemente nel sequenziare 
le immagini una dopo l'altra. Diverse ca- 
se produttrici di apparecchi broadcast, 
soprattutto editor non-lineari, impiegano 
tali tecniche, e ne sono esempio pro- 
duzioni JPEG su base Macintosh o IBM 
compatibili, adattati come VTR con tutte 
le funzioni standard di tali macchine e 
con una qualità adeguata a produzioni di 
buon livello, quindi ancora non eccezio- 
nalmente alta. Sta in ogni caso recupe- 
rando molto terreno, fino a giungere at- 
tualmente ad una bontà paragonabile al 
S-VHS. 

I cugini del Motion Pìcture Expert 
Group (MPEG), altro strenuo gruppo di 
ricerca all'avanguardia, usano anch'essi 
diversi principi esposti nello standard 
JPEG, impiegando una combinazione di 
tecniche «motion-compensated» come 
predizione di movimento ed interpola- 
zioni integrarne, dividendo le immagini, 
come al solito, in blocchi o sub-band, 
per la codifica. Sono ancora alla ricerca 
di uno standard affidabile, anche se le 
ultime notizie ne danno il rilascio uffi- 
ciale tra breve. 

Una nuova, promettente tecnica inve- 
ce è conosciuta come «Wavelets» ed 
opera globalmente su diverse porzioni 
di immagine in modo simultaneo, non 
solo sui classici blocchi fissi campionati. 

Frattali 

Le trasformate frattaliche sono una 
nuova addizione nelle tecniche di com- 


MCmìcrocomputer n. 123 - novembre 1992 



COMPUTER & VIDEO 
GUIDA PRATICA 



pressione in uso attualmente. Una effi- 
ciente codifica dipende fortemente dalla 
ridondanza nei dati deH'immagine che 
hanno una distinta e precisa relazione 
da ogni altro. Un frattale, come ben sa- 
pete, è una costruzione matematica che 
ha la curiosa abilità di ripetere se stessa 
e di crescere dimensionalmente. La sua 
codifica descrive i segmenti video in 
termini di «semi» matematici e di ma- 
teriale residuo e sarà di tipo asimmetri- 
co. Avrà bisogno di un mucchio di ma- 
tematica per comprimere qualcosa ma 
sarà in grado, con poche operazioni in- 
vece, di riprodurre i dati trattati in modo 
egregio. Questo sicuramente farà della 
codifica frattalica un promettente stru- 
mento d'uso, soprattutto in sistemi di 
distribuzione video digitale poiché la 
grossa mole della tecnologia risiederà 
all'inizio della catena di trasmissione, 
quindi in modo distribuito ed univoco, e 
non alla fine. Non richiederà alcun code 
book nelle diverse fasi del processo, e 
sarà di natura scalabile, cioè adattabile a 
diversi formati ed indipendente dalla ri- 
soluzione. 

Riduzione ((hit-rate» 
su base percettiva 

Molto brevemente, tali tecniche lavo- 
rano sullo scaricare informazioni che 
non possono essere udite oppure viste. 
Il cervello umano, infatti, fa uso di tec- 
niche di selezione delle informazioni 
molto modificabili ed adattabili alle cir- 
costanze, per discernere sempre cosa 
realmente abbisogna per la percezione 
di un fenomeno. Tali sistemi di riduzio- 
ne infatti contengono accurati modelli di 
udibilità e di percezione visiva dando lo- 
ro modo di eliminare informazioni che, 
in ogni caso, non possono essere rico- 
nosciute. 

Nell'area della psicofisica acustica, di- 
verse case produttrici stanno introdu- 
cendo sul mercato schemi e tecniche di 
registrazioni digitali che operano sulla 
base del mascheramento acustico (au- 
ral-masking), fenomeno abbastanza no- 
to da diverso tempo. Questi sistemi in- 
fatti hanno in sé un preciso modello del- 
la soglia di sensibilità dell'orecchio uma- 
no. basato sulle curve di Fletcher-Mun- 
son, come software principale da cui 
estrapolare i dati con i quali fare ridu- 
zione. 

Tali sistemi cosi divideranno l'intero 
spettro audio in sotto-bande, campione- 
ranno simili componenti e con una suc- 
cessiva comparazione con le caratteri- 
stiche delle curve suddette, elimineran- 
no tutte le informazioni a! disotto della 
soglia di udibilità, ben precisa e speri- 
mentata. In modo molto simile, nell'a- 
rea della psicofisica visiva, ricerche con- 


dotte in America ed in Europa hanno 
evidenziato risultati abbastanza confor- 
tanti; come per l’orecchio, anche l’oc- 
chio, o meglio quella parte di cervello 
che elabora i dati grezzi, ha una ben de- 
limitata capacità di percepire fenomeni 
associati alla percezione visiva, soprat- 
tutto di immagini in movimento. Infatti 
si è determinato che è possibile otte- 
nere una riduzione «bit-rate» video vir- 
tualmente senza perdita di informazioni 
con un rapporto di 50:1 e che si è an- 
che stimato che essa può essere este- 
sa a 150:1, approssimativamente, sem- 
plicemente nei rimuovere dati che l’oc- 
chio non potrà comunque percepire. 

Il futuro della compressione 

Applicare, per esempio, una riduzione 
«bit-rate» di compressione di 150:1 ad 
un segnale standard HDTV (alta defini- 
zione) con data rate di 1,2 Gbit/sec po- 
trà quindi significare che tale segnale 
sarà in grado di fluire, su un dato cana- 
le. ad 8 Mbit/sec senza nessun difetto 
percettibile, pressappoco quello che è il 
normale canale televisivo attuale. Que- 
sto è certamente uno strumento più ef- 
ficente nel ridurre i dati che non indi- 
scriminate o statistiche rimozioni di in- 
formazioni. Comunque, sarà senz'altro 
possibile che i futuri sistemi di trasmis- 


sione possano ottenere il meglio dei 
due mondi appena visti usando, per 
esempio, sistemi di compressione «lo- 
seless» all’inizio per poi ulteriormente 
condensare la riduzione di informazioni 
su base percettiva. 

Conclusioni 

Tutta la attuale tecnologia a disposi- 
zione è già in grado di assicurare un pro- 
dotto del genere ai massimi livelli. Simili 
implementazioni sono generalmente 
ben supportate sul mercato High-End 
broadcast ma la ritrosia, soprattutto del- 
le industrie tradizionali nella produzione 
di apparecchiature broadcast, ancora 
non ne ha fatto un vero prodotto vin- 
cente. 

Gli organismi preposti poi al dirimere 
gli standard, sottoposti dalle varie case 
produttrici, hanno anche dalla loro col- 
pevoli ritardi nel decìdere, mettendo in 
ansia un mercato già abbastanza diffici- 
le da organizzare. Se è vero che la qua- 
lità di un dato «media» di nuova con- 
cezione dovrà essere almeno all’altezza 
della qualità del miglior prodotto tradi- 
zionale in uso, è anche vero che una 
tecnologia non procede invano solo per- 
ché esiste. Ne sarà logico anche atten- 
dersi un loro completo sviluppo. 

Mg 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


339 



MACINTOSH 


Guerra di word processor: 
Microsoft Word 5*0 vs 
WordPerfect 2*1 

di Raffaello De Masi 


H o sempre invidiato le persone 
che possiedono quelle scritture 
chiare, regolari e facili da legge- 
re ; la mia, manco a dirlo è a caratteri, 
particolarmente sgraziati e irregolari. 
Quando scoprii sul Mac, ai suoi albori, 
una decina di anni fa, il carattere Los 
Angeles mi sentii liberato dal problema 
di scrivere una lettera leggibile abba- 
stanza personalizzata, senza utilizzare 
un freddo Times o Palatino. Riuscii poi a 
trovare un clone del Los Angeles in 
PostScript, dalla eccellente resa, fino a 
quando, alcune settimane fa, sfogliando 
un numero di Mac User ho trovato un 
cartoncino di una software house che 
offriva per qualche decina di dollari un 


font costruito direttamente sulla scrittu- 
ra dell'utente. Ho. ovviamente, imme- 
diatamente provveduto a ordinare il tut- 
to e ho ricevuto, nel giro di un paio di 
settimane, il dischetto con la mia calli- 
grafia, in Adobe Font 1. eccezionalmen- 
te ben costruito (addirittura le combina- 
zioni Option-key servono a « battere « 

. caratteri identici, ma con diversa forma 
— esistono addinttura ben cinque «e" e 
quattro ut» —, in modo da poter simula- 
re l'irregolarità stessa della scrittura a 
penna). Un poco di maquillage con 
FontGrapher, per costruire i caratteri 
accentati che sono praticamente ignora- 
ti negli USA, e oggi posso scrivere una 
lettera personale, di mio pugno, batten- 


do alla tastiera quello che mi occorre. 

Quale occasione migliore per parlare 
quindi di word processing ? È quale mi- 
gliore motivo per mettere a confronto 
l'ultima versione, italiana, di Microsoft 
Word, giunto alla quinta generazione, 
impegnato a difendere il suo onorato 
stato di servizio che lo vede tra i soft- 
ware più diffusi nel mondo Mac contro 
l'enfant prodige dei tempi nuovi, il pac- 
chetto che, stando alla pubblicità, ha 
fatto gridare al miracolo, ha stracciato 
(sic!) tutta (a concorrenza, ha detto una 
parola nuova e diversa nel campo della 
elaborazione testi; in altri termini Word 
Perfect. I risultati sono quelli che vedre- 
te di seguito. 


Microsoft Word 5.0 


Il package 

Parlare di Word significa discutere di 
uno dei mostri sacri del software oriz- 
zontale Mac. La prima versione, la ricor- 
date, era contemporanea al MacWrite 
1.0, pacchetto quest’ultimo che venne 
dato di corredo al Mac stesso per un 
lungo tempo e, all'Inizio, la gente si 
chiese per quale motivo qualcuno do- 
vesse acquistare ad un prezzo, per i 
tempi, niente affatto a buon mercato un 
prodotto che aveva già, in versione si- 
milare, in dotazione gratuita. D'altro 
canto la versione di allora era di una 
farraginosità e di una difficoltà d'uso 
inconcepibile secondo la visione odierna 
dell'interfaccia Mac, per cui quella stes- 
sa versione ebbe pochissima fortuna. 
Dopo di questa, però tutte le altre ver- 
sioni ottennero il più grande successo, 
a partire dalla 2 fino a quella odierna, la 


5, che rappresenta lo stato dell’arte 
nella videoscrittura, abbinando una po- 
tenza d’uso notevole a doti di flessibilità 
e facilità, frutto anche di tutti i ritocchi e 


Microsoft Word S O 


Microsoft Corporation 
16011 NE 36th Way 
Box 97017 

Redmond, Wa 98073-9717 
Distributore : 

Microsoft Spa 

Centro Direa. Milano Oltre - Pai. Tiepolo 
Via Cassanese, 224 
20090 Segrate IMI) - Tel.: 02/269121 
Prezzi IIVA esclusa): 

Word 5.0 (italiano) L. 795.000 

Word 50 l'inglese) L. 695.000 


le modifiche effettuate sulle versioni 
precedenti. 

Oggi Word 5 viene offerto al pubblico 
addirittura su cinque dischetti contenen- 
ti ogni ben di Dio; programma principa- 
le, una massa di esempi e di schemi a 
dir poco sconfinata, un help completo, 
un set aggiuntivo di correttori ortografici 
e sintattici, e soprattutto caratteristiche 
intrinseche che gli permettono, pur sen- 
za promettere niente che appartenga al 
page processing, di garantire la massi- 
ma professionalità alla pagina stampata. 

Secondo una logica prassi comune a 
quasi tutti i package informatici; 5 non 
rinnega né supera alcuna delle caratteri- 
stiche dei suoi predecessori. Se con- 
frontato con la versione 4 si riscontra 
addirittura una riduzione delle opzioni 
dei menu, ma si tratta di un fenomeno 
solo apparente; vedremo tra poco il 
perché. 


340 


MCmicrocomputer n. 1 23 - novembre 1992 


MACINTOSH 




/ comandi di Word 

Poter dire che la distribuzione dei 
comandi in menu sia ottimale mi sem- 
bra per lo meno azzardato. Pare inoltre 
che gli implementatori di Word, al con- 
trario di quanto avviene per gli altri 
pacchetti di Microsoft, ci godano a cam- 
biare ogni volta le posizioni e i raggrup- 
pamenti dei comandi, La cosa non e da 
poco se si tiene conto che il nuovo non 
è meglio del vecchio e che chi usa il wp 
con una certa continuità si ritrova, con 
la nuova versione, a dover familiarizzare 
con nuovi movimenti e a perdere un 
piccolo patrimonio di abitudini, ma la 
spiegazione di tutto ciò è motivata dal- 


l'intenzione di rendere l'interfaccia del 
programma quanto più simile possibile 
per le versioni Macintosh e Windows. 

AH'apertura il package offre il nuovo 
look comune dei programmi Microsoft, 
con dall'alto, il solito menu, il «ribbon», 
qui su due livelli, il ben noto righello e la 
pagina bianca di composizione del te- 
sto. La novità, anche se non dell'ultima 
ora, è, ovviamente il nastro superiore, 
articolato in due righe principali. Quella 
superiore offre, a destra, il submenu a 
tendina dei caratteri (senza visualizzazio- 
ne della forma dei font, e purtroppo, 
ancora in conflitto con pacchetti all'uo- 
po dedicati, come Fontina o Font-i-Vi- 
sion) con accanto quello della grandezza 


dei caratteri stessi (sono visualizzate 
tutte le grandezze tipografiche principa- 
li. e, in più. quelle settate con la classica 
combinazione Shift-Qpt-plus). Conti- 
nuando a destra, con un look molto 
simile a quello di Excel, troviamo i pul- 
santi di formato (peccato siano solo tre, 
limitati al grassetto, al corsivo e al sotto- 
lineato), l'icona di painting (funzione 
questa non ancora ben integrata nel 
pacchetto), quella talvolta molto utile 
della visualizzazione dei caratteri di con- 
trollo, e, per ultimo, in triplice schiera, il 
comando di definizione del numero di 
colonne. La metà inferiore del nastro è, 
da sinistra a destra, occupata dal sub- 
menu di definizione dei subformati, dal- 




MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 


341 


MACINTOSH 




Il controllo dell'ortogralia ; da questa versione il suggerimento è automatico e 
molto più preciso dei casi precedenti 


le quattro icone di giustificazione del 
testo, de tre icone di interlinea, due di 
separazione dei paragrafi, le ben note 
cinque di tabulazióne e quelle di utilizza- 
zione del righello stesso. Il resto della 
pagina è quello ben noto, con le due 
barre di scorrimento, orizzontale e verti- 
cale, quella di divisione della pagina in 
verticale (Microsoft ha ancora una volta 
ignorato, in fondo a ragione, la possibili- 
tà di dividere la finestra in senso oriz- 
zontale), le finestrine di indicazione del 
numero di pagina e del formato, e il 
righello tipico, già visto fin dalla prima 
edizione, ben compatto e complesso 
solo a prima vista. Basta effettuare un 
doppio click su di esso per accedere 
direttamente a una serie di opzioni dav- 
vero interessanti. In prima battuta ve- 


diamo riassunte le ben note opzioni 
standard, tra cui un raffinato setup di 
spaziatura che può essere assegnato 
prima e/o dopo il paragrafo stesso, la 
scelta dell'interlinea, che può essere 
addirittura definita come «non minore 
di». Non mancano, come al solito, le 
opzioni per la gestione integrata dei 
paragrafi; ma siamo solo nell'antica- 
mera. 

La finestra possiede tre bottoni, che 
permettono di accedere ad altrettante 
subfinestre. Con una si accede alla defi- 
nizione specifica delle tabulazioni, per la 
scelta del tipo (tra cui l’originale «barra» 
che però in questa versione ha perso un 
poco della sua importanza, in quanto 
ben sostituito dall'opzione «tabella» che 
vedremo tra poco). Sono di nuovo pre- 


senti i tipi di riempimento (peccato non 
siano definibili dali'utente) e la possibili- 
tà di definire l’impostazione globale co- 
me standard. 

Il secondo bottone della finestra prin- 
cipale fa accedere direttamente alla fi- 
nestra di configurazione dei bordi, di 
una facilità d'uso a tutta prova. Il forma- 
to del bordo può essere definito in vario 
modo, sia attraverso le opzioni già pre- 
senti sia eseguendo scelte personalizza- 
te riguardanti anche lo spessore e la 
campitura interna. Il terzo bottone, infi- 
ne. permette di scegliere le caratteristi- 
che della cornice, in funzione dei margi- 
ni, della distanza dal bordo e dal testo, 
della posizione, 

La barra di menu 

La barra superiore presenta otto voci 
di menu, del tutto analoghe a quelle 
della versione precedente, ma sistema- 
te in ordine diverso. Vediamo tra le 
novità, il comando «Trova File» che 
offre una serie di opzioni estremamente 
ampia; un file può essere individuato, 
dall'Interno del documento di lavoro, in 
base a una serie particolarmente ampia 
di caratteristiche (nome del file, testo in 
esso compreso - eccellente —, com- 
menti. data di costruzione e di ultimo 
aggiornamento, tipo di formato; a que- 
sto proposito Word 5 ha la capacità di 
«importare» documenti e file leggibili in 
moltissimi formati, addirittura del tipo 
PICT, TIFF, AFE e relativa conversione 
da MS-DOS. TIFF e molti altri). Giusto 
sotto alla voce «Trova File» vediamo la 
finestra di riepilogo Informazioni, che 
riassume alcuni dati principali del file 
(finestra che viene sempre proposta la 



342 


MCmicrocomputer n, 123 -novembre 1992 


MACINTOSH 


prima volta al momento del salvataggio 
iniziale). Il menu, del tipo a grandezza 
variabile, mostra, come in Excel, i titoli 
degli ultimi file aperti; il programma 
ricorda anche dischi e documenti utiliz- 
zati in sedute precedenti e possiede 
una funzione di ricerca intelligente che 
permette di demandare alla macchina 
l'operazione di ricerca, «dovunque il file 
possa essere». 

Molto più interessante è la voce di 
menu successiva, «Modif.» che. accan- 
to ai classici Cut-Copy-Paste-Clear-Un- 
do-Redo offre una funzione di ricerca- 
sostituzione estremamente sofisticata. 
Un qualcosa può essere ricercato nel 
file non solo in base ad una pura se- 
quenza di stringa, ma anche in funzione 
del tipo di carattere, della sua formatta- 
zione. della costruzione intrinseca del 
paragrafo, addirittura del suo stile, e 
può essere sostituito e/o modificato 
con analoghi tipi di parametro (ad esem- 
pio, cerca tutto il testo piano scritto in 
Monaco, della grandezza di 9 punti, con 
stile «lettera» e trasformalo in Palatino 
12 punti, formattato a destra, con inter- 
linea doppia e grassetto). Le ricerche e 
le sostituzioni, ancora, possono essere 
sviluppate in andata, ritorno o in tutto il 
documento. Il «cambia totale» oggi am- 
mette l’Undo globale. 

Lo stesso menu offre la voce glossa- 
rio notevolmente ampliata nelle variabili 
e permette di visualizzare separatamen- 
te quelle di sistema dalle voci create 
dall'utente. Ovviamente la colonna di 
menu accoglie anche le quattro voci 
standard destinate al publish-subscribe. 

La voce di menu successiva non è 
molto ricca, ma notevolmente interes- 
sante. Oltre alle visualizzazioni normale, 
di struttura e di layout di pagina, vediamo 
la chiamata di visualizzazione del righello 
e del nastro, un utilissimo Helper di 
Stampa Unione, le classiche voci di 
intestazione, piè di pagina, e di annotazio- 
ne, e la nuova possibilità di creazione di 
annotazioni vocali, Vediamo, nella colon- 
na successiva, i già noti comandi di 
interruzione di colonna e piè pagina, la 
nuova tecnica di creazione di tabelle 
formattabili in innumerevoli formati, la 
chiamata alla subroutine di creazione 
delle annotazioni scritte e vocali, l'inseri- 
mento automatizzato della data e dei 
simboli (quest’ultimo particolarmente 
ben realizzato e pratico) e la creazione 
stavolta ben fatta delle voci d'indice e di 
sommario. È affidato a un comando 
particolare anche la creazione e l'inseri- 
mento di file grafici (al contrario della 
farraginosa tecnica delle versioni prece- 
denti), e l'inserimento di oggetti, quali 
equazioni (sviluppate con Equation Editor 
di Design Science, un editor matematico 
non eccezionalmente sofisticato ma faci- 


Un esempio di 
documento tratto dal 
software fornito in 
dotazione 


RAPPORTO • ARBORE 

Arbore Catoture Voi. Il « N. 1Z « 5 marzo l< 

rnTìTri 

CALZATURE 


Un nuovo robot lavora con noi Notiziario 
del personale 




le da usare), chart e fogli numerici del tipo 
Excel, macro e addirittura un altro docu- 
mento Word collegato al primo. 

Il menu ancora successivo offre una 
lista di opzioni già note, anche se qui 
qualcuna ha cambiato nome ed è dive- 
nuta estremamente più sofisticata ed 
elegante. Manca ancora, peccato, la 
possibilità di visualizzare la strìnga in 
inverso e di creare un box automatico 
attorno alla parola (ciò può essere simu- 
lato comunque con la tecnica della cor- 
nice), ma si tratta di piccole mancanze 
che non inficiano, soprattutto, la gran 
facilità d'uso del tutto. Ben più interes- 
sante è il penultimo menu a tendina, 
«Strumenti», che offre opzioni davvero 
eccellenti. Il controllo dell'ortografia av- 
viene oggi con la tecnica del suggeri- 
mento diretto (viene utilizzato un picco- 
lo motore inferenziale che, nel 90% dei 


casi, permette di suggerire la parola 
giusta) e dall'inizio del documento. Al 
vocabolario è abbinato un dizionario dei 
sinonimi e dei contrari che ha dell'incre- 
dibile, tanto è articolato e potente, un 
sillabatore a prova d'errore e un analiz- 
zatore di documento non molto preciso. 
Il tutto è gestito da una chiamata a 
opzioni, caratteristica nuova in questa 
versione, che permette di settare l'am- 
biente principale di lavoro, e di questo 
caratteristiche particolari, come unità di 
misura, tipo dì virgolette, reimpaginazio- 
ne, taglio e copia di testo senza perdita 
di formattazione attraverso gli appunti 
(buono), dragging del testo, griglie di 
tabella, uso o meno dei menu abbrevia- 
ti, utilizzo di marker per la grafica, inter- 
pretazione dei documenti RTF. creazio- 
ne di copie di backup e settaggio di 
salvataggio veloce, chiamata alla fine- 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


343 


MACINTOSH 


stra di riepilogo delle informazioni dura- 
ta del promemoria di salvataggio, scelta 
del carattere predefìnito, dei manuali 
d'ortografia e di sillabazione, eco. L'ulti- 
ma voce nel menu strumenti è infine la 
chiamata ai comandi di sistema che 
oggi è organizzata in maniera nuova, 
con un help immediato sul significato 
dell'opzione e la possibilità di imposta- 
zioni personalizzate di configurazioni di 
menu varie. 

La personalizzazione 
dei menu e le utility 

Nella gestione personale e nella crea- 
zione di menu definiti dall'utente Micro- 
soft è sempre stata una antesignana. In 
Word 5 questa operazione è delle più 
semplici; basta una chiamata al menu 
Strumenti-Comandi per avere a disposi- 
zione circa 150 voci di menu inseribili in 
quello principale (la disposizione nelle 
voci principali è già predefinita, assieme 
a una combinazione di tasti per richia- 
marla, ma questo layout è modificabile 
comunque sempre secondo i gusti del- 
l'utente). Interessante anche la possibi- 


lità di creare layout di menu personaliz- 
zati cosa che permette di accontentare 
utenti con preferenze o gusti diversi 
operanti alla stessa tastiera. 

Pesante l'indisponibilità delle macro. 
Nella versione precedente un creatore 
di Macro, Automac, nella versione 2.1 
era incluso nel package (ma solo in 
quello USA). Si trattava di un prodotto 
già da diversi anni presente sul merca- 
to, e adottato da Microsoft per il suo 
package. Oggi questa utility non è più 
compresa, e quella precedente crea seri 
problemi col System 7, con bombe di 
sistema ed errore relativo a malfunzio- 
namenti del bus. Occorre, per le macro 
fare capo, giocoforza, a un prodotto 
esterno, ad esempio Tempo, dalle buo- 
ne caratteristiche d'utilizzo. 

Qualche ultima parola in relazione a 
Equation editor. Si tratta di un software 
dedicato di prestazioni non eccezionali, 
ma senz'altro molto più comodo del 
precedente sistema affidato ai tasti e ai 
caratteri di controllo. Un veloce uso di 
esso ha evidenziato una certa intuitività 
dei comandi, unita a un fastidioso bug 
collegato alla scelta « Annullai*. 


Word Perfect 2.01 


Word Perfect è quasi uno sconosciu- 
to, in Italia, nel campo dei WP per Mac, 
mentre e più noto nell'area PC. In que- 
st'ultima si è guadagnata la fama di 
pacchetto ben costruito, solido e affida- 
bile, e la cosa è ancora di più da apprez- 
zare vista la ben più strenua concorren- 
za opposta, in questo ambiente, da pac- 
kage di ben solida fama e anzianità di 
servìzio. Addirittura esiste, negli USA, 
una rivista mensile. Word Perfect 
Journal, destinata agli utenti di questo 
programma, scritta in maniera interes- 


sante e destinata ad entrare nelle più 
intime caratteristiche del pacchetto 
stesso. 

Sull'onda del successo arriso alla ver- 
sione PC, oggi, mi pare, giunta alla 
versione 4, Word Perfect Corporation 
lanciò, nel 1989, il corrispondente pro- 
dotto Mac, allora un package dalle pro- 
messe pretenziose, ma che mostrava 
chiaramente la trama nei confronti di 
avversari anche di non eccezionali carat- 
teristiche, quali Wrìte Now e Mac Write 
I. La fine del 1991 ha portato alla nasci- 

II contenuto del 
package, e la finestra 



La versione è davvero 5 ? 

Word 5 esce a poca distanza dì tem- 
po da Word 4 (almeno per i tempi 
standard di upgrading di Microsoft; la 
stessa cosa, anzi tempi ancora più brevi 
Microsoft ha riservato all’upgrade di Ex- 
cel, di cui parleremo nel prossimo nu- 
mero), ma la nuova versione offre un 
gran ben di Dio in più rispetto alla 
precedente. Checché sostenga Micro- 
soft, si è ancor lontani da qualunque 
prestazione comparabile a quella di un 
DTP, ma Word 5 è sicuramente uno dei 
più versatili word processor attualmen- 
te disponibili per Mac. Pur permanendo, 
infatti, ancora gravi difficoltà nella mani- 
polazione di riquadri nella pagina (egre- 
giamente, ad esempio, risolti da Full- 
Write Pro, e anche abbastanza bene, 
dallo stesso Word Perfect) allo stato 
attuale si può considerare davvero lo 
stato dell'arte nel settore e sicuramente 
punto di confronto anche per pacchetti 
di altre piattaforme. D'altro canto non a 
caso Word è assoluto padrone del mer- 
cato Mac, lasciando alla concorrenza 
davvero poche briciole. 


ta dell’ultima versione, che offre un 
insieme di prestazioni di notevole inte- 
resse e di sicuro impegno 

Il pacchetto 

Word Perfect viene offerto in una 
robusta scatola di cartone bianco e az- 
zurro, contenente una serie di manuali, 
oltre il software e una pratica striscia 
autoadesiva, destinata alle tastiere este- 
se, che permette di ricordare a cosa 
servono i tasti funzione abbinati alle 
combinazioni Shift-Option-Command. 

Word Perfect per Mac offre, in piena 
interfaccia Mac, una pagina iniziale bian- 
ca sulla quale è possibile eseguire, solo 
attraverso l'uso del mouse, praticamen- 


Word Perfect 2,01 

Word Perfect Corporation 
7555 Technology Way 
Orem Utah 84957 USA 
Distributore: 

Word Perfect Italia 
Corso Sempi otte, 2 
20154 Milano Tei.: 02/33106200 
Prezzo UVA esci usai: 

Word Perfect 2.01 (inglese) L. 680.000 


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MACINTOSH 



il se tuo delie opzioni di Base, si non come venga usala aDbondanremente la ► 
tecnica delle subfinestre ognuna dotata dei suoi menu 



te tutte le personalizzazioni possibili. La 
cosa è affidata a una delle voci del 
submenu File, che offre diverse opzioni 
interessanti. Óltre le solite, vediamo in- 
fatti un comodo «Inserti* che permette 
di effettuare un merge di un file ester- 
no, le chiamate a File Manager e Libra- 
rian, gestione molto più sofisticata delle 
stesse funzioni, una serie di comandi di 
stampa meglio costruiti dei soliti, co- 
mandi che permettono, ad esempio, di 
stampare sul fondo pagina un logo o 
una scritta ripetitiva. Ma la chiamata più 
interessante è quella alle «Preferenze», 

Invocando questo comando si apre 
una finestra dedicata, con rispettivo me- 
nu (questa dei menu contenuti nelle 
subfinestre è una prerogativa adottata 
da Word Perfect in maniera intensiva e 
intelligente), che permette di accedere 
a quattro tipologie di setup diverse, 
riguardanti l'ambiente di lavoro, la ge- 
stione delle cartelle di utilizzo dei file, la 
definizione dei comandi da tastiera (in 
numero molto più ridotto di quelli di 
Word 5) e il salvataggio del layout delle 
preferenze (non è ammesso conservare 
più di un layout). Di questo comando 
l'opzione più interessante è senz'altro la 
prima, «Environment-Ambiente», che 
offre una barra a cinque submenu, attra- 
verso la quale personalizzare fino nei 
minimi particolari, appunto l'ambiente di 
lavoro. 

La seconda chiamata di menu, Edit, è 
quella classica dell’ambiente Mac. La 
maggior parte delle chiamate sono quel- 
le note, ma una merita un discorso a 
parte: «Show Codes» apre una finestra 
sotto il documento principale che mo- 
stra, con ricchezza di particolari, quanto 
scritto e tutti i caraneri speciali (tabula- 


zioni, CR, LF e FF, formattazioni e carat- 
teri di controllo alla stampante, codifica 
dei caratteri di stampa e della loro for- 
mattazione, ecc). La voce di menu suc- 
cessiva sembrerebbe piuttosto scarna a 
prima vista; essa accoglie i tool di ricer- 
ca e di sostituzione, ed è formata solo 
da quattro chiamate-opzioni; invece si 
tratta di una delle configurazioni di ricer- 
ca e sostituzione tra le più potenti, 
flessibili e generose, e non ha niente da 
invidiare alle opzioni già descritte di 
Word 5. Anzi alcune raffinatezze, come 
la ricerca della posizione dell'azione, e 
di opzioni particolari (come, ad esempio 
ricerca di caratteri a grandezza o stile 
maggiore o diverso da quello su cui è 
posizionato il cursore) si fanno davvero 


apprezzare alla bisogna. 

Una cura davvero speciale è dedicata, 
da parte del costruttore, al layout di 
pagina. Premesso che la costruzione 
della pagina di scrittura e la sua format- 
tazione è,, in WordPerfect, ben più age- 
vole, anche se non più potente, che in 
Word 5. si hanno Immediatamente a 
disposizione innumerevoli formattazioni 
che combinate tra di loro offrono un 
completo controllo su tutti i particolari 
della pagina, dal formato di scrittura fino 
alla gestione della pagina totale. Ancora 
più complesso e articolato è il menu 
«Tools»; assieme a un thesaurus e a 
uno speller ben più veloci di quello 
offerto da Word 5, scopriamo la possibi- 
lità di costruirsi un sub-linguaggio, di 


Un esempio di 
organizzazione delta 
pagina, interessante la 
buona organizzazione 
dei tabulatori, che 
addirittura possono 
essere relativi, e la 
creazione di finestre 
personalizzate, con 
relativo sfondo 



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MACINTOSH 


creare non solo grafici contenuti nella 
pagina stessa, con possibilità di auto- 
scontornamento, ma anche textbox 
estremamente sofisticati, secondo solo, 
per facilità d'uso e potenza, a quelli 
creabili con FgllWrite. 

Una considerazione particolare merita 
la possibilità di creare e gestire macroi- 
struzioni anche di notevole potenza 
(non a caso Word Perfect è soprattutto 
reclamizzato per la potenza di questa 
opzione) Per la verità non sono mai 
stato mai un grande utente di questi 
tool, che. forse anche per la mia scarsa 
capacita di apprendere a fondo le tecni- 
che complesse illustrate nei manuali 
d’istruzione, mi sono sempre risultati un 
poco ostici. D'altro canto se posso am- 
mettere la loro funzionalità in pacchetti 
come i fogli elettronici dove le operazio- 
ni standardizzate e ripetitive hanno sen- 
so, mi riesce difficile pensare a routine 
sempre eguali a se stesse in un wp (al 
massimo le vedrei utilizzabili nella scrit- 
tura di un foglio intestato o nella crea- 
zione di un layout di pagina). Cionono- 


usaiiu e mutasi un iuu uuu. uuiaiu ui unu 

sofisticazione notevolmente spinta (fi- 
nestre nelle finestre con menu nei me- 
nu) ha però il pregio di essere un poco 
appesantito da menu sovraccarichi di 
opzioni. Ha il suo punto di forza, essen- 
zialmente, nella capacità di gestire il 
layout di pagina in maniera molto tra- 
sparente e facile, anche se chi è abitua- 
to ai comandi di Word fa qualche fatica 
ad adattarsi al nuovo ambiente 

Conclusioni 

Lo scontro di due giganti non può 
fare che faville, e, manco a dirlo, in 
questo articolo c’è stato un incendio. 
Dal confronto come puri word proces- 
sor Word 5 esce senz'altro vincitore, 
ma, appena si richiede una gestione 
facile e sofisticata non più dello scritto 
ma del foglio, Word Perfect fa valere la 
sua superiore tecnologia. 

Un incontro alla pari, quindi? 

Dipende dall'ottica di chi ci lavora e 
dalla necessità dell'utente. Fatto sta 
che, negli USA, l'utenza tradizionale 
adotta ancora con pervicacia Word 5. 
mentre la nouvelle vague dei videoscrit- 
tori sembra sempre piu invogliata da un 
prodotto facile, agile e leggero, leggi 
Word Perfect. E questa esigenza di 
leggerezza e facilità non è da non tene- 
re da conto, visto che hanno discreta 
fortuna anche pacchetti non certo po- 
tenti, ma immediatamente e agevol- 
mente utilizzabili, come Write Now e 

Un esempio Pi documento eresio con Word Perfect. La libreria disponibile e molto meno interessante e Write II. 
numerosa di quella presente nel package Word S. BIS 




La procedura di 
creazione di una 
macro. e la finestra di 
editing delta stessa 


stante questa opzione esiste, è efficien- 
te, anche grazie alla possibilità di acce- 
dere a un editing delle macro particolar- 
mente sofisticato e credo che in mano 
a uno più paziente di me potrebbe dare 
risultati di notevole qualità. 


Concludendo 
su Word Perfect 

Word Perfect rappresenta, in termini 
espliciti «thè other side of word proces- 
sing». Imparare ad usarlo è estrema- 
mente facile, molto di più dell'avversa- 
rio tanto che montare il programma e 


346 


MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 



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ARCHIMEDES 


!JPEG 



MCmicrocomputer n. 1 23 - novembre 1 992 


In questi mesi tutta la 
stampa, non solo quella di 
settore, si è occupata del 
digitale, delle nuove frontiere 
che esso va investendo, e 
che vede il computer nel 
ruolo di una specie di art 
director nel nuovo modo di 
gestire l'informazione tutta. Il 
computer come una sorta di 
cornucopia dell'informazione, 
sia essa sonora, grafica 
I immagini in movimento e 
statiche) e di solo testo 


Ma come tutti ben sanno, fra il dire e 
il fare c'è di mezzo il mare. In questo 
caso un mare di informazioni da codifi- 
care, da trattare numericamente, riduci- 
bili attraverso l'uso di algoritmi efficien- 
ti. Informazioni che, una volta convertite 
in forma digitale, possano essere trat- 
tate e convogliate attraverso il parco 
tecnologico di cui oggi disponiamo: cavi 
a fibre ottiche, linee telefoniche, com- 
puter. ecc. È proprio questo il problema 
che, l'industria e i laboratori di ricerca 
che ruotano intorno alle problematiche 
legate al trattamento delle informazioni 
digitali, cercano di risolvere. E non solo. 
Un altro problema è rappresentato dal 
fatto di dover convertire molta dell’infor- 
mazione che oggi è veicolata attraverso 
medium analogici (video-cassette, pelli- 
cole cinematografiche, pellicole fotogra- 
fiche, ecc.), in forma digitale. Del resto 
i problemi appena visti non sono certo 
del tutto nuovi. Ridurre le informazioni, 
di qualsiasi tipo esse siano, con algorit- 
mi sempre più compatti, è un problema 
che l'uomo e lo scienziato si propongo- 


no da sempre. Ridurre le leggi della na- 
tura in equazioni che le descrivono è 
compito dei fisici, dei matematici, degli 
ingegneri che sfruttano le formule di ri- 
duzione nei loro progetti e nei più sva- 
riati campi applicativi. Insomma la scien- 
za da sempre cerca di ridurre il mondo 
naturale in algoritmi compatti. Di tra- 
sformare le complesse leggi che gover- 
nano la natura stessa dell’universo, in 
formule che ne riducano la complessità, 
conservando al tempo stesso tutta l'in- 
formazione necessaria alla sua com- 
prensione. La mente stessa, la sua or- 
ganizzazione, la capacità che essa ha di 
memorizzare esperienze e quindi infor- 
mazioni, è strettamente legata alla sua 
capacità nell 'operare riduzioni algoritmi- 
che. 

Se il nostro cervello acquisisse tutte 
le informazioni cosi come l’esperienza 
quotidiana le offre — tutte le informa- 
zioni possibili dalle cose che vediamo e 
sentiamo — la nostra mente verrebbe 
ben presto sovraccaricata, l’elaborazio- 
ne delle informazioni acquisite diverreb- 
be più lenta, cosi come i tempi di rea- 
zione agli stimoli esterni. 

Tutto ciò sembrerebbe, a prima vista, 
molto distante dai problemi tecnici che 
attualmente la tecnologia digitale cerca 
di risolvere. In effetti la riduzione dell'In- 
formazione in algoritmi più semplici e 
compatti, è un problema che tocca piu 
da vicino la matematica sperimentale. 
Ma le due cose sono più legate di quan- 
to si creda. Se oggi possiamo immagaz- 
zinare su di un dischetto da 1 ,44 Mbyte, 
3Mbyte di informazioni, spedire file sul- 
le linee telefoniche, ascoltare musica su 
CD ecc., lo dobbiamo soprattutto ai ma- 
tematici che, attraverso il linguaggio 
universale dei numeri e le relazioni fra 
essi e i fenomeni naturali (in una parola: 
formule matematiche) hanno permesso 




ARCHIMEDES 


di realizzare riduzioni efficienti di enormi 
sequenze di dati, 

Il pacchetto di questo mese, JPEG, 
ne è un'ulteriore prova in quanto rappre- 
senta lo standard di fatto in algoritmi di 
compressione per immagini statiche. 

La confezione 

All'interno della scatola di cartone, 
molto spartana devo dire, troviamo cin- 
que dischetti ed un esauriente manuale 
di spiegazione di 16 pagine. Nel manua- 
le. oltre ad una guida per l'uso del pro- 
gramma, è presente una sezione con le 
specifiche dello standard JPEG e una 
descrizione degli algoritmi utilizzati nella 
compressione. Il programma è contenu- 
to all'interno di un solo dischetto, men- 
tre gli altri contengono un archivio di im- 
magini in diversi formati grafici. 

L'installazione 

JPEG opera in ambiente multitasking. 
Non sono richieste particolari configura- 
zioni hardware per il suo funzionamen- 
to, l'importante è avere a disposizione 
256K byte di RAM libera per far girare 
il programma, naturalmente questo è lo 
spazio richiesto per l'allocamento del 
codice-programma, mentre la RAM ri- 
chiesta per le operazioni di compressio- 
ne e decompressione varia in accordo 
con le dimensione del file su cui viene 
applicato il processo. Il programma può 
essere lanciato sia da dischetto che da 
disco rigido. Per installare JPEG sul di- 
sco rigido, bisogna prima eseguire il 
fvterge della direcotry System del vostro 
disco rigido con quella fornita sul di- 
schetto, e poi procedere alla copia del- 
l’applicazione usando le solite procedu- 
re del Risc-OS. Il manuale consiglia inol- 
tre la creazione di una directory per il 
salvataggio delle immagini compresse. 
A tal fine è sufficiente copiare la dire- 
ctory Images, fornita nel disco program- 
ma, nella root del hard disk, e il gioco è 
fatto. 

Cosa fa JPEG 

JPEG è un potente attrezzo software 
per la compressione di immagini al 
computer. Studiato in particolare modo 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


349 



ARCHIMEDES 



per applicazioni multimediali, il program- 
ma risulta utile anche al di fuori del suo 
contesto originario. Lo standard JPEG è 
stato definito dal Joint Photographic 
Expert Group per la compressione di 
immagini di qualità fotografica a 24 bit, 
mentre l'implementazione su ARM è 
stata realizzata su licenza JPEG dalla DT 
Software. Il metodo usato dal program- 
ma nel processo di compressione, può 
essere sostanzialmente diviso in due 
successive fasi: la prima, in cui l'intera 
immagine viene suddivisa in piccoli qua- 
drati da 8 pixel per lato; la seconda nella 
quale ognuno dei quadrati viene proces- 
sato e quantizzato. In questa seconda 
fase su ogni quadrato viene applicato 
un processo di trasformazione chiamato 
DCT (Discrete Cosine Trasformi, il quale 
provvede a separare i dettagli dell'im- 
magine dal background ricorrendo al 
calcolo della variazione di luminosità 
dell'immagine e della scala cromatica. 
Dopo questa operazione le informazioni 
non necessarie alla definizione della im- 
magine (dati ridondanti) vengono elimi- 
nate. Il numero di informazioni eliminate 
dipende dalla qualità che si vuole otte- 
nere dall'immagine compressa. Il meto- 
do comporta un'ampia serie di vantaggi, 
rispetto agli usuali algoritmi utilizzati nel- 
la compressione di file. Il fatto che la 
tecnica utilizzata da JPEG è stata rea- 
lizzata appositamente per la compres- 
sione di immagini, ne mostra già un pri- 
mo vantaggio: le immagini grafiche so- 
no oggetti bidimensionali, ed il program- 
ma opera su singoli blocchi da 8 pixel 
per lato. Il secondo è rappresentato dal 
fatto che i bit eliminati nella codifica del- 
l'immagine, non rappresentano informa- 
zioni utili alla percezione visiva, il che 
comporta una considerevole riduzione 
dei dati da elaborare. 


In pratica l’algoritmo implementato in 
JPEG, permette di comprimere imma- 
gini riducendone la dimensione originale 
al 4%-7%, conservando al tempo stes- 
so la qualità dell'immagine. I fattori di 
riduzione possono essere ulteriormente 
ingranditi, in questo caso però la defi- 
nizione dell'immagine ne risente, in 
quanto alcuni dettagli vengono inevita- 
bilmente persi. 

JPEG al lavoro 

Una volta dato il doppio click sull'ico- 
na della applicazione, l’icona del JPEG 
scende giù nella barra del desktop. Per 
comprimere un file trasciniamo il file 
sull'icona dell'applicazione. A questo 
punto sale in screen il Dialog Box delle 
opzioni. Una volta settati gli opportuni 
parametri trasciniamo il file di output 
nell'opportuna directory di salvataggio e 
la compressione ha inizio. Le stesse 
modalità vanno eseguite per effettuare 
la decompressione dei file, l'unica dif- 
ferenza è appunto nel formato del file 
trascinato nell'applicazione. Il Dialog 
Box, ovvero il menu principale del 
JPEG, è rappresentato da una finestra 
al centro dal desktop. Al suo interno, in 
alto a sinistra, l'icona del file da proces- 
sare affiancata dalla path del file sorgen- 
te, al disotto una serie di bottoni per- 
mettono di settare alcuni importanti 
opzioni per i processi di compressione e 
decompressione. Vediamoli in dettaglio. 

Il Single Tasking Mode, permette di 
scegliere la modalità operativa del pro- 
gramma: multitasking o singletasking. 
Nella modalità single, il processo di 
compressione o decompressione viene 
accelerato, in quanto tutti gli altri appli- 
cativi lanciati vengono momentanea- 
mente congelati, mettendo cosi il pro- 


cessore a completa disposizione del 
JPEG. Un ulteriore incremento di velo- 
cità si può ottenere selezionando il bot- 
tone Blank Screen, che provvede ad eli- 
minare l'output su monitor evitando 
cosi di sovraccaricare il lavoro dell' ARM. 
Il Blank Screen permette di ottenere in- 
crementi operativi che vanno, a secon- 
da del modo grafico usato, dal 5 al 
35%. Il bottone Verbose Mode consen- 
te di visualizzare, all'interno di una fine- 
stra, utili informazioni sull’andamento 
del processo di conversione. All’interno 
di JPEG i file possono avere lo stesso 
nome, siano essi già compressi o da 
comprimere. In pratica il file originale e 
quello compresso vengono distinti in 
primo luogo dal tipo, ovvero dall'icona 
che lo rappresenta. Per questo motivo, 
nel menu delle opzioni è presente uno 
switch denominato Give Output File Sa- 
nie Name, che permette di assegnare 
al file di output lo stesso nome del file 
di origine. 

Vediamo ora come parametrizzare il 
processo di compressione. La Image 
Ouality, è senza dubbio il parametro più 
importate per la compressione dei file. 
Rappresentato da un piccolo menu ri- 
scrivibile, questa permette di seleziona- 
re il livello di compressione e la relativa 
qualità dell’immagine compressa. Il Q- 
Factor, come viene definito dal manua- 
le, può assumere valori che vanno da 0 
a 100. Il valore di default è 75, questo 
valore consente di ottenere file com- 
pressi in rapporto 15:1. Ad esempio 
un'immagine da 1Mb viene compressa 
in un file che occupa uno spazio fisico 
di soli 65 K. mantenendo una qualità del- 
l'immagine indistinguibile dall'originale. 
Con valori del Q-Factor compresi fra 20 
e 30, si possono ottenere file compres- 
si con un rapporto di 100:1, ma l'imma- 


350 


MCmicrocompuler n. 123 - novembre 1992 




ARCHIMEDES 



gine perde molti dei dettagli originali. 
L'opzione Power Compression Mode, 
se selezionata, consente di applicare 
l'algoritmo di Huffman: uno standard 
già da tempo usato nella compressione 
di file. 

Settati tutti » parametri appena visti, 
non ci resta che salvare il file compres- 
so. Per far questo bisogna accedere al- 
l'unico menu del JPEG, dove troviamo 
la voce Save. I file compressi vengono 
salvati nel formato JPEG, riconosciuto 
dal Risc-OS oltre che per la sua icona, 
dal numero &C85, 

Bene, passiamo ora a vedere la se- 
conda sezione di opzioni presenti nella 
Main Window del JPEG, quelle relative 
alla decompressione. 

La Image Smoothing è una delle pri- 
me opzioni dedicate al controllo della 
decompressione. Con essa è possibile 


ottimizzare la qualità dell'immagine in 
output nei casi in cui questa abbia su- 
bito, durante la compressione con alto 
valore del Q-Factor, un'eccessiva perdi- 
ta di definizione. Un eccessivo valore 
del Q-Factor può produrre in output l'ef- 
fetto denominato Tiled: letteralmente 
pavimentazione. In pratica si tratta della 
scalettatura di certe zone deH'immagine 
compressa, attenuabile selezionando 
appunto il bottone Smoothing. Segue 
poi la Force Grey Scale Output. Selezio- 
nando questa opzione è possibile otte- 
nere immagini in scale di grigio da file 
compressi originariamente a colori. Ciò 
consente di ridurre ad un terzo lo spazio 
fisico occupato dal file espanso, sia su 
disco che in memoria. Attraverso il bot- 
tone Dithering, possiamo disporre vir- 
tualmente di un numero illimitato di co- 
lorì, superando così i fatidici 256 imposti 


dal Risc-OS. La tecnica impiegata nel 
Dithering è quella denominata Floyd- 
Stemberg, già ampiamente usata in am- 
biente Archimedes da altri applicativi 
(ChangeFSI e Traslatori per il trattamen- 
to delle immagini. Relativa al colore è 
anche l'opzione Limit Color Range, che 
permette di limitare il numero di colori 
visualizzati nell'immagine decompressa. 

Formati dei file supportati 

Il JPEG è in grado di comprimere la 
maggior parte dei formati grafici attual- 
mente affermatisi come standard nei di- 
versi ambienti operativi. 

Fra questi troviamo il formato AIM, il 
Clear usato dal Transistor, il GIF usato 
in ambiente MSDOS e MAC, il Targa 
per la compressione dei file prodotti 
con la relativa scheda, il PBMPIus e fu- 
ta h R L E entrambi usati in ambiente 
Unix. Tipicamente usati sotto Risc-OS, 
per lo scambio di file fra pacchetti gra- 
fici, i formati Sprite, QRT e MTV. In par- 
ticolare per quanto riguarda lo scambio 
di file provenienti da ambienti diversi dal 
Risc-OS, nel disco programma troviamo 
l’utility MAC-binary per l'importazione 
dei file MAC in Archimedes. 

Conclusioni 

JPEG rappresenta senza dubbio lo 
stato deH'arte per quanto riguarda la 
compressione di immagini grafiche. Ciò 
è confermato dal fatto che sia stato uti- 
lizzato come standard nella produzione 
di applicazioni multimediali. Del resto le 
immagini che accompagnano l'articolo, 
esplicano ampiamente le potenzialità 
del programma, ed in particolar modo, 
l'eccellente implementazione di JPEG 
su processore ARM. KB 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


351 


AMIGA 


TurboText 

di Andrea Suatoni 


« A Pasquà, fatte er turbo e la vita te cambia da cosi a cosi» diceva 
Salvatore Marino nel suo abbastanza improbabile telegiornale. 

In effetti, la mania del turbo negli ultimi anni ha contagiato un po' 
tutti i campi della tecnologia compresa , ovviamente, l'informatica di 
massa: ne è un esempio la Borland, che agli inizi degli anni '80 
lanciò il famoso Turbo Pascal per l'ormai praticamente defunto 
CP/M. capostipite di una serie di compilatori «accelerati» disponibili 
oggi sui PC compatibili. Anche su Amiga la parola «turbo» ha 
attirato l'attenzione di alcuni produttori di hardware e software : la 
Impulse lanciò qualche anno fa Turbo Silver, un programma di ray 
tracing progenitore di Imagine che effettivamente diminuiva 
sensibilmente i lunghissimi tempi di generazione di un'immagine. 
Invece la Oxxi Aegis. nostra vecchia conoscenza, ha tirato fuori da 
un po' di tempo questo interessante text editor chiamato, manco a 
farlo apposta, TurboText! 



Il panorama dei text editor per Amiga 
è sempre stato molto vario e fiorente, a 
partire dalla Commodore che ha offerto 
ben tre editor di tale tipo fin dalla ver- 
sione 1.3 dell'Amiga OS. Negli anni pas- 
sati altri editor, sia commerciali sia di 
pubblico dominio, si sono affacciati sulla 
scena: TxEd della MicroSmrlh e Cygnus 
Ed Professional della ASDG (quest'ulti- 
mo ritenuto fino a poco tempo fa lo stato 
dell'arte nel campo dei text editor) per 
quanto riguarda i primi, il mastodontico 
GNU Emacs della Free Software Foun- 
dation e Dme di Matt Dillon per quanto 
riguarda i secondi. 

Text editor o word processor? 

Occorre subito dire che esiste una dif- 
ferenza sostanziale tra un text editor ed 
un word processor: il primo è principal- 
mente utilizzato per la redazione di testi 
puramente ASCII (quali i sorgenti per i 
vari linguaggi di programmazione, ad 
esempio), il secondo è invece utilizzato 
prevalentemente nella scrittura di docu- 
menti ed ha normalmente anche delle 
funzioni base per l'impaginazione tipo- 
grafica. Bisogna dire che l'evoluzione in- 
formatica ha toccato anche questi due 
tipi di applicativi, rendendo sempre più 
sottile la linea di demarcazione che li se- 
para. 1 primi text editor erano in realtà 
degli editor di linea; niente operazioni full 
screen, righe di testo selezionabili attra- 
verso i loro numeri di linea, insomma 
molto orientati alle schede perforate 
(guarda casol). I secondi, di cui il mitico 
Wordstar è probabilmente l’indubbio ca- 
postipite, avevano la possibilità invece di 
lavorare a pieno schermo, di formattare 
il testo, inserire la numerazione automa- 
tica delle pagine, ecc. Tutto questo e 


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molto altro di più è disponibile negli ap- 
plicativi presenti oggi sul mercato: i text 
editor hanno acquisito anche delle pri- 
mitive capacità di formattazione (il word 
wrap, in particolare), fornendo al tempo 
stesso un discreto numero di facilitazioni 
per chi programma (l'indentazione auto- 
matica, per esempio), I word processor 
sono ora in grado di importare disegni, 
di utilizzare un numero enorme di font, 
ecc., annullando quasi quella linea di de- 
marcazione che c’era con i programmi di 
impaginazione tipografica (questi ultimi, 
dal canto loro, hanno integrato delle fun- 
zionalità di disegno e word processing). 
Tutto ciò per arrivare a dire che il nostro 
TurboText, oggetto di questa prova, oggi 
come oggi rappresenta probabilmente lo 
stato dell'arte per quello che riguarda i 
text editor per Amiga (e non solo Ami- 
ga!). 


su uno suo. Se si utilizza il Workbench 
2.0, in quest'ultimo caso TurboText 
aprirà un public screen, ne) quale pos- 
sono essere ospitati altri applicativi che 
sono in grado di lavorare su tali schermi 
(la WShell 2.0, per esempio, ma anche 
molti altri). Sempre nel caso che si la- 
vori su di uno schermo separato, è pos- 
sibile selezionare il numero dei colori (2 
o 4) e la palette associata, l'interlace o 
meno e persino il font da utilizzare nelle 
varie finestre di testo. Passando alle 
preference di editing, possiamo sbizzar- 
rirci nel selezionare il word wrap, il nu- 
mero di blank corrispondenti ad un ca- 
rattere di tabulazione e l'espansione di 
questi ultimi in blank, l'eliminazione dei 
blank in coda alle linee di testo, l’elimi- 
nazione in fase di lettura del file dei car- 
riage return (utili per i file provenienti 


dai PC) e molto altro. Da notare che Tur- 
boText, a differenza di altri text editor, 
non pone nessuna limitazione alla lun- 
ghezza delle righe di testo. Molto utile 
infine, specie per i programmatori, l'in- 
dentazione automatica che permette di 
creare con estrema facilità le cosiddette 
scatole cinesi tipiche dei linguaggi strut- 
turati. Passando all'ultimo requester di 
configurazione (File Preferences) è pos- 
sibile specificare la creazione o meno 
delle icone, l'autosalvataggio del docu- 
mento (utile come precauzione contro 
eventuali improvvisi black out) di cui è 
possibile specificare l'intervallo di tem- 
po e la richiesta di conferma, il dispo- 
sitivo AmigDQS da utilizzare per la 
stampa (in questo modo è possibile 
stampare anche su un file) e soprattutto 
la possibilità di creare un certo numero 


Via! 

Apriamo la confezione, che non pre- 
senta alcuna nota particolare, seppure 
abbastanza curata, e all'Interno troviamo 
un floppy, un manuale di circa 200 pa- 
gine e le solite pubblicità, Non esiste al- 
cun programma di installazione, il tutto 
va fatto tramite copia dei file in una di- 
rectory dell' hard disk (se lo si possiede): 
tuttavia, le note di installazione sono ab- 
bastanza chiare, per cui l'operazione non 
dovrebbe costituire un problema nem- 
meno per il neofita. TurboText è com- 
posto principalmente da un programma 
attivatore, TTX (simile al comando Ed di 
Cygnus Ed), dal programma vero e pro- 
prio, TurboText. e da un discreto numero 
di file di configurazione, di cui parleremo 
tra poco, più numerosi script file per 
ARexx. Da ciò si evince che ci troviamo 
davanti ad un text editor molto flessibile, 
interfacciato con il mondo esterno, ma 
soprattutto programmabile. Il lancio di 
TurboText può essere fatto indifferen- 
temente da CU o da Workbench: in ogni 
caso la procedura corretta è quello di lan- 
ciare il programma attivatore. In questo 
modo, verrà lanciata una sola copia del 
programma TurboText, che potrà essere 
anche reso residente in memoria. Una 
volta attivato, si può subito iniziare a la- 
vorare, anche se forse la prima volta con- 
viene perdere un po' di tempo a confi- 
gurarsi l'editor secondo i propri gusti e 
le proprie necessità. E qui comincia il 
bello, perché si scoprono immediata- 
mente le incredibili possibilità camaleon- 
tiche di TurboText. 

Config u razione 

Cominciamo dalla modalità video: 
TurboText può lavorare principalmente 
sullo schermo del Workbench oppure 



TurboText può essere 
aperto sul Workbench 
oppure su <31 uno 
schermo a parte (di ti- 
po PUBLIC se si usa il 
Workbench 2.01. Nella 
foto è visibile la mn- 
don delle Information 
relative al documento 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


353 




AMIGA 




Le Edit Pteierences 
permettono di perso- 
nalizzare secondo il 
proprio gusto alcune 
delle caratteristiche di 
TurboText Tra quelle 
visibili nella loto, citia- 
mo la possibilità di ri- 
muovere in fase di let- 

Imolto comodo quando 
si leggono lite ASCII 


ter ivio-uuoi. i autom- 
dentazione. la conver- 
sione dei caratten di ta- 
bulazione in spazi e il 
word wrap. Per que- 
st 'ullima opzione è 
possibile impostare an- 
che il margine destro. 


Le File PreferencéS 
permettono di impo- 
stare l 'autosalvataggio 
a tempo de I documen- 
to. il numero dr lite di 

mantenere, la creazio- 

e il disposi rivo Amiga- 
DOS da utilizzare per la 
stampa {può essere 
ovviamente anche un 
ftlel. 







Il lite requester di Tur- 
boText ricorda molto 
da vicino quello della 
asl. library presente nel 
Workbenc ) t 2.0 Ciò 
non deve stupire più di 
tanto essendo l'autore 
di TurboText alio stes- 
so tempo uno degli en- 
gineer della Commodo- 
re. Utile la possibilità di 
cancellare ì file tramile 
il bottone a forma di 
cestino I attenzione pe- 
rò : i lite cancellati non 
vengono messi nel Tra- 



dì file di backup. Ogni editor che si ri- 
spetti ha quanto meno la possibilità di 
salvare in un nuovo file (tipicamente 
con estensione .bak) il contenuto del 
documento prima che questo venga so- 
vrascritto da una nuova versione. Tur- 
boText fa di più; specificando il numero 
di backup che si vogliono mantenere, il 
programma li numererà sequenzialmen- 
te fino ad arrivare al numero massimo 
previsto, dopo di che comincerà a can- 
cellare il backup più vecchio e scalerà di 
un numero tutti i backup successivi. 
Questa particolarità del programma ri- 
solve in qualche modo la mancanza di 
una funzione UNDQ a livello di docu- 
mento (esiste invece a livello di riga): 
questa limitazione dovrebbe comunque 
sparire con l'imminente avvento della 
nuova versione di TurboText. Tutto qui, 
direte voi? Non proprio. Se date una ra- 
pida scorsa ai menu di TurboText vi ac- 
corgerete che offre più o meno le fun- 
zioni che vi aspettereste da un buon 
text editor. In realtà, senza soffermarci 
troppo sulle singole caratteristiche, di- 
ciamo che una delle peculiarità di que- 
sto editor è di essere in grado di lavo- 
rare su più documenti contemporanea- 
mente, ognuno dei quali rappresentato 
in una vera window di Intuition (il rife- 
rimento è ovviamente alle pseudo-win- 
dow di Cygnud Ed). Inoltre, è possibile 
operare in modalità esadecimale su 
ogni documento: tramite l'hex editor 
aggiungere un carattere non stampabile 
è facile come scrivere ABC. Non solo, 
ma impedendo a TurboText di eliminare 
(o inserire) caratteri a suo piacimento, è 
possibile in questo modo modificare an- 
che dei file eseguibili (operazione detta 
anche zapping, che non ha nulla a che 
vedere con l'omonimo neologismo co- 
niato per i tele-dipendenti). Oltre a que- 
sto, vi sarete accorti che questo editor 
letteralmente vola (con prestazioni real- 
mente turbo) anche sugli Amiga più pic- 
colini e meno dotati. Ma la vera forza di 
questo programma risiede realmente in 
quello che non si vede: ogni caratteri- 
stica del programma, anche la più pic- 
cola, può essere programmata a nostro 
piacimento attraverso dei file di confi- 
gurazione. Tanto per fare un esempio, il 
programma è fornito di una serie di file 
di configurazione che gli permettono di 
emulare altri editor quali Wordstar (in 
modalità non documento), Edit per il 
VAX/VMS, Ed e MicroEmacs della Com- 
modore, TxEd della MicroSmith e 
Cygnus Ed della ASDG per AmigaDQS, 
QEdit (noto text editor per MS-DOS). 
Sempre nelle configurazioni fornite a 
corredo, è possibile utilizzare i menu 
standard selezionando però un'altra lin- 
gua (c'è anche l'italiano, grazie al file 
fornito all'autore da Sebastiano Vigna). 


354 


MCmicrocomputer n. 123 • novembre 1992 


AMIGA 


di TurboText può esse- 
ri, ognuna delle quali 
contenerne lo slesso 
liie Le due sezioni tut- 
tavia sono indipendenti 
ed e possibile etfeitua- 
re le modifiche indiffe- 
rentemente in una o 
nell'altra- TurboText 
manterrà il sincroni- 
smo fra le due semi-fi- 




A differenza di altri text 
editor, TurboText per- 
mette di aprire un nu- 
mero praticamente infi- 
nito (memoria permet- 
tendo, si intende ) di 
window di testo, ognu- 
na contenente un do- 
cumento differente. É 
interessante notare 
che ie window sono 
delle vere window di 
Intuition e non delle 
false finestre come 
quelle di Cygnus Ed, 
per esempio. 


L’elenco può essere esteso a piacimen- 
to, perché le configurazioni possono es- 
sere programmate dall'utente secondo i 
propri gusti. 

È lui o non è lui ? 

Certo che è lui. Qualunque sia il file di 
configurazione prescelto, il programma 
che gira è sempre TurboText. Questa 
sua flessibilità deriva dall'uso intelligente 
di ARexx e, a mio modesto giudizio, al- 
l'apertura mentale dell'autore. Molti altri 
editor, quando sono programmabili, per- 
mettono tipicamente solo di associare 
un'azione predefinita alla pressione di 
uno o più tasti. TurboText invece per- 
mette di associare qualsiasi azione a ta- 
sti, sequenze di tasti, menu, ecc. Queste 
sono tipicamente i comandi ARexx in- 
terni, ma possono anche essere il lancio 
di script ARexx (e non solo) esterni: un 
esempio in tal senso è l'emulazione del- 
l'Edit del VAX/VMS, il quale si affida ad 
uno script esterno per la gestione del 
tasto PF 1 . E la cosa divertente è che tutti 
i file di configurazione sono scritti in puro 
ASCII, niente file binari o astrusi pseudo- 
compilatori. E che dire delle macro? Tur- 
boText permette di registrare e salvare 
su disco delle macro (ovvero una se- 
quenza di azioni invocate tipicamente 
dalla pressione di un tasto). Se vi andate 
a guardare il file di macro appena sal- 
vato, scoprirete con stupore che è in 
realtà uno script ARexx, tanto è vero che 
potete provare ad eseguirlo, specifican- 
do come host address quello di Turbo- 
Text, e vedrete al lavoro la vostra macro. 
Non solo, ma questo significa anche che 
potete intervenire (con TurboText. ovvia- 
mente!) direttamente sul contenuto del- 
la macro, senza che siate costretti a ri- 
registrarla in caso di un errore. 


Votele modificare it te- 
sto usando i codici esa- 
decimali ? Eccovi ac- 
contentati I L'hex edi- 
tor vi permette anche 
di alterare file eseguibi- 
li, a pano che non per- 
mettiate a TurboText di 
rimuovere od aggiun- 
gere automaticamente 
dei caratteri 



Conclusioni 

È abbastanza facile trarre delle con- 
clusioni per un programma del genere: 
velocissimo, ben fatto, completamente 
programmabile (fatelo vedere al vostri 
amici appartenenti ad altre parrocchie in- 
formatiche e divertitevi a vederli leccarsi 
i baffi), interfacciabile come pochi con gli 
altri applicativi grazie ad ARexx, che vo- 
lete di più? Il sottoscrìtto, che ha usato 
per tanto tempo TxEd prima e Cygnus 
Ed Professional in seguito, non ha avuto 
dubbi su cosa buttare fuori dalla finestra 
(pardon, dall'hard disk!). TurboText è un 
programma che costa poco, funziona be- 
ne e non vi farà rimpiangere certamente 
il vostro vecchio caro editor. Mg 


Andrea Suatoni é raggiungibile tramile MC-link aria 
casella MC274I e tramite Internet all' indirizzo 
MC2741 © mclink.it. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


355 


AMIGA 


AmigaMedia: 
il prodotto multimediale 

di Brune Rosati 


Per tirare le somme delle 
argomentazioni fin qui trattate 
nell'ambito di AmigaMedia, 
ciò che andiamo finalmente a 
verificare è lo sviluppo pratico 
di un prodotto interattivo. Un 
« semplice » prototipo che 
ricaveremo per mezzo di una 
stazione di lavoro basata su 
di un qualsiasi modello di 
Amiga ed attraverso il pieno 
utilizzo degli applicativi fin qui 
presentati 


I riferimenti sui quali tale articolo si 
basa, sono quella specie di «appunti 
multimediali» che la serie AmigaMedia 
si è fin qui dimostrata essere. Dal primo 
articolo: Il Sistema Integrato, apparso 
sul numero 119 di MCmicrocomputer, 
prenderemo le basi per creare la nostra 
stazione di lavoro, dai successivi il so- 
ftware produttivo di base. Rimandando 
a tali articoli, sia per la costituzione del 
sistema hardware che per la presenta- 
zione degli applicativi, la nostra worksta- 
tion, compieta e produttiva, si delinea 
comunque ne! seguente modo: un Ami- 
ga, 500, 2000 o 3000, hard disk, interno 
o sub-system, da 40/80 Mbyte e con 
connessione SCSI passante (necessaria 
questa per connettere le indispensabili 
unità di stockaggio a grandi capacità co- 
me CD-WORM e Magneto-Ottici); quin- 
di un buon quantitativo di Fast-RAM, al 
minimo i classici 2 Mbyte. Infine il so- 
ftware applicativo. Dal fondamentale 
DPaint-IV, ora nella più rifinita ed affida- 
bile release 4.1, al software di base: il 


SuperJAM! per l'elaborazione musicale 
(SMUS-file) e l’Audition 4 per l'acquisi- 
zione e l’editing delle sintesi sonore e 
vocali (SVX-file). A tale software potran- 
no via via esser aggiunti altri «moduli» 
applicativi come FANI Magic, il Pixel-3D 
2.0, il V/ideoScape e l'accoppiata Sce- 
nery Animator/ScapeMaker. Da inten- 
dersi quali alternative, sia ai pacchetti di 
base che ai moduli aggiuntivi, possiamo 
poi inserire nella lista anche i nomi del 
DMusic o del Music-X, deH’AudioMa- 
ster-IV o del DSS della GVP ed il Vista 
1.2 o il 2.0-Pro. Dopo tali assunzioni l'ul- 
tima scelta, la più importante da fare, ri- 
guarda il Sistema Autore. Anche qui 
massima libertà di scelta fra l'AmigaVi- 
sion 1 ,7-OZ, CanDo 1 .6 e il solito, ve- 
tusto DVideo-l II. Personalmente, dato 
che con i primi due la produzione mul- 
timediale è garantita da molti titoli CD- 
ROM già prodotti, proverà a sfruttare 
possibilità e limiti del buon vecchio DV- 
III che, a tutt'oggi, risulta il Sistema Au- 
tore più diffuso. Dal punto di vista del- 



Figure la ed ’b - Elenco dei capìtoli e dei sub-capitoli che compongono i dodici volumi dell'enciclopedia. In questo esempio, passando dalla figura la alla figura 
’b è già stata effettuata una prima seleiione, via tasto-numerico, scegliendo II volume v L'Universo e la Terra ». 


356 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


AMIGA 


Figura 2 - Elenco dei 
temi relativi ai capitolo 
selezionato . Nello spe- 
cifico viene dimostrato 
il primo livello di navi- 
gazione che auraverso 
le selezioni ef/ettuate 
prima sul pannello po- 
sto in figura la e quindi 
su quello della figura 

16, Boriano 

pannello 



l'hardware periferico, quello cioè dele- 
gato alla trasposizione digitale delle in- 
formazioni sia audio che video-analogi- 
che, vanno a completare il set produt- 
tivo elementi quali i consigliati Videort- 
III, per il grabbing di immagini o frame- 
video, e l'OverTop Sampler dell’ECR- 
Elettronica per quanto riguarda effetti 
sonori e parlati esplicativi. Questi ultimi, 
nel particolare, saranno da leggersi al 
microfono digitalizzando direttamente. 

Scelta ed analisi strutturale 
del «soggetto multimediale » 

Una volta che si è definita la worksta- 
tion per la produzione, va scelto il co- 
siddetto «soggetto multimediale». Le 
potenzialità offerte dalla fruizione inte- 
rattiva al computer e le grandi capacità 
di memorizzazione dei dati fornite da un 
CD-ROM, vanno usate per filtrare le 
idee applicative. Tutto ciò che è ineren- 
te alla consultazione informativa e che è 
inserito sui più tradizionali supporti ana- 
logici (come le audiocassette per i corsi 
linguistici o di apprendimento musicale, 
i videotape per la didattica audiovisiva in 
genere ed il materiale cartaceo di ma- 
nuali, testi di riferimento ed enciclope- 
die) può rappresentare l’idea «multime- 
diale» da sviluppare. Nell'articolata 
esemplificazione che mi appresto a 
svolgere, la scelta è caduta su di un di- 
zionario enciclopedico, la cui trasposi- 
zione digitale rappresenta probabilmen- 
te la sfida più complessa (e complicata) 
sia per la potenza della workstation che 
per la flessibilità del Sistema Autore. 
L'opera enciclopedica prescelta come 
«cavia» per l'esperimento è il «Ragazzi 
più» della GarzantiA/allardi (una citazio- 
ne più che doverosa questa) che ha, co- 
me appare già evidente dal titolo, un 
target di utenza ben definito. Scherzan- 
do, ma non troppo.., con tale tentativo 
mi appresto a far concorrenza all'Enci- 
clopedìa Elettronica Grolier, recente- 
mente tradotta in italiano, per il CTDV, 
dalla Editai e dagli amici della Digimail. 
Dalla scelta (praticamente dettatami da 
mio figlio che nell’uso della Grolier ha, a 
suo dire, individuato dei (soggettivi) li- 
miti nella consultazione...) all'analisi 
strutturale dell’opera, si passa, carta e 
penna alla mano, facendo un breve sun- 
to statistico di cosa (e come) parla 
un’enciclopedia, Mettendola subito sul 
pratico, la «Ragazzi più», in edizione car- 
tacea, è articolata su dieci volumi con- 
tenenti dodici capitoli che a loro volta si 
dividono in una serie di trattazioni tema- 
tiche ulteriormente suddivise in un in- 
sieme di argomenti. Temi ed argomenti 
infine, sono inseriti in stretta correlazio- 


ne ai «dizionario didattico» che corre, 
compreso in un fondino colorato, a fon- 
do di ogni pagina, per rendere subito di- 
sponibili le spiegazioni ai termini più dif- 
ficili utilizzati nella trattazione dell'argo- 
mento. Dall’analisi generale ad una più 
particolareggiata, scegliamo anzitutto 
un volume, quindi un capitolo e. di que- 
sto, il tema di consultazione e la relativa 
serie di argomenti attinenti. Con tale 
procedimento, tipico anche per la con- 
sultazione, ci portiamo a ricavare un 
breve sunto statistico. Un'indagine at- 
traverso la quale potremo approfondire 
anche i meccanismi usati sia nel singolo 
tema che in tutta l'opera enciclopedica. 
In pratica avremo da organizzare un 
equivalente «elettronico» alla consulta- 
zione cartacea piuttosto articolato. Tra- 
ducendola nei numeri, la cosa, oltre che 
più chiara si fa anche più impressionan- 


te. Partendo dal dizionario, possiamo 
calcolare che, nel solo tema «Conosce- 
re la Terra», sono ad esempio. inseriti 
ben 57 vocaboli. Dato che ciascuno dei 
sei temi che costituiscono il capitolo 
«La Terra» è dotato dello stesso quan- 
titativo di vocaboli, il numero dei voca- 
boli salirà subito a circa 340 voci. Con- 
tinuando a ritroso: se ogni capitolo è or- 
ganizzato come quello che stiamo 
«campionando» (12 capitoli per 340 vo- 
caboli) l'intero vocabolario «on-line» che 
dovremo organizzare consterà infine di 
oltre tremila voci di consultazione! E 
questo è quanto riguarda solo il dizio- 
nario... Proseguendo difatti nel computo 
medio, ci ritroveremo ad organizzare in 
media 8/9 argomenti per tema e sei te- 
mi per capitolo. Calcolando sempre in 
base ai dodici capitoli sui quali si strut- 
tura ('opera, ciò equivarrà a 72 temi e 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


357 



AMIGA 



Figura 4 - Scello l'argo- 
mento che si vuole 
consultare, eccoci fi- 
nalmente nell'effettivo 
Pannello di Consulta- 
alone. Da tale masche- 
ra interattiva sarà pos- 
sibile sia leggere i sunti 
dell’argomento più le 
definizioni dei termini 
scientifici usati, sta 
«ascoltare e vedere» lo 
svolgersi della spiega- 
zione multimediale al- 
l'argomento. Infine, at- 
traverso un altro sub- 
pannello di comando, 
posto alla sinistra della 
zona dei comandi, è 
possibile effettuare rut- 
to le manovre inerenti 
la navigazione. 



circa 650 argomenti d'affrontare, orga- 
nizzare e. soprattutto, memorizzare. 

Organizzazione ed imposizione 
della struttura multimediale 

Porgendo la massima attenzione allo 
schema della struttura «cartacea» con 
la quale è organizzata l'enciclopedia, 
dobbiamo ora realizzare l'equivalente 
modello digitale badando bene a consi- 
derare anche i limiti e le possibilità del 
Sistema Autore. Nel caso specifico del 
DVideo-lll, questo organizza i propri scri- 
pt multimediali in «video» e, all'interno 
di ciascun video, in un insieme di sce- 
ne. Le scene e i video possono essere 
gestiti interattivamente con i comandi 
inseriti sulle tracce di controllo. In un 
prodotto interattivo, ciò riveste la mas- 
sima importanza. Command-effect co- 
me GoTq, Label, Wait e soprattutto Key- 
To, rappresentano la base per il costrut- 
to interattivo al quale bisognerà tende- 
re. Sia per la produzione che per la frui- 
zione, tali comandi permetteranno un 
controllo grafico più che sufficiente, al- 
lorché sarebbero mascherati da «botto- 
ni grafici» a selezione via mouse oppure 
da riferimenti scritti a determinati tasti- 
numerici da premere sulla tastiera, ci 
permetteranno di «navigare» nei pan- 
nelli e nei vari sottomenu dell'applicati- 
vo, Ben conoscendo tutti gli altri effetti 
inseribili sulla barra temporale di ciascu- 
na traccia (grafica, musicale e sonora) e 
questi della Control-Track, anche con il 
DVideo-lll è quindi possibile creare, ge- 
stire e controllare dei prodotti interattivi. 
In pratica è fra video e scene, tracce ed 
effetti di controllo che dovremo lavorare 
per ricreare il modello digitale. Siamo in- 
nanzi al più classico esempio di naviga- 
zione. dove, partendo dall'elencazione 
grafica dei capitoli che formano l'enci- 
clopedia (a ciascuno equivale un nume- 
ro corrispondente al tasto numerico da 
premere) si scenderà via via ai temi 
contenuti in un determinato capitolo. Da 
un tema, sua volta prescelto, ai suoi ar- 
gomenti ed infine, da un argomento al- 
l’effettivo pannello di consultazione in- 
terattiva. Ovviamente, cosi come vi si 
scende, dai livelli di consultazione si 
può anche risalire. Dalla scena interna 
del Pannello di Consultazione di uno 
specifico argomento, per mezzo di Key- 
To predisposti. È difatti possibile ripor- 
tarsi all'elenco degli argomenti inerenti 
lo stesso tema trattato, selezionare un 
secondo argomento oppure continuare 
a risalire ai temi del capitolo in questio- 
ne. Le figure inserite a corredo dell'ar- 
ticolo seguono graficamente quanto ap- 
pena detto ed attraverso le didascalie 
sintetizzano gli effetti procurabili per 
mezzo dei controlli interattivi. 


Il prototipo interattivo 

Non sarà di certo il più potente fra i 
modelli di consultazione, ma quello che 
vediamo documentato, figura dopo figu- 
ra, rappresenta comunque la perfetta 
trasposizione didattica dell'originale car- 
taceo. Nello specifico i pannelli princi- 
pali, che sono organizzati ciascuno in un 
video diverso, contengono una sola sce- 
na: quella che visualizza, con un grade- 
vole effetto dissolvenza, il relativo pan- 
nello di selezione. Dal Pannello Princi- 
pale (fig. la) a quello secondario (fig. 
Ib) (per l'inserzione di eventuali sotto- 
capitoli com'è perlappunto nel caso del 
volume «L'Universo e la Terra») e dal 
Pannello dei Temi relativi al capitolo se- 
lezionato (fig. 2) a quello degli argomen- 
ti del tema prescelto (fig. 3), il procedi- 
mento di navigazione, discesa e risalita, 
è completamente gestito dal command- 
effect KeyTo. Anche l'ingresso al Pan- 
nello di Consultazione (fig. 4) specifico 
all'argomento selezionato è gestito con 
un controllo KeyTo. I video relativi a cia- 
scun argomento poi diventano estrema- 


mente più ricchi d'informazioni e quindi 
più articolati nello svolgimento delle 
scene che contengono, Se i «video» re- 
lativi ai pannelli di selezione contengono 
difatti una sola scena, che apre e chiude 
su di una sola picture, quelli che con- 
tengono ciascun argomento sono arti- 
colati su due scene. Una per le tracce 
ipertestuali, trattazione deH’argomento 
ed esplicazione dei vocaboli scientifici, 
l'altra per la Simulazione Animata che 
spiega, con grafica e sintesi vocale ade- 
guate, il contenuto didattico dell'argo- 
mento in questione. All'interno di tale 
video il processo d'interazione si svolge 
per mezzo dei controlli e dei rimandi 
che sono in grado di gestire i command- 
effect Goto e Label. Al momento di or- 
ganizzare l'esperimento e nello stabilire 
tale modello di navigazione interattiva, 
mi sono anche imposto una sfida, un li- 
mite a cui tendere: contenere ogni sce- 
na interattiva nella capacità di immagaz- 
zinamento di un singolo floppy disk. I 
circa 800 Kbyte dei floppy costituiscono 
difatti un ottimo punto di orientamento 
al momento di procedere alla realizza- 


le 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



AMiGA 


nello di Consultazione 



zione del progetto. Non tanto perché 
verrebbero utilizzati per immagazzinare 
le informazioni e gli script, quanto per 
avere poi un quadro ben preciso del- 
l'ammontare totale della mole informa- 
tiva sviluppabile. Andando addirittura ol- 
tre la più rosea delle aspettative, mi è 
stato possibile concentrare in un solo 
floppy non solo la scena relativa al sin- 
golo argomento, ma anche i vari pan- 
nelli di selezione ed ovviamente pure lo 
script di gestione. Di conseguenza a 
ciò, una scena un floppy, ho potuto cal- 
colare con buona approssimazione che 
gli argomenti, circa 500 per non oltre 
650Kbyte ciascuno, equivarranno a non 
più di 300 Mbyte di informazioni grafico- 
sonore. Ovvero staranno ampiamente 
dentro ad un CD-ROM. Una conferma 
di più che il multimedia non può affer- 
marsi se non passando per le capacità 
di memorizzazione di un supporto tanto 
fisicamente pratico quanto digitalmente 
potente come il Compact Disc. Lascian- 
domi andare ad un commento sull'esito 
(più che positivo) dell'operazione multi- 
mediale, non posso non elogiare la fa- 
cilità grafica con cui Amiga, ancora una 
volta, permette di arrivare alla realizza- 
zione di un progetto videografico. È sta- 
to a dir poco entusiasmante pensare 
prima e verificare poi, quanto fossero 
effettivamente facili da realizzarsi e il 
procedimento di navigazione che, nel 
particolare, il meccanismo della consul- 
tazione. Il Pannello di Consultazione In- 
terattiva (fig. 4) potrà apparire anche ba- 
nale, ma, nella sua semplicità, è di un 
livello didattico perfettamente equiva- 
lente al procedimento cartaceo. In più 
ha la potenza interattiva che, in punta di 
mouse o tramite i tasti del Key-pad, per- 
mette la selezione di: a) la sintesi te- 
stuale deH'argomentó in questione; b) 
la spiegazione dei vocaboli più impor- 
tanti usati nell'esposizione didattica: c) 
la Simulazione Animata che concentra 
in essa uno show multimediale (tra l'al- 
tro piuttosto lungo ed articolato) dove 
grafica animata e commento vocale. 


nonché l'uso di effetti sonori, rendono 
in audio e video quanto le pagine scritte 
dell'opera enciclopedica lasciano solo 
leggere e (difficoltosamente) sintetizza- 
re. 

Particolari tecnici 

Entrando nei particolari tecnici, ovve- 
ro nello sviluppo dello script di controllo, 
i command-effect del DVideo sono stati 
ripresi e organizzati dal video «Multime- 
dia», presente sul DVExample Disk-2. In 
tale demo i controlli utilizzati sono di 
due tipi: quelli a verifica numerica (Ke- 
yTo) del tasto premuto e quelli a sele- 
zione via-mouse (GoTo, Label e Walt). 
Come abbiamo già detto ì controlli Ke- 
yTo sono stati utilizzati per navigare fra 
i vari video (capitoli, temi ed argomenti) 
mentre i controlli GoTo, Label e Wait, 
per la realizzazione delle scene che, a 
loro volta, costituiscono l'ossatura di 
ogni singolo argomento. Ai fini pratici, 
una volta che saremo nel Pannello di 
Consultazione prescelto e quindi fare- 
mo «click» sul bottone sinistro del mou- 
se su uno dei bottoni-grafici (fig. 6), la 
combinazione GoTo e Label attiverà un 
meccanismo di ricerca. Una ricerca 
che, partendo dal nome del bottone 
premuto (il nome di un brush. dato che 
il bottone altro non è che un pennello 
disegnato in DPaint) si svolgerà finche 
non verrà individuato l'oggetto richie- 
sto: brush, animbrush oppure 8SVX. 
Tale oggetto dovrà ovviamente esser 
posto nello stesso sheet esecutivo del- 
ia traccia di controllo ed avere, cosa 
importantissima questa, lo stesso no- 
me di riferimento inserito nel requester 
dell'effetto GoTo e della Label. Nello 
specifico dell'esempio, ciascuno dei 
nove bottoni inseriti nella parte bassa 
dell'IFF di figura 4, appena selezionato 
e subito dopo che, in seguito a tale se- 
lezione, GoTo e Label abbiano' trovato 
l'oggetto corrispondente, permetterà la 
visualizzazione di un brush-testuale sul 
quale sono scritte le spiegazioni testua- 


li legate al bottone premuto. È da no- 
tare infine, sempre guardando al Pan- 
nello di Consultazione, la presenza di 
altri tre bottoni, separati e diversificati 
anche cromaticamente da quelli di ri- 
cerca, sui quali il mouse non produrrà 
effetto alcuno. Tali bottoni, con sovrim- 
presso un riquadro contraddistinto nu- 
mericamente, sono attivabili solo pre- 
mendo il relativo tasto numerico. Per 
attivarli bisognerà agire direttamente 
sulla tastiera oppure, com'è nel caso 
del CDTV, sui tasti numerici del teleco- 
mando. Come già segnalato, tali con- 
trolli sono effettuati tramite il comman- 
d-effect KeyTo. Tutto facile, tutto qui. Il 
demo della singola scena interattiva è 
pronto ed occupa soltanto 650Kbyte. 
Morale della favola: ho vinto la scom- 
messa! Si può creare del multimedia 
con qualsiasi Amiga: il mio è un 500 
Plus con subsystem GVP e connettore 
SCSI pronto per fare «premastering» 
su di un CD-WORM (d'acquistare però 
solo al momento dovuto...). Anche 
l' hardware periferico è estremamente 
ridotto: Videon ed OverTop. 

Conclusioni 

Personalmente non so se avrò l’op- 
portunità di dedicarmi alla realizzazione 
di prodotti interattivi per CDTV. Ritengo 
comunque certissima la probabilità che 
in molti si organizzeranno nel tentativo. 
Affermandosi la «via Commodore» al 
multimedia (CDTV ed A570 quali veicoli 
fruitivi di massa) il mercato si farà par- 
ticolarmente interessante. Se solo la 
metà della metà degli A500 ed A600 
sparsi per la penisola verranno attrezzati 
con un lettore per CD-ROM, tale mer- 
cato sarà terreno fertilissimo. Ci saran- 
no spazio e sbocchi commerciali come 
non mai. I mezzi ci sono e prevedibil- 
mente ci sono anche dei validissimi pro- 
duttori. Ciò che ancora manca è forse 
una struttura che canalizzi e regoli il 
mercato del software, collegando i pro- 
duttori al fruitori. Ma stiamo ancora agli 
inizi ovviamente. Da queste colonne ci 
metteremo tutta la buona volontà, con- 
tinuando con AmigaMedia affinché la 
«via» venga pubblicizzata il più possibi- 
le. Ad altri il compito di rendere tutto 
più facile. Il Commodore Interactive 
Multimedia System poggia le proprie 
basi sulle solide spalle di Amiga ed a 
differenza di altri sistemi creati ex novo 
(vedi il Philips CD-I) o riconfigurati all'uo- 
po (i'MPC che personalmente posseg- 
go ed uso sempre a paragone...) può 
garantire la massima economicità dell'o- 
perazione. Tutto ciò, come al solito, gra- 
zie ad un computer che è multimediale 
fin dalla sua nascita. 

«e 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


359 


AMIGA 


Preferences 2*0 e 

di Massimo Novelli 


dintorni 


Parlare di un Sistema 
Operativo, per giunta 
semplice e complesso allo 
stesso tempo, rendendone in 
chiaro le possibilità e 
spiegando differenze con 
pregi e difetti, è qualcosa che 
farebbe tremare i polsi a 
chiunque , ma non alla 
redazione di 
MCmicrocomputer e 
tantomeno ai suoi 
collaboratori (fine 
dell' autocitazione). Per parlare 
in modo piano, ecco 
un'anticipazione delle 
possibilità offerte in ambito 
Preferences, quello di cui si 
ha subito bisogno, sperando 
di fare cosa gradita ai 
neo-utilizzatori e a tutti gli altri 
che ancora non hanno 
un'idea di quello che sa fare 


Finalmente, dopo lunga attesa e so- 
prattutto incertezze sulla sua esatta na- 
tura, dopo aver ormai esaurito tutto 
quello che era disponibile sotto Amiga- 
DOS 1.3, e dopo essere stato testato in 
lungo e in largo, è arrivato il tanto atteso 
AmigaDOS 2.0- Perché ne parliamo a 
cosi lunga distanza dal suo rilascio uffi- 
ciale? Perché crediamo sia giunto il mo- 
mento di analizzarne le caratteristiche, 
soprattutto sotto Preferences che dan- 
no la customizzazione della nostra mac- 
china e perché la stabilità intrinseca cosi 
faticosamente raggiunta ne fa un pro- 
dotto ormai accettato da tutti, salvo for- 
se quelli che usano Amiga per giocare e 
divertirsi. Infatti, si assiste curiosamen- 
te da diverso tempo, alla ricerca sul 
mercato di macchine con il solo 1 .3 al- 
l'interno. garantito da tempo, su cui far 
girare la moltitudine di software di in- 
trattenimento che pare abbia molti pro- 
blemi sotto 2.0. Se un computer è adat- 
to anche per giocarci, perché attendere 
che tali release tengano conto di un 
nuovo sistema operativo? È più facile 
acquistare una macchina «vecchia» 


operativamente parlando. Misteri di ca- 
sa Commodore. Ma andiamo per ordi- 
ne. Per essere quindi precisi, nel cas- 
setto Preferences del disco Workbench 
2.0 vi sono diversi programmi che per- 
mettono all'utente di personalizzare in 
ogni modo l'ambiente di lavoro, le pe- 
riferiche collegate ed altro. Avremo 
quindi, tra le comode utility di gestione 
diciamo cosi spicciole, l'editorTime che 
ci offre la possibilità di controllare, va- 
riare e settare la data e l’ora corretta, 
tramite una rappresentazione a calenda- 
rio su cui clickare per quanto riguarda 
grandezze come ore e minuti, giorno 
mese ed anno, mentre con Pointer, in 
sostanza molto simile alla versione pre- 
cedente inserita nell'1.3, avremo modo 
di modificare, se mai ce ne fosse biso- 
gno. le dimensioni e la forma del pun- 
tatore del mouse con cui si opera. Le 
sue opzioni sono le classiche variabili 
come i colori RGB. 3 + quello fisso di 
sfondo, un test per controllare l'aspetto 
del nostro lavoro senza chiudere l'edi- 
tor, il set point ed il salvataggio. Per ul- 
tima, nella semplicità di forma e sostan- 



Siamo nell ‘editor di Input dove possiamo sellare le caraneristiche principali del 
mouse e della tastiera 


Nel Workbench Pattern si potrà scegliere quali slondi adonare sia per il de- 
sktop che per le finestre ; da notare i preset già inseriti. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



AMIGA 



Il Foni preterence ci consentire di sellare i noi di caratteri in ogni ambiente di 
lavoro, e quindi anche applicativo, per dare un più gradevole aspetto ai nostri 
programmi. 



Nello Screen Mode si potrà scegliere il modo grafico che più ci aggrada tra i 
diversi possibili, per tipo di hardware presente, ce ne darà anche le proprietà 
e l'Autoscroll. 


za. avremo l'editor Palette che. come 
dice la parola, può tranquillamente va- 
riare i rapporti di colore fissati per il 
Workbench a nostro piacere. Le solite 
barre RGB comandano il settaggio e la 
tavolozza pre-esistente fa il resto.Tre 
utility piccole piccole che. all'apparenza, 
non si notano neanche ma che, com- 
prese in una certa filosofia di utilizzo del 
computer molto «popolare» e per non 
addetti ai lavori necessariamente, non 
sono smaliziate certo, ma fanno il loro 
dovere. Addentriamoci in qualcosa di 
più solido, passando ad esaminare l’e- 
ditor di Input. Esso infatti ci consente di 


modificare le preference di sistema del 
mouse e della tastiera; nel primo caso 
permettendoci di variarne la velocità 
sullo schermo, da 1 a 4, la sua accele- 
razione, costante fino ad un certo spo- 
stamento poi gradualmente più rapido 
ed il ritardo sul doppio click per selezio- 
nare una applicazione, da 0,2 secondi a 
4, mentre sul lato tastiera avremo pos- 
sibilità di variare il ritardo sul tasto ripe- 
tuto, che è un fenomeno usuale tenen- 
do spinto un tasto qualsiasi, da 0.2 a 1,5 
secondi per attuarne la ripetizione auto- 
matica, come pure la velocità di ripeti- 
zione di un tasto una volta che si è pre- 


muto, da 2 millesimi a 0,25 secondi. 
Tutto ciò con possibilità di test preven- 
tivo. Semplice e comodo. Andiamo ra- 
pidamente sulla grafica di sistema con 
i'editor Workbench Pattern, in sintesi 
un generatore di sfondo per la presen- 
tazione del WB e delle finestre presen- 
ti sullo schermo. Esso infatti riempirà 
tutte le aree vuote delle finestre con 
un background a nostra scelta, tra quel- 
li presenti oppure a nostro gusto. Ci of- 
frirà un piano di lavoro con preset di ti- 
le a destra, già calibrati, al centro l'in- 
grandimento dello stesso in cui poter 
lavorare ed a sinistra la scelta se opta- 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


361 



AMIGA 



re per il pattern su WB oppure nelle fi- 
nestre. Sarà comunque molto facile sia 
testare quello che stiamo facendo sia 
andare a disegnare un nostro sfondo. 
In ultima analisi un gadget comodo da 
usare e, in fondo, gradevole nelle sue 
prerogative. Altro programma di set-up, 
invero molto più necessario ed esausti- 
vo dei precedenti, è senz'altro il Font 
Preferenees, che consente la scelta dei 
font di assegnazione nei vari ambienti 
sia del S.O. sia delle applicazioni; in so- 
stanza infatti si occuperà di darci una 
scelta sulle famiglie di caratteri, in stile 
bit-map e fino a 124 punti di altezza, 
presenti nelle icone del WB, nei suoi 
menu e sulle barre di titolazione, cioè 
in sintesi nel sistema di predisposizio- 
ne iniziale. Il suo ambiente di lavoro ci 
mostra le tre possibilità suddette, a si- 
nistra il requester sui font presenti in 
cui scegliere, a destra un test delle 
stesse ed in basso la selezione font se 
solo testo con il colore scelto associato 
al campo presente. Da notare che il 
System Default Text avrà bisogno di 
una serie di caratteri non proporzionali, 
ma rigorosamente fissi come il topaz di 
bae oppure un courier, per esempio. 
Con una opportuna scelta, mirata al 
look delle applicazioni, con programmi 
che si rifanno all'ambiente WB, è un 
gran bel vedere agire in perfetto stile 
Helvetica oppure Times e, perché no, 
Bodoni e simili. A questo punto, do- 
vremmo ancora ricordare che l'Amiga- 
DOS 2.0 ha una caratteristica peculiare 
su cui molti si sono gettati, a torto o a 
ragione, non so, che identifica i nuovi 
modi grafici presenti. Niente di meglio 
che andarli a vedere tramite l'editor 
Screen Mode, che ci consente di sele- 
zionare la modalità grafica che più ci 
aggrada. Le sue possibilità sono ampie 
e notevoli; a sinistra avremo la scelta 
sulla lista dei modi a disposizione, det- 
tati dalla presenza dei chip ECS o altri- 
menti. Possibilità di standard PAL o 
NTSC, in modo Hires o Interface oppu- 
re Super Hires. Per chiarire meglio, 
possiamo dire che in PAL si potrà an- 
dare dall' Hires 640x256 all'lnterlace 
640x512, dal Super Hires da 1280x256 
con ECS al Super Hires Interface 
1280x512, mentre il modo Productivity 
potrà variare da 640x480 a 640x960 
con un monitor video multiscan, fino al- 
la massima risoluzione di 1008x800 
non interfacciata con l'opzione A2024, 
in sintesi collegati ad un monitor di tale 
natura di refresh a 10 Hz oppure a 15 
Hz max 4 colori, o meglio scala dei gri- 
gi. Nelle possibilità dei modi video se- 
lezionati. potremo avere capacità o no 
di supportare opzioni di genlock, se è 
possibile trascinare in basso il WB per 
far posto ad altri schermi presenti 


(draggable) oppure Pannelled se abbia- 
mo in uso un A2024, che ricordiamo è 
un monitor Commodore ad alta risolu- 
zione, per finire con un «Required 
bypassing thè Display Enhancer», 
quando selezionata una modalità che ri- 
chiede la disabilitazìone dell’ hardware 
corrente. Ci confermerà poi le dimen- 
sioni scelte visibìli, tipo 640x256 alla 
partenza del WB, quelle minime e mas- 
sime ed il maggior numero di colori 
possibili. Sono anche presenti opzioni 
di Width/Height variabili, per poter sce- 
gliere quali dimensioni ci abbisognano 
al di fuori dello standard, con associato 
default e l'Autoscroll se il nostro di- 
mensionamento eccede quello massi- 
mo visualizzato permettendone, nello 
spostamento del mouse ai bordi del vi- 
sibile, di «accompagnare» gentilmente 
lo scroll dello schermo. Indubbiamente 
di buon livello. Per poter rendere piace- 
vole tutto ciò non poteva certo manca- 
re qualcosa che rendesse giustizia an- 
che all'overscan, modo grafico non 
usuale; è così presente anche un edi- 
tor di Overscan dove potremo conside- 
rare il nostro monitor in uso, variare le 


dimensioni text dell'area visualizzata, 
che è come dire di settare la finestra 
dello Shell, con dei comodi riferimenti 
agli angoli dello schermo da poter tra- 
scinare con il mouse, editare l'overscan 
standard allo stesso modo ed avere dei 
comodi riferimenti in valori pixel delle 
aree variate. Completano la dotazione 
informazioni sulle massime capacità e 
su quelle considerate. Nel controllo dei 
device esterni, in un certo senso, ab- 
biamo possibilità di customizzare le 
porte seriali e parallele, tramite l'editor 
Serial e con le preference Printer e 
Printer Graphics. Nella prima, molto si- 
mile alla versione 1 .3, si avranno opzio- 
ni sulla velocità baud rate, da 110 baud 
a 31.250, il Buffer con le dimensioni da 
512 a 65.535 byte ed i settaggi più pe- 
culiari di una porta seriale propriamente 
detta: handshaking, la parità, il numero 
dei bit per carattere e quelli di stop. 
Tutto quello che può servire in caso di 
collegamento modem e di qualsiasi al- 
tro device. Di ben altro peso è l'am- 
biente Printer, in cui vengono offerti i 
classici parametri di settaggio di una 
stampante; dovremo solo selezionare il 


362 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


AMIGA 





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4 Le I Control prelerence ci consentono di settate quali combinazioni di tasti pre- 
lente per azioni di schermo, per controllare requeswr ed aldo. 




ri di Workbench 


4 lt Pointer pteference. 
simile airi. 3 per non 
dire identico, dove lare 
custom un puntatore a 
nostro piacere 


driver che ci serve, da prelevare nel 
cassetto Devs del disco Extras 2.0, ed 
andare a variarne possibilità come la 
lunghezza del foglio, in linee, i margini 
sinistro e destro in caratteri, la porta 
collegata ad essa, il tipo di foglio sele- 
zionato, se modulo continuo oppure fo- 
glio singolo, le sue dimensioni da sce- 
gliere tra il Wide e Narrow tractor, DIN 
A4. A5 e US Letter o Legai. Ne com- 
pletano la dotazione il passo di stampa, 
tra 10 e 15 caratteri per pollice, spazia- 
tura di stampa tra le 6 e le 8 righe per 
pollice e la qualità finale, se Draft op- 
pure Letter per una più alta resa. Pas- 
sando ad esaminare l'ambiente Printer 
Graphics avremo quello che ci occorre 
per supportare le caratteristiche estese 
della stampante collegata in modo gra- 
fico. In dotazione si avrà la correzione 
colore, se la nostra è di tale tipo, lo 
smoothing per addolcire linee diagonali 
seghettate, l'offset sinistro e il cente- 
ring della stessa su un foglio predeter- 
minato, il dithering di buon livello nelle 
forme ordinate, mezzi-toni e Floyd- 
Steinberg. Lo scaling ci offrirà di variaré 
le dimensioni originali della grafica da 


stampare, in possibilità Fraction oppure 
Integer, mentre si potranno variare an- 
che i rapporti d'aspetto dell’immagine 
e lo Shade nella interpretazione delle 
tinte presenti. La densità di stampa 
chiude questa veloce panoramica sul 
PrinterGfx come pure Limits che ci of- 
fre di specificare molto dettagliatamen- 
te le dimensioni di stampa, ingranden- 
do o riducendone le caratteristiche ori- 
ginali. Per concludere non dovremmo 
dimenticare l'editor IControl che ci con- 
sente di modificare agevolmente diver- 
se configurazioni di sistema come ad 
esempio serie di tasti predisposti per 
spostare gli schermi presenti contem- 
poraneamente in video oppure per se- 
lezionare un'azione in un requester; 
Verify Timeout si potrà usare quando il 
sistema dovrà attendere la risposta da 
parte di una applicazione mentre, in 
modo contemporaneo, esso stesso si 
attende una risposta inversa,, regolan- 
done il tempo di attesa che dovrà es- 
sere adeguato per evitare impasse di 
strana natura. É poi presente il Com- 
mand Key per scegliere quali combina- 
zioni dì tasti usare per avere lo scher- 


mo WB davanti o dietro una applicazio- 
ne, per chiedere conferma ad un re- 
queStèr oppure per cancellarla, mentre 
nei Miscellaneous Flags si avrà possibi- 
lità di scorrimento di schermo se i me- 
nu associati al WB siano fuori della por- 
tata del mouse per via di opzioni over- 
scan. oppure il Text Gadgets Filter per 
consentire di filtrare i caratteri di con- 
trollo presenti in un testo, evitando 
azioni non volute. Per concludere, sotto 
Coercition abbiamo scelto di evitare il 
flickering di schermo, ahimè soltanto in 
modalità Productivity, consentendo di 
rendere stabili le immagini in presenza 
contemporanea di un video in tale ma- 
niera con un interlacciato, come pure 
Preserve Color che mantiene intatti i 
colori dello schermo, dopo essere en- 
trata in azione la precedente scelta. Be- 
ne, abbiamo visto in pratica, seppure 
sommariamente, tutte le possibilità of- 
ferte in Preferences nel nuovo S.O. 
2.0, ma sicuramente c'è dell'altro da 
considerare; un Sistema Operativo of- 
fre una ampia varietà di spunti per ve- 
rificarlo e per conoscerlo a fondo, e 
questa regola non sfugge nemmeno al- 
l’AmigaDOS 2.0, sebbene abbia dalla 
sua pregi e difetti, come ogni prodotto 
del genere. Per questo poi, e per altre 
ragioni, ci prefiggeremo di parlare delle 
Commodities oppure dell'Amiga CLI, 
ben diverso dal precedente, e lo fare- 
mo a modo nostro, cioè in modo piano 
e non eccessivamente tecnico perché 
sia più vicino ad una guida ragionata al- 
l'uso piuttosto che ad un trattato di 
tecnica. Per ora ci fermiamo qui ma ri- 
torneremo sull'argomento. 

Mg 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


363 




Il software MS-DOS, Amiga e Macintosh di Pubblico Dominio e Shareware distribuito da 



in collaborazione con 
Microforum 


Questo software non può essere venduto a scopo dì lucro ma solo distribuito dietro pagamento delle spese vive di supporto, contezion amento, 
spedizione e gestione del servizio l programmi classificati Shareware comportano da parte dell'utente t'obbligo morale dì co/rispondere all'autore un 
contributo indicato al lancio del programma. 


TITOLOSDESCRIflONE REC HARDWARE 


TITOLO^ DESCRIZIONE REC, HARDWARE 


MSPOS 


COMUNICAZION E 

Comi ONE TO ONE 
COMA» OMEGA LINK 
COM/05 ZIP 

COM/OS FOSSIL ORIVER S 
COM/07 MAXIHOST 
COM'08 MICROLINK 
COM/09 TELEMATE 


ARCHIVIO PARROCCHIALE r 
ABSTRACT r 

GESTIONE DI BIBLIOTECA r 
RICETTARIO r 

MULTIARC r 

WCATWIN r 

LIBRARY r 


EDU/01 ABC FUN KEYS IWC103 

EDU/04 GEOBASE ARCH. GEOGRAFICO 
EDU/05 CHIMICA mc122 


GIO/04 

GI0.38 

GIO'39 


GIO/S0 

GIOSI 

GIO'52 

GIO/63 

01054 

GIOSS 


NIM i 

TOMBOLA i 

SMILE ■ 

CHINESE SOLITARIE I 

TRETRIX I 

SICHUAN I 

EGAWALLS I 

GRID HER I 

BANDIERE! i 

PETWORLD I 

FORZA4 I 

CROBOTS i 

YAHTZEEI I 

PAROLOSO I 

TRESETTE A PERDERE i 
WINTREK i 

PAROLIERE i 

KISMET r 

PACWORLD i 

WINPANIC PER W INDOWS r 


GRF/02 PC-KEY-DRAW 
GRF 04 PC-DEMO SYSTEM 
GRF05 GRAPHICWORKSHOP 
GRF/06 SOLAI S TRAVI 
GRF/07 GOSTPAINT 


GRFTO AFFINITY ir 

GRFT 1 ENGINEER PROFESSIONAL ir 
GRF/ 12 PAINT SHOP n 


SPD'01 AS-EASYAS 
SPD/02 EXPRESS-CALC 
SP D/04 INSTACALC 

UTILITY 

UTI/07 LHARC 


PKLITE 

NEWSPACE 

CATDISK 

POINT&SHOOT 


melos 

mei04 

me107 


«SET r 

ZAPDIR r 

UTILITY COLLECTION r 

CLEANUP r 

SA8 DISKETTE UTILITY r 
TIF2GRAV r 

FILLDISK r 

ORASCO r 

XDIR r 

WINCOMMANDER r 

MOUSE FORMATTER r 

WINZIP r 

MOUSE EDITOR r 

DEPURA f 

DISK FATTER r 

/3 6 POWER DOS f 

SIM UB r 

UTILITY PC r 

DBOOKI.O r 

SYSTEM COLOR SETTING r 
AUTOUST r 

CON>FORMAT r 

FÓRMATOM r 

COPYOM r 

TELEDISK r 

ANAQISK r 

DIVDIR r 

GDIR r 

BATMEN r 

SUPERBOOT r 

TOOLS r 

DISKCOPY r 

MEGABACK r 

CT-SHELL FOR WINDOWS r 


irri/56 

unse 

VARIE 


VAR/03 

VAR/07 

VAft/08 


ARCERY 

DIVIDE S GENERA 


RECIPES mc1Q4 

PERSONAL CCOMPILER mclOS 

TSR. PRINT & GESTECC mclOS 

ARIANNA mclOS 

TOTOPROJET melOS 

COVER mclOS 

CODICE FISCALE mc109Ha 

FLIGHT mclOS 

DIZIONARIO INFORMATICO me109 

ITALIA90 mellO 

TATA-BIGNOMIX UTILITY meli 0 


CODICE TITOLOSDESCRIZIONE REO, HARDWARE 


VARO 9 QUICK BASIC ROUTINE? mellO 

VAR/21 CALCOLO INDICE ELO mc113 

VAR/22 MENU meli 3 

VAR/23 PROMETEO moli 4 

VAFt/24 IRIS mCllS 

VAR/25 MODELLI DI TERRENO meli 5 

VAR/26 GESTIONE CAMPIONATO mc123 

VAFV27 WINCHECK meli 8 

VAR/29 WINEDIT meli 9 

VAR/30 BUDGET mc120 

VAFV31 MEMO MANAGER mc122 

VAR/32 MORSE me 122 

VAR33 MASKS me123 

VAR/314 HRAM & VRAM/386 mc123 

WORBEBO-CESSOB 

WPfl/02 FREÉWORD mcl03 

WPR'03 PC-WRITE mc106 

WPR-05 GALAXY mcKM 

WPR/OS EDITOR mellO 

WPR/07 NOTEBOOK meli 2 

WPR/08 WORDV me113 

WPR/09 VIX mc114 

WPR/10 BREEZE mellE 

WPR/11 BOXER mc121 

AMIGA 

CO MU NIC AZIONE 

AMCO/OI AMIPAC mellO 

AMCO/02 FC FREE COMMUNICATION mcH3 
AMCO/D3 XPRESS MANAGER 
AMCO/04 TERM 
AMCO05 NCOMM 

database 

AMDBQl BADGER 
AMOB'02 VIDEODAT 
AMDB/03 ADA 
AMDB04 RANDOMCHIVE 

GIO CO 

AMGI'02 WELLTRIX 
AMGI/03 SYS 

AMGI/04 SCOPONE SCIENTIFICO 
AMGL05 LA FINE DI UN TIRANNO 
AMGI/06 LA PANTERA SIAMO NOI 
AMGI/07 MEGABALL 
AMGI/OS REVERSI 
AMGI/09 FRIENDLY CARD 
AMGITO EQUILOG 
AMGIT1 CUBE4 
AMGI/12 PACMAN 

GRAFICA 

AMGR/01 printstudio 
AMGR02 TEXTPAINT 
AMGR/03 SCREENX 
AMGR/04 SETPAL 
AMGR 05 FREEPAINT 
AMGR/06 LABEL MAKER 
AMGR07 PICTSAVER 
AMGR/OB WASP 
AMGR'09 MAGPAGES 
AMGR/IO GFXSCAN 


mc113 

mc116 


mclOS 

melos 

melos 

mclOS 


CODICE TITQtOiDESCRIZIONE REC. HARDWARE CODICE THOUXDESCRIZlONE REC HARDWARE CODICE TTTOlOADESCReiONE REC HARDWARE 


SPREADSHEET 


AMSP'01 SPREAD mcl04 

AMSP/02 EOUATIONWRITER mcllO 

UTILITY 


AMUT/01 MACH III 
AMUT/02 RULER 
AMUT/03 HEX 
AMUT.04 MOM 
AMUT'05 CB 
AMUT/Q6 ZETAVIRUS 
AMUT/07 DIRMASTER 
AMUT/Q8 KDC 
AMUT/09 XCOPYIII 
AMUT/10 CD2TAPE 
AMUT'11 BBS» LOG 
AMLTT/12 UTILITIES 
AMUT'13 VIEW80II 
AM UT/14 MATCALC 
AMUT/15 ICONMASTER 
AMUT/16 HERMIT 
AMUT/17 TURBO IMPLODER 
AMUT/18 FÒNTS2PRINTER 

AMUT/20 MC-PROGRAMS 
AMUT/21 CHPSSAVE-PREFS 
AMUT/22 CIDITEIP 
AMUT/23 DISKEOITOR 
AMUT/24 5 UTILITY 
AMUT/25 OROLOGIO PARLANTE 
AMUT'26 LSLAB 
AMUT27 DIRWORK 
AMUT/2B SCREENMOD 
AMUT/29 SYSINFO 
AMUT/30 SUPERDUPER 
AMUT/31 PRFONT 
AMUT/32 TG 
AMUT/33 ICONS 
AMUT/34 TURBOGIF 
AMUT/35 TMKBP 
AMUT 36 ENVPRINT 
AMUT/37 LAZI 
AMUT/38 ZOOM 
AMUT/39 NICKPREFS 
AMUT/40 PCTASK 
AMUT 41 FULLVIEW 
AMUT 42 WORLDTIME 
AMUT/43 IE 

AMUT/44 WINDOWTILER 
AMUT. 45 APREF 
AMUT 46 EDITKEYS 
AMUT/47 MOUSE SHIFT 
AMUT/48 BOO TX 
AMUT/49 KEYBANG 
AMUT/50 SATTRACK 
AMUT. 51 AL 
AMUT/52 BOOTPIC 
AMUT/53 SPACEII 
AMUT54 SCRAMMER 


ITICI 04 
mc104 



irci 05 
me! 05 
mc105 
mclQ5 
mel06 


mc106 

mclOS 

melos 

melos 


AMVR/01 FRACTUS mc108 

AMVR'OZ RUBRICA. DACIA SGESTFATTmelOS 
AMVR03 FUNZ3D mclOS 

AMVR.04 PLAYSMU5 mcllO 

AMVR/05 MULTI PLAYER mclll 

AMVR/06 DRAWMAP meni 

AMVR07 TOTAMIGA meli 2 

ANVa-Oa AUTO 1110112 

AMVR/09 SOUNDMASTER me112 

AMVR'10 AMIGA L6 1116112 

AMVR/11 FRACTAL me112 

AMVR'12 SPECTROGRAM mc114 

AMVR'13 CHEMESTHETICS mell4 

AMVR/14 DAY2DAY mc114 

AMVR/15 CEMENTO ARMATO meli 5 

AMVR/16 CORTES mcllS 

AMVR/17 TUCANENTA meli 5 

AMVR/16 CALORIEBASE meli 5 

AMVR/19 MperM mc116 

AMVR/20 ELO ilici 17 

AMVR21 ELEMENTS mc121 

AMVFV22 REORG mc121 

AMVR/23 MATEMATICANDO ITICI 23 

MACINTOSH 


COMUNICAZIONE 


MICOOi RED RYDER mcllO 

M1CO/D2 ZTERM mcllS 


MICO03 ARCMAC mene 

MICO/04 MACPRESS meli 8 

EDUCATIVO 

MIED/01 KID PIX mc1Q7 

MIED'02 NUMBER TALK mc107 

MIED/03 ALPHA TALK IOC107 

MIE D. 1 04 WONDER mc120 

GIOCO 

MIGID1 STELLA OBSCURA mc106 

MIGI02 PARARENA mc106 

MIGI/04 SPACE STATION PHETA mcKW 
MIGI05 STRATEGO mc106 

MIGUJS THE LAWNZAPPER mc107 

MIGL1 1 MACNINJA meli» 

MIGI'i2 GLIPHA II mei23 

MIGI 13 MONOPOLY mc109 

MIGI'16 GUNSHY inclQ9 

MIGI'17 MEGAROIOS mcllO 

MIGI 18 SHUFFLEPUCK mcllO 

MIGI/20 SOUIX meli 2 

MIGI'21 HOTEL CAPER mc112 

MIG022 RISIKO meli 5 

MIGL23 SPACE INVADERS meli 5 

MIGI/24 CONTINUUM meli 5 

MIGl/26 OUESTER mcllS 

MIGI/27 DROPPER meli 6 

MIGI/28 CLASSIC OALEKS meli 9 

MIG1/29 GOMOKU mc120 

MIGI 30 LE COMPTE EST BON mc120 

MIG131 TETRIS 2000 mc122 

MIGI32 PACMAN mc122 

MIGI/33 VAMPIRE CASTLE mc122 

GRAFICA 

MIGROi CALENDAR MAKER mc106 

SPREADSHEET 

MISP/01 BIPLANE mon2 

S.TACK 

MISK'Ol FOOD 1 molli 

MISK-02 BUSINESS 1 molli 

MISK'03 SOUND 1 meni 

MISK.04 CRIMINALS meli! 

MISK-05 GIÀ' SCRITTO me122 

UTILITY 

MIUT/02 POPCHAR mcl07 

MIUT/03 APPDISK me121 

MIUTKM SCROLL2 mc109 


MIUT/06 BANNER MAKER mcllO 

MIUT/07 SPEEDOMETER mcllO 

MIUT.D8 LOODLE mc112 

MIUT/09 FAST FORMAT mc112 

MIUT/10 SOUNDMASTER mc112 

MIUT11 STUFFIT CLASSIC me 11 2 

MIUT/13 DTPPRINTER mcll4 

MIUT16 PASTEIT mclU 

MIUT/17 SAVEATREE mcll4 

MIUT/18 MACB1NARY meli 4 

MIUT20 APOLLO mc116 

MIUT/21 ALIAS STYLIST mcl17 

MIUT/22 SUPERCIOCK mc117 

MIUT/23 COMPACT PRO mc117 

MIUT/24 FONT PRINTER meli? 

MUTI 25 APP SIZER me117 

MIUT28 CHUCKSPRINT1RS I^"8 

MIUT.29 GREG S BUTTONS mcllS 

MIUT/30 HELIUM nelle 

MIUT/31 MACLHA mcllB 

MIUT/32 SCSIPROBE mcll8 

MIUT 34 DARK SIDE OF THE MAC mcl19 
MIUT.35 FOLDER mc119 

MIUT.36 CON MAKER me 119 

MIUT 37 ZOOM BAR mc119 

MIUT/39 QUICKBACK mc120 

MIUT/40 INFOMAN me 120 

MIUT/41 SOFTLOCK me 120 

MIUT/42 IMAGERY mc12l 

MIUT44 MACMAN CLASSIC mc121 

MIUT/45 ADDRESS BOÓK mc122 

MIUT/46 APPLICON mc122 

MIUT4? SHUTDOWN DELAY mci22 

VARIE 

MIVR/01 RIDICOLO mclOS 

MIVR/02 EUZA mclOS 

MIVR/03 HYPERSTAR mc113 

MIVR'04 MEGALOMANIA mdl6 

MIVR05 CALCULATORII mc118 

MIVR06 THE SOUND TRACKER mc119 
MIVRI07 FONT I mcllS 

MIVR08 ZIPPV me 120 

MIVR/09 MAC SAT me123 

MIVR/10 MCSINK mc123 

MIVR'II MERZ POETRY mc123 

MIVR/12 MODVOICER mcl23 

MIVR/13 OBLITERATE mc123 

MIVRT4 SHUTDOWN ITEMS mc.123 


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Desidero acquistare II soltware di seguito elencalo al prezzo di L. 8.000 a titolo (ordine 
minimo: tre titoli). Per l'ordinazione inviare l'importo (a mezzo assegno. c/c o vaglia 
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evenluali danni diretti o indiretti derivanti dall’utilizzo del software distribuito 


PD SOFTWARE MS-DOS 


Upgrade (Apgre’d) 

di Paolo Ciardelli 

Come a I solito scherzo. Stavolta nel titolo riporto anche la pronuncia. Comunque l'argomento 
principale della puntata è quello di dare notizia delle nuove versioni di alcuni software validi, 
che mantengono la loro importanza nel tempo 



DosE A ovvero Dossier 

DosEA si offre come un comodo ma- 
nuale Online per i comandi dell'MS-DOS 
versione 5,0, il tutto alla maniera di 
Hypertext. 

Il nome della serie, «DosEA», è un 
gioco di parole sulla pronuncia e vuole 
dire dossier sul DOS. DosEA è una serie 
di programmi ad ipertesti che costitui- 
scono un dossier sul DOS. Un elemento 
chiave nella presentazione di Dos- 
EA è l'ipertesto. Una volta avuta un'idea 
mediante l'ipertesto, si può leggere e 
comprendere immediatamente il mate- 
riale in modo estremamente veloce. Gli 
ipertesti permettono di selezionare solo 
ciò che si vuole leggere. Se si capisce 
cosa si vuole leggere è sufficiente se- 
lezionarlo. Altrimenti, gli ipertesti daran- 
no immediatamente ulteriori chiarimen- 
ti. La prima parte di DosEA è totalmen- 
te dedicata agli ipertesti, che sono il 


punto cruciale della serie DosEA. Le dicate al DOS e ne spiegano il funzio- 
parti successivie sono interamente de- namento sempre con dettagli maggiori. 



366 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PD SOFTWARE MS-DOS 



Gestione campionato di calcio 

Autore Daniele Bamberghi 

Il campionato è iniziato da un po' ed 
ecco la versione 2.5 del già recensito 
programma di gestione del campionato 
per l'ambiente Windows 3.x che facilita 
la gestione della classifica di campionati 
di calcio italiani ed esteri. La classifica 
del campionato in esame è sempre vi- 
sualizzata nella finestra principale del 
programma, mentre la barra del titolo ri- 
porta la descrizione del campionato in 
esame. 

Non è necessario registrare i dati im- 
messi (inserimento risultati, correzione 
risultati, calendario, squadre), perché il 
programma provvede a registrare le in- 
formazioni non appena si dà l'OK alle 
dialog box. Dal menu di sistema si può 
richiamare l'About Box (dialog box con- 
tenente le informazioni sul programma 
e la versione) e a fianco dei nomi, sono 
riportati i tasti di scelta rapida. 


Le opzioni del menu sono molte ed 
esaurienti per il tipo di lavoro che si de- 
ve svolgere, ma la cosa più interessante 


è che l'autore invece di chiedere una 
somma di danaro desidera che gli si in- 
vii una cartolina da dove si vive. 


Masks 

Autore Loschi Massimo 

La unit Masks non è altro che una li- 
breria di procedure e funzioni per gesti- 
re facilmente e velocemente maschere 
video in Turbo Pascal (dalla versione 5.0 
in poi), migliorando notevolmente l'in- 
put dei propri programmi senza il biso- 
gno di scriversi procedure di input con- 
trollato, oppure l'output su video dei da- 
ti. formattati a seconda del loro tipo. 

Masks può gestire campi stringa, 
stringa ma con soli caratteri maiuscoli, 
campi numerici (interi o reali), con se- 
paratori delle migliaia o no e campi per 
l'immissione di date; qualunque campo 
può essere attivato o no a seconda del 
verificarsi di eventi stabiliti dal program- 
matore, ed è possibile definire procedu- 
re di controllo e di help su ogni campo 
della maschera, così come è possibile 
definire tutte le caratteristiche estetiche 
di ogni maschera: colori dei campi se- 
lezionati e non, dei prompt e dei valori 


dei campi, la forma del cursore, il ca- 
rattere evidenziatore della lunghezza del 
campo, ed infine i caratteri separatori 
delle migliaia, delle cifre decimali e degli 


elementi di una data. 

Inoltre, oltre alle procedure di acces- 
so al valore dei campi di una masche- 
ra, Masks mette a disposizione anche 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


367 







PD SOFTWARE MS-DOS 


procedure sostitutive dell'istruzione 
«Read» del Pascal per l'input di strin- 
ghe, interi e date- 
li programma Edit Mask è invece un 
semplice ma efficace editor per le ma- 
schere video che saranno usate dai pro- 
pri programmi utilizzanti Masks, che ol- 
tre ad evitare noiose sequenze di chia- 
mate alle procedure di definizione dei 
campi di una maschera permette anche 
di vedere l'aspetto della maschera ma- 


no a mano la si crea, magari sopra una 
schermata che riproduce quella in cui la 
maschera in editing verrà usata dal pro- 
prio programma. 

La unit LAUI contiene procedure e 
funzioni usate dalla unit Masks e da al- 
tre unit (vedi MANUALE.TXT), ma an- 
che costanti, procedure e funzioni di 
uso generale, come per la gestione 
semplificata della tastiera, del cursore 
ecc. 


Sebbene le unit ed Edit Mask sono 
stati sviluppati su di un PC/XT a 4.77 
MHz con scheda video Hercules, non 
hanno dato nessun problema anche te- 
standole su macchine con microproces- 
sore 80286. 80386, con schede CGA, 
EGA. VGA e nemmeno su macchine ori- 
ginali IBM PS/2. Inoltre il manuale, an- 
che se rivolto a programmatori, non è 
eccessivamente tecnico. 



CopyQM - A High-Speed 
Diskette Duplicator 

CopyQM: ecco la nuova versione di 
un'utility che legge un dischetto e ne 
produce una serie di copie verificando- 
ne la correttezza. CopyQM formatta, co- 
pia e verifica tutti i formati del DOS e 
permette di utilizzare piu drive control- 
lando automaticamente se il disco è 
presente o no nel drive. 

Se il dischetto contiene più dati di 
quelli che possono essere memorizzati 
nella memoria principale, questi dati 
possono essere salvati in memoria 
estesa, espansa oppure su Hard Disk. 

CopyQM permette di salvare l’intero 
contenuto di un dischetto su un file del- 
l’Hard Disk e di immettere un numero 
di serie in formato ASCII o binario sulle 
copie di un dischetto. 

Si può decidere se verificare l'intero 
disco, solo la parte contenente i dati op- 
pure non verificare l’esattezza dei dati 
scritti sul dischetto per risparmiare tem- 
po. 

Si può tentare anche di eseguire delle 


copie di dischetti in formato non-DOS. 

CopyQM funziona interfacciandosi di- 
rettamente con l’hardware del dischetto 
quindi non dovrebbero verificarsi infe- 
zioni provocate dai virus durante il pro- 


cesso di copia. 

Per funzionare CopyQM ha bisogno 
di un computer con MS-DOS 2.0 o su- 
periore e può essere utilizzato anche 
nella DOS «compatibility box» di OS/2. 


Winpanic per Windows 

Autori Fabio Mancmelli & Alessandro Ronchi 

Assomiglia un po' lontanamente allo 
scopri e vinci, ma la grafica è nettamen- 
te superiore. Per girare serve Windows 
3.0 o superiore ed una scheda video 
VGA, oltre al mouse, perché la finestra 
di Winpanic è troppo grande per la EGA. 

Non serve installazione, basta copiare 
i file sull'hard disk in modo manuale. 

Winpanic è un prodotto shareware e 
bastano 10 dollari per registrarsi, 

Le immagini sono ispirate da SILVER 
MCK(R) and Warner Bros(R), mentre i 
DLL dalla Borland International. 



MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 




PD SOFTWARE MS-DOS 



Paint Shop 

Paint Shop inizialmente era stato pro- 
gettato come un strumento, ma è an- 
dato oltre. Paint Shop può essere uti- 
lizzato, nella forma più semplice, come 
visore di immagini. Facendo un passo 
avanti si può usarlo come convertitore 


di formati. Riconoscendo l'esigenza 
della manipolazione di alcune immagini, 
si va ad usare Paint Shop nella sua ca- 
pacità di trasformare l'immagine e i co- 
lori di questa. Infine, per quelli con esi- 
genze particolari Paint Shop può essere 
un buona utility per la cattura dello 
schermo. Unitamente a Windows si 


possono realizzare documenti di quali- 
tà. Ad esempio, si può aprire con Paint 
Shop un file TIFF, «ditherizzare» l'im- 
magine in bianco e nero, selezionare 
l'area, esportarla in Clìpboard ed incol- 
larla in un documento Microsoft Write. 
Dipendendo la quantità di memoria dal- 
la dimensione dell'immagine, Paint 
Shop fornisce il massimo delle presta- 
zioni in Windows 386 enhanced mode. 

Paint Shop, comunque, può anche 
girare in Windows' Standard mode, 
l'importante è ncordare che grandi im- 
magini richiedono grandi quantità di 
memoria. Un messaggio di allarme vie- 
ne visualizzato se la quantità di memo- 
ria non è sufficiente per il trattamento 
di un'immagine. 

Le immagini possono essere salvate 
in differenti formati, Paint Shop ne sup- 
porta una vasta gamma ed assume tut- 
te le decisioni possibili circa il formato 
del file. 


HRAM & VRAM/386 

HRAM è un potente gestore di me- 
moria per personal computer dotati di 
processore 8088. 8086, 80286, 80386 o 
80486 che esalta l'uso della memoria al- 
ta (la memoria tra 640 Kb e 1024 Kb). 
Usa le speciali capacità di mapping della 
memoria espansa EMS 4.0 o della sha- 
dow RAM Chips & Technologies per 
riempire gli indirizzi non utilizzati nella 
memoria alta del PC. In base alla con- 
figurazione hardware del personal com- 
puter, HRAM può creare fino a 96 Kb 
addizionali di memoria DOS bassa, e fi- 
no a 208 Kb di memoria DOS alta per 
l'uso con TSR e device driver. 

HRAM è un insieme di programmi: 
hramdev.sys è un device driver che so- 
stituisce la memoria alta non usata con 
memoria espansa o shadow RAM; tira- 
rti. exe è un programma che carica i TSR 
nella memoria DOS alta creata da hram- 
dev.sys e può, opzionalmente, aumen- 
tare la dimensione della memoria con- 
venzionale; hram.exe inoltre provvede a 
stilare un rapporto sullo stato della me- 
moria alta ed un elenco dei programmi 
che vi sono caricati; hram.sys è un dri- 
ver speciale che carica i device driver 
nella -memoria alta. Un programma uti- 
lity, Chkmem. è incluso nel pacchetti e 
fornisce informazioni sullo stato della 
memoria nel personal computer. 

I programmi VRAM/386 e HRAM so- 
no disegnati per essere completamente 
compatibili uno con l'altro. Inoltre insie- 
me funzionano separatamente: 
VRAM/386 crea la memoria espansa 


EMS 4.0 e HRAM converte la memoria 
espansa in memoria DOS alta. Insieme 
forniscono un pacchetto completo per 
l'uso ottimale della memoria dei perso- 
nal computer basati su 80386. Caratte- 
ristiche principali del pacchetto sono: 
compatibilità con tutte le schede di me- 
moria espansa che supportano le spe- 
cifiche EMS 4.0, compatibilità con tutti 
i gestori di memoria 80386 che suppor- 
tano le specifiche EMS 4.0 fincluso 
VRAM/386), compatibilità con Quarter- 
deck DESQview. HRAM, in congiunzio- 
ne con VRAM/386, supporta le specifi- 
che Microsoft VxD per assicurare la 
compatibilità con Windows 3.0. 

VRAM/386 è un potente gestore della 
memoria per personal computer 386 e 
486. Ottimizza l'uso della memoria 
estesa (memoria sopra 1 Mb) e la me- 
moria alta (memoria tra 640 Kb e 
1024Kb) gestendo fino a 32 megabyte 
di memoria espansa EMS versione 4,0 
e 944Kb di memoria convenzionale per 
l'uso di programmi MS-DOS. 

VRAM/386 è una versione accresciu- 
ta del software VRAM, disegnata per 
sfruttare le capacità proprie dei proces- 
sori 80386 e 80486. VRAM/386 conver- 
te la memoria estesa in memoria 
espansa EMS 4.0 usando le speciali ca- 
pacità di paginazione dei processori 
80386. VRAM/386 gestisce l'area di 
memoria alta compresa tra 640Kb e 
1024Kb e permette di utilizzare pro- 
grammi che sfruttano la memoria 
espansa, come Microsoft Windows. Lo- 
tus 1-2-3 (versioni 2.2 e 3.0), dbase IV. 
e Paradox 3, più efficientemente e sen- 


za la necessità di hardware addizionale. 
Quando usato in giunzione con HRAM, 
VRAM/386 sostituisce gli indirizzi non in 
uso con memoria espansa, creando fino 
a 944 Kb di memoria DOS. In base alla 
configurazione hardware del personal 
computer, VRAM/386 può creare fino a 
96 Kb di memoria DOS bassa e 208 Kb 
di memoria DOS alta per l'uso di TSR e 
device driver. VRAM/486 consiste in un 
singolo programma. vram386.sys. che 
viene caricato come un device driver 
quando il computer viene acceso o fatto 
ripartire. Caratteristiche principali sono: 
compatibilità con tutti i programmi che 
supportano qualsiasi versione delle spe- 
cifiche di memoria espansa Lotus/l ntel- 
/Microsoft; permette la creazione di fo- 
gli di lavoro molto larghi in Lotus 1-2-3, 
Symphony, Quattro, Excel, o altro so- 
ftware; supporta le specifiche EMS 4.0; 
supporta il page mapping fisico della 
memoria convenzionale (0-640K) il qua- 
le permette ai programmi multitasking 
lo swap di applicazioni; supporta piena- 
mente il Virtual Control Program Inter- 
face versione 1.0 il quale permette a 
DOS extender, multitasker, e memory 
manager di coesistere su un personal 
computer; usa la capacità di paging del 
80386 per una massima velocità. 
VRAM/386 è molto più veloce dei ge- 
stori di memoria espansa disegnati per 
girare sia su computer 286 che 386. 

/se 


Paolo Cìardelli e raggiungitele Iramite MC-link alla 
casella MC60TS e tramite Internet all'indirizzo 
MC6 0T5@mclink.ii 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PD SOFTWARE MAC 


Il cinema in casa 

a cura di Valter Di Dio 


Di recente si sono affacciati sul 
mercato mondiale diversi produttori di 
sistemi multimediali, tra questi anche 
nomi blasonati come Microsoft e IBM, 
E proprio alla recente presentazione di 
IBM in molti si sono stupiti della 
velocità del filmato video a tutto 
schermo, soprattutto in confronto alla 
finestrella che può invece essere 
utilizzata su un Macintosh Fx con 
QuickTime. 

Per fortuna qualcuno è andato a 
curiosare dentro al PC e si è reso 
conto che il video veniva pilotato da 
una apposita scheda dotata di 
processore grafico; per carità, non sto 
assolutamente sostenendo che la IBM 
abbia barato, ma solo che ormai le 
macchine sono tutte più o meno della 
stessa classe. 

Allora, sia IBM che Apple per ottenere 
animazioni a pieno formato devono 
usare un processore video dedicato, 
perché la Apple ha sviluppato 
QuickTime ? 

E qui devo purtroppo notare che 
pochissimi hanno capito la potenzialità 
di QuickTime; QuickTime non è 
semplicemente un trucco software per 
fare delle animazioni, ma un vero e 
proprio standard per tutte le funzioni e 
tutti gli oggetti necessari al 
multimediale! Per ora le funzioni sono 
implementate internamente via 
software, e quindi risentono delle ovvie 
limitazioni, ma appena saranno 
disponibili schede specializzate 
QuickTime, il sistema operativo le 
riconoscerà ed automaticamente 
demanderà ad esse i compiti specifici. 
Futuro remoto? No, la RasterOps ha 
già iniziato a produrre la prima scheda 
video QuickTime compatibile che 
permette appunto il full-screen-motion, 
E presto altri produttori si faranno vivi 
con schede per acquisizione in tempo 
reale, compressione e decompressione 
Jpeg. processori sonori, driver per 
CD-Rom e cosi via; perché QuickTime, 
come tradizione Apple, non è che la 
base di partenza, il meglio deve ancora 
venire 


McSink 

Versione 7.0 — Gennaio 1990 
Dave McWherter 
Accessorio — Shareware (45$) 

Come alcuni sapranno McSink è, in 
un certo senso, il fratello povero di un 
programma commerciale distribuito dal- 
la Preferred Publishers che si chiama 
«Vantage». 

Cosi man mano che «Vantage» svi- 
luppa nuove opzioni anche McSink si 
adegua in modo da non farsi distanziare 

In realtà McSink e Vantage derivano 
dallo stesso sorgente, solo che in 
McSink alcune funzioni non vengono 
compilate; nonostante ciò McSink non 
va considerato un Demo di Vantage in 
quanto è perfettamente operativo, solo 
che alcune delle funzioni più comode di 
Vantage non sono state rese disponibili 
in McSink. 

Ad esempio una delle differenze che 
più si nota è che Vantage possiede un 
word wrapping in tempo reale mentre 
McSink no. 

In compenso da questa versione 
McSink è in grado di eseguire i comandi 
esterni di Vantage, in pratica sono dei 
piccoli moduli molto versatili che ag- 
giungono potenzialità al programma ba- 


se; anche qui, mentre Vantage li incor- 
pora nel programma una volta per tutte, 
McSink li carica volta per volta dal di- 
sco 

Il formato del testo, con le varie in- 
formazioni come colori, scroll bar, page 
break e dimensione delle finestre, viene 
ora salvato insieme al file, che resta co- 
munque un file di testo puro (ASCII) in 
quanto le informazioni supplementari 
sono salvate a parte come risorsa. 

C'è un nuovo comando che permette 
di copiare o eliminare tutte le linee che 
contengono una certa parola; mentre 
un altro elimina gli spazi inutili prima del 
primo carattere di ciascuna riga. 

Sono state portate a 32 le finestre 
aprìbili contemporaneamente e, sempre 
a 32, le colonne di testo gestibili, 

La funzione di ricerca, che è una delle 
più versatili mai viste, è stata resa cin- 
que volte più veloce, 

Inoltre sono state potenziate le opzio- 
ni di stampa con la possibilità di sceglie- 
re i margini del foglio e lasciare lo spa- 
zio per un header o un footer a più linee 
che però deve essere creato con Van- 
tage, I 45 dollari dello shareware non 
sono poi tanti se confrontati con la fun- 
zionalità di McSink, ma forse sono ec- 
cessivi in confronto ai 75 di Vantage 
con tanto di manuali. 



370 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PD SOFTWARE MAC 



Glipha II 

Versione 3.0 — 1992 
John Calhoun 

Applicazione — Shareware (30SI 

Glypha II necessita di almeno un Mac 
Il con il color QuickDraw ed un monitor 
minimo da 13" a 640 x 480 (non va be- 
ne quindi quello economico dell’LC). 
Glypha II lavora a 1 6 colori e si deve fa- 
re attenzione a configurare prima il nu- 
mero di bit/pixel perché il programma 
non è in grado di farlo da solo. 

Rispetto alla versione, piuttosto data- 
ta, presentata sul numero 108, Glipha II 
presenta notevoli miglioramenti. 

Innanzitutto il colore, anche se è un 
peccato che la stessa versione non pos- 
sa girare anche in monocromatico, Poi il 
punteggio che adesso dipende dal livel- 
lo raggiunto e dal tempo imRjegato. in 

questo modo è praticamente impossi- 
bile avere due punteggi esattamente 
identici. 

Per quanto riguarda le vite, adesso il 
numero comprende quella in corso. 

Infine alcune migliorie, recepite grazie 
alle richieste dei sottoscrittori. È stato 
eliminato il flipping iniziale delle nuove 


vite che a lungo andare finiva col diven- 
tare noioso. Il punteggio raggiunto e le 
vite rimaste sono adesso visualizzate 
continuamente in basso allo schermo 
(ma c'è un modo per eliminare entram- 
be le cose), Infine il cursore, che prima 
era visibile e dava un po' fastidio perché 


seguiva i movimenti del mouse, adesso 
rimane nascosto per tutto il tempo del 
gioco. 

Glypha II gira sotto System 6.2 mini- 
mo anche in multifinder, su sistemi 
operativi precedenti si possono avere 
problemi con i suoni, 



MacSat 

Versione 1.0 — 1938 
BEK Developers 
Applicazione — Freeware 

MacSat è un programma per il trac- 
ciamento della posizione orbitale dei sa- 
telliti. Può contenere dati per oltre 200 
satelliti e 100 stazioni terrestri. 

Col programma è fornito un database 
iniziale con i principali satelliti e molte 
località degli Stati Uniti. Regolarmente, 
ogni 2 settimane, si può scaricare da 
CompuServe il file con gli aggiornamen- 
ti. 

Tra le principali caratteristiche di Mac- 
Sat annotiamo la possibilità di disegnare 
la traccia del satellite su una cartina del- 
la Terra, di visualizzare e seguire la po- 
sizione di un qualsiasi satellite in tempo 
reale, sempre sulla mappa terrestre. 
MacSat permette anche di calcolare le 
coordinate di un qualsiasi satellite, di sa- 
pere quali sono i satelliti Illuminati dal 
sole quando la stazione di terra è al 
buio, o di quali siano visibili ad una certa 
ora di un dato giorno. 

Può inoltre visualizzare le orbite e i 
punti di incrocio con siti particolari (ad 
esempio le stazioni di lancio) o con l'e- 
quatore. 


Uno speciale filtro permette di avere 
più oggetti plottati contemporaneamen- 
te se questi soddisfano la condizione 
selezionata (ad esempio la nazionalità 
del satellite o la posizione delle stazio- 
ni). 

Molto interessante pure la possibilità 
di calcolare la distanza e l’angolo tra due 
satelliti o tra due piani orbitali. 


Sebbene il programma sia piuttosto 
vecchio, la disponibilità di file di aggior- 
namento (alcuni curati dalla NASA) lo 
rende particolarmente interessante. 

Con 10 dollari si possono avere i ma- 
nuali stampati etì eventuali aggiorna- 
menti; ne esiste anche una versione ap- 
positamente scritta per i Mac II che 
però non gira sui 68000. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


371 



PD SOFTWARE MAC 


Merz Poetry 

Versione 3.0 - Aprile 1992 
Randolph Valentine & Doug Rogers 
Stack — Freeware 

Merz è un termine ideato da Kurt 
Schwìtters (poeta e pittore, figura cen- 
trale all 'avanguardia tedesca degli anni 
'20) per indicare un suo particolare mo- 
do di creare arte in modo random. Il 
presente Stack di HyperCard si basa sui 
suoi lavori e permette di generare poe- 
sie o disegni pseudo-casuali; eventual- 
mente con musiche di sottofondo sem- 
pre random. 

Gli schemi utilizzati per generare sia 
le frasi che compongono le poesie, sia 
i sìngoli moduli di una immagine sono 
creati con sub-particelle legate da una 



Meri Poetry 


serie di assunti. 
Una finestra di 
editor permette di 
modificare a pia- 
cere sia le sub- 
particelle che le 
regole di giunzio- 
ne, in modo da 
poter esplorare 
più a fondo il mi- 
sterioso mondo 
dell'arte pseudo- 
casuale. 



MOD voicer 

Versione I.Ob 1 — Luglio 1992 
Kìp Walker 

Applicazione — Cardware 

Da un po' di tempo sono migrati nel 
mondo Macintosh i file di suoni in for- 
mato MOD. Si tratta di brani musicali 
generati generalmente su Amiga, in cui 
è nato il formato, ed ottenuti con una 
particolare codifica che permette di ave- 
re la qualità dei suoni campionati nell 'in- 
gombro di un file MIDI. Il trucco consi- 
ste nel registrare all'inizio del brano i 
suoni campionati che faranno da base 
per tutto il seguito. Per suonare i file 
MOD al momento è necessario il pro- 
gramma «The Sound-Trecker» (vedi MC 
n. 119) che però gira solo sui Mac col 
68020 almeno. 

MOD Voicer però permette, se non di 
suonare il brano intero, almeno di 
estrarre ed ascoltare i suoni che si tro- 
vano dentro un file MOD con un qual- 
siasi Macintosh. 

Una volta caricato un qualsiasi file 
MOD, perciò non necessariamente in 
formato «The Sound Trecker», appare 


una lista dei suoni in esso contenuti. 
Un doppio click su un suono abilita la 
tastiera del Mac a suonarlo. Il pitch di- 
penderà dal codice ASCII del tasto pre- 
muto (devo dire che è stata una scelta 


un po' scomoda). Per ora il programma 
non fa altro, ma nuove versioni permet- 
teranno di estrarre i suoni in un nuovo 
file MOD e magari anche di manipolarli 
a piacere. 


Obliterate 

Versione 1.1 — Febbraio 1992 
Robert Gibson 

Applicazione — Shareware fa piacerei 
Obliterate fa parte di un set di utility 


per System 7 chiamato «7.0 PLUS Uti- 
lities» e composto da oltre 25 applica- 
zioni, controlli ed estensioni. Il tutto si 
può ordinare inviando un pagamento di 
29.95 dollari, se invece vi accontentate 
di questo programma da solo, o di uno 


solo degli altri, inviate semplicemente 
una qualsiasi offerta a piacere o anche 
solo una E-Mail. 

Obliterate era nato inizialmente per 
evitare l'operazione di trascina sul cesti- 
no e svuota. Contrario come me all’idea 


372 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



PD SOFTWARE MAC 



di una estensione per svuotare automa- 
ticamente il cestino, l'autore di Oblite- 
rate ha scritto questa applicazione da la- 
sciare sempre sulla scrivanìa. 

Tra le altre cose Obliterate presenta il 


vantaggio di cancellare definitivamente i 
dati dal disco, una opzione questa che 
spesso viene richiesta in ambienti in cui 
la riservatezza degli archivi impone che 
non sia materialmente possibile recupe- 


rare un file cancellato. Obliterate funzio- 
na esclusivamente sotto System 7 e la- 
vora con modalità «Drop Box»; è quindi 
sufficiente trascinarvi sopra un docu- 
mento o una cartella perché esso si at- 
tivi automaticamente (in base all’Apple 
Event ricevuto). Particolare attenzione 
va prestata agli alias: in caso si trascini 
su Obliterate un alias, il sistema opera- 
tivo gli passerà le coordinate del file ori- 
ginale, che verrà perciò distrutto (cosa 
probabilmente indesiderata). 

Per evitare ciò è previsto un «Alert» 
prima della cancellazione, ma è possi- 
bile sia eliminarlo tramite le preferenze 
che scavalcarlo temporaneamente. 

Sempre dalle preferenze è possibile 
decidere se attivare o meno il «tritari- 
fiuti» che sovrascrive con zeri il file can- 
cellato, e se tenere un file di Log di 
quanto distrutto con Obliterate. 



Shutdown Items 

Versione 2.31 — Febbraio 1992 
John Covele 

Applicazione — Shareware 11 OSI 

Con il System 7 è stato sostituito il 
menu «Avvia con» con la più pratica 
cartella posta in quella di sistema. Tut- 
te le applicazioni che si trovano nella 
cartella «Avvia con» vengono lanciate 
automaticamente al momento dell’ac- 
censione del Macintosh. Però già che 
c'erano sarebbe stato carino pensare 
anche ad un «Avvia prima di spegne- 
re»; una cartella cioè che contenga le 
cose da fare prima che un Mac venga 
spento (ad esempio un BackUp auto- 
matico su rete). 

Shutdown Items permette di avere 
esattamente ciò. Si tratta di una appli- 
cazione che girando in background lan- 
cia al momento di uscire (quando viene 
selezionato «Smetti» dal Finder) tutte 
le applicazioni che trova in una cartella 
dal nome «Shutdown Items» e che si 
deve trovare nella cartella sistema. Se 
nella cartella viene trovato un file di te- 
sto questo viene presentato a video a 
mo’ di avviso, se si tratta di una imma- 
gine in formato PICT viene presentata 
a video, se invece viene rilevato un file 
Movie di QuickTime viene lanciato il 
Movie-Player e sì avrà allora una sorta 
di filmato di chiusura (magari con i titoli 
di coda). 

Una ulteriore particolarità del pro- 
gramma è che. sfruttando gli Apple 
event su rete, permette anche di spe- 


gnere dei computer remoti che si tro- 
vino sulla stessa rete e su cui stia gi- 
rando una copia di Shutdown Items. 

È anche possibile eliminare alcuni 
menu di Shutdown Items per evitare 
che gli utenti lo disattivino, oppure ge- 
nerare un box di Alert che avvisi del- 
l'imminente spegnimento della macchi- 
na; questo può contenere sia una ri- 
chiesta di conferma, ed allora si atten- 
de la conferma o l'annullo da parte del- 
l’operatore, sia un semplice warning ed 
in questo caso, se l'operatore non in- 
terviene, il sistema viene comunque 
spento. 

Per quanto riguarda le modalità di au- 


tospegnimento si può scegliere tra 
spegnimento immediato, ritardato, ad 
una certa ora del giorno, dopo tot mi- 
nuti dall’accensione o dopo tot minuti 
dall'ultima operazione. 

Da momento che Shutdown Items 
usa gli Apple Events può funzionare 
esclusivamente sotto System 7; non 
occupa molta memoria (circa 100 kap- 
pa) a meno che non si usino come 
Shutdown Items documenti di Quick 
Time. (Kg 


Valter Di Dio è raggiungibile iramite MC-tink alla 
casella MC0008 e tramite Internet all'Indirizzo 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


373 



PD SOFTWARE AMIGA 


Riecco gli italiani! 

di Enrico M. Ferran 


Come annunciato ecco un ritorno alla grande : quello del software 
PD di marca italiana, era ora. 

Non solo il materiale ricevuto è numeroso ma abbiamo anche 
potuto permetterci il lusso di scegliere e di scartare numerosi lavori. 
Abbiamo ad esempio deciso di non riproporre programmi inerenti il 
Totocalcio, insomma sono tutti ben fatti e utili ma ne abbiamo già 
parlato a sufficienza, naturalmente se qualcuno avesse elaborato un 
programma che GARANTISCA le vincite lo esamineremo con 
interesse... 

Particolarmente agguerrita è la pattuglia di programmatori « noti ». 
tutta gente che ha il modem e offre preziosi consigli in campo 
Amiga anche sul nostro MC-link : l'augurio per tutti è comunque di 
darci dentro e di mandarci i loro risultati. 

Signore e Signori, andiamo subito ad incominciare 


GfxScan 

Aurore Michelangelo Messina 
Tipo di programma PD 

GfxScan è una utility grafica che per- 
mette di catturare le schermate grafi- 
che di altri software: basato su un pro- 
gramma di Donato De Luca si differen- 
zia nettamente dai vari «grabbers» tipo 
Hermit o appunto il famosissimo Grab- 
ber. 

Questi programmi permettono infatti 
la cattura di schermi di programmi che 


girano in background, e se da una parte 
presentano una notevole comodità d'u- 
so. dall'altro hanno lo svantaggio di non 
poter funzionare nel caso di quei pro- 
grammi che bloccano il multitasking o 
quando un programma parte con boot 
non standard by passando il DOS. 

GfxScan tenta invece di acquisire le 
schermate dopo il reset, sfruttando il 
modo Amiga di allocare i bitplane che si 
possono trovare in qualsiasi parte della 
chip memory e che non vengono can- 
cellati al reset. Purtroppo non sempre il 


trucco funziona, molti programmi infatti 
si « preoccupano» al reset di ripulire la 
memoria, rendendo vano l'uso di 
GfxScan, ma vai la pena di tentare. La 
ricerca in memoria non può essere ov- 
viamente automatica e l'utilizzatore de- 
ve provvedere a rintracciare manual- 
mente le parti delle schermate grafiche, 
quindi l'uso di questo programma è ri- 
volto a chi ha un minimo di pratica, ma 
le facility per realizzare la ricerca aiutano 
anche i più inesperti. 

Quando si vuole catturare una di que- 
ste schermate «difficili» si deve esegui- 
re un reset al momento della comparsa 
della schermata: subito dopo si fa il 
boot con un altro dischetto DOS e si 
lancia GfxScan come primo programma, 
l'ideale è anzi inserire GfxScan su un di- 
schetto bootabile che non contenga la 
startup-sequence, in modo da non alte- 
rare con altri eventuali programmi la 
memoria. 

Al lancio del programma viene aperto 
uno schermo, con le dimensioni stabi- 
lite dall'utente, per indagare nella chip 
ram, con profondità di un solo bitplane. 
A questo punto si usa il joystick per 
esplorare la memoria «verticalmente» o 
«orizzontalmente» finché non si rag- 
giungerà l'immagine voluta, cliccando 
sul pulsante sinistro del mouse otterre- 
mo l'immagine cercata, anche se con i 
colori sfasati. 

La ricerca dei colori rappresenta un 
vero problema a causa della comples- 
sità nel sistema di memorizzazione della 
tavola dei colori di Amiga, anzi si con- 
siglia di salvare l'immagine con i colori 
errati e poi di ritoccarla con un tool di 
grafica. GfxScan non ricerca i colori per 
immagini con meno di 4 piani; infatti 
per immagini di 2, 4 o 8 colori è piu 
semplice ricreare la palette originale in 
seguito. 

Attraverso il joystick e il pulsante di 
sparo si esegue la ricerca dei colori del- 
l'immagine e dello sfondo, finalmente al 
termine del lungo lavoro si può salvare 
l'immagine in formato IFF 

Il programma parte solo da CLI ed è 
essenziale specificare una serie di pa- 
rametri per assicurarsi una fruttifera ri- 
cerca della memoria: si possono speci- 
ficare numero dei bitplane. larghezza e 
altezza deH'immagine, file di salvataggio 
dell'immagine. 



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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


PD SOFTWARE AMIGA 



SCRAMmer 

Autore: Giuliano Claudio Peritore 
Tipo di programma: Public Domain 

Con questo programma giochiamo in 
casa. Peritore è infatti un collaboratore 
esterno a MC e autore di alcuni pro- 
grammi in commercio per Amiga. 
SCRAMmer è un tool di pubblico domi- 
nio nato inizialmente per studiare em- 
piricamente e mettere a punto le mo- 
therboard degli Amiga 3000 o superiori, 
ma poi evolutosi nelle varie versioni 
(37.0, 37.2. 37.3. 37.3b). 

Grazie a tutte queste migliorie è di- 
ventato una comoda utility da tenere 
sempre sottomano, è interessante no- 
tare che SCRAMmer è compatibile con 
l'AmigaOS 2,0, 2.1 e 3.0 e gira sia su 
Amiga 3000 che su Amiga 4000. 

Tali caratteristiche, insieme al suppor- 
to dell'Invocazione da Shell e da Work- 
bench, oltre alla localizzazione, all’help 
in linea e al supporto dei fónt di sistema 
rendono SCRAMmer un ottimo esem- 
pio di programmazione proveniente dal 
nostro paese. 

Ma passiamo ad analizzare le funzioni 
del programma. La prima operazione 
possibile è quella di analizzare la mo- 
therboard per scoprire le versioni dei 
custom chip installati, il tipo di memo- 
rie, il tipo di FPU e CPU, oltre alle fre- 
quenze principali del sistema. Si può poi 


andare a verificare l'ammontare della 
RAM configurata, per controllare il cor- 
retto comportamento delle schede di 
espansione, Si può interrogare la catena 
dei dispositivi SCSI per vedere a quali 
ID corrispondono le varie periferiche. 

A questo punto si può andare a te- 
stare la RAM del 3000. Si può analizzare 
se si tratta di memoria Static Column o 
Page Mode, se ne può misurare la ve- 
locità, e si possono ricercare eventuali 
chip guasti. Una vera chicca. 

Le opzioni che rimangono sono; pos- 


sibilità di configurare a piacimento il 
controllore della RAM (RAMSEY) e del 
bus (GARY). possibilità di attivare 0 di- 
sattivare tutti i parametri della CPU (ca- 
che. posizione della tavola dei vettori, 
burst mode, copyback, ecc.), si posso- 
no editare i valori memorizzati nella bat- 
tmem e si può eventualmente resettare 
un battclock non funzionante. Il tutto è 
condito da supporto per il 68040, help 
in linea e gestione a finestre multiple. 
Meno di 40K obbligatori per i posses- 
sori di A3QQQ/4Q0Q! 


Randomchive 

Autore: Alessandro Gignola 
Tipo di programma : PD 

Randomchive è un tipo di archivio 
che utilizza file ASCII, ad accesso ca- 
suale: può contenere fino a 504 carat- 
teri per pagina, e poiché le pagine me- 
morizzabili sono 999 , la massima lun- 
ghezza dell'archivio non può essere su- 
periore ai 500 k, sufficiente per essere 
trasportato in un dischetto solo. 

Naturalmente usando l’hard disk si 
possono creare quanti archivi si vuole, e 
quindi gestire grandi quantità di appunti. 
Il programma è interamente guidato da 
mouse, e per attivare le sue funzioni ba- 
sta cliccare sulle sue icone dall'uso in- 
tuitivo. Il grosso punto interrogativo ci 
fornisce informazioni sull'autore, men- 
tre l'help in linea è disponibile selezio- 
nando la scritta «Aiuto!», il resto dei ga- 
dget presiedono alla gestione vera e 
propria dell'archivio. Le pagine dell'ar- 
chivio possono essere scorse usando i 
gadget in basso, possiamo avanzare o 
indietreggiare oppure saltare ad una pa- 
gina prefissata. Lo scopo di questo ar- 


chivio è quello di fornire un mezzo per 
ordinare gli appunti bruti, quelli che nor- 
malmente si prendono sui foglietti vo- 
lanti (foglietti che si perdono nel giro di 
pochi secondi, come è noto) e di poterli 
rileggere con calma e rapidità. 

Più pratico di un word processor, 


Randomchive attraverso una grafica pia- 
cevole permette di scrivere pagine di 
appunti in totale libertà senza dover ri- 
correre a sofisticati database. Oltre al- 
l'aiuto online due file di spiegazioni for- 
niscono ulteriori informazioni sul pro- 
gramma. 

Ecco la pagina record 
umilia Dite nell'archivio 
Randomchive 



MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 


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PD SOFTWARE AMIGA 



ADA 

Autore: Gennaro Claps 
Tipo di programma PD 

Da Potenza ci arriva questo database, 
genere già trattato ma continuamente 
soggetto a nuovi interessi. Come spes- 
so capita, l'autore del programma non 
era soddisfatto dei vari programmi PD 
di database e necessitando di un soft- 
ware per ordinare la sua collezione di di- 
schi ha preso computer e tastiera e il 
programma se le fatto da solo. 

ADA (Archivio Dischi Amiga) è stato 
scritto appositamente per gestire la lista 
del software che l'utente possiede, 
consen te ricerche sul genere e sul tito- 
lo, effettua dei riordini veloci anche su 
grosse moli di dati ed è semplicissimo 
da usare. 

È presente un database di prova in- 
serito dall'autore, di circa 600 titoli, con 
il quale impratichirsi nei comandi prima 
di creare l'archivio personale, un help in- 
terno richiamabile da tasto help spiega 
tutti i comandi in dettaglio, ma l'uso è 
talmente intuitivo che si può anche pro- 
cedere direttamente al primo carica- 
mento. 

Nel disco sono presenti anche altri tre 
file. ALPHA, STAMPA e STAMPA 
MENSILE. Sono delle utility di riordino 
(sorting) e stampa esterne al program- 


ma, caricabili ed eseguibili in back- 
ground indipendenti da ogni altra ope- 
razione per risparmiare tempo. 

Appena caricato, il programma pre- 
senta un semplice menu dal quale pos- 
siamo visualizzare l'archivio, cercare un 
programma, inserire nuovi dati e ordina- 
re l'archivio. È anche possibile determi- 
nare quanti programmi dello stesso ge- 
nere sono presenti, un menu apposito 
si occupa di gestire la stampa, 


Proprio la stampa è particolarmente 
curata; è possibile inserire la testata in 
ogni pagina, stampare il database in 
modo «veloce» e anche attivare la 
stampa in compresso (ELITE) in modo 
da scrivere due programmi per riga, al- 
cune di queste opzioni sono accessibili 
direttamente solo dai moduli esterni. 

Molto carina anche la presentazione 
vocale del programma, ascoltabile affat- 
to del caricamento, 



Matematicando 

Autore : Luigi Attisano 
Tipo di programma: PD 

Un programma di matematica da uno 
studente di Ingegneria Informatica: un 
classico, ma con qualche differenza. 

Luigi Attisano è uno studente univer- 
sitario che ha «sostituito la seccatura di 
eseguire i calcoli a mano con la bella 
abitudine della calcolatrice», come lui 
dice, perdendo però contemporanea- 
mente l'elasticità mentale nel fare i cal- 
coli. Matematicando è in pratica la ver- 
sione per computer del «professore» 
della Texas Instruments. Attraverso una 
serie di sei quiz I' «allievo» può stabilire 
la sua bravura nell'eseguire calcoli ma- 
tematici sulle quattro operazioni, oppure 
può esercitarsi nelle tabelline sceglien- 
done la difficoltà. Sono selezionabili di- 
versi livelli di esercitazione, e se il primo 
vi sembrerà talmente banale da non 
meritare attenzione al quinto livello vi 
metterete le mani nei capelli. 

È il classico programma per far eser- 
citare il figlio o il fratellino mentre con- 
temporaneamente anche voi vi rendete 
conto di paurose lacune matematiche. 


L'uso del programma non merita 
istruzioni; attraverso il mouse si può 
scegliere II tipo di operazione sulla quale 
verranno eseguiti i sei test, verrà pro- 
posta l'operazione da risolvere e sem- 
pre attraverso mouse introdurrete la ri- 
sposta. Il risultato della vostra risposta 
vi verrà comunicato anche attraverso un 
messaggio vocale, francamente inintel- 


ligibile, e attraverso segnalazione video. 

Il programma necessita del boot da 
dischetto a causa delle particolari font 
usate, ma non è difficile l'installazione 
su hard disk. ras 


Enrico M Ferrari è raggiungibile tramite MC-link al- 
la casella M CODI 2 e tramite Internet all' indirizzo 
I MCÓÓliWmcl^m 


376 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 






Il PD’Software dei lettori di 



Lo spazio tradizionalmente dedicato al software dei lettori 
e quello occupato dal PD-software sono stati unificati. 

In queste pagine parleremo di programmi di Pubblico Do- 
minio (FreeWare o Shareware) disponibili in Italia attraver- 
so i vari canali PD. Tutti i programmi presentati saranno 
reperibili anche attraverso il canale MCmicrocomputer. sia 
su supporto magnetico sia su MC-Link. 

Saranno recensiti sia programmi già nei circuiti PD, sia 
quelli che i lettori stessi vorranno inviarci affinché, se rite- 
nuti meritevoli dalla redazione, siano resi di Pubblico Do- 
minio. 

/ lettori di MCmicrocomputer autori dei programmi dei qua- 
li si parlerà in queste pagine (e i cui programmi saranno 
distribuiti come PD dalla rivista) saranno ricompensati con 
un «gettone di presenza» di 100.000 lire. 

t necessario attenersi ad alcune semplici regole nell'in- 
viare i programmi in redazione 

1) Il materiale inviato deve essere di Pubblico Dominio 
(o Shareware) e prodotto dallo stesso lettore che lo invia. 

2) Il programma inviato deve nsiedere su supporto ma- 
gnetico (non saranno presi in considerazione listati), 

3) I sorgenti eventualmente ac- 
clusi devono essere sufficientemen- 
te commentati. 

4) Per ogni programma inviato 
l'autore deve includere due file 
(«readme» e «manuale»), il primo 
contenente una breve descrizione 
del programma ed il secondo una ve- 
ra e propria guida all'uso per gli uten- 
ti, con tutte le informazioni necessa- 
rie per un corretto impiego (se il pro- 
gramma è particolarmente semplice 
può essere sufficiente il solo read- 
me, mentre saranno particolarmente 
apprezzati fra i programmi più com- 
plessi quelli dotati di help in linea), In 
calce ad entrambi i file deve essere 
apposto il nome, l'indirizzo ed even- 
tualmente il recapito telefonico del- 
l'autore. 

5) Al lancio, il programma deve 
dichiarare la sua natura PD (o Sha- 
reware), nonché nome e indirizzo 
dell'autore. É ammesso, alternativa- 


mente, che tali informazioni siano richiamabili da program- 
ma con un metodo noto e indicato nelle istruzioni. 

6) Saranno presi in considerazione solo i lavori giunti in 
redazione accompagnati dal talloncino riprodotto in questa 
pagina (o sua fotocopia) debitamente firmato dall'autore. 

/ programmi classificati non come FreeWare ma come 
ShareWare (quindi non propriamente di Pubblico Dominio, 
anche se consideratine generalmente parte) comportano 
da parte dell'utente l'obbligo morale di corrispondere al- 
l’autore un contributo a piacere o fisso secondo quanto in- 
dicato dall'autore e conformemente a quanto appare al lan- 
cio del programma. MCmicrocomputer non si assume al- 
cuna responsabilità od obbligo riguardo a questo rapporto 
intercorrente tra autore ed utilizzatore del programma. A 
titolo informativo precisiamo che l'obbligo morale alla cor- 
responsione del contributo scatta non nel momento in cui 
si entra in possesso del programma, ma nel momento in 
cui si passa a farne uso dichiarando implicitamente di ap- 
prezzarne le caratteristiche. 

In nessun caso (per ragioni organizzative) sara reso noto 
all'autore l'elenco o il numero delle persone che hanno 
eventualmente deciso di entrare in possesso del program- 
ma attraverso il canale MCmicrocomputer. 


Compilare e spedire a MCmicrocomputer - Via Carlo Perder 9, 00157 Poma 

Questo tagliando lo fotocopia o equivalente) deve essere inviato ad MCmicrocom- 
puter, unitamente al materiale da selezionare, da parte degli autori di software che 
presentano i propri' lavori per la recensione sulla rivista e l'inserimento nei canali PD. 

Il sottoscritto 

Cognome e Nome 

nato a il 

Codice Fiscale 

Eventuale Partita IVA I I I I I I I I I I I I 

residente in Via 

, Tel. 

invia il programma 

dichiarando di esserne l'autore ed autorizzando MCmicrocomputer alla distribuzione 
secondo le regole ed i canali consueti del Pubblico Dominio. 

Data Firma 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


377 


TURBO PASCAL 


Utilizzo 


di una stampante 

di Sergio Polirli 


Nei mesi scorsi, abbiamo 
esaminato due unii mediante 
le quali un'applicazione Turbo 
Vision può accedere sia alle 
caratteristiche «permanenti» 
di una stampante HI nome, le 
sequenze di controllo, eco.), 
sia a quelle che abbiamo 
definito « temporanee » (i tipi 
di carattere disponibili, il 
formato della carta, la porta di 
output f. Abbiamo anche visto 
un programma PRINST che, 
usando quelle unit, permette 
all'utente di installare una 
stampante sul proprio 
sistema, creando un file di 
definizione con estensione 
PRN. Ci rimane ora da 
mostrare come un 
programma Turbo Vision 
possa utilizzare tali file per 
operazioni di stampa. Avremo 
bisogno di una nuova unit ma, 
prima di questa, vedremo un 
breve demo che illustrerà 
concretamente cosa ci 
proponiamo di ottenere ; in 
questo modo, saranno poi più 
chiari i motivi delle scelte 
operate nella realizzazione 
della terza e ultima unit, 
TVPRINT 


Ricordo che il nostro cammino era 
iniziato con un esame dei diversi mec- 
canismi mediante i quali Windows ci 
permette di stampare prescindendo in 
buona misura dalle particolarità di ogni 
stampante: il nostro scopo era quello di 
pervenire ad una soluzione del proble- 
ma dell'indipendenza dall'hardware an- 
che sotto MS-DOS, pure se limitata- 
mente alla stampa di soli testi. 

Abbiamo per prima cosa realizzato 
un programma di installazione che con- 
sente di iniziare a usare rapidamente 
qualsiasi stampante, alla sola condizio- 
ne di saperne leggere il manuale. Dob- 
biamo ora vedere come un'applicazione 
Turbo Vision possa avere rapido acces- 
so' alle informazioni circa le stampanti 
installate e l'eventuale stampante di 
default, cambiare in qualsiasi momento 
le caratteristiche «temporanee» di una 
stampante, scegliere tra i font disponi- 
bili, tenere sotto controllo la posizione 
della testina di stampa, interrompere in 
ogni momento una stampa in corso, 
mantenere pieno controllo in caso di 
errore critico. 

Nel conseguimento di tali obiettivi 
cercheremo, ovviamente, di riprodurre 
meccanismi abituali sotto Windows: 
avremo quindi un menu File con le 
opzioni Stampa e Imposta stampante, e 
un'opzione Tipo carattere in un altro 
menu ( Modifica nel nostro demo), 

Selezione della stampante 
corrente 

La figura 1 contiene il listato di DE- 
MO. PAS, il nostro breve programma di 
esempio, Notiamo subito che il metodo 
InitMenuBar della classe TDemo predi- 
spone due menu File e Modifica secon- 
do quanto abbiamo appena detto, vi 
sono poi dei metodi Print, PrlnterSetup 
e SelectFont che corrispondono alle op- 
zioni di tali menu. Notiamo anche che la 
classe TDemo ha una variabile d'istanza 
Printer, appartenente ad una classe 
TPrinter, definita nella unit TVPRINT. Il 
constructor di Printer viene chiamato 


nell'ambito del constructor di TDemo, 
non è necessario che sia cosi, ma è 
importante che. se si differisce l'imzia- 
lizzazione della variabile Printer, i co- 
mandi cmPrint, cmPrSetup e cmSel- 
Font siano disabilitati (con DisableCom- 
mands), per essere poi abilitati (con 
EnableCommandsì solo dopo quella ini- 
zializzazione. 

Il constructor di Printer tenta di asso- 
ciare tale variabile all'eventuale stam- 
pante di default: se tale associazione 
automatica non ha successo, occorrerà 
rendere nota all'utente la necessità di 
procedere ad una associazione manua- 
le, mediante l'opzione Imposta stam- 
pante. 

Abbiamo visto che il programma 
PRINST colloca i file di definizione delle 
stampanti in una apposita directory; 
questa sarà C: TVPRNS per default, ma 
potrà essere anche un'altra, a condizio- 
ne che il suo nome venga assegnato ad 
una variabile TVPRNDIR dell'environ- 
ment. Si può in modo analogo determi- 
nare la stampante di default, assegnan- 
do il nome del suo file, senza l’estensio- 
ne PRN, ad una variabile TVPRN dell’en- 
vironment, ad esempio con SET 
TVPRN=IBM4208 per una IBM Proprin- 
ter XL24, o con SET TVPRN=HPDJ500 
per una HP DeskJet 500. Come vedre- 
mo, il constructor della classe TPrinter 
cerca il valore di tale variabile con Get- 
Env('TVPFN') e tenta di leggere il file 
corrispondente mediante la funzione 
PeadPrmterlnfo (definita nella unit 
PRSETUP), passandole come parame- 
tro una variabile d'istanza PD, di tipo 
TPrinterDef. Se il tentativo non ha suc- 
cesso, il campo Name di PD conterrà 
una stringa nulla. 

La classe TDemo comprende una 
funzione PrinterSelected. il cui compito 
è di ritornare TRUE o FALSE secondo 
che la variabile Printer risulti associata o 
meno ad una stampante; in caso nega- 
tivo. viene anche prodotto un messag- 
gio che invita l’utente a procedere con 
l'opzione Imposta stampante del menu 
File (la funzione è un metodo di TDemo 


378 


MCmìcrocomputer n 123 - novembre 1 992 


TURBO PASCAL 


invece che dì TPrinter proprio per con- 
sentire al programmatore di fare riferi- 
mento nel messaggio al sistema di me- 
nu dell'applicazione, senza bisogno di 
modificare la unit TVPRINT). 

Modifica dell'impostazione 

Il metodo TDemo.PrinterSetup, corri- 
spondente all’opzione Imposta stam- 
pante. chiama il metodo DoSetup di 


Printer. Questo produrrà un messaggio 
d'errore se non troverà la directory con- 
tenente i file di definizione delle stam- 
panti, altrimenti aprirà una dialog box 
come quella mostrata nella figura 2. La 
lìst box propone i nomi delle stampanti 
installate, seguiti dal nome dei relativi 
file di definizione e dalla indicazione 
della porta di output per ognuna. Per 
selezionare una stampante basta posi- 
zionarsi sul nome di quella desiderata, 


con la tastiera o con il mouse, e preme- 
re Invio o il pulsante Ok. 

La dialog box comprende anche un 
pulsante Imposta, mediante il quale sì 
accede ad una dialog box di tipo TPrSe- 
tupDialog, già vista nella unit PRSETUP 
e usata anche dal programma PRINST, 
Mediante tale dialog box è possibile 
modificare le caratteristiche «tempora- 
nee» della stampante correntemente 
selezionata, anche se questa non è 


Prima o poi doveva 
succedere... 


Evidentemente l'estate scorsa ha avuto sul sottoscritto effetti 
... troppo benefici. Sole, mare, riuscire ad insegnare alla propria 
figlia a nuotare (anche sott’acquall, conoscere la bellezza di altri 
paesi e il fascino di altri popoli. Ma anche un calo di concentra- 
zione, 

Eccomi quindi a dover precisare che la didascalia della figura 1 
nel numero scorso è sbagliata vi viene riprodotta la seconda parte 
della unit PRDEF, non PRSETUP. E fin qui poco male; ve ne sarete 
già accorti. 

Per la prima volta in cinque anni, devo però anche correggere 
un bug. Si tratta di un errore che si era insinuato nel sorgente della 
funzione CrrlToStr, contenuta nella unit PRSETUP. Riproduco il suo 
ciclo while 


d t= 100; 

while d > 0 do begin 
n := m div d; 

if (n > 0) or (d = 1) then begin 
Inc( j) ; 

S30 [ 5 3 := Chr(OrdC'0')+n) ; 
if j = 30 then goto Out; 
m := m raod d; 
end; 

d := d div 10; 


La variabile d è un divisore che, valendo prima 100, poi 10, 
Infine 1, consente di aggiungere alla stringa S30, nell'ordine, i 
caratteri per le centinaia, le decine e le unità, corrispondenti volta 
per volta al quoziente n. Volevo evitare zeri iniziali; non volevo, in 


parole povere, che il valore 3 venisse tradotto in '003'. Ho 
introdotto, a questo scopo, un if che esclude l'aggiunta di zeri a 
S30 se n vale zero, tranne il caso in cui d sia ormai ridotto a 1. in 
cui cioè si sia giunti alle unità (il valore zero deve essere tradotto 
almeno in '0'), 

Non va. Ne risulta, infatti, che valori compresi tra 100 e 109 
vengono tradotti in stringhe di soli due caratteri CIO'. 'IT, e cosi 
via), m quanto, quando d vale 10 e n assume un valore nullo per le 
decine, lo zero nella seconda posizione non viene aggiunto alla 
stringa. 

Per ovviare al problema, ho aggiunto una variabile locale Divisor 
di tipo Integer e modificato come segue il codice: 


if m < 10 then Divisor := 10 
else Divisor := 100; 
d ;= Divisor; 
while d > 0 do begin 
n := m div d; 

if (n > 0) or (d < Divisor) then begin 


Non è tutto. Usando le unit, ho dovuto constatare che a volte si 
ha a che fare con stampanti «strane», magari prive di documenta- 
zione, altre volte può risultare poco opportuno utilizzare le 
sequenze dì controllo della stampante per il grassetto o il sottoline- 
ato. La unit PRDEF. però, richiede obbligatoriamente l'immissione 
delle relative stringhe, passando TRUE come secondo parametro 
del constructor di TlnputCtrlString. Ho preferito sostituire tutti i 
TRUE con FALSE in TPrDefDialog.init, e vi esorto a fare altret- 
tanto. 


MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992 


379 


TURBO PASCAL 


quella che si intende utilizzare (verrà 
utilizzata, infatti, la stampante che nsul- 
terà selezionata quando si chiuderà con 
Invio o col pulsante Ok la dialog box 
«madre»), 

Quando abbiamo esaminato l'uso del- 
le stampanti sotto Windows, abbiamo 
rilevato che, a partire dalla versione 3,0 
di questo, è possibile apportare modifi- 
che che abbiano effetto solo nell'ambito 
di un'applicazione, senza alterare l'im- 
postazione di sistema. Vedremo che la 
unit TVPRINT è invece realizzata in mo- 
do da registrare sempre sul file di defi- 
nizione le variazioni apportate alla impo- 
stazione di una stampante. Rimane pos- 
sibile, comunque, realizzare applicazioni 
che adottino impostazioni variabili senza 
modificare i file di definizione; la variabi- 
le d'istanza PO della classe TPrinter, 
infatti, è pubblica, come anche la classe 
TPrSetupDialog, in quanto contenuta 
nella interfaccia della unit PRSETUP. 

Scelta del carattere 

La scelta del carattere è possibile 
sono dopo l'associazione della variabile 
Printer con una stampante definita me- 
diante un file con estensione PRN. Il 
metodo SelectFont, quindi, chiama l’o- 
monimo metodo della classe TPrinter 
solo se PrinierSelected ritorna TRUE. In 
tal caso, viene proposta una dialog box 
simile a quella riprodotta nella figura 3. 

La scelta è semplice; basta posizio- 
narsi sul carattere desiderato con i tasti 
o con il mouse e premere Invio o il 
pulsante Ok. È più importante tenere a 
mente alcune considerazioni. 

Ogni stampante ha i suoi tipi di carat- 
tere. In linea di massima, sono spesso 
disponibili le tre densità di 10, 12 e 17 
CPI (caratteri per pollice), magari con 
piccole differenze (il carattere compres- 
so, ad esempio, può trovarsi con 16,66 
o 17,1 CPI); rimane comunque arduo 
preparare un'applicazione in grado di 
usare qualsiasi stampante. 

Possono venire in aiuto due metodi 
della classe TPrinter, che vedremo 
quando esamineremo la unit TVPRINT; 
GetFontCount ritorna il numero dei tipi 
carattere disponibili per la stampante 
correntemente selezionata, mentre Get- 
Font ritorna le caratteristiche di un dato 
tipo, individuato secondo il suo numero 
d'ordine nella lista come visualizzata 
nella dialog box (l'ordine di questa, pe- 
raltro, è lo stesso secondo il quale i 


Program Demo : 

( *$X*« ) 

Objects, Views, Driuers, Dialogs, Menus, App, MsgBox, StdDlg. 

Dos, PrSetup, TVPrint; 

cmPrint * 100; 

cmPr Setup = 101; 

cmselFont = 102 ; 

type 

TDemo = object(TApplication) 

Printer: TPrinter; 

constructor Init; 

destructor Done; Virtual: 

procedure InitMenuBar; Virtual; 

procedure InitStatusLine : Virtual; 

procedure HandleEventf var Event: TEvent); Virtual; 

f unction Printerselected: Boolean; 

procedure Print; 

procedure FrinterSetup; 

procedure SelectFont; 


constructor TDemo. Init; 
begin 

TAppl icat ion . Init ; 
Printer. Init; 

destructor TDemo. Done; 

Printer, Done; 

TAppl icat ion. Dona; 



GetExtent (R) ; 






380 


MCmìcrocompuler n. 123 - novembre 1 992 


TURBO PASCAL 



diversi tipi sono stati definiti mediante 
TPrSetupDialog ) . 

Esaminando le caratteristiche dei tipi 
disponibili, è possibile scegliere quello 
che abbia la densità più prossima a 
quella desiderata, oppure costruire una 
dialog box mediante la quale proporre 
all'utente la scelta da un ristretto sotto- 
insieme di tipi, quali quelli aventi tutti 
uguale densità (con una IBM Proprinter 
XL24 vi possono essere, ad esempio, 
fino a quattro tipi da 10 CPI, di cui due 
«bozza» e due «lettera»). 


Stampa 

Siamo cosi finalmente giunti al meto- 
do Print della nostra applicazione. Notia- 
mo che le istruzioni in esso contenute 
sono precedute da Prhter.Start e termi- 
nano con Printer.Finish. Tali metodi non 
vanno confusi con il constructor e il 
destructor della classe TPrìnter, questi 
ultimi vanno utilizzati come quelli di 
qualsiasi oggetto che sia istanza di una 
classe e, in particolare, il constructor ha 
il compito di tentare l'associazione auto- 
matica tra un'istanza di TPrìnter e una 
stampante di default. Il metodo Start, 
invece, provvede all'apertura del dispo- 
sitivo di output (una porta o un file) e ad 
altre inizializzazioni quasi tutte conse- 
guenti alla impostazione come voluta 
dall'utente: Finish chiude il dispositivo 
di output (e altre cose...). L’impostazio- 
ne delle caratteristiche «temporanee» 
di una stampante e la scelta tra uno dei 
suoi tipi di carattere richiedono, ovvia- 
mente, che sia stato chiamato il con- 
structor della classe TPrìnter (in quanto 
tutto avviene mediante metodi di que- 
sta); non nchiedono, al contrario, che si 
sia aperto il dispositivo di output. È anzi 
preferibile chiamare Start subito prima 
di stampare, in quanto, In caso contra- 
rio, alcune variazioni di impostazioni non 
avrebbero effetto. 

Il metodo Print produce una stampa 
come quella riprodotta nella figura 4, 
per la quale è stata usata una stampan- 
te HP DeskJet 500 definita con 3 tipi di 
carattere (10, 12 e 16.6 CPI), dopo aver 
selezionato il secondo. 

Per prima cosa, viene stampata una 
riga che utilizza il carattere selezionato. 

Si toma poi al primo tipo di carattere 
disponibile con SetFont(0), assumendo 
che si tratti del tipo «normale», per 
introdurre un allineamento di stringhe 
stampate in tutti i tipi definiti (numerati 


381 


TURBO PASCAL 




da 0 a GetFontCount —1), usando an- 
che sottolineato e grassetto, l'allinea- 
mento è ottenuto mediante un metodo 
Move che accetta come parametro una 
distanza dal margine sinistro del foglio 
espressa in pollici. Vi sarà facile indovi- 
nare che il metodo Move muove la 
testina della stampante secondo quel 
«movimento per punti» che abbiamo 
visto in occasione dell'esame della unit 
PRDEF. 

Segue un ulteriore esempio di allinea- 
mento, nel quale anche vengono usati 
tutti i tipi di carattere definiti; per sotto- 
lineare le potenzialità del movimento 
per punti, vengono allineate quattro bar- 
re verticali e vengono giustificate a de- 
stra diverse versioni della stringa «Alli- 
neamento barre verticali». A quest’ulti- 
mo scopo, viene utilizzato il metodo 
TextLength della classe TPrinter, che 
ritorna la lunghezza in pollici di una 
stringa stampata con il carattere corren- 
temente selezionato. 

Risultati analoghi si otterrebbero con 
qualsiasi stampante capace di un movi- 
mento per punti. Vedremo tuttavia che, 
anche quando questo non sia disponibi- 
le, la unit TVPRINT consente comunque 
di pervenire ad un output accettabile. 

KB 


Sergio Polirti e raggiungibile tramite MC-link alla 
casella MCI 166 e tramite Internet ali inebrino 


Questo è il tipo carattere correntemente selezionato. 


Segue un allineamento tra tipi diversi : 


normale 

normale 

nomale 


sottgl innato 

sottolineato 

sottolineato 


grassetto 

grassetto 

grassetto 


Allineamento barre verticali 
Allineamento barre verticali 
Àllineaiento barre verticali 


Figura Z - Output del programma DEMO su una stampante HP DeskJet 500 


382 


MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992 


H n tutto mondo 
Greenwich è il riferimento uni- 
ex» per misurare il tempo. Ma 


da noi c'è qualcos'altro. Un ri- 
ferimento per conoscere e 
scegliere gli strumenti che lo 
misurano: Orologi. Una rivista 
pensata con passione; nelle 
sue pagine il mondo del tem- 
po. in tutte le sue forme: tèc- 
nica, storia, curiosità e futuro. 
Splendide immagini di orolo- 
gi moderni e antichi accom- 
pagnano informazioni preci- 
se e articoli attenti e puntuali 
sulla tecnica, la cultura del 
tempo e sulle rarità. Insamma 
una guida sicura che non ha 
paralleli: proprio come il meri- 
diano di Greenwich. 


technimedia 


Il riferimento 
più autorevole 
dopo 

il meridiano 
di Greenwich. 



Orologi. I primi 


secondi. 



MCmicroCAMPUS 

RICERCHE 


di Gaetano Di Stasio 


Specifica e progetto del software: 
un’esperienza didattica 

di Vincenzo Ambriota l'I 

Dipartimento di Informatica — Università dì Pisa 


L a società moderna dipende sem- 
pre più dal flusso regolare delle 
informazioni e dalla loro elabora- 
zione, L'aumento di potenza dei mezzi di 
calcolo ha ampliato le funzionalità dei 
canali di comunicazione mentre l’elabo- 
razione delle informazioni è diventata 
sempre più pervasiva in seguito alla 
maggiore capacità dei canali informativi, 
Questo circuito virtuoso sta realizzando 
il sogno, ma forse anche l'incubo, del 
villaggio globale, 

Chi sono gli artefici di questo progres- 
so? Chi sono i professionisti che proget- 
tano e collegano i sistemi software? 
Quali sono le basi culturali di questi 
professionisti? Rispondere a queste do- 
mande non è semplice, per la forte 
interdipendenza degli aspetti tecnologi- 
ci, scientifici ed economici del fenome- 
no. È possibile però ridurre il campo e 
limitarsi ai problemi relativi alla progetta- 
zione dei sistemi software, ignorando 
quelli legati alle comunicazioni e al- 
l'hardware. 

Ventidue anni fa, fu istituito in Italia il 
primo Corso di Laurea in Scienze dell'In- 
formazione presso la Facoltà di Scienze 
Matematiche, Fisiche e Maturali dell' Uni- 
versità di Pisa. In quel periodo l'informa- 
tica era ai suoi inizi e si mescolava con la 
cibernetica, la metamatematica, il calco- 
lo automatico e l’intelligenza artificiale. I 
calcolatori erano cervelli elettronici che 
evocavano fantascientifiche immagini 
orwelliane, Vent'anni dopo, i corsi di 
laurea di informatica si sono moltiplicati, 
l'informatica fa parte dei programmi del- 
la scuola media superiore, i calcolatori 
sono diventati piccoli e non spaventano 
più nessuno: fanno parte dell'arreda- 
mento di uffici, banche, agenzie, In que- 
sti anni è cambiato molto anche il modo 
di insegnare l'informatica. La disponibili- 
tà diffusa di calcolatori ha ampliato le 
possibilità di verificare sperimentalmen- 
te le nozioni che prima, spesso, erano 
solo insegnate teoricamente. Non solo, 
la disponibilità di ambienti di program- 
mazione molto potenti e versatili anche 
su calcolatori personali ha aumentato 


drammaticamente le potenzialità di uso. 

Nonostante questi progressi, sceglie- 
re cosa e come insegnare è ancora un 
dilemma per i docenti di informatica. La 
disciplina è ancora nella sua infanzia (si 
pensi alle radici millenarie dell'insegna- 
mento della matematica) e non esistono 
ancora punti sicuri di riferimento. 

L'insegnamento dell'ingegneria del 
software è un esempio di questo dilem- 
ma. L'ingegneria del software affronta lo 
studio del processo di produzione del 
software, delle sue basi teoriche e degli 
strumenti usati per attuarlo. È una disci- 
plina giovane, in forte crescita ed evolu- 
zione, a cavallo tra informatica, ingegne- 
ria, economia e matematica. Un segno 
di maturità è il fatto che sta Cominciando 
a frazionarsi in sottodiscipline auto- 
nome. 

Il Corso di Laurea di Scienze dell’Infor- 
mazione di Pisa prevede, nei suoi piani di 
studio, l'insegnamento dell'ingegneria 
del software nel corso di T ecniche Spe- 
ciali di Elaborazione (TSE). 

Il corso di TSE è seguito dagli studenti 
di Scienze dell'Informazione iscritti al 
quarto anno, sia deH’indirizzo applicativo 
che di quello generale, e dagli studenti 
del Dottorato di Ricerca in Informatica 
del consorzio delle Università di Pisa, 
Genova e Udine. Il corso comprende una 
parte teorica ed un’attività pratica di 
laboratorio. Nella parte teorica vengono 
presentate le tematiche più rilevanti del- 
l'ingegneria del software. La presenta- 
zione si basa sul modello a cascata di 
produzione del software e sulle sue fasi: 
analisi e specifica dei requisiti, progetta- 
zione. realizzazione, integrazione, manu- 
tenzione e gestione. Nella parte pratica 
viene analizzato, specificato e progettato 
un sistema software di medie dimensio- 
ni. La parte teorica comprende anche un 
corso integrativo sui linguaggi di specifi- 
ca formale tenuto da Tommaso Bolo- 
gnesi. un ricercatore del CNUCE, un 
istituto di ricerca del CNR con sede a 
Pisa. 

Dal punto di vista didattico, la caratte- 
ristica più interessante del corso di TSE 


è la forte interdipendenza tra la parte 
teorica e quella pratica : la teoria descrive 
un modello di produzione del software, 
la pratica istanzia il modello. Gli aspetti 
teorici sono messi subito in pratica dan- 
do la possibilità dì discuterne vantaggi e 
svantaggi. Argomenti metodologici, qua- 
li l'astrattezza di una specifica, che altri- 
menti resterebbero puramente teorici 
vengono calati ed affrontati in un conte- 
sto reale. 

Gli studenti che seguono il corso sono 
divisi in gruppi dì cinque, di cui uno 
assume la responsabilità di capogruppo 
Il ruolo del leader è rilevante ai fini della 
buona riuscita dell'attività svolta dal 
gruppo le sue capacità di organizzazio- 
ne, mediazione e comunicazione con gli 
altri gruppi sono messe continuamente 
alla prova. I membri del gruppo si specia- 
lizzano in alcuni settori, a seconda dei 
loro interessi e delle loro Inclinazioni, per 
ottimizzare il breve tempo a loro disposi- 
zione. Il corso, infatti, si svolge da marzo 
a giugno con scadenze ravvicinate da 
rispettare. L'attività di ogni gruppo é 
registrata per poterne calcolare il costo e 
raffrontarlo con quello degli altri gruppi 
All'Inizio del corso viene proposto un 
problema di medie dimensioni preparato 
da ricercatori che provengono dal mon- 
do industriale. Il committente consegna 
il problema e la documentazione del 
dominio applicativo da cui è stato preso 
il problema. Dopo due settimane il com- 
mittente rilascia un'intervista durante la 
quale i gruppi fanno domande specìfiche 
sul problema e sul dominio. In seguito il 
committente è informato degli sviluppi 
dell'attività dei gruppi e, al termine del 
corso, ha la possibilità di accedere al 
materiale prodotto. 

Nell'anno accademico '89/'90 è stata 
proposta la progettazione di un giornale 
elettronico su una rete locale di calcola- 
tori. Nel ’90/’91, due ricercatori della 
Intecs Sistemi S.p.A. di Pisa hanno pro- 
posto Il simulatore di un esperimento 
condotto a bordo di un satellite Que- 
st'anno, un ricercatore del Centro di 
Ricerca di Automatica dell'Enel di Milano 


l'I Vincenzo Ambriola, professore universttario associato di Inlormatica. Si occupa di ricerca nell'area dell'ingegneria de! software e dei linguaggi di programmazione 


MCmicrocomputer n 123 - novembre 1 992 


MCmicroCAMPUS 

RICERCHE 


ha proposto il coordinatore delle mano- 
vre di un impianto idroelettrico. 

L'attività di laboratorio si svolge in tre 
fasi: analisi dei requisiti, specifica e 
progettazione. Alla fine di ogni fase ven- 
gono valutati i documenti prodotti da 
ciascun gruppo, per poter stilare una 
graduatoria finale. In questo modo si 
introduce un forte elemento di competi- 
zione che rende molto realistica l’attività 
dei gruppi. Per mitigare il clima competi- 
tivo che si instaura immediatamente 
sono previsti alcuni comitati intergruppo 
che affrontano i problemi comuni ac- 
cesso alle risorse di calcolo, esperienze 
dì uso degli strumenti, standardizzazione 
dei documenti, coordinamento per la 
diffusione dì documentazione. Queste 
attività sono facilitate dall'uso della po- 
sta elettronica che permette un rapido 
scambio di informazioni tra i gruppi e tra 
il docente ed i gruppi. 

Il laboratorio si avvale delle risorse 
didattiche del centro di calcolo del Dipar- 
timento dì Informatica. In particolare, Il 
corso usa le attrezzature ricevute in 
donazione dalla Hewlett-Packard: un cal- 
colatore HP 9000/845 con sistema ope- 
rativo Ultrix collegato in rete locale a 12 
terminali X grafici e ad 8 personal com- 
puter Vectra. 

L'obiettivo della fase di analisi dei 
requisiti è lo studio del problema propo- 
sto nel suo particolare dominio applicati- 
vo. ! gruppi devono riscrivere il docu- 
mento consegnato dal committente 
avendo in mente due obiettivi: chiarezza 
e sinteticità. La difficoltà di questa fase è 
data dalla mescolanza del dominio con il 
sistema da analizzare. Il documento fina- 
le, infatti, deve evitare di descrivere 
elementi del dominio ben noti al com- 
mittente e mettere a fuoco i requisiti del 
sistema. Questo si scontra con la totale 
ignoranza da parte dei gruppi del domi- 
nio proposto. Ad esempio, quest'anno il 
dominio è costituito dalle centrali idroe- 
lettriche Enel e dai relativi dispositivi dì 
manovra, un'area completamente sco- 
nosciuta per gli studenti di Scienze del- 
l'Informazione. 

Alla fine della fase di analisi ogni 
gruppo consegna un documento di anali- 
si, redatto in linguaggio naturale, che 
descrive i requisiti del sistema da pro- 
gettare. Segue una fase di valutazione 
che designa il documento di analisi che 
tutti i gruppi dovranno adottare nelle due 
fasi successive. In questa fase sono 
coinvolti anche i gruppi che svolgono il 
ruolo dì penti. Ogni gruppo riceve due 
documenti di analisi che studia alla ricer- 
ca di ambiguità, inconsistenze e ridon- 
danze. La scelta finale è fatta dal docen- 
te che si avvale anche dell'aiuto dei 
periti. Questa scelta è. di solito, ardua a 
causa della diversità degli approcci se- 
guiti dai vari gruppi. Il documento pre- 


scelto è quello che esprime i! maggior 
equilibrio tra sinteticità, chiarezza e com- 
pletezza. La scelta è sempre seguita da 
un periodo di accese discussioni tra i 
gruppi sulla validità del documento. 

La seconda fase ha l’obiettivo di speci- 
ficare formalmente il sistema descritto 
nel documento di analisi. L’uso di un 
metodo formale è essenziale per la buo- 
na riuscita di questa stadio del progetto, 
È infatti auspicato che la produzione del 
software si basi su metodi formali che 
permettano la verifica di proprietà es- 
senziali quali affidabilità, correttezza, ro- 
bustezza. Un altro fattore rilevante è la 
disponibilità di strumenti di supporto ai 
metodi formati usati. Quest'anno la fase 
di specifica si basa sul linguaggio di 
specifica Lotos e sull'ambiente Lite, svi- 
luppato nell'ambito del progetto Esprit 
Lotosphere. Alla fine dì tale fase i gruppi 
consegnano un documento di specifica 
del sistema, redatto in Lotos, un'inter- 
faccia utente del sistema realizzata pro- 
totipalmente con qualsiasi tecnica e una 
prova sperimentale per verificare che la 
specifica Lotos abbia superato una serie 
di test. L'ambiente Lite permette di 
verificare la correttezza sintattica e la 
semantica statica della specifica Lotos e 
di animare (simulare! la specifica. In 
particolare l'interfaccia grafica permette 
di visualizzare il comportamento del si- 
stema verso ì suoi utenti. 

I documenti di specifica sono valutati 
e accettati prima di iniziare la terza fase, 
quella di progettazione. In questo caso si 
permette ad ogni gruppo di mantenere il 
proprio documento di specifica a causa 
della grande varietà di soluzioni propo- 
ste. Scegliere un'unica specifica e im- 
porla a tutti i gruppi sarebbe troppo 
oneroso, in termini del tempo necessa- 
rio per capire la specifica, e punitivo nei 
confronti di chi ha speso tante energie 
per concretizzare uno sforzo creativo. 

L'obiettivo della fase di progettazione 
è la descrizione dell'architettura del si- 
stema in termini di moduli e di intercon- 
nessioni tra moduli. Anche in questa 
fase si usa un linguaggio formale di 
progettazione. Hood, e un ambiente di 
supporto, AdaNice. 

Senza entrare nei dettagli, Hood è una 
metodologia di progettazione gerarchica 
basata su oggetti, adottata dalla Agenzia 
Spaziale Europea come standard per la 
progettazione di sistemi complessi quali 
la piattaforma spaziale orbitante Colum- 
bus e lo shuttle europeo Hermes. AdaNi- 
ce è un ambiente di Supporto per Hood, 
sviluppato e distribuito dalla intecs Siste- 
mi S.p.A. La disponibilità di tale ambien- 
te è il frutto di una collaborazione tra 
l'Università di Pisa e la Intecs. 

La fase di progettazione si conclude 
con il progetto dell'architettura comples- 
siva del sistema e con la descrizione di 


ogni modulo, in termini della sue opera- 
zioni esportate ed importate e delle sue 
funzionalità. Prima della conclusione di 
questa fase, ogni gruppo presenta bre- 
vemente le scelte progettuali adottate in 
modo da favorire la discussione ed il 
confronto con le scelte degli altri gruppi. 
La fine di questa fase conclude anche 
l’attività di laboratorio. 

Al suo terzo anno di vita, il corso di 
TSE ha visto aumentare il numero di 
studenti che l'hanno seguito: 32 il primo 
anno, 64 il secondo, 105 il terzo anno. 
L'interesse degli studenti è dovuto al 
carattere sperimentale del corso ed alla 
possibilità di usare ambienti di sviluppo e 
linguaggi di specifica moderni. Il corso è 
molto pesante a causa della forte com- 
pressione temporale e della abbondanza 
di nozioni, tecniche e strumenti da ap- 
prendere e «digerire» in poco tempo. 
Tuttavia, i commenti finali sono larga- 
mente positivi a testimonianza della vali- 
dità dell'approccio seguiito. 

L'organizzazione del corso non è l’uni- 
ca possibile. Seguendo un'impostazione 
puramente teorica è possibile seguire 
due strade. La prima prevede l'insegna- 
mento dell'ingegneria del software da 
un punto di vista puramente tecnico. Il 
vantaggio è quello di poter presentare in 
breve tempo tutti gli aspetti di una 
disciplina molto vasta. Lo svantaggio è 
che insegnare teoricamente una discipli- 
na come l'ingegneria del software è 
come insegnare a suonare il pianoforte 
senza mettere a disposizione dello stu- 
dente una tastiera. La seconda strada si 
concentra invece su un aspetto specifi- 
co del ciclo di vita che viene studiato più 
in profondità. 

Usando un approccio sperimentale si 
possono seguire tre direzioni: un unico 
progetto per tutti i gruppi, un progetto 
diviso in tante parti per ogni gruppo, tanti 
progetti quanti sono i gruppi. La scelta 
tra uno di questi approcci dipende dalie 
capacità organizzative del docente, dal 
numero degli studenti e dalla disponibili- 
tà di risorse e strumenti. In tutti i casi, la 
parte teorica del corso viene ridotta a 
vantaggio dell'attività pratica. Il ruolo del 
progetto è fondamentale nella valutazio- 
ne finale del lavoro svolto dagli studenti. 

La crescita dell'interesse da parte de- 
gli studenti che hanno seguito il corso di 
TSE e delle industrie,, che hanno propo- 
sto i problemi e fornito gli strumenti, 
sono tutti segnali che indicano la bontà 
della strada intrapresa. Il prossimo obiet- 
tivo è riuscire ad accrescere il laboratorio 
con nuovi strumenti e nuovi ambienti 
per dare agli studenti la possibilità di 
trovare nuove soluzioni al problema della 
progettazione di sistemi software sem- 
pre più complessi, ma sempre più affida- 
bili. 

KS 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


385 


MCmicroCAMPUS 

SOFTWARE^ & UNIVERSITÀ 


di Gaetano Di Stasic 


Analisi, specifica e progettazione 
di un simulatore spaziale 

di Silvio Quieti 

prima parte 


1 / lavoro presentato in questo articolo 
(il quinto della senei è stato sviluppa- 
to durante il corso di Tecniche Spe- 
ciali di Elaborazione tenuto dal Prof. 
Vincenzo Ambriola presso il corso di 
laurea in Scienze dell'Informazione nel- 
l'Università degli Studi di Pisa. L'idea dì 
base nasce da una collaborazione tra il 
corso dì laurea e la ditta Intecs Sistemi 
S.p.A. dì Pisa. Il testo del progetto è 
stato redatto dal Dott Satvio Sabina e 
dall'lng Amedeo Bodinì della Intecs sul- 
la scorta delie loro precedenti esperien- 
ze nel serrore spaziale. Brevemente, lo 
vedremo in dettaglio nel seguito, si trat- 
ta di un simulatore per lo studio di 
fattibilità di esperimenti da condurre a 
bordo di un satellite in orbita intorno alla 
terra. L 'esperimento consìste nello spo- 
stare o prelevare degli oggetti telegui- 
dando da terra un braccio meccanico 
alloggiato nel satellite stesso. Per que- 
stioni di tempo sono state portate a 
termine, come previsto dall'organizza- 
zione, del corso, le parti dì analisi dei 
requisiti, di specifica formale e di pro- 
gettazione del simulatore. A questo 
punto i lettori interessati sono invitati a 
leggere l'articolo scritto dal Prof. Am- 
briola e pubblicato nella rubrica « MCmì - 
crocampus Ricerche » : in esso sono de- 
scritte chiaramente ed in maniera 
esaustiva tutte le caratteristiche del cor- 
so di Tecniche Speciali di Elaborazione, i 
suoi contenuti prettamente teorici e 
quelli pratici, l’organizzazione degli stu- 
denti in gruppi di lavoro, i corsi integrati- 
vi e gli strumenti tecnologici a disposi- 
zione. Invece dì iniziare con la presenta- 
zione del lavoro, che verrà pubblicata 
sul prossimo numero, si è pensato dì 
introdurre brevemente prima alcuni fon- 
damenti teorici di grande importanza. 
Parleremo delle Reti di Petri. del lin- 
guaggio Z utilizzati per la parte di speci- 
fica formale e del metodo Hood impie- 
gato nella fase di progettazione. 


Le reti di Petri 

Le Reti di Petri derivano, almeno nella 
loro prima versione, dal lavoro svolto dal 
tedesco Cari Adam Petri nella tesi di 
laurea discussa nel 1965. Successiva- 
mente sono state più rigorosamente 
definite e sviluppate anche grazie alla 
collaborazione di ricercatori quali A.W. 
Holt, Jack Dennis ed altri. La loro appli- 
cazione, sebbene di portata molto gene- 
rale. si rivela particolarmente adeguata 
per la descrizione formale di attività 
concorrenti e/o asincrone. Infatti vengo- 
no impiegate maggiormente per mo- 
strare la correttezza deH'implementazìo- 
ne, le principali proprietà e le caratteri- 
stiche di sistemi software anche di no- 
tevole complessità come i sistemi ope- 
rativi; non è però da escluderne il loro 
utilizzo nella specifica di funzionamento 
di macchine hardware parallele tipo «pi- 
peline» o «array processor». 

Per renderne più semplice il primo 
approccio vedremo, per adesso, solo la 
struttura grafica. La simbologia si riduce 
essenzialmente a tre oggetti: un cer- 
chietto che denota un «posto», un trat- 
tino che indica una «transizione» ed un 
arco orientato (da «posto» verso «tran- 
sizione» e viceversa). Di reti di Petri ne 
esistono diverse versioni: in questo arti- 
colo tratteremo quelle denominate 


transizione ( evento ) 



Figura i - Simbologia delle reti di Per» denominala 
■ Eventi-Condizioni » 


«Eventi-Condizioni», nelle quali gli even- 
ti sono rappresentati dai trattini e le 
condizioni dai cerchietti (fig. 1). Una 
transizione può avere in input e in 
output uno o più posti. Questo si indica 
con un arco orientato dal posto alla 
transizione e dalla transizione al posto 
rispettivamente (fig. 2). 

Un sistema software specificato at- 
traverso reti di Petri viene descritto me- 
diante la rappresentazione degli «even- 
ti» principali, che si manifestano in se- 
guito al verificarsi di determinate condi- 
zioni A questo punto è necessario in- 
trodurre il concetto di token o gettone, 
denotato da un pallino nero all’interno 
del cerchietto (posto), Una condizione è 
verificata, e può quindi avere luogo, 
solo se è presente almeno un token in 
ogni posto di input; si dice allora che la 
transizione può «scattare»: viene tolto 
un token da ogni suo input e ne viene 
inserito uno in ogni suo output (fig. 3). 
Per rendere una rete di Petri piu imme- 
diata si possono etichettare sia i posti 
che le transizioni con dei nomi esempli- 
ficativi che ne richiamino facilmente il 
significato. 

Vediamo un semplice esempio per 
chiarire questi concetti: in figura 4 è 
riportato un classico sistema produtto- 
re-consumatore. La presenza del token 
in PI, abilita la transizione etichettata 
con «produce» che può quindi scattare: 
il token da PI passa in P2. Tramite la 
transizione «scrive» ne viene inserito 
uno all'interno del postò «buf» ed un 
altro di nuovo all'interno di PI . A questo 
punto anche la transizione «legge» è 
messa in condizione di verificarsi e 
quindi il token viene prelevato dal posto 
«buf» e deposto in C2. Questo esempio 
evidenzia la potenza del formalismo di 
specifica fondato sulle reti di Petri. 

Vediamo ora un altro esempio molto 
più complesso: parliamo di gestione di 
risorse in mutua esclusione. Supponra- 


386 


MCmicrocoimputer n. 123 - novembre 1 992 


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mo di avere due processi PI e P2 e una 
risorsa R (fig. 5). Naturalmente la risorsa 
non può essere utilizzata contempora- 
neamente da entrambi e quindi dovremo 
in qualche modo serializzarne l'accesso. 

La presenza dei token nei posti PI e 
P2 indica per entrambi la volontà di 
utilizzare la risorsa R. La condizione di 
accesso in mutua esclusione viene rap- 
presentata dalle due transizioni 
« uso_P1 » e «uso_P2». entrambe abilita- 
te in presenze di richiesta contempora- 
nea: solo una di esse però può scattare 
disabilitando l'altra fino al successivo 
avvenuto rilascio. Si può notare come 
questo schema non risolva il grave pro- 
blema della attesa infinita da parte di uno 
dei due processi: infatti, così come 
descritto, niente vieta che sia sempre lo 
stesso processo ad ottenere l'uso di R, 
con possibili condizioni di blocco critico. 
Per eliminare questo inconveniente (che 
non è proprio della rete, ma della politica 
di schedulazione adottata) dobbiamo uti- 
lizzare lo schema in figura 6a. 

Inizialmente a «livello 0» abbiamo una 
scelta non deterministica sul processo 
che ottiene la risorsa in caso di contem- 
poranea richiesta, quindi le transizioni 
«uso_P1» e «uso_P2» hanno la stessa 
probabilità di verificarsi (sempre in modo 
esclusivo). Il «livello 1» invece riporta la 
condizione in cui, se a “livello 0» è 
scattata la transizione «uso-PI « (il pro- 
cesso PI ha ottenuto la risorsa), è il 
processo P2 che deve poter utilizzare R. 
Infatti in questo caso solo la transizione 
«solo_P2» è abilitata (vedi fig. 6bl: an- 
che se il processo PI ha di nuovo 
emesso una richiesta (token in PI ), essa 
non viene soddisfatta. Dopo lo scatto 
della transizione «solo_P2» la rete si 
riporta di nuovo nelle condizioni iniziali, 
Lo stesso tipo di ragionamento può 
essere applicato al «livello 2» nel quale 
solo PI può competere per l’utilizzo di R 
(fig. 6c). Con questa nuova rete si elimi- 
na il problema dell'attesa infinita introdu- 
cendo però un ulteriore vincolo: lo sche- 
ma a priorità alternata. 

Abbiamo cosi visto la possibilità di 
rappresentare scelte non deterministi- 


E disponibile, presso la redazione, il 
disco codificato con la sigla DCMP06 
con il programma presentato in que- 
sta rubrica. Per l'ordinazione inviare 
l'importo dì L 15-000 la mezzo asse- 
gno de o vaglia postale I alla Techm- 
media srl. Via Carlo Perder 9. 00157 
Roma. 

Nella richiesta specificare il formato 
del disco 3,5" oppure 5,25". 



che mediante le reti di Petti; ciò da un 
lato ne migliora la potenza espressiva, 
dall’altro ne aumenta il grado di com- 
plessità nella fase di analisi. Per evitare 
ulteriori complicazioni è stata introdotta 
la convenzione secondo la quale ogni 


transizione (scatto) è istantanea, per cui 
la possibilità che due transizioni scattino 
contemporaneamente è nulla. 

Un altro aspetto molto importante è la 
possibilità di specificare sistemi softwa- 
re/hardware a diversi livelli di astrazione. 
Ad un primo livello molto generale, ad 
esempio, il sistema può essere descritto 
da un numero piuttosto limitato sia di 
posti che di transizioni. Tale numero 
andrà vìa via crescendo man mano che 
si entra più nel dettaglio; quindi un posto 
che a un livello rappresentava un certo 
evento, ad un livello inferiore può essere 
sostituito da una intera rete che ne 
descrive piu in dettaglio caratteristiche e 
funzionalità. 

Dopo questa introduzione piuttosto 
semplificata guarderemo le reti di Petri 
da un altro punto di vista; come un 
potente strumento di specifica. Per una 
descrizione rigorosa indichiamo con P 
l'insieme dei posti e con T quello delle 
transizioni. Abbiamo inoltre bisogno di 
definire due funzioni, I e 0, che appiicate 



Figura 3 ■ Esempio di 
« condizione verill- 



MCmicrocomputer n. 123 • novembre 1992 


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PI P2 



ad una qualsiasi transizione «ti» ne resti- 
tuiscano rispettivamente l'insieme dei 
posti di input e di output. Riassumendo, 
una rete di Petri viene espressa tramite 
una Quadrupla (P,T,l,0). 

Se vogliamo ricostruirne l'evoluzione 
temporale attraverso il suo passaggio tra 
gli stati, abbiamo bisogno di introdurre il 
concetto di «stato di marcamento» 
(brutta traduzione del termine inglese 
«marking»). Indichiamo con «m» un vet- 
tore ad N componenti (una per ogni 
posto della rete) che rappresenta la 
distribuzione dei token: 

m = I mi. m2 mN I 

mi = numero di token nel posto «pi» 

Nel passare da uno stato all’altro, 
mediante lo scatto di una tra tutte le 
transizione abilitate, si modifica lo stato 
di marcamento. Per ricostruire la se- 
quenza degli stati attraversati da una 
rete di Petri, definiamo una funzione 
parziale «delta» che applicata al vettore 
«m» e ad una transizione «ti», restitui- 
sca Il nuovo stato «m‘» se la transizione 
era abilitata (presenza di almeno un 
token in tutti i suoi posti di input), o il 
valore indefinito se «ti» non è abilitata, 

Con gli strumenti ora introdotti siamo 


in grado di ricostruire l'evoluzione di una 
rete di Retri a partire dal suo stato iniziale 
mO, mediante l'applicazione della funzio- 
ne «delta» alle varie transizioni che di 
volta in volta risulteranno abilitate, con 
un formalismo grafico comodo ed intuiti- 


vo. Per completare questa rassegna ac- 
cenniamo brevemente ad alcune delle 
tante estensioni utilizzate in particolari 
campi d'applicazione. La più interessan- 
te è quella che va sotto il nome di «zero- 
testing» che permette di migliorare e 


PI P2 PI P2 




388 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


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soprattutto di facilitare la specifica di 
meccanismi di priorità. Graficamente si 
indica con un arco speciale, che va da un 
posto « pi » ad una transizione «ti», un 
arco detto inibitore che serve ad impedi- 
re lo scatto di «ti» se abilitata, se nel 
posto «pi» ci sono zero token. Nell'e- 
sempio riportato in figura 7, la transizio- 
ne t2 sebbene abilitata dal token in p2 
non può scattare per la presenza del- 
l'arco inibitore in p3 che non contiene 
alcun token, 

Altra estensione di tali reti riguarda la 
possibilità di forzare la scelta di una 
transizione tra tutte quelle abilitate. Per 
questo sr introduce una priorità numeri- 
ca associata a ciascun «ti»: in presenza 
di piu transizioni abilitate viene privilegia- 
ta quella con più alta (o più bassa) 
priorità. 

Linguaggio Z 

Il linguaggio Z è un metodo di specifi- 
ca utilizzato nella descrizione formale di 
sistemi software: i suoi componenti 
principali derivano fondamentalmente 
dalla matematica e dalla logica (insiemi, 
ennuple, funzioni, predicati, ecc.). In 
questa sede, vista la necessità di una 
introduzione sull'argomento, piuttosto 



che fare una lunga e noiosa carrellata su 
tutti i costrutti linguistici, si metteranno 
in evidenza gli aspetti principali analiz- 
zando un esempio estratto dal primo 
capitolo del manuale di riferimento (vedi 
bibliografìa). Essenzialmente si tratta 



Figuie Sa. 6t>, Se - Ge- 
tua esclusane con al - 


della specifica formale di un sistema 
semplificato di memorizzazione delle da- 
te di nascita di un insieme di conoscenti. 

Prima di addentrarci nei particolari è 
interessante sottolineare come tale lin- 
guaggio utilizzi una notazione principal- 
mente di tipo matematico soprattutto 
per la descrizione dei tipi di dato, evitan- 
do di forzare decisioni sull'effettiva im- 
plementazione e cioè rimanendo ad un 
livello di astrazione piuttosto alto. Altro 
contributo importante alla semplicità 
d’impiego ed alla funzionalità viene dal- 
l’utilizzo di predicati e operatori di tipo 
logico, che mostrano efficacemente 
l'applicabilità ed il risultato di tutte le 
operazioni introdotte nel sistema. Prima 
di tutto definiamo i tipi di dato basici che 
ci serviranno nell'esempio: INOME, DA- 
TAI indica due tipi di dato, il primo è 
costituito da tutti i possibili nomi di 
persone, mentre DATA è formato dall'in- 
sieme di tutte le possibili date. 

In questo modo abbiamo solo presen- 
tato i formati degli insiemi, senza sugge- 
rire nulla sulla loro effettiva implementa- 
zione. Entra ora in gioco il componènte 
principale di questo linguaggio: lo sche- 
ma «Z». Semplificando uno schema Z è 
essenzialmente un rettangolo aperto da 
un lato e diviso in due da una riga 
orizzontale; ad esso viene associato un 
nome (nome dello schema) riportato 
nella parte superiore. Ritornando al no- 
stro esempio introduciamo un primo 
schema per rappresentare il cosiddetto 
spazio degli stati (fig. 8). Sopra la linea 
centrale si dichiarano le variabili che si 
intendono utilizzare, mentre nella parte 
inferiore si indicano le loro relazioni. In 
figura 8 abbiamo dichiarato una variabile 


MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992 


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«conosciuti» che può assumere come 
valori quelli dell'insieme NOME. «Com- 
pleanno» è una dichiarazione di funzione 
parziale (in senso matematico), che ap- 
plicata ad un elemento in NOME ne 
restituisce la sua data di nascita. Molto 
importante è la parte al di sotto dalla 
linea centrale di divisione, che formal- 
mente prende il nome di «invariante»: 
rappresenta una condizione da rispettare 
sempre, attraverso tutti gli stati del si- 
stema. Nel caso specìfico questo signifi- 


A natisi, specifica e progettazione 
di un simulatore spaziale 

Realizzatori: Gruppo 11. formalo da: Quieti 
Silvio (responsabile), Butteri Roberto. Campa- 
nari I laria. Corbella Sergio. Cugia Carla, Tonacci 

Realizzato in quattro mesi di lavoro come 
pane integrante del corso di Tecniche Speciali 
di Elaborazione del c.d.l. in Scienze dell'Infor- 
mazione dell'Università degli Studi di Pisa. 
Docente del corso: Prof Vincenzo Ambriola. 
Docente del corso integrativo: Prof Tomma- 
so Bolognesi, 

Computer utilizzato: Personal Compaq Desk- 
pro 386s. 

Programmi utilizzati: Microsoft Windows v 
3.0. Microsoft Word v 5.0, Asimmetrix Toolbo- 
ok v. 1 .0. Latex. Micrograf Designer v 3.02. 


Memorandum 

conosciuti : P NOME 
compleanno : NOME ■+* DA TA 
conosciuti = dom compleanno 


8 - Spazio degli 




9 - Stato ini- 


Memorandum 
conosciuti = <f 


Aggiungi _ Compitar 

ò, Memorandum 
nome ? : NOME 
datai : DATA 


nome? £ conosciuti 

compleanno' = compleanno U{nome? ■— >daia?} 


Figura IO - Operazione 


Figura 1 1 - Operazione 
di ricerca . 

Cerca-Compleanno 

EMemorandum 

nome! : NOME 

data! : DATA 

nome ? E conosciuti 

data! = compleanno(nomel) 


Ricorda 

EMemorandum 
giorno ? : DATA 
biglietti! : F NOME 

biglietti ! = -{rt : conosciuti | compleanno(n) = giorno!} 


Figura 12 - Operazione 
Ricorda 


ca che il valore di «conosciuti» deve 
sempre appartenere al dominio della 
funzione «compleanno». È interessante 
notare che adottando per «compleanno» 
una definizione matematica come quella 
specificata, si carica sull'oggetto auto- 
maticamente una serie di proprietà del 
tutto implicite, quali: a ciascuna persona 
può essere associata una sola data di 
nascita, più persone possono condivide- 
re la stessa data di nascita se nate nello 
stesso giorno. 

Qui di seguito è riportato a titolo di 
esempio un possibile stato assunto dal 
sistema Memorandum: 

conosciuti = ( Francesca,Mana.Ricc3rdo, Fiona- 
na, Francesco ) 

compleanno = | Francesca i— 3-settembre. 

Maria |-» 5-settembre. 

Riccardo |— 18-ottobre, 

Floriana -» 5-marzo, 

Francesco [-* 1 -gennaio } 

Lo schema in figura 9 serve a descri- 
vere quello che d'ora in avanti chiamere- 
mo lo stato iniziale del nostro sistema. 
Lo schema Inizio introduce «Memoran- 
dum» che rappresenta il sistema totale 
in figura 8, con la definizione della varia- 
bile «conosciuti» e, per l’effetto dell'in- 
variante introdotta, del dominio della 
funzione «compleanno» inizialmente 
vuoto (insieme vuoto), La prima opera- 
zione deve consentire di aggiungere un 
nuovo Nome-Data di nascita (fig. 1 0). La 
riga Memorandum indica che l'esecuzio- 
ne di questa operazione implica la modi- 
fica dello stato del sistema. Questo 
viene raffigurato attraverso la quattro 
variabili: conosciuti, compleanno, cono- 
sciuti', compleanno'; l'apice serve a rico- 
noscere il nuovo valore assunto dallo 
stato del sistema dopo l'operazione. La 
dichiarazione di nome seguita dal punto 
interrogativo denota una vanabile in in- 
put per lo schema AggiungLComplean- 
no. La prima riga dopo la linea centrale 
rappresenta quella che formalmente si 
indica con il termine di «pre-condizione», 
da soddisfare per l'applicabilità dello 
schema stesso. In questo caso dovremo 
verificare che il nome in input non appar- 
tenga già al nostro piccolo database, Se 
la pre-condizione è soddisfatta, la secon- 
da aggiorna la funzione compleanno con 
l'aggiunta del nuovo nome e della sua 
data di nascita. 

Bisogna a questo punto definire una 
ulteriore operazione che ci consenta di 
interrogare il database: la chiameremo 
Cerca-Compleanno (fig. 1 1 ). Nella parte 
superiore con la dicitura Memorandum 
dichiariamo che la procedura non modifi- 
ca lo stato del sistema; infatti noi inten- 
diamo reperire una data, senza apportar- 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


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vi alcuna modifica. Questo comporta 
che il valore dello stato prima dell'opera- 
zione, rappresentato dai valori assunti da 
«conosciutii» e «compleanno», è identi- 
co a quello contenuto in «conosciuti'» e 
«compleanno'». Segue poi (sempre nel- 
la zona superiore) la dichiarazione delle 
variabili nome e data: la prima in input, la 
seconda in output. Nella parte inferiore, 
come di regola, troviamo la pre-condizio- 
ne e la post-condizione: se II nome 
preso in input (nome?) appartiene all'in- 
sieme «conosciuti» allora data - com- 
pleannolnome?), cioè la funzione «com- 
pleanno» applicata a «nome» ci restitui- 
sce la data di nascita associata, che 
viene a sua volta mostrata in output 
(data!). Per ottenere tutte le persone 
nate in un certo giorno, definiamo l'ope- 
razione Ricorda (fig. 12), In input fornire- 
mo una data (giorno?) del tipo DATA, 
mentre in output avremo la variabile 
"biglietti», che potrà assumere come 
valore uno qualsiasi tra tutti i possibili 
sottoinsiemi di NOME. La pre-condizio- 
ne in questo schema non è presente: vi 
è solo una post-condizione (quindi sem- 
pre verificata) che restituisce l'insieme 
dei nomi corrispondenti alle persone 
nate nella data specificata. Osservando 
gli schemi introdotti fino ad ora si nota 
l'assenza di un qualsiasi controllo sugli 
input, per evitare ad esempio che siano 
inseriti nominativi già presenti, oppure 
che siano fatte ricerche su nominativi 
ancora non inseriti in archivio. Per rende- 
re il sistema più «robusto» è possibile 
introdurre altri vincoli applicando agli 
schemi i comuni operatori logici. 

Resta solamente una ultima osserva- 
zione da fare, riguarda in particolare gli 
strumenti necessari per poter produrre 
documenti Z corretti. Negli ambienti 
scientifici è abbastanza utilizzato un pro- 
gramma molto potente e versatile di 
nome LATEX (particolare versione del 
programma TEX, da leggere TEC), che 


consente la scrittura e la stampa di 
documenti matematici di alta qualità. 
Inoltre per facilitare la stesura di specifi- 
che in Z, esiste un pacchetto software 
chiamato Fuzz, in ambiente Latex, che 
esegue anche un primo controllo sui tipi 
utilizzati. Nel manuale citato in bibliogra- 
fia è riportata la descrizione completa del 
linguaggio e di tutti i suoi costrutti. 

// metodo Hood 

HOOD, acronimo di Hierarchical Ob- 
ject Oriented Design è una tecnica di 


progettazione software orientata agli og- 
getti sviluppata da Cisi-lngegnerie, CRI 
A/S e Matra Espace per conto dell' ESA 
(European Space Agency). Principalmen- 
te viene utilizzato per lo sviluppo di 
sistemi software in linguaggio Ada. Co- 
me risulta dal nome stesso i componenti 
elementari sono oggetti, in grado di 
fornire operazioni all'esterno e di invo- 
carne. Un sistema software descritto 
mediante Hood risulta una collezione di 
oggetti cooperanti: ciascun oggetto vie- 
ne univocamente identificato dal suo 
nome. Naturalmente i nomi assegnati 
agli oggetti ed alle operazioni non devo- 
no coincidere con parole chiave di Hood 
o del linguaggio Ada; di ogni oggetto 
componente il sistema viene data sia 
una rappresentazione grafica che testua- 
le. La descrizione formale (non grafica) 
viene espressa mediante un documento 
chiamato Object Description Skeleton 
(ODS) utilizzando allo scopo un opportu- 
no linguaggio chiamato Hood Pdl, del 
quale viene fornita la sintassi rigorosa 
tramite formalismo BNF (Backus Naur 
Form) in una appendice del manuale di 
riferimento in bibliografia. 

Vediamo ora una breve rassegna delle 
regole fondamentali da rispettare nella 
descrizione di sistemi software attraver- 
so il metodo Hood. Essenzialmente vie- 
ne seguito un approccio Top-Down; il 


nome oggetto 


interno dell’oggetto 


Mi oggetto 1 ^ 

c 

, L 


r 




op_1 

* °P-2 



* op_3 

oggetto attivo 



op_4 



op_3 

T 

V 

l 


oggetto 2 


oggetto passivo 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


391 


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sistema da sviluppare è descritto da un 
oggetto detto Root Object che rappre- 
senta il livello più alto della gerarchia (fig. 
13). Da tale elemento per raffinamenti 
successivi si raggiunge un livello al quale 
gli oggetti non saranno più decomponibi- 
li e per tale caratteristica verranno chia- 
mati Terminal Object. Ciascun oggetto 
può quindi essere decomposto in piu 
oggetti ed invocare operazioni fornite da 
altri, in accordo con le regole dì visibilità. 

In figura 14 è mostrata la rappresenta- 


zione grafica di un oggetto Hood. Nell'in- 
terfaccia vengono riportate le operazioni, 
i tipi e le eccezioni che l’oggetto stesso 
rende disponibili all’esterno; non ne è 
però accessibile l'implementazione, se- 
condo il principio dell'lnformation Hi- 
ding. Le operazioni offerte dagli altri 
oggetti possono essere invocate me- 
diante flussi di controllo: è proprio dal 
diverso utilizzo di tali flussi che discen- 
dono due comportamenti distinti dell'og- 
getto invocante nei confronti dell’ogget- 


to che fornisce il servizio. Un comporta- 
mento di tipo sequenziale è carattenzza- 
to dal passaggio del controllo dall'ogget- 
to invocante a quello invocato., nel mo- 
mento in cui viene richiesta l'esecuzione 
del servizio; solo dopo il completamento 
di quest'ultimo il controllo ritorna all'og- 
getto invocante. Quando invece, all'atto 
della invocazione, viene attivato un nuo- 
vo flusso di controllo indipendente, allo- 
ra parleremo di comportamento paralle- 
lo. Da questa distinzione discende la 
prima classificazione di Hood in oggetti 
attivi e passivi a seconda della loro 
natura parallela o sequenziale. Entriamo 
ora più in dettaglio nella descrizione 
delle operazioni. 

Una prima distinzione viene fatta tra 
operazioni vincolate e non. Una opera- 
zione può essere vincolata o dallo stato 
interno dell'oggetto che la implementa 
(graficamente si indica con un freccetta, 
"trigger arrow», accanto al nome dell'o- 
perazione), oppure dal diverso modo di 
reagire ad una invocazione esterna. In 
questo secondo caso avremo: 

— Richiesta di esecuzione altamente 
sincrona (HSER), 

— Richiesta di esecuzione vagamente 
sincrona USER); 

— Richiesta di esecuzione asincrona (A- 
SER); 

— Richiesta di esecuzione con time-out 
<TOER) sia HSER che LSER. 

In HSER l'esecuzione dell'invocante 
viene sospesa fino al completamento 
dell'operazione, mentre in LSER si 
aspetta solo fino all'accettazione della 
richiesta segnalata da un «impulso:» di 



Figura 16 • Parerti Ot> 
Ject e Olile/ Objeci. 


Figura 17 invocano- ► 



392 


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oggetto environment 



Figura 18 - Environment Object e Virtual Mode Objeet 


acknowledge. Il terzo tipo esprime una 
forma di comunicazione asincrona per 
cui il richiedente può proseguire imme- 
diatamente l'esecuzione; nell'ultimo ca- 
so invece si richiede l'esecuzione della 
operazione entro un certo intervallo di 
tempo specificato (time-out): esso è 
l'applicabile in modalità HSER o LSER. 
Nella rappresentazione grafica tali vincoli 
vengono raffigurati con la solita freccetta 
ed una etichetta con l'indicazione HSER, 
LSER. ASER. HSER TOER, LSER TOER 
a seconda del caso (vedi fig. 15). Le 
operazioni non vincolate vengono ese- 
guite in modo sequenziale, per cui non 
necessitano di ulteriore approfondimen- 
to. Risulta quindi evidente che gli oggetti 
attivi possano fornire entrambi i tipi di 
operazioni, mentre i passivi solo quelle 
non vincolate. Gli oggetti attivi possono 
avere più flussi di controllo (più operazio- 
ni vincolate) in esecuzione contempora- 
nea. È necessario allora descrivere in 
una sezione apposita dell'ODS, l'Object 
Control Structure (OBCS), come l'ogget- 
to (attivo) invocato reagisca agli stimoli 
provenienti dall'esterno, in base al suo 
stato interno. Ciò vale solo per le opera- 
zioni vincolate. 

Ciascun oggetto non terminale può 
essere decomposto in una collezione di 
Child Object, quindi ciascuna operazione 
fornita dal Parent Object può essere 
implementata da uno o più oggetti (nel 
caso di operazioni non vincolate): la 
notazione grafica per indicare questo 
comportamento è riportata in figura 15. 
Oggetti sia attivi che passivi possono 
avere, senza restrizioni. Child Object 
solo attivi, solo passivi o entrambi con- 
temporaneamente. La descrizione for- 
male di come viene decomposto e da 
chi vengono implementate le operazioni 
di un oggetto non terminale è riportata 
nella parte testuale di Hood (ODS). Per 
gli oggetti terminali si utilizza inoltre una 
sezione apposita denominata Operation 
Control Structure (OPCS) destinata a 
contenere la descrizione dell'operazione 


in pseudo-codice, o direttamente in lin- 
guaggio Ada 

Passiamo ora alla relazione d'uso tra 
oggetti: vediamo come si rappresentano 
e quali sono le regole di visibilità, Formal- 
mente si dice che un oggetto «usa» un 
altro oggetto se invoca uno o più servizi 
che quest'ultimo fornisce (fig. 17). Per 
gli oggetti attivi non viene imposta alcu- 
na restrizione mentre per quelli passivi si 
sconsiglia l’uso di oggetti attivi: in caso 
contrario è possibile solo richiedere l'e- 
secuzione di operazioni non vincolate, 
impedendo i cicli. Per migliorare la leggi- 
bilità ogni relazione d’uso può essere 
etichettata con un nome e una piccola 
freccia orientata nella direzione del flus- 
so (può anche essere bidirezionale), per 
chiarire il genere di dati scambiati tra gli 
oggetti, un piccolo trattino perpendicola- 
re alla linea d'uso, indica invece la possi- 
bilità che venga sollevata un’eccezione 
dall’oggetto invocato in caso di funziona- 
mento anormale dell'operazione richie- 
sta (vedi fig. 17). 

Per concludere questa breve rassegna 
di Hood menzioniamo anche l'esistenza 
di due oggetti particolari chiamati Envi- 


Bibliografia 

- Tiliak Agerwala « Puttings Petri Nets to 
Work» IEEE December 1979 

- James L Paterson «Petri Nets» Compu- 
ting Surveys September 1977 

- J.M Spivey «The 2 notatiom. A Referente 

Manual ed. Prentice Hall 

- Lamport Lesile «LATEX» A Docgment Pre- 
paration System, ed Addison-Wesley 

- «The FUZ2 Manual » 

- Donai É- Knuth «The Texbook » ed. Ad- 
dlson-Wesley 

«Hood Relerence Manuale Europea" 
Space Agency 119891 

«Hood User Manuale - European Space 
Agency (19891 

- « Software Engineering with Adau Gra- 
dy Booch (19831 


ronment Object e Virtual Node Object 
(fig 18). Gli Environment sono molto 
importanti perché permettono di inseri- 
re, nella rappresentazione del sistema, 
degli oggetti simili a scatole nere (black 
box) in grado di fornire delle operazioni 
senza che ci si preoccupi della loro 
implementazione interna: di essi viene 
resa visibile solo l'interfaccia. Grafica- 
mente vengono schematizzati con un 
rettangolo schiacciato e diviso in due 
parti, con una «E» nella parte sinistra. La 
loro descrizione testuale è molto breve, 
infatti il loro ODS riporta solo una rasse- 
gna delle operazioni, dei tipi e delle 
eccezioni fornite. 

I Virtual Node Object consentono in- 
vece la progettazione di sistemi softwa- 
re distribuiti: sono dei normali oggetti 
Hood che obbediscono però ad alcune 
restrizioni Sono di tipo attivo e possono 
essere decomposti solo in oggetti Vir- 
tual Node oppure (or esclusivo) in ogget- 
ti attivi o passivi; inoltre le operazioni 
presenti nell'interfaccia devono essere 
vincolate tutte allo stesso modo. 

L'interesse riposto nel metodo Hood 
deriva oltre che dalla potenza espressiva 
e dalla estrema generalità, anche dall'e- 
sistenza di strumenti che ne facilitano il 
debugging e tool in grado di generare 
automaticamente codice in linguaggio 
Ada partendo dalla descrizione del siste- 
ma in Hood. 

In conclusione, vediamo brevemente i 
passi fondamentali da seguire per porta- 
re a termine il progetto di un sistema 
software mediante il metodo Hood: 

1 — definizione del problema. In questa 
fase, fondamentale per la buona riuscita 
di tutto il progetto, deve essere data una 
definizione rigorosa e precisa del proble- 
ma da risolvere; molto spesso al termi- 
ne viene prodotto un documento deno- 
minato User Requirement Specification 
(URS). 

2 — Elaborazione di una strategia di 
soluzione informale Viene sviluppata 
una prima e provvisoria soluzione del 
problema il più delle volte utilizzando per 
fa descrizione il linguaggio naturale. 

3 — Formalizzazione della strategia. Du- 
rante questa fase, prendendo in input la 
soluzione informale, vengono identificati 
gli oggetti e stabilite le loro operazioni 
producendo la descrizione grafica di tut- 
to il sistema mediante Hood. Il tutto può 
essere accompagnato da un documento 
che chiarisca e commenti le principali 
decisioni di implementazione adottate. 

4 — Formalizzazione della soluzione. A 

questo punto resta solo da completare la 
descrizione formale della soluzione, 
compilando in ogni sua parte e per ogni 
oggetto individuato l'Object Description 
Skeleton. xs 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


393 


APPUNTI DI INFORMATICA 


coordinamento di Andrea de Prisco 


Principi ed applicazioni 
dell’elaborazione digitale 
delle immagini 

di Giuseppe Cardinale decotti 


Elaborazione d'immagini può 
significare molte cose 
diverse, dipendendo dal tipo 
di risultato che si vuole 
ottenere, in ogni caso 
possiamo generalizzare le 
operazioni su di un'immagine 
come una funzione che 
mappa l'immagine di partenza 
in una di arrivo. 

Questa funzione può essere 
di vario tipo e nel prosieguo di 
questi appuntamenti 
cercheremo di classificare in 
maniera chiara le principali 
operazioni che si possono 
compiere su di un'immagine. 
Nell'articolo precedente 
abbiamo analizzato alcuni dei 
principali concetti su cui 
poggiare il resto della nostra 
trattazione, ne servono pochi 
altri e già da questo numero 
potremo operare direttamente 
sulle immagini 


La distanza e la sua misura 

Dati i pixel p. q e z di coordinate (x, y), 
(s, t), e fu, v) rispettivamente, la distan- 
za D è definita come una funzione che 
verifica le seguenti proprietà: 

a) D(p, q) >= 0 con Dtp. q| = 0 sé p = q 

bl Dtp, q) = Dfq, pi 

C) D(p, z). <= D(p, q) + D(q. z) 

La relazione a) significa che la distan- 
za è un numero positivo eventualmente 
pari a 0 se i due punti di misura coinci- 
dono, 

La relazione b) indica che il verso 
della misura non è significativo, cioè la 
misura è un valore assoluto, 

La relazione cl ci ricorda che la distan- 
za diretta tra due punti è minore della 
somma delle due distanze tra il punto di 
partenza e un punto intermedio e da 
questo a quello di arrivo, essendo uguale 
soltanto se, ovviamente, il punto inter- 
medio è sul cammino direno tra p e z. 

Esistono vari modi di calcolare la di- 
stanza tra due punti; il più comune ed 
intuitivo è quello indicato come «distan- 
za Euclidea» ed è quello che usiamo 
comunemente: 


Delp. q) = l(x - s) *2 + (y - tl‘21'0.5 

Con questo tipo di distanza i pixel che 
hanno distanza minore o uguale ad r da 
(x, y) 1 sono tutti i punti contenuti in un 
cerchio di raggio r centrato in (x, y). 

Un altro tipo di distanza detto «distan- 
za a blocchi» è calcolato come: 

D4(p, q)=x — s+y— t 

In questo caso i pixel che hanno una 
distanza D4 da p minore o uguale a r 
formano un diamante centrato in (x, yh 
Per esempio i pixel con distanza D4 <= 
2 da (x, y) hanno questo tipo di configu- 
razione: 

2 

2 1 2 
2 10 12 
2 1 2 
2 

Notate che i pixel a distanza 1 sono i 
4 adiacenti, da qui il simbolo D4. 

Un ulteriore tipo di distanza può esse- 
re calcolato come il massimo della diffe- 
renza delle coordinate omologhe dei 
due punti: 

D8(p, q) = maxi x - s . y — t ) 


Figura l - Schema di 
maschera o filtro : in a 
sono rappresentati i 
pixel, in b la ma- 
schera. 



394 


MCmicrocompuler n, 123 - novembre 1992 


APPUNTI DI INFORMATICA 


I pixel con distanza D8 da p minore o 
uguale a r sono disposti in questo caso 
come un quadrato centrato a (x, y). Per 
esempio, i pixel con distanza D8 <= 2 
da (x, yl formano questa figura: 

2 2 2 2 2 
2 1112 
2 10 12 
2 1112 
2 2 2 2 2 

Anche in questo caso, notate come i 
pixel a distanza costante 1 sono gli 8 
adiacenti. Un'ultima considerazione sulla 
distanza è che non si fa, nel calcolo, 
nessuna ipotesi sul valore dei pixel attra- 
versati, ma soltanto sul valore delle coor- 
dinate dei pixel di partenza e di arrivo; 
tuttavia se si cerca un cammino tra due 
punti imponendo un criterio di connetti- 
vità, per esempio soltanto per i pixel di 
un certo valore, è ovvio che la distanza 
sarà soltanto il valore minimo che si può 
ottenere per la distanza: è in definitiva la 
distanza «in linea d'aria» fra due punti, 
mentre la distanza vincolata dalla con- 
nettività è la distanza «stradale». 

Operazioni logiche e aritmetiche 

Le operazioni logiche ed aritmetiche 
sono intensivamente adoperate nell'ela- 
borazione di immagini. Le operazioni 
aritmetiche fra due pixel p e q sono 
denotate come segue: 


Addizione: p+q 

Sottrazione; p-q 

Moltiplicazione' p*q 

Divisione: p/q 


Ovviamente p o q possono essere un 
valore costante. 

Le principali operazioni logiche usate 
nell'elaborazione d'immagini sono 
l'AND. OR, e il COMPLEMENTO indica- 
te con: 


AND p AND q 

OR: p OR q 

COMPLEMENTO: NOT p 

È noto come questi tre operatori co- 
stituiscono un insieme funzionalmente 
completo, cioè sono sufficienti a com- 
pletare qualsiasi tipo di operazione logi- 
ca tramite la loro successiva composi- 


'0 0 1 X 0 ' 

'X‘ 


r x <i 

001 Yo 

Y 


Yi 

0 0 1 Z„ 

Z 

= 

z, 

0001 

1 


L 1 J 


Rgura 3 - Matrice di traslazione normalizzata a 4x4 




MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


395 


APPUNTI DI INFORMATICA 


zione. Chiaramente gli operatori mate- 
matici possono essere applicati diretta- 
mente al valore dei pixel nelle immagini 
multilivello mentre per gli operatori logi- 
ci sì dovrà operare bit a bit. 

Le operazioni appena illustrate posso- 
no essere adoperate in due modi distin- 
ti: pixel per pixel oppure operando sui 
pixel adiacenti 

Per esempio la somma di due imma- 
gini è compiuta addizionando ciascun 
pixel con l'omologo dell’altra immagine. 
Alternativamente posso definire delle 
operazioni in cui il valore da assegnare 
ad un pixel e funzione del valore degli 
adiacenti. Questa operazione è spesso 
detta «mascheratura» o «filtraggio» 

Illustriamo con un esempio questo 
importante concetto: supponiamo di vo- 
ler rimpiazzare un pixel con la media dei 
suoi 8 pixel adiacenti. Riferendoci a 
figura la. vogliamo sostituire al valore di 
e il valore p cosi calcolato 

p = 1/9*(a+b+c+d+e+f+g+h+i) 

Definendo un filtro come in figura 1 b 
possiamo «sovrapporlo» ai 9 pixel di 
partenza e moltiplicare ciascun coeffi- 
ciente per il valore del pixel omologo 
(cioè quello che si trova «sotto») e 
sommare tutti i valori insieme indi asse- 
gnare il risultato a e, in formule: 

p = wl'a + w2*b + w3*c + w4‘d + w5*e 
+ w6*f +w7*g + w8*h + w9*i 

Per far si che le due formule prece- 
denti corrispondano e necessario che ì 
valori di tutti i wi con i=1..9 siano pari a 
1/9. 

Quest'operazione cosi semplice è 
fondamentale nell'elaborazione di im- 
magini, ne faremo perciò largo uso. 
Scegliendo opportunamente i valori del 
filtro è possibile compiere una gran va- 
rietà di operazioni come la riduzione del 
rumore e l'evidenziazione dei contorni 
soltanto per citarne due fra le più note. 
Bisogna tuttavia puntualizzare come 
l'applicazione del filtro a ciascun pixel di 
un'immagine è un compito computazio- 
nalmente gravoso. Come potete render- 
vi conto filtrare un'immagine 512x512 
con un filtro 3x3 richiede 9 moltiplicazió- 
ni e 8 addizioni per ciascun pixel, in 
totale 2359296 moltiplicazioni e 
2097152 addizioni. 


cos 6 sin 9 0 0 

—sin 0 cos 0 0 0 

0 0 10 

0 0 0 1 



Figura 7 - Matrice di rotazione per l'asse « 


COS P 

0 

-sin /2 

0' 

0 

l 

0 

0 

sin fi 

0 

cos p 

0 

0 

0 

0 

1 J 


Figura 8 - Matrice dì rotazione di 


Trasformazioni geometriche 

l lettori che hanno confidenza con il 
CAD sapranno già di cosa stiamo per 
parlare, tuttavia per i neofiti è necessa- 
rio introdurre queste semplici trasfor- 
mazioni. Occorre però una precisazio- 
ne: tutte le seguenti considerazioni sa- 
ranno riferite a punti dello spazio tridi- 
mensionale cioè ciascun punto sarà in- 
dividuato dalla tripla (X. Y. Z) mentre i 
punti dell'immagine dello spazio bidi- 
mensionale verranno indicati con (x, y). 
Dovremo perciò considerare l'immagine 
bidimensionale in realtà come un piano 
dove X=x, Y=y e 2=0 vale a dire la 
nostra immagine è poggiata sul piano 
Z=0, in questo modo potremo eseguire 
tutte le operazioni nello spazio tridimen- 
sionale. L'origine delle coordinate sarà 
posto nell'origine dello schermo con 
l'asse Z che esce dallo schermo verso 
l'osservatore. 


Bibliografia 

R C. Gonzalez, P Wintz « Digital Image 
Processing ». AddiSon-Weslev, 1987. 


Traslazione 

Supponiamo dì voler spostare un pun- 
to di coordinate (X, Y, Z) in un nuova 
locazione che dista X0 in X, Y0 in Y e Z0 
in Z, 

Semplicemente basterà sommare tali 
valori : 

XI = X + X0 
Y1 = Y + Y0 
ZI = Z + Z0 

Le coordinate (XI, Y1, ZÌI rappresen- 
tano il nuovo punto. 

Queste equazioni possono essere 
espresse in forma matriciale come in 
figura 2. Tuttavia come vedete la matri- 
ce è 3x4 ed è necessario aggiungere 
una quarta coordinata fittizia posta ad 1 
per eseguire i calcoli, per uniformità 
perciò si preferisce espandere la matri- 
ce a 4x4 come in figura 3. La quaterna 
(X, Y, Z, 1 ) individua un punto in coordi- 
nate omogenee. La trasformazione 
complessiva è individuata in maniera 
compatta con la notazione- 

vi = Tv 

dove vi e v sono i vettori colonna delle 
coordinate e T è la matrice di trasla- 
zione. 


Scalamento 

Allo stesso modo una trasformazione 
di scala può essere ottenuta moltipli- 
cando le coordinate dei punti per la 
matrice in figura 4, i fattori Sx. Sy. Sz 
sono dei numeri reali che rappresenta- 
no il fattore di scala di ciascuna coordi- 
nata; per esempio volendo ridurre l'im- 
magine della metà basterà porre 
Sx=0.5 e Sy=0.5 con Sz=1. 


Rotazione 

Per eseguire una rotazione dell’imma- 
gine è naturalmente necessario specifi- 
care rispetto a quale asse coordinato si 
vuole farla, otterremo cosi tre diverse 
matrici per ciascun asse, in figura 5 
potete vedere le convenzioni adottate 
per definire il verso positivo di rotazio- 
ne. In figura 6 è riportata la matrice per 
la rotazione intorno all'asse Z, in figura 7 
quella per l'asse X e in figura 8 la 


396 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


APPUNTI DI INFORMATICA 


Figura 9 - Modello ba- 
se di protezione II si- 
stema dì riferimento 
dell'osservatore è alli- 
neato con quello del- 
l'immagine 



corrispondente per Y, 

Tenete conto che queste rotazioni 
sono con centro nell'origine, per esegui- 
re una rotazione rispetto ad un punto 
arbitrario dobbiamo traslare preventiva- 
mente il punto nell'origine, eseguire la 
rotazione e ritraslare il punto nella posi- 
zione originale, in pratica bisogna trasla- 
re l'immagine con i parametri ricavati 
dalla traslazione del punto nell'origine. 
Per traslare indietro basterà cambiare di 
segno i parametri della matrice di trasla- 
zione. 

Trasformazioni bidimensionali 

Nel caso in cui volessimo vincolarci a 
rimanere sul piano Z= 0, non è necessa- 
rio considerare la coordinata Z e le 
matrici diventano 3x3 semplicemente 
eliminando la 3' riga e la 3" colonna. 
Naturalmente sarà possibile eseguire 
rotazioni soltanto intorno all'asse Z. Le 
trasformazioni si possono utilmente 
concatenare moltiplicando a destra le 
matrici che formano la trasformazione 
complessa, tuttavia è necessario ricor- 
dare che l'ordine è importante e cam- 
biando l'ordine delle trasformazioni il 
risultato non è il medesimo. 

Trasformazione prospettica 

Una trasformazione prospettica pro- 
ietta un punto tridimensionale su di un 
piano. È questa la trasformazione che, 
dopo tutte le precedenti trasformazioni 
in 3d precedenti, ci consente di visualiz- 
zare l'immagine sul nostro schermo. 

Ci sono molti modelli di trasformazio- 
ne prospettica, per i nostri scopi non è 
necessario approfondire eccessivamen- 


te quest'argomento più proprio della 
Computer Graphics e del CAD, illustre- 
remo perciò soltanto un metodo sempli- 
ce per mappare le nostre immagini tra- 
sformate sullo schermo. 

In figura 9 trovate un modello per la 
proiezione dell'immagine, definiamo 
che il sistema di coordinate dell'osser- 
vatore. supponiamo dotato di una mac- 
china fotografica, sia coincidente con 
quello dell'Immagine e in particolare il 
piano dell’immagine coincida con il pia- 
no Z=0 e l'asse Z esca fuori da tale 
piano coincidente con l'asse focale. 
Quindi il centro dell'immagine è nell'ori- 
gine e il centro delle lenti dell'obiettivo 
è posto nel punto (0,0, I). I è la lunghez- 
za focale dell'obiettivo. 

Prendiamo ora un generico punto (X. 
Y, Z) dello spazio come in figura 9 e 
supponiamo che Z > I cioè questo 
punto sia davanti all'obiettivo. Ci inte- 
ressa trovare la relazione che ci restitui- 
sce le coordinate (x, y) della proiezione 
del punto (X, Y, Z) sul piano deH’immagi- 
ne (il nostro schermo). 

Dalla proprietà dei triangoli simili si 
ricava: 

x/l = - IXJfZ-W = X/ll-Z) 

y/1 = - (Y/g-ll) = Y/fl-Z) 


IO 

0 0' 

X 


X 

0 1 

0 0 

Y 


Y 

00 

0 0 

z 


Z 

Loo 

1/1 lJ 

Li J 


i-z/lI 




x = l*X/|l-Z) 

Y= PYfll-Z) 

Bisogna notare come queste equazio- 
ni coinvolgendo la variabile Z non sono 
lineari e pertanto non sono invertibili, il 
che significa che da un'immagine bidi- 
mensionale non si possono ricostruire 
le scene tridimensionali rappresentate, 
come è ovvio. 

Per convenienza, visto che questa 
trasformazione è in cascata con le pre- 
cedenti, è utile esprimere la proiezione 
tramite una matrice in modo da poterla 
inserire nella catena di trasformazione 
complessiva. In figura 10 trovate la ma- 
trice di trasformazione, tenete conto 
che l'ultimo termine, il quarto del vetto- 
re che individua un punto, deve essere 
pari a 1 perciò bisogna dividere le prime 
due coordinate per questo numero. 

Conclusioni 

Questo appuntamento è stato denso 
di concetti tutti essenziali per la com- 
prensione di determinate operazioni sul- 
le immagini, in particolare il concetto di 
filtro è d'importanza capitale nell'elabo- 
razione d'immagine. Nei prossimi artico- 
li ce ne serviremo in maniera estensiva 
per sperimentare vari tipi di operazioni 
sulle immagini. Rimangono gradite le 
domande e le proposte dei lettori inte- 
ressati in modo da poter spiegare il 
funzionamento di quelle tecniche che 
ognuno di noi usa utilizzando un qualsia- 
si pacchetto di grafica. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


397 


MULTITASKING 


Un simulatore parallelo di circuiti elettronici (4) 

Circuiti sequenziali 

di Giuseppe Cardinale decolli 


Il nostro simulatore comincia 
a prendere corpo e finalmente 
abbiamo una buona struttura 
anche se ancora da 
perfezionare, ci sen/e tuttavia 
ancora un processo che ci 
permetta di monitorare i 
segnali che ci interessano una 
specie di registratore del 
segnale che non interferendo 
sul segnale stesso lo 
traferisca sul nostro 
dispositivo di output. 
Ricordate comunque che, 
anche se stiamo cercando di 
astrarre questo progetto dai 
sistemi di sviluppo per 
Transputer abbiamo 
comunque necessità di 
riferirci ad un oggetto 
concreto nei nostri esempi, 
perciò ci riferiremo al nostro 
host con cui comunichiamo 
tramite i canali fs e ts, se 
qualcuno è così fortunato da 
poter utilizzare invece delle 
schede a Transputer che 
pilotano direttamente i 
dispositivi di output, si servirà 
direttamente di questi 


Quello che non tratteremo è l'inter- 
facciamento con l’host, supporremo 
perciò che i dati che ci interessa visua- 
lizzare dovranno essere salvati dall'host 
ed in seguito, eseguita la simulazione, 
visualizzati. Si potrebbe fare di meglio, 
ne siamo pienamente coscienti, ma ci 
interessa focalizzare la nostra attenzio- 
ne sui meccanismi Occam che sono alla 
base del nostro simulatore. Se invece 
c'è qualche lettore di buona volontà che 
vuole imbarcarsi nell'impresa di proget- 
tare un’interfaccia per questo simulato- 
re che permetta di immettere dei para- 
metri e di visualizzare i risultati della 
simulazione mentre il simulatore gira, sì 
faccia avanti in modo tale che possiamo 
definire le modalità di interfacciamento, 
chiaramente su queste pagine verrà da- 
to risalto ad un lavoro siffatto. 

Il registratore di segnali 

Finora abbiamo visto come program- 
mare il funzionamento dei componenti 
elementari, tuttavia non esiste nulla che 


ci permetta di renderci conto dei risulta- 
ti della simulazione. Supponiamo di tra- 
sferire i dati utili all’host e a questo a 
simulazione terminata affidare il compi- 
to di visualizzare come meglio crediamo 
o tramite un pacchetto i risultati. 

Per prima cosa dobbiamo definire co- 
me organizzare tali dati : la cosa migliore 
sembra quella di registrare soltanto i 
cambiamenti di stato del segnale piutto- 
sto che lo stato per ogni colpo di clock. 
In questo modo rimaniamo svincolati 
dalla grandezza dello step del clock 
scelto per la simulazione, per contro 
sarà necessario memorizzare anche il 
tempo in cui si è verificato tale cambia- 
mento; la cosa più semplice è quella di 
organizzare un vettore di Nx2 Interi a 16 
bit. Bisogna però, tenere presente che 
l'Occam non prevede l'allocazione dina- 
mica e pertanto bisogna stabilire a tem- 
po di compilazione la grandezza di tali 
vettori cioè fissare il valore della N. 

In effetti, non siamo in grado a priori 
di saper quanto deve essere perché nel 
caso peggiore potremmo trovarci a 


Figura l 

Listalo processo 
Probe Ree. 



MCmicrocomputer n. 123- novembre 1992 


MULTITASKING 




campionare un segnale che varia velo- 
cemente quanto il cloc 


clock (potremmo 
tale componente); 
al numero di cicli 


sempre inventar 
in tal caso N è 

è quantomeno assai raro, ciò non toglie 
che una stima precìsa non è possibile. 

L'alternativa necessaria consiste nel 
registrare un numero fisso di stati e poi 
trasferire il vettore all'host finché non è 
terminata la simulazione, l'host poi li 
potrà scaricare in un file ad esempio o 
tenerli in memoria. Il valore di NI deve 
perciò essere calcolato in base al so- 
vraccarico di comunicazione verso 
l'host che è notoriamente lento, biso- 
gnerà fare in modo che N sia il più 
grande possibile compatibilmente con 
le capacità di memoria del Transputer 
su cui gira questo processo. In tal modo 
si minimizza il tempo necessario al 
Transputer per inizializzare una comuni- 
cazione con l'host. 

C'è poi da puntualizzare che non ver- 
rà mantenuto un solo vettore Pensi un 
vettore per ciascun punto del circuito 
che si vuole monitorare, dovranno per- 
ciò essere allocati e trasmessi M vettori 
di N componenti ognuno. Sempre per il 
problema dell’allocazione statica dei dati 
è necessario definire a tempo di compi- 
lazione il numero dei punti che si voglio- 
no monitorare e quindi bisognerà archi- 
tettare un altro processo multiplexer 
come il processo MasterClock presen- 
tato nella parte terza. 


In figura 1 potete vedere il listato del 
processo ProbeRec che non fa niente 
altro che «acchiappare» tutto ciò che gli 
viene passato dal dispositivo connesso 
in ingresso. L'unico controllo che ese- 


gue serve a memorizzare effettivamen- 
te soltanto la variazione dello stato del 
segnale ricevuto. 

Quando il vettore track è pieno cioè 
nsample è pari alla lunghezza del vetto- 


O 1 l r< ( reset ) — j~7^Q Q - S ’ « 

( -jTy] — <?• " ° 

0 - — 1 1 — vi.sen Liy I 1 

(a) Logic diagrutn ( !>) Tr 

C> V 
1 fl 

1 0 t after -V l.ft 0| 

n i 

0 I ( after S 0. R 1) 

0 0 

ili (ublc 

Figura 3 - Flip-Flop tipo RS asincrono con NQR 

:"LT ^_.Hj 

— e ' »“ 
(a) Logic tliagram (b) Tru 

Q Q ' 

0 1 

0 l f after S l.« 0) 

1 0 

1 0 (after .? 0. fi II 

1 1 

li lublc 


Figura 4 - Flip-Flop tipo RS asincrono realizzato con gate NANO. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


MULTITASKING 



re, questo viene scaricato al processo 
MultiTrackRec che raccoglie tutti i vet- 
tori track da tutti i processi ProbeRec 
disposti nel circuito, si occupa poi di 
trasferirli all'host passando anche il no- 
me in modo tale che l’host sappia a chi 
appartengono i dati ricevuti. Ricordate 
che nei sistemi di sviluppo a Transputer 
commerciali si dispone di un solo cana- 
le fisico di comunicazione con l'host In 
figura 2 trovate il listato del processo 
MultiTrackRec in dettaglio, facciamo 
uso di qualche chiamata alla libreria 
«Host.lib» del sistema di sviluppo; in 
questo caso apriamo un file con so,o- 
pen vi scriviamo degli interi so.fwrite.int 
e lo chiudiamo so.close. 

Il funzionamento del processo è sem- 
plice: aspetta sulla guardia replicata che 
uno dei processi ProbeRec gli invii i dati, 
non appena ne riceve da uno «scarica» 
tutto il vettore in uno locale. In seguito 
interagisce con l'host scrivendo prima il 
numero d'ordine del processa che ha 
trasmesso e poi il vettore dei dati. Si 
sarebbe potuto fare un unico SEQ rice- 
vendo e trasmettendo senza il vettore di 
buffer locale ma in tal modo si bloccava il 
processo ProbeRec alla velocità, molto 
minore trattandosi oltretutto di accesso 
a disco, deH'host; con questa soluzione 
il processo è totalmente svincolato ed 
una volta scaricato il vettore può conti- 
nuare a registrare nuovi dati. 

In figura 2a possiamo trovare un'altra 
implementazione del processo Multi- 
TrackRec, utilizziamo un utile processo 
di libreria so.multiplexor che si occupa 



Figura 5 - Flip-Flop tipo RS sincrono- 

di multiplexare il canale di comunicazio- 
ne con l'host, In definitiva disporremo di 
un array di canali con l’host piuttosto 
che uno solo, in tal modo potremo 
usare il costrutto PAR perché non avre- 
mo condivisione di variabili. 

I Flip-Flop 

Finalmente eccoci a parlare del primo 


Q 5 ft i Oli -> li 
0 0 0 0 
0 0 10 
0 10 1 

0 I I indeterminate 

10 0 1 

10 10 
110 1 

1 ! I indeterminale 

(ci Chiirncteristie tablc 


SU ' X 

0 00 01 II IO 




X 

1 

I] 


X 



Oli ■ I) S • R'Q 
SU 0 

(di Charncicrislic cqunlion 


componente sequenziale, rateinolo Flip- 
Flop, Rinfreschiamo la memoria: un Flip- 
Flop è un circuito che può mantenere 
uno stato binario indefinitamente finché 
non riceve un segnale che lo forza a 
cambiare stato. Esistono diversi tipi di 
Flip-Flop che condividono tale definizio- 
ne e si distinguono principalmente per il 
numero di input e per la maniera in cui 
questi agiscono sullo stato e sull’output. 



Figura 6 - Flip-Flop tipo D La porta S ha entrambi gli ingressi connessi insieme 


Una breve risposta 

Rispondo al sig, Luca Marchese che mi 
ha indirizzato una richiesta di reperibilità 
di hardware e documentazione tecnica 
suH'Occam ed i Transputer. 

Purtroppo non esistono in commercio 
pubblicazioni disgiunte dall’hardware, al- 
meno in Italia. 

Tutte le informazioni che noi utilizziamo 
sono desunte dai manuali fomiti con il 
sistema di sviluppo. 

Troverà comunque dei riferimenti nella 
bibliografia di questa rubrica. 

Per i sistemi di sviluppo può rivolgersi 
alle seguenti ditte. 

Lasi Elettronica per i sistemi Inmos 
I T.D. per i prodotti TransTech. 

Esistono comunque altre schede più 
economiche come la CSA kit di cui però 
non abbiamo un certo riferimento. 

Non appena avremo notizie di novità in 
tal senso le comunicheremo su queste 
pagine. 


400 


MCmicrocomputer n. 123 -novembre 1992 


MULTITASKING 





<?' <2 
ttt 


e , K 

QO I 1, C 

00 

01 1 1 

10 

ODO 

0 



1' 

■1 

— | 0 10 

; : 

! s | 

3 



[E 


(O Chitracicrisln; tahlc 


0d+ II- /(?’ 4 K'Q 
(d) Chnraclcrislic cquation 


Figura 7 - Flip-Flop tipo JK. 

Discuteremo dei tipi più noti di Flip- 
Flop. 

Il circuito base del Flip-Flop può esse- 
re costruito con due porte NOR come in 
figura 3 o NAND come in figura 4. 
Questi semplici circuiti possono essere 
usati per costruire tipi di Flip-Flop più 
complessi, Come vedremo. 

É importante notare come l'uscita di 
una porta è connessa ad un ingresso 
dell’altra, formando un feedback che 
rende il circuito intrinsecamente asin- 
crono. 

Ciascun Flip-Flop ha due uscite, Q e 
Q', e due ingressi Set e Resesi, per 
questo motivo questo circuito è chiama- 
to Flip-Flop RS. La tavola della verità 
esplicita abbastanza bene il funziona- 
mento del circuito, tuttavia è necessario 
precisare meglio la modalità di funziona- 
mento. 

Ricordiamo che l'uscita della porta 
NOR è 0 quando uno qualsiasi degli 
ingressi è 1 e che l'uscita vale 0 solo se 
tutti gli ingressi sono 0. Assumiamo 
dunque che l'ingresso S sia 1 e che 
quello R sia 0, visto che la porta 2 ha 
l'uscita a 0 significa che la porta 1 
avendo gli ingressi a 0 darà 1 in uscita 
su Q. Quando S ritorna a 0. le uscite 
rimangono invariate perché l'uscita Q 
rimane ad 1 , lasciando un ingresso della 
porta 2 ad 1. Ciò provoca a sua volta 
che Q' sia 0, il che lascia entrambi gli 
input della porta 1 a 0 in modo che Q 
sia 1. 

Con lo stesso ragionamento è possi- 
bile dimostrare che un 1 sull'Ingresso R 


cambia le uscite Q a 0 e Q' ad 1 . Questi 
stati sono dunque stabili. 

Se invece entrambi gli ingressi R e S 
sono pari ad 1 , tutte e due le uscite Q e 
G' vanno a 0. Questo risultato viola la 
condizione che G' sia sempre il comple- 


mento di Q e viceversa. È necessario 
pertanto prendere cura che tale condi- 
zione non si verifichi. Infatti lo stato 
stabile si ha quando gli ingressi S e R 
rimangono a 0, allora il Flip-Flop mantie- 
ne il suo stato. Se invece R e S vengo- 
no posti ad 1 e poi ritornano a 0, lo 
stato del Flip-Flop è indeterminato e 
dipende da quale input rimane a 1 più a 
lungo prima di ritornare a 0. 

Il circuito con le porte NAND si com- 
porta nello stesso modo con la conside- 
razione che gli 0 siano sostituiti agli 1. 

Non implementeremo tale Flip-Flop 
asincrono perché nella realtà non è mai 
usato e poi è talmente semplice che 
ognuno dei lettori che ci segue è in 
grado di costruire il programma Occam 
sfruttando i processi gNAND o gNOR 
che abbiamo illustrato negli articoli pre- 
cedenti. 


Flip-Flop RS clockato 

Come abbiamo appena visto il circui- 
to base del Flip-Flop è intrinsecamente 
asincrono, tuttavia aggiungendo un paio 
di porte è possibile rendere il Flip-Flop 
sensibile agli ingressi soltanto in pre- 
senza del clock. 

Questo tipo di Flip-Flop è in figura 5 e 
consiste del circuito NOR base e di due 
porte AND. Le uscite delle due porte 
AND rimangono a 0 finquando l'ingres- 



Figura 8 - Flip-Flop tipo T. 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


401 


MULTITASKING 


Bibliografia 


M.M. Mano. «Digital Design » Pmntioe-Hall. 1984 

D. Pountain, D. May. « A tutoria I introduction to Occam programming » BSP, 1 988 


so CP (Clock Pulse) permane a 0, e gli 
ingressi R e S non hanno nessuna in- 
fluenza. Quando CP è 1. i valori presenti 
su R e S sono abilitati verso le porte 
NQR. 

Notate un fatto importante: la tavola 
della verità è significativamente diversa 
da quelle finora incontrate perchè a 
destra compare anche Q: ciò sta ad 
indicare che lo stato in cui va il Flip-Flop 
dipende anche dallo stato presente in 
cui si trova. Perciò la colonna Sinistra 
della tavola della verità è nominata 
Q(t+ 1 ), proprio ad indicare lo stato suc- 
cessivo. 


Flip-Flop tipo D 

Dal Flip-Flop RS precedente si può 
originare un altro tipo di circuito, aggiun- 
gendo una sola porta, in figura 6 c'é lo 
schema del Flip-Flop D realizzato con 
sole porte NAND. Le ultime due porte a 
sinistra sono il circuito base di figura 4 
mentre i due NAND a monte sostitui- 
scono gli AND della figura 5 (il segnale 


è attivo basso). L’ingresso D va diretta- 
mente all'ingresso S, ed il suo comple- 
mento, tramite la porta 5 (il NAND è 
usato come NOT, i due ingressi sono 
connessi insieme), è applicato a fi. Fin- 
quando il clock è 0, le porte 3 e 4 hanno 
1 sulle loro uscite e gli altri ingressi non 
contano. Il segnale su D viene campio- 
nato quando CP va ad 1, se è 1 l'uscita 
della porta 3 va a 0, forzando lo stato 



402 


MCmicrocomputer n, 123- novembre 1992 


MULTITASKING 


del Flip-Flop ad 1, se invece e 0 lo slato 
del Flip-Flop va a 0. Praticamente il 
dock abilita il trasferimento del dato su 
D nel Flip-Flop, da qui il nome D. 

Flip-Flop JK 

Il Flip-Flop JK non è altro che una 
modifca di un RS affinché non si verifi- 
chino stati indeterminati. In figura 7 
potete vedere lo schema di tale circuito 
nel quale J sta per S e K per R, Quando 
un 1 è applicato simultaneamente a J e 
a K allora il Flip-Flop «switcha» il suo 
stato nel complemento, quindi se Q=1 
avremo Q'=0 e viceversa. Il funziona- 
mento nei restanti casi è esattamente 
come il Flip-Flop tipo RS. 

C'è un unico vincolo da rispettare 
utilizzando tale Flip-Flop: come si evin- 
ce dalla tavola della verità e dall'analisi 
del circuito, se il clock rimane attivo per 
un tempo maggiore del tempo di propa- 
gazione del Flip-Flop quando JeK sono 
pari ad 1, si avrà un fastidioso ping-pong 
sulle uscite che continueranno a com- 
mutare da uno stato all'altro. £ necessa- 
rio pertanto che il duty cycle del clock 


,e«,e">,e8: 


gttANDIel.eS, eS.ncill .off IH ) 
gNANDIeli.e4.e6,mc(2|. off 1231 
gNANDlel 1 , el2. «13. mc|3) .of f 13 1 1 
gNAKD(e5.e7, eS.mcUI .off Ul i 
gNAND(«6,*e,eiO.BC!5I, off 1511 



eonneet(e2,e-ll.el2) 
Hastercloek ( ne, of f i 


Figura IO - Listalo per il Flip-Flop D £ necessaria 
una connessione sull'ingresso del gaie 5. 


sia strettamente inferiore al tempo di 
propagazione del Flip-Flop JK. Questo è 
il motivo per cui in pratica il Flip-Flop JK 
non è costruito in questo modo, ma 
questo ulteriore raffinamento lo vedre- 
mo in un prossimo appuntamento. 

Flip-Flop T 

Per ultimo presentiamo il Flip-Flop 
tipo T che è la versione a singolo input 
del Flip-Flop JK, infatti come si vede in 
figura 8 è ottenuto dal JK connettendo 


gli ingressi insieme. Il nome T gli deriva 
dalla abilità dì «togghelare» o meglio 
commutare lo stato. Semplicemente 
esso complementa lo stato Q quando il 
clock è 1 e se T vale 1 . 

/ processi per i Flip-Flop 

Nelle figure 9 elO sono listati i pro- 
cessi per i Flip-Flop RS clockato, e D. 
Utilizzano come abbiamo già visto i pro- 
cessi per le porte che ormai fanno parte 
stabile della nostra libreria di processi. 

Notate che i processi connect che 
simulano le connessioni non hanno ne- 
cessità di essere agganciate al Master- 
Clock se non per il canale off, infatti non 
devono «esisterei! dal punto dei vista 
della propagazione dei risultati. 

Conclusioni 

Abbiamo finalmente costruito i primi 
ed importanti circuiti sequenziali. Ora 
possiamo finalmente andare avanti ad 
implementare circuiti un po' più com- 
plessi e verificare II funzionamento di 
strutture hardware più evolute 

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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


403 



RETI NEURALI 


Fuzzy logie e reti neurali 

di Luciano Macera 


Nei precedenti artìcoli ci 
siamo sempre occupati 
esplicitamente di reti neurali. 
A partire da questo numero 
per alcuni appuntamenti 
approfondiremo un 
argomento che è 
strettamente legato alle reti 
neurali almeno da un punto dì 
vista operativo, parleremo 
infatti di fuzzy logie. 

La tecnologia della fuzzy logie 
infatti si presta allo stesso 
modo delle reti neurali alla 
soluzione di determinati 
problemi non ben definiti in 
termini matematici, quali 
possono essere i compiti dì 
pattern recognition o di 
controllo di sistemi non 
lineari. 

Anche in fase di elaborazione 
queste due tecniche 
presentano aspetti assai 
simili, almeno 
concettualmente 


La parola fuzzy tradotta letteralmente 
significa indistinto, nebbioso, ma nella 
fuzzy logie non vi è nulla di indistinto. Il 
nome deriva da una teoria (Fuzzy Set 
Theory) matematica sviluppata da Lotti 
A. Zadeh presso l'università della Califor- 
nia nel 1965. 

La fuzzy logie e venuta alla ribalta 
ultimamente in quanto alcuni prodotti 
commerciali, provenienti dai paesi del 
«sol levante», presentavano delle eti- 
chette in cui era esplicitamente dichiara- 
to che tali apparecchiature erano legate 
in tecnologia fuzzy. Nonostante la stra- 
grande maggioranza degli utenti non 
sapesse di cosa si trattava, grazie alle 
esplicite campagne pubblicitarie, erano 
consci del fatto che si trattava di una 
novità tecnologica di grande rilievo, in 
merito alla quale la maggior parte degli 
utenti si creò una personale interpreta- 
zione. 

Da una pubblicazione tecnica inglese 
si legge di una intervista presso un 
rivenditore di apparecchiature elettroni- 
che di consumo, il quale alla domanda su 



Figura I - Schematizzazione di un semplice sistema 
di controllo. 


cosa significasse la scritta «fuzzy logie» 
su una videocamera palmare di una nota 
marca giapponese, rispose che era rela- 
tiva ad un nuovo tipo di lenti che non 
permetteva all'Immagine di diventare in- 
distinta (fuzzy)! 

Da parte dei progettisti invece vi fu (e 
vi è tuttora) una certa riluttanza ad accet- 
tare la nuova tecnologia, tale sforzo è 
però ripagato dai lusinghieri giudizi che 
vengono espressi dopo i primi approcci. 

Vi sono due valide ragioni per utilizzare 
la fuzzy logie nella progettazione dei 
sistemi di controllo. 

La prima è che complessi problemi di 
tipo controllistico, che richiedono per la 
descrizione la soluzione di complesse 
equazioni differenziali, possono essere 
descritti in un linguaggio che si avvicina 
a quello utilizzato correntemente (è ov- 
vio che stiamo parlando di lingua ingle- 
se). In tal modo un ingegnere esperto in 
una particolare area applicativa può svi- 
luppare completamente un progetto di 
controllo senza l'ausilio dì un gruppo per 
la traduzione e codificazione software. 

La seconda ragione che giustifica l'im- 
piego di tecnologia fuzzy in un progetto 
è che tale tecnica permette di mappare 
facilmente ed in maniera robusta un 
qualsiasi rapporto tra ingressi ed uscite 
di un sistema di controllo. 


Sistemi di controllo fuzzy 

In figura 1 è riportato un semplice 
sistema con due ingressi ed una uscita e 
in basso il grafico corrispondente alla 
rappresentazione dell'uscita in base alle 
variazioni dei due ingressi. 

Per generare una o più uscite a partire 
da un insieme di variabili di ingresso 
possono essere utilizzate una serie di 
equazioni differenziali che legano le usci- 
te agli ingressi o delle tavole di riferimen- 
to (look-up table) le quali utilizzando gli 
ingressi del sistema come indici di una 
matrice permettono di estrarre il corri- 
spondente valore dell'uscita. 

Il primo metodo comporta l'esecuzio- 
ne di una notevole mole di calcoli per la 
risoluzione di sistemi di equazioni diffe- 
renziali e per elaborazioni delle uscite in 
tempo reale vi è in genere la necessità di 
una unità per l’esecuzione di operazioni 
in virgola mobile (alias coprocessore ma- 
tematico). il secondo metodo a fronte di 


404 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


RETI NEURALI 


una grande velocità comporta un utilizzo 
eccessivo di memoria, basti pensare che 
un sistema con due ingressi ed una 
uscita codificati con parole di 8 bit, 
comporta l'utilizzo di una matrice di 
255x255=64KByte. 

Un sistema che utilizzi la logica fuzzy 
può mappare una superfìcie di uscita 
altamente non lineare con notevole ac- 
curatezza e con un utilizzo esiguo di 
memoria, inoltre operazioni che normal- 
mente necessitano di grandi moli di 
calcoli e quindi di microprocessori molto 
potenti possono essere eseguite da uni- 
tà comunemente utilizzate come micro- 
controllori e quindi molto più econo- 
miche. 

In figura 2 è possibile vedere lo sche- 
ma di funzionamento di un classico pro- 
blema di tipo « control listico»; per man- 
tenere il pendolo inverso in equilibrio sul 
carrello bisogna muovere quest'ultimo 
nella direzione dì caduta del pendolo in 
modo tale che l'accelerazione longitudi- 
nale impressa al carrello possa controbi- 
lanciare la forza che si esplica sull'asta 
del pendolo e che tende a farlo cadere. 
L'accelerazione applicata permette di ri- 
portare il pendolo in posizione di riposo 
(verticale), ma in genere può innescare 
una caduta nel verso opposto. 

Le variabili in ingresso al sistema sono 
l'angolo del pendolo con la verticale e la 
velocità di variazione di questo data da 
df/dt, l'uscita è data dalla tensione da 
applicare al motore per il movimento del 
carrello. 

Sviluppato con tecnologie tradizionali 
il controllo di questo sistema richiede la 
soluzione di quattro equazioni differen- 
ziali del secondo ordine e per ottenere 
un controllo in tempo reale del pendolo è 
necessario un sistema di elaborazione 
sufficientemente potente. Nel nosto ca- 
so è stata utilizzata una coppia 
68030+68882 (CPU + FPU) con clock a 
16MHz, utilizzando un sistema di con- 
trollo sviluppato in tecnologia fuzzy il 
medesimo compito è stato assolto da un 
semplice microcontrollore 68HC11 con 
clock a 2MHz. 


Cenni teorici sulla fuzzy logie 

La teoria degli insiemi fuzzy fu svilup- 
pata per poter descrivere ed elaborare 
concetti vaghi che. pur essendo comu- 
nemente utilizzati nella corrente termi- 
nologia, sono di difficile formalizzazione 
matematica. Concetti come «abbastan- 
za caldo» o «quasi pienno» son abba- 
stanza ambigui da non poter essere 
utilizzati come parametri in un qualsiasi 
sistema di controllo. 

Il limite maggiore della logica formale 
nella descrizione di insiemi di apparte- 



nenza sta di fatto, nell'esistenza di rigide 
regole di separazione tra gli insiemi. 
Come possiamo vedere in figura 3 le 
fasce di età della popolazione sono rigi- 
damente determinate e la transizione tra 
un individuo che appartiene alla fascia di 
mezza età ed uno che appartine alla 
fascia degli anziani avviene rigidamente 
al compimento del 55-esimo anno di età. 

Una tale separazione non ci permette 
di elaborare dati circa la condizione dì un 
individuo di X anni compreso nell'insie- 
me degli individui di mezza età. In parti- 
colare non possiamo sapere se questo è 
vicino alla soglia di separazione dei due 
insiemi né tantomeno quanto sia vicino. 

In figura 4 è possibile vedere la sche- 


matizzazione della descrizione in logica 
fuzzy dei due insiemi precedenti. Come 
si può notare la descrizione assume un 
andamento a triangolo, centrato sul valo- 
re di transizione dei due insiemi; tale 
andamento approssima molto bene l'an- 
damento naturale di tale transizione ed è 
possibile verificare che tale tipo di de- 
scrizione può essere associata in modo 
ottimale a qualsiasi evento naturale che 
deve essere descritto con formalismi 
logici. 

Se prendiamo come esempio un indi- 
viduo di 48 anni dall'analisi della descri- 
zione fuzzy possiamo rilevare come que- 
sto appartenga per 80% alla classe degli 
individui di mezza età e per un 20% alla 
classe degli individui anziani, al contrario 
con la precedente descrizione potevamo 
solo affermare che un individuo di 48 
anni appartenesse alla classe degli indi- 
vidui di mezza età. 

Nella descrizione degli insiemi fuzzy è 
possibile ottenere profili descrittivi di 
qualsiasi forma, oltre al già citato profilo 
a triangolo è possibile ottenere profili 
trapezoidali, rettangolari, eco. secondo la 
scelta del progettista dì sistemi fuzzy. 

Lo schema di funzionamento di un 
sistema basato sulla fuzzy logie è visibile 
in figura 5. Il primo blocco si occupa di 
associare ai dati grezzi una descrizione 
fuzzy degli stessi, il secondo blocco 





MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


405 


RETI NEURALI 


applica le regole che descrivono il com- 
portamento del sistema ai dati, il terzo 
blocco infine si occupa di decodificare i 
dati e di rimetterli in forma grezza, 

In particolare come detto precedente- 
mente la descrizione dei dati in ingresso 
secondo l'appartenenza agli insiemi fuz- 
zy avviene mappando i dati in ingresso 
sui profili associati agli insiemi e decisi 


dal progettista, mentre la descrizione 
delle regole di funzionamento avviene 
in linguaggio naturale con linee di co- 
mando del tipo «IF - AND - THEN» ad 
esempio; «IF la temperatura dell'auto e 
bassa AND la temperatura esterna è 
bassa THEN metti il riscaldamento al 
massimo». 

Per II momento è tutto, dopo questa 


introduzione alla fuzzy logie nel prossi- 
mo appuntamento analizzeremo con 
maggior dettaglio le regole e la teoria 
che sono alla base di questa tecnologia. 

«e 


Luciano Macera è raggiungibile tramile MC-link alla 
2833 e {ramile internet alf'inérnzo 


Recensioni 

Yoh-Han Pao 

« Adaptetive Pattern Recognition and Neural Networks » 

Addison-Wesley Publishing Company, Ine., pp. 309. 


Questo mese viene recensito un 
testo che spesso trovate nella biblio- 
grafia riportata nei miei articoli sulle 
reti neurali. L'autore ha infatti realizza- 
to un volume che può essere certa- 
mente considerato un ottimo libro di 
«testo» sull'argomento delle reti neu- 
rali, ovvero può essere utilizzato da 
utenti che hanno una conoscenza spe- 
cifica nel campo per approfondire gli 
argomenti tranati. 

Il libro è diviso in due parti. Nella 
prima parte sono riportati i concetti di 
base, mentre nella seconda parte ven- 
gono trattati algoritmi di pattern reco- 
gnition implementati mediante reti 
neurali. Per quanto concerne la prima 
parte vi sono quattro capitoli che de- 
scrivono alcune tecniche di base lega- 
te al pattern recognition. 

Nel primo capitolo viene affrontato 
la problematica della descrizione dei 
pattern in campo numerico e dei relati- 
vi compiti di valutazione degli attributi. 
Viene inoltre specificata la differenza 
tra la valutazione degli attributi e la 
classificazione vera e propria di un 
pattern, intesa come appartenenza o 
meno di questo ad una determinata 
classe di oggetti con caratteristiche 
peculiari. 

Nel capitolo due viene descritto un 
approccio basato su considerazioni di 
tipo statistico al problema del pattern 
recognition, giustificando tale scelta 
con cosiderazroni su alcuni metodi di 
tipo deterministico per la discrimina- 
zione che sono comunque estrapolati 
su considerazioni statistiche. 

Nei capitoli tre e quattro vengono 
presi in esame dei metodi di classifica- 
zione basati su descrizioni di tipo «lin- 
guistico», cioè con attributi generica- 


mente utilizzati in un comune dialogo 
tra persone. Le procedure descritte in 
questi capitoli permettono di imposta- 
re il problema con regole descrittive in 
linguaggio naturale e mediante esse 
procedere alla classificazione ed al ri- 
conoscimento di pattern. 

In questi capitoli vengono analizzate 
le regole di base della «fuzzy logie», 
vengono inoltre presentati tre approcci 
al problema basati su basi di cono- 
scenza non formalizzata. 

Nella seconda parte del libro vengo- 
no descritte le tecniche di pattern re- 
cognition basate sulle reti neurali. 

Il capitolo cinque descrive i concetti 
base di rappresentazione dei neuroni e 
presenta l'implementazione delle reti 
neurali basate sul perceptron sia di 
tipo feed-forward che back-propaga- 
tion. 

I capitoli sei e sette affrontano ri- 
spettivamente argomenti inerenti l'im- 
plementazione memorie associative 
mediante reti neurali (Hopfield) e l'ag- 
gregazione dei dati nelle reti che non 
necessitano di supervisione durante la 
fase di apprendimento (Kohonen). 

II capitolo otto tratta una rete di tipo 
delta rule modificata in modo da pre- 
sentare, sotto opportune condizioni, 
un miglioramento delle prestazioni ec- 
cellente. 

Il capitolo nove costituisce un link 
con i capitoli tre e quattro della prima 
parte in quanto valuta la connessione 
tra vari tipi di processamento dei pat- 
tern, in particolare vengono posti a 
confronto due tipi di processamento 
dei pattern: fuzzy logie e reti neurali. 

Nel decimo ed ultimo capitolo sono 
prese in esame alcune aree di applica- 
zione per il pattern recognition imple- 


mentate mediante rete neurale. In 
questo capitolo anziché focalizzare 
l’attenzione sulla particolare applicazio- 
ne vengono prese in esame le princi- 
pali problematiche che possono esse- 
re riscontrate in una determinata area 
applicativa. 

In appendice sono riportati i listati in 
linguaggio C (standard ANSI) di due 
modelli di rete neurale, rispettivamen- 
te co-apprendimento di tipo superi- 
si onato e non supervisionato, per chi 
vuole iniziare a sperimentare quanto 
letto nei capitoli precedenti. 

Il testo in esame, come esplicita- 
mente dichiarato dall'autore, è indiriz- 
zato a studenti universitari, ingegneri e 
ricercatori. In altri termini, per una 
agevole lettura, è richiesta una buona 
conoscenza di analisi matematica e di 
calcolo probabilistico (nonché dell'in- 
glese tecnico dato che il libro è scritto 
in tale lingua... ovviamente), non è 
quindi da considerarsi un testo adatto 
al neofita che vuole semplicemente 
informarsi e saperne di più sugli argo- 
menti trattati. 

In conclusione possiamo affermare 
che è un libro veramente ben fatto, 
quindi se appartenete alla categoria di 
utenti indicata dall'autore e siete inte- 
ressati agli argomenti trattati nel testo, 
vi consigliamo di procuracene una 
copia. 

Per rispondere ad una domanda che 
i lettori spesso mi pongono posso 
suggerirvi di provare presso librerie 
che trattano libri americani di carattere 
tecnico (tipicamente sono dislocate 
nei pressi delle facoltà universitarie 
scentifiche) e per quanto riguarda il 
prezzo: questo si aggira attorno alle 
100.000 lire. K8 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1 992 


DynaCADD® 2 

CAD PROFESSIONALE 2D/3D 



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p]| aa ||hzi||~c? ||— 


Cad 2D e 3D - 256 layers - Documentazione ed help in linea in italiano 
1 3 tipi di primitive incluse curve di Bezier e splines- Uscita su qualsiasi tipo di 
plofter o dispositivo postscript anche in background - Fonts vettoriali Agfa 
Compugraphic ed editor di fonts inclusi - Interscambio file DXF 2D e 3D sia in 
lettura che in scrittura - Viste tridimensionali multiple - Interfaccia utente semplice 
ed intuitiva -Serviziodi hotline dedicato- Versione disponibile immediatamente. 


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* versione per IBM e compatibili; per Atarì ed Amiga telefonare. 


Importatore e distributore esclusivo per l'Itaua: Studio Nuove Forme s.r.l. 


Via Mancinelli, 19-20131 Milano 

Tel. 02/26143833 - Fax 02/26147440 - DynaCADD hotline 02/6671 31311 





guida computer. 

a cura di Rossella Leonetti 


I prezzi riportati nella Guidacomputer sono comunicati 
dai distributori dei vari prodotti e si riferiscono alla 
vendita dì singoli pezzi all’utente finale. Sui prezzi indicati 
possono esserci variazioni dipendenti dal singolo 
distributore. Per acquisto OEM e comunque vendite 
multiple sono generalmente previsti sconti quantità. I 
dati sono aggiornati a circa 20-30 giorni prima della data 
di uscita in edicola della rivista. MCmicrocomputer non si 
assume responsabilità per eventuali errori o variazioni. 
Tutti i prezzi sono IVA esclusa. 


ACER 


ALPTECH 


Aerila Computer SU - Va £ Fermi, 2 - 20090 Noverasco D'Opera (MI. ) 
Tei 02/57602509 



110QU/40 - lapido «03865. 16MHz RAM 1M HD 40M 
112OCP/2IV10Q - desktop 604665» 20MHz RAM 2M HO 100M mouse 
1120CP/2Q/40 - desktop 6048651 20MHz RAM ZM HO 40M mouse 
I120CP/20/01 - desktop 80486» 20MHz RAM ZM mouse 
1 120MX/60 - notebook 803B6S» 20MH;. RAM 1M HO 60M 
1120NX/80 - notebook 60386» 20MHt RAM 1M. HD 80M 
I120MX/EXTFLNX - IIodd» disk eslerno 525" 

1120UX/IOO - Oesklop 80386s» 20MHz RAM 2M HD 100M moine 
1120UX/40 - desktoo 8C386sx 20MH; RAM 2M HD 40M mouse 
U201WDL - desktop 80386S> 20MHz RAM 2M mouse 
1125'E'IOO - desktop 80386® 25MH: RA M 4M HD 100M mouse 
112VE/40 - desktop 60386d« 25MHz RAM 4M HD 40M mouse 
1125/t/tM. - desktop 80366® 25MHz RAM 4M mouse 
1172/100 - desktoo 80486» 20MHz RAM 2M HD 100M mouse 
1172/200 - desktop 804865k 20MHz RAM 2M HD 200M mouse 
1172/40 - desktop 80486» 20MHz RAM 2M HD 40M mouse 
1172/Dl - desktoo 80486» 20MHz RAM 2M mouse 
1172CP/33/100 - desktoo 60486di 33MHz RAM 2M HD 100M mouse 
1172CP/33/TO - desktop 60486dx 33MHz RAM 2M HO 200M mouse 
1172CP/33/DL - desktoo 80486d* 33MHz RAM 2M mouse 
1172GP/5QI1Q0 - desktop 80486dx 50MHz RAM 2M HD 100M mouse 
117ZCP/507200 • desktop 60486d» 50MHz RAM 2M HD 200M mouse 
1172CP/50/DI - desktop 80486di 50MHz RAM 2M mouse 
300/100 - lower 804863» 33MHz RAM 4M HD 100M mouse 
300/200 - timer 80486d> 33MHz RAM 4M HD 2O0M mouse 
300/Dl temer 80485di 33MHz RAM 4M mouse 
3000/100 - twin-toner 80486® 33MHz RAM 8M HD lOOM mouse 
3000/1200 - hvin-tower 804B6d« 33MHz RAM 8M HD 1 2Gb SCSI mouse 
3000/200 - twln-towe- 80486® 33MHz RAM 6M HD 200M mouse 
3000750 - twtn-lowet 80466® 33MKz RAM 8M HD 750M SCSI mouse 
3000/Dl - rwin-toww B0486d> 33MKz RAM 8M mouse 
386S/40 - notebook 80388» 20MHz. RAM 2M. HD 40M 
386S/60 - notebook 80386» 20MHì RAM 2M, HD 60M 
366S/EXTRS - Pooo» disk esterno 5 25" 

915V/40 - desktop 80286 16MHz RAM 1M HD 40M 
915V/0L - desktop 80286 16MHz RAM 1M 
ACFL35 - floppy disk drive 3.5" 

ACFL525 - floppy disk diive 5,25" 

ACMOUSE - mouse Acer Logllech PS/2 


MONITOR 7004P - monocromatico 14" 800x600 
MONITOR m - colore 14- 640*480 039 dot Pitch 
MONITOR V1EW 33 - COlOte 14" t024»768 0 28 dot Piteli 
MONITOR V1EW 34T - colete 14" 1024x768 0.28 dol Pitch N.I. 
MONITOR VtEW 76 - colore 17" 10241768 028 dot Pitch N I 


Intentata - Corso Svinerà. 165 - 10149 tonno - Tel 01177715467 


8 150 000 
6500000 
18 700.000 


19550.000 
21420 000 
17 900 000 

3 700.000 

4 100.000 
700000 

2.050.000 
1.500000 

192000 

233.000 

70.000 


5 900.000 
1 950000 
3.900000 
340000 

650.000 
780000 

850.000 
1.950.000 


A-286/16MHJ - 52MD, video tuffi 
A-206/16MHr - 52Mb. video colore 
A-386SW25MHZ 
A-386SX/2SMHZ 
A-386SX/25MH: 

A-386SX/25MHZ 
A-386SV33MH; 

A-386SX/33MH: 

A-386SV33MH- 
A-386SX/33MH; 

A-386SW33MHI 
A-386SW33MHZ 
A-386SX/40MH; 

A-386S1/40MH: 

A-386SX/40MHZ 
A-386SX/40MHZ 
A-386SX/40MHZ 
A-386SX/40MHZ 
A-486SX/33MH; 

A-4B6SX/33MHZ 
A-486SW33MHZ 
A-486SX/33MHZ 
A-486SJW3MHZ 
A-486SX/33MHZ 
A-486SX/33MHZ 
A-486S 1733MHz 
A-4865X/33MH2 
A-486SX/13MHZ 
A-486SX/33MHZ 
A-486SX/33MHZ 
A-4865W33MHJ 
A-486SX/33MHz 
A-486SX/33MHZ 
A-4B6SX/33MH1 


AMSTRAD 

AmsIraO SpA - Vis Riccione. 14 - 20156 Milano - Tel 0273270741 


ACl 386SW120 - 80386SX/20 MHz RAM 4M 1 FD 1 44M HD I20M LCD COI 

ALT 288 • 80286 16MHz 1M FD I 44M HD 20M schermo LC0 VGA 

ALT 286/40 cerne mod ALT 286 ma con HD 40M 

ALT 386SX - 80386SX T6MHz tM FD 1.44M HD 40M schermo LCD VGA 

ALT 386SX/80 - come mod ALT 386SX con RAM 2M c HO SOM 

ANO 3S6SX/20 - 80386SX 16MHz. 1M FD 1.44M HD 20M schermo LCD VGA 

AN8 3B6SX/40 - S0386SX 20MHz 2M FD 1.44M HD 4DM schermo LCD VGA 

DMP 3160 - 80 col 160 cps, Ini parallela 

DMP 3250 Di - come DM 3160, mi. parallela +■ seriale 

DMP 4000 - 132 col, 200 cps. mi parallela 

LO 3500 DI - 24 aghi 80 col 160 cps. ini parallela + seriale 

IQ 5000 DI • 24 aghi 132 col200 cps. ini parallela - seriale 

MONITOR 14' - comp VGA. alla definizione colorì 

MONITOR 14’ - camp VGA, monocrom con 64 liveliL/grtgio 

MONITOR 14" - compatibile VGA 256 colori 

PC 1286 SO 12 MD - 80286 125MHz. IM FD r 44M mon VGA monaci. 

PC 1286 SO 14 CD - 80286 125MHz. 1M FO 1.44M mon VGA colore 

PC 1386 H40 12 MD - come mod PC 1386 SD 12 MD con HD 40M 
PC 1386 SD 12 MD - 80386 20MH1 1M FD 1 44M mon VGA raonocr. 

PC 1512 OD CM-A - 806678 MHz RAM 512K. 2 FD 36CK colore 
PC 1512 DO MM-A • 8086/8 MHz RAM 512K, 2 F0 3S0K monoci 



CACHE - 120Mb video b/n 
CACHE - 120MD. Video colore 
CACHE - 200MO. video 0/n 
CACHE - 200M0 video colore 
CACHE • 400MD video 0/n 
CACHE - TOMO, video colme 
CACHE - 120Mb- videdo 0/n 
CACHE - 120Mb. vldedo colore 
CACHE - TOMO, video 0/n 
CACHE - TOMO, video colore 
CACHE - 400Mb video b/n 
CACHE - 400Mb video «loie 
CACHE - 1GD, video U/n 
CACHE - 1Gb. video colore 
CACHE - TOMO, video b/n 
CACHE - TOMO video colore 
CACHE - TOMO, video 0/n 
CACHE - 400Mb. video colore 
CACHE - TOMO, video 0/n 
CACHE - 680MO, video colore 
CACHE EISA - 1G0, video 0/n 
CACHE EISA - IGD. video «loie 
CACHE EISA - TOMO, videa o/n 
CACHE EISA - 200MD, video colore 
CACHE EISA - 400Mb, video b/n 
CACHE EISA - 460Mb. videa colore 
CACHE EISA - 66ÓMD, video 0/n 
CACHE EISA - 560Mb. video colore 


3070.000 
3 480.000 
4.570000 
4980000 
3 970 000 
4380000 
7 070 000 

7 48Q.OOO 

8 070 000 
8480 000 
10 070 000 

10480.000 
7 470.000 
7880000 

8470.000 

6.880.000 

10470.000 

10880.000 

16770.000 
17 180000 
10 070 000 
10 480 000 
12 070000 

12480.000 
14 070.000 
14.480 000 

19.370.000 
19.780 000 
12670000 
13080000 
14670000 

15.080.000 

16.670.000 
17 080 000 


8990000 
2 990 000 
3390 000 

3690.000 

4.290.000 
2990 ODO 

3.590.000 
349.000 


949 000 
790 000 
290.000 
590 000 
1 790 000 
2090000 
3390000 
2.890 000 
1290 000 
1.090.000 


MCmicrocomputer n 123 - novembre 1992 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


409 



410 


MCmicrocomputer rv 123 - novembre 1992 



MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


411 



412 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


guida computer 


RAM PER DESCTOP-DESKSIDE - 32M 



UNITA OISCHI FISSI IMM IDE 

UNITA DISCHI FISSI - 200M IDE 

UNITA DISCHI FISSI 320M IDE 

UNITA FLOPPY 35- I144M) 

UNITA' FLOPPY - 525' I12M) 

UNITA FLOPPY - dual Itopoy 35"/5,Z5* 


500000 
1200000 
1 700-000 


DIGITAL EQUIPMENT 

Digital Enuipment SpA - Vie futvio Testi. WS - 20092 C Balsamo (Mi) - Tel 02/66181 


DEC-PC 320SX N BOOK 80386» 20MHz 2M FD 1.44M HO 40M LCD VGA 3GGO.OOO 

DEC-PC 325 - 80386*. 25MHi 2M C.16K FD 1 44M HD 85M VGA 2989.000 

DEC-PC 425 - 80186s« 25MHz 4M C.84K FD I 44M HD I20M VGA 4.100.000 

DEC-PC 433 - 80186 33MHz 4M FD I 44M HD 210M VGA 5855.000 

POQUET PC - SOC 88 10MHz 640K LCD CGA 2 slot esp RAM card 1 500.000 


EPSON 

Epson Italia SpA - Via Flit Casiraghi. 427 
20099 Sesto S Giovanni /MI) - Tel 02062331 


AX2E/10H - 80286 IZMHi 1M FD I.44M HD 100M 

AX2E/1FD - 80286 12MH;. |M FD 1 44M 

AX2E/4H - 60206 12MHz. 1M FD 1.44M HD 4DM 

AX3/25 IDOM - 80386 25MHz. 4M FD 1 44M HD IOOM 

AX3/25 200M - ©386 25MHz. 4M FD 1 44M HD 200M 

AX3/25 310M - ©386 2SMHz. 4M FD 1.44M HO 340M 

AX3Y25 4QM - 80386 25MHz, 4M FD 1 44M HD 40M 

AJ43/25 FD - 80366 25MHz. 4M FD 1.44M 

AX3/33 PORT - 603860- 33MHz 4M FD t 44M HD 80M LCO VGA 

AX3733 PORT COL - 803860* 33MH; 4M FD 1 44M HD 80M LCD colere VGA 

AX3S PORT - 80386» 2M FD 144M HO 40M LCD VGA 

AX3S PORTflO - 80386» 2M FO 1.44M HD 8DM LCD VGA 

AX3S/ 40 - 80386» 16MH1 2M FD V44M HD 4QM 

AX3SH00 - 80386» 16MHz. 2M FD 1 44M HD IOOM 

AX3S/2O0 - 80388» 16MHz, 2M FD 1.44M HD 200M 

AX3S/2M8 - 80386» 16MHz. 2M FD 1 44M 

DFX50Q0 - stampai» 9 agili 136 col. HSD 533 240*72 dpi 

DFXBOQO - Stamparne 18 agni 136 col HSD 1066 240*72 dpi 

EISA4/25D - 80486 25MHz. 4M FD 1.44M 

EISA4/25D/100 - 80486 25MHi 4M FD 1.44M HD IOOM 

E1SA4/Z50/2OO - 60486 25MH1 4M FD 1.44M HD 200M 

E1SA4/250/200S • 80486 25MHz 4M FD 1 44M HD 200M~uniB B.UP 2S0M 

EISA4/25T - 80486 25MHz. 4M FO T.44M 

EÌSA4/25T/20O - 80486 2SMHt 4M FD 1 44M HO 200M 

EISA4/25T/20OS - 80486 25MHz 4M FD 1 44M HD 200M+unlla' B.UP 250M 

EISA4/25T/340SC - 80486 25MHz 4M FO I 44M KD 340M SCSI 

£120 6500 - monitor 21" analogico mullilreQUenza 
EI20 9052S - monitor 14" colore analogico mtiltilieauenza 
EI20 9060S - monitor 14' colore analogico/digitele mullil. 

E1Z0 9070S - monitor 16" colore analogico multilrequenza 
EGO 94001 - monito! 19" colori analogico multirreaueraa 
EGO MD-B1Q - SCh giaTica VGA EGA CGA HERCULES 256 col 800*600 
EGO T660I - monitor 20" colori analogico nulBMrinilnn 
EL2+/1FC ■ ©286/1 OMHz 1M FD 144 mon. col 9050S 
EL2+/1FM - 80286TI0MHZ 1M FD 1.44 mon monocr ELM12 
EU-»/2HC - 80286/10MM2 1M FD 1.44 HD SOM mon. col 9050S 
EL2+/2HM - 80286710MHz 1M FD 1.44 HD SOM mon. mono ELM12 
EL2-T/4HC • 60236710MHz IM FD 1 44 HD 40M mon col 9050S 
EL2-F/4HM - 80286710MHz IM FO 1.44 HD 40M mon mono ELMI2 
EL3/33712H - 80366 33MHz 2M FD 1 44 HD 120M scheda VGA 800*600 
EL32337TF - 80388 33MHz 2M FD 1.44 sclreda VGA 800*600 
EL373374H - 80386 33MH: 2M FD 1.44 HO 40M scheda VGA 800*600 
EL3S-/12HC - 803865- !6MHz 2M FD 1.44 HD SOM mon col «SOS 
EL3S+/12HM ■ 80386» 16MHz 2M FD 1.44 HO SOM mon mono EIM12 
E13S+/1FC - 80386» 16MHz 2M FD 1.44 mon col. 9050S 


3500.000 

2000.000 
2 600.000 

7 100.000 

8 000 000 

9 700.000 
6.200.000 

5 600.000 

8900.000 

10900.000 

5.900.000 

6 450.000 

3 200.000 

4 100.000 

5000.000 
2600 000 

6 950.000 

6.500.000 
10.000.000 
11 100.000 
12.200.000 

10 500 000 

13 100.000 

14 200.000 
17 400.000 

420.000 
2 500.0W 
1 220.000 

1 400.000 

2350.000 
4 300.000 

550.000 

6350.000 

2000.000 

1500.000 

2 850.000 

2350.000 

2.450.000 
1 950.000 
4 950.000 

3 900.000 

4 350 000 

3500.000 
3 000.000 

2650.000 


EL3S+/1FM - 803865» 16MHz 2M FD 1.41 mon. mono. ELM12 2.150.000 

EL3S+/4HC - 80386S- 16MHz 2M FD 144 HO 10M mon. col. 9050S 3.100.000 

EL3S-T-/4HM • 80386» 16MHz 2M FD 1.44 HD 40M mon mono. ELMI 2 2.600.800 

ELMI 2 - monitor 12’ monocrananco VGA 640*480 200 000 

EPl-4100 - storno, laser Boom A4 memoria 512K 300-60000 1 780000 

rx 850 samoanla 9 aghi 00 col HSD 290 240*72 dpi 1 030000 

FX1050 szamoanle 9 aghi 136 col HSD 290 240*72 dpi 1.250.000 

12 PORT - 80C286 640K FD 1 44M HO 20M display LCD VGA 3250.000 

12 P0RT/40 - BOC286 640K FD 1 44M HD 4DM display LCD VGA 3.700 000 

L3S PORT • B0386S* 1 6M FD 1 «4M HD 40M display LCO VGA 4.600 000 

LQ 400 - Stamparne 24 agni © col 380*1© dpi 550000 

La 4© - slampante 24 aghi © col 360.180 dpi 690.000 

LQ 6® - stampante 24 aghi © col HSD ©0 360-1© dot 1 790 000 

101060 - stamoante 24 aghi 136 col. HSD 300 360*180 dpi 2250.000 

L02550 stampante 24 agni 136 col. 360-1© dpi 2.850.000 

UT 400 - Stamparne 9 agni © «i. 240*72 dpi 370,000 

LXi 850 stampante 9 agni © eoi. HSD 200 240*72 dpi 550000 

1X1050 - Stampante 9 agni 136 col HSD 2® 240*72 dpi 790.000 

NOTEBOOK NB3SZ20 - 80386» 16MHz IM FD 1.44 HD 20M LCD VGA 4 450000 

NOTEBOOK NB3S/80 • 80386S* 16MHz IM FD 1.44 HD SOM LCO VGA 5150000 

R8S2 - monitor 14" colore VGA 800-600 (ira*) 820.000 

SO2550 - stampante 24 Ink 1© col 360*1® dpi 2.850.000 


ESSEGI 

Essegi mimica 5,7,7 - Via Atùerto Ascari. 172 - 00142 Roma - Tel. 06/5423339 


12-EV modem 30071200-75 CCITT V21/V227V23 (Videotel) 98000 

24-E - modem 300/1200/2400 Dautì CCITT V217V227V22 ore 152000 

24-EM - modem 300(1200-75(24©, V21/V22/V23/V22 Bi/s. MNP 298000 

24-EV • modem 300/1200-75 CCITT V21/V22/V23/V22 tris (videotel) 212000 

24-1 - scheda modem 300/12M724®. CCITT V2W22/V22 bis 99.000 

24-IV - scheda modem V21/V22A723A722 bis (videotel) 160000 

24-P - modem poctoM 30071200724®, V21/V22/V22 bis (PC posatili) 162.0® 

286720 - 80288 ©MHz. IM RAM 1 FD 1 2/1 44M, VGA 760,0® 

290E - mouse 14© dai. MferosolVMouse System mode, pad 28000 

386/25SX - 80386» 25MHz. IM RAM. 1 FO 1.271.44M, VGA 860.000 

386740 - 60386 lOMHt, 4M RAM, 1 FO 1,2/1 44M VGA 1290.000 

466/33 - 80466 33MHz 4M RAM, 1 FO 12/1 44M, VGA 2220.0® 

96-EM ■ mod 9600/2400/1 200775/300 CCITT V32/42/22b/22/23/21 MNP5 1 120.0® 

F45 - hard disk 45M Fu)ltSU 490.0® 

M286/20 - scheda madre 286. 2Q/26MHZ, IM RAM 244.0® 

M386/25 - scheda madre 386. SX 25MHz, IM RAM 306000 

M386/40 - scheda madre 386, 40/65MHz 64K cache 4550® 

M486V33 - scheda madre 486, 256 cache, 33/152MHZ 1.300.0® 

TVGA - scheda VGA 16 bit. 512K Tridenl 1140® 

VGA16 - scheda VGA 16 DII, 256K RAM. OAK 59.0® 

VGA4C0Q - scheda VGA 16 DII, (1024*7®). IM RAM, TSENG-LAB 164.0® 

INDI© - hard disk 120M Western Digital 8300® 

WD210 • hard disk 210M Weaem Digital 1 190.0® 


EXECUTIVE 

Executive Computerò - Via Buoni. 23 - 22053 Lecco (CO) - Tel 0341/282614 


463390A - 80486 33MHz, IM RAM, FD I.2M, HD 90M VGA (800x600) 2.876.359 

AT1200A - 802® 12MHz. IM RAM. FD 12M. VGA (800*600) 684 658 

AT1240A - ©2© 12MHz. IM RAM, FD 1.2M, HD 40M, VGA (600*600) 1.014.328 

AT1600A - 80286 16MHz. IM RAM, FD 12M, scheda VGA (800*600) 719.176 

AT1640A - ©286 16MHz, IM RAM, FD 1.2M, HD 40M. VGA (600*600) 1. 048.646 

DRIVE 3.5" - da 1.44Mb 95 810 

DRIVE 5.25' - da 1.2Mb 112970 

DX3390A • 80386 33MHz. IM RAM, FD 1.2M. HO ©M. VGA (©0*600) 2.138.479 

DX4018OA - 803© 33MHz. IM RAM. FO I 2M, HD 180M. VGA (800x600) 2.742.511 

MONITOR - 14- colore mullisyne 712140 

MONITOR - 14" colore Irifreauency 624.910 

MONITOR - 14" monocromatico 4831© 

MONITOR - ir colore dual lieQuency 1 6711® 

MONITOR - 19" monocromatico 1.045.330 

MONITOR - 20" colore mullisyne 2.841.410 

MONITOR - 2(T colore Iritiequency 1.987,7® 

NOTEBOOK - 80386S* ©MS 4.825.710 

SX1GD0A - 80386s» 16MHz. IM RAM, FD I.2M, VGA (800x600) 832.603 

SX1640A - 80386SX 16MHz. IM RAM, FD I.2M, HD 40M. VGA (800x600) 1 162.075 


FRAEL 

Enel - Via Del Roseto, SO - 50010 Vall/narBagno a Riputi (fi/ - Tel. 6S5S66276 

BT 3© - 80386 33MRz 2M C64K FD 144M HD 80M m 14' col VGA 28830® 

BT 4© - 804® 33MHz 2M C.64K FD 1.44M HO SOM m. 14' col. VGA 3.870.0® 

FT 286 - ©2® 12MHz IM FD 1.44M HD 40M mon 14’ col VGA 1.895.000 


MCmicroeomputer n. 123 • novembre 1992 


413 



414 


MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


guida computer 


HERCULES 

Edilw lanini Somare SpA - Vii Fieno. 8 - 20123 Milano - Tel 02/722281 


HR GOLD 16 - 16 dii color V-RAM IM 820 000 

HR G0U3 16+2 16 DII color V-RAM 1M D-RAM 2M 1 100.000 

HR GOLD 24 - 24 OH color V RAM 1M 1.030 000 

HR GOLD 24-1-2 - 24 DII COlW V-RAM 1M -D-RAM 2M 1320.000 

HR MC1024+ 1 - graphics a. card 1M per PS/2 V-RAM 1M D-RAM 1M 1470000 

HR MC10244-4 - graphics a card 4M per PS/2 V-RAM 1M D-RAM 4M 1.020000 

HR MC1024 +8 - graphics a card 8M per PS/2 V-RAM 1M D-RAM 6M 2530.000 


HEWLETT PACKARD 

H&m Pattati italiana SpA - Via G Di Vittorio 9 - 20063 Cernisco Sdì 
m - TeL 02/921991 


HP -440 COLORPRO ■ prono A4 

HP 7550 PLUS - pipita A3/A4 alimeptoone automatica 
HP 7570 DRAF7PRO - piallo Al 
HP 7575 DRAFTPRO DXL - olofler Al 
HP 7576 DRAFTPRO EXL - Btotlet AO 
HP 7595 ORAFTMASTER SX t - Bloller AO RAM 1M 
HP 7596 ORAFTMASTER RX+ - plotier AO RAM 1M con rullo 
HP 7599 ORAFTMASTER MX+ - ololler A0 COfl rullo HO 20M 
HP DESIGNJET - ol-oller AO con rullo RAM 4M 600®; 

HP DESIGNJET ■ Dtot&r Al con rullo RAM 4M 600dp> 

HP DESKJET 500 - «andante a gala dine! 

HP DESKJET 500 C - slamMnle a getto d'it 
HP LASERJET III stampante laser 8 ppm 300 dpi con RET. PCL5 
HP LASERJET IMO - slamoanle laser 6 rem 300 dp. con RET. PCL5 
HP LASERJET HIP - stamparne laser 4 ppm 300 do- cor RET PCL5 
HP LASERJET UlSl - slampante laser 16 ppm 300 dpi con RET. PCL5 
HP LASERJET IIP - slamoanle laser 4 ppm 300 dpi PCL4 

HP PAINTJET XI slamoanle a gaio d'Inchioaro colori (A3/A4J 

HP PAINTJET XL 300 - A3/A4 

HP PAINTJET XL 300 - A3/A4, PostScript 

MONITOR ALTA RISOLUZIONE - 20" Colon 

MONITOR SUPER VGA - 14" colori 

MONITOR SUPER VGA - 14" colori, ergonomico 

MONITOR ULTRA VGA - ir colon ergonomico 

MONITOR VGA - 14' monoctomalico 

SCANJET HC - scanner col 400 dpi 16 7 milioni col 256 i grigio 

SCANJET HP - scanner monocromatico 300 dp. 256 Ioni di grigio 

VECTRA 386IJ6N 50 • 80386SX 16MHz 2M PO 1.2/1 «4M HD 50M VGA 

VECTRA 386/16N 50+ LAN - 80386SX 16MH7 2M FD 1.2/1 44M, HD 50M VGA 

VECTRA 386/2074 50 ■ 6Q386SX 20MH; 2M fD 1 2/1 44M C 16K HD 50M 

VECTRA 386/20N 50+LAN - 80386SX 20MH;. 2M FD 12/1 44M C 16K HD 

SOM 

VECTRA 386/20N 120 - stessa configurazione con HO 120M 
VECTRA 386/25 80 - 80386 25MHz 2M FD I.2/1.44M C.32K HO SOM 
VECTRA 386/25 170 • slessa configurazione con HD 170M 
VECTRA 336/25N 80 - 60386SX 25MHz. 4M FD 1 2/1 44M C 16K HD 80M 
VECTRA 386/2SN 80+lAN - 803B6SX 25MHz, 4M FD 1.2/I.44M C.16K HD 


2200000 

3200000 

7200.000 
6.750 000 

6200.000 
11 400 000 
15000000 

17500.000 

19.000000 
18000 000 
15500000 

1 117.00" 
1710000 
3700000 

5.500.000 
2550000 

7.230.000 
1790000 

1720.000 
3.990000 

5.950.000 

8.450.000 

3.990.000 
7174» 
912000 

2050000 
434.000 
3600000 
2100000 
1 925000 
2225000 

2065.000 
2365000 

2395.000 

3.780.000 

4.530.000 

2345.000 
2705000 


VGA 

VECTRA 3865*25 ITO • stessa conl.guraz.or» con HD 170M 3.030.000 
VECTRA 486/25U 120 - 804665* 25MHI 4M ED 12/1. 44V C ’28K HO 120M 4 1 10.000 
VECTRA 486/25U 240 - stessa conligurazipre con HD 240M -4.610 000 
VECTRA 436/33T 170 - 80486 33MHz 4M FO 1 2/1 44M C.12BK HD 170M 6620000 
VECTRA 486/33T 440 - slessa configurazione con HO 440M 12050000 
VECTRA 486/33T 1000 - stessa configurazione con HD 1000M 15.200.000 
VECTRA 486/33U 120 • 30486 33MHz 4M FD 1 2/1 44M C 128K HO 120M 4.555.000 
VECTRA 486/330 240 • stessa configurazione con HO 240M 5055.000 
VECTRA 486/50U 240 - 804B6d<2 50MHz 4M FD 1 2/1.44M C 128K HD 240M 5.900 OOO 
VECTRA 486/50U 430 - slessa conliguraziore con HD 340M SCSI 2 8170000 
VECTRA 486/86 LI 240 - 804860*2 66MHz 4M FO 1.2/1.44M C 128K HD 240M 6.500.000 
VECTRA 486/SEU 430 - stessa conligurazione con HD 340M SCSI 2 8.770.000 
VECTRA 486S/20 120 - 80486SX 20MHz 4M FD 1 2/1 44M C.BK HD 50M VGA 3780000 
VECTRA 486S/20 240 - stessa configurazione con HD 240M 4.260.000 
VECTRA 486S/20 430 - stessa configurazione con HD 430M SCSI 2 6.550.000 


HITACHI 

Hitachi Saies nanna Sp A ■ Via Ludovico di Siene. 9 • 20156 Milano ■ Tel 02m3i 


1* MVX • monitor 14" colon comi). VGA S VGA XGA APPLE MACH 690.000 

15 MVX • monitor 15” colori coni®. VGA S VGA XGA APPLE MACH 1.650.000 

20 MVX - monitor 20" colori com®. VGA SVGA XGA APPLE MACH 3990.000 

CDR 1650 S - CD ROM dive esterno SCSi Dutfer 64tC 1.250.000 


CDR 1650 S MAC - CD ROM drive est SCSI per Macintosh cunei 64K 
CDR 1700 S ET - CD ROM drive est per XT AT PS/2 mod.30 P32X. 
CDR 1700 S EZ ■ CO ROM dnw est per PS/2 Mlclodannel mod 30 
dS2K 

CDR 1750 S - CD ROM drive esterno SCSI buller 64K 

CDR 1750 S MAC - CD ROM drive est SCSI per Macintosh Putler 64K 

CDR 3600 EY - CO ROM drive Ini per XT AI e COmp Cune» 32K 

CDR 3650 - CD ROM Olive Internet SCSI Dulie» 64K 

CM 2096 ai EYO monitor 20‘ colon a Irequenza dedala 

CM 2066 A3 EX.4 - monitor 20" colon a Ireguenza dedicala 

CM 2087 ME • mon 20' mullilrea corno VGA SVGA XGA Aoste MACH 

CM 2187 ME - mon 2V Hat muli comoVGA SVGA XGA Apple MACH 

SIGMA LEGENO I024K - schedi uralica VGA SUPERVGA 75HJ 

SIGMA LEGEND 5I2K - scheda gralica VGA SUPERVGA 75Hz 


HYUNDAI 

Data Pool sa - Via Casal Morena 19 - 00100 Roma - Tel OS/7231331 


CORP 386 - 80386 40MHz C64K RAM 4M HD 100M 2FD 1 2/1 44M 

CORP. 386 - 80386 40MHz C64K RAM 4M HD 180M 2FD 1 2/1 44M 

CORP 386 - 80386 40MHt C64K RAM 4M HO 33ÒM 2FD 1 2/1 44M 

CORP 386 - 80386 40MHz C.64K RAM 4M HD 420M 2FD 1.2/1 44M 

CORP 486 - 80486 33MHz C.64K RAM 4M HD 10OM 2FD 1.2/1 44M 

CORP. 488 - 80486 33MHB C64K RAM 4M HD 180M 2FD 1.2/1.44» 

CORP. 486 - 80466 33MHz C.64K RAM 4M HD 330M 2FD 12/1 44M 

CORP 486 - 80486 33MHz C64K RAM 4M HD 420M 2FD 127144M 

CORP 466E - 80465EISA 33MHz C.64K R.4M HD tOOM 2F0 1.2/1 44M 

CORP 466E - 80486EISA 33MHz C.64K R4M HD 1B0M 2FD 1.2/1 44M 

CORP 486E • 804B6EISA 33MHz C.64K R4M HD 330M 2F0 1.2/1 44M 

CORP 486E 80486EISA 33MHz C64K R4M HD 420M 2FD 1 2/1 44M 

CORP. 4865 - 604965* 20MHz C.64K RAM 4M HD IOOM ffD 1.2/1 44M 

CORP 4865 - 804665* 20MHz C64h RAM 4M HD 180M 2FD 1.2/1 «4M 

CORP 4865 6046651 20MHz C64K RAM 4M HD 330M 2FD 1.2/1 44M 

CORP 486S - B0486S. 20MHz C64K RAM 4M HD 420M 2FD 12/144» 

HCM 421E • monitor 14 SUPER VGA colore. 028 dp 

HCM 421EV - monitor 14" SUPER VGA col . 0,28 do. nassa radiar 

HCM 433E - monitor 14' ULTRA VGA colore 028 dp 

HDP 920 - 13S col. 9 pin 180 cps parallela 

HMM 202 - monitor 12" VGA monocromatico 

HMM 413 monitor 14" VGA monKiontìlico 

PINOVIA 930 - 80 col 9 Din 216 cps parallela e serale 

PINOVIA 2430 - 80 col 24 pin 264 cos oarallela 

SINOVIA 2440 ■ 136 col 24 pin 264 cps Damitela 

SUPER 266 E+ - 80286 12MHr IM 2FD 1 2/1.44M HD 40M VGA 

SUPER 286 E* - 80286 12MHr IM 2FD 1 21 1 44M HD SOM VGA 

SUPER 286 X • 80286 12MHz. IM FD I 44M HD 40M VGA 

SUPER 266 X - 80286 12MHz. IM FD 1 44M, VGA 

SUPER 366 D - 80386 33MHz C.64K RAM 4M HO IOOM 2FD 12/t «4M 

SUPER 386 D - 80386 33MHz C.64K RAM 4M HO 1BOM 2FD 12/1 «4M 

SUPER 386 D - 80386 33MHz C.64K RAM 4M HO 330M 2FO 12*1 «4M 

SUPER 386 D - 60386 33MHz C6«K RAM 4M HD 4fflM 2FD 1 2/1 ««M 

SUPER 366 DL - 60366 33MHz 2M FD 1.44M HD 160M VGA 

SUPER 386 DL 60386 33MHz 2M FD 1 44M HD 40M VGA 

SUPER 386 DI - 60386 33MHz 2M FD 1 44M HD 80M VGA 

SUPER 366 DL - 80366 33MHz 2M FO 1 44M VGA 

SUPER 386 SL • 80366SI 20MHz 2M FD 1 44M HD 180» VGA 

SUPER 366 SL • 80366S* 20MHz 2M FD 1 44M HO 40M VGA 

SUPEH 366 SL • 6C366SI 20MHZ 2M FD 1 44M HD 80M VGA 

SUPER 366 SL - 80386S» 20MHz 2M FD 1 44M. VGA 

SUPER 366 STC - 80386» 20MHz C 16K. 2M HD IOOM 2FD 1 2/1 44M 

SUPER 366 STC - 80386» 20MHz C.16K 2M HD 180M 2FD 1 2/1 44M 

SUPER 386 STC - 80386» 20MHz C.16K. 2M HD 40M 2FD 1 2/1 44M 

SUPER 3665 - N Beoti 80386» 20MHz 2M FD 1 44M HD 40M LCD/VGA 

SUPER 336S - N Beo* 80386» 20MH: 2M FD 1 44M HD 60M ICO/VGA 

SUPER LT5-* - Lieo 80386» 20MHz 2M FD 144U HD IOOM LCO/VGA 

SUPER LT5- - L top B038fex 20MHz 2M fD 1.44M HD 40M LCD/VGA 


ICL 

ICL Italia S.p.A - Centro Direzionale Mltanoiioii - 28094 Milano - Tel. 
02/575921 


CS 386 S/SUP - RAM 2M FD 1 44M HD 40M D0S5 IT 

CS 386 S/SUP - RAM 2M FD 1 44M HD 40M DOS5 IT W!n3 mouse 

CS 386 S/SUP - RAM 2M FD 1 44M HD 85M DCS5 IT 

CS 386 S/SUP - RAM 4M FD I «4M HD 120M DOS5 IT 

CS 386 S/SUP - RAM 4M FD 1.44M HD 120M D0S5 IT Wn3 mouse 

CS 386 S/SUP - RAM 4M FD 1 44M HD 40M D0S5 IT 

CS 386 S/SUP - RAM 4M FD 1 44M HD 85M DOS5 iT 

CS 4816 SrSUP - RAM 2M FD 1 44M HD 40M DOS5 IT 

CS 486 S/SUP • RAM 2M FD T.44M HD 40M DOS5 IT Wln3 mouse 

CS 486 S/SUP - RAM 4M FD 1 44M HD 120M D0S5 IT 

CS 486 S/SUP - RAM 4M FD 1 44M HD 120M DOS5 IT Win3 mouse 

CX 386/HRA • 33MHZ RAJM 4M FD I 44M HD 120M D0S5 IT Wln3 mocae 

CX 386/HRA - 33MHz RAM 4M FD 1.44M HD 40M DOS5 IT 

CX 386/HRA - 33MHz RAM 4M FD 1.44M HD 4QM DOS5 IT Win3 mouse 


1 350000 
1 190000 
1 390000 

1250000 
1 350000 

990.000 
1050.000 
«750000 
4450000 
4 750000 
5950000 

550.000 
450000 


4930 000 
5.490.000 


5.750.000 

6.310.000 
8010000 
8510000 
7430000 
7990 000 
9.690000 
10190 000 
5230 000 
5.790000 
7.490000 

7990.000 
690 000 
750 000 


250.000 
270000 
325000 

490.000 
690000 


1590000 

1.220.000 

820.000 


5220000 

6.920000 

7.420.000 
3.590000 
2890000 
3090000 
2.490000 

2460.000 
1 760.000 
1 960.000 
1.360000 
3.190000 
3750000 

2.790.000 
3.190000 
3 390.000 
2990000 
2390000 


1 .840.000 

1.770.000 

2.110000 

2 . 210.000 

1670.000 
1900 900 
3140000 
3.230000 
3620000 

3.720.000 
3260000 
2880000 
2980000 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


415 




MCmicrocomputer n, 123 - novembre 1992 


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MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


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420 


MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


42' 



422 


MCmicrocomputer n. 123 • novembre 1992 



MCmicrocomputer n. 123 - novembre 1992 


423 


guida computer 


UX316 - 80386» 16MHz 2M 1.300.000 

UX320 80366». fflMHl <M ' 600.000 

WD6003EM Scusa EBieiue! WESTERN DIGITAL tua 16 Oli 600000 


US ROBOTICS 

Sprder Electronics Sn.c - Va Bouclmn. li ■ 10122 Torino - Tel 011/519505 


Corner HST modem I 500.000 

Corner HST Otal st - modem 2Q7000Q 

Courw HST DualTPC - modem 1 936.000 

Courier KST/PC • modem 1 «0000 

Carrier V32 Bis - modem 1.650000 

Courier V.32/PC - modem 1,571.000 


VEGAS 

Vegas Computer Communications ITALIA SpA - Via Baldaroese, US 
50041 Calmano /FI) - Tel 055/987S15I 


FULL 3625M CP - 8C386d* 25MHz 4M 2FD C.Pack HD SOM VGA 4 131 000 

FULL 3625H FD - 80386d* 25MHz 4M FD 1 2M HD SOM VGA 3.916.000 

FULL 3625M FD - 80386d* ?5MHz 4M FO 1.44M HD 80M VGA 3.902000 

FULL 4620S CP - 804365» 20MHr 4M 2FD C Pack HD BOM VGA 4740.000 

FULL 4620S FD - 60486S» 20MHz 4M FO 12M HD 80M VGA 4,625.000 

FULL 4620S FD KM86» ZOMHi 4M FD 1 44M HO SOM VGA 4.505000 

FULL 4633 GP - 80486dx 33MHz 4M 2FD CPacK HD 120M VGA 5 816000 

FULL 4633 FD - 804860* 33MH; 4M FD 1 2M HD 120M VGA 5.602000 

FULL 4633 FD • 804860* 33MH; 4M FD 1 44M HD 120M VGA 5.582.000 

MAXI 4633 CP • 804860* 33MHz 4M 2FD C.Pack HD 650M VGA 10.965.000 

MAXI 4633 FD • 804860* 33MHZ 4M FD 1.2M HD 650M VGA 10.849.000 

MAXI 4633 FD - 804860. 33MH; 4M FD 1 44M HD 650M VGA 10 858000 

MB1402 - rrcmilor monccmnolico 14’ risali*; 720*350 229000 

MIDI 2616 CP - 80286 16MHz 1M 2FD CPack HD 80M VGA 2796000 

MIDI 2616 FD - 80286 16MHz 1M FD 1.2M HD SOM VGA 2640.000 

MIDI 2616 FD - 80286 16MHz 1M FD 1.44M HD 80M VGA 2627.000 

MIDI 3616 CP • 80386S* I6MH2 1M 2FD CPack HD SOM VGA 2824.000 

MIDI 3616 FD - 80386» 16MHz 1M FD 1.2M HD SOM VGA 2,665.000 

MIDI 3616 FD - 80386» 16MHz 1M FD 1 44M HD 80M VGA 2.676.000 

MIDI 3620N CP • 8038&* 20MHz 2M 2FD C Pack HD 80M VGA 3438000 

MIDI 3620N FD • 89366» 20MHz 2M FD 12M HD 80M VGA 3.229000 

MIDI 3620W FD - 80386» 20MHz 2M FD 1.44M HD 80M VGA 3244000 

MIDI 3625N CP - 803860* 25MHz 4M 2FD C.Pack HO 80M VGA 3.998000 

MIDI 362SN FD - 803860*. 25MHz 4M FD 1.2M HO SOM VGA 3.784.000 

MIDI 3625N FD - 803860* 25MHz 4M FD 1.44M HD 80M VGA 3798.000 

MIDI 4620S CP - 60486» 20MHz 4M 2FD C.Pa» HD 80M VGA 4.605000 

MIDI 4620S FD - 80486» 20MHz 4M FD 1.2M HD 80M VGA 4.391 000 

MIDI 4620S FD - B0486» 20MHz 4M FD 1.44M HD 80M VGA 4.404.000 

MV14Q2 - monitor monecromeUw 14" risoli* 640*480 300.000 

MVM28TSE - monitor colore 14' risolar 800*600 713000 

MV142&BE VLMF - monitor colore 14" risola; 800*609 749.000 

MVI439D • monitor colore 14" risolta 640*480 649.000 

NT0 32060 - it Dook 80386» 20MH> 2M FD 1 44M HD 60M LCD VGA 3 246000 

SLIM 2616 - 80286 I6WIH2 1M 2FD C.Pack HD 80M VGA 2.618,000 

SLIM 3616 - 603865* 16MHz 1M 2FD C.Pack HD SOM VGA 2.713.000 

SLIM 3620N - 8038Ss< 20MHz 2M 2FD C.Pack HD 80M VGA 3 375.000 

TOTEM 3625N CP - 803860* 25MHz 4M 2FD CPack HD 80M VGA 5.002.000 

TOTEM 3S25N FD - 603860* 25MHz 4M FD 1 2M HD «OM VGA 4767.000 

TOTEM 3625N FD - 803860* 25MHZ 4M FD 1.44M HD 80M VGA 4.804.000 

TOTEM 4620S CP - 6046&S* 20MHz 4M 2FD C.Pack HO BOM VGA 5.605000 

TOTEM 4620S FD - 60486» 20MHz 4M FD I 2M HO BOM VGA 5.391 000 

tOTEM 4620S FD • 80466» 20MHz 4M FO 1.44M HD 80M VGA 5.402000 

TOTEM 4633 CP - 804860* 33MHz 4M 2FD C Pack HD 120M VGA 6 682000 

TOTEM 4633 FD - 804860* 33MHz 4M FD 12M HD 120M VGA 6.467.000 

TOTEM 4633 FO - 804860* 33MHz 4M FD 1 44M HD 120M VGA 6.478000 


VERRAN ELECTRONICS 

Dsfamahc SpA - Va AgortìaL 34 - 20127 Urlano - Tel 02/2671131 


8UFFERPACK 1M - PuHer 1M per stamparli parallele 920000 

BUFFERPACK 512K - pulì» 512K per stampami parallele 650.000 

DATAUNK - trasmettitore orate convogliale PCZsampanle 620.000 

DATALINK OPS - ricevitore onde convogliale PC/sampante 810.000 

PRlNTERLINK - auloswtcti modulare PC/sEampante 320.000 


VICTOR 

Victor m - Via Aorta, 23 - 16143 Genova - Tel. 010/3770712 


GRIDCASE 1550 - LTp» 60386SX 20MHz 2M FO 1.44M HO 120M VGA 14 300.000 
GRIDCASE 1550 - LTp» 603S6SX 20MHz 2M FD 1.44M HD 60M VGA 13.800.000 
T486T33-105 - Tower 80466 33MHz, 4M FO 144M HD 105M VGA 13.250.000 
T466T33-129Q - Torsi 80486 33MHz. 4M FD 1.44M HD 120OM VGA 21250.000 
T466T33-210 - Tower 80486 33MHz 4M FD 1 44M HD 210M VGA 14 850.000 


T486T33-340 - Tower 60486 33MHz. 4M FD 1.44M HD 340M VGA 17,050000 

T486T33-600 - Tower 80486 33MHz. 4M FD 1.44M HD 60OM VGA 18950000 

V386M25-0 - D Top 80386 25MHz. 4M FD 1 44M VGA 5800 000 

V386M25-105 - DToo 80386 25MHZ. 4M FD 1 44M HD 105M VGA 7350000 

V386M25-210 - DTop 80386 25MHJ 4M FD 1 44M HD 210M VGA 9.000.000 

V386M25-52 - DTop 80366 25MHZ. 4M FD 1 44M HD 52M VGA 6900 000 

V386M33-0 - D Top 80386 33MHz. 4M FD 1 44M SVGA 6300000 

V386M33-105 - D Top 60386 33MHz. 4M FD 1 44M HD I05M S VGA 7850.000 

V386M33-2I0 - DTop 80386 33MHz. 16M FO 1 44M HD 210M SVGA 12250000 

V386M33-210 - OTop 80386 33MHz, 4M FD 1 44M HD 210M S VGA 9550 000 

V386MT25-105 - Tower 80386 25MHz. 4M FD 1 44M HD 105M VGA 8 650.000 

V386MT25-210 - Tower 80386 2SMHz 4M FO 1 44M HD 210M VGA 10.250 000 

V386MT25-420 - Tower 80386 25MHz. 4M FD 1 44M HD 420M VGA 12600 OOO 

V388MT33-105 - Tower 80386 33MHz. 4M FD 1 44M HD I05M S VGA 9300 OOO 

V386M733-210 - Tower 80386 33MHz. 16M FD I 44M HD 210M SVGA 13.350 000 

V386MT33-210 - Tower 80386 33MHz, 4M FD 1.44M HD 210M SVGA 10950.000 

V386MT33-420 - Tower 80386 33MHz. 16M FD 1 44M HD 420M SVGA 16850000 

V3B6MT33-420 - Tower 80386 33MHz, 4M FD 1 44M HD 420M SVGA 13350000 

V366MX16-0 DTop 80386» 16MHz, IM FD 1.44M VGA 3250.000 

V386MX15-52 - D Top 80386SX 16MHz. 1M FD 1 44M HD 52M VGA 4,300,000 

V386MX2O-0 - DTop 80386» 20MHz. 2M FD 1 44M VGA 3900000 

V386MX20-105 DTop 80386» 20MHz 2M FD 1 44M HD 105M VGA 5500000 

V386MX20-210 - D.Top 80386» 20MHz. 2M FD 1 44M HD 210M VGA 7100.000 

V386MX20-52 - D Top 80386» 20MHz. 2M FD I.44M HD 52M VGA 5.050 000 

V386PX - LTop 80386 16MHz 4M FO 1.44M HO 40M VGA 7200.000 

V386T33- 1200 - Tower 80386 33MHz 16M FD 1 <4M HO 1200M VGA 20350.000 

V386T33-1200 • Tower 80386 33MHz 4M FD 1 44M HD 1200M VGA 17.800 000 

V386T33-600 - Tpwer 60386 33MHz, 16M FD 1.44M HD 600M VGA 18000.000 

V386T33-600 • Tower 80386 33MHz 4M FD 1 44M HD 600M VGA 15 450.000 


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MASTERSPORT 286 - 80286 12MHz RAM 1M FD 1.44M HD 30M LCD VGA 2990000 

MASTERSPORT 386SL - 80386» 2074Hz RAM 2M FD 1.44M HD 60M LCD VGA 5090.000 

MASTERSPORT 386SLB - 80386sl« 25MHz RAM 2M FD 1.44M HD 85M LCD VGA 5 990 000 
MASTERSPORT 386SX ■ 80386» 20MHz RAM 2M FD I.44M HD 60M LCD VGA 4 190 OOO 

MASTERSPORT 386SX - B0386S* 20MHz RAM 2M FD 1 44M HD 85M LCD VGA 4 690 OOO 

SLIMSPORT 286 - 60C286 16MHz RAM 1M FD 1.44M HD 20M LCD VGA 2890.000 

SUMSPORT 286 - 80C286 16MHz RAM 1M FD 1 44M HD 40M LCD VGA 3390.000 

231BSW40 - 80386S* 16MHz RAM 1M FD 1.44M HD 40M VGA ! 890 000 

23205X740 - 80386» 20MHz RAM 2M FD 1.44M HD 40M VGA 2 590.000 

23205*780 - 80386» 20MHz RAM 2M FD 1 44M HD 80M VGA 2.990.000 

2386725-150 - 30386 25MHz FtAM 4M FD 1 44M HD 150M VGA 6850 000 

2386725-70 ■ 80386 25MHz RAM 4M FD 1 44M HD 70M VGA 6200.000 

Z386/33E-159 - 80386 EISA 33MHz, 4M FD 144M HD 150M VGA 9.100 000 

2386/33E-320 - 80386 EISA 33MHz 4M FO 1.44M HD 320M VGA 10 450 000 

23885*716-40 - 80386» 16MHz, 2M FD 1 44M HD 40M 4.490.000 

2386sx/20-l - 80386s* 20MHz RAM 2M FD 1.44M SVGA 2 990.000 

2386SX/20-200 - 80366» 20MHz RAM 2M FD 1 44M HD 200M SVGA 4 290 OOO 

23865*720-80 - 80386» 2QMHz RAM 2M FD 1 44M HD 80M SVGA 3 690.000 

2486/25E-170 - 80486 25MHz RAM 4M FD 1.44M HD 170M VGA 10300.000 

2486725E-80 - 80486 25MHz RAM 4M FD 1.44M HD 80V VGA 7 850.000 

2486/33ET-360 - 80486 33MHz RAM 8M FD 1 44M HD 360M VGA 17 600 000 

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2CM-1492-E - monitor 14" VGA FTM analogico, «More 1 300 OOO 

2CM-IS50-E - monitor 16" Multisene colore alta risoluzione 2 300.000 

ZISI20-0 - 80386» 20MHz RAM 2M «ideo VGA t 790.000 

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424 


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hardware e software originale, offerte varie di collaborazione e consulenze, eccetera. Allegare L. 50.000 (in assegno) per 
ogni annuncio (lunghezza massima: spazio sul retro di questo modulo). Non si accettano prenotazioni per più numeri, 
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speculativo e gli annunci Mrcrotrade mancanti dell'importo saranno cestinati senza che sia data alcuna specifica comunicazione 
agli autori Per gli annunci relativi a Microtrade. MCmicrocomputer si nsetva il diritto di respingere, a suo insindacabile giudizio e 
senza spiegazioni, qualsiasi annuncio dietro semplice restituzione della somma inviata In particolare saranno respinte le olletle 
di vendita di copie palesemente contrattane di software di produzione commerciale 

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cliente, vengono prevenUvamente sottoposti al test di 
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